Enver Hoxa : L’Eurocomunismo è anticomunismo .cap 1 -5° part Il revisionismo kruscioviano -El revisionismo de Kruschev

Enver Hoxa : L’Eurocomunismo è anticomunismo .cap 1 -5° part Il Revisionismo Kruscioviano -El eurocomusnismo es anticomunismo – El revisionismo de Kruschev-Capítulo primero- la quinta parte

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La stessa  realtà attuale della Jugoslavia mostra chiaramente dove porta la via propugnata dai revisionisti di Belgrado. La collaborazione con l’imperialismo americano, con il socialimperialismo sovietico e con gli altri grandi Stati capitalisti,

gli ingenti aiuti e crediti che ha ricevuto da essi hanno ridotto la Jugoslavia in un paese che dipende sotto tutti i riguardi dal capitalismo mondiale, con un’indipendenza e sovranità troncate.

La comparsa sulla scena del revisionismo kruscioviano è stata di grandissimo aiuto, e per dipiù molto desiderata, per la strategia dell’imperialismoamericano e per tutta la lotta della borghesia internazionale contro la rivoluzione e ilsocialismo. Il tradimento kruscioviano fu il colpopiù duro e più nocivo che sia mai stato inferto alsocialismo e al movimento rivoluzionario e di liberazionedei popoli. Esso ha trasformato il primo

paese socialista e il grande centro della rivoluzione mondiale in un paese imperialista e in un focolaio della controrivoluzione. Le ripercussioni di questo tradimento a livello nazionale e internazionale sono state veramente tragiche. Non solo i movimenti rivoluzionari e di liberazione dei popoli hanno sofferto e soffrono delle sue conseguenze, ma anche la pace e la sicurezza internazionali sono state gravemente minacciate. In quanto corrente ideologica e politica, il krusciovismo non cambia molto dalle altre correnti del revisionismo moderno. Esso è una conseguenza della stessa pressione esterna ed interna della borghesia, dello stesso allontanamento dai princìpi del marxismo-leninismo, della stessa finalità di contrastare la rivoluzione e il socialismo e di salvaguardare e rafforzare il sistema capitalista. La differenza che esiste fra queste correnti riguarda solo il grado di pericolosità di ciascuna di esse. Il revisionismo kruscioviano rimane pur sempre il revisionismo più pericoloso, più diabolico, più minaccioso. E ciò per due motivi. Primo,perché si tratta di un revisionismo mascherato, che conserva gli aspetti esterni socialisti, mentre per ingannare la gente e farla cadere nelle sue trappole si serve largamente della terminologia marxista e, all’occorrenza, anche di slogan rivoluzionari. Attraverso questa demagogia esso cerca di creare una fitta nebbia per nascondere l’attuale realtà

capitalista dell’Unione Sovietica e, soprattutto, didissimulare i suoi fini espansionistici, di ingannare i movimenti rivoluzionari e di liberazione nonché di trasformarli in strumenti della sua politica. Secondo, e ciò è molto importante, il revisionismo kruscioviano è divenuto l’ideologia dominante di uno Stato che rappresenta una grande potenza imperialista, e che mette a sua disposizione rilevanti

mezzi e le crea la possibilità di manovrare su vasta scala in molti campi.

Il krusciovismo e le altre correnti revisioniste hanno in comune l’obiettivo di liquidare il partito comunista e di trasformarlo in una forza politica al servizio della borghesia. Anche in Unione Sovietica il Partito Comunista di Lenin e di Stalin è stato liquidato. E’ vero che, contrariamente a quello che è avvenuto in Jugoslavia, lì non hanno

cambiato il nome del partito, ma l’hanno svuotato della sua essenza e del suo spirito rivoluzionario. Il ruolo del Partito Comunista dell’Unione Sovietica è stato cambiato, e invece di continuare a lavorare per il rafforzamento dell’ideologia marxista-

leninista, esso si è adoperato a deformare la teoria marxista-leninista sotto diverse maschere, con una fraseologia vuota di senso, con la demagogia. L’organismo politico del partito, come l’esercito, la polizia e gli altri organi della dittatura della nuova borghesia, si è trasformato in un’organismo per reprimere le masse, senza parlare poi del fatto che il partito è divenuto anche portatore dell’ideologia e della politica di

oppressione e di sfruttamento di queste masse. Il Partito Comunista dell’Unione Sovietica si è degradato, si è consunto ed è divenuto il «partito di tutto il popolo», vale a dire non un partito d’avanguardia della classe operaia che fa progredire la rivoluzione e costruisce il socialismo, ma un partito della nuova borghesia revisionista che fa degenerare il socialismo e porta avanti il processo di restaurazione del capitalismo.

