G . Stalin : Sulla grande guerra dell’U.R.S.S. per la difesa della Patria. Terza edizione

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a cura di Tiziano Medici

STALIN : Sulla grande guerra dell’U.R.S.S. per la difesa della patria Terza edizione EDIZIONI IN LINGUE ESTERE MOSCA 1946

INDICE

1 – DISCORSO PRONUNZIATO ALLA RADIO IL 3 LUGLIO 1941

Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 1

http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

2 – XXIV ANNIVERSARIO DELLA GRANDE RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE
Rapporto tenuto il 6 novembre 1941 alla seduta solenne del Soviet dei deputati dei lavoratori di Mosca, con la partecipazione delle organizzazioni del partito e sociali della città
Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 2

http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

3 DISCORSO PRONUNZIATO ALLA RIVISTA MILITARE il 7 novembre 1941 sulla Piazza Rossa a MoscaGià pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra(1941-1944)”,cap.3

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4 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMMISSARIO DEL POPOLO DELLA DIFESA N. 55
Mosca, 23 febbraio 1942
Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 4 http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

5- ORDINE DEL GIORNO DEL COMMISSARIO DEL POPOLO DELLA DIFESA N. 130
Mosca, 1° maggio 1942Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 5
http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

6 – RISPOSTE ALLE DOMANDE DEL CORRISPONDENTE DELL’AGENZIA AMERICANA ASSOCIATED PRESS 3 ottobre 1942Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 6 http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

7 – XXV ANNIVERSARIO DELLA GRANDE RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE
Rapporto del Presidente del Comitato di Difesa dello Stato, alla seduta solenne del Soviet dei deputati dei lavoratori di Mosca con la partecipazione delle organizzazioni di partito e sociali della città, il 6novembre 1942
Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 7 http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

8 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMMISSARIO DEL POPOLO DELLA DIFESA N. 345.
Mosca, 7 novembre 1942
Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 8
http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

9 – RISPOSTE ALLE DOMANDE DEL CORRISPONDENTE DELL’AGENZIA AMERICANA ASSOCIATED PRESS 13 novembre 1942 Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 9http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

10 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DEI FRONTI SUD-OCCIDENTALE, MERIDIONALE, DEL DON, DEL CAUCASO SETTENTRIONALE, DI VORONESG, DI KALININ, DEL VOLKHOV E DI LENINGRADO
25 gennaio 194

11 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DEL FRONTE DEL DON Mosca, Kremlino, 2 febbraio 1943

12 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N.95.Mosca, 23 febbraio 1943 Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 10http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

13 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 195.
Mosca, 1° maggio 1943
Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 11
http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809 14 – RISPOSTE ALLE DOMANDE DEL CORRISPONDENT E DEL GIORNALE AMERICANO «NEW YORK TIMES» E DEL GIORNALE INGLESE «TIMES» 4 maggio 1943  Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 12
http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=46122809

15 – TELEGRAMMI DI SALUTO DI G. STALIN AL SIG. W. CHURCHILL E AL SIG. F.ROOSEVELT PER LA VITTORIA DELLE TRUPPE ANGLO-AMERICANE NELL’ AFRICA DEL NORD 9 maggio 1943

16 – RISPOSTA AD UNA DOMANDA DEL PRINCIPALE CORRISPONDENTE DELLA AGENZIA INGLESE REUTER 28 maggio 1943 Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 13
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17 – XXVI ANNIVERSARIO DELLA GRANDE RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE
Rapporto del Presidente del Comitato di Difesa dello Stato, alla seduta solenne del Soviet dei deputati dei lavoratori di Mosca con la partecipazione delle organizzazioni di partito e sociali della città, il 6 novembre 1943
Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 14
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18 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N.309
Mosca, 7 novembre 1943

19 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 16
Mosca, 23 febbraio 1944

20 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 70
Mosca, 1° maggio 1944
Già pubblicato in “Stalin, Discorsi di guerra (1941-1944)”, cap. 15
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21 – RISPOSTA DI G. STALIN A UNA DOMANDA DEL CORRISPONDENTE DELLA «PRAVDA»
13 giugno 1944

22 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 152
Mosca, Kremlino, 20 agosto 1944

23 – XXVII ANNIVERSARIO DELLA GRANDE RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE
Rapporto del Presidente del Comitato di Difesa dello Stato alla seduta solenne del Soviet dei deputati dei lavoratori di Mosca con la partecipazione delle orga nizzazioni di partito e sociali della città, il 6 novembre 1944

24 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 220
Mosca, 7 novembre 1944

25 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 225
Mosca, Kremlino, 19 novembre 1944

26 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 5
Mosca, 23 febbraio 1945

27 – DISCORSO DI G. STALIN IN OCCASIONE DELLA FIRMA DEL TRATTATO DI AMICIZIA, DI MUTUA ASSISTENZA E DI COLLABORAZIONE NEL DOPOGUERRA FRA L’UNIONE SOVIETICA E LA REPUBBLICA POLACCA 21 aprile 1945

28 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO COMBATTENTE N. 346. 27 aprile 1945

29 – MESSAGGIO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE, MARESCIALLO DELL’UNIONE SOVIETICA G. STALIN ALL’ESERCITO ROSSO E ALLE TRUPPE DEGLI ALLEATI 27 aprile 1945

30 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 20
Mosca, 1° maggio 1945

31 – MESSAGGIO DEL COMPAGNO STALIN AL POPOLO 9 maggio 1945  Già pubblicato in “Stalin, Problemi della pace”, cap. 1  http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=49121135

32 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO ROSSO E ALLA MARINA DA GUERRA N. 369
9 maggio 1945

33 – DISCORSO DI G. STALIN AL RICEVIMENTO AL KREMLINO IN ONORE DEI COMANDANTI DELLE TRUPPE DELL’ESERCITO ROSSO 24 maggio 1945 Già pubblicato in”Stalin, Problemi della pace”, cap. 2 http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=49121135

34 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 370
22 giugno 1945

35 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO ROSSO E ALLA MARINA DA GUERRA DELL’U.R.S.S. N. 371

22 luglio 1945

36 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 51 Mosca, 19 agosto 1945

37 – MESSAGGIO DEL COMPAGNO STALIN AL POPOLO 2 settembre 1945

38 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO ROSSO E ALLA MARINA DA GUERRA N. 373 3 settembre 1945

PRINTED IN THE UNION OF SOVIET SOCIALIST REPUBLICS

 

 

 

10 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DEI FRONTI SUD-OCCIDENTALE, MERIDIONALE, DEL DON, DEL CAUCASO SETIENTRIONALE, DI VORONESG, DI KALININ, DEL VOLKHOV E DI LENINGRADO

Dopo due mesi di combattimenti offensivi l’Esercito rosso ha sfondato su un ampio fronte la difesa delle truppe fasciste tedesche, ha sbaragliato 102 divisioni del nemico, si è impadronito di più di 200.000 prigionieri, di 13.000 cannoni e di molti altri mezzi tecnici ed ha avanzato di circa 400 km. Le nostre truppehanno riportato una seria vittoria. L’offensiva delle nostre truppe continua. Mi felicito con i combattenti, comandanti e dirigenti politici dei fronti sud-occidentale, meridionale del Don, del Caucaso settentrionale, di Voronesg, di Kalinin, del Volkhov, e di Leningrado per la vittoria da essi riportata sugli invasori fascisti tedeschi e i loro alleati romeni, italiani e ungheresi, sotto a Stalingrado, sul Don, nel Caucaso settentrionale, sotto a Voronesg, nella regione di Velikie Luki e al sud del lago di Ladoga.
Ringrazio il comando e le valorose truppe che hanno sbaragliato gli eserciti hitleriani agli approcci di Stalingrado, che hanno sfondato il blocco di Leningrado e liberato dagli invasori tedeschi le città di Kantemirovka, Belovodsk, Morosovski, Millerovo, Starobelsk, Kotelnikovo, Simovniki, Elista, Salsk, Mosdok, Nalcik, Mineralnie-Vodi, Piatigorsk, Stavropol, Armavir, Valuiki, Rossosc, Ostrogozsk, Velikie Luki, Slisselburg, Voronesg e molte altre città e migliaia di centri abitati.Avanti, per la disfatta degli invasori tedeschi e la loro cacciata al di là delle frontiere della nostra Patria!

Il Comandante Supremo G. STALIN Mosca, Kremlino, 25 gennaio 194311 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DEL FRONTE DEL DON

FRONTE DEL DON,

Al Maresciallo d’artiglieria VORONOV, rappresentante del Gran Quartier generale del Comando supremo.
Al Colonnello generale ROKOSSOVSKI, comandante delle truppe del fronte del Don.

Mi felicito con voi e con le truppe del fronte del Don per aver portato a termine vittoriosamente la liquidazione delle truppe nemiche accerchiate nella zona di Stalingrado.Ringrazio tutti i combattenti, comandanti e dirigenti politici del fronte del Don per il modo esemplare con cui è stata condotta l’operazione.

Il Comandante Supremo G. Stalin Mosca, Kremlino, 2 febbraio 1943

15 – TELEGRAMMI DI SALUTO DI G. STALIN AL SIGNOR W. CHURCHILL E AL SIGNOR F. ROOSEVELT PER LA VITTORIA DELLE TRUPPE ANGLO-AMERICANE NELL’AFRICA DEL NORD

Nella notte dal 7 all’8 maggio, il Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell’U.R.S.S., G. Stalin, ha spedito al Primo Ministro della Gran Bretagna, signor W. Churchill, e al Presidente degli S.U. d’America, signor F. Roosevelt, i seguenti telegrammi di saluto:

Al Primo Ministro Churchill

Londra
Mi felicito con Voi e con le valorose truppe britanniche e americane per la brillante vittoria, che ha portato alla liberazione di Biserta e Tunisi dalla tirannide hitleriana. Vi auguro nuovi successi.

G. STALIN

Al Presidente Roosevelt Washington

Mi felicito con Voi e con le valorose truppe americane e britanniche per la brillante vittoria, che ha portato alla liberazione di Biserta e Tunisi dalla tirannide hitleriana. Vi auguro nuovi successi. G. STALIN 9 maggio 1943

18 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO  DELLE FORZE ARMATE N. 309 MOSCA, 7 NOVEMBRE 1943 Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali, partigiani e partigiane! Lavoratori dell’Unione Sovietica!

A nome del Governo sovietico e del nostro partito bolscevico vi saluto e mi felicito con voi nella ricorrenza del ventiseiesimo anniversario della Grande Rivoluzione socialista di Ottobre. Celebriamo il ventiseiesimo anniversario della nostra grande rivoluzione socialista in giornate di gloriose vittorie dell’Esercito rosso sui nemici della nostra Patria.

Già da più di due anni il nostro popolo conduce una guerra di liberazione contro gli oppressori fascisti tedeschi. Un anno fa la nostra Patria attraversava dure giornate. Il nemico ci aveva preso allora un grande territorio. Milioni di cittadini sovietici soffrivano in schiavitù dei tedeschi. Le orde nemiche si precipitavano verso il Volga per aggirare Mosca dall’est, assediavano gli accessi della Transcaucasia. Ma l’Esercito rosso sbarrò col suo petto la strada al nemico. Le nostre truppe fermarono le brigantesche orde straniere, e in seguito, sconfitte le sotto a Stalingrado, le respinsero impetuosamente verso occidente. Da allora l’Esercito rosso mantiene costantemente l’iniziativa delle operazioni militari nelle sue mani.
Nell’inverno 1942-43 le nostre valorose truppe hanno disfatto armate scelte di tedeschi, italiani, romeni, ungheresi; hanno annientato e fatto prigionieri più di un milione di soldati e ufficiali nemici, e liberato un immenso territorio, con una superficie di circa mezzo milione di chilometri quadrati.
Nell’estate del 1943 l’Esercito rosso ha assestato al nemico un nuovo colpo demolitore. Le nostre truppe nel corso di alcuni giorni hanno liquidato l’offensiva d’estate tedesca e hanno così sotterrato il piano hitleriano di sbaragliare il grosso delle forze dell’Esercito rosso e di aggirare Mosca dalla parte di Oriol-Kursk. Più ancora, l’Esercito rosso è passato esso stesso a una offensiva decisa; ha smantellato potenti linee difensive del nemico, e nel corso di tre mesi lo ha ricacciato verso occidente, in alcuni punti per 400-450 chilometri. Durante la campagna estiva le nostre truppe hanno respinto il nemico dal territorio dell’Ucraina della riva sinistra del Dniepr, dal bacino del Donez, dalla penisola di Taman, dalle regioni di Oriol e di Smolensk; sono entrate nel territorio dell’Ucraina della riva destra del Dniepr; hanno conquistato la capitale dell’Ucraina sovietica, Kiev; sono entrate in Bielorussia; hanno occupato gli accessi della Crimea; hanno liberato più di 160 città e più di 38 mila centri abitati.

L’Esercito rosso ha strappato ai tedeschi nel corso dell’ultimo anno quasi due terzi del nostro suolo che essi avevano precedentemente conquistato, e ha liberato dal giogo tedesco decine di milioni di cittadini sovietici.
Nel corso dell’ultimo anno i tedeschi hanno perduto sul fronte sovietico-tedesco più di 4 milioni di soldati e ufficiali, di cui noti meno di un milione e 800 mila uccisi.

Sul fronte sovietico- tedesco hanno trovato una fine ingloriosia le scelte divisioni regolari dell’ esercito fascista tedesco. Assieme con esse sono stati sotterrati per sempre i piani hitleriani di conquista del mondo

di asservimento dei popoli.

L ‘esercito tedesco, è vero, ancora adesso si batte tenacemente, aggrappandosi ad ogni linea. Ma le sconfitte subite dai tedeschi dopo la disfatta delle loro truppe sotto a Stalingrado hanno scosso lo spirito combattivo dell’esercito tedesco. Ora i tedeschi temono come il fuoco di essere accerchiati, e quando si presenta la minaccia di aggiramento da parte delle nostre truppe si danno alla fuga, abbandonando sul campo di battaglia i loro mezzi tecnici e i soldati feriti.

Nei combattimenti offensivi dell’anno trascorso le nostre truppe hanno accumulato una ricca esperienza di condotta della guerra moderna. I nostri ufficiali e generali dirigono abilmente le truppe, s’impadroniscono con successo dell’arte di guidare le truppe. L’Esercito rosso è diventato l’ esercito moderno più potente e più temprato.

Le vittorie dell’Esercito rosso hanno ancor più rafforzato la situazione internazionale dell’Unione Sovietica. L’offensiva del nostro esercito è stata appoggiata dalle operazioni di guerra delle truppe alleate nell’Africa del Nord, nelle isole italiane e nell’Italia meridionale. L’aviazione dei nostri alleati ha sottoposto a seri bombardamenti i centri industriali della Germania. Non vi è dubbio che i colpi assestati dall’Esercito rosso alle truppe tedesche dall’oriente, appoggiati dai colpi delle forze fondamentali degli alleati dall ‘occidente, porteranno allo schiacciamento della potenza militare della Germania hitleriana e alla vittoria completa della coalizione antihitleriana .

