Enver Hoxa : L’Eurocomunismo è anticomunismo .cap 2° -terza parte- Enver Hoxha: El eurocomunismo es anticomunismo Capítulo 2 °- Tercera Parte

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Enver Hoxa : L’Eurocomunismo è anticomunismo .cap 2° -terza parte –-Gli inizi del revisionismo moderno nei partiti comunisti dell’Europa Occidentale-Enver Hoxha: El eurocomunismo es anticomunismo Capítulo 2 °, Tercera Parte -Los inicios del revisionismo moderno en los partidos comunistas de Europa occidentale

Alla riunione tenutasi nell’ottobre del 1947, il Comitato Centrale del Partito Comunista Francese fu costretto a fare l’autocritica per le sue posizioni  e le sue azioni errate di quel periodo, per una valutazione non esatta della situazione, del  rapporto delle forze, della politica del partito socialista  ecc. In questo modo il Partito Comunista Francese,  a partire dalla fine del 1947, incominciò a  considerare in modo più giusto certe questioni. Sollevò la classe operaia in importanti battaglie * M. Thorez. Fils du peuple, Paris, 1960, p. 234. In questa lotta, la classe operaia francese

diede eroi ed eroine come Raymonde Dien che si  distese sulle rotaie della ferrovia per impedire la  partenza di un treno carico di armi destinate al Vietnam.  Il Partito Comunista Francese prese parteattiva alla riunione dell’Ufficio Informativo, che esaminò la situazione del Partito Comunista Jugoslavo. Esso denunciò e smascherò severamente

il tradimento di Tito e del suo gruppo.Tuttavia dopo la morte di Stalin, e con l’avvento al potere di Krusciov, incominciarono di  nuovo a manifestarsi tentennamenti e deviazioni nella linea del Partito Comunista Francese e negli  atteggiamenti dei suoi dirigenti. Questi tentennamenti apparvero fin dal 1954 negli atteggiamenti  verso la lotta di liberazione del popolo algerino. Quando Krusciov e i kruscioviani iniziarono  la loro attività per la presa del potere e per la degenerazione  capitalistica dell’Unione Sovietica, quando essi sferrarono il loro attacco contro Stalin al 20° Congresso, sembrò che, in linea generale, il Partito Comunista Francese fosse contro il revisionismo kruscioviano e contro il Partito Comunista Italiano. A quanto pare, Thorez e la direzione di questo partito seguivano con diffidenza

i cambiamenti che si stavano verificando in Unione Sovietica. Ciò si potè vedere nel loro atteggiamento riguardo la questione di Stalin, allorché essi non si .alzarono a difenderlo.Ma quando Krusciov e il suo gruppo, dopo

aver liquidato Molotov, Malenkov, Kaganovich ed altri, dopo aver consolidato le proprie posizioni nel partito e nello Stato e nulla poteva più frenarli, si notò che la direzione del Partito Comunista Francese, con alla testa Thorez, cominciò a tentennare.  Da posizioni antikruscioviane e poco alla volta,  da una concessione all’altra, essa passò sulle posizioni  di Krusciov. Questo succedeva a caso oppure  si trattava di un errore di Thorez? Era questa forse una ritirata da parte sua, di Duclos e degli altri dirigenti di fronte alle pressioni, di fronte agli elogi e alle lusinghe di Krusciov ed agli altri suoi metodi  putschisti? Certamente questi metodi sono stati usati ed hanno influito sul passaggio e poi sull’inarrestabile  sbandamento del Partito Comunista  Francese verso il revisionismo. Ma non è tutto. Le vere cause vanno ricercate nello stesso Partito Comunista  Francese, nelle sue precedenti posizioni, nella sua struttura e organizzazione interna, nella sua composizione e nell’ambiente esterno che ha esercitato la sua pressione su questo partito.

L’evoluzione del Partito Comunista Francese verso il revisionismo non si è fatta in un giorno. La quantità si convertì in qualità in un periodo relativamente lungo.

I grandi avvenimenti internazionali provocarono, anch’esse, delle scosse nel Partito Comunista Francese. La pubblicazione del rapporto segreto di Krusciov contro Stalin, che fu sfruttato da tutta la borghesia europea e mondiale, causò turbamenti anche nel Partito Comunista Francese. L’atteggiamento di questo partito, nei confronti degli avvenimenti in Ungheria e Polonia, urtò contro l’energica opposizione della grande e media borghesia francese, degli intellettuali liberali ed anche degli opportunisti fuori del partito ed anche dentro di esso. Anche gli avvenimenti verificatisi in Francia a proposito della guerra d’Algeria fecero sì che nel Partito Comunista Francese venissero di nuovo a galla e vi dominassero i vecchi punti di vista e atteggiamenti opportunistici.Tutti questi fattori presi insieme fecero del  Fra i partiti revisionisti che hanno impugnato la bandiera dell’eurocomunismo, il più fervido è il partito di Carrillo. Come mai il Partito Comunista Spagnolo, un partito che si era distinto per i suoi fermi atteggiamenti al tempo del Fronte Popolare e della guerra civile, fece causa comune con i kruscioviani riducendosi alle condizioni di disgregazione, di degenerazione e di tradimento in cui si trova oggi? I cambiamenti non sono avvenuti e non potevano avvenire tutt’a un tratto, senza un lungo processo di decadenza e di degenerazione all’interno del partito spagnolo e soprattutto nella sua direzione. Nei primi anni successivi alla Seconda Guerra mondiale, la direzione del Partito Comunista Spagnolo e la stessa maggioranza dei suoi iscritti si trovavano in Francia, dove conducevano una vita più o meno legale. Anche il governo repubblicano spagnolo si trovava in esilio. Era il tempo in cui i comunisti si trovavano ancora al governo in paesi come la Francia e l’Italia. I comunisti spagnoli si accinsero ad agire anch’essi come i loro

