L’ internazionale comunista e il fascismo/La Internacional Comunista y el Fascismo-The International communist and fascism

L’ internazionale comunista e il fascismo

Edizioni Movimento Studentesco

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Prefazione

Le origini e la natura del fascismo non furono immediatamente comprese dai partiti comunisti e dalle forze popolari.

Solo molti anni dopo l’ascesa al potere del fascismo in Italia e mentre Hitler conquistava il potere in Germania, l’Internazionale Comunista, al termine di un dibattito durato parecchi anni, fece propria la definizione di Stalin « il fascismo è la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario ».

In effetti non solo la grande borghesia reazionaria, ma anche la borghesia liberale e i socialdemocratici avevano fatto di tutto per nascondere alle masse la reale natura del fascismo, attribuendone le responsabilità alla piccola borghesia in crisi, agli sbandati della guerra o definendolo come un prodotto temporaneo della crisi economica; vedendolo cioè più come un prodotto « psicologico » dell’esasperazione dei ceti colpiti dalla crisi che come una tendenza storica della grande borghesia che con esso cercava una via d’uscita nell’epoca nuova che si apriva, quella del tramonto del dominio incontrastato dell’imperialismo. Con queste teorizzazioni non solo si mirava a scagionare il grande capitale dalle sue responsabilità, a giustificare la collusione tra la socialdemocrazia e i grandi monopoli, ma si mirava a scagliare la piccola borghesia contro la classe operaia che veniva additata, con gli scioperi e le sue rivendicazioni, come responsabile dell’inflazione e della crisi dei ceti medi, e viceversa si mirava a indirizzare l’odio della classe operaia contro la piccola borghesia, vista come responsabile del fascismo.

Come possiamo vedere, dunque, la socialdemocrazia non sbagliò per ingenuità; al contrario, come sostenitrice della grande borghesia, mirò a disorientare la classe operaia spingendola da un lato alla sottomissione ai grandi monopoli « democratici » che, si diceva, avrebbero salvato il paese dall’ondata fascista, e dall’altro a spezzare l’alleanza con la piccola borghesia.

Dicevamo che la natura reale del fascismo non venne compresa immediatamente neanche dai partiti comunisti.

Questa mancata comprensione non fu che la conseguenza inevitabile di errori ben più gravi, cioè di quella tendenza settaria ed estremista prevalente nei partiti comunisti dell’occidente contro cui Lenin lottava strenuamente. Dimitrov nel suo rapporto al VII Congresso dell’I.C. del 1935 ammette: « nelle nostre file si è verificata un’intollerabile sottovalutazione del pericolo fascista, sottovalutazione che non è ancora superata dappertutto. Questa sottovalutazione che si verificava per il passato nei nostri partiti si esprimeva nell’affermazione “La Germania non è l’Italia”, nel senso che il fascismo aveva potuto vincere in Italia, ma che la sua vittoria era da escludersi in Germania, dove l’industria e la cultura erano altamente sviluppate, dove esisteva una tradizione di 40 anni di movimento operaio e dove il fascismo era perciò impossibile. Così dicasi delle opinioni che si riscontrano attualmente e secondo le quali nei paesi della democrazia borghese ” classica “, il terreno non è adatto per il fascismo ».

La maggioranza dei partiti comunisti dell’Europa vide nel fascismo che avanzava solo un governo più reazionario dei precedenti, una nuova formula governativa che avrebbe sostituito i governi socialdemocratici e della borghesia conservatrice; questi partiti comunisti dalle connivenze dei conservatori coi fascisti trassero la convinzione che i contrasti tra di essi fossero solo una finzione, una specie di gioco delle parti, sottovalutando in questo modo le possibilità offerte al proletariato di intervenire nei contrasti che l’avanzata del fascismo apriva in seno alla stessa borghesia. Pertanto venne sottovalutata la capacità del fascismo, a differenza dei vecchi ceti conservatori, di adattarsi alle nuove condizioni di lotta venutesi a creare dopo la I guerra mondiale, si sottovalutarono i nuovi orientamenti del grande capitale, e soprattutto gli orientamenti e i bisogni della piccola borghesia urbana e rurale, delle masse contadine e dei percettori di reddito fisso, oltre che delle masse di disoccupati, di sbandati, di reduci create dallo sconvolgimento sociale prodotto e seguito alla prima guerra mondiale.

Per chi come Bordiga restava indifferente alle forme politiche in cui si esercita la lotta di classe e il dominio della borghesia, il fascismo non doveva rappresentare altro che l’ultimo sanguinoso sussulto della borghesia, da augurarsi dunque, perchè sicuro premonitore della sua prossima fine. I comunisti in Italia, all’inizio degli anni venti, disprezzarono le direttive della I.C. per la conquista della maggioranza della classe operaia e per il fronte unico e non contribuirono nella misura in cui sarebbe stato loro possibile ad arginare il fascismo, non comprendendo la necessità di una difesa rivoluzionaria della democrazia. Diceva Dimitrov: « Noi comunisti siamo sostenitori irremovibili della democrazia sovietica… ». Ma « noi non siamo degli anarchici e per noi non è affatto indifferente il regime politico esistente in un dato paese; dittatura borghese nella forma della democrazia borghese, sia pure con i diritti e le libertà democratiche più ridotte, o dittatura borghese nella forma aperta, nella forma fascista. Pur essendo partigiani della democrazia sovietica, noi difenderemo palmo a palmo le conquiste democratiche che la classe operaia ha strappato in anni di lotta accanita, e lotteremo decisamente perchè siano estese ».

Se a proposito della responsabilità dei comunisti possiamo parlare di errori dovuti ad infantilismo settario, a proposito della socialdemocrazia dobbiamo invece parlare di vero eproprio tradimento verso la classe operaia. Non dimentichiamo mai che i comunisti furono fin dall’inizio i più tenaci avversari dei fascisti mentre i socialdemocratici avevano verso questi ultimi un atteggiamento spesso di connivenza. La socialdemocrazia europea aveva spinto gli operai di ogni paese a scannarsi gli uni con gli altri, a sacrificarsi come carne da cannone per la guerra di rapina dell’imperialismo e in seguito li aveva lasciati disarmati di fronte all’incalzare della reazione.

Dice sempre Dimitrov: « I capi della socialdemocrazia attenuarono e nascosero alle masse il carattere di classe del fascismo e non le chiamarono a lottare contro le misure reazionarie sempre più gravi della borghesia… ».

