Enver Hoxa : L’Eurocomunismo è anticomunismo .cap 2° -seconda parte – L’EUROCOMUNISMO — IDEOLOGIA DI SOTTOMISSIONE ALLA BORGHESIA E ALL’IMPERIALISMO-Gli inizi del revisionismo moderno nei partiti comunisti dell’Europa Occidentale-Enver Hoxha: El eurocomunismo es anticomunismo Capítulo 2 °, segunda parte –

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Enver Hoxa : L’Eurocomunismo è anticomunismo .cap 2° -seconda parte – L’EUROCOMUNISMO — IDEOLOGIA DI SOTTOMISSIONE ALLA BORGHESIA E ALL’IMPERIALISMO

Gli inizi del revisionismo moderno nei partiti comunisti dell’Europa Occidentale

…continua da prima parte- Esso chiedeva solo la formazione di un governo forte ed investito di autorità e non lottava per abbattere la monarchia e Badoglio. Il programma del Partito comunista, nel momento in cui nel paese esistevano condizioni favorevoli per portare avanti la rivoluzione, era un programma minimo. Il partito era favorevole ad una soluzione parlamentare nel quadro legale dell’ordine borghese.

La sua massima pretesa era la partecipazione al governo con due o tre ministri. In questo modo il Partito Comunista Italiano entrò nelle combinazioni politiche borghesi, facendo uno dopo l’altra concessioni senza principio. Alla vigilia della liberazione del paese esso disponeva di una grande forza politica e militare che non seppe o non volle utilizzare e depose volontariamente le armi di fronte alla borghesia. Esso rinunciò alla via rivoluzionaria e s’impegnò nella via parlamentare, che gradualmente lo trasformò da un partito della rivoluzione, in un partito borghese della classe operaia avente come obiettivo le riforme sociali.

 

Per quello che riguarda la Spagna, occorre affermare che le direttive del VII Congresso dell’Internazionale Comunista diedero in questo paese risultati migliori di quelli dati in Francia e in Italia. Il loro effetto si fece sentire meglio particolarmente durante la guerra civile. All’inizio i comunisti non fecero parte del governo del Fronte Popolare, ma diedero ad esso il loro appoggio. Tuttavia, il Partito Comunista criticava il governo per

la sua irresolutezza e chiedeva che venissero presi provvedimenti contro il pericolo fascista, contro l’attività che svolgevano i fascisti, specie la casta degli ufficiali che in quel tempo costituiva il pericolo più immediato.

Il 17 luglio del 1936 scoppiò il «pronunciamento» dei generali fascisti. Il complotto dei fascistiera ben coordinato. Questi avevano agito sottoil naso del governo della sinistra e delle autoritàinsediate da un governo, che era uscito dallacoalizione del Fronte popolare. Tutte le forze antifascistesi schierarono contro questo pericolo. Innovembre fu formato il governo presieduto daLargo Caballero, in cui entrarono a far parte anchedue ministri comunisti.

Fu così creato un fronte unitario per difendere la Repubblica anche con le armi. Il governo concesse l’autonomia ai baschi, confiscò a favore dei contadini poveri le terre dei fascisti e procedette alla nazionalizzazione di tutti i loro beni. Sin dall’inizio il Partito comunista si rivolse alla classe operaia e al popolo e fece appello a loro a resistere. Ma il Partito comunista non si limitò solo a fare appelli, esso passò all’azione. I membri del partito entrarono nelle caserme, in mezzo ai soldati, per chiarire loro la situazione e spiegare chi erano i fascisti e quale pericolo costituivano per gli operai, per i contadini, per il popolo. Nella capitale spagnola, Madrid, il golpe fascista fallì. Nelle altre città, il popolo, e in prima fila la classe operaia, attaccò i reparti militari che si erano sollevati contro la Repubblica e li paralizzò. Nelle Asturie la lotta dei minatori contro le truppe fasciste durò un mese e questa regione rimase nelle mani del popolo.

 I fascisti non riuscirono a passare. Così avvenne anche nelle regioni Basche e in molte altre regioni della Spagna. Ai primi di agosto sembrò che i generali fascisti andassero in rotta e la disfatta sarebbe stata

completa se non fossero subito accorse in loro aiuto le truppe dell’Italia fascista e della Germania nazista, e insieme a loro le truppe arruolate nel Marocco spagnolo come quelle inviate dal Portogallo fascista.