compagni francesi e italiani. Nel 1946 fu ricostituito a Parigi il governo repubblicano spagnolo in esilio. Il Partito Comunista Spagnolo inviò Santiago Carrillo come suo rappresentante presso questo governo.Quando nel maggio 1947 i ministri comunisti in Francia e in Italia furono cacciati dal governo, anche per il Partito Comunista Spagnolo, per i

suoi quadri e i suoi militanti, la situazione cominciò a diventara precaria. In agosto, i comunisti spagnoli furono cacciati dal governo in esilio. Ripresero di nuovo nei loro confronti le misure poliziesche, le perquisizioni, gli arresti. Le infiltrazioni della polizia francese e di quella franchista nelle file dei comunisti e dei democratici spagnoli divennero più intense. Per i dirigenti e i quadri del partito la permanenza e l’attività in Francia divenne sempre più difficile, quindi essi presero la via di Praga, di Berlino Orientale e degli altri paesi a democrazia popolare. Il loro esodo verso questi paesi coincise più o meno con il momento in cui in Unione Sovietica e nei paesi dell’Europe Orientale incominciò a venire a galla la melma revisionista kruscioviana.  L’Ufficio Politico e il Comitato Centrale del Partito tenevano ora le loro riunioni molto lontano dalla Spagna. Quei comunisti che avevano conosciuto la crudezza della guerra civile e della vita clandestina in Spagna, le difficoltà e le privazioni. Nel 1954, si tenne il 5° Congresso del Partito Comunista Spagnolo. In quel congresso emersero i primi elementi dello spirito pacifista e di conciliazione di classe, di quella che avrebbe costituito più tardi la piattaforma del revisionismo spagnolo e che avrebbe trovato la sua espressione più perfetta nell’opera ultrarevisionista e traditrice di Carrillo.Facendo propria la via kruscioviana del passaggio al socialismo in modo pacifico, il Comitato Centrale del Partito Comunista Spagnolo nel giugno del 1956, in occasione della ricorrenza del 20° anniversario della guerra civile, si presentò con un documento in cui era formulata la politica di «conciliazione

nazionale». Il Partito Comunista Spagnolo si esprimeva per un’intesa fra le forze, che 20 anni prima avevano combattuto una contro l’altra nelle formazioni avversarie. «Una politicadi vendetta, si diceva in questa dichiarazione, non gioverebbe al paese… per uscire dalla situazione Erano ormai tramontati i tempi dei fermi atteggiamenti

da parte dei comunisti spagnoli verso la dittatura di Primo de Rivera1* C. Colombo. Storia del Partito Comunista Spagnolo. Milano  1972, pp. 186-187. 1 Il regime dittatoriale fascista di Primo de Rivera dominò in Spagna dal 1923 al 1930. e il «pronunciamiento» dei generali, atteggiamenti che avevano accresciuto l’influenza del partito comunista fra le masse, che l’avevano rafforzato e temprato.Ora era giunto il momento della linea dell’opportunismo più volgare, delle lusinghe e degli inchini  alla borghesia e ai suoi partiti, alla chiesa cattolica e all’esercito spagnolo, via questa che avrebbe ridotto il partito di Dolores Ibarruri e di Carrillo al livello dei partiti tipicamente socialdemocratici. Noi non eravamo al corrente dei processi interni regressivi che erano avvenuti nel Partito Comunista Spagnolo ma alla conferenza dei partiti comunisti ed operai a Mosca, nel novembre del 1960, quando il Partito del Lavoro d’Albania smascherò apertamente il revisionismo moderno e in particolare il revisionismo sovietico, con a capo il traditore e il rinnegato del marxismo-leninismo, Krusciov, il Partito Comunista Spagnolo e personalmente la Ibarruri ci attaccarono nel modo più

infame. Così quando si trattò di difendere il marxismo.

Dopo il 1960, nel Partito Comunista Spagnolo sorsero gravi dissidi e divergenze, che portarono alla scissione del partito. Di conseguenza si formarono due frazioni revisioniste, antimarxiste: una filosovietica, con Lister a capo, e l’altra che chiedeva l’indipendenza da Mosca per poter adattare la propria linea che in seguito prese il nome di eurocomunismo. La seconda frazione era capeggiatada Ibarruri e Carrillo. La linea di Carrillo combaciava sempre più

con la linea del Partito Comunista Italiano e con quella del Partito Comunista Francese. Essa combaciava anche con quella della Lega del Comunisti Jugoslavi. Prese così a cristallizzarsi un’unità ancora non bene strutturata fra il titoismo, il partito revisionista italiano, francese e quello spagnolo di Ibarruri.

