LA VERITA’ SU STALIN (Wilf Dixon)

LA VERITA’ SU STALIN (Wilf Dixon)

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Wilf Dixon: “La verità su Stalin”.http://socialismo-solucion.blogspot.it/2009/11/wilf-dixon-la-verdad-sobre-stalin.html

Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l’Unione Sovietica  mentre  combatteva  per la sua esistenza  ingaggiando   una lotta mortale contro il fascismo tedesco, i  trotskisti  britannici incitavano  i lavoratori allo sciopero, minando così lo sforzo bellico che in quel determinato e delicato momento storico avrebbe avuto come  unico beneficiario; il fascismo.

Indebolendo lo sforzo bellico della Gran Bretagna quando l’Unione Sovietica era coinvolta  in una lotta di vita o di morte contro il fascismo,  trotskisti si sono trasformati a strumenti del fascismo nella lotta contro l’Unione Sovietica. Il ruolo del pseudo-radicalismo trotskista durante la guerra getta una luce sul ruolo che questi  svolsero  prima della guerra. Solo dopo aver capito ciò, possiamo apprezzare appieno il contributo di W. Dixon. Continuerà il dibattito sul fatto se i rappresentanti  ufficiali del trotskismo  hanno intessuto e mantenuto contatti  diretti  con i servizi segreti dell’Asse, alle spalle dei membri  delle loro organizzazioni d’appartenenza. Tuttavia, ciò che non si può negare è che il trotzkismo, come il radicalismo di sinistra, è diventato un movimento, oggettivamente  parlando, a servizio delle classi reazionarie e dei loro mercenari fascisti nella lotta contro il socialismo.

Il contributo di Dixon è un monito sui pericoli del radicalismo pseudo-rivoluzionario di sinistra  nel movimento operaio di oggi.

Introduzione

Vi ringrazio per l’opportunità di rendere giustizia  alla memoria  storica sui  diversi argomenti  legati a Stalin. La mia conferenza s’intitola “La verità su Stalin”. Certamente questo è un titolo forte , ma  non  abbastanza   di fronte alle menzogne predominanti che vengono fatte passare per giudizi storici  obiettivi, menzogne che hanno come loro fonte gruppi di esperti anticomunisti operanti  prevalentemente nell’Università di  Harvard e nella propaganda nazista. Fonti che agiscono sulla base dalla strategia consistente nel gettare fango a sufficienza e inventare  genocidi , perché comunque ci sarà sempre qualcosa di vero.” Tuttavia, una valutazione storica di Stalin non può essere fatta  separando la sua azione da  quella della rivoluzione russa e dai compiti che il potere sovietico si assunse per la  creazione e la costruzione del primo Stato socialista. Non voglio difendere il contributo di Stalin solamente richiamandomi all’imparzialità di  coloro che cercano la verità nei fatti, sebbene i fatti che andrò ad esporre siano la testimonianza  dei  risultati concreti ottenuti da  Stalin,  ma come un comunista che usa la prospettiva  marxista-leninista internazionale per descrivere e spiegare il ruolo dell’ individuo nei grandi movimenti e  eventi storici.

LA VERITA ‘SU STALIN (Wilf Dixon) /LA VERDAD SOBRE STALIN (Wilf Dixon)

 

Il marxismo c’insegna che dopo la scomparsa delle forme di società comuniste  primitive e l’emergere delle classi – il proprietario di schiavi e lo schiavo, il signore e il servo della gleba o contadini, il capitalista e il lavoratore – la storia dello sforzo e del  progresso umano è stata la storia della lotta di classe. Sono Le condizioni sociali degli esseri umani a  determinare la loro coscienza, e le idee recano l’impronta degli interessi di una classe particolare. Le idee della classe dominante sono le idee dominanti. La classe dominante in qualsiasi epoca, cerca di modellare il mondo a sostegno dei loro interessi e la loro visione della realtà. Viviamo nell’epoca dell’imperialismo e della rivoluzione sociale. Ma la rivoluzione sociale non si è realizzata  nei paesi che sono il centro del potere della borghesia, Europa, America, Giappone, ed ora questo potere  è stato restaurato in Russia. Non è quindi sorprendente che la visione predominante su Stalin e Lenin, ora che l’Unione Sovietica è crollata, sia l’odio viscerale della  borghesia imperialista e del suo esercito ben pagato e allenato di scribacchini.

Queste note introduttive sono essenziali per una valutazione significativa dell’opera di  Stalin.

Primi anni.

Josif Vissarionovic Dzugasvili,  meglio conosciuto come Joseph Stalin, è nato  il 21 dicembre 1879 nell’antica città georgiana di Gori. La sua   famiglia era d’ origine contadina, il  padre esercitava il mestiere di  calzolaio. I suoi genitori erano gente semplice e sua madre Ekaterina, contro la volontà del padre, senza badare a spese e risparmi, inviò il giovane  Josif  al seminario per studiare  da sacerdote. Ma questo desiderio materno non si realizzò. Il fermento rivoluzionario dell’epoca influenzò profondamente Stalin. Dopo un periodo da studente modello, il  27 maggio 1899 venne espulso dal seminario per aver propagandato le idee marxiste. Da allora si dedicò in pieno alla sua attività di rivoluzionario di professione, assumendo  lo pseudonimo di Koba, l’ “Implacabile”.

Entrò nelle fila del Partito Socialdemocratico Operaio Russo nel 1903, stabilìendo il suo primo contatto con Lenin tramite corrispondenza, mentre questo si trovava in esilio. Riconobbe in Lenin un uomo dal carattere singolare e successivamente sostenne con decisone la lotta dei bolscevichi contro i menscevichi. Stalin, come successivamente sarà comunemente riconosciuto, fu soggetto a diversi periodi di prigionia e di ‘esilio in Siberia, dove divenne noto come una persona non molto socievole verso gli altri esuli. Preferiva andare a pesca e mescolarsi con gli abitanti del villaggio. I biografi tendono ad ipotizzare questo suo atteggiamento  forse perché la maggior parte degli altri esuli politici,che erano intellettuali e evitavano Stalin, o che questi si sentisse a disagio o sospetto. Stalin era molto pragmatico e con i piedi per terra, quindi sicuramente preferiva la compagnia dei lavoratori e dei contadini agli intellettuali. Nel 1912 Stalin entrò a far parte del Comitato Centrale del partito ,ma l’ intensificazione delle attività della polizia zarista alla ricerca e l’ubicazione dei dirigenti bolscevichi portò al suo arrestato nel febbraio del 1913, dopo un breve periodo di carcere fu esiliato da San Pietroburgo a Monastyrskoe in Siberia  un villaggio posto all’interno del Circolo Polare Artico.La fuga gli era impossibile, costringendo, cosi Stalin nel concentrarsi nella lotta per la sua sopravvivenza.

Dopo la rivoluzione di febbraio del 1917 fu dichiarata l’amnistia per tutti i prigionieri politici e Stalin fece  ritornò  a Pietrogrado, dove venne immediatamente e pienamente coinvolto negli eventi rivoluzionari del tempo. Anche se poco conosciuto nell’ambito del partito, assunse sempre maggiori responsabilità per il lavoro di consolidamento del giovane  potere sovietico, tra l’altro assumendo anche il comando di unità dell’Armata  Rossa, l’’esercito formato durante la  guerra civile del 1918-20. Questa conferenza non in incentrata particolarmente sugli eventi della Rivoluzione bolscevica. Per oggi è sufficiente ricordare che la Rivoluzione d’Ottobre è forse fino ad oggi, l’evento più significativo del XX secolo, l’evento che ha dato origine ad una nuova era di  rivoluzioni e di emancipazione sociale.

La Rivoluzione d’Ottobre è stata fin dall’inizio un esempio luminoso, il modello di speranza e di libertà per i lavoratori e i  popoli oppressi di tutto il mondo. Per la prima volta nella storia si  registrata, che le masse prendono nelle loro mani  le redini del potere statale e attraverso il potere dei soviet lo esercitarono  divennendo i padroni del proprio destino. Lenin fu l’architetto del partito, in grado di raggiungere l’obiettivo di condurre le masse a questa grande vittoria, ed era anche Lenin che ha guidato il partito e lo stato sovietico alla nascita, quando si combatte per la sua stessa esistenza. Ma la salute di Lenin, che nel 1918 fu gravemente indebolita da un tentativo di assassinio,  le  conseguenze di questo furono dei  contracolpi che  influirono sulla sua attività,  una serie di gravi scompensi celebrali,alla fine lo portarono alla morte nel 1924. Stalin era allora responsabile della direzione del Partito Comunista dell’Unione Sovietica durante l’epoca della costruzione più difficile del socialismo, e che piu’ in la con la sua tenace opera distrusse  la potenza militare della Germania nazista ,trasformò un sesto della superficie del mondo in una superpotenza globale in grado di sfidare l’imperialismo degli Stati Uniti .

Per circa 30 anni, Stalin fu il leader riconosciuto dell’Unione Sovietica e del Movimento Comunista Internazionale. Attraverso il Comintern, Stalin, come Lenin, ha aiutato la formazione e lo sviluppo dei partiti comunisti in tutto il mondo. Ha ricevuto e dato consigli ai leader dei partiti comunisti, pur insistendo sulla responsabilità che hanno i comunisti ad  usare la propria intelligenza e di risolvere i problemi legati alla leadership della lotta dei lavoratori, principalmente tramite i propri sforzi.

Il movimento operaio in Europa e in America divenne enormemente più potente, grazie al crescente prestigio dell’Unione Sovietica e del  Movimento Comunista Internazionale. La formazione di partiti comunisti nei paesi oppressi del Medio e Estremo Oriente, Africa e Sud America, fece in modo che  lotta per l’indipendenza nazionale delle colonie divenisse  più forte e capace di ottenere la vittoria contro la dominazione imperialista. Le concessioni fatte dalla classe capitalista alla classe operaia (assistenza medica gratuita, la sicurezza sociale, diritto del lavoro,- ndr -cioè lo stato sociale di matrice keynesiana) ovviamente sono stati venduti come benefici del capitalismo. Ma in realtà sono stati il risultato della poderosa lotta internazionale dei lavoratori e della forza rappresentata dal campo socialista dopo la sconfitta della Germania nazista, cosi come  della formazione delle democrazie popolari in Europa Orientale e la liberazione della Cina nel 1949. Il contributo di Stalin è scritto in modo indelebile in questo periodo della storia della lotta dei popoli oppressi e dei lavoratori. Proprio per questo  Stalin è divenuto  il bersaglio di tanto veleno da parte dalle classi reazionarie.

Comprendere la storia dell’Unione Sovietica richiede lo studio e l’analisi di una quantità enorme di fatti, dati e dettagli. La conferenza di oggi, col tempo che ho a disposizione, può solo sfiorare la superficie. Ma ci sono una serie di tappe che la maggior parte di noi riconoscono come importanti, se non altro perché generano la maggior parte delle controversie. Quali sono?