Così come Browder, Tito, Togliatti ed altri, che avevano predicato la trasformazione dei loro partiti in «associazioni», in «leghe», in «partiti di massa», con il pretesto di adeguarsi ai nuovi cambiamenti sociali che erano avvenuti come risultato dello sviluppo del capitalismo, della crescita della classe operaia e della sua influenza politica e ideologica, ecc., anche Krusciov ha giustificato il mutamento del carattere del partito con il pretesto di adeguarlo alle situazioni createsi in Unione Sovietica, dove la costruzione del socialismo sarebbe stata già conclusa e sarebbe già iniziata la

costruzione del comunismo. Secondo Krusciov, la composizione del partito, la sua struttura, il suo ruolo e posto nella società e nello Stato dovevano essere cambiati in conformità con l’«epoca nuova .

Quando Krusciov cominciò a predicare queste tesi, non solo non si era cominciato a costruire il comunismo in Unione Sovietica, ma anche il socialismo era ben lontano dalla sua completa costruzione. Le classi sfruttatrici erano state effettivamente

liquidate, ma i loro residui, non solo fisicamente, ma soprattutto ideologicamente, non

erano trascurabili. La Seconda Guerra mondiale era stata di ostacolo all’emancipazione su vasta scala dei rapporti di produzione e le forze produttive, che costituiscono la necessaria e indispensabile base in questo senso, erano state gravemente danneggiate. L’ideologia marxista-leninista era dominante, ma non si può affermare che le vecchie ideologie fossero state completamente sradicate dalla coscienza delle masse. L’Unione Sovietica aveva conseguito la vittoria sul fascismo, ma un’altra guerra, con altri mezzi e non meno pericolosa, era cominciata contro di essa. L’imperialismo, con alla testa quello americano, aveva dichiarato la «guerra fredda» contro il comunismo e tutte le frecce avvelenate del capitalismo mondiale

erano puntate in primo luogo contro l’Unione Sovietica. Una grande pressione veniva esercitata sullo Stato e sugli uomini sovietici, e ciò allo scopo di creare la paura della guerra, di frenare lo slancio rivoluzionario nonché di contenere il loro spirito internazionalista e di opposizione all’imperialismo.

Di fronte a queste pressioni interne ed esterne, Krusciov si arrese e capitolò. Egli cominciòa presentare la situazione sotto i colori più belliper nascondere le sue illusioni pacifiste. Le suetesi sulla «costruzione del comunismo», la «finedella lotta di classe», la «vittoria definitiva del socialismo» sembravano delle innovazioni, ma inrealtà erano reazionarie. Esse cercavano di nasconderela nuova realtà in gestazione, la nascita e

lo sviluppo di un nuovo strato borghese nonché le sue pretese per stabilire il proprio potere in Unione Sovietica.

La linea e il programma che Krusciov presentò al 20° Congresso del PC dell’Unione Sovietica rappresentavano non solo la linea di restaurazione del capitalismo in Unione Sovietica, ma anche la linea volta a sabotare la rivoluzione, a sottomettere i popoli all’imperialismo e la classe operaia alla borghesia. I kruscioviani predicavano che nell’attuale tappa la principale via di passaggio al socialismo era la via pacifica. Essi raccomandavano ai partiti comunisti di seguire la politica di conciliazione di classe, di collaborazione con la socialdemocrazia e con le altre forze politiche della borghesia. Questa linea contribuiva al conseguimento degli obiettivi per i quali l’imperialismo e il capitale si battevano da tempo impiegando i più svariati mezzi, con le armi e la diversione ideologica. Essa aprì un ampio varco al riformismo borghese e diede la possibilità al capitale di manovrare nella difficile situazione economica, politica e militare, che era venuta a crearsi dopo la Seconda Guerra mondiale. Così si

spiega tutta quella grande pubblicità che la borghesia fece in tutto il mondo al 20° Congresso del PC dell’Unione Sovietica, e il fatto che chiamò Krusciov l’«uomo della pace» che capisce le «situazioni », a differenza di Stalin che era per l’«ortodossia comunista», per l’«inconciliabilità con il mondo capitalista» ecc.