In un paese dove l’esercito era al comando di una vecchia casta di ufficiali reazionari, monarchici e fascisti, i destini del paese non potevano essere affidati a questo esercito, di cui una parte aveva seguito i generali fascisti e l’altra andava

verso la disgregazione. Perciò il Partito comunista fece appello perché fosse creato un nuovo esercito, un esercito del popolo. I comunisti si accinsero a creare quest’esercito e in breve riuscirono a formare il Quinto reggimento e sulla base di questo reggimento, che si conquistò gran fama durante la guerra di Spagna, sorse l’esercito popolare della Repubblica spagnola.

L’atteggiamento risoluto del Partito comunista contro l’attacco fascista, le prove di coraggio che esso diede mettendosi alla testa delle masse per non lasciar passare il fascismo, l’esempio dato dai suoi membri, il 60 per cento dei quali furono inviati sui vari fronti della guerra, crebbero notevolmente l’autorità e il prestigio del partito fra le masse popolari.

La guerra di Spagna finì all’inizio del 1939  con l’estensione del potere di Franco su tutto il  territorio del paese. In questa guerra il Partito  Comunista Spagnolo si impegnò a fondo per abbattere  il fascismo. Se questi riuscì a vincere, ciò  fu dovuto, oltre ai vari fattori interni, innanzi tutto  all’intervento del fascismo italiano e tedesco e  anche alla politica capitolazionista di «non intervento » delle potenze occidentali nei confronti degli  aggressori fascisti.

Molti iscritti al Partito Comunista Spagnolo  sacrificarono la vita durante la guerra civile.  I democratici spagnoli, che riuscirono a sottrarsi  ai campi di concentramento e alla prigione,  parteciparono alla resistenza francese e si batterono  valorosamente, mentre i democratici spagnoli  che si recarono in Unione Sovietica s’inquadrarono  nei ranghi dell’Esercito Rosso e molti sacrificarono  la vita combattendo contro il fascismo.

Benché in condizioni estremamente gravi, i  comunisti continuarono la lotta di guerriglia e l’organizzazione

della resistenza anche in Spagna. La  maggior parte di essi cadde nelle mani della polizia  franchista e fu condannata a morte. Franco colpi duramente l’avanguardia rivoluzionaria  della classe operaia e delle masse popolari

spagnole, e ciò ebbe conseguenze negative per  il Partito comunista. Dato che l’elemento più sano,  meglio formato ideologicamente, più risoluto e  coraggioso scomparve nella lotta armata e sotto i colpi del terrore fascista, nel Partito Comunista  Spagnolo prese il sopravvento ed esercitò la sua  influenza negativa e disgregatrice l’elemento codardo  piccolo borghese e intellettuale come Carrillo  e compagni. Questi trasformarono gradualmente  il Partito Comunista Spagnolo in un partito opportunista  e revisionista.

Le condizioni economiche e politiche, che si  crearono nell’Europa Occidentale dopo la Seconda Guerra mondiale, favorirono maggiormente il  consolidamento e la diffusione di quei punti di  vista sbagliati e opportunistici che esistevano già  nelle direzioni dei partiti comunisti di Francia,  Italia e Spagna, e stimolarono ancora di più lo spirito

di concessioni e di compromessi con la borghesia.

Questi fattori erano, tra l’altro, l’abrogazione  delle leggi fasciste e delle altre misure coercitive  e restrittive che la borghesia europea aveva adottato  sin dai primi giorni che seguirono la vittoria  della Rivoluzione d’Ottobre e fino allo scoppiodella guerra, allo scopo di frenare il crescente  slancio rivoluzionario della classe operaia, di impedire

la sua organizzazione politica e la diffusione  dell’ideologia marxista.

La restaurazione in misura più o meno larga  della democrazia borghese, che si concretizzava fra  l’altro con la piena legalizzazione di tutti i partiti  politici, escludendo quelli fascisti, con la loro partecipazione  senza ostacoli alla vita politica e ideologica  del paese, con le possibilità create a questi partiti di prendere parte attiva alle campagne elettorali, che ora si svolgevano nell’ambito.Per la diffusione delle idee opportunistiche e revisioniste nei partiti comunisti influì in modo .Questa situazione, che procurava alla borghesia  ingenti superprofitti, le permise di aprire un

po’ la borsa e di mitigare in una certa misura i  conflitti di lavoro. Nel campo sociale, come in  quello delle assicurazioni sociali, della sanità, dell’  istruzione, della legislazione del lavoro, ecc., essa adottò alcuni provvedimenti per cui la classe  operaia si era lungamente battuta. L’evidente miglioramento  del tenore di vita dei lavoratori rispetto