« Il fascismo è potuto giungere al potere prima di tutto perchè la classe operaia, a causa della politica di collaborazione di classe dei capi socialdemocratici con la borghesia, si trovò divisa, disarmata politicamente ed organizzativamente di fronte alla borghesia che passava all’offensiva. E i partiti comunisti non erano abbastanza forti per salvare le masse, senza e contro la socialdemocrazia, e condurle alla battaglia decisiva contro il fascismo ».
Nella maggior parte dei paesi europei la socialdemocrazia nel primo dopoguerra si era enormemente rafforzata per l’afflusso spontaneo delle masse proletarie che attendevano da essa la guida per uscire dalle condizioni di miseria in cui erano piombate.

Ma la socialdemocrazia ancora una volta lasciò mano libera agli sgherri del fascismo, al grande capitale finanziario. Là dove era al potere si fece un punto d’onore nel perseguitare gli operai comunisti, nello stroncare le lotte popolari, nel diffamare la rivoluzione d’ottobre e i bolscevichi.

In Austria la socialdemocrazia « permise alla borghesia di rafforzare il proprio potere, di abrogare la costituzione, di epurare l’apparato statale, l’esercito e la polizia dai militanti socialdemocratici, di strappare le armi agli operai. Essa permise ai banditi fascisti di assassinare impunemente gli operai socialdemocratici, accettò le condizioni del patto Huttemberg, il quale aprì le porte delle officine agli elementi fascisti. Nello stesso tempo, i capi della socialdemocrazia prendevano in giro gli operai con il programma di Linz, che prevedeva, come alternativa, la eventualità della violenza armata contro la borghesia e della instaurazione della dittatura del proletariato, assicurando agli operai stessi che il partito avrebbe proclamato lo sciopero generale e la lotta armata se le classi dirigenti fossero ricorse alla violenza contro la classe operaia. Come se tutta la politica di preparazione all’attacco fascista non fosse un susseguirsi di violenze, coperte di forme costituzionali, contro la classe operaia! ».

Gli storici revisionisti nel riaffermare a parole il valore del VII Congresso cercano di deformarne le indicazioni. Secondo loro il significato del VII Congresso starebbe essenzialmente nella modificazione della precedente politica dell’Internazionale, della linea del VI Congresso dell’I.C. del 1928, che essi giudicano settaria ed errata.

Secondo i revisionisti il VII Congresso non sarebbe altro che un capovolgimento della linea del VI Congresso, un tentativo di accordo con la socialdemocrazia che nel precedente congresso veniva definita socialfascista.

Questa interpretazione, com’è ovvio, dovrebbe servire a legittimare oggi una politica di accordo a destra nello stesso momento però in cui si dice che il « frontismo » è definitivamente superato e lo si sostituisce con la strategia della « nuova maggioranza ».

E’ bene ricordare ai revisionisti che non fu l’I.C. a correggere un’impostazione settaria e a sostituirla con una più « aperta » (anche se gli errori di settarismo commessi vennero francamente riconosciuti e criticati), ma fu lo sviluppo degli avvenimenti che travolse la stessa socialdemocrazia spazzata via dal nazifascismo, fu il fallimento clamoroso dell’Internazionale socialdemocratica che aprì gli occhi alle grandi masse che seguivano la socialdemocrazia.

Come abbiamo ricordato la definizione della socialdemocrazia come una forza socialfascista, come una forza politica che spianò la via al fascismo, fu e resta pienamente indicata dal punto di vista storico.

Con la complicità dei socialdemocratici furono assassinati i migliori figli del proletariato tedesco, furono incoraggiate le pretese delle grandi concentrazioni finanziarie, venne scatenata una politica di aggressione e di odio contro l’URSS e il Socialismo. Il socialdemocratico Kautsky, massimo dirigente della II Internazionale socialdemocratica arrivò a definire i comunisti « manutengoli dei nazisti ». …« La socialdemocrazia non indietreggia davanti a nulla per sostenere gli interessi imperialisti della propria borghesia, offrendo così i suoi servizi al capitale internazionale contro l’URSS » ( Tesi approvate dal Plenum del C.E. dell’I.C.).

Qui si parla non solo della socialdemocrazia tedesca, ma della socialdemocrazia mondiale, compresa quella dei paesi dell’oriente: « La socialdemocrazia e i capi sindacali giapponesi proclamano, col generale Araki, la missione civilizzatrice dell’imperialismo giapponese in Asia e giustificano nel nome degli « interessi del socialismo » la brigantesca occupazione della Cina da parte della loro borghesia ».

Nel VII Congresso del 1935 l’I.C. non rinnegò dunque le precedenti impostazioni, non cessò la lotta di principio contro la socialdemocrazia, ma tenne conto della posizione nuova in cui si venivano a trovare la socialdemocrazia, gli strati proletari e della piccola borghesia che dopo aver in qualche modo appoggiato il fascismo ne erano stati travolti.

Il fascismo aveva portato ai giovani non l’avvenire sicuro che aveva promesso, ma « licenziamenti in massa… dagli stabilimenti, i campi di lavoro e l’incessante addestramento militare per la guerra di conquista ».

Il fascismo aveva portato agli impiegati, ai funzionari subalterni, agli intellettuali non un tranquillo avvenire, ma « la dittatura insopportabile dei trust ».

Il fascismo aveva portato ai contadini miseria e asservimento verso le banche.

Cioè gli strati sociali a cui il fascismo aveva promesso « la rivoluzione », in realtà subivano il più feroce sfruttamento al pari della classe operaia. Il fascismo dopo essersi servito della socialdemocrazia l’aveva privata « anche della legalità sottoponendola a persecuzioni e condannandola persino alla distruzione ».

Tutto ciò doveva produrre un nuovo orientamento delle grandi masse popolari e della stessa socialdemocrazia. Si sarebbe trattato di un processo difficile. Non c’era da aspettarsi certamente che gli operai influenzati dalla socialdemocrazia corressero in braccio ai comunisti o che la stessa socialdemocrazia rinunciasse alla sua politica capitolazionistica e anticomunista.

Si trattava al contrario di proporre un’azione politica in cui i comunisti diventassero punto di riferimento per le grandi masse, per tutti coloro che volevano scrollarsi di dosso il peso della schiavitù del nazifascismo.

I partiti comunisti, che avevano sopportato il peso maggiore del terrore fascista, adesso si assumevano il compito di portare le masse alla riscossa. E le giuste posizioni dei comunisti, che le masse cominciavano a riconoscere tali per propria esperienza diretta, penetrarono tra le masse.

Sarebbe stato certamente ingenuo aspettarsi, dal nuovo orientamento che si veniva a creare tra le masse, il crollo automatico della socialdemocrazia e un miracoloso rafforzamento dei partiti comunisti, già decimati dalla repressione fascista. Ma sarebbe stato sbagliato non cogliere la possibilità storica che si apriva, che faceva dei comunisti, dei figli migliori del popolo, l’anima della resistenza al fascismo, la guida delle grandi masse che volevano lottare contro il fascismo. Questa possibilità venne colta dall’I.C. e messa in pratica sotto forma di indicazione della costruzione del fronte popolare antifascista sulla base del fronte unico del proletariato.

