Dichiarazione della segreteria del Partito Comunista di Grecia sul risultato delle elezioni legislative del 6 maggiole (optional)

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Dichiarazione della segreteria del Partito Comunista di Grecia sul risultato delle elezioni legislative del 6 maggio

Come contributo a una prima riflessione sul risultato delle elezioni legislative in Grecia, su cui ritorneremo con altri documenti, riteniamo utile pubblicare la dichiarazione rilasciata da Aleka Papariga, Segretaria generale del Partito Comunista di Grecia (KKE), mentre era in corso lo scrutinio che alla fine ha visto il KKE passare dal 7,54% del 2009 all’8,47%. (ndr risultato  finale)

8,48 535.673  26 +0,94

Un risultato che conferma la rilevante forza e il radicamento di massa dei comunisti (che aumentano la propria rappresentanza parlamentare), sebbene al di sotto delle aspettative della vigilia.

I risultati elettorali mostrano un rovesciamento della scena politica che ci era familiare, l’interruzione dell’avvicendamento di due partiti, PASOK e ND. Stiamo muovendo verso una fase di transizione in cui ci sarà il tentativo di creare una nuova scena politica con formazioni politiche nuove, nuove figure con un orientamento di centro-destra o basate su una nuova socialdemocrazia che avranno SYRIZA come nucleo, per prevenire il crescente radicalismo popolare che intende procedere verso un autentico cambiamento a favore del popolo. Ci sarà il tentativo di formare un governo, sia con queste elezioni che con quelle che seguiranno, composto da tutti i partiti, o un governo di unità nazionale, o un governo di coalizione che tenderà precisamente a prevenire la formazione di una maggioranza che lotti per il cambiamento.

Ci rivolgiamo ai membri del partito, ai membri della KNE (la gioventù comunista), agli amici, ai sostenitori, agli elettori, al popolo che collabora con il partito, a ciascuno di coloro che si sono schierati con noi sulla prima linea del movimento e nella battaglia elettorale, chiamandoli a stare sulla prima linea delle lotte nei prossimi giorni perché siamo sotto pressione, gravi questioni ci stanno di fronte, come la contrattazione collettiva, la protezione dei disoccupati, la bancarotta dei fondi della sicurezza sociale, le nuove misure per un importo di 11,5-14,5 miliardi di euro che dovrebbero essere sottratti alle tasche del popolo. Non possiamo perdere tempo. Il popolo non deve perdere tempo.

Chiediamo agli elettori del PASOK e di ND, in particolare a quelli che appartengono alla classe operaia e agli altri strati popolari, di stare in prima linea anche loro, insieme con noi e gli altri militanti, nelle lotte, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e università, nei quartieri popolari. Sono i soli che possono assicurare un nuovo momento e un carattere di massa della lotta. Facciamo appello al popolo perché non si faccia distrarre dai tentativi di mascherare il sistema politico che verrà instaurato nei giorni e nei mesi a venire. I risultati elettorali, indipendentemente dal fatto che i voti si sono sparsi in entrambe le direzioni, destra e sinistra, oggettivamente mostrano una tendenza positiva: che i cambiamenti radicali stanno maturando e che matureranno nella coscienza del popolo, che il movimento del reale cambiamento che sta maturando non è lontano, e a maggior ragione non contrasta con la proposta politica del KKE in merito ai problemi più urgenti, e a un potere dei lavoratori e del popolo.

Consideriamo significativo, positivo e allo stesso tempo una grande occasione per il futuro prossimo il fatto che abbiamo opposto la nostra proposta a quella delle forze filo-europee, filo-UE nel loro complesso, il fatto che abbiamo lottato allo scopo di promuovere una nostra proposta alternativa che risponda e venga incontro agli interessi del popolo. Sappiamo che le nostre responsabilità e il nostro ruolo in relazione al popolo e ai suoi problemi vanno rafforzati e crediamo che, ne siamo certi, continueremo a rappresentare una forza insostituibile nella difesa degli interessi popolari.