al tempo di guerra e persino rispetto a quello  dell’anteguerra, il rapido incremento della  produzione in seguito alla ricostruzione dell’industria  e dell’agricoltura e dell’inizio della rivoluzione  tecnica e scientifica e la piena occupazione

facilitarono la rifioritura, fra gli elementi malformati  e opportunisti, di concezioni riguardanti lo  sviluppo del capitalismo senza conflitti di classe,  la possibilità da parte sua di evitare le crisi…Sotto la pressione di queste circostanze, i  programmi dei partiti comunisti si ridussero sempre  più in programmi minimi democratici e riformisti,

mentre l’idea della rivoluzione e del socialismo  veniva messa da parte sempre più. La grande  strategia della trasformazione rivoluzionaria della  società cedette il posto alla piccola strategia delle  questioni correnti, la quale assunse poi un carattere  assoluto divenendo la linea generale politica  e ideologica.

In questo modo, dopo la Seconda Guerra  mondiale, i partiti comunisti d’Italia, di Francia,  di Gran Bretagna e, sulla loro scia, il Partito Comunista  Spagnolo cominciarono gradualmente ad  allontanarsi dal marxismo-leninismo, ad adottare  tesi e punti di vista revisionisti, ad imboccare la via  del riformismo. Quando il revisionismo kruscioviano comparve sulla scena, il terreno era già preparato affinché questi partiti lo abbracciassero  e si unissero ad esso nella lotta contro il marxiI revisionisti italiani furono i primi ad abbracciare  la linea del 20° Congresso del PC dell’Unione Sovietica, e subito dopo proclamarono con enfasi la cosiddetta via italiana verso il socialismo.

Appena rovesciato il fascismo, il Partito Comunista Italiano si presentò con una piattaforma politica e organizzativa opportunistica. All’indomani del suo arrivo a Napoli, nel marzo del 1944, tornando dall’Unione Sovietica, Paimiro  Togliatti impose al partito la linea di collaborazione di classe con la borghesia e i suoi partiti.

Alla riunione plenaria del Consiglio Nazionale del  Partito, tenutosi in quell’ epoca, Togliatti dichiarò: «Noi non poniamo l’obiettivo della lotta per la  conquista del potere, date le condizioni internazionali

e nazionali», vogliamo nondimeno distruggere  completamente il fascismo e creare «una vera  democrazia antifascista progressista». Il PCI «deve  esaminare ogni problema dal punto di vista  della nazione, dello Stato italiano»».*

A Napoli, Togliatti espose per la prima volta * P. Spriano. Storia del Partito comunista italiano. Torino, 1975, p. 308.  Dopo la liberazione del paese, la classe operaia  italiana sperava in una profonda giustizia sociale, sperava che le cose sarebbero cambiate e  che essa avrebbe finalmente detto la sua parola. Ma questo non avvenne a causa del modo in cui  fu organizzata e gestita la vita del paese da parte  dei vari partiti borghesi, compreso quello comunista. Al fine di ingannare le masse e dare loro  l’impressione che la loro parola veniva ascoltata  nel governo del paese, essi plasmarono la vita politica del paese in modo che ci fossero partiti della * G. Ceretti. A l’ombre des deux T., Paris, 1973, p. 52.

Al Partito Comunista Italiano furono assegnati all’inizio due dicasteri poco importanti, che la grande borghesia accordò ad esso nel quadro del gioco «democratico», in attesa di consolidare

le sue posizioni, di ricostituire il suo esercito, la sua polizia, tutto il suo apparato repressivo, di soffocare e paralizzare con la presenza dei comunisti al governo qualsiasi tendenza della classe operaia e del popolo italiano tesa a regolare i conti con coloro che li avevano sfruttati, oppressi e che avevano inviato i loro figli a carpire la libertà agli altri popoli, lasciando la pelle in Abissinia, in  Spagna, in Albania e perfino in Unione Sovietica. Poi, nel maggio del 1947, quando non ebbe più  bisogno di loro, la borghesia cacciò via dal governo i ministri comunisti. L’eventuale rischio di un

attacco operaio fu evitato. La classe operaia entrò  nei «ranghi», fu inquadrata nei vari sindacati, secondo i colori dei partiti, ed ebbe così inizio la lotta  per i voti, la lotta parlamentare. Dopo il 20° Congresso del Partito Comunista  dell’Unione Sovietica, Togliatti e il Partito Comunista  Italiano riconfermarono pubblicamente le