L’Esercito rosso non avrebbe potuto riportare le grandi vittorie di quest’anno senza l’aiuto prestato al fronte da tutto il popolo. Il popolo sovietico dà tutte le forze per sosten ere il suo esercito. Come un torrente senza fine vanno verso il fronte le armi, le munizioni, i viveri, l’ equipaggiamento. Gli Urali e il bacino del Kuznietsk, Mosca e le regioni del Volga, Leningrado e Bacu, il Kasakhstan e l’Usbekistan, la Georgia e l’Armenia, tutte le nostre repubbliche e regioni sono diventate un potente arsenale dell’Esercito rosso. Il popolo sovietico ricostruisce con successo le zone industriali e agricole strappate al nemico, mette in azione le fabbriche, officine, miniere e ferrovie, fa rinascere sovcos e colcos, mette le risorse delle zone liberate al servizio, del fronte.

I nostri successi sono effettivamente grandi. Ma sarebbe ingenuo appagarsi dei successi ottenuti. Ora che l’Esercito rosso batte il nemico al di là del Dniepr e si apre la strada verso le frontiere occidentali del nostro paese, sarebbe particolarmente pericoloso abbandonarsi alla faciloneria, appagarsi, e sottovalutare le serie difficoltà della lotta che ci attende. Ora il nemico si batterà con particolare furore per ogni lembo del territorio da lui conquistato, perchè ogni passo avanti del nostro esercito avvicina per i tedeschi l’ora della resa dei conti per i misfatti che hanno compiuto sul nostro suolo.

La lotta per la vittoria definitiva sugli invasori fascisti tedeschi esige dall’esercito e dal popolo sforzi ancor maggiori e nuove gesta.

Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali, partigiani e partigiane!
Nelle grandi battaglie contro il nemico giurato voi avete riportato importanti vittorie, coprendo di gloria imperitura le bandiere di combattimento dell’Esercito rosso e della Marina da guerra. L’Esercito rosso e la Marina da guerra hanno ora tutte le possibilità per liberare completamente, nel futuro immediato, il suolo sovietico dagli invasori tedeschi.

In nome della vittoria della nostra Patria sui mostri fascisti tedeschi ORDINO:

1. A tutti i soldati semplici e sottufficiali, – di accrescere instancabilmente la loro perizia militare, di eseguire rigorosamente le esigenze dei regolamenti e delle istruzioni, gli ordini dei comandanti e dei capi; di conservare sempre e dappertutto un ordine esemplare, una salda disciplina e una solida organizzazione.
2. Agli ufficiali e ai generali di tutte le armi, – di perfezionare la direzione delle truppe sul campo di battaglia e la cooperazione di tutte le armi; di consolidare saldamente i successi dell’ offensiva; di inseguire impetuosamente le truppe nemiche; di fare avanzare più rapidamente i servizi delle retrovie; di impiegare più arditamente le riserve per assestare nuovi colpi.

3. A tutto l’Esercito rosso, – di smantellare con coraggio e decisione la difesa nemica; di inseguire giorno e notte il nemico, senza permettergli di fortificarsi sulle posizioni intermedie; di tagliare con abili e ardite manovre le comunicazioni del nemico; di accerchiare e frazionare le sue truppe; di distruggere e catturare gli effettivi e i mezzi tecnici dell’avversario.

4. Ai partigiani e alle partigiane, – di far levare i cittadini sovietici alla lotta armata contro i tedeschi; di rafforzare in tutti i modi l’aiuto all’Esercito rosso attaccante; di distruggere le retrovie e gli stati maggiori nemici; di salvare i cittadini sovietici dallo sterminio e dal loro invio ai lavori forzati in Germania; di annientare implacabilmente i ribaldi fascisti tedeschi!Combattenti dell’Esercito rosso! Partigiani e partigiane!Avanti, per la disfatta completa degli invasori fascisti tedeschi!Evviva il ventiseiesimo anniversario della Grande Rivoluzione socialista d’Ottobre! Evviva il nostro vittorioso Esercito rosso!Evviva la nostra vittoriosa Marina da guerra! Evviva i nostri valorosi partigiani e partigiane! Evviva la nostra grande Patria!Vendetta e morte agli invasori fascisti tedeschi! Il Comandante Supremo
Maresciallo dell’Unione Sovietica G. STALIN

19 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 16 MOSCA, 23 FEBBRAIO 1944

Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali, partigiani e partigiane!
I popoli del nostro paese celebrano il ventiseiesimo anniversario dell’Esercito rosso nel momento di storiche vittorie delle truppe sovietiche sulle truppe fasciste tedesche.

Da oltre un anno l’Esercito rosso conduce una vittoriosa offensiva, sbaragliando le armate degli invasori hitleriani e spazzandole dal suolo sovietico. In questo periodo l’Esercito rosso ha condotto con successo la campagna invernale 1942-43, ha vinto le battaglie estive del 1943 e ha sviluppato la vittoriosa offensiva invernale del 1943-44. In queste campagne, senza esempio nella storia delle guerre, l’Esercito rosso ha avanzato combattendo verso occidente, in certi punti fino a 1.700 chilometri, ha liberato dal nemico quasi i tre quarti del suolo sovietico da esso conquistato.

Nel corso dell’attuale campagna invernale l’Esercito rosso ha liquidato la potente difesa tedesca su tutta la lunghezza del Dniepr da Slobin a Kherson, e ha così mandato a monte i disegni dei tedeschi di tirar per le lunghe con successo una guerra difensiva sul fronte sovietico-tedesco.

In tre mesi di campagna invernale, le nostre valorose truppe hanno riportato grandissime vittorie nel territorio dell’Ucraina della riva destra del Dniepr, hanno portato a termine la liberazione delle regioni di Kiev, di Dniepropetrovsk, di Saporosge, hanno liberato tutta la regione di Gitomir, quasi tutte le regioni di Rovno e di Kirovograd, una serie di mandamenti delle regioni di Vinniza, di Nikolaiev, di Kamenez-Podolsk e della Volinia. Con azioni decise l’Esercito rosso ha liquidato i tentativi di controoffensiva tedesca nei settori di Gitomir, di Krivoi Rog e di Uman. Le truppe sovietiche hanno inflitto ai tedeschi una nuova Stalingrado sulla riva destra del Dniepr, accerchiando e annientando nella zona di Korsun-Scevcenkovski dieci divisioni e una brigata tedesche.

Una grande vittoria è stata riportata dalle truppe sovietiche sotto a Leningrado. Le nostre truppe hanno smantellato il potente sistema di fortificazioni permanenti del nemico, scaglionate in profondità, hanno sbaragliato un forte gruppo di truppe tedesche, hanno completamente liberato Leningrado dal blocco nemico e dai barbari bombardamenti d’artiglieria. I combattenti sovietici stanno portando a termine la liberazione dai mostri fascisti delle regioni di Leningrado e di Kalinin, e hanno messo piede sul suolo dell’Estonia sovietica.
Ha fatto nuovi progressi la cacciata in massa degli invasori dalla Bielorussia sovietica: sono state quasi completamente liberate le regioni di Gomel e del Polessie, una serie di mandamenti delle regioni di Moghiliov e di Vitebsk.

Nelle sfavorevoli condizioni dell’attuale inverno, le nostre truppe, superando potenti zone difensive del nemico, in tre mesi di campagna invernale hanno ripulito dagli invasori circa 200 mila chilometri quadrati di territorio sovietico. L’Esercito rosso ha strappato al nemico più di 13 mila centri abitati, tra i quali 82 città e 320 stazioni ferroviarie. Altri milioni di cittadini sovietici sono stati liberati dalla schiavitù fascista. Importanti zone agricole ed industriali, con ricchissime riserve di minerale di ferro e di manganese, sono state restituite alla nostra Patria. I tedeschi hanno perduto queste zone economicamente importanti, alle quali si aggrappavano con tanta disperazione.

Oramai deve essere per tutti evidente che la Germania hitleriana va inesorabilmente verso la catastrofe. È vero, le condizioni in cui viene condotta questa guerra sono più favorevoli alla Germania che quelle della passata guerra mondiale, quando essa dall’ inizio alla fine delle ostilità condusse una lotta su due fronti. Tuttavia un grande svantaggio per la Germania è il fatto che l’Unione Sovietica si è rivelata in questa guerra molto più forte della vecchia Russia zarista nella guerra passata. Nella prima guerra mondiale, combattevano su due fronti contro il blocco tedesco sei grandi potenze: – Francia, Russia, Inghilterra, Stati Uniti d’ America, Giappone e Italia. Nella guerra attuale l’Italia e il Giappone sono passati dalla parte della Germania; la Finlandia si è unita al blocco fascista; la Romania, che nella passata guerra combattè contro la Germania, ha cambiato campo; e inoltre le forze fondamentali della Germania operano finora su un solo fronte, contro l’Unione Sovietica. La storia insegna che la Germania ha sempre vinto la guerra quando si è battuta su un solo fronte e che, al contrario, ha perduto la guerra quando è stata costretta a combattere su due fronti. Nella guerra attuale la Germania combatte con le sue forze fondamentali su un solo fronte, – contro l’U.R.S.S. Ciò non ostante non solo non ha potuto riportare la vittoria, ma è stata spinta sull’orlo della catastrofe dai potenti colpi delle forze armate dell’Unione Sovietica. Se l’Unione Sovietica, combattendo uno contro uno, non soltanto ha sostenuto l’urto della macchina di guerra tedesca, ma ha inflitto delle sconfitte decisive alle truppe fasciste tedesche, tanto più disperata sarà la situazione della Germania hitleriana quando entreranno in azione le forze principali dei nostri alleati, e contro la Germania hitleriana si svilupperà una potente e crescente offensiva degli eserciti di tutti gli Stati alleati.

I banditi fascisti tedeschi si agitano ora alla ricerca di vie per salvarsi dalla catastrofe. Essi si sono nuovamente afferrati alla mobilitazione «totale» nelle retrovie, benchè le risorse umane della Germania siano esaurite. I caporioni fascisti fanno tentativi disperati per portare la discordia nel campo della coalizione antihitleriana e in tal modo tirare in lungo la guerra. I diplomatici hitleriani corrono da un paese neutrale all’altro, si sforzano di stringere relazioni con gli elementi filohitleriani, facendo allusione alla possibilità di una pace separata o con il nostro Stato o con i nostri alleati. Tutti questi stratagemmi degli hitleriani sono condannati a fallire, perchè la coalizione antihitleriana si fonda su interessi d’importanza vitale per gli alleati, i quali si sono posti il compito di sbaragliare la Germania hitleriana e i suoi complici in Europa. È precisamente questa comunanza di interessi fondamentali che conduce al consolidamento dell’al1eanza di combattimento tra l’U.R.S.S., l’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America nel corso della guerra.
Si avvicina l’ora della definitiva resa dei conti per tutti i misfatti commessi dagli hitleriani sul suolo sovietico e nei paesi occupati d’Europa.

La vittoriosa offensiva dell’Esercito rosso è stata possibile grazie alle nuove gesta nel lavoro dei cittadini sovietici, in tutti i campi della nostra economia nazionale. I lavoratori dell’Unione Sovietica hanno consolidato le vittorie estive dell’Esercito rosso sui fronti con nuove vittorie nelle retrovie, nel campo della produzione.
Gli operai della nostra industria compiono in anticipo e superano i piani stabiliti dallo Stato; mettono in funzione nuove officine, alti forni e centrali elettriche; restaurano, nelle zone liberate, in periodi di tempo di una brevità senza precedenti, l’industria distrutta dagli invasori. Gli sforzi eroici della classe operaia rafforzano ancor più la base materiale di guerra dell’Esercito rosso e in questo modo avvicinano l’ora della nostra vittoria definitiva.

I contadini sovietici danno allo Stato viveri per l’esercito e per le città, materie prime per l’industria, sostengono con abnegazione l’Esercito rosso.

Gli intellettuali sovietici prestano agli operai e ai contadini il loro aiuto immediato nel dirigere lo svilupppo della produzione e per soddisfare i bisogni dell’Esercito rosso.

I lavoratori delle zone liberate allargano ogni giorno l’aiuto all’Esercito rosso, loro liberatore; immettono nel torrente generale dei carichi, diretti al fronte, la produzione delle officine in via di ricostruzione, e dell’agricoltura.
Non vi è dubbio che il popolo sovietico assicurerà anche nel futuro, con il suo eroico lavoro e con la tensione di tutti i suoi sforzi, uno sviluppo ininterrotto delle forze produttive del paese, per la più rapida e definitiva disfatta degli invasori fascisti tedeschi.

La creazione di nuove unità militari nelle repubbliche federate, preparata dalla fraternità d’armi dei popoli dell’U.R.S.S. nella guerra in difesa della Patria, e da tutta la storia del nostro Stato, rafforzerà ancor più l’Esercito rosso e immetterà nelle sue file nuove forze combattive.Compagni soldati rossi, marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali! Compagni partigiani e partigiane!

Nella grande guerra liberatrice per la libertà e l’indipendenza della nostra Patria, voi avete compiuto prodigi di eroismo. L’Esercito rosso ha ottenuto una svolta decisiva nella guerra, a nostro favore, e oggi marcia con sicurezza verso la vittoria definitiva sul nemico. Il nemico subisce sconfitte su sconfitte. Esso, però, non è ancora battuto. I banditi hitleriani, vedendo avvicinarsi la loro fine e l’inevitabile castigo per tutti i mostruosi delitti che hanno commesso sul nostro suolo, resistono col furore dei condannati. Essi lanciano nella battaglia le ultime forze e le ultime riserve; si aggrappano ad ogni metro di suolo sovietico, ad ogni linea vantaggiosa.
Precisamente per questo, per quanto siano grandi i nostri successi, dobbiamo continuare a valutare con freddezza le forze del nemico, a essere vigilanti, a non lasciar penetrare nelle nostre file la presunzione, l’appagamento, la faciloneria. Non vi è ancora stato nella storia delle guerre nessun caso in cui il nemico si sia buttato da sè nel precipizio. Per vincere la guerra bisogna spingere il nemico verso il precipizio e gettarvelo. Solo dei colpi demolitori, di forza continuamente crescente, possono spezzare la resistenza del nemico e condurci alla vittoria definitiva. Per questo è necessario continuare a perfezionare le capacità militari dei combattenti e la maestria militare dei comandanti del nostro esercito. Il dovere dell’Esercito rosso è di elevare ogni giorno la sua arte militare, di studiare incessantemente e accuratamente la tattica del nemico, di scoprire abilmente e a tempo i suoi perfidi strattagemmi, di contrapporre alla tattica nemica una nostra tattica più perfezionata. È necessario che l’esperienza di combattimento e le realizzazioni delle migliori unità e formazioni dell’Esercito rosso diventino patrimonio di tutte le nostre truppe; che tutto l’Esercito rosso, tutti i suoi combattenti e ufficiali, imparino a battere il nemico secondo tutte le regole della scienza militare moderna.

Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali, partigiani e partigiane!

Salutandovi e felicitandomi con voi in occasione del ventiseiesimo anniversario dell’Esercito rosso,

ORDINO:

1. A tutti i soldati e sottufficiali, – fanti, mortaisti, artiglieri, aviatori, carristi, genieri, addetti ai collegamenti, cavalleggeri,di continuare instancabilmente a perfezionare la loro maestria militare, di utilizzare in pieno i nostri magnifici mezzi bellici, di battere il nemico come lo battono i nostri gloriosi combattenti della Guardia, di eseguire esattamente gli ordini dei comandanti, di rafforzare la disciplina e l’ordine, di elevare lo spirito di organizzazione.

2. Agli ufficiali e ai generali di tutte le armi, – di perfezionare l’arte di dirigere le truppe, la tattica di manovra, la cooperazione di tutte le armi nel corso dei combattimenti, di far penetrare più arditamente e largamente, nella pratica del combattimento, l’esperienza delle migliori unità e formazioni della Guardia, di elevare al più alto livello di cultura il lavoro degli Stati Maggiori e dei servizi delle retrovie, di migliorare e sviluppare al massimo il nostro servizio d’informazioni.

3. A tutto l’Esercito rosso,- di smantellare con un’abile combinazione di fuoco e di manovra la difesa nemica in tutta la sua profondità, di non dar tregua al nemico, di liquidare tempestivamente i tentativi nemici di contenere con dei contrattacchi la nostra offensiva, di organizzare abilmente l’inseguimento del nemico, di non permettergli di portar via i mezzi tecnici, di aggirare con ardite manovre i fianchi delle truppe nemiche, di irrompere nelle loro retrovie, di accerchiare le truppe del nemico, frazionarle e distruggerle se rifiutano di deporre le armi.

4. Ai partigiani e alle partigiane, – di rafforzare l’aiuto all’Esercito rosso, di attaccare gli stati maggiori e le guarnigioni del nemico, di disorganizzare le sue retrovie, di distruggere le sue comunicazioni e i suoi mezzi di collegamento, di privarlo della possibilità di far giungere delle riserve.

5. Per celebrare le grandi vittorie riportate dalle forze armate dello Stato sovietico nel corso dell’anno passato, oggi, 23 febbraio, nel giorno del ventiseiesimo anniversario dell’Esercito rosso, alle ore 18, a Mosca, Leningrado, Kiev, Dniepropetrovsk, Gomel, Rostov, di salutare con venti salve d’artiglieria le valorose truppe dell’Esercito rosso. Gloria al nostro vittorioso Esercito rosso!Gloria alle armi sovietiche!Gloria ai nostri valorosi partigiani e partigiane!Evviva la nostra grande Patria sovietica! Evviva il nostro Partito comunista dell’Unione Sovietica, ispiratore ed organizzatore delle grandi vittoriedell’Esercito rosso! Morte agli invasori tedeschi!

Il Comandante Supremo Maresciallo dell’Unione Sovietica G. STALIN21 – RISPOSTA DI G. STALIN A UNA DOMANDA DEL CORRISPONDENTE DELLA «PRAVDA»

Un corrispondente della «Pravda» ha chiesto a G. Stalin il suo giudizio sullo sbarco degli alleati nella Francia settentrionale.G. Stalin ha risposto come segue: Facendo il bilancio di sette giorni di combattimenti delle truppe di liberazione alleate per l’invasione della Francia settentrionale, si può dire senza esitazioni che il passaggio della Manica in grande stile e lo sbarco in massa delle truppe alleate nel nord della Francia, sono riusciti completamente. Questo è senza dubbio un brillante successo dei nostri alleati. Non si può non riconoscere che la storia delle guerre non conosce un’altra impresa del genere per l’ampiezza del piano, per la grandiosità delle proporzioni e la perizia dell’esecuzione. Com’è noto, l’ «invincibile» Napoleone a suo tempo fallì vergognosamente col suo piano di forzare la Manica e di occupare le Isole Britanniche. L’isterico Hitler, che si è vantato per due anni di forzare la Manica, non ha nemmeno osato fare un tentativo per realizzare la sua minaccia. Soltanto le truppe britanniche e americane sono riuscite con onore a realizzare il piano grandioso di forzare la Manica e di sbarcare delle truppe in massa.La storia registrerà questa impresa comeun successo di ordine superiore. 13giugno1944

22 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 152
MOSCA, KREMLINO 20 AGOSTO 1944
Compagni aviatori, indicatori di rotta, fucilieri di bordo, radiotelegrafisti, ingegneri, tecnici, motoristi, ufficiali e generali dell’aviazione da caccia, d’assalto, da bombardamento e da ricognizione!Nella giornata dell’aviazione dell’U.R.S.S., vi saluto e mi felicito con voi per i successi ottenuti nella lotta contro gli invasori tedeschi! L’aviazione sovietica, insieme a tutto l’Esercito rosso, conduce una lotta accanita contro gli invasori fascisti tedeschi e assesta dei colpi schiaccianti alle truppe e ai mezzi tecnici del nemico, alle sue retrovie e ai suoi mezzi di comunicazione. Il lavoro pieno di abnegazione degli operai e delle operaie, la elevata perizia dei costruttori e degli ingegneri d’ aviazione sovietici, hanno permesso di por fine alla passata superiorità numerica dell’ aviazione tedesca e di dotare l’arma aerea dell’Esercito rosso e della Marina da guerra di migliaia e migliaia di areoplani da combattimento di eccelente qualità.Nei combattimenti aerei con il nemico, i nostri aviatori hanno dato prova di un valore impareggiabile, di eroismo e di coraggio, e i comandanti e i capi, di capacità e di perizia militari nel dirigere le operazioni aeree. Grazie a ciò la nostra aviazione da combattimento possiede oggi nell’aria una supremazia assoluta sull’aviazione nemica. Migliaia di eccellenti aviatori, indicatori di rotta e fucilieri di bordo, moltiplicano sempre più i successi delle nostre forze armate e sbaragliano il nemico sulla terra e nell’aria. Per celebrare i successi ottenuti dalla nostra aviazione da combattimento, ordino: Oggi, 20 agosto, giornata dell’aviazione, alle ore 17, di salutare, a nome della Patria, i nostri gloriosi aviatori con 20 salve di artiglieria,sparate da 224 cannoni, nella capitale della nostra Patria, Mosca.

Il Comandante Supremo Maresciallo dell’Unione Sovietica

G.STALIN

23 – XXVII ANNIVERSARIO DELLA GRANDE RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE
RAPPORTO DEL PRESIDENTE DEL COMITATO DI DIFESA DELLO STATO ALLA SEDUTA SOLENNE DEL SOVIET DEI DEPUTATI DEI LAVORATORI DI MOSCA CON LA PARTECIPAZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI DI PARTITO E SOCIALI DELLA CITTA’ IL 6 NOVEMBRE 1944

Compagni!Oggi i cittadini sovietici festeggiano il ventisettesimo anniversario della vittoria della rivoluzione sovietica nel nostro paese.È la quarta volta che il nostro paese celebra l’anniversario della rivoluzione sovietica nelle condizioni della guerra per la difesa della Patria contro gli invasori fascisti tedeschi.
Ciò non significa, naturalmente, che il quarto anno di guerra non si distingua per il suo bilancio dai precedenti tre anni di guerra. Al contrario, tra di essi esiste una differenza radicale. Se i due primi anni di guerra furono anni di offensiva delle truppe tedesche e di loro avanzata nell’interno del nostro paese, in cui l’Esercito rosso era costretto a condurre dei combattimenti difensivi; e se il terzo anno di guerra è stato un anno di svolta radicale sul nostro fronte, in cui l’Esercito rosso ha svolto potenti combattimenti offensivi, ha battuto i tedeschi in una serie di battaglie decisive, ha liberato dalle truppe tedesche, che ha costretto a passare alla difensiva, i due terzi del suolo sovietico, sebbene l’Esercito rosso continuasse ancora a condurre la guerra contro le truppe tedesche uno contro uno, senza un serio aiuto da parte degli alleati, – il quarto anno di guerra è stato invece un anno di vittorie decisive degli eserciti sovietici e degli eserciti dei nostri alleati sulle truppe tedesche, in cui i tedeschi, costretti questa volta a condurre la g uerra su due fronti, sono stati ricacciati alle frontiere della Germania.In conclusione, l’anno trascorso è terminato con la cacciata delle truppe tedesche al di là dei confini dell’Unione Sovietica, della Francia, del Belgio, dell’Italia centrale, e le operazioni militari sono state trasferite sul territorio della Germania.

 

 

1. LA GERMANIA NELLA MORSA DI DUE FRONTI

I successi decisivi ottenuti dall’Esercito rosso quest’anno e la cacciata dei tedeschi dal suolo sovietico sono stati determinati da una serie di colpi demolitori assestati dalle nostre truppe alle truppe tedesche, a cominciare dal gennaio di quest’anno, e sviluppatisi poi nel corso di tutto l’anno esaminato in questo rapporto.Il primo colpo è stato assestato dalle nostre truppe nel gennaio di quest’anno sotto Leningrado e Novgorod, ove l’Esercito rosso ha smantellato la difesa permanente dei tedeschi e ha respinto il nemico nei Paesi Baltici. Il risultato di questo colpo è stato la liberazione della regione di Leningrado.
Il secondo colpo è stato assestato nel febbraio-marzo di quest’anno sul Bug, ove l’Esercito rosso ha sbaragliato le truppe tedesche e le ha cacciate al di là del Dniestr. Il risultato di questo colpo è stato la liberazione del territorio dell’Ucraina della riva destra del Dniepr dagli invasori fascisti tedeschi.
I1 terzo colpo è stato assestato nell’aprile-maggio di quest’anno nel settore della Crimea, ove le truppe tedesche sono state gettate nel Mar Nero. Il risultato di questo colpo è stato la liberazione della Crimea e di Odessa dal giogo tedesco. Il quarto colpo è stato assestato nel giugno di quest’anno nel settore della Carelia, ove l’Esercito rosso ha sconfitto le truppe finlandesi, liberando Viborg e Pietrosavodsk, ed ha respinto i finlandesi nell’interno della Finlandia. Il risultato di questo colpo è stato la liberazione della maggior parte della Repubblica Sovietica Carelo-Finnica. Il quinto colpo è stato assestato ai tedeschi nel giugno-luglio di quest’anno, quando l’Esercito rosso ha sconfitto completamente le truppe tedesche sotto Vitebsk, Bobruisk, Moghiliov ed ha coronato il suo colpo con l’accerchiamento di 30 divisioni tedesche sotto Minsk. Come risultato di questo colpo le nostre truppe: a) hanno completamente liberato la Repubblica Sovietica della Bielorussia; b) sono giunte alla Vistola ed hanno liberato una parte notevole della Polonia, nostra alleata;

c) sono giunte al Niemen ed hanno liberato una gran parte della Repubblica Sovietica della Lituania; d ) hanno forzato il Niemen e sono giunte alle frontiere della Germania. Il sesto colpo è stato assestato nel luglio-agosto di quest’anno nel settore dell’Ucraina Occidentale, quando l’Esercito rosso ha sconfitto le truppe tedesche sotto Leopoli e le ha respinte al di là del San e della Vistola. Come risultato di questo colpo: a) è stata liberata l’Ucraina occidentale; b) le nostre truppe hanno forzato la Vistola e creato al di là della Vistolauna potente base d’operazioni ad ovest di Sandomir. Il settimo colpo è stato assestato nell’agosto di quest’anno nel settore Kisciniov-Iassi, ove le nostre truppe hanno disfatto completamente le truppe tedesco-romene ed hanno coronato il loro colpo con l’accerchiamento di 22 divisioni tedesche sotto Kisciniov, non contando le divisioni romene. Come risultato di questo colpo: a) è stata liberata la Repubblica Sovietica della Moldavia; b) è stata messa fuori combattimento un’alleata della Germania, – la Romania, la quale ha dichiarato la guerra alla Germania ed all’Ungheria; c) è stata messa fuori combattimento un’alleata della Germania, – la Bulgaria, la quale ha pure dichiarato la guerra alla Germania; d) alle nostre truppe è stato aperto l’accesso all’Ungheria, ultima alleata della Germania in Europa; e) si è aperta la possibilità di prestare aiuto alla Jugoslavia, nostra alleata, contro gli invasori tedeschi.

L’ottavo colpo è stato assestato nel settembre-ottobre di questo anno nei Paesi Baltici, ove l’Esercito rosso ha sconfitto le truppe tedesche sotto Tallin e Riga e le ha cacciate dalle repubbliche del Baltico. Come risultato di questo colpo: a) è stata liberata la Repubblica Sovietica dell’Estonia; b) è stata liberata la maggior parte della Repubblica Sovietica della Lettonia; c) è stata messa fuori combattimento un’alleata della Germania, – la Finlandia, la quale ha dichiarato la guerra alla Germania; d) più di 30 divisioni tedesche sono state tagliate dalla Prussia e strette in una tenaglia nel settore tra Tukums e Libava, ove le nostre truppe stanno ora dando loro il colpo di grazia. (Applausi prolungati).

Nell’ottobre di quest’anno è incominciato il nono colpo delle nostre truppe tra il Tibisco e il Danubio, nel settore dell’Ungheria, allo scopo di far uscire l’Ungheria dalla guerra e di volgerla contro la Germania. Come risultato di questo colpo, che non è ancora stato portato a termine: a) le nostre truppe hanno prestato un aiuto diretto alla Jugoslavia, nostra alleata, per cacciare i tedeschi e liberare Belgrado; b) le nostre truppe hanno avuto la possibilità di passare i Carpazi e di prestare aiuto alla Repubblica cecoslovacca, nostra alleata, il cui territorio è già in parte liberato dagli invasori tedeschi.

Infine, negli ultimi d’ottobre di quest’anno è stato assestato un colpo alle truppe tedesche nella Finlandia settentrionale, ove le truppe tedesche sono state cacciate dal settore di Pecenga e le nostre truppe, inseguendoi tedeschi, sono entrate nel territorio della Norvegia, nostra alleata. (Applausi).
Io non citerò delle cifre sulle perdite subite dal nemico, in morti e prigionieri, nel corso di queste operazioni; sul numero dei cannoni, carri armati, areoplani, proiettili, mitragliatrici, ecc., presi dalle nostre truppe. Questi dati vi saranno certamente noti dai comunicati dell’Ufficio d’Informazioni sovietico.
Tali sono le operazioni principali condotte dall’Esercito rosso nell’anno trascorso, operazioni che hanno portato alla cacciata delle truppe tedesche al di là dei confini del nostro paese.

