En las tareas del proletariado en la revolución. (Tesis de Abril) Vladimir Lenin (1917)Vladimir Lenin (1917) : Sui compiti del proletariato nella rivoluzione attuale (Tesi d’Aprile) -V. I. Lenin- THE TASKS OF THE PROLETARIAT IN THE PRESENT REVOLUTION . (April Theses )

Sui compiti del proletariato nella rivoluzione attuale
(Tesi d’Aprile)

Vladimir Lenin (1917)

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Scritto il 4 e 5 (17 e 18) aprile 1917
Pubblicato il 7 (20) aprile 1917 nella Pravda n° 26
Questo articolo, pubblicato il 7 aprile 1917 sulla Pravda, contiene le celebri Tesi di aprile di Lenin, che evidentemente furono redatte da lui durante il viaggio alla vigilia del suo rientro a Pietrogrado.
Lenin presentò le tesi il 4 (17) aprile in due riunioni: in un’assemblea di bolscevichi e in un’assemblea comune di bolscevichi e menscevichi delegati alla Conferenza dei Soviet dei deputati operai e soldati di tutta la Russia al Palazzo di Tauride.

Trascritto per Internet da mishu, Novembre 1999


Giunto a Pietrogrado nella notte del 3 aprile, naturalmente solo a mio nome e con le riserve dovute alla mia insufficiente preparazione, potevo presentare alla riunione del 4 aprile un rapporto sui compiti del proletariato rivoluzionario.

Il solo mezzo che avevo per agevolare il mio lavoro – e quello degli oppositori in buona fede – era quello di preparare delle tesi scritte. Ne ho dato lettura e ne ho trasmesso il testo al compagno Tsereteli. Le ho lette molto lentamente due volte: prima alla riunione dei bolscevichi e poi a quella dei bolscevichi e dei menscevichi.

Pubblico ora queste mie tesi personali, corredate soltanto con brevissime note esplicative, che ho esplicato assai più minuziosamente nel mio rapporto.

TESI

1. Nel nostro atteggiamento verso la guerra, che, da parte della Russia, anche sotto il nuovo governo di Lvov e soci, rimane incontestabilmente una guerra imperialistica di brigantaggio, in forza del carattere capitalistico di questo governo, non è ammissibile la benché minima concessione al “difensismo rivoluzionario”.

Il proletariato cosciente può dare il suo consenso ad una guerra rivoluzionaria che giustifichi realmente il difensismo rivoluzionario solo alle seguenti condizioni: a) passaggio del potere al proletariato e agli strati più poveri dei contadini che si schierano dalla sua parte; b) rinuncia effettiva, e non verbale, a qualsiasi annessione; c) rottura completa ed effettiva con tutti gli interessi del capitale.

Data l’innegabile buona fede di larghi strati dei rappresentanti delle masse favorevoli al difensismo rivoluzionario, che accettano la guerra come una necessità e non per spirito di conquista, e poiché essi sono ingannati dalla borghesia, bisogna spiegar loro con particolare cura, ostinazione e pazienza, l’errore in cui cadono, svelando il capitale insolubile fra il capitale e la guerra imperialistica, dimostrando che è impossibile metter fine alla guerra con una pace veramente democratica, e non imposta con la forza, senza abbattere il capitale.

Organizzare la propaganda più ampia di questa posizione nell’esercito combattente.

Fraternizzare.

2. L’originalità dell’attuale momento in Russia consiste nel passaggio dalla prima fase della rivoluzione, che ha dato il potere alla borghesia a causa dell’insufficiente grado di coscienza e di organizzazione del proletariato, alla sua seconda fase, che deve dare il potere al proletariato e agli strati poveri dei contadini.

Questo passaggio è caratterizzato, anzitutto, dal massimo di possibilità legali (fra tutti i paesi belligeranti la Russia è oggi il paese più libero del mondo), inoltre, dall’assenza di violenza contro le masse, e infine, dall’inconsapevole fiducia delle masse nel governo dei capitalisti, che sono i peggiori nemici della pace, e del socialismo.

Questa situazione originale ci impone di saperci adattare alle condizioni particolari del lavoro di partito tra le grandi masse proletarie, che si sono appena ridestate alla vita politica.

3. Non appoggiare in alcun modo il Governo provvisorio, dimostrare la completa falsità di tutte le sue promesse, soprattutto di quelle concernenti la rinuncia alle annessioni. Smascherare questo governo, invece di “rivendicare” – ciò che è inammissibile e semina illusioni – che esso, governo di capitalisti, cessi di essere imperialistico.

4. Riconoscere che il nostro partito è in minoranza, e costituisce per ora un’esigua minoranza, nella maggior parte dei Soviet dei deputati operai, di fronte al blocco di tutti gli elementi opportunistici piccolo-borghesi, che sono soggetti all’influenza della borghesia e che estendono quest’influenza al proletariato: dai socialisti-popolari e dai socialisti-rivoluzionari fino al Comitato di organizzazione (Ckheidze, Tsereteli, ecc.), a Steklov, ecc. ecc.

