Questione Italiana al Terzo Congresso della Internazionale Comunista-Il discorso di Lenin.-1921

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da Lenin, Opere Complete, vol. 32, Editori Riuniti, Roma, 1967, pp. 438-443

Il discorso di Lenin.

 Terzo Congresso della Internazionale Comunista-1921

Compagni, io vorrei specialmente rispondere al compagno Lazzari. Egli ha detto nel suo discorso: «cercate i fatti, non cercate le parole ». Ebbene, se noi prendiamo la tendenza riformista opportunista in Italia, forse che l’esistenza di questa tendenza riformista, l’evoluzione di questa tendenza, sono parole, e non sono un fatto ? E non soltanto nel vostro discorso, ma in tutta la vostra politica, voi dimenticate questo fatto cardinale nel movimento operaio socialista italiano, che l’esistenza di questa tendenza e non soltanto di questa tendenza, ma anche di questa frazione riformista opportunista,data da un pezzo. Io mi ricordo molto bene del tempo in cui Bernstein ha cominciata la sua propaganda opportunista che ha dato come frutti : il social-potriotismo,

il tradimento e la bancarotta della II Internazionale. Fin da quel momento abbiamo conosciuto Turati e non soltanto il suo nome, ma anche la sua propaganda nel Partito italiano e nel movimento operaio italiano. Fin da allora, una ventina d’anni fa, egli era il disorganizzatore del movimento socialista in Italia. Non mi è possibile dilungarmi a leggere i documenti riguardanti il Partito italiano, perchè me ne manca il tempo, ma il documento più importante, era il resoconto in un giornale borghese italiano (non mi ricordo più se fosse la « Stampa » o il « Corriere della Sera »), il resoconto della conferenza di Turati e dei suoi amici a Reggio Emilia. Io ho paragonato con quello che fu pubblicato nell’ e Avanti!». Ebbene, quei documenti, sono forse parole ? Dopo il secondo Congresso della Internazionale Comunista, quando abbiamo discusso qui con Serrati e i suoi amici, la situazione in Italia, noi abbiamo detto

loro apertamente e chiaramente quale era la nostra convinzione, abbiamo detto loro che il Partito italiano non può essere comunista se resta alleato a uomini come Turati. Dopo ciò, che provano i fatti politici, i fatti e  non le parole? Dopo il secondo Congresso dell’Internazionale Comunista, quando abbiamo detto apertamente ai proletari italiani : e Non unitevi coi riformisti, con Turati », e quando Serrati cominciò a pubblicare degli articoli contro l’Internazionale Comunista nella stampa  italiana, e convocò una conferenza speciale di riformisti,  non erano che parole? Non era neppure più un atto di frazione, era la formazione di un nuovo Partito. Bisognava essere o voler restare ciechi por non veder ciò. Questo documento era decisivo per risolvere la questione.

Quelli che hanno partecipato con Serrati alla conferenza di Reggio Emilia, dovevano essere espulsi dal Partito perché  non sono dei menscevichi, certo, non dei menscevichi russi, ma sono dei menscevichi italiani. E quando Lazzari ha detto : « Noi conosciamo la psicologia del popolo russo » , io non accetterei, quésta espressione, se parlassi del popolo russo, ma ciò non ha importanza.I socialisti italiani comprendono bene lo spirito del popolo italiano, ha detto Lazzari. Forse: io non voglio contestarlo. Ma voi non comprendete il menscevismo italiano se bisogna insistere su dei fatti, se vi ostinate  a non correggerli. Noi dobbiamo dirlo: è triste, ma necessario, di confermare la risoluzione del nostro Comitato Esecutivo: il Partito che resta unito coi riformisti  e gli opportunisti quali Turati, non può essere un Partito dell’Internazionale comunista. Il compagno Lazzari ha detto : « A che serve cambiare il nome del Partito? era abbastanza buono». Ma no, noi non possiamo condividere questa opinione. Noi conosciamo la storia della II Internazionale, la storia della  sua decadenza, della sua caduta e della sua bancarotta.  Non conosciamo forse la storia del Partito tedesco ? Non  sappiamo che la più grande disgrazia del movimento

operaio tedesco è che non ha saputo fare la scissione prima della guerra e che ciò è costato la vita a venti  mila operai che gli scheidemaniani e i centristi tedeschi hanno abbandonati al Governo tedesco, con la loro polemica e le ingiurie contro i comunisti tedeschi? E adesso, non vediamo forse la stessa cosa in Italia? Il Partito italiano non è mai stato un vero Partito rivoluzionario. La più gran disgrazia del Partito italiano

è che non ha fatto la scissione coi riformisti e i menscevichi prima della guerra e che non li ha espulsi dal Partito.