In seguito a queste operazioni sono state sconfitte e messe fuori combattimento circa 120 divisioni tedesche e dei loro alleati. Invece delle 257 divisioni che si trovavano sul nostro fronte l’anno scorso, di cui 207 tedesche, noi abbiamo ora sul nostro fronte, dopo tutte le mobilitazioni «totali» e «supertotali», in tutto 204 divisioni tedesche e ungheresi, di cui non più di 180 tedesche. Bisogna riconoscere che nella guerra attuale la Germania hitleriana, con il suo esercito fascista, si è dimostrata un nemico più potente, più perfido ed esperto di quanto non fossero la Germania e il suo esercito in tutte le guerre precedenti. A ciò occorre aggiungere che in questa guerra i tedeschi sono riusciti a sfruttare le forze produttive di quasi tutta l’Europa ed eserciti abbastanza considerevoli dei loro Stati vassalli. E se nonostante queste condizioni favorevoli alla Germania per la condotta della guerra, essa è venuta a trovarsi lo stesso sull’orlo della inevitabile catastrofe, ciò si spiega col fatto che il principale nemico della Germania, – l’Unione Sovietica, – ha superato per la sua forzala Germania hitleriana. (Applausi fragorosi).Un nuovo aspetto della guerra contro la Germania hitleriana nell’anno trascorso deve essere considerato il fatto che quest’anno l’Esercito rosso ha condotto le sue operazioni contro le truppe tedesche non da solo, come negli anni passati, ma insieme alle truppe dei nostri alleati. La Conferenza di Teheran non è stata tenuta invano. La decisione della Conferenza di Teheran sul colpo comune da assestare alla Germania dall’occidente, dall’oriente e dal sud viene applicata con meravigliosa esattezza. Contemporaneamente alle operazioni estive dell’Esercito rosso sul fronte sovietico-tedesco, le truppe alleate hanno cominciato a penetrare in Francia, organizzando potenti operazioni offensive che hanno costretto la Germania hitleriana a condurre la guerra su due fronti. Le truppe e la flotta dei nostri alleati hanno compiuto una grandiosa operazione di sbarco sulla costa della Francia, mai vista finora nella storia per la sua organizzazione ed ampiezza, ed hanno magistralmente superato le fortificazioni tedesche.
In tal modo la Germania è venuta a trovarsi nella morsa di due fronti.

Come ci si doveva attendere, il nemico non ha sostenuto i colpi comuni dell’Esercito rosso e delle truppe alleate. La resistenza nemica è stata stroncata; in breve tempo le sue truppe sono state cacciate dal territorio dell’Italia centrale, della Francia, del Belgio, dell’Unione Sovietica. Il nemico è stato respinto sino alle frontiere della Germania. Non vi può essere dubbio che senza l’organizzazione del secondo fronte in Europa, il quale tiene inchiodate circa 75 divisioni tedesche, le nostre truppe non avrebbero potuto spezzare in un così breve periodo la resistenza delle truppe tedesche e cacciarle al di là dei confini dell’Unione Sovietica. Ma è pure indiscutibile il fatto che senza le potenti operazioni offensive dell’Esercito rosso nell’estate di quest’anno, le quali hanno impegnato circa 200 divisioni tedesche, le truppe dei nostri alleati non avrebbero potuto aver ragione così rapidamente delle truppe tedesche e cacciarle dal territorio dell’Italia centrale, della Francia, del Belgio.Si tratta di tenere la Germania, anche nell’avvenire, nella morsa di due fronti. In questo sta la chiave della vittoria.

2. LE GRANDI GESTA DEL POPOLO SOVIETICO NELLA GUERRA PER LA DIFESA DELLA PATRIA

Se l’Esercito rosso ha potuto compiere con successo il suo dovere verso la Patria e ha cacciato i tedeschi fuori dei confini del territorio sovietico, esso lo ha fatto perchè è stato sostenuto con abnegazione dalle retrovie, da tutto il nostro paese, da tutti i popoli del nostro paese. Il lavoro devoto di tutti i cittadini sovietici, – operai, contadini, intelletuali, – come pure il lavoro di direzione dei nostri organi statali e di partito, si è svolto nell’anno trascorso sotto la bandiera: «tutto per il fronte».

L’anno passato è stato segnato da nuovi successi dell’industria, dell’agricoltura, dei trasporti, da una nuova ascesa della nostra economia di guerra. Nel quarto anno di guerra le nostre officine hanno aumentato di più volte, rispetto all’inizio della guerra, la produzione dei carri armati, degli areoplani, dei cannoni, dei mortai, delle munizioni. Il periodo più difficile della ricostituzione dell’agricoltura è stato superato. Dopo il ritorno al paese dei fertili campi del Don e del Kuban, dopo la liberazione dell’Ucraina, la nostra agricoltura si riprende rapidamente dalle gravi perdite. I trasporti ferroviari sovietici hanno sostenuto un carico al quale avrebbero fatto difficilmente fronte i trasporti di un altro paese. Tutto questo indica che la base economica dello Stato sovietico si è dimostrata incomparabilmente più vitale dell’economia degli Stati nemici.
Il regime socialista, generato dalla Rivoluzione d’Ottobre, ha dato al nostro popolo e al nostro esercito una forza grande e invincibile. Lo Stato sovietico, non ostante il grave peso della guerra, non ostante la temporanea occupazione da parte dei tedeschi di zone molto grandi ed economicamente importanti del paese, nel corso della guerra non ha diminuito, ma ha aumentato di anno in anno il rifornimento del fronte in armi e munizioni. Ora l’Esercito rosso dispone di un numero di carri armati, di cannoni, di areoplani non minore, ma superiore dell’esercito tedesco. Quanto alla qualità, i nostri mezzi bellici superano di molto l’armamento del nemico. Allo stesso modo che l’Esercito rosso, in una lunga e dura lotta uno contro uno ha riportato la vittoria militare sulle truppe fasciste, i lavoratori delle retrovie sovietiche, nel loro duello con la Germania hitleriana e i suoi complici, hanno riportato una vittoria economica sul nemico. (Applausi fragorosi). I cittadini sovietici hanno rinunziato a molte cose necessarie, hanno accettato coscientemente serie privazioni materiali per dare di più al fronte. Le difficoltà senza precedenti della guerra attuale non hanno spezzato, ma temprato ancor più la ferrea volontà e lo spirito eroico del popolo sovietico. Il nostro popolo si è conquistata a buon diritto la fama di popolo eroico.

La nostra classe operaia dedica tutte le sue forze alla causa della vittoria, perfeziona instancabilmente la tecnica della produzione, aumenta la potenza delle aziende industriali, erige nuove fabbriche ed officine. La classe operaia dell’Unione Sovietica, nella guerra attuale, ha compiuto grandi gesta nel lavoro.
I nostri intellettuali procedono audacemente sulla via dell’innovazione nel campo della tecnica e della cultura, fanno progredire con successo la scienza moderna, applicano con spirito creativo le sue realizzazioni nella produzione di armi per l’Esercito rosso. Gli intellettuali sovietici, con il loro lavoro creativo, hanno dato un contributo inestimabile alla causa della disfatta del nemico.

Un esercito non può combattere e vincere senza armamento moderno. Ma esso non può nemmeno combattere e vincere senza pane, senza viveri. L’Esercito rosso nel quarto anno di guerra, grazie alle premure dei contadini colcosiani, non risente penuria di viveri. I colcosiani e le colcosiane riforniscono gli operai e gli intellettuali di viveri e l’industria di materie prime; garantiscono il lavoro normale delle fabbriche e delle officine che producono armi ed equipaggiamenti per il fronte. I nostri contadini colcosiani aiutano attivamente, e con piena coscienza del loro dovere verso la Patria, l’Esercito rosso a riportare la vittoria sul nemico.

Rimarranno per sempre nella storia le gesta senza precedenti, compiute nel lavoro dalle donne sovietiche e dalla nostra gloriosa gioventù, che hanno sostenuto il peso principale del lavoro nelle fabbriche e nelle officine, nei colcos, e nei sovcos. In nome dell’onore e dell’indipendenza della Patria le donne, i giovani e le ragazze sovietici, danno prova di valore e di eroismo sul fronte del lavoro. Essi hanno dimostrato di essere degni dei loro padri e figli, dei loro mariti e fratelli che difendono la Patria contro i mostri fascisti tedeschi.
Le gesta nel lavoro dei cittadini sovietici nelle retrovie, così come le imperiture gesta belliche dei nostri combattenti al fronte, hanno la loro fonte nell’ardente e vivificante patriottismo sovietico.
La forza del patriottismo sovietico consiste nel fatto che esso ha la sua base non nei pregiudizi razzisti o nazionalistici, ma nella profonda fedeltà e devozione del popolo alla sua Patria sovietica, nella fraterna collaboraz ione dei lavoratori di tutte le nazioni del nostro paese. Nel patriottismo sovietico si fondono armonicamente le tradizioni nazionali dei popoli e gli interessi vitali generali di tutti i lavoratori dell’Unione Sovietica. Il patriottismo sovietico non divide, ma, al contrario, unisce tutte le nazioni e le nazionalità del nostro paese in una sola concorde famiglia. In ciò va ricercata la base della indissolubile e sempre più forte amicizia dei popoli dell’Unione Sovietica. In pari tempo i popoli dell’U.R.S.S. rispettano i diritti e l’indipendenza dei popoli degli altri paesi e hanno sempre dimostrato di essere disposti a vivere in pace e in amicizia con gli Stati vicini. In ciò va ricercata la base dei vincoli sempre più numerosi e saldi del nostro

Stato con i popoli che amano la libertà. I cittadini sovietici odiano gli invasori tedeschi non perchè questi sono uomini di un’altra nazione, ma perchè essi hanno causato al nostro popolo ed a tutti i popoli che amano la libertà innumerevoli sciagure e sofferenze. Un vecchio proverbio popolare dice: «Non perchè grigio il lupo è bastonato, ma perchè la pecora ha sbranato», (Ilarità. Applausi prolungati).

I fascisti tedeschi hanno scelto come loro arma ideologica la teoria razzista dell’odio tra gli uomini, contando che la propaganda di un bestiale nazionalismo avrebbe creato le premesse morali e politiche del dominio degli invasori tedeschi sui popoli asserviti. Ma la politica dell’odio razzista condotta dagli hitleriani è diventata in realtà una fonte di debolezza interna e di isolamento in politica estera dello Stato fascista tedesco. L’ideologia e la politica dell’odio razzista sono uno dei fattori dello sfacelo del brigantesco blocco hitleriano. Non si può considerare casuale il fatto che contro gli imperialisti tedeschi si sono levati non soltanto i popoli asserviti della Francia, della Jugoslavia, della Polonia, della Cecoslovacchia, della Grecia, del Belgio, della Danimarca, della Norvegia, dell’.Olanda, ma anche gli ex vassalli di Hitler, gli italiani, i romeni, i finlandesi, i bulgari. La cricca hitleriana con la sua politica cannibalesca ha sollevato contro la Germania tutti i popoli del mondo, e la cosiddetta «razza eletta tedesca» è diventata oggetto dell’odio generale.
Nel corso della guerra gli hitleriani hanno subito non soltanto una sconfitta militare, ma una sconfitta morale e politica. L’ideologia affermatasi nel nostro paese dell’eguaglianza di diritti di tutte le razze e nazioni, l’ideologia dell’amicizia dei popoli ha riportato una completa vittoria sull’ideologia del nazionalismo bestialee dell’odio razzista degli hitleriani.

Ora che la guerra per la difesa della Patria va verso la fine vittoriosa appare in tutta la sua grandezza la funzione storica del popolo sovietico. Ora tutti riconoscono che il popolo sovietico, con la sua lotta piena di abnegazione, ha salvato la civiltà europea dai vandali fascisti. In questo risiede il grande merito del popolosovietico davanti alla storia dell’umanità

.3. IL CONSOLIDAMENTO E L’ALLARGAMENTO DEL FRONTE DELLA COALIZIONE ANTITEDESCA. IL PROBLEMA DELLA PACE E DELLA SICUREZZA

L’anno tra scorso è stato un anno di trionfo della causa comune della coalizione antitedesca, in nome della quale i popoli dell’Unione Sovietica, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti d’America si sono uniti in un’alleanza di combattimento. È stato un anno di consolidamento dell’unità e di azioni concordate delle tre principali potenze contro la Germania hitlleriana.

Le decisioni della Conferenza di Teheran sulle azioni comuni contro la Germania e la brillante realizzazione di queste decisioni costituiscono uno degli indici più evidenti del consolidamento del fronte della coalizione antihitleriana. La storia conosce pochi piani di grandi operazioni militari, per condurre azioni coordinate contro il nemico comune, che siano stati realizzati in modo così completo e preciso, come è stato realizzato il piano del colpo comune contro la Germania, elaborato alla Conferenza di Teheran. Non vi può essere dubbio che senza l’unità delle opinioni e le azioni coordinate delle tre grandi potenze, le decisioni di Teheran non avrebbero potuto essere realizzate in modo così completo e preciso. È pure indiscutibile, d’altra parte, che la felice realizzazione delle decisioni di Teheran non poteva non servire all’opera di consolidamento del fronte delle Nazioni Unite.
Le decisioni della Conferenza di Dumbarton-Oaks sul problema dell’organizzazione della sicurezza dopo la guerra devono essere considerate un indice altrettanto evidente della saldezza del fronte delle Nazioni Unite. Si parla di divergenze fra le tre potenze su alcune questioni concernenti la sicurezza. Divergenze naturalmente ve ne sono e ve ne saranno ancora su una serie di altri problemi. Sorgono divergenze anche fra persone dello stesso partito. A maggior ragione ve ne devono essere fra rappresentanti di diversi Stati e di diversi partiti. C’è da meravigliarsi non che esistono divergenze, ma che ve ne sono così poche e che esse, di regola, vengono risolte quasi ogni volta nello spirito dell’unità e dell’azione concordata delle tre grandi potenze. Ciò che importa non sono le divergenze, ma che le divergenze non escano dai limiti compatibili con gli interessi dell’unità delle tre grandi potenze e che, in fin dei conti, esse vengano risolte secondo gli interessi di questa unità. È noto che divergenze più serie esistevano fra noi sull’apertura del secondo fronte, ma è pure noto che queste divergenze, in ultima analisi, sono state risolte nello spirito di un’intesa completa. Lo stesso si può dire sulle divergenze manifestatesi alla Conferenza di Dumbarton-Oaks. È caratteristico per questa conferenza non il fatto che si siano rivelate alcune divergenze, ma il fatto che i nove decimi dei problemi della sicurezza sono stati risolti, in questa conferenza, nello spirito di una completa unanimità. Ecco perchè io penso che le decisioni della Conferenza di Dumbarton-Oaks devono essere considerate come uno degli indici più evidenti della solidità del fronte della coalizione antitedesca. Un indice ancora più lampante del consolidamento del fronte delle Nazioni Unite devono essere considerate le recenti conversazioni di Mosca con il capo del governo della Gran Bretagna, signor Churchill, e con il ministro degli esteri della Gran Bretagna, signor Eden, condotte in un’atmosfera amichevole e in uno spirito di completa unanimità. Durante tutto il corso della guerra gli hitleriani hanno fatto tentativi disperati per dividere e contrapporre le une alle altre le Nazioni Unite, per provocare tra di esse il sospetto e l’ostilità, per indebolire i loro sforzi bellici con la sfiducia reciproca e, possibilmente, anche con la lotta tra di loro. Simili aspirazioni degli uomini politici hitleriani sono perfettamente comprensibili. Per essi non vi è nulla di più pericoloso dell’unità delle Nazioni Unite nella lotta contro l’imperialismo hitleriano e per essi non vi sarebbe maggiore successo militare e politico che la scissione tra le potenze alleate nella lotta contro il nemico comune. È noto, però, quanto si sono dimostrati vani gli sforzi degli uomini politici fascisti per spezzare l’alleanza delle grandi potenze. Ciò significa che l’alleanza fra l’U.R.S.S., la Gran Bretagna e gli Stati Uniti non è basata su motivi casuali e transitori, ma su interessi di importanza vitale e durevoli.