Con le loro tesi della via pacifica verso il socialismo, i kruscioviani chiedevano ai comunisti e ai rivoluzionari del mondo di non prepararsi e di non fare la rivoluzione, ma di ridurre tutta la loro azione alla sola propaganda, ai dibattiti e alle manovre elettorali, alle manifestazioni sindacali e alle rivendicazioni del giorno.

Questa era la linea tipicamente socialdemocratica, combattuta con tanto ardore da Lenin e rovesciata dalla Rivoluzione d’Ottobre. Le concezioni kruscioviane, che erano state prese a prestito dall’arsenale dei capifila della II Internazionale, suscitarono pericolose illusioni e screditarono l’idea stessa della rivoluzione. Esse non preparavano la classe operaia e le masse lavoratrici ad essere vigilanti e ad opporsi alla violenza della borghesia, ma la lasciavano alla sua mercé e la sottomettevano ad essa. Ne sono una riprova anche gli avvenimenti dell’Indonesia e del Cile ecc., dove i comunisti e i popoli di questi paesi hanno pagato a caro prezzo le illusioni revisioniste della via pacifica verso il socialismo.

L’altra tesi del 20° Congresso del PC del l’Unione Sovietica sulla «coesistenza pacifica», che i kruscioviani si sforzarono di imporre a tutto il movimento comunista, estendendola anche ai rapporti fra le classi, fra i popoli e i loro oppressori imperialisti, era altrettanto a favore dell’imperialismo e della borghesia e a danno della rivoluzione. Impostando il problema nel seguente modo: o «coesistenza pacifica, o guerra di sterminio», ai popoli e al proletariato mondiale, secondo i kruscioviani, non restava altro che chinare la schiena, rinunciare alla lotta di classe, alla rivoluzione e ad ogni iniziativa che «potesse irritare » l’imperialismo e provocare lo scoppio della guerra. Le concezioni kruscioviane sulla «coesistenza pacifica», in stretta connessione con le concezioni sul «mutamento della natura dell’imperialismo», in realtà concordavano con le prediche di Browder secondo cui il capitalismo e l’imperialismo americano sarebbero divenuti un fattore di progresso per lo sviluppo del mondo del dopoguerra. Inverniciando così l’imperialismo americano e creandone un’immagine falsa con queste prediche, si cercava di assopire la vigilanza dei popoli nei confronti

della politica egemonica ed espansionistica degli Stati Uniti d’America, e di sabotare la loro lotta di liberazione antimperialistica.

La «coesistenza pacifica» kruscioviana, non solo comeideologia, ma anche come linea pratica politicaspingeva i popoli, in particolar modo i nuovi Statid’Asia, d’Africa, dell’America Latina ecc., aspegnere i «focolai di lotta», a cercare l’avvicinamentoe la conciliazione con l’imperialismo e

ad approfittare della «cooperazione internazionale» per «sviluppare in pace» la loro economia ecc. Questa linea, sebbene espressa in modo differente, con termini e formule diverse, era pur sempre la stessa linea predicata da Browder, secondo la quale la ricca America, nelle condizioni della «coesistenza pacifica» fra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica, poteva favorire il riassestamento e il progresso di tutto il mondo. Era la stessa linea predicata e attuata da Tito in Jugoslavia,che aveva aperto le porte del paese ai crediti e ai capitali americani. Era anche il desiderio di Mao Tsetung e degli altri dirigenti maoisti che volevano costruire la Cina con gli aiuti americani, ma che circostanze e vicende diverse non glielo avevano permesso fino allora.

Anche l’Unione Sovietica non può fare a meno degli aiuti dell’America e degli altri paesi occidentali, come non possono farne a meno i titoisti ed attualmente i maoisti. L’integrazione dell’Unione Sovietica e degli altri paesi revisionisti legati ad essa nell’economia mondiale capitalista ha assunto vaste proporzioni. Questi paesi sono ora fra i più grandi importatori di capitali occidentali. I loro debiti, almeno quelli resi pubblici, ammontano a decine di miliardi di dollari.