Spiegare alle masse che i Soviet dei deputati operai sono l’unica forma possibile di governo rivoluzionario e che, pertanto, fino a che questo governo sarà sottomesso all’influenza della borghesia, il nostro compito potrà consistere soltanto nello spiegare alle masse in modo paziente, sistematico, perseverante, conforme ai loro bisogni pratici, agli errori della loro tattica.

Fino a che saremo in minoranza, svolgeremo un’opera di critica e di spiegazione degli errori, sostenendo in pari tempo la necessità del passaggio di tutto il potere statale ai Soviet dei deputati operai, perché le masse possano liberarsi dei loro errori sulla base dell’esperienza.

5. Niente repubblica parlamentare – ritornare ad essa dopo i Soviet dei deputati operai sarebbe un passo indietro – ma Repubblica dei Soviet di deputati degli operai, dei salariati agricoli e dei contadini in tutto il paese, dal basso in alto.

Sopprimere la polizia, l’esercito [*1] e il corpo dei funzionari.

Lo stipendio dei funzionari – tutti eleggibili e revocabili in qualsiasi momento – non deve superare il salario medio di un buon operaio.

6. Nel programma agrario spostare il centro di gravità sui Soviet dei deputati dei salariati agricoli.

Confiscare tutte le grandi proprietà fondiarie.

Nazionalizzare tutte le terre del paese e metterle a disposizione di Soviet locali di deputati dei salariati agricoli e dei contadini. Costituire i Soviet dei deputati dei contadini poveri. Fare di ogni grande tenuta (da 100 a 300 desiatine circa, secondo le condizioni locali, ecc. e su decisione degli organismi locali) un’azienda modello coltivata per conto della comunità e sottoposto al controllo dei Soviet dei deputati dei salariati agricoli.

7. Fusione immediata di tutte le banche del paese in un’unica banca nazionale, posta sotto il controllo dei Soviet dei deputati operai.

8. Il nostro compito immediato non è l'”instaurazione” del socialismo, ma, per ora, soltanto il passaggio al controllo della produzione sociale e della ripartizione dei prodotti da parte dei Soviet dei deputati operai.

9. Compiti del partito:

  1. convocare immediatamente il congresso del partito;
  2. modificare il programma del partito, principalmente:
    1. sull’imperialismo e sulla guerra imperialistica;
    2. sull’atteggiamento verso lo Stato e sulla nostra rivendicazione dello “Stato-Comune” [*2]
    3. emendare il programma minimo, ormai invecchiato;
  3. cambiare il nome del partito [*3].

10. Rinnovare l’Internazionale.

Prendere l’iniziativa della creazione di un’Internazionale rivoluzionaria contro i socialsciovinisti e contro il “centro” [*4].

Affinché il lettore capisca per quale motivo ho dovuto sottolineare come una rara eccezione il “caso” degli oppositori in buona fede, io invito a confrontare con queste tesi la seguente obiezione del signor Goldenberg: Lenin “ha issato la bandiera della guerra civile in seno alla socialdemcrazia rivoluzionaria” (citato nel n°5 dell’Edinstvo [1] del signor Plekhanov).

Non è una perla?

Scrivo, leggo, ribadisco: “Data l’innegabile buona fede di larghi strati dei rappresentanti delle masse favorevoli al difensismo rivoluzionario… e poiché essi sono ingannati dalla borghesia, bisogna spiegar loro con particolare cura, ostinazione e pazienza, l’errore in cui cadono…”

Ma i signori della borghesia, che si dicono socialdemocratici e non sono né i larghi strati né i rappresentanti delle masse difensiste, riferiscono imperturbabili le mie opinioni in questa forma: “Ha issato (!) la bandiera (!) della guerra civile” (di cui non ho fatto parola nelle tesi o nel rapporto) “in seno (!!) alla socialdemocrazia rivoluzionaria…”.

Che cos’è questa roba? Che differenza c’è tra questo e l’istigazione dei pogrom, tra questo e la Russkaia Volia?

Scrivo, leggo, ribadisco: “i Soviet dei deputati operai sono l’unica forma possibile di governo rivoluzionario e che, pertanto, fino a che questo governo sarà sottomesso all’influenza della borghesia, il nostro compito potrà consistere soltanto nello spiegare alle masse in modo paziente, sistematico, perseverante, conforme ai loro bisogni pratici, agli errori della loro tattica”.

Ma gli oppositori di un certo tipo presentano le mie opinioni come un appello alla “guerra civile in seno alla socialdemocrazia rivoluzionaria”!!

Ho attaccato il Governo provvisorio perché non ha fissato un termine, né vicino né lontano, per la convocazione dell’Assemblea costituente, cavandosela con vuote promesse. Ho dimostrato che, senza i Soviet dei deputati degli operai e dei soldati, la convocazione dell’Assemblea costituente non è garantita e il suo complesso è impossibile.

