Associazione Stalin : Il nostro progetto/ Nuestro proyecto

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Il nostro progetto

Non siamo un’associazione di nostalgici, ma un’associazione di comunisti che non hanno accettato e non accettano che attraverso la demolizione di Stalin passi, come in realtà è accaduto e accade, la demolizione dell’esperienza storica del movimento comunista del XX secolo, la più grande esperienza di emancipazione sociale che l’umanità abbia vissuto.

Di questo processo Stalin è stato parte determinante per circa un trentennio e nessuna separazione è possibile tra il suo ruolo e gli avvenimenti di cui i comunisti a livello mondiale sono stati protagonisti.

Il tentativo di separazione ha avuto due fasi. La prima con il processo controrivoluzionario iniziato nel 1956 con il famigerato rapporto segreto di Kruscev e la seconda con la presa di distanza dei comunisti ‘buoni’ dalle malefatte attribuite a Stalin.

Com’è noto, le conclusioni di questa presa di distanza si sono avute con il crollo dell’URSS e dei paesi socialisti dell’Europa dell’est, con la fucilazione di Ceaucescu, con l’annessione della Germania orientale. E, cosa ancora più grave, la campagna anticomunista collegata all’azione dell’imperialismo a livello mondiale ha raggiunto il suo apice in Italia anche con il contributo del comunista ‘buono’ che voleva rifondare il comunismo italiano, Fausto Bertinotti.

Molti compagni sono stati travolti dalla violenza degli avvenimenti e dalla furia della campagna anticomunista e anche se non hanno accettato di cambiar pelle si sono rifugiati nell’isolamento conservando le icone della propria esperienza comunista. Qualche voce, spesso piuttosto timida, di intellettuali non omologati si è levata qua e là ma non ha potuto contrastare la virulenza delle campagne anticomuniste. Quelli che in questi decenni si sono definiti comunisti, quando anche non hanno accettato di essere definiti ‘diversi’ per avere un lasciapassare nella buona società, non sono riusciti neppure ad avviare una seria controffensiva culturale. Certo, sotto le macerie del socialismo reale alzare la voce ed opporsi non era certo facile. Singolarmente e con qualche debole strumento qualcosa è stato fatto, ma molto al disotto delle necessità.

Del resto sappiamo bene che il tentativo di cancellare le esperienze rivoluzionarie ha sempre accompagnato la storia. Si pensi alla Rivoluzione francese, alla Comune di Parigi e a tanti altri episodi di lotta rivoluzionaria. Si pensi alla la rivoluzione cinese, al Vietnam. Si pensi, in Italia, a Giampaolo Pansa con la denigrazione della guerra antifascista condotta sotto la direzione dei comunisti. I reazionari e le anime belle delle classi sfruttatrici hanno sempre tentato di imporre da vincitori il loro punto di vista, ma in ciò non vi è proprio niente di oggettivo.

La nostra Associazione intende dunque raccogliere la sfida che da tempo ci viene lanciata sul piano dell’interpretazione degli avvenimenti che vanno dalla morte di Lenin al XX congresso del PCUS e lo farà sulla base della documentazione sui fatti. Ma insieme al continuo riferimento ai fatti bisognerà anche considerare come i comunisti si pongono di fronte ad essi. Bisognerà insomma riportare la discussione sul concetto di rivoluzione e sulle sue dinamiche, ricordandoci non solo che non si tratta di un pranzo di gala, ma soprattutto della necessità di comprendere gli avvenimenti nella loro concreta dinamica storica.

A questo proposito nel corso del lavoro dell’ASSOCIAZIONE STALIN, partiremo da quello che Lenin scriveva contro Kautski a proposito di quella “parolina” di Marx sulla dittatura del proletariato. Non perché vogliamo usare terminologie sconvenienti, soprattutto per coloro che dietro la bandiera della democrazia gestiscono o collaborano con un potere criminale, ma perché vogliamo riportare la storia del movimento comunista fuori dai canoni interpretativi bertinottiani del novecento come “secolo degli errori e degli orrori”.

C’è necessità oggi di questo lavoro? Con le prospettive di grandi sconvolgimenti ormai all’ordine del giorno, dare uno sguardo alla storia dei comunisti acquista secondo noi un senso preciso. Ovviamente faremo un lavoro compatibile con le nostre capacità.

Precisazione importante: L’Associazione non ha OBIETTIVI PARTITICI,
nè intende ripetere esperienze di ORTODOSSIA GRUPPUSCOLARE

Il lavoro dell’Associazione consisterà nella pubblicazione di dossier, sia in un apposito sito web che in forma cartacea, che prenderanno il nome di ARCHIVI COMUNISTI.

L’Associazione si farà anche carico di organizzare dibattiti e convegni e di stabilire un livello internazionale di collaborazione, il tutto al di fuori di ogni impostazione accademica.

Il coordinamento nazionale dell’Associazione verrà assicurato da Luciano Bronzi in qualità di segretario pro tempore. E’ in via di formazione il comitato di redazione degli ARCHIVI COMUNISTI la cui composizione verrà resa nota a breve.