Si può essere certi che se l’alleanza di combattimento delle potenze democratiche ha sostenuto le prove di oltre tre anni di guerra e se essa è stata cementata dal sangue dei popoli sollevatisi per difendere la propria libertà e il proprio onore, tanto più questa alleanza resisterà alle prove della fase conclusiva della guerra. (Prolungati applausi). L’anno passato, però, non è stato soltanto un anno di consolidamento del fronte antitedesco delle potenze alleate, ma anche un anno di allargamento di questo fronte. Non si può considerare casuale il fatto che dopo l’Italia, sono stati fatti uscire dalla guerra anche altri alleati della Germania: la Finlandia, la Romania e la Bulgaria. Si deve rilevare che questi Stati, non soltanto sono usciti dalla guerra, ma hanno rotto con la Germania e le hanno dichiarato la guerra, aderendo in tal modo al fronte delle Nazioni Unite. Ciò significa senza dubbio un allargamento del fronte delle Nazioni Unite contro la Germania hitleriana. Non vi può essere dubbio che l’ultima alleata della Germania in Europa, – l’Ungheria, – sarà pure messa prossimamente fuori combattimento. Ciò significherà il completo isolamento della Germania hitleriana in Europa e il suo crollo inevitabile.

Le Nazioni Unite stanno per portare a termine vittoriosamente la guerra contro la Germania hitleriana.
La guerra contro la Germania sarà vinta dalle Nazioni Unite, – su questo ormai non vi può essere alcun dubbio. Vincere la guerra contro la Germania significa compiere una grande opera storica. Ma vincere la guerra non significa ancora garantire ai popoli una pace stabile e una salda sicurezza nell’avvenire. Si tratta non soltanto di vincere la guerra, ma anche di rendere impossibile il sorgere di una nuova aggressione e di una nuova guerra, se non per sempre, almeno per un lungo periodo di tempo.

Dopo la sconfitta della Germania essa sarà, naturalmente, disarmata sia dal punto di vista economico che da quello militare e politico. Sarebbe però ingenuo pensare che essa non tenterà di far risorgere la sua potenza e di scatenare una nuova aggressione. Tutti sanno che i caporioni tedeschi si preparano fin d’ora ad una nuova guerra. La storia dimostra che basta un breve periodo di 20-30 anni, perchè la Germania si riprenda dalla sconfitta e ristabilisca la propria potenza. Quali mezzi vi sono per impedire una nuova aggressione da parte della Germania, e, se la guerra non ostante tutto scoppiasse, per soffocarla fin dall’inizio e non permetterle di

svilupparsi in una grande guerra?

Questa questione è tanto più opportuna che, come dimostra la storia, le nazioni aggressive, in quanto nazioni attaccanti, di solito sono meglio preparate a una nuova guerra delle nazioni che amano la pace, le quali non essendo interessate a una nuova guerra, di solito ritardano nel prepararvisi. È un fatto che le nazioni aggressive nella guerra attuale avevano, gia prima del suo inizio, un esercito d’invasione pronto, mentre le nazioni che amano la pace non disponevano nemmeno di un esercito di copertura interamente soddisfacente per la loro mobilitazione. Non si possono considerare casuali fatti spiacevoli quali l’«incidente» di Pearl Harbour, la perdita delle Filippine e di altre isole nell’Oceano Pacifico, la perdita di Honkong e di Singapore, ove il Giappone, in quanto nazione aggressiva, dimostrò di essere più preparato alla guerra della Gran Bretagna e degli Stati Uniti d’America che seguivano una politica di pace. Non si può neppure considerare casuale un fatto spiacevole come la perdita dell’Ucraina, della Bielorussia, dei Paesi Baltici fin dal primo anno di guerra, ove la Germania, in quanto nazione aggressiva, dimostrò di essere più preparata alla guerra dell’Unione Sovietica amante della pace. Sarebbe ingenuo spiegare questi fatti con le qualità personali dei giapponesi e dei tedeschi, con la loro superiorità sugli inglesi, sugli americani e sui russi, con la loro accortezza, ecc. Qui non si tratta di qualità personali, ma del fatto che le nazioni aggressive interessate a una nuova guerra, in quanto nazioni che si sono preparate alla guerra nel corso di un lungo periodo e che hanno accumulato delle forze a questo scopo, di solito sono, – e devono essere, – più preparate alla guerra delle nazioni che amano la pace, non interessate a una nuova guerra. Ciò è naturale e comprensibile. Se volete, è una legge storica che sarebbe pericoloso non tener presente.

Di conseguenza non si può negare che nel futuro le nazioni che amano la pace possano essere nuovamente colte alla sprovvista dall’aggressione se, naturalmente, non elaborano sin d’ora delle misure speciali suscettibili di impedire l’aggressione.

Quali mezzi vi sono dunque per impedire una nuova aggressione da parte della Germania, e se, non ostante tutto, la guerra scoppiasse, per soffocarla fin dall’inizio e non perrnetterle di svilupparsi in una grande guerra?

A questo scopo, oltre al completo disarmo delle nazioni aggressive, esiste un solo mezzo: creare una organizzazione speciale, composta dai rappresentanti delle nazioni pacifiche, per difendere la pace e garantire la sicurezza; mettere a disposizione dell’organo dirigente di questa organizzazione il minimo di forze armate necessarie per impedire l’aggressione e impegnare questa organizzazione, in caso di necessità, a mettere in azione, senza indugi, queste forze armate per impedire o liquidare l’aggressione e punire i colpevoli dell’aggressione.

Ciò non deve essere una ripetizione della Società delle Nazioni, d’infausta memoria, la quale non aveva nè diritti nè mezzi per prevenire l’aggressione. Sarà una organizzazione internazionale nuova, speciale, investita dei pieni poteri, avente a sua disposizione tutto il necessario per difendere la pace e prevenire una nuova aggressione.

Si può sperare che le azioni di questa organizzazione internazionale saranno abbastanza efficaci? Esse saranno efficaci se le grandi potenze, che hanno sostenuto il peso principale della guerra contro la Germania hitleriana, agiranno anche nell’avvenire in uno spirito di unanimità e di intesa. Esse non saranno efficaci se sarà violata questa necessaria condizione.

* * *
Compagni!

Il popolo sovietico e l’Esercito rosso realizzano con successo i compiti sorti di fronte a loro nel corso della guerra per la difesa della Patria. L’Esercito rosso ha degnamente compiuto il suo dovere patriottico ed ha liberato la nostra Patria dal nemico. D’ora in poi, e per sempre, il nostro suolo è libero dalla sozzura hitleriana. Spetta ora all’ Esercito rosso di assolvere la sua ultima missione, la missione conclusiva: portare a termine insieme agli eserciti dei nostri alleati, la disfatta dell’esercito fascista tedesco, dare il colpo di grazia alla belva fascista nella sua stessa tana ed innalzare su Berlino la bandiera della vittoria. (Applausi fragorosi e prolungati). Vi è ragione di ritenere che questo compito sarà assolto dall’Esercito rosso in un futuro non lontano. (Applausi fragorosi e prolungati). Evviva il nostro vittorioso Esercito rosso! (Applausi). Evviva la nostra gloriosa Marina da guerra ! (Applausi). Evviva il potente popolo sovietico! (Applausi).
Evviva la nostra grande Patria! (Fragorosi applausi, tutti si alzano). Morte agli invasori fascisti tedeschi! (Applausi fragorosi che si trasformano in una lunga ovazione. Grida di: «Evviva il compagno Stalin!»).

24 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N.220
MOSCA, 7 NOVEMBRE 1944
Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali! Lavoratori dell’Unione Sovietica! Fratelli e sorelle deportati con la violenza nella galera fascista in Germania! A nome del Governo sovietico e del nostro partito bolscevico vi saluto e mi felicito con voi nella ricorrenza del ventisettesimo anniversario della Grande Rivoluzione socialista d’Ottobre.
Noi celebriamo il ventisettesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre mentre l’Esercito rosso riporta delle vittorie decisive sui nemici della nostra Patria. Grazie agli sforzi eroici dell’Esercito rosso e del popolo sovietico il nostro suolo è stato liberato dagli invasori fascisti tedeschi. Nel corso di quest’anno le truppe sovietiche hanno ininterrottamente assestato al nemico dei colpi uno più forte dell’altro. Nell’inverno del 1944 l’Esercito rosso ha riportato brillanti vittorie nell’Ucraina della riva destra del Dniepr ed ha sbaragliato i tedeschi sotto Leningrado. Nella primavera di quest’anno l’Esercito rosso ha scacciato i tedeschi dalla Crimea. Nell’estate 1944 le nostre truppe hanno inflitto all’esercito tedesco grandissime sconfitte, le quali hanno prodotto un cambiamento radicale nella situazione sul fronte della lotta contro gli invasori fascisti tedeschi. L’Esercito rosso ha spezzato la potente difesa nemica sull’istmo di Carelia, nonchè tra i laghi Ladoga e Onega e ha costretto la Finlandia a uscire dal brigantesco blocco hitlerianno. Nella storica battaglia sul suolo bielorusso le truppe dell’Esercito rosso hanno debellato il raggruppamento centrale delle truppe tedesche, composto di tre armate, annientando o catturando 540 mila soldati ed ufficiali tedeschi. Nella battaglia svoltasi nel sud l’Esercito rosso ha accerchiato e completamente distrutto un raggruppamento di truppe tedesche composto di due armate. In questa operazione le truppe sovietiche hanno annientato o catturato più di 250 mila soldati e ufficiali tedeschi. L’Esercito rosso ha sbaragliato i tedeschi in Romania, li ha cacciati dalla Bulgaria, li batte sul territorio dell’Ungheria. Le nostre truppe hanno sconfitto il raggruppamento dell’esercito hitleriano nei Paesi Baltici. Durante la campagna estiva del 1944 l’Esercito rosso ha percorso combattendo da Kisciniov a Belgrado, più di 900 chilometri; da Slobin a Varsavia, più di 600 chilometri, da Vitebsk a Tilsit, 550 chilometri. La guerra è stata ora trasferita sul territorio della Germania fascista.

Nel corso dei combattimenti l’Esercito rosso ha scacciato gli invasori fascisti tedeschi da tutto il territorio dell’Ucraina e della Bielorussia sovietiche, delle Repubbliche Sovietiche Carelo-Finnica, moldava, estone, lettone e lituana. Il giogo fascista, durato tre anni, è stato abbattuto nelle terre delle nostre repubbliche sovietiche sorelle, temporaneamente occupate dai tedeschi. L’Esercito rosso ha ridato la libertà a decine di milioni di cittadini sovietici. La frontiera statale sovietica, proditoriamente violata dalle soldatesche hitleriane il 22 giugno 1941, è stata ristabilita in tutta la sua lunghezza, dal Mar Nero al Mare di Barents.
In tal modo, l’anno trascorso è stato l’anno della completa liberazione del suolo sovietico dagli invasori fascisti tedeschi. Dopo aver portato a termine la liberazione del suolo natale dalla sozzura hitleriana, l’Esercito rosso aiuta ora i popoli della Polonia, della Jugoslavia, della Cecoslovacchia a infrangere le catene della schiavitù fascista e a ristabilire la loro libertà e indipendenza.