-1) Collettivizzazione – l’eliminazione dei kulaki come classe.

-2) L’opposizione diventa uno strumento nelle mani della reazione, dell’imperialismo e del fascismo.

-3) Stalin e la guerra contro l’accerchiamento capitalistico e l’aggressione fascista.

Collettivizzazione

La collettivizzazione fu il nodo centrale del primo piano quinquennale attuato nel 1929. Fu centrale per il programma d’industrializzazione dell’Unione Sovietica e senza di essa non c’era nessun altra soluzione possibile all’arretratezza dell’economia. Nel 1928 il numero di fattorie collettive era salito da 14.830 a 33.258, il che suppone un incremento da 194.200 a 416.700 di proprietà agricole collettivizzate. Ma questo tasso di crescita era inaccettabile. Come l’inverno del 1928-29 si avvicinò, la minaccia della fame si fece seria.

La resistenza dei kulaki (contadini ricchi) costituiva una grave minaccia per il piano quinquennale e la costruzione del socialismo. Il 27 dicembre 1929, Stalin dichiarò: «Siamo passati dalla limitazione delle tendenze sfruttatrici dei kulaki alla liquidazione dei kulaki in quanto classe »[1] I kulaki distruggevano  il grano e il  bestiame, prima di permettere che fossero posti sotto l’autorità delle fattorie collettive. Indubbiamente vennero adottate alcune misure severe, compresa la confisca della proprietà e la deportazione in Siberia e nelle regioni artiche. Questo fu un periodo d’intensa lotta di classe, che una volta iniziata, doveva essere completata nel più breve tempo possibile per ripristinare ed espandere la produzione nelle campagne. Non c’era altra alternativa alla resistenza dei kulaki, e la campagna per completare la collettivizzazione di tutta la produzione di grano raggiunse  il suo  picco nell’autunno del 1932. Nel mese d’ottobre 1929, il 4,1% delle proprietà rurali erano state collettivizzate. Nel marzo 1930, il numero era superiore al 50%, e nel luglio del 1934 rappresentavano il 71,4% delle terre coltivate e delle proprietà rurali. Stalin fece il punto della situazione  sul processo di collettivizzazione nel  marzo 1930, quando pubblicò sulla Pravda il suo famoso articolo “Le Vertigini del Successo”, in cui criticò l’eccessivo zelo dei funzionari del partito e chiese una pausa nel processo di forte raggruppamento di contadini e allevatori nelle aziende agricole collettive. Criticò le distorsioni nella linea del partito, chiedendo la massima cura nel trattare con i contadini, e dichiarò inoltre  che, in particolare, doveva cessare il trattamento delle migliaia di contadini poveri e medi come kulaki. Ciò causò un ritardo nel numero delle collettivizzazioni, ma la campagna continuò, in modo tale che entro la metà del 1931, il 52,7% delle proprietà rurali era stata collettivizzata. Circa 4 anni dopo il numero era salito al 90,5%.

La Collettivizzazione fu la pietra angolare e decisiva  del primo piano quinquennale e per  l’  effettiva costruzione del socialismo. Ma la resistenza selvaggia dei kulaki creò enormi problemi al processo di collettivizzazione  Solo , nei primi mesi del 1930, 14 milioni di capi di bestiame furono abbattuti, e  dei 34 milioni di cavalli esistenti in quel epoca , nella Russia sovietica, nel 1929,  ne vennero uccisi 18 milioni. Questi fatti,veri e propri atti di sabotaggio erano volti  contro l’industrializzazione dell’agricoltura, una lotta dura da parte  del partito e del governo sovietico una vera e disperata lotta di  necessità per evitare la fame. Ma questi atti di reazione e resistenza, non potevano essere evitati del tutto, e in realtà avvennero prima della campagna di collettivizzazione. L’inverno del 1932-33 fu un periodo di terribile carestia,  a cui poi fece  seguito un raccolto record nel 1933, raccolti che continuarono  a migliorare negli anni successivi.

La collettivizzazione era essenziale per l’industrializzazione socialista dell’Unione Sovietica. Ma era anche essenziale per liberare le menti dei contadini dalle concezioni arretrate proprie dell’’economia rurale esistente. La formazione delle collettività, mentre vi era ancora un rapporto mercantile con lo Stato, fece in modo che i contadini si aggregassero e minò l’isolamento individuale dei contadini, creando l’opportunità per sviluppare la coscienza sociale. Questo fu precisamente l’effetto immediato  che ebbe la collettivizzazione sui contadini, e una volta  che videro  che la collettivizzazione migliorava le condizioni di vita dei contadini, la difesero come propria. La vita culturale nelle campagne  si sviluppò con la creazione di cinema e centri culturali per promuovere tutti i tipi di attività di collettive.

Fu Lenin che creò lo slogan che il  “socialismo era il potere dei Soviet più l’elettrificazione”. L’elettrificazione, così come l’industria, generalmente si trovava in uno stato arretrato nella Russia Zarista. Lo sviluppo della grande industria era inconcepibile senza l’energia che mettesse in moto il processo industriale. Questo piano venne chiamato piano GOELRO, [2]che comprendeva  la costruzione di 30 nuove centrali elettriche con una capacità totale di 1,5 milioni di kilowatt, piano che venne iniziato da Lenin per essere completato in dieci anni. In una serie di progetti quinquennali lanciati da Stalin, l’iniziale di sviluppo e costruzione delle  centrali fu  ampliato notevolmente. Nel 1937, l’URSS era già il terzo produttore di energia del mondo.

L’industria si è sviluppò ad un ritmo impressionante. L’utilizzazione di trattori e macchine agricole era  al centro della campagna di collettivizzazione. Già nel 1927 i livelli di produzione raggiunsero i  livelli di prima della guerra. Alla fine dell’ultimo anno del primo piano quinquennale, la grande industria registrò un notevole incremento del 113%. Una delle caratteristiche di questo sviluppo, che si sarebbe rivelato cruciale nella guerra di resistenza contro la Germania nazista, fu lo sviluppo di nuove industrie  per assicurare una più adeguata distribuzione dell’industria in tutto il paese. Si è riconosciuto che la concentrazione dell’industria nella Russia europea rendeva vulnerabile l’URSS in caso di un attacco da ovest. Ian Grey, nella sua biografia Stalin: Man of History [Stalin: L’uomo della  Storia ], ha scritto:“La redistribuzione dell’ industria, ha portato allo sviluppo di una seconda industria siderurgia e  di una centrale a carbone nella zona di  Ural-Kuznetsk . Magnitogorsk, il centro di una nuova regione industriale degli Urali, iniziò nel 1931 come un insieme di capanne che ospitavano i lavoratori, incaricati della costruzione di forni e laminatoi; otto anni dopo questa era divenuta una città con 146.000 abitanti. Kuznetsk in Siberia, conosciuta nel 1932 come Stalinsk e Karaganda in Karakhstan, divennero le  più importanti città industriali in un lasso di tempo molto breve ” (pagina 253).

La collettivizzazione, l’elettrificazione e l’industrializzazione si svilupparono a pieno ritmo. Nel 1937, l’industria di costruzione di macchinari sovietica divenne la prima in Europa e la seconda nella produzione mondiale. In metallurgia, l’URSS raggiunse  il secondo posto in Europa e terzo nel mondo. L’industria chimica sovietica occupò il primo posto in Europa e  il secondo nel mondo. Molto si  è detto e scritto oggi, che nell’Unione Sovietica non si aveva rispetto per l’ambiente. Ciò non era vero durante il periodo di  Stalin. Il calore generato nella produzione d’energia veniva utilizzato per riscaldare le case dei lavoratori delle nuove città che sorsero  accanto ai nuovi complessi industriali. Furono utilizzati anche fonti alternative d’ energia, come l’acqua e l’energia eolica.

Insieme a questa intensa produzione industriale, c’era la necessità di sradicare completamente l’analfabetismo e conseguire una classe operaia colta e tecnicamente competente. Nel 1929 vi erano ancora circa il 51% di analfabeti tra i 5 e i 50 anni. Nel 1939 era scesa al 18,8 per cento. Nel marzo del 1931, circa 5.000 specialisti stranieri vennero impiegati nell’industria sovietica. Centinaia di ingegneri e studenti sovietici furono  formati all’estero, in particolare negli Stati Uniti (il che  non risultò  del tutto soddisfacente). Nel 1933, circa 200.000 studenti  erano iscritti alle scuole tecniche superiori e circa 900.000 studenti  frequentavano le  scuole tecniche secondarie. 

Le scuole manifatturiere e i corsi specialistici istruivano un milione di lavoratori ogni anno. L’urgenza e il ritmo di sviluppo, senza dubbio richiesero grandi sforzi e sacrifici. Ma nel 1933 Hitler divenne Cancelliere della Germania e il partito nazista  iniziò i preparativi  per la sua campagna di guerra: non vi era  alcun dubbio che ciò rappresentava una seria   minaccia per   il giovane stato socialista  sovietico, dopo poco più di un decennio di edificazione pacifica. I sacrifici enormi del primo piano quinquennale diedero  i loro frutti migliorando le  condizioni di vita del popolo sovietico, mentre l’Occidente capitalista era in preda alla grande Depressione economica .

In questo momento critico per l’Unione Sovietica, l’opposizione, che sperava  che Stalin e il Partito non concretizzassero con  successo la collettivizzazione dell’agricoltura,  aumentarono le loro attività sovversive. Questa opposizione (ndr ,di “destra” e di “sinistra” )in  ogni fase del dibattito interno al partito, sia sull’elettrificazione e sia sulla collettivizzazione, avevano dimostrato le loro  posizioni errate, di conseguenza avevano  poco sostegno tra le masse. Da quel momento in poi, per raggiungere i loro obiettivi non gli rimase che  servirsi  del  terrorismo.

L’assassinio di Serjei Kirov.

Il 1 dicembre 1934 Sergjei Kirov, mentre lavorava presso l’Istituto Smolny, (Leningrado), venne assassinato  per mano di  Leonid Nikolaev, un membro del partito che era stato funzionario del Commissariato dell’  Ispezione (ndt Operaia e Contadina) di Leningrado, ma che era stato destituito  dopo l’abolizione dello stesso. Le sue proteste, in seguito lo portarono ad essere  espulso  dal partito. Nikolaev, dimostrò, durante la sua attività nel Commissariato, in varie occasioni, di essere un incompetente ed era stato coinvolto in diverse attività irregolari. Ma, venne riammesso di nuovo due mesi dopo, promettendo di rispettare la disciplina del Partito. Chiaramente non si era riconciliato con il partito, e fini per ricorrere al terrorismo per ottenere la sua vendetta. Era un elemento scontento che facilmente si prestò a lavorare per l’opposizione.