E si pretende che io sia contrario alla più sollecita convocazione dell’Assemblea costituente!!

Direi che queste affermazioni sono “deliranti”, se decenni di lotta politica non mi avessero insegnato a considerare la buona fede degli oppositori come una rara eccezione.

Il signor Plekhanov ha scritto nel suo giornale che il mio discorso è “delirante”. Benissimo, signor Plekhanov! Ma guardate quanto siete malaccorto, maldestro e poco perspicace nella vostra polemica. Se per due ore ho detto cose deliranti, come mai centinaia di ascoltatori hanno tollerato il mio “delirio”? E poi perché il vostro giornale consacra un’intera colonna a questo delirio? Tutto questo zoppica, zoppica molto.

Certo, è molto più facile gridare, ingiurare, strepitare che tentar di esporre, chiarire, ricordare in che modo abbiano ragionato Marx ed Engels, nel 1871, nel 1872 e nel 1875, sull’esperienza della Comune di Parigi [2] e sui caratteri dello Stato di cui il proletariato ha bisogno.

L’ex marxista signor Plekhanov, probabilmente, non vuole ricordarsi del marxismo.

Ho citato le parole di Rosa Luxemburg, che il 4 agosto 1914 definì la socialdemocrazia tedesca un “fetido cadavere”. I signori Plekhanov, Goldenberg e soci “si sono risentiti”… per conto di chi? Per conto degli sciovinisti tedeschi, che sono stati chiamati sciovinisti!

Eccoli in un bell’imbroglio, poveri socialsciovinisti russi, socialisti a parole e sciovinisti nei fatti!

Note

*1. Cioè sostituire l’esercito permanente con l’armamento generale del popolo.

*2. Cioè di uno Stato di cui la Comune di Parigi ha fornito il primo modello.

*3. Invece di “socialdemocrazia”, i cui capi ufficiali (“difensisti” e “kautskiani” tentennanti), hanno tradito il socialismo in tutto il mondo, passando alla borghesia, dobbiamo chiamarci Partito comunista.

*4. Si chiama “centro” nella socialdemocrazia internazionale la corrente che oscilla tra gli sciovinisti (= “difendisti”) e gli internazionalisti: ne fanno parte Kautsky e soci in Germania, Longuet e soci in Francia, Ckheidze e soci in Russia, Turati e soci in Italia, MacDonald e soci in Inghilterra, ecc.

1. Edinstvo (L’Unità), giornale, organo dei difensisti, gruppo di estrema destra dei menscevichi con a capo G. Plekhanov, si pubblicò a Pietrogrado dal maggio 1914 al gennaio 1918.

Invitando ad appoggiare il Governo provvisorio e pronunciandosi a favore della coalizione con la borghesia, il giornale lottava contro i bolscevichi, ricorrendo non di rado ai metodi della stampa gialla.

2. Si Veda K. Marx e F. Engels, Manifesto del partito comunista. Prefazione all’edizione tedesca (1872); K. Marx, La guerra civile in Francia. Indirizzo del Congresso generale dell’associazione Internazionale degli operai e Critica del programma di Gotha; la lettera di F. Engels a A. Bebel del 18-28 marzo 1875; le lettere di K. Marx a L. Kugelmann del 12 e del 17 aprile 1871.

En las tareas del proletariado en la revolución de ahora
(Tesis de Abril)
Vladimir Lenin (1917)

Escrito el 04:05 (17:18) 04 1917
Publicado el 7 (20) abril de 1917 en Pravda N º 26
Este artículo, publicado en Pravda el 7 de abril de 1917, contiene la famosa Tesis de Abril de Lenin, que al parecer fueron escritos por él durante el viaje en la víspera de su regreso a Petrogrado.
Lenin presentó su tesis sobre cuatro (17) en abril, en dos reuniones: en una reunión de bolcheviques y mencheviques y bolcheviques delegados conjuntas de la Asamblea de la Conferencia de los Soviets de obreros y soldados de toda Rusia en el Palacio de Táuride.

Transcrito para el Internet por Mishu, noviembre de 1999

Al llegar a Petrogrado en la noche del 03 de abril, por supuesto, sólo mi nombre y con las reservas debido a mi preparación inadecuada, podría proporcionar a la reunión del 4 de abril, un informe sobre las tareas del proletariado revolucionario.

Lo único que podía hacer para facilitar mi trabajo – y la de los opositores de buena fe – fue la preparación de la tesis por escrito. He leído y me envió el texto al camarada Tsereteli. Los leí dos veces muy lentamente: la primera reunión de los bolcheviques y luego a la de los bolcheviques y mencheviques.

Publico estas tesis personales mías con sólo los más breves notas explicativas, que yo explicar con más detalle en el informe.

TESIS

1. En nuestra actitud hacia la guerra, que, por parte de Rusia, incluso bajo el nuevo gobierno de Lvov y Cía, sin duda, sigue siendo una guerra de rapiña imperialista, en virtud del carácter capitalista de este gobierno, no es elegible para recibir la más mínima concesión ” defensismo revolucionario “.