loro vecchie posizioni revisioniste. Essi non solo  approvarono qualsiasi segno di liberalizzazione  proveniente da Mosca, ma persino bruciarono…le Ai togliattiani andava a genio la linea revisionista di «destalinizzazione», essi applaudirono i kruscioviani che coprirono di fango Stalin e il  bolscevismo, applaudirono la linea kruscioviana

volta a distruggere le basi socialiste dello Stato  sovietico, erano favorevoli alle riforme revisioniste  e all’apertura verso gli Stati capitalisti, soprattutto  verso gli Stati Uniti d’America. In quanto revisionisti,  i togliattiani erano pienamente d’accordo  con la coesistenza pacifica kruscioviana e con l’avvicinamento  all’imperialismo. Questo era il loro  vecchio sogno di collaborazione con la borghesia,  sia sul piano nazionale che su quello internazionale.

Tenendo conto della via imboccata dal partito  revisionista kruscioviano in Unione Sovietica, questa  aveva bisogno dell’unità e dell’amicizia con il  Partito Comunista Italiano, aveva bisogno dell’  appoggio soprattutto dei due partiti revisionisti  d’Occidente, francese e italiano, che erano due grandi partiti e con una certa autorità internazionale.

Ed è per questo che gli «onori» riservati a  questi due partiti dai kruscioviani erano visibili,  ed insieme agli «onori» venivano anche le consistenti  sovvenzioni sottomano.  Così come i kruscioviani si affrettavano a  Togliatti pose in quel tempo la questione dell’integrazione  del socialismo nel capitalismo, avanzando anche la tesi della negazione del ruolo

del partito comunista come unica e indispensabile  guida della lotta del proletariato per il socialismo.

Egli disse che la spinta verso il socialismo  può avvenire anche nei paesi dove non c’è un partito  comunista. Queste tesi collimavano pienamente  con quelle dei revisionisti jugoslavi. Non a caso i revisionisti italiani divennero

fervidi sostenitori della riabilitazione dei revisionisti  jugoslavi. Lo stesso Togliatti si recò in Jugoslavia  ad inchinarsi dinanzi a Tito e a renderlo «accettabile » al movimento comunista internazionale.  Il Partito Comunista Italiano e Togliatti si  opposero all’idea che Mosca fosse «l’unico centro  del comunismo internazionale». Essi predicarono il «policentrismo», che mirava a creare un nuovo  blocco revisionista con a capo il Partito Comunista  Italiano,, contrapponendosi al blocco reazionario.L’attuale partito revisionista di Togliatti, di  Longo e di Berlinguer ha percorso vie oscure e  poco chiare. La sua linea e le sue posizioni sono  state fortemente impregnate di concezioni intellettualistiche e socialdemocratiche. Paimiro Togliatti, il dirigente del Partito Comunista Italiano,

manifestò queste tendenze in modo sempre più accentuato fino a giungere al suo famoso «testamento» che scrisse poco tempo prima di morire a Yalta. Questo «testamento» rappresenta il codice del revisionismo italiano, in cui hanno la loro

base in generale anche le attuali concezioni dell’ eurocomunismo. Dopo il 20° Congresso del PC dell’Unione

Sovietica, il revisionismo moderno trovò un ambiente adatto per la sua diffusione anche nelI l Partito Comunista Francese, come abbiamo  detto, non ha voluto che la lotta di liberazione  nazionale fosse trasformata in rivoluzione popolare, non ha voluto che la lotta per la presa del  potere fosse condotta con le armi. La classe operaia e il suo partito versarono il loro sangue, ma perchi? In realtà per la borghesia francese e per gli  imperialisti anglo-americani. Che nome si può dare a questa via del Partito Comunista Francese?

Volendo dirla senza guanti: tradimento verso la rivoluzione;

