Lenin – A PROPOSITO DELLA “PROFESSION DE FOI”- ACERCA DE LA “profesión de foi”

A PROPOSITO DELLA “PROFESSION DE FOI”

(fine 1899)

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La “Profession de foi” redatta dal comitato di Kiev, benché non sia che un abbozzo, per la cui elaborazione e rifinitura, a quanto afferma Io stesso comitato di Kiev, è mancato assolutamente il tempo, permette tuttavia di farsi un’idea abbastanza precisa delle concezioni del comitato di Kiev, e queste concezioni devono senza dubbio suscitare l’energica protesta di quei socialdemocratici russi che condividono i vecchi principi della socialdemocrazia, enunciati in Russia dal gruppo “Emancipazione del lavoro D, esposti ripetutamente nelle pubblicazioni del POSDR e ribaditi nel suo manifesto. Le concezioni del comitato di Kiev risentono, indubbiamente, della forte influenza esercitata dalla nuova corrente dei “giovani socialdemocratici russi” che nel suo sviluppo finale si è fusa col bernsteinismo, dando vita a prodotti quali il celebre supplemento speciale alla Rabociaia Mysl (settembre 1899) e il non meno celebre Credo.

Non si può dire che la “Profession de foi” corrisponda in tutto e per tutto a questa corrente opportunistica e reazionaria, ma essa compie dei passi cosi notevoli in tale direzione, denuncia una tale confusione nel campo delle idee fondamentali della socialdemocrazia, un tale turbamento del pensiero rivoluzionario che riteniamo nostro dovere mettere in guardia i compagni di Kiev e analizzare minutamente la loro deviazione dai principi, da lungo tempo stabiliti, della socialdemocrazia sia internazionale che russa.

La “Profession de foi” genera la più seria perplessità fin dalla sua prima frase: “Pur riconoscendo che il compito comune più urgente del movimento operaio russo è costituito dalla lotta per i diritti politici del proletariato, il comitato di Kiev non ritiene tuttavia possibile, nel momento attuale, rivolgersi alla massa degli operai con un appello ad azioni politiche, non ritiene possibile, in altri termini, svolgere un’agitazione politica, poiché la massa degli operai russi non è ancora matura per la lotta politica”. Trascuriamo la formulazione di questo, passo; per noi sono importanti solo i concetti che vi sono esposti, e che sono ripetuti (lo si tenga presente) più di una volta in altri passi della “Profession de foi”, e questi concetti sono tali che non ci resta che chiederci. “Sono stati veramente dei socialdemocratici a scrivere questo?

“La massa degli operai russi non è ancora matura per la lotta politica”! Se è vero, ciò equivale ad una condanna a morte di tutta la socialdemocrazia, poiché significa che la massa degli operai russi non è ancora matura per la socialdemocrazia. In nessun luogo al mondo, è mai esistita ed esiste infatti, una socialdemocrazia che non sia inseparabilmente e indissolubilmente legata alla lotta politica. La socialdemocrazia senza lotta politica è come un fiume senz’acqua, è una contraddizione stridente, è un ritorno o al socialismo utopistico dei nostri trisavoli, che disdegnavano la “politica”, o all’anarchismo, o al trade-unionismo.

La prima profession de foi del socialismo mondiale, il Manifesto comunista, affermava già la verità, da allora divenuta elementare, che ogni lotta di classe è lotta politica, che il movimento operaio esce dallo stato embrionale e dall’infanzia, diventa movimento di classe, solo quando passa alla lotta politica. La prima profession de foi del socialismo russo, l’opuscolo di Plekhanov Socialismo e lotta politica, uscito nel 1883, ribadiva questa verità relativamente alla Russia e dimostrava come e perché il movimento rivoluzionario russo dovesse precisamente portare alla fusione del socialismo con la lotta politica, alla fusione del movimento, spontaneo delle masse operaie col movimento rivoluzionario, alla fusione della lotta di classe con la lotta politica. Ponendosi dal punto di vista del socialismo e della lotta di classe e negando in pari tempo la possibilità di “chiamare nel momento attuale le larghe masse ad azioni politiche”, il comitato di Kiev abbandona in sostanza, in tutto e per tutto, i principi della socialdemocrazia, e il desiderio di rimanere sul terreno di questi principi lo fa incorrere in una serie di stridenti contraddizioni.