Nelle battaglie invernali ed estive dell’anno trascorso l’Esercito rosso ha dimostrato una crescente maestria militare. I combattenti dell’Esercito rosso hanno abilmente smantellato le zone fortificate nemiche, hanno impetuosamente inseguito, accerchiato e annientato il nemico. Nei combattimenti offensivi si è manifestata una perfetta cooperazione delle truppe sovietiche di tutte le armi, un’alta arte della manovra. I combattenti sovietici si sono temprati nelle battaglie, hanno appreso a battere e a vincere il nemico. L’Esercito rosso è diventato una forza temibile e supera il nemico per la sua perizia militare e per i suoi mezzi bellici.
Le forze dell’Esercito rosso vengono moltiplicate di più volte dal lavoro armonico delle retrovie sovietiche. Operai, colcosiani, intellettuali compiono con onore il loro dovere verso la Patria, superando eroicamente le difficoltà del tempo di guerra; riforniscono incessantemente l’Esercito rosso di armi, munizioni e viveri. L’economia sovietica aumenta ininterrottamente le proprie forze e presta un aiuto sempre crescente al fronte.
L’Esercito rosso e il popolo sovietico sono pronti ad assestare nuovi colpi schiaccianti al nemico. I giorni del sanguinario regime hitleriano sono contati. Sotto i colpi dell’Esercito rosso il blocco fascista si è definitivamente sfasciato; la Germania hitleriana ha perduto la maggior parte dei suoi alleati. Le grandi operazioni condotte in modo magistrale dagli eserciti dei nostri alleati nell’Europa occidentale hanno portato alla disfatta delle truppe tedesche in Francia e nel Belgio e alla liberazione di questi paesi dall’occupazione fascista. Le truppe alleate hanno varcato la frontiera occidentale della Germania. I colpi comuni dell’Esercito rosso e delle truppe anglo-americane contro la Germania hitleriana hanno avvicinato l’ora della fine vittoriosa della guerra. L’accerchiamento della Germania hitleriana sta per essere portato a termine. La tana della belva fascista è investita da tutte le parti; e nessuna macchinazione del nemico lo salverà dall’inevitabile completa disfatta. L’Esercito rosso e gli eserciti dei nostri alleati hanno occupato le posizioni di partenza per l’offensiva decisiva contro i centri vitali della Germania. Il compito attuale è di schiacciare la Germania hitleriana, nel più breve periodo possibile, con un assalto impetuoso degli eserciti delle Nazioni Unite.
Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali! Lavoratori dell’Unione Sovietica!
Nella grande guerra patria noi abbiamo difeso la nostra terra dagli invasori, abbiamo definitivamente liquidato la minaccia di asservimento dei popoli dell’U.R.S.S. da parte dei mostri fascisti e siamo ora alla vigilia della completa vittoria.Per celebrare le storiche vittorie dell’Esercito rosso sul fronte e i grandi successi degli operai, dei contadini, degli intellettuali nelle retrovie, in onore della liberazione del suolo sovietico dagli invasori fascisti tedeschi,

ORDINO:Oggi, nella giornata del ventisettesimo anniversario della Grande Rivoluzione socialista d’Ottobre, di sparare, alle ore 20, ventiquattro salve d’artiglieria a Mosca, Leningrado, Kiev, Minsk, Pietrosavodsk, Tallin, Riga,Vilna, Kisciniov, Tbilissi, Sebastopoli, Leopoli.Evviva il ventisettesimo anniversario della Grande Rivoluzione socialista d’Ottobre!Evviva la nostra libera Patria sovietica!Evviva il nostro Esercito rosso e la Marina da guerra!Evviva il grande popolo sovietico!Gloria imperitura agli eroi caduti nella lottaperla libertà e l’indipendenza della nostra Patria!Morte agli invasori tedeschi! Il Comandante SupremoMaresciallo dell’Unione Sovietica G. STALIN25 –

ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N.225MOSCA, KREMLINO, 19 NOVEMBRE 1944 Compagni artiglieri e mortaisti, ingegneri e tecnici, ufficiali e generali dell’artiglieria sovietica!Oggi i cittadini sovietici festeggiano la giornata dell ‘artiglieria dell’Esercito rosso. Tutto il paese rivela oggi la grande importanza dell’artiglieria: principale forza d’assalto dell’Esercito rosso.Com’è noto l’artiglieria è stata la forza che ha aiutato I’Esercito rosso a contenere l’avanzata del nemico agliapprocci di Leningrado e di Mosca.L’artiglieria è stata la forza che ha assicurato all’Esercito rosso la possibilità di sconfiggere le truppe tedesche sotto Stalingrado e Voronesg, davanti a Kursked a Bielgorod, presso Kharkov e Kiev, sotto Vitebsk eBobruisk, davanti a Leningrado e a Minsk, presso Iassi e Kisciniov. L’artiglieria, col suo fuoco demolitore ha aperto con successo la via alla fanteria ed ai carri armati nelle grandissime battaglie della guerra per la difesa della Patria, in seguito alle quali il nemico è stato cacciato dal suolo della nostra Patria.Ora l’artiglieria sovietica insieme a tutto l’Esercito rosso, assesta dei colpi demolitori agli effettivi, ai mezzi tecnici e alle fortificazioni del nemico nelle ultime battaglie decisive per la vittoria sulla Germania.Tutti sanno che l’artiglieria sovietica, sul campo di battaglia, ha conquistato il dominio completo sull’artiglieria nemica, che nei numerosi combattimenti contro il nemico gli artiglieri ed i mortaisti sovietici si sono coperti di gloria imperitura per il loro eccezionale coraggio ed eroismo, e che i comandanti ei capi hanno dimostrato un’alta perizia nel dirigere il fuoco.E questo un successo di cui il nostro paese ha diritto di esser fiero.Compagni artiglieri e mortaisti, ingegneri e tecnici, ufficiali e generali dell’artiglieria sovietica! Mi felicito con voi per la giornata dell’artiglieria!Per celebrare i successi decisivi dell’artiglieri dell’Esercito rosso nella guerra per la difesa della Patria,ORDINO: Oggi, 19 novembre, giornata dell’artiglieria, alle ore 19, di salutare a nome della Patria, i nostri valorosi artiglieri con 20 salve d’artiglieria, nella capitale della nostra Patria, Mosca, nelle capitali delle Repubbliche federate e nelle città di Leningrado, Stalingrado, Sebastopoli, Odessa, Khabarovsk, Novossibirsk,Sverdlovsk, Gorki, Molotov e Tula.Viva e trionfi l’artiglieria sovietica a terrore dei nemici della nostra Patria!Il Comandante Supremo
Maresciallo dell’Unione Sovietica
G. STALIN

26 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 5
MOSCA, 23 FEBBRAIO 1945

Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali! Oggi noi celebriamo il ventisettesimo anniversario dell’Esercito rosso.Creato dal grande Lenin per la difesa della nostra Patria dall’aggressione degli invasori stranieri, educato dal partito bolscevico, l’Esercito rosso, nel suo sviluppo, ha percorso un glorioso cammino. Esso ha giustificato con onore la sua storica missione ed è a buon diritto la creatura amata del popolo sovietico. Negli anni della guerra civile l’Esercito rosso ha difeso contro numerosi nemici il giovane Stato sovietico. Nelle grandi battaglie della guerra per la difesa della Patria contro l’invasione tedesca, l’Esercito rosso ha salvato i popoli dell’Unione Sovietica dalla schiavitù fascista tedesca, ha difeso la libertà e l’indipendenza della nostra Patria ed ha aiutato i popoli dell’Europa ad abbattere il giogo tedesco. Noi celebriamo ora il ventisettesimo anniversario dell’Esercito rosso con nuove storiche vittorie sul nemico. L’Esercito rosso non solo ha liberato il suolo natale dalla feccia hitleriana, ma ha ricacciato il nemico di molte centinaia di chilometri al di là delle frontiere, dalle quali i tedeschi aggredirono come briganti il nostro paese, ha trasferito la guerra sul territorio della Germania ed ora, insieme agli eserciti dei nostri alleati, porta a termine con successo la disfatta dell’esercito fascista tedesco.Nel gennaio di quest’anno l’Esercito rosso ha vibrato al nemico un colpo di straordinaria potenza su tutto il fronte dal Baltico ai Carpazi. Esso ha frantumato su un’estensione di 1.200 chilometri la potente difesa che i tedeschi avevano creato durante vari anni. Nel corso dell’offensiva, l’Esercito rosso con rapidi ed abili operazioni ha ricacciato il nemico lontano verso occidente. Le truppe sovietiche, in tenaci combattimenti, hanno avanzato di 270 chilometri dalle frontiere della Prussia orientale fino al corso inferiore della Vistola; di 570 chilometri dalla base di operazioni sulla Vistola, a sud di Varsavia, fino al corso inferiore dell’Oder; di 480 chilometri dalla base di operazioni di Sandomir all’interno della Slesia tedesca.I successi della nostra offensiva invernale hanno innanzi tutto fatto fallire l’offensiva invernale dei tedeschi in occidente, che si poneva lo scopo di occupare il Belgio e l’Alsazia, e hanno permesso alle armate dei nostri alleati di passare a loro volta all’offensiva contro i tedeschi e di abbinare le loro operazioni offensive in occidente con le operazioni offensive dell’Esercito rosso in oriente. In 40 giorni di offensiva, nel gennaio-febbraio 1945, le nostre truppe hanno cacciato i tedeschi da 300 città, hanno preso un centinaio di officine belliche per la produzione di carri armati, areoplani, armi e munizioni, hanno occupato più di 2.400 stazioni ferroviarie, si sono impadronite di una rete ferroviaria lunga oltre 15.000 chilometri. In questo breve periodo di tempo la Germania ha perduto oltre 350 mila soldati e ufficiali fatti prigionieri e non meno di 800 mila morti. Nello stesso periodo l’Esercito rosso ha distrutto o catturato circa 3.000 areoplani tedeschi, oltre 4.500 carri armati e cannoni semoventi e non meno di 12.000 cannoni. In seguito a ciò l’Esercito rosso ha completamente liberato la Polonia e una parte notevole del territorio della Cecoslovacchia; ha preso Budapest e fatto uscire dalla guerra l’ultimo alleato della Germania in Europa – l’Ungheria; ha occupato la maggior parte della Prussia orientale e della Slesia tedesca e si è aperto la strada nel Brandeburgo, nella Pomerania, verso gli approcci di Berlino. Gli hitleriani si vantavano che da oltre cento anni nessun soldato nemico era entrato in Germania e che l’esercito tedesco aveva combattuto e avrebbe continuato a combattere soltanto su territori altrui. Ora si è posto fine a questa millanteria tedesca.La nostra offensiva invernale ha dimostrato che l’Esercito rosso trova sempre nuove forze per risolvere compiti ognor più complicati e difficili. I suoi gloriosi combattenti hanno ora imparato a sbaragliare e ad annientare il nemico secondo tutte le regole della scienza militare moderna. I nostri combattenti, consci della loro grande missione liberatrice, compiono prodigi di eroismo e di abnegazione, associando abilmente il valore e l’ardore nel combattimento all’utilizzazione completa della forza e della potenza delle loro armi. I generali e gli ufficiali dell’Esercito rosso associano in modo magistrale i colpi schiaccianti di potenti mezzi tecnici all’abile ed impetuosa manovra. Nel quarto anno di guerra l’Esercito rosso è diventato più forte e più potente che mai; i suoi mezzi tecnici sono diventati ancor più perfetti e la perizia militare di gran lunga superiore.Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali e generali! . La completa vittoria sui tedeschi è ormai vicina. Ma la vittoria non viene mai da sola, essa si conquista in duri combattimenti e con un lavoro tenace. Il nemico condannato lancia nella battaglia le sue ultime forze, resiste disperatamente per sfuggire al rigoroso castigo. Esso si aggrappa e continuerà ad aggrapparsi ai mezzi di lotta più estremi ed infami. Perciò bisogna ricordarsi che più la nostra vittoria è vicina, maggiore deve essere la nostra vigilanza, più potenti devono essere i nostri colpi sul nemico. A nome del Governo sovietico e del nostro glorioso partito bolscevico vi saluto e mi felicito con voi nel ventisettesimo anniversario dell’Esercito rosso.Per celebrare le grandi vitto rieri portate dalle forze armate dello Stato sovietico nell’anno trascorso,ORDINO:Oggi, 23 febbraio, giornata del ventisettesimo anniversario dell’Esercito rosso, alle ore 20, di sparare 20 salve d’artiglieria, a Mosca, Leningrado, Kiev, Minsk, Petrozavodsk, Tallin, Riga, Vilnius, Kisciniov, Tbilissi, Stalingrado, Sebastopoli, Odessa, Leopoli. Evviva il nostro vittorioso Esercito rosso!Evviva la nostra vittoriosa Marina da guerra!Evviva la nostra potente Patria sovietical Gloria imperitura agli eroi caduti nella lotta per la libertà e l’indipendenza della nostra Patria!Morte agli invasori tedeschi!

Il Comandante Supremo Maresciallo dell’Unione Sovietica G. STALIN

27 – DISCORSO DI G. STALIN IN OCCASIONE DELLA FIRMA DEL TRATTATO DI AMICIZIA, DI MUTUA ASSISTENZA E DI COLLABORAZIONE NEL DOPOGUERRA FRA L’UNIONE SOVIETICA E LA REPUBBLICA POLACCA 21 APRILE 1945 Signor Presidente, signor Primo Ministro, Signori!Io penso che il Trattato di amicizia, di mutua assistenza e di collaborazione nel dopoguerra tra l’Unione Sovietica e la Polonia, da noi firmato or ora, ha una grande importanza storica.L’importanza di questo Trattato consiste anzitutto nel fatto che esso segna una svolta radicale verso l’alleanza e l’amicizia nelle relazioni tra l’Unione Sovietica e la Polonia, svolta che si è delineata nel corso dell’attuale lotta di liberazione contro la Germania e che viene oggi formalmente consacrata in questo Trattato.Com’è noto, le relazioni tra i nostri due paesi durante gli ultimi cinque secoli abbondavano di elementi di ostilità reciproca e di inimicizia e, non di rado, di aperti conflitti militari. Tali rapporti indebolivano i nostri due paesi e rafforzavano l’imperialismo tedesco.L’importanza dell’attuale Trattato consiste nel fatto che esso mette termine a questi antichi rapporti fra i nostri paesi, li sotterra definitivamente, e crea una base reale per sostituire ai vecchi rapporti di inimicizia, rapporti di alleanza e di amicizia tra l’Unione Sovietica e la Polonia.Durante gli ultimi 25-30 anni , ossia durante le ultime due guerre mondiali, i tedeschi riuscirono a servirsi del territorio della Polonia come di un corridoio per un’invasione verso l’oriente e come di un trampolino per l’aggressione contro l’Unione Sovietica. Ciò potè avvenire perchè tra i nostri paesi non esistevano allora rapporti di alleanza e di amicizia. I vecchi governanti della Polonia non volevano avere rapporti di alleanza con l’Unione Sovietica. Essi preferivano condurre una politica a doppio giuoco, fra la Germania e l’Unione Sovietica. E naturalmente ne uscirono con le ossa rotte… La Polonia fu occupata, la sua indipendenza annullata, e inoltre, le truppe tedesche, in seguito a questa politica funesta, ebbero la possibilità di giungere fino alle porte di Mosca.L’importanza di questo Trattato consiste nel fatto che essa liquida la vecchia e funesta politica a doppia partita , fra la Germania e l’Unione Sovietica e sostituisce ad essa una politica di alleanza e di amicizia fra la Polonia e la sua vicina orientale.Tale è l’importanza storica del Trattato di amicizia, di mutua assistenza e di collaborazione nel dopoguerra fra la Polonia e l’Unione Sovietica, da noi firmato or ora.Non fa quindi meraviglia che i popoli dei nostri paesi aspettino con impazienza la firma di questo Trattato. Essi sentono che questo Trattato è una garanzia per l’indipendenza della nuova Polonia democratica, la garanzia della sua potenza, della sua prosperità.Ma non è tutto. Il presente Trattato ha anche una grande importanza internazionale. Finchè non esisteva un’alleanza fra i nostri paesi, la Germania aveva la possibilità di sfruttare l’assenza di un fronte unico fra di noi, poteva contrapporre la Polonia all’Unione Sovietica e viceversa, e, grazie a ciò, batterle separatamente. Le cose sono radicalmente cambiate dopo che si è stabilita un’alleanza fra i nostri paesi. Non è più possibile contrapporre oggi i nostri paesi l’uno all’altro. Oggi fra i nostri paesi esiste un fronte unico contro il nemico comune, contro l’ imperialismo tedesco, un fronte che va dal Baltico ai Carpazi. Oggi si può dire con certezza che l’aggressione tedesca è assediata dall’oriente. Non vi è dubbio che se questa barriera dall’ oriente sarà completata con una barriera dall’occidente, con un’alleanza, cioè, dei nostri paesi con i nostri alleati in Occidente, si potrà affermare, senza tema di sbagliare, chel’aggressione tedesca sarà tenuta a freno e non le sarà facile scatenarsi. Non fa quindi meraviglia che le nazioni le quali amano la libertà, e anzi tutto le nazioni slave, attendano con impazienza la conclusione di questo Trattato, giacchè esse vedono che il significato di questo Trattato è il rafforzamento del fronte unico delle Nazioni Unite contro il nemico comune in Europa. Io non dubito, quindi, che i nostri alleati in Occidente saluteranno questo Trattato.Viva e prosperi la Polonia libera, indipendente e democratica!Viva e prosperi la sua vicina orientale, la nostra Unione Sovietica!Evviva l’alleanza e l’amicizia tra i nostri due paesi!

