Enver Hoxha :L’Eurocomunismo è Anticomunismo -cap. I – 4° parte “EL Eurocomunismo es anticomunismo”- Primero Capítulo – Cuarta Parte

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Dopo la Seconda Guerra mondiale, anche i revisionisti jugoslavi furono coinvolti nella grande campagna scatenata dall’imperialismo americano e dalle altre forze reazionarie, che si raccolsero attorno ad esso, nella lotta contro il socialismo e la rivoluzione. Questa corrente, che rappresentava il revisionismo al potere, comparve sulla scena in un momento cruciale della lotta fra il socialismo e l’imperialismo.

Il periodo successivo alla Seconda Guerra mondiale non poteva essere un periodo di calma, non solo per l’imperialismo, ma nemmeno per il socialismo. Nelle nuove condizioni createsi, l’imperialismo doveva far fronte al pericolo di morte che lo minacciava, mentre il socialismo doveva consolidarsi, irradiarsi e fornire sulla giusta via il suo aiuto per la liberazione e il progresso dei popoli del mondo. Questo era il momento in cui non solo bisognava curare e sanare le piaghe della guerra, ma anche sviluppare correttamente la lotta di classe, sia nei paesi dove il proletariato si era impadronito del potere che sull’arena internazionale. La vittoria sul fascismo era già stata conseguita, ma la pace era relativa, la lotta proseguiva con altri mezzi. I paesi socialisti e i loro partiti comunisti avevano il compito di lavorare per il consolidamento delle vittorie sulla via marxista-leninista, essi dovevano servire di esempio ai popoli ed ai partiti

comunisti che non erano ancora al potere. Inoltre, i partiti comunisti dei paesi socialisti dovevano ulteriormente temprarsi con l’ideologia marxista- leninista, facendo di tutto che essa non si trasformasse in un dogma, ma rimanesse, com’è in realtà, una teoria rivoluzionaria in atto, uno strumento per la realizzazione di profonde trasformazioni sociali. Specialmente i paesi socialisti e i partiti comunisti, dopo la vittoria di portata storica sulla coalizione fascista, non dovevano montarsi la testa e pensare di essere infallibili, né dovevano dimenticare o indebolire la lotta di classe. E’ proprio questo rilevante fattore che Stalin aveva in vista, quando sottolineava la necessità di continuare la lotta di classe nel socialismo. E’ proprio in tali circostanze che i titini  si pronunciarono apertamente contro il marxismo leninismo. Il titoismo non buttò via sin dall’inizio la maschera pronunciandosi contro la rivoluzione, contro il socialismo, al contrario cercò di mascherarsi e continuò a preparare il terreno per il ritorno della Jugoslavia sulla via capitalista e per la sua trasformazione in uno strumento dell’imperialismo mondiale.

E’ noto che il titoismo era rivolto spiritualmente, ideologicamente e politicamente verso l’Occidente, verso gli Stati Uniti d’America, e che esso sin dall’inizio manteneva numerosi contatti politici ed ordiva combinazioni segrete con gli inglesi e gli altri rappresentanti del capitalismo mondiale. I dirigenti jugoslavi spalancarono le porte del paese all’UNRRA, attraverso la quale e con il pretesto dell’aiuto consistente in stracci e generi alimentari rimasti invenduti sin dal periodo della guerra, gli imperialisti anglo-americani cercavano di infiltrarsi in molti paesi del mondo, e soprattutto nei paesi a democrazia popolare. Gli imperialisti miravano a preparare un terreno più o meno favorevole alle azioni che avrebbero intrapreso nel futuro su un piano più vasto.

Gli jugoslavi trassero un notevole profitto dai regali dell’UNRRA, ma anche questa riuscì ad esercitare la sua influenza sui meccanismi statali non correttamente strutturati dello Stato jugoslavo di recente formazione. Sin dall’inizio l’imperialismo americano e tutta la reazione internazionale sostennero pienamente il titoismo, perché videro in esso la via, l’ideologia e la politica che portavano alla degenerazione dei paesi del campo socialista, alla scissione e alla rottura della loro unità con l’Unione Sovietica. L’attività del titoismo collimava in pieno con gli scopi dell’imperialismo americano di minare il socialismo dall’interno.

