Stalin. Verità e menzogna

Stalin. Verità e menzogna –
Сталин. Правда и Ложь –
http://www.youtube.com/watch?v=9VSBxn1GPQ4
Al 60-mo anniversario dell’inizio della grande guerra patriottica é dedicato…
Il film-documentario basato sui libri del prof. V. M. Žuchraj.
Stalin. Verità e menzogna. V. Žuchraj.
Città di Mos(kv)a.
Centro di ricerca scientifica “Izmajlovo”
La filiale del Museo Centrale delle Forze Armate di Russia…
Bunker di Stalin…
Chi parla dallo schermo è il membro della Unione degli Scrittori di Russia, professore di Scienze della storia, V. M. Žuchraj, nonché autore del libro: Stalin. Verità e menzogna.
Professore V. M. Žuchraj:
Istruendo i propri propagandisti, Adolf Hitler disse che noi dobbiamo utilizzare attivamente la menzogna… E’ più questa (menzogna) sarà mostruosa e inverosimile e tanto più sarà creduta dalla gente. E dopo, quando noi oramai arriveremo alla vittoria, nessuno ci chiederà più dove dicevamo la verità e dove vi fosse stata la menzogna. Sviluppando le idee del suo Fuhrer, uno dei più stretti collaboratori di Hitler, Goebbels, Ministro della propaganda,… (Io direi che era stato un propagandista abbastanza capace. Questo non lo possiamo negare!) disse che la menzogna ripetuta mille volte divenne la verità. Ed ecco, purtroppo, iniziando da Khruscjov, tutti i racconti su Stalin, o perlomeno la maggioranza di quelli, sono stati costruiti su questo principio hitleriano.
Si domanda spesso: Perché il Compagno Stalin il 22 giugno 1941 non rivolse un discorso al popolo sovietico in un’ora di così grande responsabilità per il Paese? La prima menzogna in questo caso era stata ispirata da Khruscjov, secondo cui Stalin si era smarrito, si era spaventato e non riusciva per lungo tempo a ritornare in se stesso dopo l’aggressione della Germania fascista, subita dal nostro Paese. Si tratta di una menzogna mostruosa, in quanto Stalin era una persona molto coraggiosa e decisa: lui era un rivoluzionario professionale… E quando un uomo, il rivoluzionario di professione, scavalca il Rubicone della una pena capitale tramite impiccagione… Questa persona non potrà mai essere intimidita o spaventata da niente. Lo sanno tutti. Per questo, non a caso, Žukov nelle proprie memorie afferma di aver camminato insieme a Stalin per tutta la vita e che Stalin era un uomo dotato di un grande coraggio. Allora successe invece sì che si persero tutti: tutti i marescialli-generali, si persero quasi tutti i comandanti. L’unica persona calma e equilibrata era proprio il compagno Stalin. (Lo studio-museo di J. V. Stalin). Si tratta delle favole di chi racconta che tutti erano allegri, si divertivano e nessuno sapeva… Sono bugie, perché tutti si trovavano ai propri posti. Tutti i membri del Politburo, persino i segretari rionali dei comitati del partito. Tutti erano all’allerta. I responsabili dei comitati esecutivi anche loro erano ai propri posti… Per non parlare di tutti i comandanti militari, presenti anche essi al proprio posto. (Ndt: credo che si metta tanto accento sul fatto che tutti i dirigenti dell’URSS erano ai loro posti nel giorno dell’attacco dell’aggressore nazi-fascista, perché il 22 giugno del 1941 era una bella giornata di domenica estiva). Essi avevano ricevuto in anticipo l’informazione che l’aggressione da parte della Germania hitleriana sarebbe avvenuta il 22 giugno. L’informazione fu prima verbale e dopo anche per iscritto. All’improvviso Stalin se ne va dal Cremlino. Per quale ragione? Io ero stato fortunato di incontrare l’accademico Boris Sergheevič Preobraženskij, il famoso otorino-laringoiatra, il quale per vent’anni aveva curato Stalin. Stalin aveva la gola molto debole. Spessissimo si ammalava di tonsillite, ma rifiutava di farsi asportare le tonsille. Boris Sergheevič Preobraženskij mi raccontò, durante una nostra conversazione, certamente già dopo la morte di Stalin, come era successo tutto quanto. Credo che non lo avrebbe raccontato mai a nessuno, perché gli era stato proibito… D’altronde, come a tutti quelli che ebbero rapporto di vicinanza con il compagno Stalin, in quanto dovettero apporre la propria firma sulla dichiarazione di non divulgare mai niente… In caso contrario, ne avrebbero risposto in modo