coi guanti: linea opportunistica, liberale. E’ vero che il Partito Comunista Francese  non potè essere liquidato né dagli occupanti tedeschi ….Dopo la liberazione del paese, la borghesia  s’impadronì di nuovo del potere e i comunisti rimasero a bocca asciutta. De Gaulle trovò il terreno  bell’e pronto e fu proclamato salvatore del  popolo francese. Per prevenire la resistenza e gli scioperi degli operai delusi e indignati, de Gaulle  chiamò al governo Maurice Thorez ed uno o due  altri comunisti. Questo posto in fondo alla tavola  assegnatogli dalla borghesia, il partito comunista  lo pagò assumendo atteggiamenti contrari agli interessi e alla volontà della classe operaia francese.  Un errore tira l’altro. Inebriati dal successo  elettorale conseguito nelle elezioni del 10 novembre  1946, quando i comunisti e i socialisti ottennero  la maggioranza assoluta dei seggi all’Assemblea Nazionale, i dirigenti del Partito Comunista Francese s’incamminarono più profondamente sulla via del riformismo. Proprio in quest’epoca Maurice Thorez concesse un’intervista al corrispondente del giornale inglese «Times», al quale  disse fra l’altro che lo sviluppo delle forze democratiche  nel mondo e l’indebolimento della borghesia  capitalista dopo la Seconda Guerra mondiale Questa era la via verso il socialismo, della quale parlava  allora Thorez, non era forse esattamente la  via kruscioviana, i cui contorni furono tracciati  più tardi. Comunque sia, le «altre vie» ricercate in quel tempo da Thorez non erano quelle della rivoluzione. La borghesia francese e l’imperialismo americano non permisero a Thorez e alla direzione del Partito Comunista Francese di cullarsi a lungo nei sogni della via parlamentare verso il socialismo, non passò molto e con un semplice decreto  del primo ministro socialista di quel tempo, Ramadier, i comunisti furono cacciati dal governo.

Enver Hoxha: El eurocomunismo es anticomunismo
Capítulo 2 °, segunda parte –

Los inicios del revisionismo moderno en los partidos comunistas de Europa occidental

– Sólo se pidió la formación de un gobierno fuerte y está investido de autoridad, y no luchar para derrocar a la monarquía y Badoglio. El programa del Partido Comunista en un momento en que había condiciones favorables en el país para llevar adelante la revolución, era un programa mínimo. El partido estaba a favor de una solución parlamentaria en el marco jurídico del orden burgués.

Su máxima se alegaba la participación en el gobierno con dos o tres ministros. De esta manera, el Partido Comunista Italiano entró en las combinaciones políticas burguesas, lo que hace una concesión tras otra sin principio. En la víspera de la liberación del país que tenía una gran fuerza política y militar que no pudo o no quiso voluntariamente dejar las armas y el uso de la burguesía. Renunció el camino revolucionario y se comprometió a la vía parlamentaria, que poco a poco lo transformó de un partido de la revolución, un partido burgués de la clase obrera tiene como objetivo de las reformas sociales.

 

En cuanto a España, el Tribunal considera que las directrices del VII Congreso de la Internacional Comunista en este país, dio mejores resultados que los que figuran en Francia e Italia. Su efecto se hizo sentir sobre todo durante la guerra civil. Al principio, los comunistas no eran parte del gobierno del Frente Popular, pero le dio su apoyo. Sin embargo, el Partido Comunista criticó al gobierno por

su irresolución y exigió a tomar medidas contra la amenaza fascista, que lleva a cabo actividades contra los fascistas, sobre todo la casta de oficiales en ese momento constituía el peligro más inmediato.

El 17 de julio 1936 rompió el “pronunciamiento” del general fascista. La trama de los fascistas estaba bien coordinado. Habían actuado bajo la nariz del gobierno de la izquierda y las autoridades establecidas por un gobierno, que fue lanzado por la coalición del Frente Popular. Todas las fuerzas antifascistas se alinearon contra este peligro. En noviembre se formó el gobierno encabezado por Largo Caballero, donde se unieron a dos ministros comunistas.

Se creó así un frente unido para defender la República con las armas. El gobierno concedió la autonomía a los vascos, confiscados a favor de los campesinos pobres de las tierras de fascista y se procedió a la nacionalización de sus todas sus posesiones. Desde el comienzo, el Partido Comunista se dirigió a la clase obrera y el pueblo y los exhortó a resistir. Pero el Partido Comunista no se limita tan sólo a presentar apelaciones, que entró en acción. Los miembros del partido entró en el cuartel, en medio de los soldados, para aclarar la situación con ellos y explicarles quiénes son los fascistas y el peligro constituido por los trabajadores, los campesinos, para el pueblo. En la capital española, Madrid, el fallido golpe de Estado fascista. En otras ciudades, la gente, y en la primera fila de la clase obrera, atacó a las unidades militares que se habían sublevado contra la República y los paralicen. En la lucha de los mineros de Asturias ‘en contra de las tropas fascistas duró un mes y esta región quedó en manos de la gente.

 Los fascistas no podían moverse. Lo mismo ocurrió en el País Vasco y en muchas otras regiones de España. A principios de agosto parecía que los fascistas entraron en la ruta general y la derrota habría sido

completa si no se hubiera realizado en su ayuda a las tropas de la Italia fascista y la Alemania nazi, y con ellos las tropas reclutadas en el Marruecos español, como los enviados por el fascista portugués.