Com’è possibile, infatti, parlare di “educazione politica” degli operai, se non si riconosce la possibilità di condurre un’agitazione politica e una lotta politica? È forse ancora necessario dimostrare a dei socialdemocratici che non vi può essere nessuna educazione politica al di fuori della lotta politica e delle azioni politiche? È forse pensabile che un qualsiasi corso di lezioni o libro ecc. possano educare politicamente le masse operaie, se non c’è attività politica e lotta politica? La socialdemocrazia russa dovrebbe forse tornare al punto di vista dei fautori della servitù della gleba, che dicevano che prima di emancipare i contadini bisognava educarli, o al punto di vista dei nostri imbrattacarte, che, strisciando dinanzi al governo, affermano, che prima di dare al popolo i diritti politici bisogna educarlo? Come è possibile porsi il compito, di suscitare la coscienza della necessità di lottare per i diritti politici e nello stesso tempo non ritenere possibile chiamare gli operai ad azioni politiche, non ritenere possibile l’agitazione politica? Suscitare la coscienza della necessità della lotta politica e nello stesso tempo non chiamare alla lotta politica?! Che cosa è questo? Che senso ha? E una simile confusione non è già il risultato delle lacune o dell’incompiutezza di un abbozzo, è il risultato naturale, inevitabile della doppiezza e dell’ambiguità che permea di se tutte le concezioni del comitato di Kiev. Da una parte, esso vuole rimanere sul terreno dei vecchi principi fondamentali, da lungo tempo stabiliti, della socialdemocrazia internazionale e russa, dall’altra si lascia sedurre dalle paroline bernsteiniane alla moda della “necessità” della “gradualità” (sezione 1 della “Profession de foi” del comitato di Kiev, parte finale), del “carattere immediatamente economico del Movimento”, dell’impossibilità dell’agitazione e della lotta politica, della necessità di mantenersi sul solido terreno delle esigenze e dei bisogni reali (come se la lotta per la libertà politica non fosse il prodotto dell’esigenza e del bisogno più reali!), in una parola si lascia sedurre dalle paroline alla moda di cui sono intessute opere alla moda quali il Credo e il supplemento speciale alla Rabociaia Mysl. Soffermiamoci sul contenuto, della tesi nella quale, come in un punto, focale, si concentrano tutti i lati deboli della “Profession de foi”, sulla tesi, cioè, secondo cui non sarebbe “possibile nel momento attuale rivolgersi alla massa degli operai con un appello ad azioni politiche”, ossia, in altri termini, svolgere un’agitazione politica, poiché l’operaio russo non sarebbe ancora maturo per la lotta politica. Quest’ultima affermazione è completamente falsa, per fortuna (diciamo per fortuna, giacché, se fosse vera, dovrebbe inevitabilmente trascinare i marxisti e i socialdemocratici russi nel pantano della corruzione trade-unionista e liberal-borghese in cui si sforzano di precipitarli gli autori del Credo, della Rabociaia Mysl e i loro numerosi accoliti della nostra letteratura legale). La massa degli operai russi non solo è matura per la lotta politica, ma ha già molte volte manifestato la sua maturità, compiendo molte volte atti di lotta politica e, per di più, non di rado in modo spontaneo.