extra-giudiziario… Egli mi raccontò che verso le due era stato convocato a Volynskoe, nell’appartamento di Stalin, come chiamano anche la vicina Dacia di Kujbyshev, dove Stalin abitava. Nell’appartamento del Cremlino Stalin non viveva più dopo la morte della moglie. Di fatto l’abitazione di Stalin era solo a Volynskoe… Quindi Preobraženskij mi raccontò che quando era arrivato a Volynskoe fu ricevuto dal capo delle guardie di Stalin, il commissario per la sicurezza nazionale Vlasik, il quale gli disse: “Professore, il compagno Stalin sta molto male! La preghiamo di visitarlo per scoprire che cos’ha il compagno Stalin? Lei, però, deve ricordare che si tratta al giorno d’oggi di un importantissimo segreto di Stato!”. Quando sono entrato in questa grande stanza, vidi che sul largo divano, sotto una calda coperta, c’era sdraiato Stalin. Sul tavolino vicino c’era l’ acqua minerale “Boržom”, il latte, il the. Il compagno Stalin, a voce flebilissima e rauca, disse: “Mi guardi, professore, che cosa ho? E’ da due giorni che non riesco a deglutire. Non posso mangiare niente. E mi sento malissimo! ”. Allora io, dopo aver chiesto il permesso, visitai la gola del compagno Stalin e inorridii! Stalin aveva un gravissimo ascesso tonsillare. E quando gli misi il termometro la sua temperatura corporea era di oltre 40°C. A questo punto gli dissi: “Compagno Stalin, lei deve essere urgentemente ricoverato all’ospedale. Altrimenti lei potrebbe soffocare! Bisogna incidere l’ascesso! ”. Stalin rispose di no e che adesso questo non si poteva fare. Che la situazione non era proprio adatta. Inventi qualcos’altro. E per adesso lei può essere libero… Può andare al primo piano…
E proprio in questo momento è arrivata una telefonata di Żukov… Ecco perché Żukov raccontò del fatto che quando egli chiese al telefono a Stalin: “Mi sente, compagno Stalin?”… Stalin non riusciva a parlare e emise solo suoni rauchi nella cornetta… Stalin decise allora di tornare subito al Cremlino, dicendo a Timoshenko di andare avanti e di riunire tutti i membri del Politburo che lui stesso sarebbe arrivato subito dopo. Poi si alzò dal divano tenendosi alle pareti… Così, come raccontava Logacjov, la sua guardia personale… Tenendosi alle pareti, non permettendo di sostenerlo… Stalin mai permetteva di aiutarlo fisicamente per sostenerlo o altro… Ordinò di fargli arrivare l’automobile al portone e partì per il Cremlino… Nelle proprie memorie, il suo personale autista, Mitrjuchn, racconta di questo fatto di aver visto uscire improvvisamente dalla porta Stalin con una camminata del tutto diversa dalla solita…

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Tatiana Bogdanova

Stalin. Verità e menzogna – 2/5
Сталин. Правда и Ложь – 2/5
http://www.youtube.com/watch?v=R5_v1k3Q4Jk
… Nelle proprie memorie il suo autista personale, Mitrjuchin, racconta di aver visto improvvisamente uscire dal portone Stalin con una camminata del tutto diversa dalla solita… Stava oscillando da una parte all’altra… Ed io sapevo che il compagno Stalin non beveva (alcolici) mai, perciò rimasi stupito: ubriaco?… Ma no, è ammalato! Una volta seduto dietro a me, sul sedile, come sempre quello ribaltabile, ho capito che Stalin si stava soffocando…
Proprio per questo il compito di tenere il discorso al Paese era stato affidato al vice del compagno Stalin, a Vjaceslav Michailovič Molotov, perché Stalin per le sue condizioni di salute non poteva pronunciarlo. E soltanto il giorno 26 giugno, essendo gravemente malato, ha cominciato comunicare…
(sul cartellone: LA NOSTRA CAUSA GIUSTA. IL NEMICO SARA’ SCONFITTO. LA VITTORIA SARA’ NOSTRA)
La seconda menzogna, sempre nello stile hitleriano, che, anche questa, ebbe vita “grazie alla fortunata iniziativa” di Khruscjov, è che l’Unione Sovietica non sarebbe stata pronta alla guerra! Peraltro, questa grande menzogna è talmente penetrata in una grande parte delle opere scritte e nelle dicerie false sulla guerra che furono persino coinvolti alcuni noti strateghi (militari) sovietici…
A questo punto, vediamo che cosa rapportavano gli hitleriani stessi a Hitler e al Capo dello Stato Maggiore delle truppe terrestri dell’armata hitleriana, Franz Halder, sui primi giorni di guerra.