In merito al risultato elettorale del KKE: certamente il Comitato Centrale emetterà una valutazione complessiva dopo avere studiato i risultati nel loro complesso e le tendenze dell’elettorato in ogni regione per arrivare a un giudizio più completo. Ma possiamo dire che il KKE ha letteralmente dovuto districarsi tra ostacoli su entrambi i fronti. Da una parte c’è stata la rabbia, la protesta, l’indignazione assolutamente giustificata ma prevalentemente senza l’individuazione dell’obiettivo e dall’altro lato ci sono state le illusioni. Come i risultati dimostrano fino a questo momento, il KKE ha avuto una piccola crescita. E certamente ne avremmo desiderata una più grande. Tuttavia, devo affermare che il Comitato Centrale e il Partito tutto non nutrono illusioni sul fatto che i voti del KKE possano crescere in modo esponenziale, perché le prestazioni elettorali del KKE sono prima di tutto collegate alla formazione non solo di un movimento popolare militante ma alla creazione di una poderosa tendenza di maggioranza in grado di emanciparsi dai ben noti dilemmi e dalle rinnovate illusioni.

Il KKE ha reso pubblico a tempo opportuno, prima delle elezioni e senza alcuna esitazione, quale atteggiamento assumerebbe qualsiasi governo che emerga dalle elezioni, di centro-destra, di centro-sinistra o di “sinistra”, nella veste di governo di unità nazionale e in quella di governo di tutti i partiti.

Chiariamo la nostra posizione: naturalmente siamo sicuri che né il PASOK né ND ci avanzeranno una proposta di collaborazione. Sono consapevoli delle profonde differenze tra noi. Ma vogliamo rispondere una volta ancora alla proposta che SYRIZA ha ripetuto dopo le elezioni riguardante un governo di sinistra. Risponderemo chiaramente, senza invocare ciò che tutti possono vedere, in particolare che i voti e i seggi non sono sufficienti. Forse SYRIZA pensa che siano abbastanza, dal momento che cerca di guadagnare il sostegno e i voti di parlamentari degli altri partiti. Chiariamo bene la nostra posizione: continueremo a dire no alla collaborazione perché in ultima analisi non siamo arrivati a questa conclusione in virtù delle nostre aspettative riguardo ai risultati elettorali.

Abbiamo sentito che il il presidente di SYRIZA avrebbe chiesto un incontro e che vorrebbe avviare discussioni private in merito al programma di un governo di coalizione. Logicamente, chi ha fatto la proposta di un governo di coalizione avrebbe dovuto descrivere nel dettaglio prima delle elezioni che cosa fare in giugno, in luglio, in merito alle singole questioni ecc., invece di lanciare slogan generici e generiche denunce del memorandum. O almeno avrebbero dovuto essere pronti ora. Che cosa vogliono esattamente?

In ogni caso, un governo, indipendentemente dalla sua composizione, deve affrontare l’intero spettro delle questioni. Non deve limitarsi alla denuncia del memorandum ma restituire al popolo le conquiste che sono state abolite prima del memorandum – perché la maggior parte delle conquiste è stata liquidata prima del memorandum – insieme alle altre che sono state abolite dopo il memorandum. Un governo deve occuparsi di tutto e non solo dei sussidi alla disoccupazione, come è stato dichiarato. Deve affrontare le questioni dell’economia, il comportamento dei gruppi affaristici nei confronti del popolo lavoratore, la lista delle privatizzazioni attuate negli anni precedenti. Deve occuparsi delle questioni della politica estera come pure degli impegni che derivano dall’appartenenza all’UE e alla NATO, dall’alleanza strategica con gli USA. Non esiste governo che faccia a pezzi gli accordi, attui politiche astratte e si limiti solo a promuovere un pacchetto di misure per il giorno seguente.

Per accordarsi su un governo, il KKE ha bisogno di una inversione a U, di una svolta e non solo di un piccolo passo indietro, di un piccolo cambiamento. Ci deve essere un cambiamento radicale. E in primo luogo non deve fare inaccettabili compromessi che non hanno nulla a che vedere con gli interessi del popolo. Probabilmente il popolo non è interessato alla purezza ideologica dei diversi partiti, ma un partito che per tutti questi anni, fin dal primo momento della sua fondazione, è stato alla testa delle lotte, non intende abbandonare la sua posizione allo scopo di conquistare qualche ministero. Il popolo non ha bisogno di questo tipo di KKE.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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