Infatti, non è forse un atto di lotta politica la diffusione in massa di appelli nei quali il governo viene biasimato e fustigato? La massa degli operai russi non ha forse, “con i propri mezzi”, dato delle lezioni a poliziotti e soldati divenuti troppo burbanzosi? Non ha forse liberato con la forza compagni arrestati? Non si è forse battuta in molti luoghi, in vere e proprie lotte di strada, contro l’esercito e la polizia? La massa degli operai russi non ha  forse alimentato, nel corso di più di vent’anni, coi suoi elementi  migliori, più evoluti, più onesti e valorosi, i circoli e le organizzazioni rivoluzionarie? Ma noi, rappresentanti del partito socialdemocratico rivoluzionario, dovremmo, in nome di una dottrina alla moda della corruzione borghese, dimenticare tutto ciò e riconoscere impossibile chiamare le masse operaie ad azioni politiche! Ci si obietterà, forse, che i fatti citati sono il più delle volte esplosioni spontanee piuttosto che lotta politica. Ma non hanno forse i nostri scioperi, risponderemo noi, rappresentato soltanto ed esclusivamente delle esplosioni spontanee finche i circoli rivoluzionari dei socialisti non sono passati ad una vasta agitazione, finché non hanno chiamato le masse operaie alla lotta di classe, alla lotta  cosciente contro i suoi oppressori? È forse possibile trovare nella  storia sia pure un solo movimento popolare, sia pure un solo movimento di classe che non sia cominciato con esplosioni spontanee  non organizzate, che abbia assunto una forma organizzata, abbia creato partiti politici senza l’intervento cosciente di rappresentanti colti di quella data classe? Se l’irrefrenabile impulso spontaneo della classe operaia verso la lotta politica si manifesta finora in gran parte solo attraverso esplosioni non organizzate, soltanto le Moskouskie Viedomosti e il Grazdanin possono dedurne che la massa degli operai russi non è ancora matura per l’agitazione politica. Il socialista invece ne dedurrà che già da gran tempo e maturata la necessità dell’agitazione politica, del più largo appello alle masse operaie perché diano vita ad azioni politiche e perché conducano una lotta politica; se non lanciamo questo appello, veniamo meno, al nostro dovere e cessiamo in sostanza di essere dei socialdemocratici, perché sono stati sempre e dappertutto i fautori dichiarati della borghesia a predicare le organizzazioni economiche e professionali senza lotta politica, per cui non si può definire che criminale e vergognoso il silenzio sistematico sulla lotta politica e sui compiti politici della classe operaia russa a cui, come abbiamo visto, si attiene, per esempio, la Rabociaia Mysl. Questo silenzio equivale ad un inquinamento della coscienza politica degli operai, che vedono e sentono l’oppressione politica, si sollevano spontaneamente contro di essa, ma incontrano nei loro dirigenti socialisti l’indifferenza o addirittura la polemica contro le idee della lotta politica. Non si può non parlare di indifferenza e di estrema limitatezza quando ci si dice che occorre procedere “gradualmente” nel portare tra la massa le idee di libertà politica; perché, evidentemente, finora ci siamo troppo affrettati a portare tra la massa queste idee, e quindi ci si deve moderare e frenare!!! Oppure quando ci si dice che solo “nella misura in cui ve né motivo in ogni singolo caso” bisogna “illuminare politicamente la situazione della classe operaia”, quasi che i “motivi” per l’agitazione politica non ci venissero forniti dai fatti più comuni, diffusi, generali della vita degli operai?!

La tendenza a limitare l’agitazione politica in base ai motivi presenti in ogni singolo caso o non ha senso, o esprime semplicemente la tendenza a fare un passo indietro, in direzione del Credo e della Rabociaia Mysl, la tendenza a restringere ancora i limiti già troppo, angusti della nostra attività di propaganda e di agitazione. Forse ci si obietterà anche che le masse operaie non comprendono ancora l’idea della lotta politica, idea accessibile solo a singoli operai più evoluti degli altri. A questa obiezione, che ci tocca sentire tanto spesso dai “giovani” socialdemocratici russi, risponderemo che in primo luogo, la socialdemocrazia sempre e dappertutto è stata e non può non essere la rappresentante degli operai coscienti, e non già di quelli che non lo sono, e che non vi può essere nulla di più pericoloso e criminale della condiscendenza demagogica nei confronti dell’arretratezza degli operai. Se l’azione deve ispirarsi a ciò che nel momento attuale è al massimo grado accessibile alle masse più larghe, allora dobbiamo predicare l’antisemitismo o svolgere un’agitazione sul terreno, poniamo, di un appello a Padre Giovanni da Kronstadt.

Compito della socialdemocrazia è quello, di sviluppare la coscienza politica delle masse, non di trascinarsi alla coda della massa priva di diritti politici; in secondo luogo – ed é la cosa principale – non è vero che le masse  non comprendano l’idea della lotta politica. Quest’idea la comprenderà anche l’operaio più rozzo, a condizione naturalmente, che l’agitatore o il propagandista sappiano rivolgersi a lui in modo tale da comunicargliela, sappiano spiegarla in un linguaggio accessibile e fondandosi su fatti a lui noti della vita di ogni giorno. Ma questa condizione è necessaria anche per chiarire le premesse della lotta economica, anche in questo campo il rozzo operaio degli strati inferiori ed intermedi della massa non è in grado di assimilare l’idea generale della lotta  economica; quest’idea viene assimilata da pochi operai colti, che la massa, guidata dall’istinto, e dall’interesse diretto e immediato,  segue. 

