ENVER HOXHA : L’EUROCOMUNISMO E’ ANTICOMUNISMO:IL “browderismo”

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ENVER HOXHA :  L’EUROCOMUNISMO E’ ANTICOMUNISMO

TIRANA, 1980

                                                             Capitolo I°- seconda parte –

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Il revisionismo moderno al potere, nuova arma della borghesia contro la rivoluzione e il socialismo

La prima corrente che precedette il revisionismo moderno al potere fu il browderismo. Questa corrente nacque negli Stati Uniti d’America e prese il suo nome dall’ex-segretario generale del Partito Comunista degli USA, Earl Browder. Nel 1944, quando all’orizzonte si profilava chiara la vittoria dei popoli sul fascismo, Browder si presentò pubblicamente con un programma da cima a fondo riformista. Egli fu il primo araldo di quella linea ideologica e politica capitolazioni sta che l’imperialismo americano avrebbe tentato di imporre ai partiti comunisti e ai movimenti rivoluzionari. Con il pretesto del presunto mutamento delle condizioni storiche di sviluppo del capitalismo e della situazione internazionale, Browder proclamò «superato» il marxismo-leninismo e lo definì un sistema di dogmi e di schemi rigidi. Browder predicava la rinuncia alla lotta di classe, la conciliazione di classe a livello nazionale e internazionale. Egli pensava che il capitalismo americano non era più reazionario, che esso era in grado di guarire le piaghe della società borghese, e che poteva svilupparsi sulla via democratica per il bene dei lavoratori. Egli non considerava più il socialismo né come un  ideale, né come un obiettivo da conseguire. L’imperialismo americano, la sua strategia e la sua politica erano completamente scomparsi dal suo campo visivo. I grandi monopoli, pilastri di quest’ imperialismo, costituivano per Browder una forza progressiva di sviluppo economico, sociale e democratico del paese. Browder negava il carattere di classe dello Stato capitalista e considerava la società americana come una società unica e armonica, senza antagonismi sociali, come una società in cui regnano la comprensione e la collaborazione di classe. Partendo da queste concezioni, Browder negava anche la necessità della stessa esistenza del partito rivoluzionario della classe operaia. Nel 1944, egli si fece anche il promotore dello scioglimento del Partito Comunista degli Stati Uniti d’America. «I comunisti, egli scriveva, prevedono che gli obiettivi politici e pratici che essi perseguono, saranno per un lungo periodo identici su tutte le questioni di fondo con gli obiettivi di una massa più vasta di non comunisti. In questo modo le nostre iniziative politiche finiranno per fondersi in grandi movimenti di tal genere. Perciò l’esistenza di un partito politico particolare dei comunisti non serve più agli scopi pratici, ma, al contrario, può essere di ostacolo ad una più larga unità. Ragion per cui i comunisti devono sciogliere il loro partito particolare e trovare una nuova e diversa forma di organizzazione ed un nuovo nome che sia più consono ai compiti del giorno e alla struttura politica attraverso la quale saranno realizzatiquesti compiti».*Browder, come punto di partenza e di giustificazione alla formulazione delle sue teorie borghesi liquidatone, prese la Conferenza delle potenze alleate svoltasi a Teheran nel 1943, analizzando e interpretando i risultati di questa in modo antimarxita e in maniera completamente falsa. Egli presentò l’intesa degli alleati antifascisti di condurre la guerra contro la Germania fascista fino in fondo come l’inizio di una nuova epoca storica, in cui il socialismo e il capitalismo avevano scoperto, secondo l’espressione da lui usata, la via della collaborazione nel quadro di «un mondo unico e identico». Browder pose il compito che lo spirito di collaborazione e di coesistenza pacifica fra le potenze alleate, emerso dalla conferenza di Teheran, fosse attuato non solo fra lo Stato socialista sovietico e gli Stati capitalisti, ma anche all’interno di ogni paese capitalista nei rapporti fra le classi antagoniste. «Ora le differenze di classe e i gruppi politici non hanno più nessuna importanza», dichiarava Browder. L’unico obiettivo che i comunisti debbono perseguire, secondo lui, era quello di realizzare senza incidenti,* E. Browder. Teheran, Our Path in War and Peace, New York, 1944, p. 117. in un’atmosfera di pace fra le classi, l’«unità nazionale », che egli considerava come un blocco comprendente i gruppi del capitale finanziario, le organizzazioni monopolistiche, i partiti repubblicano e democratico, persino i comunisti e i movimenti sindacali, i quali, senza eccezione, egli considerava forze «democratiche e patriottiche». In nome di questa unità Browder dichiarava che i comunisti debbono essere pronti a sacrificare anche le loro convinzioni, la loro ideologia ed i loro interessi particolari, regola che i comunisti americani avevano applicato per primi. Egli proseguiva: «Noi cercheremo di presentare i nostri scopi politici, identici a quelli della maggioranza degli americani, attraverso la struttura esistente dei partiti del nostro paese che, in generale, è il «sistema bipartito» specificatamente americano».