.Kirov era il responsabile politico principale del Soviet di Leningrado. Tra i membri della  direzione del partito veniva  considerato  come il più probabile successore di Stalin. Il suo assassinio, quindi, non poteva essere visto solo come un atto di vendetta (ndr da parte di un elemento instabile,un“deluso rancoroso”). Fu invece principalmente un atto di terrore politico. L’attentato contro la vita di Lenin nel 1918 fu realizzato da un socialista-rivoluzionario (ndr noti per i loro atti di terrorismo durante lo zarismo e nei primi anni del potere sovietico)  e non da un membro del Partito. Kirov fu assassinato, invece, da un membro del partito. Stalin prese questo episodio molto seriamente, e lui stesso divenne  responsabile nel guidare l’inchiesta sulle attività dell’opposizione. Zinoviev venne accusato di essere direttamente coinvolto nel complotto contro Kirov. Ma in quel momento non si riuscì a provarne la sua colpevolezza. L’opposizione, mentre da un lato pianificava le operazioni di reclutamento sabotatori e pianificare omicidi, negava fortemente  la sua partecipazione a tale atto, dichiarando che il terrorismo individuale era incompatibile con il marxismo. Zinoviev, tuttavia, ammise che le sue  attività avevano contribuito a istigare atti di terrorismo. Fu condannato a 10 anni.

A questo punto, vorrei sottolineare alcuni aspetti delle lezioni storiche che marxisti-leninisti estraggono dalla continuazione della lotta di classe negli stadi storici del socialismo. Il socialismo non è l’obbiettivo ultimo del marxismo-leninismo. Marx, nel Manifesto del Partito Comunista, afferma che il socialismo è il periodo della dittatura rivoluzionaria del proletariato, nella quale  la classe operaia come classe dirigente, cerca di forgiare il mondo dalla propria prospettiva proletaria. Per fare questo, il proletariato ha bisogno di un proprio Stato – uno Stato che dopo vari passaggi storici, deve in ultima analisi scomparire, quando il proletariato non ha bisogno di mantenere il potere coercitivo su se stesso.

Tuttavia, lo Stato sovietico era molto potente e non poteva essere altrimenti, a causa dell’ accerchiamento delle potenze capitalistiche,(ndr  accerchiamento iniziato nei mesi successivi alla Rivoluzione d’ottobre) dell’Unione Sovietica.

Ma la continuazione della lotta di classe si svolge anche all’interno dello Stato proletario e soprattutto all’interno del partito al potere, che è l’avanguardia della classe, il proletariato. Essendo questo il caso, dal momento che sempre ci sarà lotta e polemica all’interno del partito della classe operaia, si deve riconoscere che questa polemica si riflette anche nella lotta di classe nella società intera e  che gli espropriati e i nuovi elementi borghesi cercheranno di acquisire potere per difendere i loro interessi  anche all’interno del partito.

Quando i membri dell’opposizione, fecero ricorso al sabotaggio e al terrore, non essendo stati capaci d’ottenere sostegno all’interno del partito, si trasformarono in strumenti nelle mani di coloro che cercavano  di rovesciare il potere sovietico, forse alcuni di loro anche senza rendersene conto.

L’assassinio di Kirov segnò l’inizio di un cambiamento qualitativo nel metodo della lotta dell’opposizione all’interno del partito. L’opposizione del blocco Trotsky-Zinoviev, non riuscendo a ottenere consensi all’interno del partito, attendevano  il fallimento del primo piano quinquennale per rovesciare Stalin. Quando questa speranza andò delusa, non intravidero altra scelta, che il  ricorso al terrorismo.

I Processi al centro terrorista Trotzkista-Zinovievista  che si celebrarono a Mosca dal 19-24 agosto 1936  dimostrarono chiaramente tutto questo. Gli storici borghesi possono farsi beffe di queste sentenze e classificarli come  farse, ma i giornalisti e commentatori del tempo, rimasero  impressionati dal fatto che le ammissioni degli accusati erano autentiche. Riflettevano una realtà: che nella società socialista il partito, per proseguire al fianco delle masse, deve  epurare gli elementi marci, demoralizzati e borghesi. Dopo l’assassinio di Kirov furono effettuate queste purghe, ciò era  anche il  riflesso della continua  lotta di classe e alcuni buoni comunisti finirono per essere (Ndr molti di vennero reintegrati nei mesi successivi )[3] accusati ingiustamente ed espulsi dal Partito. Ma  era inevitabilmente la necessità di tali purghe nella fase del socialismo, per prevenire la restaurazione capitalista e la degenerazione nella direzione della classe operaia.

Forse la persona più sinistra (diabolica) dell’opposizione, che ricoprì l’importante carica di Vice Presidente della Polizia di Sicurezza – OGPU –  fu H. G. Yagoda.  Costui, sistematicamente protesse i membri dell’opposizione ed era tristemente famoso per la sua preferenza dell’uso d’avvelenamento e “trattamenti” medici per rimuovere i membri leali e di fiducia del governo sovietico. Fu responsabile tra l’altro dell’assassinio del Presidente dell’OGPU Vyacheslav R. Menzhinsky, usando il suo potere per intimidire il Dr. Leo Levin in modo da conseguire l’adesione di un fisico leale, il  Dr. Kazakov, per orchestrare la  cospirazione medica contro Menzhinsky. Menzhinsky soffriva di angina e asma, tramite la somministrazione di farmaci non corretti e un non corretto trattamento clinico, il suo cuore fu  indebolito affrettandone la morte. Morì nel maggio 1934, sei mesi prima dell’assassinio di Kirov e dopo di che Yagoda aveva assunto il suo incarico.

In realtà l’assassino di Kirov, Leonid Nikolayev, fu arrestato dagli agenti dell’ OGPU poche settimane prima dell’assassinio di Kirov. Gli fu  trovata addosso una pistola e una planimetria  con il percorso giornaliero seguito da Kirov. Yagoda ne ordinò il suo rilascio.

Yagoda, fu responsabile anche dell’assassinio di Maxim Gorky e di suo figlio. Maxim Gorky era leale a Stalin e al Partito, i suoi scritti erano molto conosciuti e considerati a livello internazionale. Per questo motivo divenne un bersaglio per i membri dell’opposizione, che temevano che Gorky li denunciasse con i suoi scritti. Le ragioni dell’opposizione erano veniali e bassi. Erano in alleanza diretta e indiretta con i nemici del potere della classe operaia in Unione Sovietica e all’estero. Yagoda dichiarò durante il processo che le sue azioni avevano lo scopo di aiutare l’opposizione a rovesciare il potere Sovietico, e non a contribuire al suo personale arricchimento. Tra l’altro, confessò al suo segretario e complice, Pavel Bulanov, che considerava il Mein Kampf, “un libro che valeva la pena” e che era colpito dal fatto che Hitler avesse raggiunto la cima di potere  partendo dalla condizione di semplice “Sergente Maggiore”. Yagoda iniziò la sua carriera come sergente maggiore nell’esercito russo.

L’epurazione e l’eliminazione di questi elementi che si erano  infiltrati  nel  partito e nello Stato non era solo una necessità, ma anche una priorità per contrastare l’imminente tempesta che si avvicinava,  con la minaccia internazionale rappresentata dalla Germania nazista e dalle potenze dell’Asse, una terribile minaccia che l’Unione Sovietica doveva adesso affrontare. Trotsky aveva una posizione molto elaborata in proposito, non credeva che il solo terrorismo da solo potesse far cadere il governo sovietico. I sostenitori dell’attività terroristiche, del sabotaggio e della deviazione, dovettero allearsi con coloro che erano pronti a sviluppare la guerra contro l’Unione Sovietica. Questo significava l’alleanza con le potenze militari dell’Asse – in particolare Germania e Giappone. Questa alleanza era considerata come una questione di necessità storica per rovesciare Stalin e collocare l’opposizione  (Ndr vedi Tesi Clemenceau) al potere. Testimonianza di ciò sono  le conversazioni segrete tra i membri dell’opposizione russa e i rappresentanti di Germania e Giappone.

Adolf Hitler, arringando le migliaia di soldati al congresso del partito nazista a Norimberga il 12 settembre 1936, dichiarò  pubblicamente che era sua intenzione invadere l’Unione Sovietica. Il 25 novembre 1936, i ministri degli esteri di Germania e Giappone firmarono il Patto anti-Comintern. Ma nella primavera e nell’estate del 1936, le autorità sovietiche avevano sorpreso spie naziste, sabotatori e terroristi in una serie d’incursioni in tutto il paese. Passo dopo passo, la quinta colonna anti-sovietica di Trotsky fu scoperta e distrutta nei mesi successivi. Trotsky aveva previsto una guerra contro la Russia sovietica nel 1937. Come il  complotto fu svelato davanti al mondo intero nel processo tenutosi contro il  centro terrorista trotzkista-Zinovista, così come nei giudizi successivi, Trotsky non poté far altro che lanciare i suoi improperi contro Stalin e l’Unione Sovietica. Sorsero comitati in  difesa di  Trotsky, la cui piattaforma propagandistica  doveva presentare Trotsky come un martire ingiustamente accusato.[4] Ma ben presto si scoprì che questi comitati erano composti da elementi anti-sovietici e fascisti, che coordinavano la propaganda per distogliere l’attenzione dalla minaccia di guerra contro l’Unione Sovietica. [5]

Nel 1941 dopo l’invasione nazista dell’Unione Sovietica, Joseph E. Davies, ex ambasciatore americano in Unione Sovietica scrisse[6]

Tutti quei  processi, purghe e liquidazioni, che sembrarono allora tanto violenti e che scandalizzarono il mondo, appaiono ora chiaramente come uno degli aspetti del vigoroso e risoluto sforzo del governo di Stalin per proteggersi  Nel 1941 non vi era più nessuna quinta colonna in Russia.”

2) L’OPPOSIZIONE  DIVENTA UNO STRUMENTO  NELLE MANI DELLA REAZIONE  DELL’ IMPERIALISMO E DEL FASCISMO

Trotsky e l’odio virulento dei trotskisti verso Stalin, non si basarono in un insieme di solidi principi. Trotsky era arrogante e presuntuoso. Trotsky si considerava alla pari di Lenin, e poi come suo successore. Egli si unì ai bolscevichi solo dopo che il suo gruppo fallì nel tentativo di guidare la rivoluzione e rimuovere Lenin e i bolscevichi.Non mostrò altro che solo disprezzo e pregiudizio di classe verso Stalin, un georgiano che considerava ignorante e rozzo. Per quanto riguarda la pretesa di Trotsky di essere il naturale successore di Lenin, non fu mai accettata in nessun momento dai compagni del partito bolscevico, fortemente consapevoli delle differenze fondamentali tra Lenin e Trotsky su tutte le  questioni di principio. Trotsky si unì ai bolscevichi nel mese di agosto 1917, appena due mesi prima della rivoluzione bolscevica d’ottobre.