Al tempo in cui stava formandosi questo raggruppamento dei revisionisti dell’Europa Occidentale compreso anche Tito, e che cercava di sganciarsi .

Anche Carrillo fece suoi gli orientamenti politici dei partiti revisionisti italiano e francese, fece suoi i loro obiettivi, le loro strategie e le loro tattiche per stabilire una stretta collaborazione con la borghesia reazionaria e con lo Stato borghese capitalista. Ma il Partito Comunista Spagnolo non aveva ancora uno status legale. Per questo esso fece enormi sforzi per essere legalizzato in Spagna anche sotto il regime di Franco. Il franchismo e Franco però non lo permisero. Dopo la morte di Franco, e con l’avvento al potere di re Juan, Carrillo ottenne alcuni risultati per quello che riguarda la

legalizzazione del partito. Ma per ottenere ciò, egli dovette fare dichiarazioni e concessioni di principio così rilevanti che neppure il Partito Comunista Francese, né il Partito Comunista Italiano, si erano permessi di fare di fronte alla borghesia capitalista dei loro paesi. Carrillo, per rientrare in Spagna e per legalizzare il suo partito, acconsentì di riconoscere il regime del re Juan Carlos, e giunse perfino I capi revisionisti, appena rientrati a Madrid, negarono pubblicamente la Repubblica e dichiararono che la Guerra di Spagna apparteneva ormai alla storia. La coalizione con gli altri partiti borghesi e la lotta per la partecipazione al governo del paese furono proclamati come le fondamenta della loro linea. Alle varie elezioni che si svolsero in Spagna, il partito di Carrillo non ha ottenuto più del 9 per cento dei suffragi e solo qualche seggio al parlamento. Ciò fu considerato da Carrillo come «una grande vittoria democratica che cambierà il volto alla Spagna». In realtà però i revisionisti spagnoli non potranno mai rendere bianco il volto

della Spagna, perché Ibarruri e Carrillo con i loro compagni hanno nelle mani un sapone di pece, un sapone nero. Essi hanno gettato via la bandiera rossa della rivoluzione ed hanno svergognatamente calpestato il sangue di decine e di centinaia di migliaia di eroi della Guerra di Spagna. Anche la linea che la direzione revisionista sovietica stabilì nelle sue relazioni con i partiti comunisti dei paesi occidentali svolse un ruolo importante nella trasformazione riformistica e

Naturalmente, agli imperialisti americani e ai loro alleati non andavano a genio le mire egemoniche ed espansionistiche dei socialimperialisti sovietici. Ma neppure i partiti revisionisti di vari paesi potevano essere d’accordo con la politica sovietica. Sollecitati anche dalla borghesia dei loro paesi, essi svolsero sempre più apertamente un’attività isolata ed indipendente dal Partito revisionista dell’Unione Sovietica.

I partiti revisionisti dell’Europa Occidentale, dell’America Latina e dell’Asia, chi di più e chi di meno si ribellarono all’egemonia sovietica kruscioviana, inventando nel contempo nuove «teorie» antimarxiste. Fra queste ben presto assunsero forme più complete e furono maggiormente reclamizzate le «teorie» dei grandi partiti revisionisti dell’Europa

Occidentale, che presero il nome di eurocomunismo. Al pari del revisionismo titista e kruscioviano, anche l’eurocomunismo, appena comparso sulla scena, cominciò la lotta frontale contro il marxismo-leninismo, con il proposito di rivedere e screditare agli occhi dei lavoratori i suoi princìpi fondamentali. L’eurocomunismo è una variante del revisionismo moderno, un mucchio di pseudo teorie che si contrappongono al marxismo-leninismo. Suo obiettivo è di impedire che la teoria scientifica di Marx, Engels, Lenin e Stalin rimanga quella che è, una potente ed infallibile arma nelle mani della classe operaia e degli autentici partiti marxisti-leninisti per distruggere dalle fondamenta il capitalismo,

la sua struttura e la sua sovrastruttura, per assicurare l’instaurazione della dittatura del proletariato e l’edificazione della società nuova, socialista.

I revisionisti italiani hanno definito l’eurocomunismo come una «terza via, diversa dalle esperienze delle socialdemocrazie e diversa da quelle che sono state portate avanti dopo la Rivoluzione d’Ottobre in Unione Sovietica e in altri paesi socialisti». Questa «terza via», come è affermato nelle tesi del 15° Congresso del Partito Comunista Italiano, si presenta come «una soluzione che si adatta alle caratteristiche nazionali e alle condizioni dell’epoca odierna, alle caratteristiche e alle esigenze essenziali che sono comuni alle società industriali sviluppate, che si basano sulle istituzioni liberal capitaliste. * La politica e l’organizzazione dei comunisti italiani. Roma, 1979, pagg. 8-9.