Lo stesso avviene nel campo della politica: l’idea generale della lotta politica verrà assimilata, naturalmente, solo dall’operaio colto, che la massa seguirà, giacché essa avverte perfettamente di essere priva dei diritti politici (come lo stesso comitato di Kiev riconosce in un passo della sua «Profession de foi»), e gli stessi interessi quotidiani immediati la portano continuamente a scontrarsi con ogni sorta di manifestazioni dell’oppressione politica. In nessun movimento politico a sociale, in nessun paese v’è mai stato e può esservi, fra la massa di una data classe o del popolo ed i suoi poco numerosi rappresentanti colti, un rapporto che non sia appunto della seguente natura: sempre e dovunque i dirigenti di una determinata classe sono i suoi rappresentanti più avanzati, più colti.  Anche nel movimento operaio russo non può essere diversamente. Ed ignorare gli interessi e le esigenze di questo strato d’avanguardia degli operai, tendere ad abbassarsi al livello mentale degli strati più bassi (anziché elevare costantemente la coscienza degli operai) significa quindi, necessariamente, esercitare un’azione profondamente dannosa e preparare il terreno alla penetrazione nell’ambiente operaio di ogni sorta di idee non socialiste e non rivoluzionarie. Per concludere l’analisi delle concezioni del comitato di Kiev  circa la lotta politica, [aggiungerò quanto segue]. In maniera estremamente strana e in pari tempo estremamente caratteristica per tutta la e Profession de foi”, il comitato, pur non ritenendo possibile chiamare nel momento attuale le larghe masse degli operai ad azioni politiche, ritiene che sarebbe bene organizzare dimostrazioni parziali, a scopo puramente agitatorio, (non già  per esercitare un’azione sul governo), muovendo, da motivi accessibili alla comprensione delle larghe masse. Dei socialisti che  invitano gli operai a non esercitare un’azione sul governo!!! È il colmo… Solo non si riesce a capire come possano esservi delle dimostrazioni che non esercitino un’azione sul governo. Si vuol forse raccomandare agli operai di dimostrare tra le quattro pareti  dei loro bugigattoli dopo aver ben chiuso la porta? oppure, magari, di dimostrare mostrando i pugni… in tasca? questo, effettivamente, non eserciterebbe proprio la tanto dannosa e funesta “azione sul governo”! Non riusciamo nemmeno a capire che cosa significhi «dimostrazione parziale». Significa forse: agitazione sindacale, limitata a questioni sindacali (ancora una volta: ma qui che cosa c’entra il socialismo?), oppure, forse, agitazione per motivi politici parziali, e non contro l’intero sistema politico, contro l’autocrazia in generale? Ma se è cosi, non si tratta delle più pure idee del Credo e dell’opportunismo estremo, dell’estrema degradazione, dell’offuscamento della coscienza politica e dei compiti politici della classe operaia? Se è cosi, perché mai non ripetere l'”alata parola” di un “giovane” socialdemocratico della capitale: “È prematuro screditare l’autocrazia fra gli operai”?… L’estrema limitatezza delle concezioni traspare nella Profession de foi non solo a proposito della “politica”. “L’azione agitatoria sulla massa – leggiamo – Può esprimersi nel momento attuale solo in primo luogo, sotto forma di appoggio, alla lotta economica del proletariato; perciò il comitato approfitta di ogni caso di conflitto tra gli operai e i padroni, o di ogni grosso sopruso commesso dai padroni, per rivolgersi agli operai con un appello che chiarisca agli stessi operai la loro situazione, invitandoli a protestare, assumendo la funzione dirigente negli scioperi, formulando le loro rivendicazioni, indicando la via migliore per realizzarle, sviluppando con tutto questo la coscienza della classe operaia”, le basta, non ci si dice altro a proposito della lotta economica. E questa sarebbe una profession de foi! Rileggete attentamente questi passi; sono ancora una volta il linguaggio del Credo le i concetti del Credo (il che illustra ancora una volta il grave errore della redazione del Raboceie Dielo, che cerca tenacemente di nascondere le concezioni dei “giovani economisti”, nelle quali vorrebbe vedere unicamente una deviazione di singoli individui).

Per il socialista la lotta economica serve come base per organizzare gli operai in un partito rivoluzionario, per unificare e sviluppare la loro lotta di classe contro tutto l’ordinamento capitalistico. se si concepisce invece la lotta economica come fine a se stessa, in essa non c’è nulla di socialista e l’esperienza di tutti i paesi europei ci mostra numerosi esempi di sindacati non solo socialisti ma anche antisocialisti.

È compito del politico borghese quello di “contribuire alla lotta economica del proletariato»; compito del socialista è di far sì che la lotta economica giovi al movimento socialista  e ai successi del partito operaio rivoluzionario. Compito del socialista le di contribuire a fondere indissolubilmente la lotta economica e quella politica, sì da ottenere una lotta di classe unitaria delle masse operaie socialiste. Le vaghe espressioni della Profession de foi del comitato di Kiev spalancano così la porta alle idee bernsteiniane le legittimano un’attitudine inammissibilmente angusta nei riguardi della lotta economica.