Dopo 14 anni d’opposizione a Lenin e ai bolscevichi, Trotsky, si  considerava come il naturale successore di Lenin. A Brest-Litovsk, Trotsky  fu inviato da Lenin in qualità di Commissario per gli Affari Esteri con le istruzioni categoriche di firmare la pace con la Germania. Ma Trotsky si rifiutò di firmare la dichiarazione, con queste testuali parole “né pace né guerra”(ndr vedi La lotta del Partito dei bolscevichi contro il Troztkismo edizioni Progress e le Opere Complete di Lenin ). Disse ai  tedeschi che l’esercito russo non poteva più combattere e che  sarebbe stato  smobilitato, ma non si sarebbe firmata la pace. Dopo la rivoluzione bolscevica, gli inglesi inviarono un agente per stabilire contatti con i funzionari sovietici, però senza un  riconoscimento ufficiale. Questo agente speciale del Gabinetto di guerra britannico era R. Bruce Lockhart, che scrisse nelle sue memorie – dal titolo L’Agente britannico [ The British Agent] – che il Ministero degli Affari Esteri era molto interessato ai “disaccordi tra Lenin e Trotsky – dissensi sui quali il nostro governo aveva riposto molte speranze”. Lockhart stabilì un contatto personale con Trotsky, il quale non appena fu di   ritorno  da Brest-Litovsk., concesse all’agente Lockhart  due ore di colloquio nel suo ufficio privato di Smolny. Secondo le memorie di Lockhart, che quella  stessa notte  annotò  sul  suo diario le sue impressioni personali sulla personalità di   Trotsky:

“Penso che sia un uomo che di buon grado morirebbe combattendo per la Russia, con l’unica condizione, di avere un pubblico abbastanza ampio da poterlo contemplare “[7]  

Subito dopo la Rivoluzione d’Ottobre, quando la gente desiderava  la pace e quando la rivoluzione aveva bisogno di prendere tempo per organizzare l’Armata Rossa, Trotskij giocò da irresponsabile, da avventurista di “sinistra” con gli imperialisti tedeschi, minacciandoli con la guerra e la rivoluzione piuttosto che firmare una pace con la Germania, i quali chiedevano una serie di rivendicazioni territoriali alla Russia.[8]. Il risultato fu che a Brest-Litovsk  fu firmata una pace ancora più dura, che comportò ancora maggiori sacrifici territoriali a beneficio della Germania. Il fatto era che la rivoluzione in Germania non si era concretizzata e i trotskisti, giocavano  con gli slogan di “sinistra” per spaventare gli imperialisti tedeschi, i quali erano a conoscenza dello stato di debolezza del potere del giovane potere sovietico, per poco i trotskisti non causarono il  completo  fallimento della rivoluzione russa.[9]

Né l’odio di Trotsky verso Stalin, come alcuni sostengono, si basava sul suo supposto spirito democratico, di fronte a supposti metodi autoritari di Stalin, e presumibilmente dittatoriali. Trotsky era un esponente fanatico della  politica del “comunismo di guerra”. Ian Grey, nel suo libro Stalin:the Man of History [Stalin: L’Uomo della Storia], scrive di Trotsky:
“Trotsky insisteva che i lavoratori venissero sottoposti alla stessa disciplina rigorosa imposta all’Armata Rossa. [10] Completamente autoritario nella sua prospettiva e senza alcuna conoscenza né comprensione delle esigenze e delle emozioni umane, cominciò ad imporre questa disciplina. Il risultato immediato fu una furiosa reazione con atti di  protesta e ribellioni…

Trotsky entrò  in conflitto frontale con i sindacati … Aveva mobilitato i ferrovieri utilizzando in modo coercitivo la  disciplina militare. D’avanti alla nuova opposizione del sindacato, impose la propria autorità, il  Comitato Centrale dei Trasporti, noto come Tsektran.[11]. Il suo trattamento arbitrario verso  questo sindacato e le minacce di fare lo stesso con gli altri sindacati – sottomettendoli alla disciplina militare- fece infuriare i sindacalisti membri del partito …

“Lenin, appoggiato da dieci dei diciannove membri del Comitato Centrale che comprendeva Stalin, Zinoviev e Kamenev, propose di stabilire una certa moderazione nel governo del partito. L’abolizione immediata dell’odiato Tsektran di  Trotsky doveva  essere il primo passo. Trotsky si oppose violentemente a questa politica “liberale”(ndr a suo avviso). La sua proposta fu sostenuta da Bukharin, Dzerzhinsky, e poi dai tre membri responsabili della segreteria del partito “(p. 144).

L’immagine che gli storici ufficiali borghesi solitamente presentano di Trotsky è quella di un rivoluzionario integro, un uomo di principi, espulso e perseguitato da Stalin, appartiene al regno delle fiabe. Trotsky era  spietato. L’importanza che può aver avuto e il contributo dato nelle settimane d’ottobre diventano insignificanti davanti al  fatto che con crescente intensità  si mise  in conflitto e contraddizione  con il potere Sovietico, sotto la guida di Stalin. L’ondata rivoluzionaria era diminuita e il governo sovietico dovette affrontare enormi problemi per stabilizzare le fondamenta e costruire il socialismo per la prima volta nella storia dell’umanità, oppure capitolare davanti  all’imperialismo e alla reazione dei  Bianchi. Trotsky perse forza all’interno del partito. Ciò era tutto per lui e cercò disperatamente di recuperarlo. Era pronto a ricorrere a misure crudeli e ad esigerle dagli altri, come lui era stato disposto a utilizzare gli stessi metodi degli ufficiali zaristi per mantenere la disciplina nella guerra civile – se era necessario ricorrendo alla decimazione, per far rispettare la disciplina.

Trotsky continuò  ad opporsi a Lenin e ai bolscevichi anche dopo la sua adesione al partito nel mese di agosto.  Portò con se molti elementi anti-comunisti che poi entrarono a far parte dell’opposizione. Tuttavia, durante la Rivoluzione d’Ottobre era importante l’unione di più elementi possibili, e Trotsky era visto come un agitatore abile ed  esperto. Il suo ingresso nel partito si svolse in maniera spettacolare  tanto da soddisfare  la sua personalità e il suo desiderio di grandezza. Lenin fece notare con  sarcasmo, che era come stringere un accordo con una grande potenza”. Dopo il suo fallimento a Brest-Litovsk, fu sollevato dal suo incarico di Commissario per gli Affari Esteri e gli fu concesso il Commissario per la guerra. Concentrava in se molto potere di comando sui comandanti bolscevichi tanto da costringere il Comitato Centrale ad intervenire per evitare che  Trotsky fucilasse a tutti coloro che egli riteneva che potessero rompere  la disciplina militare.

Spesso il “Commissario  alla  guerra“, Trotsky viene lodato per la sua leadership durante la Guerra Civile. Tuttavia, nell’estate del 1919 ,Trotsky diceva che Kolchak non era più una minaccia a est, e propose di utilizzare tutte le forze dell’Armata Rossa nella campagna contro Denikin nel sud. Stalin avvertì che ciò avrebbe dato a Kolchak un gran  respiro e la possibilità di riorganizzarsi e attrezzare una nuova offensiva . Il  Comitato Centrale respinse il piano di Trotsky  che non prese parte a questa campagna, che portò alla sconfitta di Kolchak.. Lo stesso accadde con il suo piano di dirigere una campagna contro Denikin attraverso le steppe del Don, una regione senza quasi strade e infestate da bande di cosacchi. Stalin rifiutò il piano di Trotsky e propose di spostare le truppe attraverso il bacino del Donetz, con la sua fitta rete di ferrovie, con buone riserve di carbone e con una popolazione di classe operaia favorevole alla causa bolscevica. Il piano di Stalin fu accettato dal Comitato Centrale. Trotsky fu rimosso dal fronte meridionale e gli fu ordinato di non interferire con le operazioni che portarono alla sconfitta di Denikin.

Nel 1921, al X Congresso del Partito, il Comitato Centrale, guidato da Lenin, vietò tutte le fazioni all’interno del partito che mettessero in repentaglio la guida rivoluzionaria. Lenin sperava che tutti i membri del partito appoggiassero le decisioni della maggioranza, pena l’espulsione. Trotsky, le cui attività  frazionistiche presupponevano l’aperta opposizione alla maggior parte delle decisioni  prese, ne fu espressamente avvertito. Il potere stava scivolando dalle mani di Trotskij. L’opposizione era sempre stata coinvolta in attività palesi e segrete contro il potere dei Soviet. Ma nel 1921-22, il generale Hans von Seeckt  ebbe contatti con un leader trotzkista, Nicolai Krestinskij, l’allora ambasciatore sovietico in Germania,  tramite il quale, il generale tedesco  offrì  finanziamenti per la cricca di Trotsky. Questa offerta fu comunicata a Trotskij, che  accettò. Krestinskij  richiese 250.000 marchi d’oro a Seeckt, il quale accettò di concederli in cambio d’importanti segreti militari e visti per spie tedesche che operavano all’interno dell’Unione Sovietica. La concordanza d’interessi tra l’opposizione e l’imperialismo tedesco, il loro odio verso il bolscevismo e il potere sovietico era una realtà. Senza dubbio vi sono coloro che cercano di giustificare tale collaborazione, comparandola con quella che permise a Lenin d’ottenere un vagone blindato per poter far  ritorno nella Russia rivoluzionaria nel 1917. Ma ci si dimentica che Lenin assicurò con la sua presenza la vittoria della rivoluzione bolscevica. Al contrario l’azione di Trotsky era diretta contro questa rivoluzione. Ogni semplice lavoratore o contadino sovietico era in grado di vederne la differenza.

Dopo la morte di Lenin, Trotsky cercò  di prendere il potere al Congresso del Partito del 1924. Pretese che lui e non Stalin fosse il successore di Lenin, e obbligò il Congresso a mettere ai voti tale sua proposta. Il risultato fu che  Stalin venne votato all’unanimità dai 748 delegati bolscevichi per rimanere il Segretario Generale. Anche Bucharin, Zinoviev e Kamenev si sentirono obbligati a votare con la maggioranza del Partito. L’opposizione si disciolse, ma si riunificò mesi dopo, come “Nuova Opposizione” e continuò a mobilitare una miscela di elementi ostili di ogni risma;  arrivisti, opportunisti, carrieristi e ex guardie bianche, che riuniti in cellule segrete cominciarono ad armarsi.