Questa «terza via», questo cosiddetto eurocomunismo, come essi stessi lo affermano, non ha quindi niente a che fare con il vero comunismo scientifico elaborato da Marx e Lenin, concretizzato della Rivoluzione d’Ottobre e dalle altre rivoluzioni socialiste che le succeddettero, e confermato dalla lotta di classe del proletariato internazionale.

Una definizione più esatta e più giusta dell’eurocomunismo sarebbe quella di revisionismo europeo numero tre. Ora il Partito Comunista Francese, quello italiano e quello spagnolo, di comunista hanno solo il nome dal momento che tutti e tre sguazzano nelle fetide acque della borghesia che essi servono.I programmi dei partiti revisionisti dei paesi occidentali sono programmi tipicamente riformisti e non differiscono in nulla dai programmi dei partiti borghesi, socialisti e socialdemocratici, che ripetono lo stesso ritornello. Del resto sono quest’ultimi che ispirano anche i revisionisti. Loro obiettivo non è la realizzazione della rivoluzione proletaria e la trasformazione socialista della società,

ma quello di inculcare nelle vaste masse l’idea che bisogna rinunciare alla rivoluzione che, a loro dire, sarebbe divenuta inutile ed inopportuna. Ma Il revisionismo classico di tipo socialdemocratico si è integrato nel revisionismo moderno. Le teorie di Bernstein e di Kautsky si trovano sotto varie forme, ora aperte ed ora modificate, nel revisionista

Browder, nel revisionismo kruscioviano, nel revisionismo titoista, nel revisionismo francese e nel revisionismo italiano togliattiano, nel cosiddetto maotsetungpensiero e in tutte le correnti revisioniste. Queste innumerevoli correnti antimarxiste, che stanno sviluppandosi nell’odierno mondo capitalista e revisionista, costituiscono nel seno della rivoluzione mondiale una quinta colonna che cerca di prolungare la vita al capitalismo intemazionale, combattendo la rivoluzione dall’ interno.

Al 22° Congresso del Partito Comunista Francese, Marchais dichiarò che si andrà al socialismo senza lotta di classe e che per edificarlo non c’è bisogno della dittatura del proletariato. Egli afferma che nel suo «socialismo» ci saranno non solo vari partiti, ma anche partiti della reazione. Dunque, come per Breznev e Tito anche per Marchais, in molti paesi in cui domina il capitale è già iniziata la costruzione del socialismo, purché sulla porta d’ingresso si metta l’insegna «paese socialista».

In altre parole, dal momento che tutti vanno al socialismo in modo spontaneo, come predicano i revisionisti, nessuno ha più bisogno del marxismo-leninismo come scienza della rivoluzione e del socialismo, esso appartiene ormai al passato e va quindi abbandonato. I vari revisionisti pretendono che il marxismo-leninismo è «invecchiato», che non è più in

grado di risolvere i problemi che pone l’attuale società sviluppata, che non è più adatto alla civiltà odierna. Secondo loro, l’attuale società ha assorbito quanto poteva assorbire dal marxismo-leninismo e questo è stato annoverato fra le filosofie .I revisionisti italiani, francesi, spagnoli, procedendo su questa via negli ultimi due- tre anni, hanno fatto enormi sforzi per formulare teoricamente le loro concezioni e le loro posizioni opportunistiche, l’eurocomunismo, come essi lo definiscono, e per attribuire ad esse il carattere di una dottrina politica e ideologica singolare, che rappresenterebbe un «nuovo sviluppo del marxismo». Negli ultimi congressi che questi partiti hanno tenuto

e nei programmi adottati, l’eurocomunismo assume una forma dai contorni netti e ben definiti. Questi tre partiti hanno ufficialmente rinunciato al marxismo-leninismo. Per i francesi di Marchais, che considerano la teoria di Marx come

una teoria dai concetti aridi e dogmatici, come un sistema chiuso con regole invariabili, la nuova «teoria» da loro creata trae «origine, essi dicono, dalle correnti filosofiche e politiche della nostra

nazione». * Cahiers du communisme, juin-juillet, 1979, p. 392.

E’ ovvio che i revisionisti francesi non alludono affatto a quei contributi filosofici progressisti e rivoluzionari, che Marx ha incluso in La rinuncia da parte dei revisionisti ad ogni riferimento al marxismo-leninismo nei loro statuti, nei loro programmi e negli altri documenti  non ha solo un carattere formale che sanziona ciò che da tempo hanno fatto in pratica. Quindi quest’ atto non rappresenta nemmeno l’esecuzione della volontà della borghesia, una risposta alla sua richiesta rivolta ai partiti revisionisti di non menzionare più lo «spettro del comunismo». Esso non è nemmeno un atto che esprime anche ufficialmente il passaggio in modo palese del revisionismo moderno sulle posizioni ideologiche della socialdemocrazia europea. Il fatto che i partiti revisionisti non fanno più riferimento al marxismo-leninismo, che usavano fino ad oggi come maschera per ingannare i lavoratori, dimostra che essi hanno iniziato una lotta aperta contro di esso partendo dalle posizioni dell’anticomunismo borghese. E’ un fatto che sono proprio gli eurocomunisti ad avere

impugnato oggi, sul piano ideologico, la bandiera della lotta contro il marxismo-leninismo, contro il socialismo e la rivoluzione. La pubblicità che la grande stampa borghese, i trust dell’editoria, la radio e la televisione fanno agli articoli, ai libri, ai discorsi ed ai congressi dei revisionisti è veramente sorprendente. Figure come quelle di Berlinguer,