Così come nel ’17 la Russia di Lenin era il centro della tempesta rivoluzionaria, così come fino agli anni ’30 i rivoluzionari di tutto il mondo vedevano nel gruppo dirigente bolscevico che aveva liquidato le deviazioni di destra e di « sinistra », il baluardo della resistenza al fascismo e al social-fascismo, così nel 1935 dal VII Congresso dell’I.C. doveva partire la riscossa, la marea montante che avrebbe travolto, per mezzo dei fronti popolari e della Resistenza armata, il nazifascismo.

Nel sottolineare la giustezza della politica dell’I.C. non intendiamo certo mettere in ombra gli errori di settarismo e di valutazione politica compiuti precedentemente dai partiti comunisti. (Gli storici revisionisti odierni, però, dimenticano di mettere in luce che i comunisti hanno sempre lottato non solo contro il settarismo, ma anche e soprattutto contro il riformismo).
Ma questi errori non vanno ricercati come affermano gli storici revisionisti, solo o principalmente nell’atteggiamento dei comunisti verso la socialdemocrazia, nella lotta contro il « socialfascismo ». Certamente errori di esagerazione in questo senso ci furono e divennero tanto più gravi quando i comunisti si attardarono in una polemica che ormai non aveva alcun senso. Questi errori tuttavia furono solo un aspetto di un errore molto più grave che, come abbiamo detto, riguardava la comprensione della natura stessa del fascismo e delle sue possibilità di affermazione.
Dimitrov, dopo aver ricordato tutti i casi in cui i comunisti furono colti di sorpresa

dall’affermazione del fascismo, ricorda il caso tragico della Germania: « Quando il nazionalsocialismo, in Germania, era già divenuto un minaccioso movimento di massa, certi compagni per i quali il governo di Bruning era già un governo di dittatura fascista, affermavano presuntuosamente: “Se mai il ‘terzo impero’ hitleriano verrà al mondo, verrà al mondo un metro e mezzo sotto terra e sopra vi sorgerà il potere operaio vittorioso” ».

Tutto ciò oltre a rappresentare una intollerabile sottovalutazione di ciò che ormai era sotto gli occhi, derivava da una sottovalutazione delle tendenze aggressive e scioviniste del capitale nell’epoca dell’imperialismo, da una incomprensione della crisi profonda che scuoteva la società e degli orientamenti di larghissimi strati di piccola borghesia urbana e rurale, oltrechè da una sopravvalutazione delle forze del movimento operaio indipendentemente dalla sua giusta direzione. I riformisti guardavano alle migliaia di cooperative, alla rete di organizzazione e pensavano che essa di per se stessa, senza una salda direzione rivoluzionaria leninista, avrebbe costituito un baluardo contro il fascismo. In realtà dove predomina l’orientamento della socialdemocrazia le masse non sono in grado di esprimere tutta la loro forza.

Anche da noi in Italia i riformisti pensavano che la loro organizzazione avrebbe retto alla prova. Dallo scarso successo avuto dai fascisti nelle elezioni del ’21 traevano la conclusione che il fascismo non avrebbe avuto la possibilità di avanzare, mentre dal proprio successo elettorale pensavano che esso di per se stesso avrebbe frenato l’incalzare della reazione. In realtà furono le organizzazioni socialiste a crollare in poco tempo, prive di direzione, sotto l’urto del fascismo, mentre i capi del PSI fino all’ultimo speravano che il Re e Giolitti salvassero il proletariato dalla dittatura fascista.

« Il fascismo, nato in seno alla democrazia borghese, è agli occhi dei capitalisti una tavola di salvezza contro lo sfacelo del capitalismo. E’ solo per ingannare e disarmare gli operai che la socialdemocrazia nega la fascistizzazione della democrazia borghese e contrappone in linea di principio i paesi della democrazia ai paesi della dittatura fascista. D’altra parte, la dittatura fascista non è per nulla una tappa inevitabile della dittatura borghese in tutti i paesi. La possibilità di evitarla dipende dalla forza del proletariato in lotta, forza paralizzata principalmente dall’influenza dissolvente della socialdemocrazia ». Così si legge nelle tesi approvate dalla XIII Sessione del C.E. dell’I.C. nel 1933. Aggiungeva Dimitrov nel 1935: « La dittatura fascista della borghesia è un potere forte ma instabile ».

Sono valide tutt’ora le indicazioni della Terza Internazionale?

Basta esaminare la realtà per rispondere sì. Evidentemente non siamo più nel ’35 mentre montava la marea fascista che avrebbe portato all’aggressione contro l’URSS e i popoli di tutto il mondo. Certamente il socialismo sta avanzando in tutto il mondo, ma non per questo la borghesia consegna spontaneamente il potere. Anzi, come l’esperienza dimostra, il fascismo sta diventando di nuovo agli occhi della borghesia « una tavola di salvezza contro lo sfacelo del capitalismo ». Ma ciò non significa che il fascismo è inevitabile.

Il fascismo crea più contraddizioni di quante si propone di superarne.

Il fascismo suscita l’odio profondo delle masse.

E’ vero che la borghesia anche nel nostro paese punta alla fascistizzazíone. Ma è anche vero che il processo di fascistizzazione può essere sconfitto se sappiamo mobilitare giustamente le masse, se i rivoluzionari non lasciano preda della demagogia fascista i vasti settori della piccola borghesia, se si affermerà tra le masse la giusta direzione marxista-leninista, se sarà sconfitto il capitolazionismo di destra e l’avventurismo piccolo-borghese di « sinistra ».

Malgrado tutte le calunnie e le deformazioni dei revisionisti di destra e di « sinistra », è certo che solo il fronte unico delle masse. popolari, sulla base del fronte unico del proletariato, può salvare la democrazia nel nostro paese e farci avanzare verso il socialismo. Questa indicazione politica va applicata creativamente in ogni singolo paese, a seconda delle situazioni in cui si opera, delle forze sociali che si possono coalizzare contro la borghesia monopolistica e l’imperialismo, e deve avere a contenuto i bisogni reali delle masse.Molti hanno voluto vedere nel fronte unito una specie di tattica difensiva, una specie di fronte interclassista senza principi. In realtà solo nel fronte unito si misura la capacità del proletariato di esercitare la propria egemonia e di isolare il nemico di classe e di spezzarne il potere.

Chi ha cercato di gettare da parte il fronte unito, gli insegnamenti della Terza Internazionale, del compagno Stalin, e ha cercato di sostituire ad essi l’obiettivo del centro sinistra, o della « nuova maggioranza », ha arrecato al proletariato solo sconfitte e amarezze.