L’azione agitatoria sulle masse deve consistere nell’agitazione più vasta, sia economica che politica, per ogni caso e a proposito di ogni manifestarsi di qualunque tipo di oppressione o agitazione, che noi dobbiamo utilizzare per attirare un numero sempre maggiore di operai nelle file del partito socialdemocratico rivoluzionario, per stimolare tutte le possibili manifestazioni di lotta politica, per organizzare questa lotta, facendola passare dalle sue forme spontanee alla forma di lotta di un partito politico unitario. L’agitazione deve cosi servire come mezzo per una larga diffusione della protesta politica e di forme di lotta politica più organizzate. Nel momento attuale la nostra agitazione si muove entro limiti troppo angusti, la cerchia delle questioni che essa tocca troppo ristretta, e noi abbiamo, il dovere non di legittimare questa limitatezza, ma di cercare di sbarazzarcene, di cercare di approfondire ed ampliare la nostra attività agitatoria.

Nella Profession de foi che stiamo esaminando, questa limitatezza porta non solo agli equivoci teorici analizzati sopra, ma anche a una limitazione del compiti pratici. Questa limitazione traspare nel proposito di “porre come compito immediato ed urgente quello, di indagare la situazione degli operai nelle fabbriche ed officine locali mediante questionari ed altri mezzi”. Naturalmente non abbiamo nulla da obiettare contro i questionari in generale, che costituiscono un complemento indispensabile dell’agitazione, ma occuparsi di indagini significa sperperare improduttivamente le forze rivoluzionarie, gia di per se scarse.

Vi è molto da attingere anche nelle nostre indagini legali. Il compito più urgente essere quello, di ampliare l’agitazione e la propaganda (specialmente politica), tanto più che l’ottima abitudine di inviare direttamente corrispondenze ai giornali socialisti, abitudine che si sta diffondendo fra i nostri operai, assicura materiale in abbondanza.

Una limitazione ancora maggiore si riscontra nel fatto che, per quanto, riguarda le casse, si dichiarano desiderabili solo le casse “sindacali di sciopero” e non viene spesa nemmeno una parola sull’opportunità che queste casse vengano a far parte, come anelli di un’unica catena, del partito socialdemocratico, che esse servano alla lotta politica.

Limitare le nostre casse cospirative alla sola attività economica: questa aspirazione è naturale per gli autori del Credo, ma è cosa incomprensibile nella Profession de foi di un comitato del Partito operaio socialdemocratico russo.

A proposito delle associazioni legali, le tesi della Profession de foi non sono meno, anguste e riflettono, esattamente allo stesso modo, la tendenza a fare delle concessioni al famigerato bernsteinismo; il cooperare, da parte di un comitato del partito socialdemocratico, alla creazione di casse significa, ancora una volta, sperperare le forze e cancellare la distinzione esistente fra lavoro culturale e lavoro rivoluzionario; un partito rivoluzionario può e deve utilizzare le associazioni legali per rafforzare e consolidare il proprio lavoro, come leve per l’agitazione, come mezzi efficaci per mascherare determinati contatti, ecc. ecc., ma niente più. Sperperare le forze dei socialisti per cooperare alla creazione di associazioni è esternamente irrazionale, attribuire un significato autonomo a queste associazioni è errato, pensare che le associazioni legali possano essere «pienamente indipendenti dalla partecipazione e dalla pressione dei padroni” è semplicemente ridicolo.

Il carattere angusto delle concezioni del comitato di Kiev e la loro peculiarità specifica si esprime, infine, anche nei suoi piani organizzativi. Siamo pienamente d’accordo, è vero, col comitato di Kiev quando afferma che non è questo, il momento di proclamare la ricostituzione del partito, e di eleggere un nuovo Comitato centrale, ma riteniamo completamente errata l’opinione che il “movimento possa avere un carattere immediatamente economico”, l’opinione secondo cui il proletariato russo non sarebbe ancora “preparato per l’agitazione politica”. Errato sarebbe anche aspettare che e i gruppi locali si rafforzino, aumentino di numero, consolidino i legami con l’ambiente operaio”: un tale rafforzamento porta spesso ad un crollo subitaneo.

No, dobbiamo subito accingerci all’opera di unificazione e iniziarla con l’unificazione nel campo della stampa, con la creazione di un organo di stampa russo comune a tutti, che deve sforzarsi di preparare la ricostituzione del partito, servendo da organo di stampa per tutta la Russia, raccogliendo corrispondenze e materiali dai circoli di tutte le località, riservando spazio alla discussione delle questioni controverse, estendendo, i limiti della nostra propaganda ed agitazione, dedicando particolare attenzione alle questioni organizzative e ai metodi tattici le tecnici del nostro lavoro soddisfacendo tutte le esigenze degli operai più evoluti ed elevando costantemente gli strati più bassi del proletariato (che devono venire attratti mediante le corrispondenze operaie, ecc.), fino a farli partecipare in maniera sempre più cosciente al movimento socialista e alla lotta politica.