28 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO COMBATTENTE

Le truppe del Primo fronte ucraino e le truppe anglo-americane a noi alleate, con un colpo da oriente e da occidente, hanno rotto il fronte delle truppe tedesche, e il 25 aprile, alle 13 e 30, si sono congiunte nel centro della Germania, nella zona della città di Torgau. Grazie a ciò le truppe tedesche che si trovavano nella Germania settentrionale sono state tagliate dalle truppe tedesche delle zone meridionali della Germania.
Per celebrare la vittoria riportata, e in onore di questo storico avvenimento, oggi, 27 aprile, alle 19, la capitale della nostra Patria, Mosca, a nome della Patria, saluterà le valorose truppe del Primo fronte ucraino e le truppe anglo-americane, a noi alleate, con 24 salve di artiglieria, sparate da 324 cannoni. E vviva la vittoria sulla Germania dei popoli che amano la libertà!Il Comandante SupremoMaresciallo dell’Unione SovieticaG. STALIN 27 aprile 1945, N. 346

29 – MESSAGGIO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE MARESCIALLO DELL’UNIONE SOVIETICA G. STALIN ALL’ESERCITO ROSSO E ALLE TRUPPE DEGLI ALLEATI 27 APRILE 1945

A nome del Governo sovietico, mi rivolgo a voi, ufficiali e soldati dell ‘Esercito rosso e degli eserciti dei nostri alleati.Gli eserciti vittoriosi delle potenze alleate, che conducono in Europa una guerra liberatrice, hanno sbaragliato le truppe tedesche e si sono congiunti sul territorio della Germania. È nostro compito e nostro dovere debellare il nemico, obbligarlo a deporre le armi e a capitolare senza condizioni. L’Esercito rosso assolverà fino in fondo questo compito e questo dovere di fronte al nostro popolo e a tutti i popoli che amano la libertà.Saluto le valorose truppe dei nostri alleati, che si trovano oggi sul territorio della Germania a fianco delle truppe sovietiche, e sono pienamente decise a compiere sino in fondo il loro dovere.

30 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 20
MOSCA, 1° MAGGIO 1945

Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali dell’Esercito e della Marina da guerra, generali e ammiragli! Lavoratori dell’Unione Sovietica! Oggi il nostro paese celebra il Primo Maggio, festa internazionale dei lavoratori. Quest’anno i popoli della nostra Patria celebrano la giornata del Primo Maggio nell’ora in cui si sta terminando vittoriosamente la Grande guerra per la difesa della Patria.
I duri tempi in cui l’Esercito rosso si difendeva contro le truppe nemiche sotto a Mosca e a Leningrado, sotto a Grosni e a Stalingrado, sono ormai passati e non ritorneranno mai più. Oggi le nostre trupp e vittoriose sbaragliano le forze armate del nemico nel centro della Germania, lontano oltre Berlino, sull’Elba.
In un breve periodo di tempo sono state liberate la Polonia, l’Ungheria, la maggior parte della Cecoslovacchia, una buona parte dell’Austria e la stessa capitale dell’Austria, – Vienna. L’Esercito rosso ha inoltre conquistato la Prussia orientale covo dell’imperialismo tedesco; la Pomerania; la maggior parte del Brandeburgo e i quartieri principali della capitale della Germania, – Berlino, issando su Berlino la bandiera della vittoria. In seguito a questi combattimenti offensivi dell’Esercito rosso, i tedeschi hanno perduto, nel corso di tre-quattro mesi, più di 800.000 soldati e ufficiali, fatti prigionieri, ed hanno avuto circa un milione di morti. Nello stesso tempo, le unità dell’Esercito rosso hanno catturato o distrutto circa 6.000 aeroplani, quasi 12.000 carri armati e cannoni sernoventi, oltre 23.000 cannoni da campagna e un’enorme quantità di altri materiali bellici ed equipaggiamenti del nemico. Occorre rilevare che in questi combattimenti, a fianco a fianco dell’Esercito rosso, hanno preso parte con successo all’offensiva contro il comune nemico divisioni polacche, jugoslave, cecoslovacche, bulgare e romene. In seguito ai colpi schiaccianti assestati dall’Esercito rosso, il comando tedesco, è stato costretto a trasferire sul fronte sovietico-tedesco decine di divisioni, sguarnendo intieri settori sugli altri fronti. Questa circostanza ha aiutato le truppe dei nostri alleati a sviluppare un’efficace offensiva in occidente. In questo modo, con i colpi simultanei assestati alle truppe tedesche dall’est e dall’ovest, le truppe degli alleati e l’Esercito rosso sono riusciti a scindere le truppe tedesche in due parti, staccate l’una dall’altra, e a realizzare il congiungimento, in un unico fronte, delle nostre truppe e delle truppe alleate. Non può esservi alcun dubbio che questo fatto significa la fine della Germania hitleriana. I giorni della Germania hitleriana sono contati. Più della metà del suo territorio è occupata dall’Esercito rosso e dalle truppe dei nostri alleati. La Germania ha perduto zone di importanza vitale. L’industria rimasta nelle mani degli hitleriani non può fornire in quantità sufficiente all’esercito tedesco armi, munizioni e carburante. Le riserve umane dell’esercito tedesco sono esaurite. La Germania è completamente isolata ed è venuta a trovarsi sola, se non si tiene conto del Giappone, suo alleato. Gli avventurieri hitleriani, in cerca di una via d’uscita dalla loro situazione disperata, ricorrono a trovate di ogni genere, giungono sino a flirtare con gli alleati, sforzandosi di provocare discordie nel campo degli alleati. Questi nuovi trucchi truffaldini degli hitleriani sono votati a un completo fallimento. Essi non possono che accelerare lo sfacelo delle truppe tedesche. La menzognera propaganda fascista infonde la paura nella popolazione tedesca con assurde fandonie, secondo le quali gli eserciti delle Nazioni Unite vorrebbero sterminare il popolo tedesco. Le Nazioni Unite non si pongono il compito di annientare il popolo tedesco. Le Nazioni Unite annienteranno il fascismo e il militarismo tedesco, puniranno severamente i criminali di guerra, e costringeranno i tedeschi a risarcire i danni che essi hanno causato agli altri paesi. Ma le Nazioni Unite non toccano, nè toccheranno la popolazione civile della Germania, se essa adempirà lealmente le richieste delle autorità militari alleate. Le brillanti vittorie riportate dalle truppe sovietiche nella Grande guerra per la difesa della Patria hanno dimostrato la titanica potenza dell’Esercito rosso e la sua elevata perizia militare. La nostra Patria, nel corso della guerra, ha forgiato un esercito scelto di prim’ordine, capace di difendere le grandi conquiste socialiste del nostro popolo e di salvaguardare gli interessi statali dell’Unione Sovietica. Sebbene l’Unione Sovietica conduca da quasi quattro anni una guerra mai vista per le sue proporzioni, che richiede spese enormi, la nostra economia socialista si consolida e si sviluppa; e l’economia delle regioni liberate, – messa a sacco e rovinata dagli invasori tedeschi, – rinasce efficacemente e con rapidità. Questo è il risultato degli sforzi eroici degli operai e dei colcosiani, degli intellettuali sovietici, delle donne e dei giovani del nostro paese, ispirati e guidati dal grande partito bolscevico. La guerra mondiale, scatenata dagli imperialisti tedeschi, giunge alla fine. Il crollo della Germania hitleriana è imminente. I caporioni hitleriani, che credevano essere i dominatori del mondo, sono rimasti con un pugno di mosche. La belva fascista, mortalmente ferita, sta per tirar le cuoia. Ora non rimane che il compito di dare il colpo di grazia alla belva fascista. Combattenti dell’Esercito rosso e della Marina da guerra! Si sta dando l’ultimo assalto al covo hitleriano. Nei combattimenti conclusivi, date nuovi esempi di maestria militare e di valore. Battete il nemico con forza ancor maggiore, sgretolatene abilmente la difesa, inseguite ed accerchiate gli invasori tedeschi, non date loro tregua fino a che non cesseranno la resistenza. Trovandovi oltre i confini della terra natale, siate particolarmente vigilanti! Continuate a mantenere alto l’onore e la dignità del combattente sovietico! Lavoratori dell’Unione Sovietica!

Col vostro tenace e instancabile lavoro, moltiplicate in tutti modi l’aiuto al fronte. Sanate rapidamente le ferite che la guerra ha inferto al paese; elevate ancora più la potenza del nostro Stato sovietico!
Compagni soldati rossi e marinai rossi, sottufficiali, ufficiali dell’esercito e della marina, generali e ammiragli! Lavoratori dell’Unione Sovietica! A nome del Governo sovietico e del nostro partito bolscevico, vi saluto e mi felicito con voi nel giorno del Primo Maggio! In onore delle storiche vittorie riportate dall’Esercito rosso sul fronte, e dei grandi successi degli operai, dei colcosiani e degli intellettuali nelleretrovie, nella ricorrenza della festa internazionale dei lavoratori,

ORDINO:Oggi, l° maggio, di sparare venti salve di artiglieria nelle capitali delle repubbliche federate: Mosca, Kiev, Minsk, Bacu, Tbilissi, Erivan, Asckhabad, Tasckent, Stalinabad, Alma-Ata, Frunze, Petrozavodsk, Kisciniov, Vilnius, Riga, Tallin, nonchè nelle città eroiche di Leningrado, Stalingrado, Sebastopoli e Odessa.Evviva la nostra potente Patria sovietica! Evviva il grande popolo sovietico, popolo vincitore! Evviva il vittorioso Esercito rosso e la vittoriosa Marina da guerra!Gloria imperitura agli Eroi caduti nei combattimenti per la libertà e l’indipendenza della nostra Patria! Avanti, per la disfatta definitiva della Germania hitleriana!

Il Comandante Supremo Maresciallo dell’Unione Sovietica G. STALIN

31 – MESSAGGIO DEL COMPAGNO STALIN AL POPOLO9 MAGGIO 1945Compagni, compatriotti e compatriotte!Il grande giorno della vittoria sulla Germania è giunto. La Germania fascista, messa in ginocchio dall’Esercito rosso e dalle truppe dei nostri alleati, si è riconosciuta vinta ed ha dichiarato la capitolazione incondizionata.Il 7 maggio, nella città di Reims, è stato firmato il protocollo preliminare della capitolazione. L’8 maggio i rappresentanti del comando supremo tedesco, in presenza dei rappresentanti del Comando Supremo delle truppe alleate e del Comando Supremo delle truppe sovietiche, hanno firmato a Berlino l’atto definitivo della capitolazione, entrato in vigore alle ore 24 dell’8 maggio.
Conoscendo la natura da lupo dei governanti tedeschi, i quali considerano i trattati e patti come carta straccia, non abbiamo ragione di credere loro sulla parola. Oggi, però, dal mattino, le truppe tedesche, in esecuzione dell’atto di capitolazione, hanno cominciato a deporre in massa le armi e a darsi prigioniere alle nostre truppe. Questa non è più carta straccia. È la vera capitolazione delle forze armate della Germania. È vero, un gruppo di truppe tedesche, nella zona cecoslovacca sfugge ancora alla capitolazione. Ma spero che l’Esercito rosso riuscirà a farlo rinsavire.Possiamo ora dichiarare con piena ragione che il giorno storico della disfatta definitiva della Germania è giunto, è giunto il giorno della grande vittoria del nostro popolo sull’ imperialismo tedesco.I grandi sacrifici da noi sopportati In nome della libertà e dell’indipendenza della nostra Patria, le innumerevoli privazioni e sofferenze subite dal nostro popolo nel corso della guerra, l’intenso lavoro nelle retrovie e al fronte, offerto all’altare della Patria, non sono stati vani e sono stati coronati dalla vittoria completa sul nemico. La lotta secolare dei popoli slavi per la loro esistenza e la loro indipendenza è terminata con la vittoria sugli invasori tedeschi e sulla tirannide tedesca D’ora innanzi sull’Europa sventolerà il grande vessillo della libertà dei popoli e della pace tra i popoli. Tre anni or sono Hitler dichiarò pubblicamente che uno dei suoi compiti era smembrare l’Unione Sovietica e strapparle il Caucaso, l’Ucraina, la Bielorussia, i Paesi Baltici e altre regioni. Egli dichiarò apertamente: «Noi annienteremo la Russia, affinchè non possa mai più sollevarsi». Ciò fu detto tre anni or sono. Ma le stolte idee di Hitler non dovevano avverarsi, il corso della guerra le ha ridotte in polvere. In realtà è avvenuto qualcosa che è diametralmente l’opposto dei sogni deliranti degli hitleriani. La Germania è debellata. Le truppe tedesche capitolano. L’Unione Sovietica celebra la vittoria, sebbene non si proponga nè di smembrare, nè di annientare la Germania. Compagni! la Grande guerra per la difesa della Patria è terminata con la nostra vittoria completa. Il periodo della guerra in Europa è finito. È cominciato il periodo dello sviluppo pacifico.Mi felicito con voi per la vittoria, miei cari compatriotti e compatriotte!Gloria al nostro eroico Esercito rosso, che ha difeso l’indipendenza della nostra Patria e ha riportato la vittoria sul nemico!Gloria al nostro grande popolo, popolo vincitore!Gloria imperitura agli eroi caduti nei combattimenti contro il nemico e che immolarono la loro vita per La libertà e la felicità del nostro popolo!

 32 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO ROSSO E ALLA MARINA DA GUERRA L’8 maggio 1945, a Berlino, i rappresentanti del comando supremo tedesco hanno firmato l’atto di capitolazione incondizionata delle forze armate tedesche. La Grande guerra per la difesa della Patria, condotta dal popolo sovietico contro gli invasori fascisti tedeschi, è terminata vittoriosamente, la Germania è completamente battuta. Compagni soldati rossi, marinai rossi, sottufficiali, ufficiali dell’esercito e della marina, generali, ammiragli e marescialli, mi felicito con voi per la fine vittoriosa della Grande guerra per la difesa della Patria. Per celebrare la vittoria completa sulla Germania, oggi, 9 maggio, giorno della vittoria, alle ore 22 , la capitale della nostra Patria, Mosca, a nome della Patria, saluterà con 30 salve di artiglieria, sparate da 1000 cannoni, le valorose truppe dell’Esercito rosso, le navi e le unità della Marina da guerra che hanno riportato questa sfolgorante vittoria. Gloria imperitura agli eroi caduti nei combattimenti per la libertà e l’indipendenza della nostra Patria!Evviva il vittorioso Esercito rosso e la vittoriosa Marina da guerra.