Nonostante la proibizione delle fazioni e del frazionismo, l’opposizione trovò molte opportunità per continuare la sua campagna contro la direzione del partito. In “La mia Vita”, Trotsky scrisse: “Durante l’anno 1926 la lotta del Partito si è sviluppata con intensità crescente. In autunno l’opposizione uscì apertamente allo scoperto nelle riunioni dei membri del partito”. Questo, tuttavia, suscitò solo l’aperta ostilità dei lavoratori, i quali misero a tacere l’Opposizione. Nel 1927, quando la Russia sovietica stava affrontando nuove minacce di guerra da parte dell’Occidente, Trotsky dichiarò pubblicamente a Mosca:

“Dobbiamo recuperare la tattica di Clemenceau, [ndr uomo politico francese presidente del Consiglio e ministro della guerra nel 1917] che, come sapete, si rivoltò, contro il governo francese quando i tedeschi erano a soli 80 chilometri da Parigi.” [12]

Stalin denuncio la  dichiarazione di Trotskij, come tradimento e  dichiarò senza mezzi termini  che “si è formato qualcosa come un fronte unito che va da Chamberlain a Trotsky.”

Un referendum tra tutti i membri del Partito Bolscevico respinse le posizioni dell’opposizione con un risultato di 740.000 voti contro 4.000. [13]. Di fatto, in nessun momento l’opposizione ricevette il minimo sostegno da parte della massa di iscritti al partito e tra la  classe operaia. Questo non è sorprende, in realtà. L’opposizione si era sempre battuta contro tutti i tentativi di costruire il socialismo in un solo paese [ndr posizione non Leninista, vedi Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa], dichiarandolo impossibile nella “Russia arretrata.” [Ndr vedi La Rivoluzione Permanente e citazioni di Lenin a tal proposito] Pretendevano che la rivoluzione russa si trasformasse in un reparto della rivoluzione mondiale per promuovere rivoluzioni in altri paesi. Spogliata della sua retorica “sinistra” l’opposizione tentò di condurre  una  lotta selvaggia per il potere, in linea con la dittatura militare che Trotskji aveva cercato d’imporre come Commissario alla guerra.

Il 7 novembre 1927, nel decimo anniversario della Rivoluzione bolscevica, durante la parata annuale sulla Piazza Rossa ci fu una manifestazione politica contro il Governo sovietico organizzata dall’opposizione di Trotsky. Doveva rappresentare un’ampia insurrezione in tutta la nazione. Ma questa insurrezione popolare esisteva soltanto nella fantasie deliranti di Trotskij. Le autorità agirono in modo rapido e i lavoratori si rivoltarono contro i manifestanti mentre questi dichiaravano la presa del potere da parte del nuovo comando nella Piazza. Fecero seguito retate e arresti. Uno dei seguaci di Trotsky,  il diplomatico Joffe, che era stato ambasciatore in Giappone, si è suicidò. In alcuni siti dei trotskisti vennero arrestati dei vecchi ufficiali bianchi, terroristi SRS (Socialisti Rivoluzionari e elementi menscevichi ) e agenti stranieri. Trotsky fu espulso dal partito bolscevico e mandato in esilio ad Alma Ata, in Siberia. Fu poi deportato in Turchia nel 1929 e finì i suoi giorni in Messico, dove fu  assassinato da uno dei suoi stessi sostenitori, che arrivò ad odiarlo per il suo estremo egoismo e vanità.

3) STALIN – LA GUERRA CONTRO L’ACCERCHIAMENTO  CAPITALISTA  E L’AGGRESSIONE FASCISTA

Prima del  trionfo dei bolscevichi, i marxisti credevano  che la rivoluzione socialista si sarebbe sviluppata  per prima nelle nazioni industrialmente avanzate d’Europa e d’America per poi  diffondersi  rapidamente negli altri paesi, trasformando il mondo e portando il progresso alle nazioni arretrate. Ma lo scoppio della prima guerra mondiale rilevò, che i partiti socialisti d’Europa, avevano abbandonato la lotta per il rovesciamento del capitalismo, così come la solidarietà della classe operaia internazionale. La II Internazionale Socialista crollò quando i partiti che la formavano sostenerono la vittoria della “propria” classe dominante.[ndt vedi Il socialismo e la guerra, il Rinnegato Kautsky] Solo Lenin e i bolscevichi denunciarono la guerra come “ guerra imperialista” e chiamarono i lavoratori a volgere le loro armi contro la borghesia. Il fuoco dell’attività rivoluzionaria si trasferì in Russia. I bolscevichi  furono in grado di prendere il potere, e le potenze imperialiste belligeranti coinvolte nella guerra non poterono far nulla per impedirlo. Dopo l’armistizio, un esercito interventista di 14 potenze si riunì per sostenere le armate bianche nella  guerra civile che aveva come scopo il rovesciamento dei bolscevichi. Fallirono a causa del sostegno del popolo sovietico verso il suo nuovo governo, l’appoggio e la simpatia internazionale verso il Potere Sovietico,  e le contraddizioni tra gli eserciti imperialisti interventisti e i controrivoluzionari bianchi. L’uso di queste contraddizioni per indebolire il fronte dei  nemici dell’Unione Sovietica, venne sempre tenuto nella giusta   considerazione nella politica estera dell’Unione Sovietica. Non avevano alternative.

L’opposizione trotzkista di quel  tempo, si era imbarcata in una cospirazione per prendere il potere dopo l’aggressione delle potenze dell’Asse. Trotskji  aveva  predetto una guerra contro l’Unione Sovietica nel 1937. Auspicava  una guerra immediata contro la Russia sovietica, perché credeva che questa avrebbe provocato l’inevitabile sconfitta di Stalin e dei bolscevichi. E  tale eventualità  poteva concretizzarsi ed  avere successo. L’annullamento alla Germania dalle sanzioni e restrizioni contenute nel trattato di Versailles del 1935, che permise a Hitler di sviluppare e aumentare  la macchina da guerra tedesca, fu un chiaro segnale per Stalin, che la Gran Bretagna, la Francia e l’America stavano incoraggiamento ai nazisti ad attaccare la Russia Sovietica.

La guerra tra l’Unione Sovietica e la Germania Nazista, risultava esser inevitabile, data la grande quantità di simpatia e di sostegno che i nazisti ricevevano dall’Occidente, ma la guerra non era necessaria così presto.La Politica estera di Stalin era incentrata a ricercare trattati di sicurezza collettiva contro l’espansionismo tedesco, e in caso contrario, come in effetti è successo, sfruttare le contraddizioni tra le potenze imperialiste. Non vi è alcuna controversia sul grado di minaccia avesse di fronte l’Unione Sovietica, e se Stalin avesse affrontato la guerra nel 1937, probabilmente con la quinta colonna dell’opposizione ancora in azione,  l’Unione Sovietica avrebbe subito perdite ancora maggiori e la guerra avrebbe preso un corso completamente diverso. Questo poteva soddisfare i progetti di Trotsky per la Russia sovietica. Ma Stalin, naturalmente, non prestò attenzione a nessuno dei  consigli di Trotsky su cosa era meglio per l’Unione Sovietica. Tantomeno noi dovremmo accettare  nessun consiglio dai moderni seguaci di Trotsky che pensano che sia sufficiente inveire contro il patto tedesco-sovietico, senza avere la minima idea della situazione che Stalin e l’Unione Sovietica dovettero affrontare.

Stalin aveva sempre previsto che ci sarebbe stata un’alleanza tra la Germania e l’Occidente contro l’Unione Sovietica. Negli anni 20 si stabilirono buoni rapporti con la Germania.

La Repubblica di Weimar cercò di mantenere buone relazioni sia con l’Oriente che con l’Occidente. Nel 1932( ndt , cioe’ fino alla ascesa di Adolf Hitler a Cancelliere del Reich,1933 ), la Russia acquistava circa  il 30,5% delle esportazioni di macchinari tedeschi. Centinaia di tecnici e ingegneri tedeschi  lavoravano  e davano lezioni in Russia e ufficiali tedeschi addestravano le truppe russe.

Nel 1932, la Germania rappresentava il 46,5% del totale delle importazioni dell’Unione Sovietica. Nel 1935, questa cifra scendeva  al 9%, mentre le esportazioni dalla Gran Bretagna verso l’Unione Sovietica  aumentavano. Anche gli Stati Uniti d’America incrementarono il loro commercio con l’Unione Sovietica, soprattutto dopo che Roosevelt salì al potere.

La Grande Depressione economica, costrinse il  capitalismo occidentale ad incrementare il suo commercio con l’Unione Sovietica. Anche la Germania nazista cercò di accrescere il commercio con la Russia sovietica e riuscirono ad incrementare la propria quota di mercato fino al  22,8% nel 1936. Tuttavia, questo interscambio commerciale ben presto crollò con la formazione del patto anti-Comintern tra Germania, Giappone, Berlino e Roma, oltre all’intervento della Germania a fianco di Franco nella guerra civile spagnola.

Gli scontri con le truppe giapponesi sul confine con la Manciuria, costrinsero Stalin ad agire con estrema cautela per fermare e contenere l’aggressione giapponese onde evitare provocazioni ai confini orientali e occidentali.

Nel marzo del 1938, Hitler invase l’Austria e di conseguenza si produsse una crisi nei Sudeti tedeschi di Cecoslovacchia. Stalin suggerì propose a Gran Bretagna e Francia di formare un fronte unito con  l’Unione Sovietica per difendere la Cecoslovacchia. Ma la Gran Bretagna e Francia seguivano una politica di conciliazione, esortando la Germania ad espandersi verso est, sperando di conseguirne vantaggi dallo scontro tra l’Unione Sovietica e la Germania, che si sarebbero distrutte reciprocamente. Non condividevano in assoluto l’anti-fascismo di Stalin. Ignorarono la proposta di Stalin e nell’importante conferenza di Monaco di Baviera, consegnarono la Cecoslovacchia alla Germania. La Francia venne meno agli obblighi previsti dai  trattati con la Cecoslovacchia, la cosa inorridì Stalin. Quando la Germania invase la Cecoslovacchia, il mondo ne rimase scandalizzato. La condanna tiepida dell’invasione tedesca da parte  di Chamberlain produsse un forte  malcontento  nel Parlamento. Visibilmente sorpreso dall’ostilità, chiese, che l’Unione Sovietica e la Gran Bretagna, fornissero congiuntamente garanzie alla  Polonia e alla Romania. Queste   garanzie però non offrivano alcuna sicurezza all’Unione Sovietica.