El proletariado consciente sólo puede dar su consentimiento a una guerra revolucionaria que justifique verdaderamente el defensismo revolucionario sólo bajo las siguientes condiciones: a) La transferencia de poder al proletariado y los más pobres de los campesinos alineados por su parte, b) exención en y no verbal, a causa de la anexión, c) una ruptura total con todos los verdaderos intereses del capital.

Dada la indudable buena fe de esos amplios sectores de los creyentes de masas en defensistas revolucionarios de filas, que admiten la guerra como una necesidad y no de conquista, y debido a que son engañados por la burguesía, hay que explicarles con detenimiento particular, la persistencia y la paciencia , el error de ellos, revelando la capital insoluble entre el capital y la guerra imperialista, que muestra que es imposible poner fin a la guerra con una paz verdaderamente democrática y no impuesta por la fuerza, sin derrocar el capital.

Para organizar la propaganda de este puesto de trabajo más amplio en el ejército.

Fraternización.

2. La originalidad de la situación actual en Rusia consiste en la transición de la primera fase de la revolución que dio poder a la burguesía a causa de la falta de conciencia de clase y la organización del proletariado, en su segunda fase, que debe dar el poder de proletariado y los campesinos más pobres.

Esta transición se caracteriza, en primer lugar, por un máximo de ley (entre todos los países beligerantes, Rusia es ahora el país más libre del mundo), también por la ausencia de la violencia contra las masas, y, finalmente, por la confianza irracional de las masas en el gobierno de los capitalistas, los peores enemigos de la paz y el socialismo.

Esta situación peculiar exige que saber adaptarse a las condiciones especiales de trabajo del Partido entre las masas sin precedentes amplias del proletariado que acaban de despertar a la vida política.

3. No apoyo al gobierno provisional, la completa falsedad de todas sus promesas, especialmente las relativas a la renuncia a las anexiones. La exposición de este Gobierno, en lugar de “denuncia” – que es una ilusión inadmisible, – que, el gobierno de los capitalistas, debe dejar de ser un imperialista.

4. Reconociendo que nuestro partido es una minoría, y es por ahora una minoría en la mayoría de los Soviets de diputados obreros, frente al bloque de todos los elementos oportunistas pequeño-burgueses, que están sujetos a la influencia de la burguesía y el extender esta influencia en el proletariado de la. socialista-populista y socialista-revolucionario, al Comité Organizador (Chjeídze, Tsereteli, etc.), al Steklov, etc etc.

Las masas que los Soviets de diputados obreros son la única forma posible de gobierno revolucionario y que, por lo tanto, hasta que este gobierno cede a la influencia de la burguesía, nuestra tarea es sólo para explicar a las masas en un paciente sistemática, persistente, de acuerdo con sus necesidades prácticas, los errores de su táctica.

Hasta que no estemos en minoría, llevará a cabo una labor de crítica y esclarecimiento de los errores y, al mismo tiempo la necesidad de transferir todo el poder del Estado a los Soviets de diputados obreros, porque las masas pueden superar sus errores sobre la base de ‘ Experiencia.

5. Nada República parlamentaria – volver a los soviets de diputados obreros sería dar un paso atrás – pero la República de los Soviets de diputados de los trabajadores, los trabajadores agrícolas y campesinos en todo el país, de abajo hacia arriba.

Eliminar la policía, el ejército [* 1] y el cuerpo de funcionarios.

El sueldo de los funcionarios – todos los elegidos y revocables en cualquier momento – no superen el salario promedio de un trabajador.

6. En el programa agrario, trasladar el centro de gravedad en los Soviets de Trabajadores Agrícolas.

Confiscar todas las grandes haciendas.

Nacionalización de todas las tierras en el país y ponerlos a disposición de los soviets locales de diputados de Obreros Agrícolas y Campesinos. Establecer los soviets de diputados campesinos pobres. Haga cualquier gran propiedad (100 a 300 desiatine acerca, de acuerdo a las condiciones locales, etc. Y a lo decidido por las entidades locales) modelo de negocio se cultivan en nombre de la comunidad y bajo el control de los soviets de braceros.

7. La fusión inmediata de todos los bancos del país en un solo banco nacional, bajo el control de los Soviets de diputados obreros.

8. Nuestra tarea inmediata es el “introducir” el socialismo, pero, por ahora, sólo el paso al control de la producción social y la distribución de los productos por los Soviets de diputados obreros.

9. Tareas del partido:

convocar inmediatamente un congreso del partido;
cambiar el programa del partido, principalmente:
el imperialismo y la guerra imperialista;
actitud hacia el Estado y nuestra reivindicación de la “Ciudad-Estado” [* 2]
modificar el programa mínimo, ya envejecido;
cambiar el nombre de la persona [* 3].

10. Renew International.

Tome la iniciativa en la creación de un revolucionario en contra de los socialchovinistas y contra el “centro” [4].