Tuttavia, il titismo avrebbe servito alla strategia dell’imperialismo anche per paralizzare le lotte di liberazione e per separare dal movimento rivoluzionario i nuovi Stati, che avevano appena scosso il giogo coloniale. Sin dal’inizio, i revisionisti jugoslavi si opposero alla teoria e alla pratica dell’autentico socialismo di Lenin e di Stalin in tutte le questioni e in tutti i campi. Tito e il suo gruppo legarono il loro paese al mondo capitalista e si impegnarono a trasformare ogni cosa in Jugoslavia indirizzandola verso i paesi capitalisti dell’Occidente, cominciando dalla politica, dall’ideologia, fino all’organizzazione dello Stato, dell’economia e dell’esercito.Essi miravano a trasformare il più rapidamente possibile la Jugoslavia in un paese borghese capitalista. Le idee di Browder, che di fatto erano le idee del capitalismo americano, trovarono un terreno adatto nella piattaforma politica e ideologica del titoismo. Innanzi tutto, i titoisti procedettero alla revisione dei principi fondamentali del marxismo-leninismo sul ruolo e la missione del potere rivoluzionario e del partito comunista nella società socialista.

Essi attaccarono la tesi marxista sul ruolo guida del partito comunista in tutti i campi della vita, nonché nel sistema di dittatura del proletariato. Seguendo l’esempio di Browder in America, essi praticamente procedettero alla liquidazione del partito, non solo perché gli cambiarono il nome, chiamandolo Lega dei comunisti, ma anche modificandone le finalità, le funzioni, l’organizzazione e il ruolo che doveva svolgere nella rivoluzione e nella costruzione del socialismo. I titoisti trasformarono il loro partito in un’associazione educativa- propagandistica. Essi svuotarono il Partito Comunista Jugoslavo del suo spirito rivoluzionario e, de facto, si spinsero al punto di eliminare l’influenza del partito e di sottometterlo al ruolo del Fronte popolare.

Per quel che riguarda la questione cardinale del partito, cioè il fattore guida della rivoluzione e della costruzione del socialismo, c’è un’affinità fra i punti di vista politici, ideologici e organizzativi del browderismo e del titoismo. Finché il titoismo, così come il browderismo, è liquidatorio e antimarxista per quel che riguarda la piattaforma decisiva del ruolo d’avanguardia del partito della classe operaia nella rivoluzione e nella costruzione del socialismo, tale esso è anche per quel che riguarda tutte le altre piattaforme. La somiglianza fra i punti di vista dei titoisti con quelli di Browder appare anche nella posizione nei confronti della «democrazia americana», che i titoisti hanno preso a modello per la struttura del sistema politico in Jugoslavia. Lo stesso Kardelj ha ammesso che questo sistema è «… simile all’organizzazione del potere esecutivo negli Stati Uniti d’America».** E. Kardelj. Gli indirizzi di sviluppo del sistema politico di autogestione socialista. Rilindja, Prishtine, 1978, p. 235. In seguito alla liquidazione del partito e alla rottura con l’Unione Sovietica e con i paesi a democrazia popolare, la Jugoslavia si trovò a dibattersi in un caos di azioni economiche e organizzative. I titoisti proclamarono «sociale» la proprietà statale e con lo slogan anarco /sindacalista «le fabbriche agli operai» camuffarono i rapporti capitalisti nella produzione, mettendo i reparti della classe operaia l’uno contro l’altro. Alla collettivizzazione dei piccoli produttori, che venne chiamata la «via russa», essi contrapposero la «via americana» della creazione di grandi aziende agricole capitaliste e del sostegno delle aziende agricole private. Naturalmente, questa trasformazione nel campo economico, politico e ideologico non poteva non portare anche a continui mutamenti nell’organizzazione dello Stato, dell’esercito, dell’istruzione e della cultura. Negli anni ’50, essi proclamarono il cosiddetto socialismo autogestivo, che venne impiegato per mascherare l’ordine capitalistico. Questo «socialismo specifico», secondo loro, sarebbe stato edificato non basandosi sullo Stato socialista, ma sui produttori diretti. Su questa base essi predicarono l’estinzione dello Stato sin dal socialismo, negando la tesi di fondo marxista-leninista sulla necessità dell’esistenza della dittatura del proletariato durante tutto il periodo che va dal capitalismo al comunismo. Per giustificare la loro linea di tradimento e per gettare polvere negli occhi della gente, i titoisti tentarono di farsi passare per «marxisti creatori », che si oppongono solo allo «stalinismo» e non al marxismo-leninismo. Così è stato confermato ancora una volta che lo slogan dello «sviluppo creativo del marxismo e della lotta contro il dogmatismo» è lo slogan più preferito e comune di ogni variante del revisionismo. Gli Stati Uniti d’America, l’Inghilterra, la socialdemocrazia europea, ecc. hanno sostenuto sotto ogni aspetto, politicamente, economicamente e militarmente la Jugoslavia titoista, e sono stati loro a mantenerla in vita. La borghesia non era contraria, anzi aveva interesse che la Jugoslavia conservasse formalmente l’aspetto «socialista». A condizione però che questo genere di «socialismo» fosse completamente diverso dal socialismo concepito e costruito da Lenin e Stalin, socialismo che i revisionisti jugoslavi cominciarono ad attaccare considerandolo come «forma inferiore di socialismo», come «socialismo étatista», «burocratico» e «antidemocratico». Il «socialismo » jugoslavo doveva essere una società ibrida capitalista-revisionista, ma specificatamente borghese- capitalista.