All’Associazione possono aderire tutti i compagni e le compagne che vogliono dare un contributo alla realizzazione delle sue finalità.

Per contatti e adesioni:    a.stalin@libero.it

http://www.associazionestalin.it/

Nuestro proyecto

Nosotros no somos la asociación de nostálgicos, sino una asociación de comunistas que no sabía y no aceptan que pasa a través de la demolición de Stalin, como ha ocurrido y está ocurriendo, la demolición de la experiencia histórica del movimiento comunista del siglo XX, la mayor experiencia de la emancipación social que la humanidad jamás haya vivido.

En este proceso, Stalin era una parte crucial de unos treinta años, y no es posible una separación entre su papel y los acontecimientos de los comunistas en el mundo han participado.

El intento de separación tuvo dos fases. El primero con el proceso de contra-revolucionario iniciado en 1956 con el informe secreto de Jruschov notoria y la segunda con el distanciamiento de los “buenos” los comunistas por los delitos atribuidos a Stalin.

Como es sabido, las conclusiones de este distanciamiento que han tenido con el colapso de la URSS y los países socialistas de Europa del Este, con la ejecución de Ceausescu, la anexión de Alemania del Este. Y, más importante aún, la campaña anti-comunista vinculado a la acción del imperialismo que el mundo ha llegado a su punto más alto en Italia con el aporte de “bueno” el comunista que quería restablecer el comunismo italiano, Fausto Bertinotti.

Muchos compañeros se vieron desbordados por los acontecimientos de la violencia y la furia de la campaña anti-comunista, e incluso si se han puesto de acuerdo para cambiar la piel han huido de los iconos en el aislamiento que mantiene su experiencia comunista. Algunas voces, a menudo bastante tímidos, los intelectuales no han sido aprobados ha aumentado aquí y allá, pero no pudo contrarrestar las virulentas campañas anti-comunistas. Aquellos que en las últimas décadas se han definido los comunistas, aun cuando no estuvo de acuerdo que se llama “diferente” para obtener un pase en una sociedad educada, que ni siquiera para iniciar una seria contra-cultural. Por supuesto, bajo los escombros del socialismo y se oponen a levantar la voz no fue fácil. Individualmente y con un poco de algo débil instrumento que se ha hecho, pero muy por debajo de las necesidades.

Por otra parte sabemos que el intento de borrar la experiencia revolucionaria siempre ha acompañado a la historia. Piense en la Revolución Francesa, la Comuna de París y muchos otros episodios de la lucha revolucionaria. Piense en la Revolución China a Vietnam. Consideremos, en Italia, Giampaolo Pansa, con la denigración de la guerra antifascista llevó a cabo bajo la dirección de los comunistas. Los reaccionarios y las almas bellas de las clases explotadoras siempre han tratado de imponer a los ganadores de su punto de vista, pero en esto no hay nada objetivo.

Nuestra Asociación por lo tanto, asumir el reto de tiempo que se puso en marcha en la interpretación de los acontecimientos que van desde la muerte de Lenin en el XX Congreso del PCUS, y lo hará basándose en el registro de los hechos. Pero con la continua referencia a los hechos también hay que considerar cómo los comunistas se colocan delante de ellos. En resumen, debemos llevar el debate sobre el concepto de la revolución y su dinámica, que nos recuerda no sólo que se trata de una cena de gala, pero sobre todo la necesidad de comprender los acontecimientos en su dinámica histórica concreta.

En este sentido, durante el trabajo de la Asociación de Stalin, se parte de lo que Lenin escribió en contra de Kautski acerca de la “palabreja” de la dictadura de Marx del proletariado. No es porque queremos utilizar una terminología inadecuada, sobre todo para los que están detrás de la bandera de la democracia gestionar o colaborar con un poder criminal, sino porque queremos traer la historia del movimiento comunista fuera de los cánones de la interpretación bertinottiani del siglo XX como “el siglo de los errores y horrores.”

Hay una necesidad ahora para este trabajo? Con la perspectiva de grandes trastornos en la agenda de hoy, echar un vistazo a la historia de los comunistas adquiere un significado preciso en nuestra opinión. Obviamente vamos a hacer un trabajo compatible con nuestras capacidades.

Importante distinción: La Asociación no es objetivos partidistas,
no tiene la intención de repetir experiencias ORTODOXIA GRUPPUSCOLARE

El trabajo de la Asociación consistirá en la publicación del expediente, es un sitio web específico y en forma de papel, que llevará el nombre los archivos comunistas.

La Asociación también se enfrentará a la organización de debates y conferencias, y para establecer una colaboración internacional, todo ello fuera de cualquier ámbito académico.

La coordinación nacional de la Asociación se asegurará de Luciano Bronzi, en calidad de Secretario Pro Témpore. Y ‘está formando parte del consejo editorial de los Archives Comunistas , cuya composición se dará a conocer en breve.

A la Asociación puede unirse a todos los compañeros y compañeras que quieran contribuir a la consecución de sus objetivos.

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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