Para que el lector comprenda por qué tenía que señalar como una rara excepción el “caso” de opositores de buena fe, los invito a comparar con estas teorías de la siguiente objeción del señor Goldenberg: Lenin “, izó la bandera de la guerra civil dentro de la socialdemcrazia revolucionario “(citado en el número 5 dell’Edinstvo [1] El señor Plejánov).

No es una perla?

Que escribir, leer, repetir: “Dada la indudable buena fe de esos amplios sectores de los creyentes de masas en defensistas revolucionarios de filas … y ya que son engañados por la burguesía, hay que explicarles con detenimiento particular, la persistencia y la paciencia, el error que les … “

Pero los señores de la burguesía, que se autodenominan demócratas sociales y no son ni los representantes ni los amplios sectores de las masas difensiste, se refieren unperturbed mis opiniones en esta forma: “Se izó la bandera de la Guerra Civil (¡!) (!)” (De Yo no he dicho una palabra en la tesis o informe) “en (!) … la democracia revolucionaria”.

¿Qué es esto? ¿Cuál es la diferencia entre esta y la instigación de los pogromos, entre éste y el Russkaya Volia?

Que escribir, leer, repetir, “los Soviets de diputados obreros son la única forma posible de gobierno revolucionario y que, por lo tanto, hasta que este gobierno se someta a la influencia de la burguesía, nuestra tarea es sólo para explicar a las masas un paciente, sistemática, persistente, de acuerdo con sus necesidades prácticas, los errores de su táctica. “

Pero los opositores de un determinado tipo tengo mis opiniones como una apelación a la “guerra civil en el seno de la democracia revolucionaria”!

He atacado al Gobierno Provisional, ya que no se ha fijado una fecha límite, cerca o lejos, para la convocatoria de la Asamblea Constituyente, cavandosela con promesas vacías. He demostrado que, sin los Soviets de obreros y soldados, la convocatoria de la Asamblea Constituyente no está garantizada y el todo es imposible.

Y usted espera que yo sea contrario a la celebración más rápida de la Asamblea Constituyente!

Yo diría que estas declaraciones son “delirantes”, si décadas de lucha política que no se les había enseñado a considerar la buena fe de los opositores como una rara excepción.

El señor Plejánov escribió en su diario que mi discurso es “delirante”. Muy bien, señor Plejánov! Pero mira cómo estás incómodo, torpe y no muy profundo en su argumento. Si durante dos horas, me dijo cosas locas, como nunca cientos de oyentes han tolerado mi “locura”? Y debido a que el periódico dedica una columna entera a esta locura? Todo esto cojo, muy cojo.

Claro, es mucho más fácil gritar ingiurare, bramó que tratan de explicar, aclarar, recordar lo que han motivado Marx y Engels, en 1871, 1872 y 1875, la experiencia de la Declaración de París [2] y en los personajes Estado del que el proletariado necesita.

El ex marxista señor Plejánov, probablemente no se quiere estar seguro del marxismo.

He citado las palabras de Rosa Luxemburgo, quien llamó a la 04 de agosto 1914 la socialdemocracia alemana un “cadáver maloliente”. Los señores Plejánov, Goldenberg y colaboradores “resentido” … ¿para quién? En nombre de los chovinistas alemanes, que fueron llamados chovinistas!

Aquí están en un bell’imbroglio, los pobres de Rusia social, los socialistas en las palabras y los chovinistas en obras!

Notas

* 1. Es decir, sustituir el ejército permanente con el armamento general del pueblo.

* 2. Eso es un Estado de la Ciudad de París ha proporcionado el primer modelo.

* 3. En lugar de la “democracia social”, cuyo oficial de los líderes (“defensistas” y vacilante “de Kautsky”), han traicionado al socialismo en todo el mundo, ir a la burguesía, hay que llamar al Partido Comunista.

* 4. Se llama “centro” en las actuales oscila internacionales sociales entre los chovinistas (= “difendisti”) y los internacionalistas las: son parte de Kautsky y compañía en Alemania, Longuet y compañía en Francia, Chjeídze y sus socios en Rusia, Turati y compañía en Italia, MacDonald y compañía en Inglaterra, etc.

1. Edinstvo (Unidad) periódico, órgano de defensistas, grupo de extrema derecha de los mencheviques, encabezados por el Sr. G. Plejánov, se publicó en Petrogrado desde mayo 1914 a enero 1918.

Invitar a apoyar al Gobierno provisional y en favor de la coalición de respuesta con la burguesía, el periódico luchó contra los bolcheviques, a menudo recurriendo a los métodos de la prensa amarilla.

2. Se Veda K. Marx y F. Engels, Manifiesto del Partido Comunista. Prefacio a la edición alemana (1872); K. Marx, La guerra civil en Francia. Dirección general del Congreso Internacional de los Trabajadores y la Crítica del Programa de Gotha, la letra F. Engels A. Bebel de 18 a 28 marzo de 1875, cartas de K. Marx a L. Kugelmann, de 12 y 17 de abril de 1871.