Marchais e perfino come quella di Carrillo.Tutta questa pubblicità, tutto questo baccano sono una prova della grande gioia della borghesia, che ha trovato in loro zelanti servitori pronti a combattere il comunismo, come si dice, dalla sinistra, nel momento in cui le sue armi dell’anticomunismo aperto sono arruginite e spezzate. Nulla di più adatto e di più efficace poteva trovare il capitale nelle precarie situazioni che sta attraversando, come il servizio che gli offrono i revisionisti. Quindi gli elogi che la borghesia fa alla demagogia, agli inganni, alle speculazioni teoriche e all’attività pratica, ai quali i revisionisti ricorrono per ingannare e disorientare i lavoratori, sono del tutto comprensibili e giustificabili.

En una reunión celebrada en octubre de 1947, el Comité Central del Partido Comunista francés se vio obligado a hacer una autocrítica de sus posiciones y sus acciones erróneas de la época, ninguna evaluación exacta de la situación, el equilibrio de fuerzas, las política del Partido Socialista, etc. De esta manera el Partido Comunista Francés, a partir de finales de 1947, comenzaron a considerar algunas cuestiones de manera más justa. Levantó la clase obrera en las batallas importantes * M. Thorez. Fils du peuple, París, 1960, p. 234. En esta lucha, la clase obrera francesa
héroes y heroínas dieron como Raymonde Dien que yacían en la vía férrea para impedir la salida de un tren cargado de armas destinadas a Vietnam. El Partido Comunista francés asumió el cargo parteattiva información en la reunión, que se examinó la situación del Partido Comunista de Yugoslavia. Se denunció y desenmascaró gravemente.
La traición de Tito y su gruppo.Tuttavia después de la muerte de Stalin, y con la llegada al poder de Jruschov, comenzó de nuevo a manifestar dudas y desviaciones en la línea del Partido Comunista Francés y las actitudes de sus líderes. Estas dudas aparecieron desde 1954 en las actitudes hacia la lucha de liberación del pueblo argelino. Cuando Kruschev y jruschovistas comenzó sus actividades para la toma del poder y la degeneración capitalista de la Unión Soviética, cuando lanzaron su ataque contra Stalin en el 20 º Congreso, parecía que, en general, el Partido Comunista Francés se opuso a la el revisionismo de Kruschev y contra el Partido Comunista Italiano. Al parecer, Thorez y la dirección de este partido seguido con cautela
los cambios que estaban teniendo lugar en la Unión Soviética. Esto podría ser visto en su actitud hacia la cuestión de Stalin, cuando no lo hacen. Rose difenderlo.Ma cuando Jruschov y su grupo, después de
haber liquidado Molotov, Malenkov, Kaganovich y otros, después de haber consolidado sus posiciones en el partido y el estado y nada podría detenerlos, se observó que la dirección del Partido Comunista francés, dirigido por Thorez, comenzó a flaquear. Desde posiciones antikruscioviane y poco a poco, gracias a una subvención a otro, que salió a las posiciones de Jruschov. Esto sucedió por casualidad o fue un error de Thorez? Este fue quizás un retiro de su parte, de Duclos y otros ejecutivos se enfrentan a la presión, en la cara de la alabanza y la adulación de Jruschov y sus golpistas otros métodos? Ciertamente, estos métodos se han utilizado y se refleja en el proceso y luego el talón sull’inarrestabile del Partido Comunista Francés hacia el revisionismo. Pero no es todo. Las causas reales se encuentran en el mismo Partido Comunista Francés, en sus posiciones anteriores en su estructura y organización interna, en su composición y el entorno externo que ha ejercido su presión sobre el partido.
La evolución del Partido Comunista Francés hacia el revisionismo no se construyó en un día. La cantidad fue convertido como un período relativamente largo.
Los acontecimientos internacionales más importantes causados, también, el impacto en el Partido Comunista Francés. La publicación del informe secreto de Jruschov contra Stalin, que era explotado por la burguesía en toda Europa y el mundo, también causó disturbios en el Partido Comunista Francés. La actitud de este partido, sobre los acontecimientos en Hungría y Polonia, chocó con el rechazo rotundo de los grandes y de clase media francesa, y los intelectuales liberales, incluso fuera del partido de los oportunistas, e incluso dentro de él. Incluso los acontecimientos que tuvieron lugar en Francia sobre la guerra de Argelia significa que en el Partido Comunista francés volvió a la superficie y se dominan los viejos puntos de vista y actitudes opportunistici.Tutti estos factores juntos hicieron los revisionistas entre los partidos que tienen impugnada la bandera del eurocomunismo, el partido es el más serio de Carrillo. ¿Cómo surgió el Partido Comunista Español, un partido que se había distinguido por su actitud firme en el momento del Frente Popular y la Guerra Civil, hicieron causa común con la disminución de las condiciones jruschovistas de la desintegración, la degeneración y la traición lo que es hoy ? Los cambios no se han producido y no podría tener lugar pronto, sin un largo proceso de decadencia y la degeneración en la parte española, y especialmente en su