Milano, luglio 1972

a cura della Sezione Ideologica del

Movimento Studentesco

Editocion de el  Movimiento Estudiantil

Prefacio

 Los orígenes y la naturaleza del fascismo no se entendieron de inmediato por los partidos comunistas y las fuerzas populares.

Sólo muchos años después del ascenso del fascismo en Italia y como Hitler conquistó el poder en Alemania, la Internacional Comunista, al final de un debate que duró varios años, tomó la definición de Stalin “El fascismo es la dictadura terrorista abierta del capital financiero más reaccionarios, chovinistas y más imperialistas más “.

De hecho, no sólo a la burguesía reaccionaria muy bien, pero también la burguesía liberal y los socialdemócratas habían hecho todo lo posible para ocultar al pueblo la verdadera naturaleza del fascismo, la asignación de responsabilidades a la pequeña burguesía en crisis, los inadaptados de la guerra, o por lo define como un producto de temporal crisis económica, viéndolo como un producto que es más “psicológica” la exasperación de las clases afectadas por la crisis que como una tendencia histórica de la gran burguesía con la que se buscó una manera de salir de esa nueva era se abría, el dominio de la puesta del sol el imperialismo sin respuesta. Con estas teorías no sólo se buscó la exoneración de la gran capital de su responsabilidad para justificar la colusión entre el SPD y los grandes monopolios, pero fue a tirar de la pequeña burguesía contra la clase obrera que se está señalando, con sus huelgas y reclamos como responsable de la inflación y la crisis de las clases medias, y viceversa, tiene por objeto abordar el odio de la pequeña burguesía contra la clase obrera, considerada como responsable de fascismo.

Como podemos ver, por lo tanto, la democracia social no se confunde con la ingenuidad, por el contrario, como un defensor de la gran burguesía, con el fin de desorientar a la clase obrera, empujando de un lado a la sumisión a los grandes monopolios “demócratas” que, dijeron, sería salvar al país de ‘ola fascista, y el otro para romper la alianza con la pequeña burguesía.

Hemos dicho que la verdadera naturaleza del fascismo no fue comprendido de inmediato, incluso por los partidos comunistas.

Esta falta de entendimiento de que no era la consecuencia inevitable de errores más graves, es decir, la tendencia de los sectarios y extremistas prevalecen en Occidente en contra de los partidos comunistas que Lenin luchó denodadamente. Dimitrov en su informe al VII Congreso de la IC 1935, admite: “en nuestras filas había una subestimación inaceptable de la amenaza fascista, que la subvaloración no ha terminado en todas partes. Esta subestimación que se produjo en el pasado en nuestros partidos se expresa en la frase “Alemania no es Italia”, en el sentido de que el fascismo había sido capaz de ganar en Italia, pero su victoria fue descartada en Alemania, donde el “la industria y la cultura estaba muy desarrollada, donde había una tradición de 40 años en el movimiento obrero y donde el fascismo era, pues, imposible. Tan cierto de opiniones que existen en la actualidad y según la cual los países de la democracia burguesa “clásica”, la tierra no es apta para el fascismo. “

La mayoría de los partidos comunistas de Europa vio en el fascismo avanza sólo uno de los que el gobierno más reaccionario anterior, una fórmula del nuevo gobierno que reemplace al gobierno de socialdemócratas y la clase media conservadora, los partidos comunistas de la connivencia de los conservadores con los fascistas llamaron la creencia de que contrastes entre ellos eran sólo una ficción, una especie de juego de rol, con lo que subestimar el potencial del proletariado para intervenir en los conflictos que el avance del fascismo abierto dentro de la propia burguesía. Así, se subestimó la capacidad del fascismo, a diferencia de las clases conservadoras de edad, para adaptarse a las nuevas condiciones de lucha que se han producido desde la Primera Guerra Mundial, que subestimó las nuevas directrices de las grandes empresas, y por encima de todas las pautas y las necesidades de la pequeña burguesía urbana y rurales, las masas rurales y generadores de renta fija, así como las masas de desempleados, vagabundos, los veteranos de la agitación social creado por el producto y después de la Primera Guerra Mundial.

Para personas como Bordiga se mantuvo indiferente a las formas políticas en los que desarrolla la lucha de clases y la dominación de la burguesía, el fascismo no iba a ser sólo el último suspiro con sangre de la burguesía, que se esperaba, por lo tanto, para la premonición de que de su próximo fin. Los comunistas en Italia, en los primeros años veinte, que despreciaba a las directrices de la IC para la conquista de la mayoría de la clase obrera y el Frente Unido y no contribuye en la medida en que sería incapaz de detener el fascismo, sin entender la necesidad de una defensa de la democracia revolucionaria. Dimitrov dijo: “Nosotros, los comunistas son partidarios acérrimos de la democracia soviética … ‘. Sin embargo, “no somos anarquistas, y para nosotros no es indiferente ante el sistema político existente en un determinado país; la dictadura burguesa en la forma de la democracia burguesa, aunque con los derechos y las libertades democráticas más pequeños, o la dictadura burguesa en forma abierta, en forma de fascismo. Aunque los partidarios de la democracia soviética, vamos a defender cada centímetro de los logros democráticos que la clase obrera ha arrancado a través de años de amarga lucha, y lucha porque son muy extensas. “

Si consideramos que la responsabilidad de los comunistas hablan de errores debidos al infantilismo sectario, por el camino de la democracia social y no se habla de la traición eproprio real de la clase obrera. Nunca hay que olvidar que los comunistas estaban empezando los opositores más persistentes de los fascistas, mientras que los socialdemócratas tenían una actitud hacia la última a menudo cómplice. La socialdemocracia europea ha instado a los trabajadores de cada país a la greña unos con otros, a sacrificarse como carne de cañón para la guerra imperialista de saqueo y luego los dejó indefensos ante la presión de la reacción.

Dimitrov siempre dice: “Los líderes de la desaparición de la democracia social para las masas ocultó la naturaleza de clase del fascismo y los llamó a luchar contra las medidas reaccionarias de la burguesía cada vez más graves … ‘.

“El fascismo ha sido capaz de llegar al poder en primer lugar porque la clase obrera, debido a la política de colaboración de clases con los líderes socialdemócratas de la burguesía se vio dividido, política y organizativamente desarmado frente a la burguesía, que pasó a la ofensiva. Y los partidos comunistas no eran lo suficientemente fuerte para salvar a las masas, sin y en contra de la democracia social, y dar lugar a la batalla decisiva contra el fascismo “. En la mayoría de países europeos en la primera post-guerra la democracia social se ha mejorado en gran medida por el flujo espontáneo de masas proletarias que lo esperaban fuera para la orientación de las miserables condiciones en que fueron sellados.

