Lenin : Lotta per il potere e «lotta» per le elemosine/Lenin La lucha por el poder y la “lucha” por la caridad

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da Lenin, Opere Complete, vol. 11, Editori Riuniti, Roma, 1962, pp. 21-24
trascrizione per http://www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Lenin
 
Lotta per il potere e «lotta» per le elemosine
Lenin La lucha por el poder y la “lucha” por la caridad
 
11/06/1906
 
Tutti sanno che già nel suo programma il partito socialdemocratico ha espresso l’incrollabile convinzione che per l’effettivo soddisfacimento delle urgenti esigenze delle masse popolari è necessaria la piena sovranità ad popolo. Se la massa del popolo non avrà nelle sue mani la totalità del potere statale, se nello Stato rimarrà un qualsiasi potere non eletto dal popolo, non revocabile, non dipendente interamente dal popolo, l’effettivo soddisfacimento delle urgenti esigenze di cui tutti sono consapevoli non è possibile.
 
Il partito socialdemocratico ha sempre diffuso con tutte le sue forze fra il proletariato e fra tutto il popolo questa incontestabile verità. La vera lotta, cioè la lotta di massa per la libertà, è passata e passerà sempre attraverso le tappe più diverse e spesso imprevedibili: non può essere altrimenti se si considerano le sue immense difficoltà, la complessità dei suoi compiti e l’instabilità della composizione dell’esercito di combattenti. Nel dirigere la lotta del proletariato, in ogni sua fase di sviluppo e in ogni circostanza, la socialdemocrazia, quale interprete cosciente delle aspirazioni della classe operaia, deve tenere sempre presenti gli interessi generali e fondamentali di questa lotta nel suo insieme. La socialdemocrazia insegna che non si devono dimenticare gli interessi generali per gli interessi particolari della classe operaia, che non si devono dimenticare i compiti essenziali della lotta nel suo insieme per le particolarità delle sue singole fasi.
 
Appunto così la socialdemocrazia rivoluzionaria ha sempre concepito i suoi compiti nell’attuale risoluzione russa. Solo questa concezione corrisponde alla posizione del proletariato, classe d’avanguardia, e ai suoi compiti. Nella lotta per la libertà politica la borghesia liberale, viceversa, ha sempre posto i suoi compiti in modo assolutamente diverso; li ha posti in conformità con i particolari interessi di classe della borghesia. La borghesia ha bisogno della libertà politica, ma teme la piena sovranità del popolo, perché il proletariato, maturo e già unito nella lotta, se ne servirebbe contro di essa. Perciò, cercando di ottenere la libertà politica, la borghesia vuole al tempo stesso conservare non pochi residui del vecchio potere (esercito permanente, burocrazia non elettiva, ecc.).
 
La lotta del proletariato per la libertà politica è una lotta rivoluzionaria, perché mira alla piena sovranità del popolo. La lotta della borghesia per la libertà è una lotta opportunistica, perché mira alle elemosine, alla divisione del potere fra l’autocrazia e le classi abbienti. Questa differenza fondamentale tra la lotta rivoluzionaria del proletariato e la lotta opportunistica della borghesia attraversa come un filo rosso tutta la storia della nostra rivoluzione. Il proletariato lotta, la borghesia s’insinua al potere. Il proletariato demolisce l’autocrazia con la lotta, la borghesia s’aggrappa alle elemosine dell’autocrazia che si sta indebolendo. Il proletariato leva alta, di fronte a tutto il popolo, la bandiera della lotta, la borghesia la bandiera delle piccole concessioni, delle transazioni e del mercanteggiamento.
 
Il proletariato utilizza ogni breccia, ogni indebolimento del potere, ogni concessione ed elemosina per condurre una lotta più larga, di massa, risoluta ed energica; la borghesia li utilizza per estinguere, placare, indebolire gradualmente la lotta, per restringerne i compiti, per mitigarne le forme.
 
Ricordate alcune fasi della nostra lotta per la libertà. La borghesia «lotta» perché il potere abbia fiducia nello zemstvo («diritto e potere agli zemstvo») e nel popolo (all’inizio di questo decennio). Il proletariato innalza la bandiera della lotta per l’annientamento dell’autocrazia. Il governo annuncia l’epoca della «fiducia» (Sviatopolk-Mirski), la borghesia si profonde in discorsi nei banchetti, il proletariato apre nuove brecce nella roccaforte dell’oppressione, morendo nelle strade il 9 gennaio e sviluppando un grandioso movimento di scioperi.
 