dirección. En los primeros años después de la Segunda Guerra Mundial, el español el liderazgo del Partido Comunista y de la misma mayoría de sus miembros se encontraban en Francia, donde llevó una vida más o menos legal. Incluso el gobierno español republicano en el exilio. Fue el momento en que los comunistas estaban todavía en el poder en países como Francia e Italia. Los comunistas españoles también se dedicó a actuar como suCompañeros franceses e italianos. En 1946 fue reconstituido en París en el gobierno español republicano en el exilio. El Partido Comunista Español, Santiago Carrillo, enviado como su representante a esta governo.Quando mayo 1947, los ministros comunistas en Francia e Italia fueron expulsados por el gobierno, incluido el Partido Comunista español, por sus cuadros y militantes, la situación empezó a diventara precaria. En agosto, los comunistas españoles fueron expulsados del gobierno en el exilio. Volvieron de nuevo contra ellos las medidas policiales, registros, detenciones. La infiltración de la policía francesa y la franquista en las filas de los comunistas y los demócratas españoles se hizo más intensa. Para los dirigentes y cuadros del partido para permanecer y trabajar en Francia se convirtió en cada vez más difícil, por lo que tomaron el camino de Praga, Berlín y otros países del Este a la democracia popular. Su éxodo a estos países, más o menos coincidió con el momento en que la Unión Soviética y los países de la Europa del Este comenzaron a aparecer los revisionistas kruscioviana fango. El Buró Político y del Comité Central del Partido celebrado sus reuniones ya muy lejos de España. Esos comunistas que habían conocido la crudeza de la guerra civil y la vida clandestina en España, las dificultades y penurias. En 1954, ocupó el 5 º Congreso del Partido Comunista español. En esa conferencia surgieron los primeros elementos de un espíritu de conciliación y la paz de la clase, uno que proporcionan la plataforma para el último el español y el revisionismo que han encontrado su expresión más perfecta en el trabajo y la forma ultrarevisionista Carrillo.Facendo traidora a su propia kruscioviana la transición al socialismo por medios pacíficos, los españoles del Partido Comunista del Comité Central en junio de 1956, en la conmemoración del 20 º aniversario de la Guerra Civil, se presentó con un documento que se formuló la política de “conciliación nacional “. El Partido Comunista Español se expresó de un acuerdo entre las fuerzas, que 20 años antes habían luchado unos contra otros en la oposición a las formaciones. “Una venganza politicadi, se dijo en esta declaración, que sería beneficioso para el país … salir de la situación se había ido de largo tiempo de las actitudes siguen por los comunistas españoles hacia la dictadura de Primo de Rivera1 * C. Colombo. Historia del Partido Comunista español. Milán 1972, p. 186-187. 1 La dictadura fascista de Primo de Rivera en España gobernó desde 1923 hasta 1930. y el “pronunciamiento” de las actitudes generales que habían aumentado la influencia del Partido Comunista entre las masas, que se había fortalecido y temprato.Ora fue el oportunismo de línea de tiempos más vulgar, y los halagos de ceder a la burguesía y sus partes, la Iglesia Católica y el ejército español, ya que esto reduciría el partido de Dolores Ibárruri y Carrillo al nivel de los partidos socialdemócratas normalmente. No éramos conscientes de los procesos regresivos internos que ocurrieron en el Partido Comunista español, pero la Conferencia de Partidos Comunistas y Obreros en Moscú en noviembre de 1960, cuando el Partido del Trabajo de Albania moderna revisionismo abiertamente desenmascarado, el revisionismo, y en particular soviético, encabezado por el traidor y renegado del marxismo-leninismo, Kruschev, el Partido Comunista de España e Ibárruri personalmente nos atacó en la mayor parte de la infame. Por eso, cuando se trataba de defender el marxismo.
Después de 1960, el Partido Comunista Español surgieron serios desacuerdos y diferencias, que llevaron a la escisión del partido. En consecuencia, se formó dos fracciones revisionistas y anti-marxista: A-soviéticas, con Lister a la cabeza, y el otro llamado por la independencia de Moscú con el fin de adaptar su línea más adelante se conoció como eurocomunismo. La segunda fracción fue capeggiatada Ibárruri y Carrillo. La línea de Carrillo coincide cada vez más
con la línea del Partido Comunista Italiano y la del Partido Comunista Francés. También encajaba con la de la Liga de los Comunistas de Yugoslavia. Sacó una unidad para cristalizar aún no está bien estructurada entre titoísmo, el partido revisionista Ibarruri italiano, francés y español.
En el momento en que se estaba formando este grupo de revisionistas de Europa occidental incluyendo a Tito, y trató de retirarse.
