ENVER HOXHA : L’EUROCOMUNISMO E’ ANTICOMUNISMO cap.1

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cap .I

LA NUOVA STRATEGIA IMPERIALISTA E LA

NASCITA DEL REVISIONISMO MODERNO

 

L’opportunismo, alleato permanente della borghesia

La nascita del revisionismo moderno, come anche del revisionismo vecchio, è un fenomeno sociale condizionato da vari e numerosi motivi storici, economici, politici ecc. Preso nell’insieme, esso è il risultato della pressione esercitata dalla borghesia sulla classe operaia e sulla sua lotta. Sin dall’inizio e fino ad oggi, l’opportunismo e il revisionismo sono stati strettamente legati alla lotta della borghesia e dell’imperialismo contro il marxismo-leninismo, sono stati parte integrante della grande strategia capitalista volta e sabotare la rivoluzione e a perpetuare l’ordine borghese.

Nella misura in cui progrediva la causa della rivoluzione e il marxismo-leninismo si diffondeva fra le vaste masse popolari, l’imperialismo si è sempre più servito del revisionismo come sua armapreferita da contrapporre alla vittoriosa ideologiadel proletariato e per sabotarla.Così è accaduto all’inizio della seconda metàdel XIX secolo, dopo la pubblicazione del «Manifesto Comunista» e delle altre opere di Marx e di Engels e quando il marxismo cominciò ad esercitare una crescente influenza sulle masse lavoratrici d’Europa. Proprio in quel periodo si diffusero in Inghilterra varie correnti riformiste e trade-unioniste, in Francia le concezioni piccolo borghesi di Proudhon, in Germania le concezioni piccolo borghesi di Lassalle, in Russia e in altri paesi le idee anarchiche di Bakunin, ecc. Questo fenomeno si è manifestato anche dopo gli eventi della eroica Comune di Parigi, allorché la borghesia atterrita dal diffondersi del suo grande esempio, ha stimolato la nuova corrente opportunista di Bernstein, il quale cercava di svuotare il marxismo-leninismo del suo contenuto rivoluzionario per renderlo inoffensivo al dominio politico della borghesia imperialista. All’inizio del XX secolo, quando stavano maturando sempre più le condizioni politiche ed economiche per la rivoluzione e la presa del potere da parte del proletariato, la borghesia ha vigorosamente sostenuto la corrente opportunista della II Internazionale e se ne è largamente servita nelle sue manovre tese a preparare e a scatenare la Prima Guerra mondiale.Dopo la storica vittoria della Rivoluzioned’Ottobre, quando il socialismo, da teoria e movimentorivoluzionario che era, si è trasformatoin un sistema socio-economico che ha trionfatoin un sesto del globo, il capitalismo fu costrettoa cambiare strategia e tattica. Esso accentuò maggiormentela violenza e il terrore nel paese, fecericorso ai mezzi più feroci per consolidare il propriopotere, portando al potere anche il fascismo.In primo luogo, esso intensificò la sua demagogiae la sua propaganda tesa a denigrare e deformareil marxismo-leninismo, inventando nuove «teorie»pseudomarxiste, calunniando l’Unione Sovietica epreparando la guerra contro di essa. L’imperialismo,scriveva Lenin in quel tempo,

«…ha sentito che il bolscevismo è divenuto

una forza mondiale, ed è proprio per

questo motivo che si sforza di soffocarci

il più rapidamente possibile, cercando

dapprima di regolare i conti con i bolscevichi

russi e poi con i suoi»*.