Esso doveva servire da «cavallo di Troia» per penetrare anche negli altri paesi socialisti, allo scopo di allontanarli dalla via socialista e legarli all’imperialismo. E in realtà il titoismo divenne l’ispiratore degli elementi revisionisti e opportunisti nei paesi ex socialisti. I revisionisti jugoslavi svolsero un intenso lavoro di eversione e di sabotaggio in quei paesi. Basta ricordare gli avvenimenti di Ungheria del 1956, dove i revisionisti jugoslavi svolsero un ruolo molto attivo per aprire un varco alla controrivoluzione e per far passare l’Ungheria nel campo dell’imperialismo.

 Lo stesso Tito ha spiegato chiaramente ed apertamente nel suo noto discorso tenuto a Pola nel 1956 il ruolo che assunse il titoismo nella strategia generale dell’imperialismo per minare dall’ interno i paesi socialisti. Sin d’allora egli dichiarò che il modello jugoslavo di socialismo era valido  non solo per la Jugoslavia, ma doveva essere seguito e attuato anche dagli altri paesi socialisti. Anche le concezioni e le teorie titoiste sullo sviluppo del mondo e delle relazioni internazionali erano conformi alla strategia dell’imperialismo americano. Il principale teorico del revisionismo jugoslavo, Kardelj, nel discorso tenuto a Oslo nell’ottobre del 1954 si espresse apertamente contro la teoria della rivoluzione, reclamizzando le «nuove» soluzioni che, a suo dire, il capitalismo avrebbe trovato. Egli, distorcendo l’essenza del capitalismo monopolista di Stato che, dopo la Seconda Guerra mondiale, assunse vaste proporzioni in parecchi paesi capitalisti, proclamò questo genere di capitalismo come elemento socialista, mentre la democrazia borghese classica fu da lui definita come «regolatrice delle contraddizioni sociali verso il graduale rafforzamento degli elementi socialisti».