Alle volte, a causa delle congiunture che vengono a crearsi, come ora a causa degli avvenimenti dell’Afghanistan, questo processo si rallenta, ma non si ferma mai. Gli interessi capitalistici in gioco delle due parti sono così grandi, che in particolari situazioni hanno il sopravvento su ogni frizione, rivalità e scontro. I revisionisti sovietici sono ricorsi alla tesi della «coesistenza pacifica» non solo per giustificare la loro politica di concessioni e di compromessi con l’imperialismo americano.

Questa linea è servita e serve loro anche da maschera per nascondere la politica espansionistica del socialimperialismo sovietico, per attenuare la vigilanza e la resistenza dei popoli di fronte ai piani imperialistici ed egemonici dei dirigenti revisionisti sovietici. La tesi della «coesistenza pacifica» era un appello che i revisionisti sovietici rivolgevano agli imperialisti americani allo scopo di spartirsi e dominare il mondo assieme.

La linea revisionista kruscioviana consentì all’imperialismo e alla reazione di approfittare della situazione per scatenare un’offensiva generale contro il comunismo. Di particolare aiuto a questa nuova campagna contro la rivoluzione e il socialismo furono anche gli attacchi e le calunnie dei revisionisti kruscioviani contro Stalin e la sua

opera. I revisionisti kruscioviani iniziarono la lotta contro Stalin per giustificare il corso antimarxista che avevano cominciato a seguire all’interno e fuori del paese. Essi non potevano negare la dittatura del proletariato e trasformare l’Unione Sovietica in uno Stato borghese-capitalista, essi non potevano impegnarsi in mercanteggi con l’imperialismo

senza negare l’opera di Stalin. Questo è anche il motivo per cui la campagna scatenata contro Stalin fu impostata su accuse prese a prestito dall’arsenale

propagandistico imperialista e trotzkista, che presentava il passato dell’Unione Sovietica come un periodo di «rappresaglie in massa» e il sistema

socialista come una «repressione della democrazia », come una «dittatura simile a quella di Ivan il Terribile» ecc.

Nonostante gli attacchi e le calunnie degli imperialisti, dei revisionisti e degli altri nemici

della rivoluzione, l’opera e il nome di Stalin sono e rimangono immortali. Stalin era un grande rivoluzionario, un eminente teorico che si schiera a fianco di Marx, Engels e Lenin.

La vita ha confermato e conferma ogni giorno la giustezza delle analisi e degli atteggiamenti del Partito del Lavoro d’Albania nei riguardi del revisionismo kruscioviano. In Unione Sovietica il socialismo è stato distrutto e il capitalismo restaurato. Mentre sull’arena internazionale gli atteggiamenti e le azioni della direzione sovietica hanno rivelato sempre più il carattere social-imperialista dell’Unione Sovietica, la sua ideologia reazionaria di grande potenza. Così, il revisionismo kruscioviano è divenuto non solo l’ideologia della restaurazione

del capitalismo e del sabotaggio della rivoluzione e della lotta di liberazione nazionale dei popoli, ma anche l’ideologia dell’aggressione social-imperialista.

La misma realidad actual de Yugoslavia, muestra claramente a dónde conduce el camino preconizado por los revisionistas en Belgrado. La colaboración con el imperialismo de EE.UU., el social-imperialismo soviético y con los demás estados capitalistas principales,
la masiva ayuda y los préstamos que recibió de ellos han reducido la ex Yugoslavia en un país que depende en todos los aspectos por el capitalismo mundial, con la independencia y la soberanía truncada.