Nel 1918 gli imperialisti inglesi, americani, francesi e giapponesi intrapresero il loro interventomilitare in Russia. La guerra contro il primo Stato degli operai e dei contadini portò al raggruppamento in un solo campo di tutte le forze reazionarie. Anche gli opportunisti e i rinnegati (* V. I. Lenin. Opere, vol. 28, p. 239 dell’edizione albanese).del marxismo si scagliarono con zelo contro la Rivoluzione d’Ottobre e il potere proletario. Kautsky in Germania, Otto Bauer e Karl Renner in Austria, Léon Blum e Paul-Boncour in Francia si levarono con rabbia contro la Rivoluzione d’Ottobre, contro la strategia e la tattica leninista della rivoluzione. Essi considerarono la Rivoluzione d’Ottobre come illegale, una deviazione dalla via dello sviluppo storico, una deviazione dalla teoria marxista. Essi predicavano la rivoluzione pacifica, non violenta e incruenta, la presa del potere attraverso la maggioranza al parlamento;erano contrari alla trasformazione del proletariato in classe dominante; essi portavano alle stelle la democrazia borghese e attaccavano la dittatura del proletariato. Dopo il fallimento dell’intervento armato contro la Russia Sovietica e quando la socialdemocrazia non fu capace di ostacolare la creazione dei nuovi partiti comunisti e di frenare il grande slancio rivoluzionario delle masse lavoratrici d’Europa, la borghesia pose tutte le sue speranze nella rottura del fronte del comunismo

«…dall’interno, cercando i propri eroi

fra i capifila del PCR (b)*». * G. V. Stalin. Opere, vol. 6, p. 278 dell’edizione albanese.

I trotzkisti tirarono di nuovo in ballo la «teoria della rivoluzione permanente», secondo la quale il socialismo in Unione Sovietica non può essere costruito senza la vittoria della rivoluzione negli altri paesi. Essi si fusero in un unico fronte con la borghesia nella lotta contro il socialismo. Stalin aveva ragione di sottolineare che era stato creato un unico fronte ostile, che andava da Chamberlain fino a Trotzki. Anche la destra, i bukhariniani, si scagliarono contro il socialismo. Essi erano per l’estinzione della lotta di classe, predicavano la possibilità di integrazione del capitalismo nel socialismo. La strategia dell’imperialismo assunse un marcato carattere controrivoluzionario e anticomunista soprattutto dopo la Seconda Guerra mondiale, in seguito al cambiamento del rapporto di forza a favore del socialismo e della rivoluzione,che ha scosso dalle fondamenta tutto il sistema capitalista. Questi mutamenti misero all’ordine del giorno la questione della rivoluzione e del trionfo del socialismo non più in un solo o in due paesi, ma in zone e continenti interi. Questa volta l’imperialismo, con alla testa l’imperialismo americano, pose tutte le sue speranze nella totale militarizzazione della sua vita, nei blocchi e patti militari, al fine di preparare un intervento violento e una guerra aperta contro il socialismo, contro i movimenti rivoluzionari e di liberazione dei popoli. Ma esso pose grandi speranze anche nella sue capacità di far risorgere e rendere più attive tutte le forze opportuniste al fine di sabotare e di far degenerare dall’interno i paesi socialisti e i partiti comunisti.

La vittoria sul fascismo e la controffensiva dell’imperialismo

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Sono stati le potenze imperialiste e il capitalismo mondiale nel loro insieme a incitare e scatenare la Seconda Guerra mondiale allo scopo di dirigerla contro l’Unione Sovietica e il socialismo. Questa guerra però non ha portato al rovesciamento del primo Stato socialista, al contrario l’imperialismo è stato duramente colpito ed ha subito danni tali da mettere in forse tutto il suo sistema. Sui campi di battaglia di questa guerra furono annientati non solo gli eserciti del fascismo, ma furono sconfitte anche l’ideologia anticomunista dell’imperialismo mondiale e la politica controrivoluzionaria dell’opportunismo internazionale. Le potenze fasciste: la Germania, l’Italia, il Giappone, che costituivano le principali forze d’urto del capitalismo internazionale contro il socialismo e il comunismo, furono sgominate. Gli imperi inglese e francese, che fino allora avevano condotto la «grande politica» mondiale, persero la potenza e il peso che avevano e si misero a rimorchio della politica degli Stati Uniti d’America. Il fronte anticomunista fu sfondato da parte a parte e il «cordone sanitario» eretto contro l’Unione Sovietica andò in frantumi.

