A. Gramsci : Né fascismo né liberalismo: soviettismo!/A. Gramsci: Ni el fascismo ni el liberalismo: el sovietismo!

A. Gramsci


Né fascismo né liberalismo: soviettismo!

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(l’Unità, 7 ottobre 1924, anno 1, n. 203, articolo non firmato).

Nella crisi politica di liquidazione del fascismo il blocco delle opposizioni appare sempre più come un fattore di secondario ordine. La sua composizione sociale eterogenea, le sue esitazioni e la sua avversione ad una lotta della massa popolare contro il regime fascista, riducono la sua azione ad una campagna giornalistica e a degli intrighi parlamentari che si urtano impotenti di fronte alla milizia armata del partito fascista.

Nel movimento di opposizione al fascismo la parte più importante è passata al partito liberale perché il blocco non ha altro programma da opporre al fascismo che il vecchio programma liberale della democrazia borghese parlamentare, il ritorno alla costituzione, alla legalità, alla democrazia.

Nella discussione sulla successione al fascismo a proposito del congresso del partito liberale, il popolo italiano è posto, dalle opposizioni, di fronte alla scelta: o fascismo o liberalismo; o un governo Mussolini di dittatura sanguinaria o un governo Salandra, Giolitti, Amendola, Turati, don Sturzo, Vella, tendente a ristabilire la buona vecchia democrazia liberale italiana sotto la cui maschera la borghesia continuerà ad esercitare il suo dominio di sfruttamento. L’operaio, il contadino, il quale odia il fascismo che da anni l’opprime, crede dunque necessario per abbatterlo di allearsi alla borghesia liberale, di appoggiare coloro che nel passato, quand’erano al potere, hanno sostenuto e armato il fascismo contro gli operai e i contadini, i quali ancora pochi mesi or sono formavano un solo blocco con il fascismo e ne condividevano pienamente tutta la responsabilità dei delitti? Ed è cosi che si pone il problema della liquidazione del fascismo? No! La liquidazione del fascismo deve essere la liquidazione della borghesia che lo ha creato.

Quando il partito comunista, all’indomani dell’assassinio di Matteotti, ha lanciato la parola d’ordine: “Abbasso il governo degli assassinii Scioglimento della milizia fascista!”, non ha pensato che il governo degli assassini dovesse essere sostituito con un governo di coloro che con tutta la loro politica avevano aperta la via e armato gli assassini; non ha mai creduto che Giolitti, Nitti, Amendola, che erano al potere quando si è formata la milizia fascista, fossero capaci di disarmare questa milizia che cosi avevano favorito ed armato contro la classe operaia.

Lanciando la sua parola d’ordine,il nostro partito non intendeva sostituire il fascismo in fallimento con il vecchio liberalismo di cui la marcia su Roma aveva segnato il fallimento obbrobrioso e la definitiva liquidazione. Il partito comunista dal principio della crisi del fascismo ha affermato che la classe operaia e contadina ne doveva essere il becchino e il successore al potere.

Per vincere il fascismo è necessaria l’azione della massa del proletariato industriale e dei contadini; la lotta di classe con tutte le sue conseguenze. Il proletariato potrà e dovrà senza dubbio utilizzare nella sua lotta contro il fascismo le opposizioni e le lotte che si sono sviluppate nel seno della borghesia e della piccola borghesia, ma senza l’azione diretta il fascismo non potrà mai essere abbattuto. Porre cosi il problema era, nel tempo stesso, porre chiaramente la questione della successione al fascismo. Vinto il fascismo dall’azione delle masse operaie e contadine, il liberalismo non ha nulla a che fare nella successione; questo diritto appartiene al governo degli operai e dei contadini che solo sarà capace ed avrà la sincera volontà di disarmare la milizia fascista, armando la classe operaia ed i contadini.

Nell’ora attuale si tratta di ben altro che di ritorno alla Costituzione, di democrazia e di liberalismo. Sono queste ultime delle parole melliflue che la borghesia cerca di far ingoiare ai lavoratori della città e della campagna per evitare che la crisi acquisti il suo vero carattere, cioè di rivincita degli operai e dei contadini contro il fascismo che li ha soppressi e contro il liberalismo e il riformismo che li ha ingannati e che, ancora mesi or sono, collaboravano o cercavano di collaborare (D’Aragona, Baldesi, ecc.) con Mussolini.