La aparición del revisionismo de Kruschev ha sido de gran ayuda, y desea mucho más de la estrategia del imperialismo estadounidense y toda la lucha de la burguesía internacional contra la revolución y el socialismo. La traición de Kruschev fue golpeado más duro y más peligroso que nunca trató con el socialismo y el movimiento revolucionario y la liberación de los pueblos. Se ha transformado el primer
país socialista, y el gran centro de la revolución mundial en un país imperialista y un caldo de cultivo de la contrarrevolución. Las repercusiones de esta traición a nivel nacional e internacional han sido muy trágico. No sólo los movimientos revolucionarios y de liberación de los pueblos han sufrido y sufren sus consecuencias, sino también la paz y la seguridad se vieron seriamente amenazadas. A medida que la corriente ideológica y política, no la krusciovismo cambia mucho de las otras corrientes del revisionismo moderno. Se trata de una consecuencia de la misma presión interna y externa de la burguesía, el mismo punto de partida de los principios del marxismo-leninismo, el propósito de una contrarrevolución y el socialismo y para salvaguardar y fortalecer el sistema capitalista. La diferencia que existe entre estas corrientes sólo afecta el grado de riesgo de cada uno de ellos. El revisionismo de Kruschev revisionismo sigue siendo el más peligroso, más malvado, más amenazador. Y esto por dos razones. En primer lugar, porque es un revisionismo de máscaras, donde se conservan los socialistas externos, mientras que engañando a la gente y hacerlos caer en sus trampas de la terminología marxista se utiliza ampliamente y, si es necesario, incluso consignas revolucionarias. A través de esta demagogia que busca crear una densa niebla para ocultar la realidad actual
Unión Soviética capitalista y, sobre todo, sus propósitos expansionistas didissimulare, para engañar a los movimientos revolucionarios y de liberación y transformarlos en instrumentos de su política. En segundo lugar, y esto es muy importante, el revisionismo de Kruschev se ha convertido en la ideología dominante de un Estado que representa un importante poder imperialista, y que le facilitará relevante
significa y crea la posibilidad de maniobrar a gran escala en muchos campos.
El krusciovismo y otras corrientes revisionistas que tienen en común el objetivo de liquidar el Partido Comunista y convertirlo en una fuerza política al servicio de la burguesía. Incluso en el Partido de la Unión Soviética comunista de Lenin y Stalin fue liquidado. Es cierto que, al contrario de lo que sucedió en Yugoslavia, se han
cambió el nombre de la fiesta, pero vaciada de su esencia y su espíritu revolucionario. El papel del Partido Comunista de la Unión Soviética ha cambiado, y en lugar de continuar trabajando por el fortalecimiento de los marxista-
Lenin, que se utiliza para deformar la teoría marxista-leninista en diversas formas, con un sentido de la fraseología vacía, con la demagogia. El cuerpo político del partido, como el ejército, la policía y otros órganos de la dictadura de la nueva burguesía, se convirtió en un organismo para reprimir a las masas, por no mencionar el hecho de que el partido se ha convertido en el portador de la ‘ la ideología y la política
la opresión y la explotación de las masas. El Partido Comunista de la Unión Soviética se ha deteriorado, se usa y se ha convertido en el “partido de todo el pueblo”, es decir, no un partido de vanguardia de la clase obrera que ha sido el avance de la revolución y la construcción del socialismo, sino una partido de la burguesía revisionista que se degenere el socialismo y llevar adelante el proceso de restauración del capitalismo.
Como Browder, Tito, Togliatti y otros, que había predicado en la transformación de las asociaciones de sus partidos, “en” ligas “en” partidos de masas “, bajo el pretexto de adaptarse a los nuevos cambios sociales que se produjeron como resultado de desarrollo del capitalismo, el crecimiento de la clase obrera y su política e ideológica, etc., Jruschov también se justifica el cambio en el carácter del partido, con el pretexto de adaptarse a las situaciones existentes en la Unión Soviética, donde la construcción del socialismo ya estaba completado y se inicia ya