Estate del 1905, La borghesia invia una deputazione per impetrare le libertà. In autunno viene concessa la Duma di Bulyghin. La borghesia è commossa. Grido generale: entrate nella Duma! Gli opportunisti della socialdemocrazia tentennano. Il proletariato continua a lottare. Uno sciopero in tutto il paese, senza precedenti nel mondo, spazza via la Duma. Il proletariato conquista la libertà e la difende col suo sangue contro gli attentati della reazione.
 
Nella prima battaglia esso è sconfitto. La borghesia copre d’insulti i vinti e si aggrappa servilmente alla Duma. Il proletariato raccoglie le forze per un nuovo assalto, continua fieramente a non lasciar cadere la bandiera della lotta per la piena sovranità del popolo. L’assalto fallisce prima della convocazione della Duma. La borghesia striscia di nuovo, gettando a mare la parola d’ordine dell’Assemblea costituente, schizzando veleno contro le «azioni», predicando, la conciliazione, la transazione, la nomina di un ministero cadetto da parte del potere supremo.
 
Il proletariato utilizza la nuova situazione così come aveva utilizzato la «fiducia» nel 1904 e il 17 ottobre 1905. Esso aveva adempiuto il suo dovere rivoluzionario, aveva fatto tutto il possibile per spazzar via con un’azione diretta la Duma di Witte (5) come aveva fatto per quella di Bulyghin. Non c’era riuscito perché la borghesia aveva tradito, perché l’organizzazione e la mobilitazione della classe operaia e dei contadini non erano sufficienti. Il proletariato continua a lottare, utilizzando tutti i conflitti «nella Duma» e intorno alla Duma, per farne il punto di partenza di un movimento di massa ancora più vasto e risoluto.
 
Una nuova lotta si sviluppa. Nessuno lo nega. Si solleva una massa di proletari, di contadini, di poveri delle città, di soldati, ecc, molto più larga di prima. Nessuno nega che si tratterà di una lotta al di fuori della Duma. Si tratterà, per le condizioni oggettivc della situazione attuale, di una lotta che demolirà direttamente il vecchio potere. Nessuno può predire in che misura avverrà questa demolizione. Ma il proletariato, quale classe d’avanguardia, mira in questa lotta, ancor più fermamente, alla vittoria totale, all’eliminazione totale del vecchio potere.
 
E il proletariato rimane coerente, respingendo le parole d’ordine opportunistiche della borghesia, che ha fuorviato una parte dei socialdemocratici. è falso che la nomina di un ministero cadetto significhi «strappare il potere» alla camarilla, E’ una menzogna borghese. In realtà la nomina di questo ministero sarebbe ora un nuovo paravento liberale per la camarilla. È falso che la nomina di un ministero cadetto significhi trasformare la pseudo Costituzione in una Costituzione effettiva. E’ una menzogna borghese. In realtà questo ministero sarebbe solo un travestimento dell’autocrazia, che indosserebbe un nuovo abito pseudocostituzionale. È falso che la rivendicazione di un ministero cadetto diverrà una rivendicazione di tutto il popolo. E’ una menzogna borghese. In realtà è solo una rivendicazione della Duma cadetta. In realtà i non cadetti la ripetono solo per un malinteso, credendo che sia qualcosa di molto più vasto. Le rivendicazioni di tutto il popolo vanno molto più in là di quelle della Duma cadetta. Infine, è anche falso che l’«appoggio» alla rivendicazione di un ministero cadetto (o il che è lo stesso, a un ministero cadetto) mediante risoluzioni, mandati, ecc, sia una lotta concreta contro il vecchio potere. È una menzogna borghese. Un tale «appoggio» da parte del proletariato significherebbe rinunciare alla lotta, significherebbe solo consegnare la causa della libertà nelle mani malferme dei liberali.
 
Il proletariato lotta e continuerà a lottare per demolire il vecchio potere, e consacrerà a questo scopo tutto il suo lavoro di propaganda, d’agitazione, d’organizzazione, di mobilitazione delle masse. Se la demolizione totale non sarà possibile, il proletariato utilizzerà anche quella parziale, ma non la sosterrà mai, non la presenterà sotto una luce lusinghiera, non chiamerà il popolo ad appoggiarla. Dànno un appoggio concreto alla lotta concreta coloro che vogliono ottenere il massimo (accontentandosi, in caso di insuccesso, del minimo) e non coloro che, prima della lotta, ne restringono in modo opportunistico gli obiettivi.
 
Chi non si lascia illudere dal frastuono delle frasi s’accorgerà facilmente che il popolo, lotterà concretamente non già per un ministero cadetto, ma per eliminare il vecchio potere. Gli interessi della burocrazia esigono che il reale slancio di questa lotta si attenui. Gli interessi del proletariato esigono che esso si diffonda e divenga più potente.
 