Egli dichiarò che attualmente si sta verificando un’«evoluzione graduale verso il socialismo», e definì tale fenomeno come un «fatto storico» in una serie di Stati capitalistici. Queste concezioni revisioniste, che in sostanza sono identiche a quelle di Browder, furono inserite nel programma della Lega dei Comunisti Jugoslavi e divennero uno strumento di eversione ideologica e politica contro il movimento rivoluzionario e di liberazione del proletariato e dei popoli  Su questa base i revisionisti jugoslavi hanno elaborato le loro teorie e pratiche del «non allineamento », che erano di sostegno alla strategia dell’imperialismo americano per contenere l’impeto della lotta antimperialista dei popoli del cosiddetto «terzo mondo», per sabotare i loro sforzi in difesa della loro libertà, indipendenza e sovranità. I titoisti cercano di convincere questi popoli dicendo loro che riusciranno a realizzare le loro aspirazioni praticando la politica del non allineamento, vale a dire la politica di non opposizione all’imperialismo. Secondo i titoisti, la via di sviluppo di questi paesi deve essere ricercata nella «collaborazione attiva», nella «cooperazione sempre più ampia» con gli imperialisti e il grande capitale mondiale, negli aiuti e crediti che devono ricevere dai paesi capitalisti sviluppati.

Después de la Segunda Guerra Mundial, los revisionistas yugoslavos también participaron en la gran campaña emprendida por el imperialismo de EE.UU. y otras fuerzas reaccionarias, que se reunieron alrededor de él, en la lucha contra el socialismo y la revolución. Esta corriente, que representó el revisionismo en el poder, apareció en la escena en un momento crucial en la lucha entre el socialismo y el imperialismo.

El período posterior a la Segunda Guerra Mundial no puede ser un período de calma, no sólo para el imperialismo, pero no por el socialismo. En las nuevas condiciones, el imperialismo tuvo que hacer frente a la amenaza de muerte que le amenazaba, mientras que el socialismo era consolidar, irradiando en el camino correcto y ofrecer su ayuda en la liberación y el progreso de los pueblos del mundo. Este fue el momento en que no sólo tenía que tratar y curar las heridas de la guerra, sino también para desarrollar correctamente la lucha de clases, tanto en los países donde el proletariado ha tomado el poder en el ámbito internacional. La victoria sobre el fascismo ya se había logrado, pero la paz estaba en marcha, la lucha continuó por otros medios. Los países socialistas y los partidos comunistas tienen el deber de trabajar por la consolidación de las victorias del marxismo-leninismo, que iban a servir de ejemplo a las personas y los partidos

Los comunistas estaban en el poder. Por otra parte, los partidos comunistas de los países socialistas más debe templar con la marxista-leninista, haciendo todo lo que no se convierta en un dogma, sino que permanecen, ya que es en realidad una teoría revolucionaria en su lugar, una herramienta para la la construcción de profundas transformaciones sociales. Especialmente los países socialistas y los partidos comunistas, después de la victoria de proporciones históricas en la coalición fascista, no tiene que ser instalado en la cabeza y piensan que son infalibles, ni se debe olvidar o debilitar la lucha de clases. Y ‘este factor muy importante que Stalin tenía a la vista, al destacar la necesidad de continuar la lucha de clases bajo el socialismo. E ‘en tales circunstancias que Tito se pronunció abiertamente contra el marxismo leninismo. El titoísmo no tiró la máscara desde el principio se opuso a la revolución, contra el socialismo, por el contrario trató de disimular y siguió preparando el terreno para el regreso de Yugoslavia en el camino capitalista y su transformación en un instrumento del imperialismo Mundial.

Es s bien sabido que la titoísmo se dirigió espiritualmente, ideológica y políticamente a Occidente, a los Estados Unidos de América, y que ha mantenido desde el principio y ordiva numerosos contactos políticos con las combinaciones secretos británicos y otros representantes del capitalismo Mundial. Los líderes yugoslavos abrió las puertas de la UNRRA país, por la cual y bajo el pretexto de la ayuda consistente en alimentos y trapos no se vendieron desde la época de la guerra, los imperialistas anglo-estadounidenses estaban tratando de infiltrarse en muchos países del mundo, y especialmente en los países de democracia popular. Los imperialistas trató de preparar el terreno más o menos favorable a las acciones que tomarían en el futuro en un plan más amplio.

Los yugoslavos dibujó un amplio margen de beneficio por los dones de la UNRRA, pero incluso esto no ejercer su influencia en los mecanismos del Estado no está bien estructurado el recién formado estado yugoslavo. Desde su creación, el imperialismo norteamericano y todos titoísmo reacción totalmente compatible a nivel internacional, porque veían en ella el camino, la ideología y la política que llevó a la degeneración de los países socialistas, a la división y la ruptura de su unidad con la Unión Soviética. La actividad de titoísmo coincidió plenamente con los objetivos del imperialismo estadounidense para minar desde dentro al socialismo.