construcción del comunismo. Según Jruschov, la composición del partido, su estructura, su función y su lugar en la sociedad y el Estado tuvo que ser cambiado de acuerdo con la “nueva era.
Cuando Jruschov comenzó a predicar estos puntos de vista, no sólo había comenzado a construir el comunismo en la Unión Soviética, sino también el socialismo estaba muy lejos de su construcción completa. Las clases explotadoras eran en realidad
liquidado, pero sus residuos, no sólo físicamente, pero sobre todo ideológicamente, no
eran insignificantes. La Segunda Guerra Mundial había sido un obstáculo para la emancipación de la gran escala de las relaciones de producción y fuerzas productivas, que constituyen la base necesaria e imprescindible en este sentido, se ha visto gravemente dañado. La ideología marxista-leninista era dominante, pero no podemos decir que las viejas ideologías eran totalmente desarraigados de la conciencia de las masas. La Unión Soviética había logrado la victoria sobre el fascismo, pero otra guerra por otros medios y no menos peligroso, se inició en su contra. El imperialismo, encabezado por los EE.UU., dijo que la “guerra fría” contra el comunismo y todas las flechas envenenadas del capitalismo mundial
se dirige principalmente contra la Unión Soviética. Una gran presión se ejerció sobre el Estado y el pueblo soviético, con el objetivo de crear el miedo a la guerra, para frenar el espíritu revolucionario y confinar el espíritu del internacionalismo y la oposición al imperialismo.
Frente a estas presiones internas y externas, Khrushchev se rindió y se entregó. Él comenzó a presentar la situación de los más bellos colores para ocultar sus ilusiones pacifistas. Su tesis sobre “la construcción del comunismo”, el “fin de la lucha de clases”, el “triunfo definitivo del socialismo” parecía innovaciones, pero en realidad eran reaccionarios. Ellos estaban tratando de ocultar la nueva realidad en la gestación, nacimiento y
desarrollo de un nuevo estrato burgués y sus pretensiones de establecer su poder en la Unión Soviética.
La línea y el programa que Jruschov presentó el 20 º Congreso de los equipos Unión Soviética representaba no sólo la línea de la restauración del capitalismo en la Unión Soviética, sino también la línea que apunta a sabotear la revolución, para someter a las naciones y el imperialismo la clase obrera a la burguesía. Los jruschovistas predicó que en la etapa actual, la principal vía de transición al socialismo era una manera pacífica. En consecuencia, recomendó a los partidos comunistas de seguir la política de conciliación de clases, la colaboración con la socialdemocracia y otras fuerzas políticas de la burguesía. Esta línea ha contribuido a la consecución de los objetivos para los cuales la capital, el imperialismo y luchó durante mucho tiempo utilizando diferentes medios, las armas y el desvío ideológico. Se abrió una puerta ancha al reformismo burgués y le dio la posibilidad de operar en la capital de la difícil situación económica, política y militar, que se había producido después de la Segunda Guerra Mundial. Así que
explica toda la gran publicidad que la burguesía hizo en todo el mundo a 20 º Congreso del PC de la Unión Soviética, Jruschov y el hecho de que él llamó” el hombre de la paz “que entiende las” situaciones “, a diferencia de Stalin, que era “s” la ortodoxia comunista “, para” irreconciliable con el mundo capitalista “, etc.
Con sus pretensiones de vía pacífica al socialismo, los jruschovistas pidió a los comunistas y revolucionarios del mundo no se prepara y no hacer una revolución, pero su acción para reducir toda la propaganda solos, los debates y las maniobras electorales, los acción sindical y las demandas de la época.