Pero la democracia social, una vez más a la izquierda una mano libre para los soldados del fascismo, el gran capital financiero. Cuando estaba en el poder hizo un punto de honor en la persecución de los trabajadores comunistas, cortar de las luchas populares, y por denigrar a la Revolución de Octubre y los bolcheviques.

En Austria, la democracia social “permitió a la burguesía para reforzar su poder de derogar la Constitución, para purgar el aparato estatal, el ejército y la policía por los activistas sociales, de arrebatar las armas a los trabajadores. Se permitió a los bandidos fascistas para asesinar con impunidad, y los trabajadores sociales, aceptó las condiciones del pacto Huttemberg, que abrió las puertas de los talleres a los elementos fascistas. Al mismo tiempo, los líderes de la socialdemocracia trabajadores bromeó con el programa de Linz, que prevé, como alternativa, la posibilidad de la violencia armada contra la burguesía y la instauración de la dictadura del proletariado, los propios trabajadores para garantizar que el partido declare la huelga general y la lucha armada si las clases dominantes se recurrió a la violencia contra la clase obrera. Como si toda la política en la preparación para el ataque fue una serie de la violencia fascista, cubierto con los procedimientos constitucionales, la clase obrera! ‘.

Los historiadores revisionistas en las palabras para reafirmar el valor del VII Congreso de la búsqueda para deformar las señales. Según ellos, el significado de la celebración del VII Congreso esencialmente cambiaría la anterior política de la Internacional Comunista, la línea del Sexto Congreso de la IC de 1928, que consideran sectaria y el mal.

De acuerdo con los revisionistas VII Congreso no era más que una reversión de la línea del Sexto Congreso, un acuerdo provisional con la socialdemocracia, que se definió en el anterior Congreso socialfascista.

Esta interpretación, por supuesto, serviría para legitimar un acuerdo político de hoy, a la derecha, al mismo tiempo, sin embargo, que dice que “frentismo” es finalmente vencido y reemplazarla con la estrategia de la “nueva mayoría”.

Es ‘s bueno recordar que los revisionistas no era la IC para corregir un sectario y sustituirla por una más “abierto” (incluso si se cometieron errores el sectarismo, francamente reconocido y criticado), pero fue el desarrollo de los acontecimientos que asolaron la misma democracia social, arrastrado por los nazis y fascistas, fue el estrepitoso fracaso de la ‘Internacional Social Demócrata y abrió los ojos a las grandes masas que siguieron a la democracia social.

Como se recuerda la definición de la democracia social como socialfascista la fuerza, como una fuerza política que allanó el camino para el fascismo, fue y sigue siendo totalmente indicado por el punto de vista histórico.

Con la complicidad de los social-demócratas fueron asesinados, los mejores hijos del proletariado alemán, se alentó a las fusiones de las grandes demandas financieras, se desató una política de agresión y el odio contra la URSS y el socialismo. El socialdemócrata de Kautsky, el principal líder de la Segunda Internacional Demócrata Social llegó a definir manutengoli de los comunistas de los nazis. ” … “La socialdemocracia no se inmuta ante nada para defender los intereses de la burguesía imperialista, ofreciendo sus servicios al capital internacional contra la URSS” (Tesis aprobada por el Pleno de la IC CE).

Aquí hablamos no sólo de la socialdemocracia alemana, la democracia social, sino en el mundo, incluidos los países del Este: “La afirmación de Japón a la democracia social y dirigentes sindicales, con el general Araki, la misión civilizadora del imperialismo japonés en Asia y justificar en el nombre de” intereses del socialismo “, la ocupación depredadora de China por su burguesía.”

En 1935, el VII Congreso de la C.. Así que no abandonó a la configuración anterior, no cesó la lucha de principio en contra de la democracia social, pero tuvo en cuenta la nueva posición en la que vino a ver a la democracia social, las capas del proletariado y la pequeña burguesía que, después de haber tenido en alguna forma en que se inclina contra el fascismo se vieron desbordados.

El fascismo había llevado a los jóvenes no estar seguro de que había prometido, pero “los despidos masivos … por las fábricas, los campos de trabajo y la capacitación incesante militar para la guerra de conquista. “

El fascismo había llevado a los empleados, funcionarios oficiales, los intelectuales no es un lugar tranquilo, pero “la dictadura de los monopolios insoportables”.

El fascismo había traído la miseria y la servidumbre a los agricultores de los bancos.

Ese es el estrato social en el que el fascismo había prometido “revolución”, en realidad sufrió la más cruel explotación de la clase obrera. El fascismo después de haber servido en la democracia social privada “, incluso la legalidad de someter a acoso e incluso condenando a la destrucción.”

Todo esto fue para producir una nueva orientación de las grandes masas de la gente de la social-democracia misma. Sería un proceso difícil. Ciertamente, hubo de esperar que los trabajadores afectados por los socialdemócratas estaban corriendo a los brazos de los comunistas y los socialdemócratas, que había renunciado a su política capitolazionistica y anticomunista.

Esto fue en contraste a proponer una acción política en la que los comunistas se convirtió en un punto de referencia para las masas, para todos aquellos que querían quitarse de encima la carga de la esclavitud del fascismo.

Los partidos comunistas, que habían soportado el peso del terror fascista, hoy dio a la tarea de llevar a las masas para el rescate. Y la posición correcta de los comunistas, que las masas estaban comenzando a reconocer estos por su propia experiencia directa, que penetraron a las masas.

Sin duda, sería ingenuo esperar de la nueva dirección que estaba surgiendo entre las masas, el colapso de la democracia social y el fortalecimiento milagrosa automática de los partidos comunistas, ya diezmada por la represión fascista. Pero sería un error no aprovechar la oportunidad histórica que se abrió, que eran los comunistas, los mejores hijos del pueblo, el alma de la resistencia al fascismo, la dirección de las masas que querían luchar contra el fascismo. Esta posibilidad fue cultivado a partir de I. C. y se actúa sobre como una indicación de la construcción del frente popular antifascista sobre la base de la parte frontal del proletariado.

Al igual que la Rusia de Lenin en el ’17 era el centro de la tormenta revolucionaria, así como a los revolucionarios ’30 en todo el mundo vio en la dirección bolchevique había despedido a las desviaciones de derecha e “izquierda”, el baluarte de la resistencia al fascismo y social-fascismo, por lo que en 1935 el VII Congreso de la IC tuvo que salir al rescate, la marea creciente que han abrumado, por el frente popular y la resistencia armada, el fascismo nazi.