La crisi italiana non può essere risolta che coll’azione delle masse lavoratrici. Sul terreno degli intrighi parlamentari non vi è possibilità di liquidazione del fascismo, ma solo di un compromesso che lascia padrona la borghesia ed il fascismo armato al suo servizio. Il liberalismo, anche se innestato delle glandole della scimmia riformista, è impotente. Appartiene al passato. E tutti i don Sturzo d’Italia, uniti a Turati e a Vella, non riusciranno a rendergli la giovinezza necessaria alla liquidazione del fascismo. Un governo di classe di operai e di contadini, che non si preoccupa né della costituzione, né dei sacri principi del liberalismo, ma che è deciso a vincere definitivamente il fascismo, a disarmarlo e a difendere contro tutti gli sfruttatori gli interessi dei lavoratori della città e della campagna: ecco la sola forza giovane capace di liquidare un passato di oppressione, di sfruttamento e di delitti e di preparare un avvenire di vera libertà per tutti coloro che lavorano.

Oggi il Partito comunista è il solo a ripetere queste verità al proletariato. La sua influenza si accresce; la sua organizzazione si sviluppa, ma la maggioranza. degli operai e contadini, trascinata dalla Confederazione del lavoro, dal partito massimalista, a loro volta al rimorchio delle opposizioni costituzionali, non ha ancora riacquistato la propria coscienza di classe; non ha compreso che la classe operaia e contadina è il principale fattore della crisi, perché è il numero irresistibile e la grande forza giovane e che, se non vuole illudersi, deve agire sul terreno della lotta di classe come una forza indipendente, che sarà presto determinante e non sul terreno della collaborazione di classe per cambiare soltanto la maschera alla borghesia italiana. Il compito essenziale del nostro partito consiste nel far penetrare fra gli operai e i contadini queste idee fondamentali:

Soltanto la lotta di classe delle masse operaie e contadine vincerà il fascismo.

Soltanto un governo di operai e di contadini è capace di liquidare il fascismo e di sopprimerne le cause.

Soltanto l’armamento degli operai e dei contadini potrà disarmare la milizia fascista.

Quando queste verità essenziali saranno penetrate nello spirito della massa operaia e contadina per mezzo della nostra instancabile propaganda, i lavoratori delle officine e dei campî, a qualunque partito appartengano, comprenderanno la necessità di costituire i Comitati operai e contadini per la difesa dei loro interessi di classe e perla lotta contro il fascismo.

Essi comprenderanno che questi sono gli strumenti necessari della lotta rivoluzionaria e della loro volontà di sostituire il governo degli assassini con un governo degli operai e dei contadini.

Nel momento in cui si chiude il Congresso liberale che cerca ancora una volta d’ingannare il popolo lavoratore, da un capo all’altro dell’Italia, gli operai ed i contadini rispondano alle sue chiacchiere sonore e vuote: Né fascismo né liberalismo: soviettismo!

A. Gramsci

Ni el fascismo ni el liberalismo: el sovietismo!

(Unidad 7 de octubre de 1924,  n. 203, artículo sin firma).

En la crisis política de liquidación de la oposición al fascismo de bloqueo aparece cada vez más como un factor de segundo orden. Su composición social heterogénea, sus vacilaciones y su aversión a la lucha popular de masas contra el régimen fascista, reducir su participación a una campaña de prensa y la intriga parlamentaria chocan impotentes frente a la milicia armada del partido fascista.

En el movimiento de oposición al fascismo la parte más importante se pasa al Partido Liberal, porque el bloque no tiene ningún otro programa en la oposición al fascismo que la agenda liberal de viejo de la democracia burguesa parlamentaria, el retorno a la Constitución, el Estado de Derecho, la democracia.

En el debate sobre la sucesión al fascismo del congreso del Partido Liberal, el pueblo italiano se coloca, por la oposición, frente a una elección: o fascismo o el liberalismo, o de una dictadura sangrienta del gobierno de Mussolini o de un gobierno Salandra y Giolitti, Amendola, Turati , Sturzo, Vella, que tiende a restaurar el viejo liberal de la democracia italiana bajo cuya máscara de la burguesía seguirá ejerciendo su dominio de la explotación. El obrero, al campesino, que odia el fascismo que oprime a los años, él cree, por lo tanto, es necesario bajarla a aliarse con la burguesía liberal, para apoyar a quienes en el pasado, cuando estaban en el poder, apoyado y armado contra el fascismo los obreros y campesinos, que apenas hace unos meses formaron un solo bloque con el fascismo y compartió plenamente la responsabilidad de todos los delitos? Y así es como se plantea la cuestión de la liquidación del fascismo? ¡No! La liquidación del fascismo debe ser la liquidación de la burguesía que lo creó.

Cuando el Partido Comunista, a raíz del asesinato de Matteotti, ha lanzado la consigna: “¡Abajo el gobierno de la disolución de los asesinatos de la milicia fascista”, no cree que el gobierno de los asesinos deben ser sustituida por un gobierno con todos los que había abierto el camino para que sus asesinos políticos y armados, nunca he creído que Giolitti, Nitti, Amendola, que estaban en el poder cuando formó la milicia fascista, fueron capaces de desarmar a esta milicia, que había favorecido tal y armado contra la clase obrera.