En un país donde el ejército estaba al mando de una casta reaccionaria de edad de los funcionarios, monárquicos y fascistas, los destinos del país no podía ser confiada al ejército, parte del cual había seguido el general fascista y era el otro

hacia la desintegración. Por lo tanto, el Partido Comunista hizo un llamamiento porque creó un nuevo ejército, un ejército de personas. Los comunistas se propuso crear este ejército, y pronto tuvo éxito en la formación del Quinto Regimiento y sobre la base de este regimiento, que ganó gran fama durante la Guerra Civil española, surgió el Ejército Popular de la República Española.

La resuelta actitud del Partido Comunista contra el ataque fascista, pruebas de valor que le dieron la vanguardia de las masas de no dejar que el fascismo, el ejemplo de sus miembros, el 60 por ciento de los cuales fueron enviados a varios los frentes de la guerra, creció significativamente la autoridad y el prestigio del partido entre las masas.

La guerra civil española terminó a principios de 1939, con la extensión del poder de Franco en todo el país. En esta guerra el Partido Comunista Español está profundamente comprometida con derrocar el fascismo. Si logran ganar, se debió, además de diversos factores internos, en primer lugar la intervención del fascismo italiano y la política alemana y capitulacionista también de “no acción” de las potencias occidentales contra los agresores fascistas.

Muchos miembros del Partido Comunista sacrificaron sus vidas durante la guerra civil española. Los demócratas españoles, que lograron escapar de la prisión y campos de concentración, participó en la Resistencia francesa y lucharon con valentía, mientras que los demócratas españoles que fueron a la Unión Soviética s’inquadrarono las filas del Ejército Rojo y muchos sacrificaron sus vidas luchando contra el fascismo.

Aunque en condiciones extremadamente severas, los comunistas continuaron su lucha guerrillera y la organización

resistencia en España. La mayoría de ellos cayeron en manos de la policía franquista y fue condenado a muerte. Franco un duro golpe a la vanguardia revolucionaria de la clase obrera y las masas

Español, y esto tuvo consecuencias negativas para el Partido Comunista. Teniendo en cuenta que la más sana, mejor formados ideológicamente, más decidida y valiente en la lucha armada y desapareció bajo los golpes de terror fascista, el Partido Comunista Español se hizo cargo, y ejerció su influencia elemento negativo y destructivo de la burguesía cobarde y mezquina Como Carrillo y sus compañeros intelectuales. Estos transformarse poco a poco el Partido Comunista Español en un partido revisionista y oportunista.

Las condiciones económicas y políticas, que se crearon en Europa occidental después de la Segunda Guerra Mundial, la mayoría a favor de la consolidación y difusión de esas opiniones eran erróneas y oportunistas que ya existía en las direcciones de los partidos comunistas de Francia, Italia y España, y estimuló aún más el espíritu

concesiones y compromisos con la burguesía.

Estos factores fueron, entre otras cosas, la derogación de las leyes fascistas y otras medidas restrictivas y coercitivas que la burguesía europea había adoptado desde los primeros días después de la victoria de la Revolución de Octubre y hasta scoppiodella guerra, con el fin de frenar el aumento cada vez más revolucionaria de la clase obrera, para evitar

su organización política y la difusión de la ideología marxista.

La restauración de ancho, más o menos de la democracia burguesa, que tomó la forma de otras cosas, de la legalización completa de todos los partidos políticos, con exclusión de los fascistas, sin barreras a su participación en la vida política y la ideología del país, con la posibilidad creado para estos partidos a tomar parte activa en las campañas electorales, que se llevó a cabo en cuestión de horas. Para la difusión de ideas oportunistas y revisionistas en los partidos comunistas en tan influenciado. Esta situación, que siempre y cuando el super gran burguesía, que le permitió abrir un

bolsa pequeña y mitigar algunos conflictos laborales medida. En el ámbito social, como en el de la seguridad social, atención de la salud, de la “ley de educación, laborales, etc., Y adoptó algunas medidas para que la clase obrera tenía una broma de largo. La aparente mejora en la calidad de vida de los trabajadores que

en tiempo de guerra, e incluso que antes de la guerra, el rápido aumento de la producción tras la reconstrucción de la industria y la agricultura y el comienzo de la revolución científica y técnica y el pleno empleo

facilitó la recuperación entre los elementos deformes y oportunistas, las concepciones sobre el desarrollo del capitalismo, sin conflictos de clase, la posibilidad de él para evitar la crisis … Bajo la presión de estas circunstancias, los programas de los partidos comunistas se redujeron más en programas mínimos y los reformadores democráticos,

mientras que la idea de la revolución y el socialismo fue dejada de lado cada vez. La gran estrategia de la transformación revolucionaria de la sociedad dio paso a las pequeñas cosas de la estrategia actual, que asume un carácter absoluto se convirtió en el general, político e ideológico.