* Impressionato dallo sviluppo relativamente pacifico del capitalismo americano, in seguito alle note riforme che il presidente americano Roosevelt attuò per far uscire il paese dalla crisi economica all’inizio degli anni ’30, come pure dalla rapida crescita della produzione e dei posti di lavoro durante il periodo bellico, Browder giunse alla conclusione che il capitalismo americano, a suo dire, era ringiovanito, che d’ora in poi si sarebbe* E. Browder. Teheran, Our Path in War and Peace, New York, 1944, p. 118. sviluppato senza crisi, che avrebbe promosso il benessere generale ecc. Egli considerava il sistema economico americano come un sistema capace di risolvere tutte le contraddizioni e tutti i problemi della società, nonché di soddisfare tutte le esigenze delle masse. Egli mise il segno d’uguaglianza fra comunismo e americanismo e dichiarò che «il comunismo è l’americanismo del XX secolo». Tutti i paesi capitalisti sviluppati, secondo Browder, sfruttando la democrazia borghese, il cui modello doveva essere la democrazia americana, possono risolvere tutti i conflitti e passare gradualmente al socialismo.Perciò, secondo Browder, ai comunisti americani spettava il compito di garantire il funzionamento normale del regime capitalista; ed egli dichiarava apertamente che essi erano pronti a collaborare per garantire il funzionamento efficace di questo regime capitalista nel periodo del dopoguerra, cercando nel contempo di «alleggerire al massimo gli oneri che gravano sul popolo». Questi alleggerimenti, secondo lui, sarebbero stati fatti dai capitalisti «ragionevoli» americani, ai quali i comunisti dovevano tendere la mano dell’amicizia. In concomitanza con le sue concezioni di estrema destra e cedendo alla pressione della borghesia, Browder, dopo lo scioglimento del partito comunista, nel maggio del 1944 proclamò la creazione, invece del partito, di una associazione culturale illuministica soprannominata «associazione politica comunista», giustificando questo atto con l’argomento inconsistente che la tradizione americana esigeva l’esistenza di solo due partiti. Questa associazione, organizzata come una rete di circoli, si doveva principalmente occupare di «attività educative e politiche su scala nazionale, regionale e locale». Nello Statuto di quest’associazione era detto: «L’Associazione politica comunista è un’organizzazione non partitica degli americani, la quale, poggiando sulla classe operaia, porta avanti le tradizioni di Washington, Jefferson, Paine, Jackson e Lincoln, nelle condizioni modificate della società industriale moderna»; questa associazione «… difende la Dichiarazione d’indipendenza, la Costituzione degli Stati Uniti d’America e la Carta dei diritti nonché le acquisizioni della democrazia americana contro tutti i nemici delle libertà del popolo».* The Path to Peace, Progress and Prosperity, New York, 1944, pp. 47, 48.  Browder ha cancellato tutti gli obiettivi del movimento comunista. Nel programma dell’associazione non si fa il minimo cenno né al marxismo-leninismo né all’egemonia del proletariato né alla lotta di classe né alla rivoluzione né al socialismo. I suoi unici obiettivi sono diventati l’unità nazionale, la pace sociale, la salvaguardia della costituzione borghese e l’incremento della produzione capitalistica. In questo modo Browder, dalla revisioneaperta delle questioni fondamentali del marxismoleninismo,della strategia e della tattica rivoluzionarie è passato alla liquidazione organizativa del movimento comunista negli Stati Uniti d’America. Sebbene nel giugno 1945, nel corso del 13° Congresso fosse ricreato il partito e formalmente respinta la linea opportunistica di Browder, la sua influenza non è mai scomparsa nel Partito Comunista degli USA. Mentre più tardi, in particolar modo dopo il 1956, le idee di Browder presero a rifiorire e John Hayes nel suo articolo «E’ giunta l’ora di cambiare»* chiese di nuovo, nello spirito del browderismo, la trasformazione del Partito Comunista degli USA in un’associazione culturale, propagandistica. Infatti l’attuale Partito Comunista degli USA è tale, cioè un’organizzazione in cui domina il revisionismo browderiano, intrecciato con quello kruscioviano. Con le sue concezioni revisioniste sulla rivoluzione e il socialismo, Browder ha dato al capitalismo mondiale un aiuto diretto. Secondo lui, il socialismo nasce solo come risultato di qualche grande calamità, di qualche catastrofe, e non come risultato inevitabile dello sviluppo storico. «Noi, egli diceva, non auguriamo nessuna catastrofe* all’America, anche se ciò portasse al socialismo ». Politicail Affairs, ottobre 1956. Presentando la prospettiva della vittoria del socialismo come molto lontana, egli predicava la collaborazione di classe nella società americana e in tutto il mondo. L’unica alternativa, secondo lui, era quella dello sviluppo evoluzionista, attraverso le riforme e con l’aiuto degli Stati Uniti d’America. Secondo Browder, gli Stati Uniti d’America che disponevano di una potenza economica colossale, di un grande potenziale scientifico e tecnico,dovevano aiutare i popoli del mondo, compreso quello dell’Unione Sovietica, per assicurarne lo «sviluppo». Tale «aiuto», diceva Browder, avrebbe permesso all’America di mantenere elevati ritmi di produzione anche nel dopoguerra, per assicurare lavoro a tutti, e per conservare l’unità nazionale per molti anni. A tal fine Browder consigliava ai magnati di Washington di creare «una serie di gigantesche corporazioni industriali per lo sviluppo delle diverse zone arretrateo devastate dalla guerra in Europa, Africa, Asia eAmerica Latina*.* The Path to Peace, Progress and Prosperity. New York,  «Se riusciamo ad affrontare la realtà senza tentennamenti e a far rinascere, nel senso moderno della parola, la grande tradizione di Jefferson, Paine e Lincoln, allora l’America potrà apparire unita di fronte al mondo, assumendo un ruolo di guida… per salvare l’umanità»*. In questo modo egli divenne portavoce e propagandista della grande strategia dell’imperialismo americano, delle sue teorie e dei suoi piani neocolonialistici ed espansionistici.