L’ulteriore proposta sovietica di un patto britannico-francese-sovietico di mutuo soccorso, che garantisse l’indipendenza di tutti gli stati lungo il confine sovietico dal Baltico al Mar Nero, furono respinte da Chamberlain sostenendo che questo “disturbava” sia la Polonia che la Germania. La questione era chiara. Gran Bretagna e Francia volevano un attacco immediato della Germania nazista contro la Russia sovietica per abbattere  il socialismo sovietico. Il 3 maggio 1939, Litvinov  fu destituito da Commissario degli Affari Esteri e al suo posto venne nominato Molotov. In questa situazione, Stalin si vide costretto a prendere in considerazione di firmare la pace con il diavolo nazista nel 1939, piuttosto che affrontare una guerra solitaria  su due fronti. Hitler era desideroso d’invadere la Polonia e, con questo obbiettivo in mente, Ribbentrop fu inviato a Mosca per negoziare un patto di non aggressione tra la Germania e l’Unione Sovietica. Il 23 agosto 1939, Stalin si incontrò con Ribbentrop, accettando  il testo dell’accordo, in una fredda e ostile riunione. I governi britannico e francese restarono attoniti e la macchina di propaganda occidentale  raggiunse una furia isterica di calunnie e insulti contro l’Unione Sovietica. Il 1° settembre, Hitler invase la Polonia, costringendo cosi il riluttante Chamberlain a dichiarare guerra alla Germania per adempiere al  trattato con la Polonia.

Sicuramente Stalin sperava che l’Unione Sovietica potesse evitare d’entrare nel conflitto e che i paesi capitalisti venissero stremati dalla guerra, ciò avrebbe portato a rivolte e rivoluzioni in tutti i paesi d’Europa. Ma dopo la facilità con cui le armate tedesche conquistarono l’Europa, soprattutto dopo il crollo totale degli eserciti francesi e l’evacuazione dei britannici a Dunkerque, Stalin non ebbe più alcun dubbio che la guerra con la Germania era inevitabile. Tuttavia, cercò disperatamente di evitare qualsiasi provocazione che potesse far  precipitare  in un conflitto precoce, che Stalin voleva evitare e rimandare almeno fino alla primavera del 1942.

Pertanto, si rilevò un duro colpo alla  preparazione dell’Unione Sovietica, la decisione di Hitler di attaccare l’Unione Sovietica il 22 giugno 1941. Il vantaggio massimo per gli aggressori era l’attacco a sorpresa. Ma il trattato di non aggressione dette a Stalin e all’Unione Sovietica tempo prezioso per assicurare i propri confini.

.La guerra con la Finlandia, quando questo stato  filo-nazista si rifiutò di consentire l’accesso sovietico al Mar Baltico  in cambio di una zona più ampia del territorio sovietico, si rivelò  una lotta molto più difficile del previsto, richiedendo un gran numero di truppe sovietiche. Tuttavia, gli eserciti sconfitti imparano dall’ esperienza amara  attraverso le ragioni del loro fallimento e questo non era meno vero per l’Armata Rossa.

Stalin aveva ben chiaro che l’Armata Rossa necessitava di ufficiali  che comprendessero la guerra moderna, e prese misure urgenti in modo che l’Esercito Rosso si organizzasse e contasse su un personale in grado di affrontare la terribile minaccia che incombeva sul’Unione Sovietica.

Poco prima dell’attacco tedesco, Molotov s’incontrò con Hitler in una gelida riunione. Dopo aver respinto la proposta di spartirsi l’Impero Britannico dopo la sconfitta dell’Inghilterra, il Commissario Sovietico degli Affari Esteri fece una serie di imbarazzanti domande sull’ostilità finlandese verso l’Unione Sovietica. Hitler si infuriò per la ferma posizione di Molotov. Il conto alla rovescia dell’invasione nazista era cominciato.

Tre milioni di effettivi dell’esercito tedesco, con migliaia di carri armati sostenuti dalle armi più moderne, attaccarono lungo una linea di confine enorme, in quello che è stata la più grande battaglia terrestre della storia. In poche settimane i tedeschi penetrarono profondamente nel territorio sovietico e si diressero verso Mosca. L’Armata Rossa lottò eroicamente, subendo enormi perdite. Il 3 luglio, in un discorso radiofonico al popolo sovietico, Stalin fece una breve analisi delle ragioni del successo iniziale dei nazisti, ma fugò ogni dubbio circa la sconfitta dei tedeschi da parte dell’Armata Rossa e diede istruzioni specifiche alla popolazione sulle misure d’adottare per creare una guerra popolare su tutti i fronti contro gli invasori:

“Le fattorie collettive devono evacuare tutto il bestiame e devolvere il grano al deposito delle autorità statali per esser trasportato verso le retrovie. Qualsiasi cosa di valore che non può esser rimossa, compresi i metalli non ferrosi, cereali e carburanti, deve essere distrutto senza esitazione.”Nelle zone occupate dal nemico, devono formasi unità di guerriglie, a cavallo ed a piedi, devono organizzasi  gruppi di resistenza per combattere le truppe nemiche, istigare la guerra di guerriglia ovunque, far saltare i ponti e le strade, danneggiare le linee telefoniche e  telegrafiche , incendiare i boschi , negozi, e mezzi di trasporto. Nelle regioni occupate  le  condizioni  devono essere insopportabili per il nemico e tutti i suoi complici. Devono esser perseguitati  e annientati ad ogni passo, e tutte le sue azioni frustrate.”

Questa guerra contro la Germania fascista non può essere considerata come  una guerra ordinaria. Non solo è una guerra tra due eserciti, è altresì una grande guerra di tutto il popolo sovietico contro le forze fasciste tedesche.”L’obiettivo di questa guerra nazionale in difesa del nostro paese contro gli oppressori fascisti non è solo l’eliminazione del pericolo che incombe sul nostro Paese, ma anche aiutare tutti i popoli europei che soffrono sotto il giogo del fascismo tedesco.”

I tedeschi arrivarono  a 15 km da Mosca, prima che la marea retrocedesse , le armate naziste furono distrutte in battaglie epocali come Stalingrado e Kursk.

Stalin, aveva il pieno controllo della situazione militare relativa a tutti i fronti di guerra e riceveva  rapporti regolari dagli ufficiali dell’Armata Rossa sull’andamento delle operazioni.

Come tutti i comandanti supremi che hanno conseguito successi, ascoltava tutte le relazioni e riponeva la sua massima fiducia nella lealtà e  nella determinazione degli ufficiali preposti ai fronti,  per sconfiggere nemici.

Non si prendeva alla leggera ogni sconfitta, e rimuoveva o degradava puntualmente gli ufficiali che non si assumevano la responsabilità o che non davano soddisfacenti spiegazioni dei loro fallimenti.

Il comando di Stalin fu la carica  che fece si che l’Armata Rossa approfittasse d’ogni opportunità per riprendere l’offensiva contro la Germania, e motivò l’esercito e il popolo a sopportare un così grande sacrificio per salvare l’Unione Sovietica dall’azione militare fascista.

Dopo la morte di Stalin, Kruscev, [14]  (ndt vedi post di Tatiana Bogdanova  https://paginerosse.wordpress.com/2012/05/10/la-menzogna-sulle-repressioni-di-stalin-2/ ) il cui contributo alla guerra antifascista non fu eccezionale, cercò di negare il ruolo di Stalin come comandante supremo. Tuttavia, Zhukov, che guidò  le battaglie che ricacciarono indietro i  nazisti da Mosca  e che  in precedenza  aveva diretto  le forze sovietiche nella difesa di Leningrado, non aveva alcun dubbio sul fatto che la  ferrea determinazione di  Stalin  condusse l’esercito e il popolo intero alla vittoria. [15]

Stalin accolse favorevolmente e senza riserve ogni passo che compivano la Gran Bretagna e gli Stati Uniti per aumentare il loro contributo alla guerra contro la Germania di Hitler. In risposta al corrispondente del Moscow Associated Press Henry C. Cassidy, il 13 novembre 1942, [vedi discorsi di Guerra], Stalin disse che la campagna degli Alleati in Africa “… rappresenta un fatto eccezionale di enorme importanza, a dimostrazione del crescente impegno delle forze armate degli Alleati e la prospettiva della disgregazione della coalizione italo-tedesca in un futuro prossimo”. Stalin di seguito affermò che era troppo presto per giudicare quale efficacia  potesse avere questa campagna al fine d’alleviare la pressione sull’Unione Sovietica. Tuttavia, in risposta ad una domanda abbastanza particolare date le circostanze – “Quante possibilità ha che la potenza offensiva sovietica a est si unisca agli alleati a ovest per accelerare la vittoria finale? “- Stalin rispose “secco”,  “non c’è dubbio che l’Armata Rossa terrà fede al suo compito con onore, come sta facendo ovunque durante la guerra”. Questo era nel novembre del 1942, quando l’Unione Sovietica era profondamente immersa in una lotta per la vita o la morte, per liberare il suo territorio dagli invasori nazisti, dopo un periodo nel quale i corrispondenti occidentali in modo sicuro profetizzavano una vittoria tedesca e il crollo dell’Armata Rossa.

La popolazione mondiale celebrava come propria ogni vittoria sovietica. Ma i governi di Gran Bretagna e Stati Uniti d’America, obbligati ad allearsi con l’Unione Sovietica, si allarmarono  per  i  successi militari sovietici. Stalin ripetutamente chiese l’apertura del secondo fronte in Europa. [16] Ma l’occidente non si rilevò troppo efficace  per costringere le truppe tedesche a ritirarsi dal fronte orientale. I  leader occidentali senza ombra di  dubbio, erano preoccupati su come trattare con L’Unione Sovietica il cui prestigio era aumentato enormemente in tutto il mondo e le cui capacità militari sconfiggevano  i nazisti senza l’aiuto di nessuno . [17]

Il Secondo Fronte si realizzò realmente con lo sbarco del “D day” [ndt 6 giugno 1944]. Gli Stati Uniti , senza dubbio prestavano maggiore importanza ad assicurare che il proprio potere e non il potere sovietico detenesse la supremazia dopo la guerra. Temendo che l’Unione Sovietica riuscisse a espandere la sua influenza in Estremo Oriente così come in Europa, gli Stati Uniti  provocarono la rapida capitolazione del Giappone facendo esplodere le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

Stalin cercò di mantenere delle relazioni amichevoli con gli alleati sulla base del rispetto reciproco, ma la minaccia che la bomba atomica rappresentava per l’Unione Sovietica, era evidente per  Stalin e per l’opinione progressista  mondiale..

L’Unione Sovietica perse 20 milioni di suoi migliori combattenti nella guerra contro la Germania nazista. Come in ogni guerra questa cifra colpì principalmente la gioventù sovietica, il futuro di qualsiasi società. Tale è stato il contributo del popolo sovietico per fermare  la più brutale e barbara  tra le potenze imperialiste. Tale è stato il contributo del popolo sovietico all’estensione del campo del socialismo e alla possibilità che i popoli schiavizzati dagli imperi coloniali della Gran Bretagna, Francia e America potessero  raggiungere l’indipendenza nazionale. Questo è stato ottenuto sotto la guida di Stalin dirigente incontrastato dal movimento comunista internazionale. Nonostante la devastante  invasione nazista, l’Unione Sovietica fu in grado di ricostruire la sua economia e raggiungere gli Stati Uniti d’America nello sviluppo della ricerca spaziale, tecnologica e scientifica.