Al tiempo que destacó la corrección de la política de la empresa de riesgo compartido Ciertamente no significa restar importancia a los errores de sectarismo y la evaluación de políticas formuladas anteriormente por los partidos comunistas. (Los historiadores revisionistas de hoy, sin embargo, dejar de señalar que los comunistas siempre han luchado no sólo contra el sectarismo, sino también contra el reformismo).
Pero estos errores no deberían ser consideradas como historiadores revisionistas afirman, exclusiva o principalmente en la actitud de los comunistas hacia la democracia social, la lucha contra el “fascismo social”. Ciertamente, los errores de la exageración de esta manera que fuimos y se hizo más grave cuando los comunistas se quedó en una controversia que ya no tenía sentido. Estos errores, sin embargo, eran sólo un aspecto de un error mucho más grave, como ya hemos dicho, se refiere a la comprensión de la naturaleza del fascismo y sus posibilidades de éxito.
Dimitrov, tras recordar todos los casos en los que los comunistas fueron tomados por sorpresa

la afirmación del fascismo, recuerda el trágico caso de Alemania: “Cuando el nacionalsocialismo en Alemania, se había convertido en un movimiento de masas que amenaza, por lo que el gobierno Brüning algunos compañeros era un gobierno de dictadura fascista, diciendo con soberbia: “Si alguna vez Hitler, el” tercer reino “será en el mundo, el mundo será de seis pies bajo tierra y se elevará por encima de los trabajadores victoriosos de poder.”

Todo esto además de ser una subestimación intolerable de lo que ahora estaba bajo los ojos, surgió de una subestimación de las tendencias agresivas y chovinista de capital en la época del imperialismo, por la falta de comprensión de la profunda crisis que sacudió a la empresa y las directrices holgados capas de pequeña burguesía urbana y rural, además de la sobreestimación de la fuerza del movimiento obrero, independientemente de su dirección correcta. Los reformadores miró a los miles de cooperativas, la red de la organización y el pensamiento que en sí mismo, sin una dirección revolucionaria leninista firme, habría sido un baluarte contra el fascismo. De hecho, dominó la dirección de la democracia social, las masas no son capaces de expresar toda su fuerza.

Incluso aquí, en Italia, los reformadores pensaban que su organización se han resistido la prueba. A partir de los fascistas tenido poco éxito en las elecciones del ’21 llegó a la conclusión de que el fascismo no habría tenido la oportunidad de avanzar, mientras que su éxito electoral a que pensó que sería por sí sola redujo la presión de la reacción. En realidad, eran las organizaciones socialistas a colapsar en poco tiempo, sin dirección, bajo el impacto del fascismo, mientras que los líderes de la PSI hasta que el último Giolitti la esperanza de que el rey y rescatado por la dictadura fascista del proletariado.

“El fascismo, nacido en la democracia burguesa, a los ojos de los capitalistas es una esperanza de salvación contra el colapso del capitalismo. Es ‘s sólo para engañar y desarmar a los obreros que la Democracia Social niega la democracia burguesa y el fascismo se opone, en principio, los países de la democracia a los países de la dictadura fascista. Por otro lado, la dictadura fascista no es una etapa inevitable de la dictadura burguesa en todos los países. La posibilidad de evitar que depende de la fuerza del proletariado en lucha, fuerza paralizada principalmente a partir de la disolución de la democracia social “. Así leemos en las tesis aprobadas por la decimotercera reunión de la CE de I. C. en 1933. Dimitrov añadido en 1935: “La dictadura fascista de la burguesía es un poder fuerte, pero inestable.”

Siguen siendo válidas las indicaciones de la Tercera Internacional?

Basta con mirar a la realidad decir que sí. Es evidente que ya no estamos en el ’35 y se fue la marea fascista que daría lugar a la agresión contra la URSS y las personas en todo el mundo. Por supuesto, el socialismo está avanzando en todo el mundo, pero no voluntariamente, entregar el poder a la burguesía. De hecho, como demuestra la experiencia, el fascismo se está convirtiendo una vez más a los ojos de la burguesía “, un panel de la salvación de la decadencia del capitalismo.” Pero eso no quiere decir que el fascismo es inevitable.

El fascismo crea más contradicciones de lo que se propone superar.

El fascismo despierta el profundo odio de las masas.

Es cierto que la burguesía en nuestro país tiene como objetivo el fascismo. Pero también es cierto que el proceso del fascismo puede ser derrotado si sabemos justamente movilizar a las masas, si los revolucionarios no dejó presa de los sectores demagogos fascistas grandes de la pequeña burguesía, las masas afirmar si la correcta marxista-leninista, si se quiere aventurerismo derrotó capitulacionismo derecho y la pequeña burguesía “a la izquierda”.

A pesar de todas las mentiras y distorsiones de la derecha revisionistas e “izquierda”, lo cierto es que sólo la parte frontal de las masas. popular, sobre la base de la parte frontal del proletariado, puede salvar la democracia en nuestro país y para avanzar hacia el socialismo. Esta política de designación debe ser aplicada de manera creativa en cada país, dependiendo de las situaciones en las que opera, las fuerzas sociales que pueden construir una coalición contra la burguesía monopolista y el imperialismo, y debe contener las necesidades reales de masse.Molti quería ver frente unido en una especie de táctica defensiva, un tipo de inter-frente sin principios. En realidad, sólo en el frente único que mide la capacidad del proletariado para ejercer su hegemonía y para aislar al enemigo de clase y el poder spezzarne.

¿Quién ha tratado de dejar de lado el frente único, las enseñanzas de la Tercera Internacional, el camarada Stalin, y trató de sustituir con el objetivo de la centro-izquierda, o la “nueva mayoría”, ha causado el proletariado sólo derrotas y decepciones . Milán, 07- 1972

por el Departamento de ideológica

Movimiento Estudiantil

The International communist and fascism

Editions Student Movement

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Foreword

The origins and nature of fascism were not immediately understood by the communist parties and the popular forces.

Only many years after the rise to power of fascism in Italy and while Hitler conquered power in Germany, the Communist International, at the end of a debate that lasted several years, he’s the definition of Stalin “Fascism is the open terrorist dictatorship of the most reactionary, most chauvinistic and most imperialist finance capital. ”

In fact, not only the great reactionary bourgeoisie, but also the liberal bourgeoisie and the Social Democrats had done everything to conceal from the people the real nature of fascism, assigning responsibilities to the petty bourgeoisie in crisis, the stragglers of war or defining it as a product of the temporary the economic crisis; seeing it as a product that is more “psychological” exasperation of the classes affected by the crisis than as a historical trend of the big bourgeoisie with which it sought a way out of that opened a new era, that of sunset domain unchallenged imperialism. With these theories not only sought to exonerate the great capital of its responsibility to justify the collusion between the Social Democrats and the big monopolies, but it was aimed at throwing the petty bourgeoisie against the working class was being singled out, with strikes and its claims to be responsible for inflation and the crisis of the middle class, and vice versa is aimed to address the hatred of the working class against the middle class, seen as responsible for fascism.