Sin embargo, la estrategia de titismo imperialismo serviría para paralizar las luchas de liberación y el movimiento revolucionario se separe del nuevo miembro, que había hecho temblar sólo el yugo colonial. Desde dal’inizio, los revisionistas yugoslavos se opuso a la teoría y la práctica del auténtico socialismo de Lenin y Stalin en todos los asuntos y en todos los campos. Tito y su equipo empató a su país en el mundo capitalista y se comprometió a transformar todo en Yugoslavia, orientándola hacia los capitalistas de Occidente, a partir de la ideología política a la organización del Estado, la economía y de ‘esercito.Essi para transformar la antigua Yugoslavia, tan pronto como sea posible en un país capitalista burguesa. Las ideas de Browder, que en realidad eran las ideas del capitalismo estadounidense, que encontraron un lugar adecuado en la plataforma ideológica y política de titoísmo. En primer lugar, el Tito se procedió a la revisión de los principios fundamentales del marxismo-leninismo sobre el papel y la misión de la fuerza revolucionaria del Partido Comunista y de la sociedad socialista.

Atacaron la dirección marxista del Partido Comunista en todas las esferas de la vida, y el sistema de la dictadura del proletariado. Siguiendo el ejemplo de Browder en los Estados Unidos, que más o menos procedió a la liquidación del partido, no sólo porque cambió el nombre, llamando a la Liga de los Comunistas, sino también cambiar los fines, funciones, organización y su papel en la revolución que iba a jugar y la construcción del socialismo. El Tito transformó a su partido a una propaganda de una asociación educativa. Se vació el Partido Comunista de Yugoslavia de su espíritu revolucionario y, de facto, empujó hasta el punto de eliminar la influencia del partido y lo presentará a la función del Frente Popular.

En cuanto a la cuestión cardinal de la fiesta, que es el factor impulsor de la revolución y construcción socialista, hay una afinidad entre visiones políticas, ideológicas y de organización y browderismo titoísmo. Mientras el titoísmo, así como browderismo, es despectivo y antimarxistas lo que respecta a la plataforma del papel decisivo del partido de vanguardia de la clase obrera en la revolución y la construcción del socialismo, que es también lo que respecta a todas las demás plataformas . La similitud entre los puntos de vista de las personas con Tito Browder también aparece en la posición en contra de la “democracia americana”, que Tito tomó como modelo para la estructura del sistema político en Yugoslavia. El Kardelj mismo admitió que este sistema es “… similar a la organización del poder ejecutivo en los Estados Unidos de América.” ** E. Kardelj. Aborda el desarrollo del sistema político de autogestión socialista. Rilindja, Prishtine, 1978, p. 235. Tras la liquidación del partido y romper con la Unión Soviética y los países a la democracia popular, Yugoslavia se encontró luchando con un caos de las acciones económicas y de organización. El Tito proclamó “social” de la propiedad estatal y con el lema anarquista / sindicalista “las fábricas a las relaciones de la de los trabajadores” camuffarono capitalistas de producción, poniendo los departamentos de la clase obrera contra la otra. La colectivización de los pequeños productores, que se llamó el “camino ruso” Se opusieron a la “American way” de la creación de grandes explotaciones agrícolas capitalistas y el apoyo privado. Por supuesto, esta transformación en la vida económica, política e ideológica no puede llegar incluso a los continuos cambios en la organización del Estado, el ejército, la educación y la cultura. En los años 50, se proclamó la autogestivo llamado socialismo, que fue utilizado para enmascarar el orden capitalista. Este “socialismo específico”, según ellos, no se construyó basándose en el estado socialista, pero los productores directos. Sobre esta base, que predicaban la extinción del Estado, pues el socialismo, negando la tesis marxista-leninista de la dictadura del proletariado, la necesidad de la existencia durante el período del capitalismo al comunismo. Para justificar su línea de traición y de arrojar arena a los ojos de la gente, la de Tito trató de hacerse pasar por “marxistas creadores”, que se oponen sólo a la “estalinismo” y no al marxismo-leninismo. Esto ha sido confirmado una vez más que el lema de “desarrollo creativo del marxismo y la lucha contra el dogmatismo” es el lema preferido y común para cada variante del revisionismo. Los Estados Unidos de América, Inglaterra, la democracia social europea, etc. el apoyo en todos los sentidos, política, económica y militarmente a la Yugoslavia de Tito, y se han estado manteniendo con vida. La burguesía se opuso, ni siquiera había el interés de Jugosla formalmente conserva la apariencia “socialista”. Disponiéndose, sin embargo, que este tipo de “socialismo” era completamente diferente del socialismo concebido y construido por Lenin y Stalin, el socialismo y los revisionistas yugoslavos comenzaron a atacar a considerarlo como una “forma inferior del socialismo”, como “socialismo étatista”, “burocrático” y “antidemocrática”. El “socialismo” Yugoslavia iba a ser un híbrido capitalista-revisionista de la sociedad, pero especialmente a los burgueses-capitalistas.