V. I. Lenin-

THE TASKS OF THE PROLETARIAT IN THE PRESENT REVOLUTION

From V. I. Lenin, Collected Works, 4th English Edition,
Progress Publishers, Moscow, 1964

Vol. 24, pp. 21-29.

Translated from the Russian
Edited by Bernard Isaacs


Prepared © for the Internet by David J. Romagnolo, djr@cruzio.com (June 1997)


THE TASKS OF THE PROLETARIAT  IN THE PRESENT REVOLUTION[1]

    I did not arrive in Petrograd until the night of April 3, and therefore at the meeting on April 4 I could, of course, deliver the report on the tasks of the revolutionary proletariat only on my own behalf, and with reservations as to insufficient preparation.

    The only thing I could do to make things easier for myself — and for honest opponents — was to prepare the theses in writing. I read them out, and gave the text to Comrade Tsereteli. I read them twice very slowly: first at a meeting of Bolsheviks and then at a meeting of both Bolsheviks and Mensheviks. I publish these personal theses of mine with only the briefest explanatory notes, which were developed in far greater detail in the report.

THESES

    1) In our attitude towards the war, which under the now government of Lvov and Co. unquestionably remains on Russia’s part a predatory imperialist war owing to the capitalist nature of that government, not the slightest concession to “revolutionary defencism” is permissible.

    The class-conscious proletariat can give its consent to a revolutionary war, which would really justify revolutionary defencism, only on condition: (a) that the power pass to the proletariat and the poorest sections of the peasants aligned with the proletariat; (b) that all annexations be renounced in deed and not in word; (c) that a complete break be effected in actual fact with all capitalist interests.

    In view of the undoubted honesty of those broad sections of the mass believers in revolutionary defencism who accept the war only as a necessity, and not as a means of con-

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quest, in view of the fact that they are being dcceived by the bourgeoisie, it is necessary with particular thoroughness, persistence and patience to explain their error to them, to explain the inseparable connection existing between capital and the imperialist war, and to prove that without overthrowing capital it is impossible to end the war by a truly democratic peace, a peace not imposed by violence.

    The most widespread campaign for this view must be organised in the army at the front.

    Fraternisation.

    2) The specific feature of the present situation in Russia is that the country is passing from the first stage of the revolution — which, owing to the insufficient class-consciousness and organisation of the proletariat, placed power in the hands of the bourgeoisie — to its second stage, which must place power in the hands of the proletariat and the poorest sections of the peasants.

    This transition is characterised, on the one hand, by a maximum of legally recognised rights (Russia is now the freest of all the belligerent countries in the world); on the other, by the absence of violence towards the masses, and, finally, by their unreasoning trust in the government of capitalists, those worst enemies of peace and socialism.

    This peculiar situation demands of us an ability to adapt ourselves to the special conditions of Party work among unprecedentedly large masses of proletarians who have just awakened to political life.

    3) No support for the Provisional Government; the utter falsity of all its promises should be made clear, particularly of those relating to the renunciation of annexations. Exposure in place of the impermissible, illusion-breeding “demand” that this government, a government of capitalists, should cease to be an imperialist government.

    4) Recognition of the fact that in most of the Soviets of Workers’ Deputies our Party is in a minority, so far a small minority, as against a bloc of all thepetty-bourgeois opportunist elements, from the Popular Socialists and the Socialist-Revolutionaries down to the Organising Committee[2] (Chkheidze, Tsereteli, etc.), Steklov, etc., etc., who have yielded to the influence of the bourgeoisie and spead that influence among the proletariat.

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    The masses must be made to see that the Soviets of Workers’ Deputies are the only possible form of revolutionary government, and that therefore our task is, as long as this government yields to the influence of the bourgeoisie, to present a patient, systematic, and persistent explanation of the errors of their tactics, an explanation especially adapted to the practical needs of the masses.

    As long as we are in the minority we carry on the work of criticising and exposing errors and at the same time we preach the necessity of transferring the entire state power to the Soviets of Workers’ Deputies, so that the people may overcome their mistakes by experience.

    5) Not a parliamentary republic — to return to a parliamentary republic from the Soviets of Workers’ Deputies would be a retrograde step — but a republic of Soviets of Workers’, Argicultural Labourers’ and Peasants’ Deputies throughout the country, from top to bottom.

    Abolition of the police, the army and the bureaucracy.[*]

    The salaries of all officials, all of whom are elective and displaceable at any time, not to exceed the average wage of a competent worker.

    6) The weight of emphasis in the agrarian programme to be shifted to the Soviets of Agricultural Labourers’ Deputies.

    Confiscation of all landed estates.

    Nationalisation of all lands in the country, the land to be disposed of by the local Soviets of Agricultural Labourers’ and Peasants’ Deputies. The organisation of separate Soviets of Deputies of Poor Peasants. The setting up of a model farm on each of the large estates (ranging in size from 100 to 300 dessiatines, according to local and other conditions, and to the decisions of the local bodies) under the control of the Soviets of Agricultural Labourers’ Deputies and for the public account.