As we can see, therefore, social democracy was not wrong for ingenuity on the contrary, as a supporter of the big bourgeoisie, aimed to disorient the working class pushing it from one side to the submission to the big monopolies “democrats” who, it was said, would save the country from ‘fascist wave, and on the other to break the alliance with the petty bourgeoisie.

We said that the real nature of fascism was not immediately understood even by communist parties.

This lack of understanding was not that the inevitable consequence of errors are much more serious, that is, the tendency of sectarian and extremist prevalent in the Communist Parties of the West against which Lenin fought strenuously. Dimitrov in his report to the VII Congress of the 1935 admits: “in our ranks there has been an intolerable underestimation of the fascist threat, that underestimation is not over everywhere. This underestimation that occurred in the past in our parties was expressed in the statement “Germany is not Italy” in the sense that fascism had been able to win in Italy, but that his victory was out of Germany, where the ‘industry and culture were highly developed, where there was a tradition of 40 years of the labor movement and where fascism was therefore impossible. So true of the opinions that exist currently and according to which the countries of bourgeois democracy “classic”, the terrain is not suitable for fascism. ”

The majority of European communist parties saw in fascism advancing only a most reactionary government of the background, a new government formula that would replace the government of Social Democrats and conservative bourgeoisie; these Communist Parties of complicity with the Fascists of conservatives drew the belief that contrasts between them were only a fiction, a kind of game of the parties, thus underestimating the possibilities offered to the proletariat to intervene in conflicts that the advance of fascism opened within the bourgeoisie itself. Thus was underestimated the ability of fascism, unlike the old conservative classes, to adapt to the new conditions of struggle which have occurred since World War I, he underestimated the new guidelines of big capital, and above all the guidelines and the needs of the urban petty bourgeoisie and rural peasant masses and fixed income earners, as well as the masses of unemployed, of misfits, veterans created by the social upheaval produced and followed the First World War.

For those who like Bordiga remained indifferent to the political forms in which the Group exercises the class struggle and the rule of the bourgeoisie, fascism was not supposed to be nothing more than the last bloody gasp of the bourgeoisie, to be hoped, therefore, for sure premonitory of his approaching end. The Communists in Italy, in the early twenties, they despised the directives of the IC to win over the majority of the working class and the united front and did not contribute to the extent that it would have been possible for them to contain fascism, not understanding the need for a revolutionary defense of democracy. Dimitrov said: “We Communists are adamant supporters of Soviet democracy …”. But “we are not anarchists, and for us it is not indifferent to the political system existing in a given country; bourgeois dictatorship in the form of bourgeois democracy, albeit with rights and democratic freedoms smaller, or bourgeois dictatorship in the open form, in fascist form. Although partisans of Soviet democracy, we will defend every inch of the democratic gains that the working class has ripped through years of bitter struggle, and we will fight because they are very extensive. ”

If about the responsibility of the Communists we can talk about errors due to sectarian infantilism, by the way of social democracy we have to talk instead of true eproprio betrayal of the working class. Let us never forget that the Communists were beginning the most tenacious opponents of the fascists while the Social Democrats had an attitude towards the latter often of complicity. The European social democracy had led the workers of every country to each other’s throats with each other, to sacrifice themselves as cannon fodder for the imperialist war of plunder and then left them helpless against the relentless of the reaction.

He always says Dimitrov: “The leaders of social democracy to the masses faded and hid the class character of fascism and called them to struggle against the reactionary measures of the bourgeoisie … more and more serious.”

“Fascism was able to come to power first of all because the working class, because of the policy of class collaboration with the bourgeoisie of the Social-Democratic leaders, found itself divided, politically and organizationally disarming of the bourgeoisie that went on the offensive. And the communist parties were not strong enough to save the masses, without and against the Social Democrats, and lead to the decisive battle against fascism. ”
In most European countries in the first post-war social democracy was greatly strengthened by the influx of spontaneous proletarian masses who were waiting for it to exit the driving conditions of poverty in which they were sealed.

But the Social Democrats once again gave a free hand to the soldiers of fascism, the large financial capital. Where he was in power made it a point of honor in persecuting the communist workers, in curbing the popular struggles in defame the October Revolution and the Bolsheviks.

In Austria the Social Democrats’ allowed the bourgeoisie to strengthen its power to abrogate the constitution, to purge the state apparatus, the army and the police by militants Social Democrats, to snatch their weapons to the workers. It allowed the fascist bandits to kill with impunity the Social Democratic workers, accepted the conditions of the covenant Huttemberg, who opened the doors of factories to the fascist elements. At the same time, the leaders of the Social Democracy teased the workers with the program of Linz, which included, as an alternative, the possibility of armed violence against the bourgeoisie and the establishment of the dictatorship of the proletariat, the workers themselves to ensuring that the party would proclaim the general strike and armed struggle if the ruling classes were resorted to violence against the working class. As if the whole policy of preparing the attack was not a succession of fascist violence, covered with constitutional forms against the working class! “.

Revisionist historians in words to reaffirm the value of the VII Congress seek to deform the signs. According to them the meaning of the VII Congress would essentially in the modification of the previous policy of the International, the line of the VI Congress of the of 1928, which they felt were sectarian and wrong.

According to the revisionists the VII Congress is merely a reversal of the line of the Sixth Congress, an attempt to deal with the Social Democrats in the previous congress was defined social fascist.

This interpretation, of course, should serve to legitimize a policy of agreement today on the right at the same time, however, where it is said that the “frontism” is finally overcome and replace it with the strategy of the “new majority.”

It ‘important to remember that the revisionists was not the IC to reset a sectarian and replace it with a more “open” (although errors were committed sectarianism frankly recognized and criticized), but it was the development of events that swept the Social Democracy itself swept away from fascism, was the resounding failure of ‘International Social Democratic and opened his eyes to the masses who followed the social democracy.

As we have recalled the definition of social democracy as a force for social fascist, as a political force which paved the way for fascism, was and remains fully indicated by the historical point of view.

With the complicity of the Social Democrats were murdered the best sons of the German proletariat, were encouraged large concentrations of financial claims, was unleashed a policy of aggression and hatred against the USSR and Socialism. The social democrat Kautsky, chief executive of the Second International Social Democrats came to define the Communists’ accomplices of the Nazis. ” … ‘Social democracy does not flinch at nothing to advance the interests of their own imperialist bourgeoisie, thus offering its services to international capital against the USSR “(Thesis approved by the Plenum of the EC CI).

Here we speak not only of German Social Democracy, but of social democracy worldwide, including the countries of the East: “The Social Democrats and union leaders proclaim Japanese, with General Araki, the civilizing mission of Japanese imperialism in Asia and justify in the name of” interests of socialism “the predatory occupation of China as part of their bourgeoisie.”