Solo in questo modo, ne siamo convinti, si possono creare le condizioni di fatto per l’unificazione e la ricostituzione del partito, e solo la polemica diretta e aperta contro, l’angusto “economismo” e le idee bernsteiniane, idee che prendono sempre più piede, può assicurare il sano sviluppo del movimento operaio russo e della socialdemocrazia russa.

 

Scritto alla fine del 1899.

Pubblicato per la prima volta nel 1928, in Leninski Sbornik, VII

ACERCA DE LA “profesión de foi”

La “Profesión de foi”, elaborado por el Comité de Kiev, a pesar de que no es más que un boceto, cuya producción y acabado, como ya he dicho la misma comisión en Kiev, que no es en absoluto el tiempo, sin embargo, puede ser una muy buena idea concepciones de la Comisión de Kiev, y vistas estas sin duda debe elevar una fuerte protesta de los socialdemócratas rusos que comparten estos viejos principios de la democracia social en Rusia establecidos por el grupo “Emancipación del Trabajo del Grupo D, expuesta en repetidas ocasiones en las publicaciones del POSDR y se reafirma en su manifiesto. Las opiniones del Comité de Kiev sufren, sin duda, la fuerte influencia de la nueva ola de jóvenes socialdemócratas rusos “, que en su desarrollo final se fusionó con bernsteinianismo, dando lugar a productos como el suplemento famosa especial de Rabóchaya Mysl (septiembre de 1899) y el no menos famoso, creo.

No se puede decir que la “Profesión de foi” se corresponde en todos los aspectos de esta corriente oportunista y reaccionaria, pero sí los pasos tan significativos en esa dirección, denuncia esta confusión en el campo de las ideas fundamentales de la democracia social, como una perturbación el pensamiento revolucionario que consideramos que es nuestro deber advertir a compañero de Kiev y analizar en detalle su desviación de los principios, de larga data, la socialdemocracia internacional y rusa.

La “Profesión de foi” genera la preocupación más grave desde su primera frase: “Si bien se reconoce que la tarea común más urgente del movimiento obrero ruso es la lucha por los derechos políticos del proletariado, el Comité considera, sin embargo, no puede Kiev, En la actualidad, el contacto con la masa de trabajadores con una llamada a la acción política, no puedo creer que, en otras palabras, llevar a cabo la agitación política, ya que la masa de los trabajadores rusos todavía no está maduro para la lucha política “. No descuidamos la formulación de este paso, estamos a sólo conceptos importantes que usted está expuesto, y que se repiten (recordar es) más de una vez en otros pasajes de la “Profesión de foi”, y estos conceptos son tales que sólo tenemos que preguntar. “Eran realmente los socialdemócratas para escribir esto?

“La masa de los trabajadores rusos todavía no está maduro para la lucha política”! Si es verdad, esto equivale a una sentencia de muerte para toda la democracia social, porque significa que la masa de los trabajadores rusos todavía no está maduro para la democracia social. En ninguna parte del mundo, nunca ha existido y existe de hecho, una democracia social que no está inseparablemente e inextricablemente vinculada a la lucha política. La democracia social, sin la lucha política es como un río sin agua, es una flagrante contradicción, o es un retorno al socialismo utópico de nuestros bisabuelos, que despreciaban la “política”, o el anarquismo, o el sindicalismo.

La primera profesión de foi del socialismo mundial, el Manifiesto Comunista, ya se ha dicho la verdad, ya que luego se convierten en elemental de que toda lucha de clases es una lucha política, que el movimiento obrero sale de su infancia y la niñez, se convierte en un movimiento de la clase, Sólo cuando se cambia a la lucha política. La primera profesión de foi del socialismo ruso, Plejánov folleto socialismo y la lucha política, publicado en 1883, reafirmó esta verdad con respecto a Rusia, y mostró cómo y por qué el movimiento revolucionario ruso llevaría precisamente a la fusión de socialismo a través de la lucha política, el movimiento de fusión, el movimiento espontáneo de las masas trabajadoras con el revolucionario, la fusión de la lucha de clases con la lucha política. Al tomar la perspectiva del socialismo y la lucha de clases y al mismo tiempo, negar la posibilidad de “llamar en el momento presente las grandes masas a la acción política”, el comité básicamente deja de Kiev, en todos los aspectos, los principios de Democracia Social, y el deseo de permanecer en el suelo de estos principios se ejecuta en una serie de contradicciones que sacuden.