Il 24 giugno 1941, terza giornata di guerra: Le truppe del gruppo Nord quasi su tutto il fronte respingevano massicci contrattacchi dei carri-armati del nemico.
Il 26 giugno 1941, quinta giornata di guerra: Il gruppo dell’Armata Sud avanza lentamente, purtroppo con rilevanti perdite. Da parte del nemico in azione contro il nostro gruppo Sud si rileva una direzione forte, decisa ed energica.
Il 29 giugno 1941, ottava giornata di guerra: rapporti dal fronte confermano che i russi combattono dappertutto sino all’ultimo uomo, e solo in alcuni punti si arrendono e si danno prigionieri. E allora, da dove sarebbero prese certe riprese documentarie in cui si vedono dei soldati sovietici privi delle cinture militari, rincorsi per i campi dai mitraglieri tedeschi?.. Si trattava delle unità del genio militare, che veramente non erano armate e le quali lavoravano sulle fortificazioni delle nuove frontiere. Nel momento in cui le armate tedesche effettuarono la manovra di accerchiamento riuscirono davvero ad imprigionare gli uomini di questi reparti del genio. Si trattava di una cifra leggermente superiore a 150 mila uomini. E questi erano tutti i prigionieri militari sovietici che ebbero i tedeschi, non c’erano altri, secondo la documentazione tedesca sulla guerra…
Sotto l’effetto di alcune battaglie vinte dalla Germania, in data 3 luglio del 1941, nel diario di Halder appare una più che ottimistica annotazione: “Non sarà un’esagerazione se dico che la marcia contro la Russia sarà vinta entro 14 giorni”… Ma già l’11 luglio 1941, ventesima giornata della guerra, di questo suo ottimismo non rimase traccia… “Il Comando Supremo del nemico agisce in modo capace”, scrive Halder, “Il nemico si batte con accanimento e fanatismo. Le nostre grandi unità carriste subiscono significative perdite nel personale militare e nella parte materiale. Le truppe sono stanche”.
Il 17 luglio 1941, Halder scrisse: “Il corpo militare delle nostre truppe operante sul fronte si è ridotto bruscamente”.
Il pupillo di Hitler, il feldmaresciallo von Bock, che avrebbe dovuto occupare Mosca, scriveva sulla battaglia di Kiev: “Kiev è un successo brillante! Ma i russi come se non fossero sconfitti, stanno fermi davanti a me! E io non so se ci riusciremo a sconfiggerli”.
Infine, concludendo questa questione, ci sarebbe da dire: “Ebbene, se l’URSS era pronta a respingere l’invasione hitleriana nei primi mesi della guerra, l’Armata Rossa subì consistenti perdite, perché il nemico è arrivato alle porte di Mosca?”
Perché esistettero una serie di ragioni oggettive: l’URSS ebbe a che fare con un nemico forte, ben armato, per il quale lavorava tutta l’Europa asservita. E prima della guerra la Germania nazista veniva armata dagli USA e dall’Inghilterra. Le forze d’urto principali dell’esercito tedesco, che nei primi giorni della guerra erano numericamente superiori per uomini e per la quantità dei nuovi carri-armati e degli aerei, avevano, inoltre, uomini con alle spalle due anni di esperienza di conduzione di una guerra moderna e inebriati dalla nazionalistica propaganda fascista. Soprattutto nei primi tempi combattevano davvero molto forte! Un’altra ragione fu il fatto che l’economia della Germania hitleriana non era in condizioni di sopportare una guerra prolungata, per cui furono creati i piani avventuristi del Blitzkrieg (guerra lampo). All’inizio, l’esercito hitleriano ebbe una quantità di nuovi carri-armati tre volte superiore all’URSS. E la guerra moderna di allora era già una guerra dei motori! Soltanto dopo gli hitleriani persero la loro supremazia nella quantità dei nuovissimi carri-armati e aerei e i combattenti sovietici accumularono l’esperienza nella battaglia, arrivarono le vittorie di Stalingrado, sull’arco di Kursk, in Ucraina e Bielorussia. Perciò la Vittoria del popolo sovietico è un risultato della tempestiva preparazione del Paese dei Soviet alla difesa. Ho avuto occasione di essere amico dell’assistente del compagno Stalin per le questioni militari, il generale di brigata Pavel Andreevič Ermolin. Una volta, quando stavamo insieme in dacia, gli domandai: “Come mai non avete fatto avvicinare le nostre truppe militari alle nuove frontiere? Tutti ve lo rimproverano! Che agendo in questo modo… Si doveva farle avvicinare… Creare una potentissima barriera d’urto e noi non avremmo avuto tutte queste perdite!.. Ed egli mi raccontò (in questo non c’è la mia deduzione, ma è la conclusione di Pavel Andreevič Ermolin) come Stalin vinse la guerra. Ermolin: “Stalin all’improvviso