L’Unione Sovietica, che sostenne il principale peso della guerra e svolse un ruolo decisivo nella vittoria sul fascismo e nella liberazione dei popoli oppressi, uscì da essa con una potenza considerevolmente cresciuta ed un indiscusso prestigio internazionale. In questo grande scontro con l’imperialismo, il sistema socialista diede la prova storica della sua superiorità, della sua stabilità e invincibilità. In seguito alle condizioni createsi e alla loro lotta antifascista di liberazione nazionale, sotto la guida dei partiti comunisti, una serie di altri paesi si staccarono dal sistema capitalista e imboccarono la via del socialismo. Così fu creato il campo socialista, che costituisce il più importante evento storico dopo la Rivoluzione d’Ottobre. I partiti comunisti conobbero una crescita senza pari in tutti i paesi. Stando alla guida della lotta contro il fascismo, con il sangue versato dai loro membri e con i loro atteggiamenti essi diedero prova di essere le forze politiche più coerenti e più fedeli agli interessi del popolo e della nazione, i combattenti più risoluti per la libertà, la democrazia e il progresso. Il marxismo-leninismo si diffuse in tutto il mondo, il movimento comunista internazionale estese la sua influenza e autorità in tutti i continenti. Le grandi idee di libertà, indipendenza e liberazione nazionale di cui era permeata la lotta antifascista si diffusero non solo in Europa, ma anche in Asia, in Africa e nel continente latinoamericano. La vittoria sul fascismo e la creazione del campo socialista destarono i popoli dei paesi coloniali. Il sistema coloniale dell’imperialismo entrò nella sua crisi più profonda, il potente movimento di liberazione nazionale nelle colonie, in cui viveva circa la metà della popolazione del mondo, si scatenò come un vulcano. Le retrovie del sistema capitalista, i regimi coloniali e semicoloniali, cominciarono a crollare l’uno dopo l’altro. Il sistema imperialista, indebolito da tutte queste disfatte, cominciò ad essere scosso dalle sue fondamenta.

Tutti questi cambiamenti costituivano una grande vittoria non solo dell’Unione Sovietica, non solo dei paesi a democrazia popolare, non solo dei popoli del mondo, ma anche dell’immortale teoria di Marx, Engels, Lenin e Stalin, la cui vitalità e fondatezza furono riconfermate ancora una volta con maggior forza nella più grande guerra che l’umanità abbia visto fino ad oggi, nel corso della quale si sono scontrati due mondi, il mondo socialista e il mondo capitalista. Tutti i cambiamenti avvenuti dopo la Seconda Guerra mondiale hanno confermato nella pratica le tesi di Marx e di Lenin, secondo cui il mondo capitalista era in via di putrefazione e avanzava verso il suo sfacelo, mentre la rivoluzione e il socialismo erano in ascesa. Furono queste grandi vittorie del socialismo, dei popoli, della teoria marxista-leninista che costrinsero l’imperialismo mondiale a concepire una nuova strategia difensiva e offensiva per contenere le crescenti onde della rivoluzione e della lotta dei popoli, per rafforzare le basi vacillanti del sistema capitalista. La linea comune elaborata dalle potenze imperialiste dopo la guerra si caratterizzava da due orientamenti fondamentali. In primo luogo, esse mobilitarono tutte le forze, tutti i mezzi di cui disponevano per ripristinare il loro potenziale economico, politico e militare danneggiato dalla guerra, per rafforzare il sistema capitalista, che era stato scosso sotto i potenti colpi delle lotte rivoluzionarie e di liberazione dei popoli. Esse si misero all’opera per consolidare le alleanze anticomuniste esistenti e per allacciarne delle nuove, fecero grandi sforzi per conservare il colonialismo attraverso il neocolonialismo.