    7) The immediate amalgamation of all banks in the country into a single national bank, and the institution of control over it by the Soviet of Workers’ Deputies.


          * I .e., the standing army to be replaced by the arming of the whole people.

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    8) It is not our immediate task to “introduce” socialism, but only to bring social production and the distribution of products at once under the control of the Soviets of Workers’ Deputies.

    9) Party tasks:
(a) Immediate convocation of a Party congrees;
(b) Alteration of the Party Programme, mainly:
(1) On the question of imperialism and the imperialist war;
(2) On our attitude towards the state and our demand for a “commune state”[*];                (3) Amendment of our out-of-date minimum programme.
(c) Change of the Party’s name.[**]

    10) A new International.

    We must take the initiative in creating a revolutionary International, an International against the social-chauvinists and against the “Centre”.[***]

    In order that the reader may understand why I had especially to emphasise as a rare exception the “case” of honest opponents, I invite him to compare the above theses with the following objection by Mr. Goldellberg: Lenin, he said, “has planted the banner of civil war in the midst of revolutionary democracy” (quoted in No. 5 of Mr. Plekhanov’s Yedinstzo [3]).

    Isn’t it a gem?

    I write, announce and elaborately explain: “In view of the undoubted honesty of those broad sections of the mass believers in revolutionary defencism . . . in view of the fact that they are being deceived by the bourgeoisie, it is necessary with particular thoroughness, persistence and patience to explain their error to them. . . .”


          * I.e., a state of which the Paris Commune was the prototype.

          ** Instead of “Social-Democracy”, whose official leaders

througout

       the world have betrayed socialism and deserted to the bourgeoisie (the “defencists” and the vacillating “Kautskyites”), we must call ourselves the Communist Party.

          *** The “Centre” in the international Social-Democratic movement is the trend which vacillates between the chauvinists ( = “defencists”) and internationalists, i.e. Kautsky aand Co. in Germany, Longuet and Co. in France, Chkheidze and Co. in Russia, Turati and Co. in Italy, MacDonald and Co. in Britain, etc. .”

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    Yet the bourgeois gentlemen who call themselves Social-Democrats, who do not belong either to the broad sections or to the mass believers in defencism, with serene brow present my views thus: “The banner [!][*] of civil war” (of which there is not a word in the theses and not a word in my speech!) has been planted(!) “in the midst [!!] of revolutionary democracy. . .”.

    What does this mean? In what way does this differ from riot-inciting agitation, from Russkaya Volya [4]?

    I write, announce and elaborately explain: “The Soviets of Workers’ Deputies are the only possible form of revolutionary government, and therefore our task is to present a patient, systematic, and persistent explanation of the errors of their tactics, an explanation especially adapted to the practical needs of the masses.”

    Yet opponents of a certain brand present my views as a call to “civil war in the midst of revolutionary democracy!

    I attacked the Provisional Government for not having appointed an early date, or any date at all, for the convocation of the Constituent Assembly, and for confining itself to promises. I argued that without the Soviets of Workers’ and Soldiers’ Deputies the convocation of the Constituent Assembly is not guaranteed and its success is impossible.

    And the view is attributed to me that I am opposed to the speedy convocation of the Constituent Assembly!

    I would call this “raving”, had not decades of political struggle taught me to regard honesty in opponents as a rare exception.

    Mr. Plekhanov in his paper called my speech “raving”. Very good, Mr. Plekhanov! But look how awkward, uncouth, and slow-witted you are in your polemics. If I delivered a raving speech for two hours, how is it that an audience of hundreds tolerated this “raving”? Further, why does your paper devote a whole column to an account of the “raving”? Inconsistent, highly inconsistent!


          * Interpolations in square brackets (within passages quoted by Lenin) have been introduced by Lenin, unless otherwise indicated. —

Ed

      .

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    It is, of course, much easier to shout, abuse, and howl than to attempt to relate, to explain, to recall what Marx and Engels said in 1871, 1872 and 1875 about the experience of the Paris Commune[5] and about the kind of state the proletariat needs.

    Ex-Marxist Mr. Plekhanov evidently does not care to recall Marxism.

    I quoted the words of Rosa Luxemburg, who on August 4, 1914,[6] called German Social-Democracy a “stinking corpse”. And the Plekhanovs, Goldenbergs and Co. feel “offended”. On whose behalf? On behalf of the German chauvinists, because they were called chauvinists!

    They have got themselves in a mess, these poor Russian social-chauvinists — socialists in word and chauvinists in deed .