¿Cómo, en efecto, hablar de “educación política” de los trabajadores, si no se reconoce la posibilidad de llevar a cabo la agitación política y la lucha política? ¿Sigue siendo necesario para demostrar a los social-demócratas que no puede haber ninguna formación política fuera de la lucha política y la acción política? ¿Es concebible que cualquier curso de conferencias o libros, etc. política puede educar a las masas de los trabajadores, si no hay actividad política y la lucha política? La socialdemocracia rusa tal vez debería volver al punto de vista de los defensores de la servidumbre de la gleba, que dijo que antes de emancipar a los campesinos tenían que educarlos, o el punto de vista de nuestro plumífero, que, antes de meterse con el gobierno, dicen, que antes de dar sobre los derechos de las políticas de la gente debe ser educado? ¿Cómo usted puede pedir a la tarea de despertar la conciencia de la necesidad de luchar por los derechos políticos y al mismo tiempo, no creo que los trabajadores pueden llamar a la acción política, no puedo creer que la inestabilidad política? Para despertar la conciencia de la necesidad de la lucha política y, al mismo tiempo no llamara a la lucha política? ¿Qué es esto? ¿Qué sentido lo hace? Y esta confusión no es ya el resultado de las deficiencias o imperfecciones de un boceto, es el resultado natural de la duplicidad y la ambigüedad inevitable, que impregna el Comité, si todas las nociones de Kiev. Por un lado, que quiere permanecer en el suelo de los viejos principios fundamentales, de larga data, la socialdemocracia internacional y rusa, el otro para dejarse seducir por moda las palabras bernsteiniano poco de “necesidad” de “gradualismo” (artículo 1 de la Profesión ” de foi “el Comité de Kiev, la parte final) de” carácter inmediato Movimiento Económico “, la imposibilidad de la agitación y la lucha política, la necesidad de permanecer en tierra firme y las necesidades de las necesidades reales (como si la lucha por la libertad política no era el producto de la necesidad y la necesidad más real!), en una palabra para dejarse seducir por las palabras de moda pequeños están llenos de obras de moda como el Credo y el suplemento especial de Rabóchaya Mysl. Detengámonos en el contenido de la tesis en la que, como en un punto, foco, foco todas las debilidades de la “Profesión de foi”, en la tesis, a saber, que no es “posible en la actualidad a consultar con una masa de trabajadores llamada a la acción política “, es decir, en otras palabras, llevar a cabo la agitación política, ya que los trabajadores rusos aún no sería oportuno para la lucha política. Esta última afirmación es completamente falsa, por suerte (digo afortunadamente, porque, si es cierto, inevitablemente arrastrar los marxistas rusos y los socialdemócratas en el lodazal de la corrupción, el sindicalista, liberal-burguesa en la que se esfuerzan para precipitar los autores del Credo , el Rabóchaya Mysl y sus acólitos muchos de nuestra literatura jurídica). La masa de los trabajadores rusos no sólo están maduras para la lucha política, sino que muchas veces ha demostrado su madurez, por lo que muchas veces los actos de lucha política y, además, de forma espontánea con frecuencia.