Dopo la Seconda Guerra mondiale, l’imperialismo americano si trovò in posizioni dominanti dal punto di vista della potenza economica e fino ad un certo punto anche dal punto di vista militare rispetto all’Europa e all’Asia rovinate dalla guerra. L’economia americana militarizzata era assai potente. Gli Stati Uniti d’America miravano a stabilire la loro egemonia politica, economica e militare su tutto il mondo, allo scopo preciso di accerchiare e indebolire l’Unione Sovietica, che era uscita vittoriosa dalla Seconda Guerra mondiale e che di certo si sarebbe presto ripresa dal punto di vista economico e avrebbe prestato il suo aiuto al consolidamento e al progresso dei nuovi Stati a democrazia popolare, che furono creati in Europa e in Asia. A tal fine essi elaborarono la loro tattica imperialista di lotta politica, ideologica ed economica, come anche le loro tattiche militari. Queste ultime erano un’ulteriore continuazione dei piani americani elaborati già nel corso della Seconda Guerra mondiale, e che avevano fatto degli Stati Uniti d’America una grande potenza nella produzione di armi moderne, che aveva scoperto e fabbricato la bomba atomica, lanciata per la prima volta su Hiroshima e Nagasaki. Gli Stati Uniti d’America assunsero la leadership del mondo capitalista atteggiandosi a suoi «salvatori». Le pretese dell’imperialismo americano per il dominio del mondo furono poste così all’ordine del giorno.

«La vittoria nella Seconda Guerra mondiale, dichiarava Harry Truman, che sostituì Franklin Roosevelt alla presidenza degli USA, mise il popolo americano di fronte alla permanente e urgente necessità di assumersi la direzione del mondo». In sostanza questo era un appello alla lotta contro la rivoluzione e il socialismo, al fine di conquistare nuove posizioni dominanti sul piano economico e militare nel mondo intero, al fine di rimettere in sesto i loro partner e salvare il sistema coloniale. Per attuare questa strategia, l’imperialismo americano ricorse all’ UNRRA, elaborò il «piano Marshall», creò la NATO e mise in piedi altri blocchi aggressivi. In secondo luogo, per il capitale la questione di fondo consisteva nello svolgere un lavoro di sabotaggio su tutti i fronti contro l’ideologia marxista-leninista, e ciò al fine di sottrarre alla sua influenza la parte più rivoluzionaria dei lavoratori e far degenerare il socialismo. Di pari passo con la sfrenata corsa agli armamenti, con la militarizzazione dell’economia, con il blocco economico dei paesi socialisti, l’imperialismo mobilitò anche ingenti forze di propaganda: filosofi, economisti, sociologi, scrittori e storici — nella sua furiosa campagna contro la rivoluzione e il socialismo, al fine di presentare il capitalismo e lo Stato capitalista come cambiati, come «capitalismo popolare», come «Stato del benessere generale» e così via. La borghesia ha sfruttato anche la favorevole congiuntura economica del dopoguerra per far rumore intorno «al fiorente capitalismo», al fine di diffondere fra le masse l’illusione che sarebbero state eliminate le crisi, l’anarchia, la disoccupazione e le altre piaghe del capitalismo, nonché a proposito della cosiddetta superiorità del capitalismo nei confronti del socialismo, che veniva presentato come un regime «totalitario» dietro la «cortina di ferro» e cosi via. Per impedire la lotta di liberazione dei popoli, per soffocare la rivoluzione proletaria, per distruggere il socialismo e per difendere e consolidare le proprie posizioni, la borghesia, nei momenti di agonia e di crisi generale del suo sistema capitalista, stimola, incoraggia e mette in movimento, oltre agli altri mezzi, anche le varie correnti opportuniste e revisioniste. Questi nemici del proletariato e della rivoluzione colpiscono con tutte le forze di cui dispongono in primo luogo il marxismo- leninismo, l’ideologia che fa la classe operaia consapevole della sua condizione sociale e della sua missione storica, al fine di deformarlo, renderlo innocuo alla borghesia e senza valore per il proletariato. Tale abietto ruolo di traditori si assunsero anche le nuove correnti del revisionismo che spuntarono dopo la Seconda Guerra mondiale e che vanno sotto la generale denominazione di «revisionismo moderno». Il revisionismo moderno, in quanto continuazione delle teorie antimarxiste dei partiti della II Internazionale, della socialdemocrazia europea, si adeguò alle condizioni createsi nel dopoguerra.