Se iba a servir como “caballo de Troya” para penetrar en otros países socialistas, con el fin de apartarlos de su camino socialista y vinculado al imperialismo. Y en realidad el titoísmo se convirtió en la inspiración de los elementos revisionistas y oportunistas en los antiguos países socialistas. Los revisionistas yugoslavos desempeñado un intenso trabajo de subversión y sabotaje en esos países. Sólo recuerda los acontecimientos de Hungría en 1956, donde los revisionistas yugoslavos jugado un papel muy activo para abrir una puerta al mostrador e ir a Hungría en el campo del imperialismo.

Tito se ha explicado de manera clara y abiertamente en su famoso discurso en Pula en 1956 asumió el papel de titoísmo en la estrategia general para debilitar el imperialismo desde el interior de los países socialistas. Desde ese momento, declaró que el modelo yugoslavo del socialismo era válido no sólo para la ex Yugoslavia, pero fue seguido y ejecutado por los demás países socialistas. Incluso los conceptos y teorías de Desarrollo Mundial y Relaciones Internacionales titoiste fueron consistentes con la estrategia del imperialismo norteamericano. El principal teórico del revisionismo yugoslavo, Kardelj, en su discurso en Oslo en octubre de 1954, expresó abiertamente en contra de la teoría de la revolución, haciendo alarde de la “nueva” de soluciones, dijo, el capitalismo iba a encontrar. Él, lo que distorsiona la esencia del capitalismo monopolista de Estado que, después de la Segunda Guerra Mundial, asumió grandes proporciones en muchos países capitalistas, proclamó este tipo de capitalismo como un socialista, mientras que la democracia burguesa clásica fue definida por él como un regulador “de las contradicciones social para el fortalecimiento gradual de los elementos socialistas “.

Afirmó que actualmente está experimentando una evolución gradual hacia el socialismo”, “y se describe este fenómeno como un” hecho histórico “en una serie de estados capitalistas. Estos puntos de vista revisionistas, que son esencialmente idénticos a los de Browder, se incluyeron en el programa de la Liga de los Comunistas de Yugoslavia y se convirtió en un instrumento de la subversión ideológica y política contra el movimiento revolucionario y de liberación del proletariado y los pueblos sobre esta base, los revisionistas yugoslavos han desarrollado sus teorías y prácticas de “no alineamiento”, que contó con el apoyo de la estrategia de EE.UU. para contener la oleada de la lucha antiimperialista de los pueblos del llamado “tercer mundo”, para sabotear sus esfuerzos en defensa de su libertad , la independencia y la soberanía. El Tito tratar de convencer a estas personas diciéndoles que será capaz de realizar sus aspiraciones mediante la práctica de la política de no alineamiento, a saber, la política de no oposición al imperialismo. Según Tito, el desarrollo de estos países hay que buscarlo en la “cooperación activa” en la “cooperación cada vez más amplio” con los imperialistas y el capital gran mundo, en ayuda y préstamos que se van a recibir de los países capitalistas desarrollados.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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