mi fece una domanda: ma non sarà mica troppa l’informazione che riceviamo sull’aggressione di Hitler? Cosa ci sta dietro a tutto questo voler spifferare segreti di Stato in questo modo? Abbiamo ricevuto la notizia da sei fonti diverse per la data del 22 giugno! Non Le sembra che veniamo palesemente stimolati a far avvicinare le nostre regolari unità militari dell’Armata Rossa alle nuove frontiere non fortificate? La Germania non poteva resistere alla guerra di lunga durata contro L’URSS. La sostanza del Blitzkrieg consisteva proprio nel fatto che non appena le forze armate principali dell’URSS si fossero avvicinate alle loro frontiere, gli hitleriani, sfruttando la propria supremazia nella tecnica, nella quantità dei combattenti, con i loro quattro “cunei” dell’attacco, affermando anche la loro padronanza dell’area con le forze aeree, per la copertura delle truppe dal cielo, avrebbero sfondato il fronte e preparato un immenso “paiolo” da riempire con le principali forze armate sovietiche… ” …

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La scritta che appare sullo schermo: Museo-memoriale è l’ufficio di J. V. Stalin.

Stalin. Verità e menzogna – 3/5
Сталин. Правда и Ложь – 3/5
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… In tal caso il Governo Sovietico non avrebbe avuto dov’è a far chiamare sotto le armi i propri riservisti, perché ne avrebbe perduto l’intero Corpo di Comando. E Stalin, ancor prima di avere le informazioni dai servizi segreti, arrivò alla conclusione che non si poteva, in nessunissimo caso, far avanzare le truppe armate sovietiche verso le frontiere poco fortificate! E Hitler, venendo a conoscenza che Stalin non fece ad avvicinare le truppe dell’Armata Rossa alle frontiere, ebbe un tale attacco di nervi da star male e per cui dovette restare fermo per un mese senza mai uscire! E come scrisse il suo aitante personale, Nicolaus von Below: “ Noi non lo abbiamo visto allora per un mese e a noi era stato categoricamente vietato di pronunciare una sola parola sulla malattia in corso di Hitler”.
Il Capo della sezione contro-spionaggio di SD della Germania nazista, il Brigadeführer in Waffen-SS, Walter Schellenberg, nel suo diario scrisse allora: “Tutto è finito! La guerra è persa!”.
Come risultato di questa genialità di Stalin, le nostre forze armate regolari si trovarono a 400 km. distanti dalle frontiere e lungo tutta la linea immensa della frontiera occidentale dell’URSS. Il compito dell’Armata Rossa era di creare una fortezza inespugnabile, un’attiva difesa per liquidare la supremazia degli hitleriani negli aerei e nei carri-armati e in questo modo respingere l’attacco del nemico-aggressore…
Nell’archivio di Stalin, sono stati trovati degli appunti oppure sunti (ne ho le copie) riguardanti i suoi studi approfonditi su tutte le battaglie di guerra della storia mondiale. Stalin non si limitava soltanto a sottolineare molti punti, ma trascriveva accuratamente il motivo per il quale abbia perso la guerra l’uno o l’altro famoso condottiero-stratega. In quale modo si era arrivati alla vittoria in questa od altra battaglia… Ed essendo Stalin una persona davvero geniale, potete ben capire che questi suoi studi risultarono essere assai efficaci. Non a caso, Lenin, per chi non lo sapesse, inviava proprio Stalin su tutti i fronti più difficili della guerra civile ed interventista! E cioè, se Žukov comandava uno squadrone nella guerra civile, Stalin invece comandava immense masse di forze armate dell’Armata Rossa. Perciò, non sarà neppure un caso che Žukov, tenendo il discorso durante la Parata della Vittoria nel 1945, disse: “Noi abbiamo vinto perché ci conduceva verso la Vittoria il grandissimo condottiero-stratega della Storia, il Grande Stalin!”.
Uno dei più grandi provvedimenti, se non il più grande, era stato la liquidazione della cosiddetta “quinta colonna”, poco prima della guerra. Si trattava della liquidazione della fitta rete spionistica ed azione straniera. Soltanto nel 1940 e all’inizio del 1941 erano stati liquidati n. 66 nuclei operanti nella clandestinità più insospettabile dei residenz-agenti dei servizi segreti germanici nel nostro Paese. Erano stati scoperti oltre 1600 agenti segreti di grosso calibro tra cui 1400 nelle regioni occidentali dell’URSS. Il risultato di queste provvedimenti era che l’operato dei servizi segreti tedeschi nell’URSS fu paralizzato, perciò non potettero più dare un significativo aiuto allo Stato Maggiore germanico durante l’aggressione all’Unione Sovietica!