Esso ha le sue origini nella politica egemonica dell’imperialismo americano. Le varianti e le correnti del revisionismo moderno hanno le stesse basi e la stessa strategia, esse differiscono unicamente per quel che riguarda le tattiche che attuano e le forme di lotta che applicano.

LA NUEVA ESTRATEGIA IMPERIALISTA Y
NACIMIENTO del revisionismo moderno

El oportunismo, aliado permanente de la burguesía

El nacimiento del revisionismo moderno, el revisionismo, así como en la antigüedad, es un fenómeno social influenciado por diversos motivos y numerosos históricos, económicos, políticos, etc. Tomados en su conjunto, es el resultado de la presión ejercida por
burguesía sobre la clase obrera y su lucha. Desde el primer momento y hasta hoy, el oportunismo y el revisionismo han estado estrechamente vinculadas a la lucha de la burguesía y el imperialismo contra el marxismo-leninismo, son parte integrante de la gran estrategia una vez que la revolución capitalista y el sabotaje, y perpetuar el ‘ orden burgués.
Progresado en la medida en que la causa de la revolución y el marxismo-leninismo se extendió entre las grandes masas, el imperialismo cada vez más sirvió como el revisionismo de su arma favorita para oponerse a la ideología triunfante del proletariado y para sabotearla. Así sucedió a principios de la segunda mitad del siglo XIX, después de la publicación del “Manifiesto Comunista” y otras obras de Marx y Engels y el marxismo comenzó a ejercer una creciente influencia sobre los trabajadores de Europa. Justo en ese momento se extendió a las corrientes reformistas de varios Inglaterra y el sindicalista-, en Francia las ideas pequeño burguesas de Proudhon, en Alemania las ideas pequeñoburguesas de Lassalle, Rusia y otros países en las ideas de Bakunin, anarquista, etc. Este fenómeno también se hizo evidente después de los acontecimientos de la heroica Comuna de París, cuando la burguesía aterrorizada por la extensión de su gran ejemplo, ha creado una nueva corriente oportunista Bernstein, que estaba tratando de vaciar el marxismo-leninismo de su contenido revolucionario para que sea inofensivo para la dominación política de la burguesía imperialista. En el siglo XX, cuando fueron ganando más y más condiciones políticas y económicas de la revolución y la toma del poder por el proletariado, la burguesía ha apoyado vigorosamente la tendencia oportunista de la Segunda Internacional y en general se sirve en sus operaciones diseñado para preparar y dar rienda suelta a la Primera Guerra Mundial. Después de la victoria histórica de la Revolución de Octubre, cuando el socialismo, desde la teoría y el movimiento revolucionario que se convirtió en un sistema socio-económico que ha triunfado en una sexta parte del globo, el capitalismo se vio obligado a cambiar de estrategia y táctica. Se acentúa la violencia y el terror en el país, ha recurrido a los medios de consolidar su poder más feroz, con lo que el poder de incluso el fascismo. En primer lugar, se intensificó su demagogia y la propaganda dirigida a denigrar y distorsionando el marxismo-leninismo, inventando nuevas “teorías” pseudomarxiste, calumniar a la Unión Soviética y la preparación para la guerra en contra de ella. El imperialismo, Lenin escribió en ese momento,
“… ¿Ha oído que el bolchevismo se ha convertido en