Il compagno Lazzari dice : « La sola differenza tra noi è che noi siamo d’accordo che bisogna fare la scissione coi riformisti, ma che troviamo che non era necessario di farla al Congresso di Livorno » . Ma i fatti sono contro di voi ! Non è la prima volta che noi solleviamo questa questione dei riformisti italiani. L’anno scorso  abbiamo discusso questa questione con Serrati e gli abbiamo detto: « Spiegateci perchè la scissione nel Partito italiano non deve esser fatta ora, perchè deve essere  aggiornata? E quale risposta ci ha data Serrati? nessuna. E quando Lazzari ha citato l’articolo di Frossard dove dice che bisogna essere pieghevole e saggio,il compagno Lazzari credeva forse che fosse un argomento contro di noi e in suo favore. Credo che si inganni. È un argomento eccellente per noi e contro il compagno Lazzari. Quando sarà obbligato a spiegare la sua condotta e la sua defezione agli operai italiani, che diranno  gli operai italiani? Se voi riconoscete che le nostre tesi, la nostra tattica sono pieghevoli e saggio e contro  le deviazioni e contro la pretesa sinistra comunista, questa sinistra che non è sempre comunista, ma che somiglia all’anarchismo, che cosa risponderete agli operai italiani? Questa leggenda di Serrati e del suo Partito, secondo

la quale i Russi esigono assolutamente di essere imitati ? Noi esigiamo il contrario. Non basta imparare a mente le risoluzioni dei comunisti e ripetere sempre in ogni circostanza le più rivoluzionarie parole d’ordine. Ciò non basta, e noi possiamo prevenirvi contro i comunisti che hanno imparato a mente le risoluzioni. La prima condizione per essere comunista, è di rompere con gli opportunisti.Coi comunisti che vi sottoscrivono, parleremo con tutta libertà, con tutta franchezza, e avremo il diritto e il coraggio di dir loro : « Non fate sciochezze, siate pieghevoli e saggi », ma diremo questo solo ai comunisti, a quelli soli che hanno rotto con l’opportunismo: il che voi non avete fatto. E perciò debbo ripetere_ ancora una volta: io credo che il Congresso confermerà la risoluzione del nostro Esecutivo. Il compagno Lazzari ha detto: «Noi siamo in periodo preparatorio». È la assoluta verità; voi siete in periodo preparatorio. La prima tappa di questa preparazione : « Rompete coi

menscevichi » . È quello che noi abbiamo fatto coi menscevichi nel 1903, e se il Partito tedesco non ha rotto coi menscevichi, ne sofferse con tutta la classo operaia, durante il periodo troppo lungo e troppo penoso, il periodo della storia della rivoluzione tedesca dopo la guerra.Il compagno Lazzari ha detto che il Partito italiano si trova nel periodo preparatorio. Io lo riconosco assolutamente. La prima tappa era di rompere definitivamente, seriamente, senza equivoco, senza tergiversazioni col riformismo. E la massa operaia sarà col comunismo. E la seconda tappa non sarà soltanto di ripetere le parole d’ordine sempre rivoluzionarie. No. Sarà di adottare la nostra risoluzione che è pieghevole e saggia, so volete, e che sarà sempre molto pieghevole e saggia e che dirà: «Bisogna adattare questa parola d’ordine rivoluzionaria alle particolarità di ciascun paese >. La rivoluzione in Italia non verrà come è venuta quella in Russia. Verrà in un altro modo. In quale? Non lo sappiamo ancora, e non lo sapete nemmeno voi.E i comunisti in Italia non sono sempre abbastanza comunisti. Durante la occupazione delle fabbriche in Italia,forse che il comunismo esisteva? No, il comunismo non esisteva ancora in Italia. Era ancora astensionista, era qualche cosa di anarchizzante, non era il comunismo marxista. Ha bisogno di essere educato. Sarà educato dalla esperienza, dalla lotta rivoluzionaria con le masse. E il primo passo di questa preparazione, è la rottura definitiva, assoluta, con la corrente menscevica che esiste in Italia da oltre venti anni, e che è matura per collaborare col governo borghese.