Nessuna economia, e tanto meno un’economia socialista, dovette affrontare la minaccia che in seguito si abbatté su Stalin e il blocco socialista: la minaccia che delle armi nucleari potessero cadere sulle città sovietiche costruite con il sudore della classe operaia. Il monopolio nucleare americano ben presto venne rotto e a romperlo fu l’Unione Sovietica guidata da Stalin.

Le potenze imperialiste temevano  Stalin e l’Unione Sovietica, perché erano una dimostrazione viva che il socialismo avanzava, mentre l’imperialismo stava morendo. Il dopoguerra fu un periodo di grandi speranze e sforzi, che anche gli imperialisti dovettero prendere in considerazione facendo  concessioni alla classe lavoratrice. [ndt in questo aiutati dai riformisti , dagli opportunisti di ogni genere che tradendo e travisando prima il marxismo e poi il leninismo divennero sodali con l’imperialismo ,tale sodalizio venne attuato realizzando  assumendo  politiche  ed ideologiche del tipo gradualiste , conciliatorie ,di riforme di struttura,le vie “nazionali al socialismo ecc ecc in ultima analisi si attuò il  disarmarono le masse lavoratrici,e non ultimo il rinnegare la lotta di classe  e la dittatura del proletariato ] .

.Ma la retorica anticomunista e la propaganda occidentale diveniva sempre più pericolosa  e onnipresente. Finché Stalin rimase in vita,  la propaganda occidentale non poteva eliminare il profondo apprezzamento e la simpatia che esisteva in tutto il mondo per Stalin e per l’Unione Sovietica. Quando Stalin morì nel 1953, riviste e giornali comunisti, socialisti e progressisti dedicarono edizioni complete compiangendo la morte di Stalin e celebrando la sua vita.

Pertanto, gli imperialisti salutarono con grande gioia il discorso contenuto nel “rapporto segreto” [Ndt non tanto segreto visto che fu pubblicato sui giornali statunitensi ] di Kruscev che attaccò Stalin nel XX Congresso del PCUS nel 1956. Krusciov, che era un pagliaccio sulla scena internazionale e che  gettò  discredito sul socialismo e sull’Unione Sovietica, fece ciò che gli imperialisti non avrebbero mai potuto ottenere.

Attaccando Stalin, Kruscev non stava solo rifiutando il presunto culto della  personalità. Stava attaccando i fondamenti ideologici dell’Unione Sovietica: il marxismo-leninismo. Segnalò al mondo che era iniziata la restaurazione del capitalismo in URSS.[18]

Kruscev fu destituito nel 1963, ma il governo revisionista che egli rappresentava rimase al potere. Il socialismo fu  trasformato in  capitalismo e gli organi del potere sovietico si andarono  lentamente pregiudicando,  corrompendosi  e non ultimo svuotandosi del tutto.

E’ una testimonianza del potere e della resistenza del socialismo costruito da Lenin e Stalin il fatto che tale processo è costato quasi quattro decenni dopo la morte di Stalin ai leader revisionisti Krusciov, Breznev e Gorbaciov; un processo che gradualmente ha smantellato e infine provocato il crollo dello Stato sovietico e restituito un potere illimitato alla borghesia.

Oggi  possiamo  constatare  che la borghesia governa di nuovo sulla miseria, con il suo lascito di   povertà, di fame, gangsterismo e  la dipendenza.

Le contraddizione  e le  degenerazioni  borghese dei sedicenti partiti cosiddetti “comunisti” non hanno sconfitto la grande forza  del socialismo, per il potere alla classe operaia, dell’  essere protagonisti  del proprio destino, non ha perso forza  tra i popoli e le nazioni del mondo. Il nome e il prestigio di Stalin sono in fase di recupero ,per la sua giusta collocazione nella storia della lotta dei lavoratori e dei popoli oppressi verso il raggiungimento del socialismo e dell’emancipazione umana.

Note

[1] G.Stalin:Opere Complete vol.12 edizione in lingua Tedesca  -Alcune domande sulla Politica Agricola in Urss; Parlando alla Conferenza degli Agronomi Marxisti.27 .12.1929 Pravda n°309 ,29.12.1929

[2]  Piano GOELRO –Lenin –Op.Comp..Ed.Italiana per gli  Editori Riuniti – vol.33.pag.36 – vol.45,(pag 109-110) – *vol..32,pag.122,126- Lenin Miscellania XX        pag 208-209

[3] Ludo Martens “Stalin un altro punto di Vista” ed. Zambon .2005

[4]   New Evidence Concerning the “Hotel Bristol” Questionin the First Moscow Trial of 1936 Sven-Eric Holmström Commissione Dewei http://www.scribd.com/doc/40421767/Trosky-and-Brystol-Hotel-in-1936 )

[5] TROTSKY E L’FBI AMERICANA (ESTRATTO)   http://drapporosso.wordpress.com/2012/06/03/trotsky-e-lfbi-americana-estratto-trotsky-et-le-fbi-americain-extraits-trotsky-y-la-fbi-de-ee-uu-extracto/

[6]dalla Grande Congiura tutta la dichiarazione dell’ ex ambasciatore Statunitense  Joseph E. DaviesThe Big Conspitacy [La  Grande Cospirazione].

326).*2https://paginerosse.wordpress.com/2012/04/08/michael-sayers-e-albert-e-kahn-la-grande-congiura-contro-lurss-3/*2) « In Russia è mancata la cosiddetta ” aggressione interna ” pronta a collaborare con l’Alto Comando tedesco. La marcia di Hitler su Praga nel 1939 fu accompagnata dall’attivo appoggio militare delle organizzazioni di Henlein in Cecoslovacchia; lo stesso avvenne nell’invasione della Norvegia. Nel quadro russo invece non vi furono né Henlein alla maniera sudetica, né Tiso a quella slovacca, né Degrelle del tipo belga, né Quisling come in Norvegia… .« Il perché di questo va cercato nei cosiddetti processi di tradimento o di epurazione a cui avevo assistito e di cui avevo sentito parlare nel 1937 e nel 1938. Riesaminando da sotto una nuova visuale i resoconti di quei processi e rivedendo quel che io stesso ne avevo allora scritto, mi avvidi che, praticamente, tutti i metodi dell’attività della quinta colonna tedesca, quale ora la conosciamo, erano stati scoperti e messi a nudo dalle confessioni e dalle deposizioni rese in questi processi dai Quisling russi confessi…« Tutti quei processi, epurazioni e liquidazioni che sembrarono allora tanto violenti e che scandalizzarono il mondo, appaiono ora chiaramente come uno degli aspetti del vigoroso e risoluto sforzo del governo di Stalin per proteggersi non solo da una rivoluzione all’interno, ma anche da un attacco dall’esterno, si misero a lavorare per ripulire il paese da tutti gli elementi che potessero tradire, e i casi dubbi furono tutti risolti a favore del governo. Nel 1941 non ci furono in Russia affiliati alla quinta colonna: erano stati tutti giustiziati in precedenza. L’epurazione aveva ripulito il paese, liberandolo dal tradimento ».La quinta colonna dell’Asse, nella Russia sovietica, erastata schiacciata. Vedi anche  MISSION TO MOSCOW BT JOSEPH.E.DAVIES http://archive.org/stream/missiontomoscow035156mbp/missiontomoscow035156mbp_djvu.txt

 [7] Ibidem

 [8] Il Parito dei Bolscevichi in lotta contro il trozkismo- edizioni Progress-Mosca,1973, pag 30-51

 [9] Si veda: V. I. Lenin,. Open complete, vol. 20, pag. 501; vol. 27. pag. 34. Settimo Congresso straordinario del PC(b)R. Atti. pag. 66. Ibidem pagg. 106, 107.Si veda: V. I. Lenin, Opere Complete, vol. 30, pag. 132) V. I. Lenin. Opere complete, vol. 27, pagg. 45,-46, Settimo Congresso straordinario PC(b)R. Atti, pag. 68 Si veda:V. I. Lenin, Opero Complete, Vol. 27, pagg. 14, 81.42) Ibidem. pegg. 57-58.(43) V. I. Lenin. Opere complete. vol. 23. pag. 113.(44) Si veda: V. I. Lenin. Opere complete. vol. 29. pag;. 75.(45) V. I. Lenin. Opere complete. vol. 27, pag. 128.(46) Si veda: V. I. Lenin, Opere complete, vol. 27, pag. 88. Si veda: V. I. Lenin. Opere complete, vol. 29, pagg. 282-283.(48) Si veda: V. I. Lenin. Opere complete, vol. 31, pagg. 52-54. Si veda: V. I. Lenin. Opere complete, vol. 27, pag. 276.

[10] Vedi “Americanismo e fordismo” – Antonio Gramsci- Quaderni dal Carcere-Vol III –quad.22 pag.2164-2165 – edizioni Einaudi –

[11]vedi il Partito dei Bolscevichi in lotta contro il trozkismo Pag.50-pag 73 -Lenin sui Sindacati) (2) V. I. Lenin, Opere complete, vol. St, pag. 249.(3) V. I. Lenin. Opere complete, vol. 33, pag. 387.(4) Si veda: G. M. Krgigianovski, Dieci anni di edificazione economica dell’URSS. 1917-1927. Mosca, 1928. pag. 61.(5) Si veda: Annuario statistico, 19131920, fasc. 2. Mosca, 1922, pagg. 230. 223, 270. V. 1. tenin, (6) V. I. Lenin.Opere complete, vol. 32, pag. 391(14) Siveda: Censimento degli iscritti al PC(b)R 1922. fasc. 4. Mosca, 1925, pag. 44. Pravda. 15 gennaio 1921. Si veda: Miscellanea di Lenin, VI, pag. 322.) Pravda tomi«. 2 febbraio 1921. Si veda: V. I. Lenin. Opere complete. vol. 32. pagg. 152-153.Il PCUS nelle risoluzioni.. , op. cit. parte I. pag.422. ibidem, pag. 491.

[12] – La  Tesi Clemenceau, primo ministro francese che con i tedeschi a 80 km da Parigi, organizzò un colpo civico militare, il termidoro, per concentrare nelle sue mani ogni decisone sulla condotta della guerra, vedi anche http://lanostralotta.org/?p=31, DUE LIBRI A CONFRONTOFu Trotski che accusò Stalin di termidorismo, cioè gli disse: tu sei un controrivoluzionario; fu Trotski che osò avanzare la “tesi Clemenceau” : se invadono l’Urss -disse- noi trotskisti spazziamo via “il pattume”(la maggioranza legittima del Pcb) e vado io al potere. Stalin rise di queste buffonate, chiamò Trotski ‘Clemenceau da operetta’ suscitando ilarità generale. Non si è mai spinto a quei livelli di violenza verso Trotski, gli bastava l’ironia. Comunque da quello scontro i bolscevichi ne uscirono arricchiti politicamente, teoricamente e ideologicamente.