una fuerza mundo, y es por
Es por ello que se esfuerza por asfixia
tan pronto como sea posible, tratando
primero en ajustar cuentas con los bolcheviques
Rusia y más tarde con su “*.
En 1918, los imperialistas británicos, estadounidenses, franceses y japoneses emprendieron su interventomilitare en Rusia. La guerra contra el primer Estado de obreros y campesinos llevó a la agrupación en un único campo de todas las fuerzas
reaccionaria. Incluso los oportunistas y renegados (* VI Lenin. Obras, vol. 28, p. 239 albanesa edición) del marxismo. Atacaron con celo en contra de la Revolución de Octubre y el poder proletario. Kautsky en Alemania, Otto Bauer y Karl Renner en Austria, Léon Blum y Paul Boncour-en Francia se levantó en ira en contra de la Revolución
De octubre, frente a la estrategia y la táctica leninista de la revolución. Consideraban la Revolución de Octubre como ilegal, una desviación de la trayectoria del desarrollo histórico, una desviación de la teoría marxista. Ellos predicaban la revolución pacífica ataque, no violenta y sangrienta del poder por una mayoría en el parlamento;
se oponían a la transformación del proletariado como clase dominante, y usaban las estrellas de la democracia burguesa y atacó a la dictadura del proletariado. Tras el fracaso de la intervención militar contra la Rusia soviética y cuando la democracia social no pudo frenar la creación de los nuevos partidos comunistas y para frenar el gran auge revolucionario de las masas trabajadoras de Europa, la burguesía puso todas sus esperanzas de romper el la cara del comunismo
“… Desde el interior, en busca de sus héroes
entre los cabecillas de la PC (b) *. ” * G. V. Stalin. Works, vol. 6, pág. 278 albanesa edición.
Los trotskistas lanzó la pelota de nuevo en la “teoría de la revolución permanente”, según la cual el socialismo en la Unión Soviética no se puede construir sin la victoria de la revolución en otros países. Se fusionaron en un solo frente
con la burguesía en la lucha contra el socialismo. Stalin tenía razón al señalar que había creado un ambiente hostil frente unido, que pasó de Chamberlain a Trotsky. El derecho, Bujarin, arremetió contra el socialismo.
Eran para la extinción de la lucha de clases, predicó la posibilidad de integración del capitalismo en socialismo.
La estrategia tuvo un marcado carácter contrarrevolucionario del imperialismo y anti-especialmente después de la Segunda Guerra Mundial, tras el cambio de equilibrio de poder en favor del socialismo y la revolución,
que ha sacudido los cimientos del sistema capitalista en su conjunto. Estos cambios ponen en la agenda la cuestión de la revolución y el triunfo del socialismo ya no sólo uno o dos países, pero en las regiones y continentes enteros. Esta vez, el imperialismo, encabezado por el imperialismo de EE.UU., puso todas sus esperanzas en la militarización total de
de su vida en los bloques militares y pactos, con el fin de preparar una intervención violenta y una guerra abierta contra el socialismo, en contra de los movimientos revolucionarios y de liberación de los pueblos. Pero también puso grandes esperanzas en su capacidad de resucitar y la activa de todas las fuerzas oportunistas con el fin de sabotear y para pasar de los países socialistas y los partidos comunistas.