È molto possibile che Modigliani, che io ho avuto.occasione di osservare un poco durante le conferenze di Kienthal e di Zimmerwald, sia un politico abbastanza abile per non entrare nel governo” borghese e per conservare la sua posizione che è molto comoda e utile alla borghesia, nel centro del Partito Socialista. Ma tutto lo spirito e tutta la propaganda, tutta l’agitazione della frazione Turati e dei suoi amici, è già la collaborazione con la borghesia. Il gran numero di citazioni che sono state fatte nel discorso di Gennari non lo provano forse assolutamente? Che è ciò? Sono parole? Ma no: ò la collaborazione di classe che è già preparata da Turati. E per questo debbo dire al compagno Lazzari: «Tenendo dei discorsi come quelli che voi avete tenuti qui e come quelli che sono stati tenuti qui dal compagno Serrati, voi non preparate la rivoluzione, voi la disorganizzate (Bravo! Applausi).

 

A Livorno, unitari, voi avete avuta la enorme maggioranza, avete avuto 98.000 voti contro 14.000 riformisti e 58.000 comunisti. Per il principio di un movimento puramente comunista in un paese come l’Italia, con le  sue tradizioni, senza previa scissione, questa cifra di 58.000 per i comunisti è una cifra grande davvero, È una enorme vittoria: è una prova materiale, è un fatto che mostra che la evoluzione del movimento operaio in Italia cammina più in fretta del nostro movimento in Russia, perchè se volete conoscere le cifre relative al nostro movimento, sappiate che anche nel mese di gennaio 1917 dopo la caduta dello zarismo, e nel 1918 durante la repubblica borghese, noi eravamo ancora in minoranza contro i menscevichi. E ciò dopo più di 15 anni di lotta accanita, di scissioni; noi non abbiamo seguito una linea diritta, non fu una cosa semplice come vi figurate quando parlate dei Russi con tono indulgente. Certo in Italia le cose non andranno nello stesso modo, andranno diversamente.

Ma noi, dopo 15 anni di lotta coi menscevichi, e dopo la caduta dello zarismo, abbiamo cominciato sotto la repubblica borghese con un numero molto minore. 58.000 operai sono già comunisti contro 98,000 unitari centristi, di tendenza indecisa, un po’ centrista; è un fatto materiale che prova assolutamente, per tutti quelli che vogliono non chiudere gli occhi e vedere, che la massa italiana operaia verrà a noi. Non sarà forse tutto ad un tratto ma ciò prova già che le masse operaie, non gli antichi capi, non i burocratici, i professori, i giornalisti, ma la vera classe sfruttata, la avanguardia sfruttata, è già con noi. Ed è la prova del più grande errore che voi avete commesso a Livorno.

È un fatto. Con 98.000 voti, avete preferito camminare con 14.000 riformisti, contro 58.000 comunisti. Anche se questi comunisti non erano del tutto comunisti, anche se erano tutti partigiani di Bordiga,il che non è ciò e Bordiga del resto fu assolutamente leale,non nel modo di Turati – quando dopo il II Congresso della III Internazionale ripudiò ogni anarchismo e ogni antiparlamentarismo. Che cosa avete fatto? Preferire la unione con 14.000 riformisti, e la scissione con 58.000 comunisti, ecco la prova chiara, precisa, materiale, che la politica di Serrati era cattiva per l’Italia.Mai non abbiamo voluto che Serrati ripetesse per l’Italia la storia della Russia. Sarebbe stata sciocchezza. Noi siamo abbastanza duttili e saggi per non dire simili sciocchezze. Ma Serrati ha provato che ha avuto torto nella sua politica in Italia. Forse bisognava manovrare. Questa è la espressione che egli ripetè con più frequenza qui un anno fa. « Noi sapremo manovrare. Noi non vogliamo imitare in modo servile: non vogliamo imitare in modo servile i Russi ». Sarebbe da idioti. « Sapremo manovrare per fare la scissione al momento op- portuno. Voi, Russi, non lo conoscete: noi, Italiani, lo conosciamo benissimo ». Vedremo. E che abbiamo visto? Serrati ha manovrato in un modo magnifico. Ha rotto con 58 000 comunisti. E adesso i compagni che vengono qui ci dicono: «Se voi ci respingete la massa sarà disorientata » . No, compagni, vi ingannate. La massa operaia in Italia è disorientata ora, e il suo sgomento sarà utile quando noi le diremo: « Scegliete, compagni, scegliete, operai italiani, o con la Internazionale Comunista che non esigerà mai che voi imitiate in modo servile i Russi, o coi menscevichi che noi conosciamo da una ventina di anni, coi quali non saremo mai insieme in una Internazionale veramente rivoluzionaria e comunista».

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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