Vperiod, n. 17 – 14 giugno 1906
 
Note:
 
5) La Duma di Witte, prima Duma, convcata il 27 aprile (10 maggio) 1906 in base a un regolamento elaborato dal presidente del consiglio dei ministri, Witte, venne sciolta dal governo zarista l’8 (21) luglio 1906.

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Lenin, Obras Completas,vol. 11-Editor Unidos , Roma, 1962, p. 21-24
la transcripción http://www.resistenze.org por el Centro de Documentación de la Cultura y de los Pueblos

Lenin

La lucha por el poder y la “lucha” por la caridad

11/06/1906

Todo el mundo sabe que ya en su programa el Partido Social Demócrata ha expresado su firme convicción de que su puesta en práctica efectiva de las necesidades urgentes de las masas necesitan la plena soberanía al pueblo. Si la masa de la población tendrá en sus manos la totalidad del poder del Estado, en su caso el poder en el Estado no popular será elegido, no cancelable, no depende enteramente de las personas, el cumplimiento real de las necesidades urgentes, todos los cuales no son conscientes es posible.

El Partido Social Demócrata siempre ha sido popular con todas sus fuerzas entre el proletariado y entre todos los habitantes de esta verdad innegable. La verdadera lucha, es decir, la lucha de masas por la libertad se ha ido y siempre se pasan a través de las etapas más diversa y muchas veces impredecible: no puede ser de otra manera si tenemos en cuenta sus inmensas dificultades, la complejidad de sus tareas y la inestabilidad de la composición ejército de combatientes. En la dirección de la lucha del proletariado, en cada etapa de desarrollo y en todas las circunstancias, la democracia social, como un intérprete consciente de las aspiraciones de la clase obrera, siempre debe tener en cuenta el interés general y fundamental de esta lucha en su conjunto. La democracia social enseña que no debemos olvidar los intereses generales de los intereses especiales de la clase obrera, que no debemos olvidar las tareas clave de la lucha en su conjunto por las particularidades de sus distintas fases.

Exactamente así es la socialdemocracia revolucionaria siempre ha concebido su tarea en la resolución actual de Rusia. Sólo este concepto corresponde a la posición del proletariado, la clase avanzada, y sus tareas. En la lucha por la libertad política de la burguesía liberal, por el contrario, siempre la ha puesto en una serie de tareas completamente diferentes, puesto que, de conformidad con los intereses particulares de la burguesía. La burguesía necesita de la libertad política, pero teme que la plena soberanía del pueblo, porque el proletariado, maduro y ya están unidos en la lucha, que lo haría en contra. Por lo tanto, tratar de obtener la libertad política, la burguesía quiere mantener el mismo tiempo, no unos pocos restos del antiguo régimen (el ejército permanente, la burocracia no es electivo, etc.).

La lucha del proletariado por la libertad política es una lucha revolucionaria, porque apunta a la plena soberanía del pueblo. La lucha de la burguesía es una lucha por la libertad oportunista, porque su objetivo es dar limosna, a la división del poder entre los ricos y la autocracia. Esta diferencia fundamental entre la lucha revolucionaria del proletariado y la burguesía a través de la lucha oportunista como un hilo rojo a lo largo de la historia de nuestra revolución. La clase obrera lucha, la burguesía arrastra en el poder. El proletariado destruye la autocracia con la lucha, la burguesía se aferra a las limosnas de la autocracia que se está debilitando. El apalancamiento de alto proletariado, ante todo el pueblo, la bandera de lucha, la burguesía, la bandera de las concesiones pequeñas, de transacción y negociación.

El proletariado utiliza cualquier incumplimiento, cualquier debilitamiento del poder, la concesión de cada uno y le pide llevar a cabo una lucha más amplia, masiva, decidida y enérgica, la burguesía los utiliza para apagar, apagar, debilitando gradualmente la lucha para limitar las tareas para mitigar formas.

Recuerda que algunas fases de nuestra lucha por la libertad. La clase media “lucha” porque el poder tiene la confianza en el zemstvo (“derecho y el poder de la asamblea rural”) y las personas (al principio de esta década). El proletariado levanta la bandera de la lucha por la destrucción de la autocracia. El gobierno anunció la era de la “confianza” (Sviatopolk-Mirski), la clase media está enfrascado en una conversación en los banquetes, el proletariado abre nuevas brechas en la ciudadela de la opresión, la muerte en las calles el 09 de enero y el desarrollo de un movimiento de gran huelga.