La victoria sobre el fascismo y la contraofensiva del imperialismo

¿Fueron las potencias imperialistas y el capitalismo mundial en su conjunto para incitar y provocar la Segunda Guerra Mundial con el fin de dirigir contra la Unión Soviética y el socialismo. Esta guerra, sin embargo, ha llevado a la caída del primer Estado socialista, el imperialismo oposición ha sido duramente golpeada y sufrió los daños que puedan resultar en tal vez su sistema en su conjunto. En el campo de batalla en esta guerra no sólo destruye los ejércitos del fascismo, pero también eran derrotas del mundo de la ideología anticomunista y la política de la lucha contra el oportunismo internacional. Las potencias fascistas: Alemania, Italia, Japón, que eran las principales fuerzas de impacto del capitalismo internacional contra el socialismo y el comunismo, fueron vencidos. Los imperios británico y francés, que hasta entonces había llevado a la “política grande” del mundo, perdieron su poder y el peso que tenía y empezó a remolcar la política de los Estados Unidos de América. El anti-frontal
se rompió de lado a lado y el “cordón sanitario” erigido contra la Unión Soviética se desintegró.
La Unión Soviética, que apoyó la carga principal de la guerra y jugó un papel decisivo en la victoria sobre el fascismo y la liberación de los pueblos oprimidos, salió de ella con una potencia mucho mayor y el prestigio internacional incuestionable. En esta gran lucha con el imperialismo, el sistema socialista dio la evidencia histórica de su superioridad, su estabilidad y su invencibilidad. A raíz de las condiciones createsi y su lucha antifascista de liberación nacional, bajo el liderazgo de los partidos comunistas, una serie de otros países, se separó del sistema capitalista y se dirigió por el camino del socialismo. Así se creó el campo socialista, que es el acontecimiento histórico más importante después de la Revolución de Octubre. Los partidos comunistas experimentado un crecimiento sin precedentes en todos los países. De acuerdo a liderar la lucha contra el fascismo, con la sangre derramada por sus miembros y sus actitudes que dio pruebas de ser las fuerzas más consistentes y políticos más leales a los intereses del pueblo y la nación, de los combatientes más resueltos por la libertad, la democracia y el progreso. El marxismo-leninismo se extendió por todo el mundo, el movimiento comunista internacional extendió su influencia y autoridad en todos los continentes. Las grandes ideas de la libertad, la independencia y la liberación
que había impregnado la lucha nacional contra el fascismo difusión no sólo en Europa sino también en Asia, África y América Latina. La victoria sobre el fascismo y el establecimiento de los pueblos despertaron de los países socialistas
colonial. El sistema colonial del imperialismo entró en su crisis más profunda, el poderoso movimiento de liberación nacional en las colonias, donde vivió cerca de la mitad de la población del mundo, estalló como un volcán. La parte trasera del sistema capitalista, y los regímenes de semi-coloniales comenzaron a derrumbarse uno tras otro. El sistema
imperialista, debilitada por estas derrotas, comenzó a ser sacudido hasta sus cimientos.
Todos estos cambios fueron una gran victoria no sólo la Unión Soviética, no sólo en los países de democracia popular, no sólo de los pueblos del mundo, sino también la teoría inmortal de Marx, Engels, Lenin y Stalin, cuya vitalidad y validez fueron volvió a confirmar una vez más con mayor fuerza en la guerra más grande que
la humanidad se ha visto hasta la fecha, durante la cual chocaron dos mundos, el socialista mundo y el mundo capitalista. Todos los cambios después de la Segunda Guerra Mundial han confirmado en la práctica las ideas de Marx y Lenin, que el mundo capitalista se encuentra en proceso de putrefacción, y avanzar hacia su desintegración, mientras que la revolución y el socialismo iban en aumento. Esos fueron grandes victorias del socialismo, la gente, el imperialismo mundial marxista-leninista, lo que obligó a desarrollar una nueva estrategia defensiva y ofensiva para contener la creciente ola de la revolución y la lucha de los pueblos, para fortalecer los endebles cimientos del sistema capitalista . La línea común elaborado por las potencias imperialistas después de la guerra se caracterizó por dos directrices fundamentales. En primer lugar, se movilizaron todas las fuerzas, todos los medios disponibles para restablecer su potencial económico, político y militar dañado por la guerra, para fortalecer el sistema capitalista, que había sido sacudido por los golpes potentes de las luchas revolucionarias y de liberación los pueblos. Ellos trabajaron para fortalecer las alianzas existentes y nuevos de lucha contra la esta-blecer, hizo grandes esfuerzos para preservar el colonialismo a través del neo-colonialismo.