NOTES

  [1] Published in Pravda No. 26, for April 7, 1917, over the signature N. Lenin, this article contains Lenin’s famous April Theses read by him at two meetings held at the Taurida Palace on April 4 (17), 1917 (at a meeting of Bolsheviks and at a joint meeting of Bolshevik and Menshevik delegates to the All-Russia Conference of Soviets of Workers’ and Soldiers’ Deputies). The article was reprinted in the Bolshevik newspapers Sotsial-Demokrat (Moscow), Proletary (Kharkov), Krasnoyarsky Rabochy (Krasnoyarsk), Vperyod(Ufa), Bakinsky Rabochy (Baku), Kavkazsky Rabochy (Tinis) and others.    [p.19]

  [2] Socialist-Revolutionaries (S.R.s) — a petty-bourgeois party formed in Russia at the end of 1901 and beginning of 1902 through the amalgamation of various Narodnik groups and circles (the Union of Socialist-Revolutionaries, the Party of Socialist-Revolutionaries, and others). The views of the S.R.s were an eclectic medley of Narodism and revisionism- they tried, as Lenin put it, to “patch up the rents in the Narodnik ideas with bits of fashionable opportunist ‘criticism’ of Marxism” (see present edition, Vol. 9, p. 310). The First World War found most of the S R.s taking a social-chauvinist stand.
After the victory of the bourgeois-democratic revolution of February 1917, the S.R.s, together with the Mensheviks and Cadets, were the mainstay of the counter-revolutionary Provisional Government of the bourgeoisie and landowners, and the leaders of the party (Kerensky, Avksentyev, Chernov) were members of that government. The S.R. Party refused to support the peasants’ demand for the abolition of the landed estates and in effect stood for private property in land; the S.R; ministers in the Provisional Government sent punitive expeditions against the peasants who had seized landed estates. On the eve of the October armed uprising this party openly sided with the counter-revolutionary bourgeoisie in defence of the capitalist system and found itself isolated from the mass of the revolutionary people.
At the end of November 1917 the Left wing of the party founded a separate Left Socialist-Revolutionary Party. In an endeavour to maintain their influence among the peasant masses, the Left S.R.s formally recognised the Soviet Government and entered into an agreement with the Bolsheviks, but very soon turned against the Soviet power.

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    During the years of foreign military intervention and civil war the S.R.s engaged in counter-revolutionary subversive activities zealously supported the interventionists and whiteguard generals, took part in counter-revolutionary plots, and organised terrorist acts against leaders of the Soviet state and Communist Party. After the Civil War they continued their anti-Soviet activities within the country and as whiteguard émigrés abroad.

    Popular Socialists — members of the petty-bourgeois Labour Popular Socialist Party, which separated from the Right wing of the Socialist-Revolutionary Party in 1906. The P.S.s stood for a bloc with the Cadets. Lenin called them “Social-Cadets”, “petty-bourgeois opportunists”, and “Socialist-Revolutionary Mensheviks” who vacillated between the Cadets and the S.R.s, and he emphasised that this party “differs very little from the Cadets for it deletes from its programme both the republicanism and the demand for all the land” (see present edition, Vol. 11, p. 228). The party’s leaders were A. V. Peshekhonov, N. F. Annensky, V. A. Myakotin, and others. During the First World War the P.S.s took a social-chauvinist stand. After the bourgeois-democratic revolution of February 1917 the Popular Socialist Party merged with the Trudoviks and actively supported the bourgeois Provisional Government, in which it was represented. After the October Socialist Revolution the P.S.s participated in plots and armed acts against the Soviet government. The party went out of existence during the period of foreign military intervention and civil war.

    The Organising Committee (O.C.) was set up in 1912 at the August conference of the liquidators. During the First World War the O.C. justified the war on the part of tsarism and advocated the ideas of nationalism and chauvinism. The O.C. published the journal Nasha Zarya, and when this was closed down, Nashe Dyelo, then Dyelo, and the newspapers Rabocheye Utro, then Utro. The O.C. functioned up to the time of the election of the Central Committee of the Menshevik party in August 1917.    [p.22]

  [3] Yedinstvo (Unity ) — a daily published in Petrograd from March to November 1917, and then under another name from December 1917 to January 1918. Edited by G. V. Plekhanov. United the extreme Right of the Menshevik defencists and gave unqualified support to the bourgeois Provisional Government. Carried on a fierce struggle against the Bolshevik Party.    [p.24]

  [4] Russkaya Volya (Russian Freedom ) — a bourgeois daily founded and run by the big banks. Carried on a riot-provoking campaign against the Bolsheviks. Lenin called it one of the most disreputable bourgeois newspapers. Appeared in Petrograd from December 1916 to October 1917.    [p.25]

  [5] See Marx and Engels, Selected Works, Vol. I, Moscow, 1962, pp. 21-22, 516-30, Vol. II, Moscow, 1962, pp. 42, 463-64.    [p.26]

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  [6] On August 4, 1914, the Social-Democrats in the Reichstag voted together with the bourgeois M.P.s in favour of a 5,000 million war loan for the Kaiser government, thereby approving the imperialist policy of Wilhelm II. As it afterwards emerged, the Left Social-Democrats, during the discussion of this question by the Social-Democratic group previous to the Reichstag session, were against granting the government war loans, but they bowed to the decision of the opportunist majority and voted in favour.    [p.26]

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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