[13] Ndt cifre sottostimate dall’autore , altri dicono che i voti dell’opposizione fossero superiori di numero  vedi  “Il partito dei Bolscevichi in lotta contro il trotzkismo”

[14](ndt vedi post di tatiana bogdanova in   https://paginerosse.wordpress.com/2012/05/10/la-menzogna-sulle-repressioni-di-stalin-2/ )

[15] G. K. Zhukov: The Memoirs of Marshal Zhukov; London; 1971; p. 283. Citado em “The cult of the Individual”, por William Bland. Em: http://www.mltranslations.org/Britain/StalinBB.htm

[16]vedi Stalin–Discorsi di Guerra-https://paginerosse.wordpress.com/2012/0/06/stalin-discursos-de-la-guerra-2/Stalin  Discorsi di Guerra (1941-1944 ) ,Napoli .Gaetano Macchiaroli Editore -1944

[17]http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_dossier/2007_01_jacques-r-pauwels_le-corporations-americane-ed-hitler.htm

https://paginerosse.wordpress.com/2012/04/21/le-corporations-americane-ed-hitler-8/

[18]The cult of the Individual”, “Il culto della personalita’” di William Bland. Em:     http://www.mltranslations.org/Britain/StalinBB.htm

Per gli ulteriori approfondimenti  sui temi trattati da Dixon , consultare i seguenti testi in rete

Chase, William. Enemies Within the Gates? The Comintern and Stalinist Repression, 1934-1939. New Haven and London: Yale University Press, 2001.

www.yale.edu/annals/Chase/intro.htm

Coplon, Jeff “Rewriting History: How Ukrainian Nationalists Imposed Their Doctored History on our High-School Students.” Capital Region Magazine (Albany, NY), March 1988.

http://chss.montclair.edu/english/furr/ess…rewriting88.pdf

Coplon, Jeff. “In Search of a Soviet Holocaust: A 55-Year-Old Famine Feeds the Right.” Village Voice, Jan. 12, 1988.

Vedi: http://chss.montclair.edu/english/furr/vv.html

Furr, Grover. “Stalin and the Struggle for Democratic Reform,” Parts One and Two. Cultural Logic 2005.

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Furr, Grover. “Anatomy of a Fraudulent Scholarly Work: Ronald Radosh’s Spain Betrayed.” (Review of Ronald Radosh, Mary Radosh Habeck, and Grigory Sevostianov, eds., Spain Betrayed: The Soviet Union in the Spanish Civil War. Annals of Communism series. Yale University Press, 2001). Cultural Logic 2004. http://eserver.org/clogic/2003/furr.html

Furr, Grover. “Fraudulent Anti-Communist Scholarship From A ‘Respectable’ Conservative Source: Prof. Paul Johnson.” http://chss.montclair.edu/english/furr/pol…hnsonfraud.html

Furr, Grover. “New Light On Old Stories About Marshal Tukhachevskii: Some Documents Reconsidered.” Russian History / Histoire Russe 13, Nos 2-3 (Summer-Fall 1986), 293-308.

http://chss.montclair.edu/english/furr/tukhpdf.pdf

Furr, Grover. “Not ‘rescue Stalin,’ but rescue the truth and the future.” (April, 1996).

http://tinyurl.com/dszx2

Furr, Grover. Review of Robert W. Thurston, Life and Terror in Stalin’s Russia, 1934-1941. (London and New Haven: Yale University Press, 1996). Cultural Logic 1998.

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Getty, J. Arch. Origins of the Great Purges: The Soviet Communist Party Reconsidered, 1933-1938. Cambridge and New York: Cambridge University Press, 1985.

Getty, J. Arch, and Oleg V. Naumov. The Road to Terror: Stalin and the Self-Destruction of the Bolsheviks, 1932-1939. New Haven and London: Yale University Press, 1939.

Mecklenburg, Jens und Wolfgang Wippermann (Hrsg.): “Roter Holocaust”? Kritik des Schwarzbuch des Kommunismus. Hamburg: Konkret Literatur Verlag, 1999.

Perrault, Gilles. “Les falsifications d’un ‘livre noir.'” (critique of The Black Book of Communism). Le Monde Diplomatique. December 1997.

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Thurston, Robert W. “Fear and Belief in the USSR’s ‘Great Terror’: Response to Arrest, 1935-1939.” Slavic Review 45 (1986), 213-234.

Per i registrati JSTOR: http://tinyurl.com/d3qzf

Thurston, Robert W. “On Desk-Bound Parochialism, Commonsense Perspectives, and Lousy Evidence: A Reply to Robert Conquest.” Slavic Review 45 (1986), 238-244. Per i registrati JSTOR: http://tinyurl.com/blurz

Thurston, Robert W. “Humor and Terror in the USSR, 1935-1941.” Journal of Social History 24, 3 (Spring 1991), 541-562.

Per i registrati Ebsco Academic Search Premier: http://tinyurl.com/a8e83

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Thurston, Robert W. Life and Terror in Stalin’s Russia, 1934-1941. New Haven and London: Yale University Press, 1996.

Thurston, Robert W., and Bernd Bonwetsch, eds. The People’s War: Responses to World War II in the Soviet Union. Urbana and Chicago: University of Illinois Press, 2000.

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www.uni-koeln.de/phil-fak/philtrat/26/2613a.htm

Review of PBS “Stalin” Series (1990) – four-part series.http://tinyurl.com/8gwra

“The Hoax of the ‘Man-Made Ukraine Famine’ of 1932-33” – six-part series. http://tinyurl.com/anvxt

Grover Furr, è professore alla Università Montclair del New Jersey (USA). Il suo sito web è: www.chss.montclair.edu/english/furr/

Fonte originale in inglese:

http://www.redcritique.org/WinterSpring200…ticommunism.htm

Fonte introduzione:

http://imbratisare.blogspot.com/2011/04/el…unismo-por.html

 Alcune citazioni critiche  di Lenin su Trotskji

“Trotskji ha fatto perdere tempo al partito in una discussione di parole e brutte tesi … Tutte le sue tesi, quanto la sua intera piattaforma, sono così errate che abbiano sottratto risorse e l’attenzione del Partito dal lavoro pratico nella “produzione” di un sacco di discorsi vacui … (…) dopo la sessione plenaria di novembre in cui si è data una soluzione chiara e teoricamente corretta. “

(LENIN, Ancora una volta sui sindacati, 1921)

‎”Il suo rifiuto ( di Trotzkji) a far parte del comitato dei sindacati è stata una violazione della disciplina del Comitato centrale.”

(LENIN ,Discorso sui sindacati, 1921

“L’articolo di A.P. sulla Berner Tagwacht (24 luglio) intorno al congresso del Partito socialdemocratico olandese è molto importante ai fini della nostra comprensione reciproca … il nostro compito più importante consiste ora appunto nel tracciare una netta linea di confine tra la sinistra marxista, da una parte, e gli opportunisti (e i kautskiani) e gli anarchici, dall’altra. Un punto dell’articolo di A.P. mi ha però addirittura indignato, e precisamente dove si dice che la dichiarazione di principio della signora Roland-Holst’ corrisponde perfettamente al punto di vista del Partito socialdemocratico’!!Da questa dichiarazione di principio … vedo che in nessun caso noi potremo solidarizzare con la signora Roland-Holst. Questa a mio avviso, è il Kautski olandese o il Trotzki olandese. Costoro in linea di principio “non sono assolutamente d’accordo” con gli opportunisti, ma in pratica, in tutte le questioni più importanti, sono d’accordo!! La signora Roland-Holst respinge il principio della difesa della patria, cioè respinge il socialsciovinismo. Questo va bene. Ma essa non respinge l’opportunismo!! Nella interminabile dichiarazione neanche una parola contro l’opportunismo! Neanche una parola precisa, non ambigua, sui mezzi di lotta rivoluzionari… Neanche una parola sulla rottura con gli opportunisti! Parola d’ordine della ‘pace’ completamente alla Kautski!… In tutto e per tutto come il nostro signor Trotzki: “’in linea di principio decisamente contro la difesa della patria”, in pratica per l’unità con il gruppo di Ckheidze nella Duma russa (cioè con gli avversari del nostro gruppo deportato in Siberia, con i migliori amici dei socialsciovinisti russi)… Questo è internazionalismo del tutto avventato, meramente platonico e ipocrita. Nient’altro che tattica delle mezze misure. Questo può servire (politicamente parlando) solo a formare un’ ”ala sinistra” (cioè una ‘minoranza innocua’, un ‘ornamento marxista decorativo’) nei vecchi partiti di lacché, partiti vili e imputriditi (nei partiti operai liberali)… La lotta del nostro partito (e del movimento operaio in Europa in generale) deve essere interamente diretta contro l’opportunismo. Questo non è una corrente, una tendenza; questo (l’opportunismo) è diventato oggi uno strumento organizzato della borghesia in seno al movimento operaio. E inoltre: i problemi della lotta rivoluzionaria (tattica, mezzi, propaganda nell’esercito, fraternizzazione nelle trincee,ecc.) debbono assolutamente essere esaminati punto per punto, discussi,meditati, controllati, spiegati alle masse nella stampa illegale. Senza di questo, ogni ‘riconoscimento’ della rivoluzione rimane soltanto una frase. Noi e i radicali

parolai (in olandese: ‘passivi’) percorriamo strade diverse”.

[ Lenin, Opere complete, Vol. 35, pagg. 130-132]

” Il compagno Trotsky parla di “stato operaio “. Lasciatemi dire che questa è un’astrazione, non è proprio uno “Stato Operaio”. Questo è uno dei principali errori del compagno Trotsky … Per una cosa: il nostro non è in realtà uno stato operaio, ma uno stato di operai e contadini. E molto deriva da esso “.

(LENIN, I sindacati, la situazione attuale e gli errori di Trotsky, 1921)

“Trotsky ha fatto perdere tempo al partito in una discussione di parole e brutte tesi … Tutte le sue tesi, quanto la sua intera piattaforma, sono così errate che abbiano sottratto risorse e l’attenzione del Partito dal lavoro pratico nella “produzione” di un sacco di discorsi vacui … (…) dopo la sessione plenaria di novembre in cui si è data una soluzione chiara e teoricamente corretta. “

(LENIN, Ancora una volta sui sindacati, 1921)

“Trotsky arrivò, e questo farabutto subito si alleò con l’ala destra del Novy Mir contro la sinistra di Zimmerwald! … Questo e’ Trotsky! Sempre fedele a se stesso = truffaldino, si finge di essere di sinistra e aiuta la destra, per quanto possibile … “

(LENIN , Lettera a Inessa Armand, febbraio 1917)

Fine

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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