In the VII Congress of 1935 I. C. therefore they did not forsake the previous settings, did not stop the principled struggle against social democracy, but took into account the new position in which they came to visit the Social Democrats, the layers of the proletariat and the petty bourgeoisie that after somehow they were leaning against fascism were overwhelmed.

Fascism had brought the young not be sure that he had promised, but “mass layoffs … the establishments, the labor camps and the relentless military training for the war of conquest.”

Fascism had led to employees, officers subordinates, intellectuals not a peaceful future, but “the unbearable dictatorship of trust.”

Fascism had brought misery to farmers and enslavement to the banks.

That is the social strata in which fascism had promised “the revolution,” actually suffered the most ferocious exploitation of the working class. Fascism after using social democracy had deprived “of legality also subjecting her to harassment and even condemning the destruction.”

Everything had to produce a new orientation of the great masses of the people and of the same social democracy. It would be a difficult process. There was certainly to be expected that the workers affected by the Social Democrats were running into the arms of the Communists or Social Democracy itself give up his political capitolazionistica and anti-communist.

This was in contrast to propose a political action in which the communists became a reference point for the broad masses, for all those who wanted to shake off the weight of the slavery of fascism.

The Communist parties, which had borne the brunt of the fascist terror, now assumed the task of bringing the masses to the rescue. And the right positions of the Communists, that the masses were beginning to recognize these for their own direct experience, penetrated among the masses.

It would have been naive to expect from the new direction that was emerging among the masses, the collapse of social democracy and a miraculous automatic strengthening of the communist parties, already decimated by the fascist repression. But it would be wrong not to seize the historic opportunity that opened, which was the Communists, the best sons of the people, the soul of the resistance to fascism, the leadership of the masses who wanted to fight against fascism. This possibility was cultured from the I. C. and put into practice in the form of showing the construction of the anti-fascist Popular Front on the basis of the united front of the proletariat.

Just as in ’17 Lenin’s Russia was the center of the revolutionary storm, as well as until the ’30s revolutionaries throughout the world saw in the group Bolshevik leader who had dismissed the deviations of the right and “left”, the bulwark of resistance to fascism and social-fascism, so in 1935 the VII Congress of the had to leave the rescue, the rising tide that would have overwhelmed, by means of the Popular Fronts and the armed resistance, fascism.

Stressing the correctness of the policy of the CI certainly do not mean to downplay the errors of sectarianism and political assessment made previously by the Communist parties. (Revisionist historians today, however, forget to highlight the fact that the Communists have always fought not only against sectarianism, but also against reformism).
But these errors are to be found as claimed by revisionist historians, only or mainly in the attitude of the communists towards social democracy, the fight against “social fascism.” Certainly errors of exaggeration in this sense there were and became much more serious when the Communists lingered in a controversy that now made no sense. These errors were, however, only one aspect of a much more serious error, as we have said, concerned the understanding of the nature of fascism and its possibilities of affirmation.
Dimitrov, after recalling all cases in which the Communists were taken by surprise

affirmation of fascism, remember the tragic case of Germany: “When the Nazis in Germany, had already become a threatening mass movement, certain companions for which the Government of Bruning was already a government of fascist dictatorship, presumptuously claimed: “If ever the ‘third empire’ Hitler’s will in the world, the world will be five feet below ground and above will rise victorious workers ‘power.'”

All this in addition to being an intolerable underestimation of what was now under the eyes, stemmed from an underestimation of the aggressive and chauvinistic tendencies of capital in the era of imperialism, from a misunderstanding of the deep crisis that shook the company and the guidelines baggy layers of urban and rural petty bourgeoisie, besides from the overestimation of the strength of the labor movement regardless of its right direction. The reformists were looking at the thousands of cooperatives, the organization network and thought that it by itself, without a firm direction Leninist revolutionary, would have been a bulwark against fascism. In fact, where the predominant orientation of social democracy the masses are not able to express all their strength.

Even here in Italy the reformists thought their organization would hold up to the test. The limited success had by the fascists in the elections of ’21 drew the conclusion that fascism would not have had the chance to advance, while from its electoral success thought that it in itself would have checked the pressure of the reaction. In reality, they were socialist organizations to collapse in a short time, without direction, under the impact of fascism, while the leaders of the PSI until the last hoped that the King and Giolitti salvassero from the fascist dictatorship of the proletariat.

“Fascism, born into the bourgeois democracy is in the eyes of the capitalists a plank of salvation against the decay of capitalism. It ‘s just to deceive and disarm the workers that social democracy denies the fascism of bourgeois democracy and opposed in principle countries of democracy to the countries of the fascist dictatorship. On the other hand, the Fascist dictatorship is by no means an inevitable stage of bourgeois dictatorship in all countries. The possibility of avoiding it depends on the strength of the proletariat in struggle, paralyzed force was mainly due to the dissolving of social democracy. ” Thus we read in the thesis approved by the thirteenth session of the EC the I. C. in 1933. Dimitrov added in 1935: “The fascist dictatorship of the bourgeoisie is a strong power but unstable.”

Are still valid indications of the Third International?

Just consider the fact to answer yes. Obviously we are no longer in ’35 while the tide was rising fascist that would lead to aggression against the USSR and the peoples of the world. Of course socialism is advancing around the world, but not the bourgeoisie delivery spontaneously power. Indeed, as experience shows, fascism is becoming again the eyes of the bourgeoisie “a plank of salvation against the decay of capitalism.” But that does not mean that fascism is inevitable.

Fascism creates more contradictions than it is proposed to overcome.

Fascism arouses the deep hatred of the masses.

It ‘s true that the bourgeoisie in our country aims to fascism. But it is also true that the process of fascism can be defeated if we rightly mobilize the masses, if the revolutionaries did not leave a prey to the fascist demagoguery large sections of the petty bourgeoisie, if you affirm among the masses in the right direction Marxist-Leninist, if it is defeated capitulationism right and adventurism petty-bourgeois “left.”

Despite all the lies and distortions of the revisionists right and “left”, it is certain that only a united front of the masses. popular, on the basis of the united front of the proletariat, can save democracy in our country and to advance towards socialism. This information policy should be applied creatively in each country, depending on the situations in which it operates, the social forces that you can build a coalition against the monopoly bourgeoisie and imperialism, and must have content to the real needs of masse.Molti wanted see united front in a kind of defensive tactic, a kind of inter-face without principles. In reality, only in the united front will measure the ability of the proletariat to exercise its hegemony and isolate the class enemy and spezzarne power.

Who has tried to cast aside the united front, the teachings of the Third International, of Comrade Stalin, and tried to replace them the goal of the center left, or the “new majority”, has brought to the proletariat only defeats and disappointments .

Milan, July 1972

by Division of the Ideological

Student Movement

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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