Después de la Segunda Guerra Mundial, el imperialismo de EE.UU. estaba en una posición dominante en términos de poder económico y hasta cierto punto, desde el punto de vista militar, que en Europa y Asia afectada por
guerra. La economía militarizada EE.UU. era muy poderoso. Los Estados Unidos de América trató de establecer su hegemonía política, económica y militar en todo el mundo, precisamente con el fin de cercar y debilitar a la Unión Soviética, que había salido victorioso de la Segunda Guerra Mundial y que sin duda se reanudará pronto desde un punto de vista económico, y que prestará su apoyo a la consolidación y desarrollo de nuevos estados a la democracia popular, que se crearon en Europa y Asia. A tal fin, desarrolló su táctica imperialista de políticas, ideológicas y económicas de sus, así como las tácticas militares. Se trataba de la continuación de American planes ya elaborados durante la Segunda Guerra Mundial, y que habían hecho los Estados Unidos de América un gran
de energía en la producción de armas modernas, lo que había descubierto y producido la bomba atómica, lanzada por primera vez en Hiroshima y Nagasaki. Los Estados Unidos de América asumió el liderazgo del mundo capitalista haciéndose pasar por su “salvador”. Las pretensiones del imperialismo estadounidense para dominar el mundo estaban bien situados en el orden del día.
“La victoria en la Segunda Guerra Mundial, declaró Harry Truman, quien reemplazó a Franklin Roosevelt a la presidencia de los EE.UU., el pueblo estadounidense puso a la vista de la necesidad permanente y urgente de asumir el liderazgo del mundo”. En esencia se trataba de una llamada a luchar contra la revolución y el socialismo, a fin de obtener nuevas posiciones prevalece económica y militar en el mundo, con el fin de volver a colocar a su pareja y salvar el sistema colonial. Para aplicar esta estrategia, los imperialistas estadounidenses recurrieron a “la UNRRA, desarrolló el” Plan Marshall “, creado la OTAN y establecer otros bloques agresivos. En segundo lugar, la capital de la cuestión básica era para llevar a cabo un trabajo de sabotaje en todos los frentes contra la ideología marxista-leninista, y cuál es el propósito de eliminar la influencia de los trabajadores más revolucionarias y degenerados del socialismo . De la mano con la carrera armamentista desenfrenada, con la militarización de la economía, el bloque económico de los países socialistas, el imperialismo también movilizó a una gran fuerza de la propaganda: filósofos, economistas, sociólogos, escritores e historiadores – en su furiosa campaña contra la revolución y el socialismo, a fin de presentar el capitalismo y el Estado capitalista como cambió, como un “capitalismo popular” y un “estado del bienestar general” y así sucesivamente. La burguesía también ha explotado la situación económica favorable después de la guerra para hacer ruido a su alrededor “para el capitalismo floreciente” a fin de difundir entre las masas la ilusión de que la crisis serían eliminados, la anarquía, el desempleo y otras llagas del capitalismo y sobre la superioridad de la llamada del capitalismo contra el socialismo, que se presentó como un régimen “totalitario” tras la “cortina de hierro” y así sucesivamente. Para evitar que la lucha por la liberación de los pueblos, para aplastar la revolución proletaria, para destruir el socialismo y defender y consolidar sus posiciones, la burguesía, en los momentos de agonía y la crisis general de su sistema capitalista, estimula, promueve y pone en movimiento, entre otros medios, incluyendo el oportunista y revisionista varias corrientes. Estos enemigos del proletariado y el éxito de la revolución con todas las fuerzas a su disposición, en primer lugar, el marxismo-leninismo, la ideología que hace que la clase obrera consciente de su condición social y su misión histórica, con el fin de deformar, para asegurar su inocuidad burguesía y el proletariado sin valor. El papel de traidores despreciables, se supone las nuevas corrientes del revisionismo que surgieron después de la Segunda Guerra Mundial y que van bajo la denominación general de “revisionismo moderno”. El revisionismo moderno, porque la continuación de las teorías anti-marxistas de los partidos de la II Internacional, la socialdemocracia europea, se adaptó a la createsi condiciones después de la guerra.
Tiene sus orígenes en la hegemonía política del imperialismo norteamericano. Las variaciones y las tendencias del revisionismo moderno tiene la misma base y la misma estrategia, sólo se diferencian en cuanto a las tácticas de aplicación y formas de lucha que se aplican.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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