Aunque Carrillo hizo sus orientaciones políticas de los partidos revisionistas italianos y franceses, hizo que sus sus objetivos, sus estrategias y tácticas para establecer una estrecha colaboración con la burguesía reaccionaria y el capitalismo de estado burgués. Pero el Partido Comunista Español no era todavía un estatus legal. Por esta razón, hizo un gran esfuerzo para ser legalizados en España, también bajo el régimen de Franco. El Franco y Franco, sin embargo, no se lo permitió. Después de la muerte de Franco, y con la llegada al poder del rey Juan Carrillo consiguió algunos resultados por lo que se refiere a la legalización del partido. Pero para conseguir lo que tuvo que hacer concesiones y declaraciones de principio tan importante que incluso el Partido Comunista Francés, ni el Partido Comunista Italiano, se les permitió hacer frente a la burguesía capitalista en sus países. Carrillo, para volver a España y la legalización de su partido, estuvo de acuerdo en reconocer al régimen del rey Juan Carlos, y fue tan lejos como los dirigentes revisionistas, acaban de regresar a Madrid, negó públicamente la República y declaró que la guerra en España ahora pertenecía a la historia . La coalición con los demás partidos burgueses y la lucha por la participación en el gobierno del país se proclamó como el fundamento de su línea. Las diversas elecciones que tuvieron lugar en España, el partido de Carrillo no tuvo más de un 9 por ciento de los votos y sólo unos pocos escaños en el parlamento. Esto fue considerado por Carrillo como “una gran victoria demócrata que va a cambiar la cara de España”. En realidad, sin embargo, los españoles revisionistas nunca hacer que la cara blanca de España, porque Ibárruri y Carrillo con sus compañeros en las manos de un campo de jabón, un jabón negro. Han tirado la bandera roja de la revolución y han pisoteado descaradamente la sangre de decenas y cientos de miles de héroes de la guerra española. La línea revisionista soviética que la dirección establecida en sus relaciones con los partidos comunistas de los países occidentales desempeñaron un papel importante en la transformación y reformista
Por supuesto, los imperialistas estadounidenses y sus aliados no iban a la genialidad de los objetivos hegemónicos y expansionistas soviéticas imperialistas sociales. Pero incluso los partidos revisionistas de los distintos países pudieron ponerse de acuerdo con la política soviética. Impulsado también por la burguesía de sus países, han jugado un. Cada vez más abiertamente aislada e independiente del Partido Revisionista de la Unión Soviética
Los partidos revisionistas de Europa Occidental, América Latina y Asia, las de mayor o menor se rebeló contra la hegemonía soviética kruscioviana, mientras que la invención de nuevas “teorías” anti-marxista. Entre ellos pronto tomó forma y eran más completos que los anunciados “teorías” de los grandes partidos revisionistas de Europa
West, que se conoció como eurocomunismo. Al igual que titista y el revisionismo de Kruschev, también el eurocomunismo, acaba de aparecer en la escena, comenzó a luchar frente contra el marxismo-leninismo, con el propósito de revisar y desacreditar a los ojos de sus principios básicos de los trabajadores. El eurocomunismo es una variante del revisionismo moderno, un montón de seudo teorías que se oponen al marxismo-leninismo. Su objetivo es asegurar que la teoría científica de Marx, Engels, Lenin y Stalin sigue siendo uno de que es un arma poderosa e infalible en las manos de la clase obrera y los genuinos marxistas-leninistas de destruir los cimientos del capitalismo, su estructura y la superestructura, para garantizar el establecimiento de la dictadura del proletariado y la construcción de la nueva sociedad, socialista.
Los revisionistas han definido el eurocomunismo italiano como una “tercera vía, diferente de las experiencias de las diferentes democracias sociales y los que se han adelantado después de la Revolución de Octubre en la Unión Soviética y otros países socialistas.” Esta “tercera vía”, como se afirma en la tesis del Congreso el 15 de del Partido Comunista italiano, se presenta como “una solución que se adapte a las características y las condiciones nacionales de la actualidad, las características y necesidades básicas que son comunes a sociedades industriales desarrolladas, que se basan en las instituciones liberales capitalistas. * Las políticas y la organización de los comunistas italianos. Roma, 1979, p. 8-9.
Esta “tercera vía”, este llamado eurocomunismo, como ellos mismos dicen, por lo tanto no tiene nada que ver con el verdadero comunismo científico elaborado por Marx y Lenin, la Revolución de Octubre se materializó y las revoluciones socialistas que succeddettero, y confirmado por la lucha de clases del proletariado internacional.
Un eurocomunismo más preciso y más justo revisionismo europeo sería el número tres. Ahora, el Partido Comunista francés, el italiano y el español, como un comunista sólo de nombre, ya que los tres se revuelcan en las aguas fétidas de la burguesía que ellos programas de los partidos servono.I en los países occidentales son revisionistas y reformistas programas por lo general no difieren cualquier cosa, desde los programas de los partidos burgueses, socialistas y socialdemócratas, repitiendo el mismo estribillo. El resto es la última que inspiran incluso a los revisionistas. Su objetivo es la realización de la revolución proletaria y la transformación socialista de la sociedad,