Il browderismo serviva direttamente il «piano Marshall», attraverso il quale gli Stati Uniti d’America miravano a stabilire la loro egemonia economica nei vari paesi dell’Europa devastati

dalla guerra, nonché in quelli dell’Asia, dell’Africa e cosi via. Browder predicava che i paesi del mondo, e particolarmente i paesi a democrazia popolare e l’Unione Sovietica, dovevano ammorbidire la loro politica marxista-leninista e accettare l’aiuto «altruista» degli Stati Uniti d’America, i quali, a suo dire, hanno una grande economia e dispongono di notevoli riserve, che possono e debbono essere messe al servizio di tutti i popoli(!).

Browder si è sforzato di presentare i suoi punti di vista antimarxisti e controrivoluzionari come linea generale del movimento comunista internazionale. Come tutti i revisionisti precedenti, anche Browder ha cercato, con il pretesto dello sviluppo creativo del marxismo e della lotta contro il dogmatismo, di provare coi fatti che la nuova epoca che seguì la Seconda Guerra mondiale esigeva dal movimento comunista una revisione * E. Browder. Teheran, Our Path in War and Peace, New York, 1944, p. 128. delle precedenti convinzioni ideologiche e la rinuncia «alle vecchie formule e ai vecchi pregiudizi» che, a suo dire, «non ci saranno affatto di aiuto per trovare la nostra via nel mondo nuovo».

Questo era un appello in base al quale bisognava rinunciare ai princìpi del marxismo-leninismo. I punti di vista di Browder furono contrastati dai partiti comunisti di vari paesi, come anche dagli stessi comunisti rivoluzionari americani. Il browderismo fu denunciato relativamente presto come un revisionismo senza maschera, come un’ aperta corrente liquidatoria, come un’agenzia di diversione ideologica alle dirette dipendenze dell’imperialismo americano.

 Il browderismo arrecò un gravissimo danno al movimento operaio e comunista negli Stati Uniti d’America e in alcuni paesi dell’America Latina. Alcuni vecchi partiti comunisti dell’America Latin rimasero scossi e al loro interno si ebbero delle scissioni, che avevano la loro origine nell’attività degli elementi opportunisti, i quali, stanchi dalla lotta rivoluzionaria, si aggrapparono ai rami che l’imperialismo americano creava per soffocare la rivolta dei popoli e la rivoluzione, come anche per corrompere i partiti che lavoravano per l’educazione e la preparazione dei popoli alla rivoluzione. In Europa il browderismo non ebbe quel successo che invece conseguì nel Sudamerica, ciò nonostante questo seme dell’imperialismo americano non mancò di metter radici fra quegli elementi riformisti, antimarxisti e antileninisti mascherati, che aspettavano o preparavano i momenti favorevoli per deviare apertamente dall’ideologia scientifica marxista-leninista. Benché il browderismo al suo tempo non riuscì a divenire una corrente revisionista su scala internazionale, i suoi punti di vista furono riesumati e fatti propri dagli altri revisionisti moderni che vennero più tardi. Queste concezioni, nelle più svariate forme, stanno alla base delle piattaforme politiche e ideologiche dei revisionisti cinesi e jugoslavi, come anche dei partiti eurocomunisti dell’Europa Occidentale.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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