Il Comandante SupremoMaresciallo dell’Unione Sovietica G. STALIN 9 maggio 1945, N. 369 34 – ORDINE DEL GIORNO DELCOMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N. 370 22 GIUGNO 1945

Per celebrare la vittoria sulla Germania nella Grande guerra per la difesa della Patria, indìco per il 24 giugno 1945 a Mosca, sulla Piazza Rossa, la parata delle truppe dell’Esercito combattente, della Marina da guerra e della Guarnigione di Mosca, – la Parata della Vittoria. Alla Parata perteciperanno: i reggimenti dei fronti composti dai combattenti scelti, il reggimento scelto del Commissariato del Popolo per la Difesa, il reggimento scelto della Marina da guerra, le accademie militari, le scuole militari e le truppe della Guarnigione di Mosca. Il Maresciallo dell’Unione Sovietica Giukov; mio sostituto, passerà in rivista le truppe che parteciperanno alla Parata della Vittoria. Comanderà la Parata della Vittoria il Maresciallo dell’Unione Sovietica Rokossovski. Incarico il comandante delle truppe del distretto militare di Mosca e capo della guarnigione della città di Mosca, colonnello generale Artemiev di dirigere nel suo insieme l’organizzazione della Parata. Il Comandante Supremo Maresciallo dell’Unione Sovietica G. STALIN 35 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO ROSSO E ALLA MARINA DA GUERRA DELL’U.R.S.S. N.371 22 LUGLIO 1945 Nella Grande guerra per la difesa della Patria del popolo sovietico contro la Germania fascista, la Marina da guerra del nostro Stato è stato un ausilio fedele dell’Esercito rosso.Nella guerra contro l’Unione Sovietica, la Germania fascista, traendo profitto dalla subitaneità dell’aggressione e disponendo di un forte esercito, si proponeva di distruggere in breve tempo il nostro esercito e la nostra flotta. Con la forza del loro esercito, coordinata con le operazioni della loro aviazione e marina da guerra, i tedeschi volevano pure giungere ad avere il dominio sul mare.Com’è noto in terra e sul mare i piani degli strateghi tedeschi subirono un completo fallimento. L’Esercito rosso, insieme agli alleati, ha sbaragliato l’esercito hitleriano e lo ha costretto a capitolare. Nel periodo della difesa e dell’ offensiva dell’Esercito rosso, la nostra marina ha protetto fermamente i fianchi dell’Esercito rosso, che puntavano sul mare, ha assestato dei seri colpi alla flotta mercantile ed alle vie marittime del nemico, ed ha assicurato il servizio ininterrotto delle proprie vie di comunicazione. Le operazioni militari della flotta si sono distinte per la fermezza piena di abnegazione e il coraggio, la elevata attività combattiva e la perizia militare dei marinai sovietici. I marinai dei somrnergibili e delle navi di superficie, gli aviatori, gli artiglieri e i fucilieri della marina hanno assimilato e sviluppato tutto ciò che vi era di più prezioso nelle tradizioni secolari della marina russa. Sul Baltico, sul Mar Nero e sul Mar di Barents, sul Volga, sul Danubio e sul Dniepr, i marinai sovietici in quattro anni di guerra hanno scritto nuove pagine nel libro della gloria marinara russa. La Marina da guerra ha compiuto fino in fondo il proprio dovere verso la Patria sovietica.Compagni marinai rossi, sottufficiali e ufficiali della flotta.
II popolo sovietico vuol vedere la propria marina ancora più forte e potente. Il nostro popolo le darà nuove navi da guerra e nuove basi. II compito della marina consiste nel preparare e perfezionare instancabilmente i quadri della flotta , nell’assimilare interamente l’esperienza della guerra per la difesa della Patria, nell’elevare ancor più la cultura navale, la disciplina e l’organizzazione nelle proprie file.Mi felicito con voi per la Giornata della Marina da guerra dell’Unione Sovietica!Evviva la marina da guerra dello Stato sovietico e i suoi eroici marinai !

Il Comandante Supremo Generalissimo dell’Unione SovieticaG. STALIN

36 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE N.51
MOSCA, 19 AGOSTO 1945
Nella Grande guerra per la difesa della Patria del popolo sovietico contro la Germania fascista, la nostra aviazione ha compiuto con onore il suo dovere verso la Patria.
Le gloriose aquile della nostra Patria hanno sconfitto in accaniti combattimenti aerei la tanto vantata aviazione tedesca; hanno con ciò assicurata la libertà di azione all’Esercito rosso e salvato la popolazione del nostro paese dai bombardamenti del nemico dall’aria.Insieme a tutto l’Esercito rosso, esse hanno assestato al nemico colpi demolitori, annientandone gli uomini e i mezzi tecnici. Le abili azioni della nostra valorosa aviazione hanno costantemente agevolato il successo delle truppe di terra e aiutato ad ottenere la sconfitta definitiva del nemico.Gli aviatori sovietici hanno dato, nei combattimenti per la libertà e l’indipendenza della nostra Patria, non pochi esempi di fermezza piena di abnegazione, di valore e di vero eroismo. Essi hanno scritto numerose fulgide pagine nella storia della Grande guerra per la difesa della Patria.
Il popolo sovietico, popolo vincitore, è a giusta ragione fiero della gloria di cui si sono coperti i suoi aviatori nella battaglia.Nel corso della guerra il lavoro entusiasta degli operai, delle operaie, degli ingegneri e degli impiegati, lo spirito inventivo e il genio dei costruttori di aviazione sovietici permisero di armare la nostra aviazione di molte migliaia di ottimi apparecchi da combattimento, che sulle loro ali portavano la morte al nemico e una gloria imperitura al nostro grande popolo sovietico.Compagni aviatori, indicatori di rotta e fucilieri di bordo, radiotelegrafisti, motoristi e armieri meccanici, tecnici e ingegneri, ufficiali e generali!Operai, ingegneri, impiegati e costruttori dell’industria areonautica!Vi saluto e mi felicito con voi in occasione della festa dell’aviazione!Per celebrare la giornata dell’aviazione e in onore dei nostri valorosi aviatori, ORDINO:Oggi, 19 agosto, alle ore 20, nella capitale della nostra Patria, Mosca, a nome della Patria, di salutare i nostri gloriosi aviatori con 20 salve di artiglieria, sparate da 224 cannoni.
Il Comandante Supremo Generalissimo dell’Unione Sovietica G. STALIN

 

 

 

 

37 – MESSAGGIO DEL COMPAGNO STALIN AL POPOLO2 SETTEMBRE 1945

Compagni! Compatriotti e compatriotte!

Oggi, 2 settembre, i rappresentanti dello Stato e dell’esercito giapponesi hanno firmato l’atto di capitolazione incondizionata. Il Giappone, completamente battuto sui mari e per terra e accerchiato da tutte le parti dalle forze armate delle Nazioni Unite, si è riconosciuto vinto ed ha deposto le armi.Alla vigilia dell’attuale guerra mondiale si erano formati due focolai del fascismo mondiale e dell’aggressione mondiale: la Germania in Occidente e il Giappone in Oriente. Furono essi che scatenarono la seconda guerra mondiale. Furono essi che trascinarono il consorzio umano e la sua civiltà sull’orlo della rovina. Il focolaio dell’aggressione mondiale in Occidente fu liquidato quattro mesi or sono, in seguito di che la Germania fu costretta a capitolare. Quattro mesi dopo è stato liquidato il focolaio dell’aggressione mondiale in Oriente, in seguito di che il Giappone, principale alleato della Germania, è stato anch’esso costretto a firmare l’atto di capitolazione. Ciò significa che è giunta la fine della seconda guerra mondiale.Ora possiamo dire che le condizioni necessarie per la pace in tutto il mondo sono già conquistate.Occorre rilevare che gli invasori giapponesi non hanno danneggiato soltanto i nostri alleati, – la Cina, gli Stati Uniti d’America, e la Gran Bretagna. Essi hanno recato gravi danni anche al nostro paese. Noi abbiamo quindi un conto speciale da saldare col Giappone. Il Giappone cominciò la sua aggressione contro il nostro paese fin dal 1904, durante la guerra russo-giapponese. Come è noto, nel febbraio 1904, quando le trattative fra il Giappone e la Russia erano ancora in corso, il Giappone, approfittando della debolezza del governo zarista, piombò in modo improvviso e proditorio, senza dichiarare la guerra, sul nostro paese ed attaccò la squadra navale russa che si trovava nella zona di PortArthur, per mettere fuori combattimento alcune navi da guerra russe e creare così una situazione vantaggiosa per la sua flotta. E mise effettivamente fuori combattimento tre navi da guerra russe di prima classe. È caratteristico il fatto che 37 anni dopo il Giappone abbia ripetuto esattamente questo atto proditorio nei riguardi degli Stati Uniti d’America, quando nel 1941 attaccò la base militare navale degli Stati Uniti d’America a Pearl-Harbour, ove mise fuori combattimento parecchie navi di linea di questo Stato. Come è noto, nella guerra contro il Giappone, la Russia subì allora una sconfitta. Il Giappone approfittò della sconfitta della Russia zarista per strappare alla Russia la parte meridionale dell’isola di Sakhalin, consolidarsi nelle isole Curili e chiudere così a catenaccio, per il nostro paese, tutti gli accessi all’Oceano in Oriente, – e quindi anche tutti gli accessi ai porti della Camciatca Sovietica e della penisola sovietica dei Ciukci. Era evidente che il Giappone si era posto il compito di strappare alla Russia tutto il suo Estremo Oriente.Ma le operazioni espansioniste del Giappone contro il nostro paese non finiscono qui. Nel 1918, dopo l’istaurazione del regime sovietico nel nostro paese, il Giappone, approfittando dell’atteggiamento allora ostile verso il paese dei Soviet dell’Inghilterra, della Francia e degli Stati Uniti d’America, ed appoggiandosi ad essi, attaccò di nuovo il nostro paese, occupò l’Estremo Oriente e per quattro anni torturò il nostro popolo, saccheggiò l’Estremo Oriente sovietico.Ma non è ancora tutto. Nel 1938 il Giappone attaccò nuovamente il nostro paese nella zona del lago Khassan, presso Vladivostok, allo scopo di accerchiare Vladivostok, e l’anno dopo il Giappone ripetè la sua aggressione già in un altro punto, nella zona della Repubblica popolare mongola, presso Khalkhin-Gol, allo scopo di irrompere nel territorio sovietico, tagliare la nostra ferrovia siberiana e staccare l’Estremo Oriente dalla Russia. È vero che gli attacchi del Giappone nelle zone di Khasan e di Khalkhin-Gol furono liquidati dalle truppe sovietiche, a grande onta dei giapponesi. In ugual modo fu pure vittoriosamente liquidato l’intervento militare giapponese negli anni 1918-22, e gli invasori giapponesi furono scacciati dalle regioni del nostro Estremo Oriente. Ma la sconfitta subita dalle truppe russe nel 1904, durante la guerra russo-giapponese, lasciò nella mente del popolo tristi ricordi. Lasciò sul nostro paese una macchia. Il nostro popolo credette e attese con fiducia: verrà il giorno in cui il Giappone sarà sconfitto e questa macchia sarà lavata. Noi, uomini della vecchia generazione, abbiamo atteso questo giorno quarant’anni. Ed ecco, questo giorno è giunto. Oggi il Giappone si è riconosciuto vinto ed ha firmato l’atto di capitolazione incondizionata.Ciò significa che la parte meridionale dell’isola di Sakhalin e le isole Curili saranno rese all’Unione Sovietica e d’ora innanzi non serviranno più come mezzo per tagliare l’Unione Sovietica dall’oceano e come base dell’aggressione giapponese contro il nostro Estremo Oriente, ma saranno un mezzo per congiungere direttamente l’Unione Sovietica con l’oceano e una base per difendere il nostro paese dall’aggressione giapponese. Il nostro popolo sovietico, in nome della vittoria, non ha risparmiato forze e lavoro. Abbiamo attraversato anni difficili. Ma oggi ognuno di noi può dire: abbiamo vinto. D’ora innanzi possiamo considerare la nostra Patria liberata dalla minaccia dell’invasione tedesca in Occidente e l’invasione giapponese in Oriente. Per i popoli del mondo intiero è giunta la pace tanto attesa. Mi felicito con voi, miei cari compatriotti e compatriotte, per la grande vittoria, per la fine della guerra e per la pace raggiunta in tutto il mondo! Gloria alle forze armate dell’Unione Sovietica, degli Stati Uniti d’America, della Cina e della Gran Bretagna, che hanno riportato la vittoria sul Giappone! Gloria alle nostre truppe dell’Estremo Oriente e alla flotta navale dell’Oceano Pacifico, che hanno difeso l’onore e la dignità della nostra Patria! Gloria al nostro grande popolo, popolo vincitore! Gloria imperitura agli eroi caduti nei combattimenti per l’onore e la vittoria della nostra Patria! Viva e prosperi la nostra Patria!

 38 – ORDINE DEL GIORNO DEL COMANDANTE SUPREMO DELLE FORZE ARMATE ALLE TRUPPE DELL’ESERCITO ROSSO E ALLA MARINA DA GUERRA N. 373 3 SETTEMBRE 194

 Il 2 settembre 1945, a Tokio, i rappresentanti del Giappone hanno firmato l’atto di capitolazione incondizionata delle forze armate giapponesi La guerra condotta dal popolo sovietico, insieme ai nostri alleati, contro l’ultimo aggressore – l’imperialismo giapponese è finita con la vittoria: il Giappone è stato sconfitto ed ha capitolato. Compagni soldati rossi, marinai rossi, sottufficiali, ufficiali dell’esercito e della marina, generali, ammiragli e marescialli! Mi felicito con voi per la fine vittoriosa della guerra contro il Giappone! Per celebrare la vittoria sul Giappone, oggi, 3 settembre, nel giorno della Festa della Vittoria sul Giappone, alle ore 21, la capitale della nostra Patria, Mosca, a nome della Patria, saluta con 24 salve, sparate da 324 cannoni, le valorose truppe dell’Esercito rosso, le navi e le unità della Marina da guerra che hanno riportata questa vittoria. Gloria imperitura agli eroi caduti nei combattimenti per l’onore e la vittoria della nostra Patria! Vivano e prosperino il nostro Esercito rosso e la nostra Marina da guerra!

Il Comandante Supremo Generalissimo dell’Unione Sovietica G. STALIN

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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