El lanzamiento de su santo y seña, nuestro partido no tenía la intención de sustituir el fracaso del fascismo en el viejo liberalismo de la Marcha sobre Roma, que había marcado el vergonzoso fracaso y la liquidación final. El Partido Comunista desde el comienzo de la crisis del fascismo, dijo que la clase obrera y campesina iba a ser el sepulturero y su sucesor en el poder.

Para superar el fascismo requiere la acción de la masa del proletariado industrial y el campesinado, la lucha de clases con todas sus consecuencias. El proletariado puede y, sin duda, va a utilizar en su lucha contra el fascismo y las luchas de las oposiciones que se han desarrollado en el seno de la burguesía y la pequeña burguesía, pero sin la acción directa del fascismo no puede ser destruido. Lugar por lo que el problema era que, al mismo tiempo, claramente poner el tema de la sucesión al fascismo. El fascismo ganó por la acción de obreros y campesinos, el liberalismo no tiene nada que hacer en la sucesión, este derecho pertenece al gobierno de obreros y campesinos que sólo capaces y tendrá un sincero deseo de desarmar a la milicia fascista, el armamento clase obrera y los campesinos.

El momento actual es mucho más que el retorno a la Constitución, la democracia y el liberalismo. Se trata de las palabras melosas de la burguesía trata de tragarse los trabajadores de la ciudad y la campaña para evitar que la crisis de la compra de su verdadero carácter, es decir, la venganza de los trabajadores y campesinos contra el fascismo que los ha suprimido, y contra el liberalismo y el reformismo que les ha engañado y que, incluso meses, cooperado o tratado de colaborar (D’Aragón, Baldesi, etc.) con Mussolini.

La crisis italiana que no se puede resolver con la acción de las masas trabajadoras. En el campo de las parcelas de parlamentarios, no existe la posibilidad de la liquidación del fascismo, pero sólo por un compromiso que deja a la burguesía y el fascismo ama armado con su servicio. El liberalismo, aunque sea injertada glándulas de mono de la reforma, es impotente. Pertenece al pasado. Y todo Sturzo de Italia, se unió a Turati y Vella, no será capaz de hacer que los jóvenes se requiere la liquidación del fascismo. Una regla de la clase de los trabajadores y campesinos, que no les importa, ni la Constitución ni los principios sagrados del liberalismo, pero está decidido a ganar definitivamente el fascismo, desarmar y defender contra todos los intereses explotadores de los trabajadores y de la ciudad la campaña aquí es la única fuerza capaz de liquidar a un joven historia de la opresión, la explotación y el crimen y preparar un futuro de verdadera libertad para todos los que trabajan.

Hoy en día el Partido Comunista es el único recuerde estas cosas del proletariado. Su influencia se incrementará, que su organización crece, pero la mayoría. los obreros y campesinos, impulsado por la Confederación de Trabajadores, el partido extremista, a su vez, el trailer de la oposición constitucional, aún no ha recuperado su conciencia de clase, no ha entendido que la clase obrera y el campesinado es el principal factor en la crisis, porque el número es irresistible y la gran fuerza y Young que si él no quiere que la ilusión, hay que actuar sobre el terreno de la lucha de clases como una fuerza independiente, que pronto será decisiva y no en el terreno de la colaboración de clases para cambiar la máscara a la burguesía italiano. La principal tarea de nuestro partido es penetrar entre los trabajadores y campesinos de estas ideas básicas:

Sólo la lucha de clases de los trabajadores y campesinos va a ganar el fascismo.

Sólo un gobierno de obreros y campesinos es capaz de liquidar el fascismo y para suprimir las causas.

Sólo el armamento de los obreros y campesinos que desarmar a la milicia fascista.

Cuando estas verdades esenciales se penetró en el espíritu de las masas de obreros y campesinos a través de la propaganda incesante, los trabajadores de las fábricas y los campos, para cualquier partido al que pertenecen, se entiende la necesidad de formar comités de trabajadores y campesinos para defender sus intereses Perla la lucha de clases contra el fascismo.

Se entiende que éstas son herramientas necesarias de la lucha revolucionaria y su deseo de reemplazar el gobierno de asesinos con un gobierno de obreros y campesinos.

En el momento de cerrar el Congreso Liberal, una vez más tratando de engañar a la gente que trabaja, desde un extremo de Italia, los obreros y los campesinos responden a su charla y el sonido vacío: ni el fascismo ni el liberalismo: el sovietismo !

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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