De esta manera, después de la Segunda Guerra Mundial, los partidos comunistas de Italia, de Francia, de Gran Bretaña y, a su paso, el Partido Comunista Español poco a poco comenzó a alejarse del marxismo-leninismo, a adoptar la tesis revisionista y puntos de vista , a tomar el camino del reformismo. Cuando el revisionismo de Kruschev aparecieron en la escena, el terreno ya estaba preparado para estos partidos a unirse a él y lo abrazan en la lucha contra los italianos revisionistas marxiI fueron los primeros en abrazar la línea de º Congreso 20 de la PC de la Unión Soviética, y pronto Después proclamó enfáticamente la carretera italiana llamada al socialismo.

Sólo derrocado el fascismo, el Partido Comunista Italiano se acercó con una plataforma política y de organización oportunista. Después de su llegada a Nápoles en marzo de 1944, regresando de la Unión Soviética, Togliatti Paimiro impuesto a la línea del partido de colaboración de clases con la burguesía y sus partidos.

En la sesión plenaria del Consejo del Partido Nacional, que tuvo lugar en ese momento “, Togliatti, dijo:” Nosotros no hemos fijado la meta de la lucha por la conquista del poder, dadas las condiciones del derecho internacional

y nacional “, sin embargo, que destruye por completo el fascismo y crear un” verdadero anti-fascista de la democracia liberal. ” El PCI “, deberá examinar cada problema desde el punto de vista de la nación, el Estado italiano”. “*

En Nápoles, Togliatti expuso por primera vez * P. Spriano. Historia del Partido Comunista Italiano. Turín, 1975, p. 308. Después de la liberación del país, la clase obrera italiana estaba esperando una justicia social profunda, con la esperanza de que las cosas cambiarían y que finalmente le dijo a su palabra. Pero esto no sucedió debido a la forma en que se organiza y gestiona la vida del país por las distintas partes burgueses, incluyendo a los comunistas. Con el fin de engañar a las masas y les dan la impresión de que su palabra se escuchó en el gobierno del país, dieron forma a la política del país, de modo que había partes de G. * Ceretti. A l’ombre des deux T., París, 1973, p. 52.

El Partido Comunista Italiano se adjudicaron los dos ministerios sin importancia, que la gran burguesía acordado en el contexto del juego “democrático”, a la espera de consolidar

sus posiciones, para reconstruir su ejército, su policía, todos los de su aparato represivo, para sofocar y paralizar la presencia de comunistas en el gobierno de cualquier tendencia de la clase obrera y el pueblo italiano la intención de ajustar cuentas con aquellos que tenían explotados, oprimidos y los que habían enviado a sus hijos a robar la libertad de otras naciones, dejando la piel en Abisinia, en España, Albania, e incluso en la Unión Soviética. Luego, en mayo de 1947, cuando ya no los necesita, la burguesía se alejó de los ministros de los gobiernos comunistas. El posible riesgo de una

Atacar a los trabajadores se evitó. La clase obrera entró en las filas “”, se enmarca en los distintos sindicatos, de acuerdo a los colores de las partes, y así comenzó la lucha por los votos en la lucha parlamentaria. Después del 20 º Congreso del Partido Comunista de la Unión Soviética, Togliatti y del Partido Comunista Italiano volvió a confirmar públicamente

sus posiciones revisionistas de edad. No sólo aprobó ningún signo de la liberalización de Moscú, pero aún ardía … Para togliattiani fue al genio de la línea revisionista de “desestalinización”, que aplaudieron los jruschovistas cubiertas de barro que Stalin y el bolchevismo, aplaudió la línea kruscioviana

destruir los fundamentos del Estado soviético socialista, se mostraron a favor de la reforma y la apertura a los estados capitalistas revisionistas, especialmente a los Estados Unidos de América. Como revisionistas, el togliattiani estaban en total acuerdo con la convivencia pacífica y el enfoque kruscioviana al imperialismo. Esta fue su viejo sueño de la colaboración con la burguesía, tanto a nivel nacional e internacional.