Verano de 1905, las clases medias enviar una delegación a la libertad imploro. En el otoño se les da la Duma Bulygin. La burguesía se ha movido. Clamor general: entrar en la Duma! Los oportunistas de la socialdemocracia vacilar. La clase obrera continúa luchando. Una huelga en todo el país, sin precedentes en el mundo, arrasando la Duma. El proletariado ha sufrido la libertad y la defiende con su sangre contra los ataques de la reacción.

En la primera batalla, es derrotado. La burguesía comprende los insultos de los vencidos y se aferra ciegamente a la Duma. El proletariado se fortalece para un nuevo asalto, continúa con orgullo de no dejar caer la bandera de la lucha por la plena soberanía del pueblo. El asalto no antes de la convocatoria de la Duma. La tira de la burguesía de nuevo, desechando la consigna de la Asamblea Constituyente, el veneno contra los chorros “Acciones”, la predicación, la reconciliación, la transacción, el nombramiento de un cadete por el Ministerio del poder supremo.

El proletariado se valdrá de la nueva situación, ya que había utilizado la “confianza” en el año 1904 y el 17 de octubre de 1905. Se había cumplido con su deber revolucionario, había hecho todo lo posible para acabar con una acción directa de la Duma de Witte (5) como lo había hecho a la Bulygin. No tuvo éxito debido a que la burguesía había traicionado, porque la organización y la movilización de la clase obrera y los campesinos no eran suficientes. La clase obrera continúa luchando, con todos los conflictos “en la Duma” y alrededor de la Duma, para servir como punto de partida de un movimiento de masas más amplia y decidida.

Una nueva lucha se desarrolla. Nadie lo niega. Plantea una masa de proletarios, campesinos, pobres urbanos, los soldados, etc, mucho más amplia que antes. Nadie niega que sea una lucha fuera de la Duma. Esto significa, por las condiciones oggettivc la situación actual, una lucha que va a demoler la antigua potencia directamente. Nadie puede predecir en qué medida se esta demolición. Pero el proletariado como la clase de vanguardia, tiene como objetivo en esta lucha, incluso con más fuerza, el total de la victoria, la eliminación total del antiguo régimen.

Y el proletariado sigue siendo coherente, rechazando consignas oportunistas de la burguesía, que ha engañado a algunos de los socialdemócratas. es falso que el nombramiento de un ministerio de Cadetes significa “arrebatar el poder” de la camarilla, una mentira burguesa E ‘. En realidad, este ministerio ahora nombrar a una nueva pantalla de la camarilla liberal. Es falso que el nombramiento de un ministerio de Cadetes medios para transformar la Constitución en un pseudo-constitución efectiva. Es una mentira burguesa. En realidad, este ministerio sería sólo un disfraz de la autocracia, usaría un vestido nuevo pseudocostituzionale. Es falso afirmar que una demanda se convertirá en un ministerio de Cadetes de todo el pueblo. Es una mentira burguesa. En realidad es sólo una reivindicación de la Duma cadete. De hecho, los cadetes no se repita sólo por un malentendido, creyendo que es algo mucho más grande. Las reivindicaciones de todas las personas van más allá de los de la Duma cadete. Por último, también es cierto que el “apoyo” al reclamo de un ministerio de Cadetes (o que es lo mismo, el Ministerio de Cadetes) a través de resoluciones, mandatos, etc, es una lucha concreta contra el antiguo régimen. Bourgeois es una mentira. Este “apoyo” por parte del proletariado sería renunciar a la lucha, sólo le daría a la causa de la libertad en el temblor de las manos de los liberales.

El proletariado lucha y seguirá luchando para demoler el viejo poder, y para ello dedicar todo su trabajo de propaganda, la agitación, la organización, la movilización de las masas. Si la demolición total no será posible, el proletariado también se utilizará el parcial, pero no el apoyo, nunca se presentan bajo una luz favorecedora, no va a llamar a la gente que la apoye. Dar un apoyo concreto a los que quieren la lucha concreta para obtener el. Más (estar satisfecho, si no tiene éxito, el mínimo) y no aquellos que, antes de la pelea, no restringir los objetivos oportunistas

¿Quién no puede ser engañado por el ruido de las frases que echa de menos la gente que no fácilmente, en realidad luchan por un ministerio de Cadetes, pero para eliminar el antiguo poder. Los intereses de la burocracia exige que el verdadero impulso para esta pelea en penetración. Los intereses del proletariado exigen que se extienda y se vuelven más poderosos.

Vperiod, n. 17 a 14 junio 1906

Notas:

5) La Duma de Witte, de la primera Duma, convcata 27 de abril (10 de mayo) en el año 1906 de acuerdo a un reglamento elaborado por el Presidente del Consejo de Ministros, Witte, fue disuelto por el gobierno zarista, el 8 (21) en julio de 1906.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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