Esta era la típica línea de socialdemócrata, lucharon con gran ardor derrocado por Lenin y la Revolución de Octubre. Concepciones Kruscioviane, que habían sido tomados del arsenal de los cabecillas de la Segunda Internacional, despertó ilusiones peligrosas y desacreditado la idea misma de revolución. Ellos no están preparados para la clase obrera y los trabajadores para que estén atentos y para oponerse a la violencia de la burguesía, pero la dejó a su merced, y se sometieron a la misma. También es una prueba de los acontecimientos en Indonesia y Chile, etc., Donde los comunistas y los pueblos de estos países han pagado un alto precio por sus ilusiones revisionistas de la vía pacífica al socialismo.
El otro argumento del Congreso 20 Aniversario de la PC de la Unión Soviética sobre la “coexistencia pacífica”, que los jruschovistas se esforzó por imponer a todo el movimiento comunista, que se extiende también a las relaciones entre clases, entre los pueblos y sus opresores imperialistas, también estaba a favor del imperialismo y la burguesía y en contra de la revolución. Al establecer el problema de la siguiente manera: o la “coexistencia pacífica, o la guerra de exterminio” al pueblo y del proletariado mundial, de acuerdo con los jruschovistas, lo único que quedaba era para doblar la espalda, renunciar a la lucha de clases, la revolución y cualquier iniciativa que “puede irritar” el imperialismo y hacer que el estallido de la guerra. Concepciones kruscioviane de “coexistencia pacífica” en estrecha relación con las concepciones de la “naturaleza cambiante del imperialismo”, de hecho, de acuerdo con la predicación de la Browder que el capitalismo y el imperialismo estadounidense se convierta en un factor de progreso desarrollo del mundo de la posguerra. Inverniciando el imperialismo estadounidense y crear una falsa impresión de estos sermones, que estaba tratando de adormecer la vigilancia de las personas contra las
política hegemónica y expansionista de los Estados Unidos de América, y de sabotear su lucha antiimperialista de liberación.
La “coexistencia pacífica” kruscioviana, no sólo como una ideología, sino también como una línea de política práctica empujado a los pueblos, especialmente los nuevos estados de Asia, África, América Latina, etc., Apagar los focos “de la lucha contra “buscar el acercamiento y la conciliación con el imperialismo y el
para tomar ventaja de la “cooperación internacional” para “desarrollar en paz,” su economía, etc. Esta línea, aunque expresada de manera diferente, con diferentes términos y fórmulas, seguía siendo la misma línea predicada por Browder, según el cual los ricos de América, bajo las condiciones de la “coexistencia pacífica” entre los Estados Unidos de América y la Unión Soviética, podría promover la rehabilitación y la promoción de todo el mundo. Era la misma línea que predicó y ejecutado por Tito en Yugoslavia, que había abierto las puertas del país sobre las pretensiones y la capital de EE.UU.. También fue el deseo de Mao Tse-tung y otros líderes maoístas que querían construir a China con la ayuda de EE.UU., pero que diversas circunstancias y los acontecimientos le impidieron el permiso hasta ese momento.
Incluso la Unión Soviética no se puede hacer sin la ayuda de los Estados Unidos y otros países occidentales, ya que no puede prescindir de la de Tito y ahora los maoístas. La integración de la Unión Soviética y otros países revisionistas vinculados a la misma de la economía capitalista mundial se ha convertido en un problema creciente. Estos países se encuentran ahora entre los mayores importadores de capital occidental. Sus deudas, al menos los hizo pública, ascendió a decenas de miles de millones de dólares.
A veces, debido a las coyunturas que se crean, como ahora, debido a los acontecimientos de Afganistán, este proceso se ralentiza, pero nunca se detiene. Los intereses capitalistas en juego en ambos lados son tan grandes, que en ciertas situaciones tienen la sartén por el mango en cada embrague, la rivalidad y la confrontación. Los revisionistas soviéticos han abrazado la teoría de la “coexistencia pacífica”, no sólo para justificar su política de concesiones y compromisos con el imperialismo estadounidense.
Esta línea les ha servido bien y sirve como una máscara para ocultar la política expansionista del social-imperialismo soviético, para atenuar la vigilancia y la resistencia de los pueblos contra los planes imperialistas y hegemónicas de los dirigentes revisionistas soviéticos. La tesis de la “coexistencia pacífica” fue un recurso dirigido a los imperialistas norteamericanos revisionistas soviéticos con el fin de dividir y gobernar el mundo juntos.
La línea revisionista kruscioviana imperialismo y la reacción les permite tomar ventaja de la situación para emprender una ofensiva general contra el comunismo. De especial ayuda para esta nueva campaña contra la revolución y el socialismo eran también los ataques y calumnias contra los revisionistas jruschovistas Stalin y su
opera. Los revisionistas jruschovistas comenzó la lucha contra Stalin para justificar el curso anti-marxista que había comenzado a seguir dentro y fuera del país. No podía negar la dictadura del proletariado y la transformación de la Unión Soviética en un Estado burgués-capitalista, que no pudieron participar en mercanteggi con el imperialismo
sin negar la obra de Stalin. Esta es también la razón por la campaña emprendida contra Stalin conjunto fue tomado del arsenal de acusaciones
la propaganda imperialista y el pasado trotskista que tenía la Unión Soviética como un período de “represalia masiva” y el sistema
Socialista como “supresión de la democracia”, como una “dictadura similar a la de Iván el Terrible”, etc.
A pesar de los ataques y calumnias de los imperialistas, los revisionistas y otros enemigos
la revolución, el trabajo y el nombre de Stalin, son y seguirán siendo inmortal. Stalin fue un gran revolucionario, un eminente teórico que se ha puesto al lado de Marx, Engels y Lenin.
La vida se ha confirmado y cada día confirma la exactitud del análisis y las actitudes del Partido del Trabajo de Albania en relación con el revisionismo de Kruschev. En la Unión Soviética fue destruido el socialismo y el capitalismo restaurado. Mientras que en las actitudes y acciones internacionales de los dirigentes soviéticos han revelado más y más el carácter de social de la Unión Soviética imperialista, su ideología reaccionaria de gran poder. Así, el revisionismo de Kruschev se ha convertido no sólo en la ideología de la restauración
del capitalismo y el sabotaje de la revolución y la lucha de liberación nacional de los pueblos, sino también la ideología de la agresión social-imperialista

 

 

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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