pero las grandes masas para inculcar la idea de que uno debe renunciar a la revolución, dicen, se convertiría en innecesario e inapropiado. Pero el revisionismo socialdemócrata de tipo clásico se integra en el revisionismo moderno. Las teorías de Bernstein y Kautsky se encuentran bajo diversas formas, ahora es hora abiertos y modificados, en el revisionismo
Browder, en el revisionismo de Kruschev, Tito, en el revisionismo, el revisionismo en francés e italiano en el revisionismo Togliattian, en el maotsetungpensiero llamada y en toda la corriente revisionista. Estos muchos de los actuales anti-marxista, que son cada vez más capitalista, el mundo de hoy y revisionista, se encuentran en el seno de la revolución mundial una quinta columna que trata de prolongar la vida al capitalismo intemacional, la lucha contra la revolución ‘desde dentro.
En el día 22 del Congreso del Partido Comunista Francés, Marchais declaró que va a ir al socialismo sin lucha de clases y que no hay necesidad de edificar a la dictadura del proletariado. Dice que en su “socialismo” no sólo podremos diversas partes, pero los partidos de la reacción. Así que, como Brezhnev y Tito también Marchais, en muchos países en los que domina la capital ya ha comenzado la construcción del socialismo, a condición de que la puerta se pone el cartel de “país socialista”.
En otras palabras, ya que todo el mundo va al socialismo de una manera espontánea, como los revisionistas predicar, nadie tiene más necesidad del marxismo-leninismo como una ciencia de la revolución y el socialismo, que pertenece al pasado y deben ser abandonados. Los negadores varios afirman que el marxismo-leninismo está “envejecido”, que ya no es  capaz de resolver los problemas planteados por las sociedades actuales desarrolladas, que ya no adecuadas a la civilización moderna. Según ellos, la sociedad actual ha asimilado lo que podría absorber de marxismo-leninismo y esto fue contado con las filosofías. Revisionistas italiano, francés, español, de continuar por este camino en los últimos dos o tres años, han realizado enormes esfuerzos para formular teóricamente, sus concepciones y sus posiciones oportunistas, el eurocomunismo, como ellos lo definen, y para asignar el carácter de una doctrina ideológica y política singular, lo que representaría un “nuevo desarrollo del marxismo.” En el último Congreso que estos partidos han tomado
y los programas de eurocomunismo adoptado tiene una. forma de filo y bien definida Estas tres partes han renunciado oficialmente el marxismo-leninismo. Para Marchais de los franceses, que consideran que la teoría de Marx como una teoría de los conceptos áridos y dogmático, como un sistema cerrado con reglas invariables, la nueva “teoría” que crean llama “origen, dicen, las corrientes filosóficas y políticas de nuestra
nación “. * Cahiers du communisme, juin-juillet 1979, p. 392.
Es obvio que los revisionistas franceses no aluden a las aportaciones filosóficas de todos los progresistas y revolucionarios, Marx incluido en la renuncia por parte de los revisionistas de toda referencia al marxismo-leninismo en sus estatutos, en sus programas y otros documentos que no sólo uno. formal de sancionar lo que han hecho desde hace mucho, en la práctica Así que este acto “no es ni siquiera la ejecución de la voluntad de la burguesía, una respuesta a su petición a los partidos revisionistas por no mencionar más el” fantasma del comunismo “. Tampoco se trata de un acto que expresa el pasaje también posiciones ideológicas oficialmente abierta en el revisionismo moderno de la socialdemocracia europea. El hecho de que los partidos revisionistas ya no se refieren al marxismo-leninismo, que utilizó hasta la fecha como una máscara para engañar a los trabajadores muestra que ellos han comenzado una lucha abierta contra él a partir de las posiciones de los anti-burgués. Es un hecho que es, precisamente, los eurocomunistas tener
impugnada hoy, en el plano ideológico, la bandera de la lucha contra el marxismo-leninismo, contra el socialismo y la revolución. La publicidad que la prensa burguesa gran editorial fideicomisos, la radio y la televisión son de artículos, libros, discursos y conferencias de los revisionistas es realmente sorprendente. Figuras como Berlinguer, Marchais e incluso cómo Carrillo.Tutta esta publicidad, todo este alboroto es un testimonio de la gran alegría de la burguesía, que se encuentra en sus celosos servidores listos para luchar contra el comunismo, como se suele decir, desde la izquierda, cuando su de la lucha contra los brazos abiertos están oxidadas y rotas. Nada más apropiado y más eficaz podría encontrar el capital en la precaria situación que está atravesando, ya que el servicio que ofrecen a los revisionistas. Así que los elogios que la burguesía es a la demagogia, el engaño, la actividad de teórico y práctico, a la que los revisionistas de recurrir a engañar y confundir a los trabajadores, son totalmente comprensible y justificable.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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