Teniendo en cuenta el camino tomado por el partido revisionista Kruschev en la Unión Soviética, esta unidad es necesario y la amistad con el Partido Comunista italiano, estaba en la necesidad de “apoyo de las dos partes, especialmente los revisionistas occidentales, franceses e italianos, que eran dos principales partidos y la autoridad internacional alguna.

Y es por eso que el “honor” reservado para estos dos partidos de jruschovistas eran visibles, y junto con “honores” también fueron importantes subsidios a la mano. A medida que los jruschovistas se apresuraron a poner en Togliatti ese momento, la integración del socialismo al capitalismo, el avance de la tesis de la negación del papel

el Partido Comunista como un liderazgo único e indispensable de la lucha proletaria por el socialismo.

Dijo que el impulso hacia el socialismo puede ocurrir incluso en países donde existe un partido comunista. Estas teorías coinciden plenamente con las de los revisionistas yugoslavos. No es casualidad que los italianos se convirtió en revisionistas

fervientes partidarios de la rehabilitación de los revisionistas yugoslavos. Togliatti mismo viajó a Yugoslavia para inclinarse ante Tito y que sea “aceptable” para el movimiento comunista internacional. Togliatti y el Partido Comunista Italiano se opuso a la idea de que Moscú era “el único centro del comunismo internacional”. Ellos predicaron el “policentrismo”, cuyo objetivo es crear un nuevo bloque encabezado por el revisionista Partido Comunista Italiano, en oposición al partido revisionista actual de la reazionario.L bloque “de Togliatti, Berlinguer Longo y ha viajado por calles oscuras y poco claras. El diseño y sus posiciones se impregnaron fuertemente las concepciones intelectualistas y sociales democráticas. Paimiro Togliatti, el líder del Partido Comunista Italiano,

Estas tendencias se manifiesta en una cada vez más acentuada hasta llegar al famoso “testamento” que escribió poco antes de su muerte, en Yalta. Este “testamento” es el código del revisionismo italiano, que tienen su

de base, en general, también las concepciones actuales de «eurocomunismo. Después de que el Congreso 20 Aniversario de la Unión PC

Soviética revisionismo moderno encontró un medio ambiente adecuado para su difusión, incluso Neli del Partido Comunista Francés, como hemos dicho, no quiere que la lucha de liberación nacional se transformó en una revolución popular, no quería que la lucha por la toma del poder Se llevó a cabo con las armas. La clase obrera y su partido han derramado su sangre, pero las tapas? En realidad para la burguesía francesa y de los imperialistas anglo-estadounidenses. ¿Qué nombre se puede dar a este planteamiento del Partido Comunista Francés?

Queriendo ponerlo sin guantes: la traición de la revolución;

con guantes de seda: liberal oportunista línea. Es cierto que el Partido Comunista francés no pudo ser liquidada, ya sea por los alemanes …. Después de la liberación del país, la burguesía se apoderó de nuevo del poder y los comunistas se mantuvo alta y seca. De Gaulle encontró la tierra ya preparada y fue proclamado salvador del pueblo francés. Para evitar la resistencia y las huelgas de los trabajadores enojado y decepcionado, De Gaulle pidió al gobierno de Maurice Thorez y uno o dos otros comunistas. Este lugar en la mesa asignada por la burguesía, el Partido Comunista le pagó tomar actitudes contrarias a los intereses y deseos de la clase obrera francesa. Un error lleva a otro. Embriagado por el éxito electoral alcanzado en las elecciones del 10 de noviembre de 1946, cuando los comunistas y los socialistas ganaron la mayoría absoluta de escaños en la Asamblea Nacional, los líderes del Partido Comunista Francés caminó más profundo en el camino del reformismo. Justo en este momento Maurice Thorez, concedió una entrevista al corresponsal del diario británico “Times”, que dijo entre otras cosas, que el desarrollo de las fuerzas democráticas en el mundo y el debilitamiento de la burguesía capitalista después de la Segunda Guerra Mundial, esta fue la camino hacia el socialismo, que luego habló Thorez, no era exactamente la forma en kruscioviana, cuyas líneas fueron trazadas después. Sin embargo, las “otras maneras” de Thorez buscaban en ese momento no eran las de la revolución. La burguesía francesa y el imperialismo de EE.UU. no se permite que Thorez y la dirección del Partido Comunista Francés de caer en los sueños de un largo camino parlamentario hacia el socialismo, y no era un simple decreto del primer ministro socialista de aquella época, Ramadier, los comunistas fueron expulsados por el gobierno.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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