Se per Stalin di fatto non esistettero segreti nazi-fascisti, invece Hitler, per sua personale ammissione in seguito, era privato di una qualsiasi informazione veritiera sul potenziale militare ed economico dell’Unione Sovietica e sullo stato delle sue forze armate.
Il capo del principale servizio investigativo presso lo Stato Maggiore della Germania fascista nel 1941, il generale delle truppe terrestri, Kurt von Tippelskirch, dopo la guerra, nel suo libro “Le decisioni fatali”, scriveva: “Lo Stato di Commando hitleriano era totalmente privato della possibilità di ricevere una qualsiasi informazione sulle attività del Quartier Generale del Comandante Supremo delle Forze Armate Sovietiche e ciò ebbe conseguenze fatali per l’Armata hitleriana!” Inoltre, Kurt von Tippelskirch, scrive: “Stabilire almeno in un modo approssimativo la potenza militare dell’URSS era quasi impossibile. Lo spionaggio non trovava per sé nessun campo d’attività. Lo Stato Maggiore tedesco aveva soltanto un’idea molto approssimativa di che cosa sarebbe stata capace l’Unione Sovietica in caso di guerra”.
Eccolo il significato della eliminazione della “quinta colonna”… Io adesso non ho possibilità di raccontarlo, ma vi raccomando insistentemente di leggere dei libri (questi tre libri che vengono inquadrati) in cui molto dettagliatamente, basandosi su documenti autentici, viene esaminata la congiura di Tuchacevskij, l’assassinio di Kirov e le altre questioni…
Un’altra questione, debbo dire, particolarmente dolente e che anch’essa venne sottoposta ad una mostruosa calunnia…
Le nostre ricerche sulle repressioni constatarono che le repressioni di massa non esistettero per niente! Può suonare strana adesso questa affermazione, ma è proprio così! Nel 1938, secondo gli articoli di legge per i reati di attività controrivoluzionaria, dagli organi del NKVD furono arrestate 52.372 persone. Durante l’inquisitoria e i processi da parte degli organi giudiziari a queste persone, sono state condannate: 2731 persone di cui furono condannate alla pena capitale per fucilazione 89 persone e 41.641 furono assolte da ogni accusa. Questa grande quantità di gente assolta dimostrò che Ježov e altri della sua cricca, come anche le spie insinuatasi negli organi di sicurezza, in tanti casi arrestavano gente innocente. Il loro intento fu di sbarazzarsi dei migliori quadri dello Stato, e per questo furono fucilati!
Da dove allora si è arrivati al numero di un milione e mezzo di arrestati ecc?..
Questo è il risultato della diretta falsificazione!
Khruscjov creò una commissione presso il Politburo, sotto la guida dal cosiddetto Švernik, membro del Politburo, il quale commise un falso. Egli mischiò gli arrestati per motivi politici con i delinquenti comuni. Così si arrivò a quel numero! Se voi doveste controllare quale era la percentuale nei Gulag dei detenuti per motivi politici, avreste un quadro del tutto differente. Peraltro tre aspiranti al dottorato in Scienze della storia, tre colonnelli, si sono occupati di uno scrupolosissimo studio su questa questione, non soltanto io, anche se anch’io ero in possesso di stessi documenti. Gli stessi risultati loro erano stati pubblicati in uno dei numeri della rivista «La Storia militare».
Un’altra mostruosa frottola su Stalin è che lui avrebbe fatto arrestare e fucilare oltre 40.000 militari esperti, il cui il risultato fu che l’Armata Rossa rimase senza il Comando di combattimento, è perciò gli hitleriani ci recarono così grande danno…
Quando si è cominciato a studiare per verificare questo fatto, risultò che questi militari furono messi in congedo. E’ vero che prima dell’inizio della guerra quasi 40.000 dei comandanti sono stati congedati per svariati motivi. Ma congedare non significa fucilare!!!…

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Россия По книге профессора В.М.Жухрая. Скачать книгу “Сталин: Правда и Ложь” PDF(1Mб) http://kobtv.narod.ru/files/Stalin-Pravda-i-lozh.rar

Stalin. Verità e menzogna – 3/5
Сталин. Правда и Ложь – 3/5
http://www.youtube.com/watch?v=sUsZCrM1omI

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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