En efecto, ¿no es un acto de distribución de la masa política de apelaciones en la que se culpó al gobierno y fustigó? La masa de los trabajadores rusos no lo hizo, tal vez, “con sus propios medios”, dado conferencias en la policía y los soldados se han vuelto demasiado burbanzosi? No ha liberado por los compañeros detenidos de la fuerza? No ha golpeado en muchos lugares, en la lucha callejera real contra el ejército y la policía? La masa de los trabajadores en Rusia no se ha alimentado, durante más de veinte años, con sus mejores elementos, los más evolucionados, más honesto y valiente, clubes y organizaciones revolucionarias? Pero nosotros, los representantes del Partido Social-Revolucionario, debemos, en el nombre de una doctrina de moda de la corrupción burguesa, olvídalo todo y reconocer la imposibilidad de llamar a los trabajadores a la acción política! No se objetará, tal vez, que los hechos que se citan con más frecuencia que estallidos espontáneos en lugar de la lucha política. Pero tienen tal vez nuestros ataques, respondemos, y exclusivamente representada sólo explosiones espontáneas de los círculos revolucionarios hasta que los socialistas no han entrado en una agitación grandes, hasta que llamaron a las masas trabajadoras a la lucha de clases, la lucha consciente contra su opresores? ¿Es posible encontrar ni uno en la historia del movimiento popular, aunque sólo sea un movimiento de clase que no comenzó con explosiones espontáneas no están organizados, que ha asumido una forma organizada, ha creado los partidos políticos, sin la intervención consciente de los representantes de los cultos imparte la clase? Si el impulso irrefrenable espontánea de la clase obrera en la lucha política se manifiesta sólo a través de explosiones por lo tanto, ahora en gran parte no organizados, sólo Moskouskie Vedomosti y Grazdanin puede asumir que la masa de los trabajadores rusos todavía no está maduro para la agitación política. El socialista se sostienen en cambio que desde hace mucho tiempo madurando y la necesidad de que la agitación política, el mayor atractivo para las masas de los trabajadores con el fin de dar lugar a políticas y acciones que llevan a una lucha política, si no hacen de este recurso, no lo logramos, nuestra el deber y, esencialmente, dejan de ser los socialdemócratas, porque son siempre y en todas partes a los partidarios de la burguesía declaró a predicar a las organizaciones económicas y profesionales, sin la lucha política, por lo que no se puede definir silencio criminal y vergonzoso en la lucha política sistemática y las tareas políticas de la clase obrera rusa que, como hemos visto, hacer, por ejemplo, el Rabóchaya Mysl. Este silencio es equivalente a una contaminación de la conciencia política de los trabajadores, que ven y sienten la opresión política, espontáneamente se levantan contra él, pero los dirigentes socialistas se reúnen en su indiferencia o incluso la polémica contra las ideas de la lucha política. No se puede hablar de la indiferencia y muy limitado cuando se nos dice que sería “poco a poco” para llevar la masa de las ideas de libertad política, porque, obviamente, ahora estamos demasiado rápido para llevar estas ideas entre las masas, y entonces tenemos que reducir y! O cuando se nos dice que sólo “la medida en que no hay ninguna razón en cada caso” debe “para iluminar la situación política de la clase obrera”, como si las “razones” para la agitación política había hechos proporcionados por el más común , la vida común, general de los trabajadores?

La tendencia a restringir la agitación política por las razones en cada caso en particular o que no tiene sentido, o simplemente expresa la tendencia a dar un paso atrás en la dirección del Credo y el Rabóchaya Mysl, todavía tienden a restringir los límites ya demasiado estrecho en la propaganda y actividades de agitación. Tal vez haya también objetó que los trabajadores todavía no entienden la idea de la lucha política, una idea que sólo se puede acceder a los trabajadores individuales más evolucionadas que otras. A esta objeción, que oímos tan a menudo tocados por la “joven” socialdemócratas rusos, que responderá, en primer lugar, la democracia social es siempre y en todas partes y no puede ser representativa de la conciencia de clase, y no aquellos que no son , y que no puede ser nada más peligroso y criminal la naturaleza de la condescendencia hacia la demagogia del atraso de los trabajadores. Si la acción debe ser guiado por lo que en la actualidad es el más alto nivel accesibles a las grandes masas, a continuación, debemos predicar el antisemitismo o jugar una agitación en el suelo, por ejemplo, un llamamiento al padre Juan de Kronstadt.

La tarea de la socialdemocracia es, para desarrollar la conciencia política de las masas, para no arrastrar la cola de la masa sin derechos políticos, y en segundo lugar – y es lo más importante – no es cierto que las masas no entienden la idea de la lucha política . Incluye la idea de que los trabajadores también más duros, siempre por supuesto que el agitador o propagandista sabe cómo dirigirse a él de tal manera que la revelación, saben cómo explicarlo en un lenguaje accesible y confiando en los hechos conocidos por él, la vida de cada día. Sin embargo, esta condición también es necesario aclarar los fundamentos de la lucha económica, incluso en este campo de la mano de obra aproximado de la masa baja e intermedia es incapaz de asimilar la idea general de la lucha económica, esta idea es asimilado por unos pocos trabajadores culto, y la masa, guiados por el instinto, y el interés directo e inmediato siguiente.

Lo mismo sucede en la política: la idea general de la lucha política se asimila, por supuesto, sólo captó por el obrero, que la masa va a seguir, ya que se siente al estar completamente desprovisto de derechos políticos (como el Comité reconoce en Kiev un pasaje de su “Profesión de foi”), y los mismos intereses que en repetidas ocasiones dar lugar a la inmediata todos los días frente a todo tipo de manifestaciones de la opresión política. En ningún movimiento político en la sociedad, en cualquier país que alguna vez existió y puede estar entre la masa de una determinada clase o de las personas y sus representantes educados pocos en número, una relación que no es, precisamente, de la siguiente naturaleza: siempre y en todas partes los administradores de una clase dada son sus representantes más avanzados, más educados. Incluso en el movimiento obrero ruso no puede ser de otra manera. Y caso omiso de los intereses y necesidades de esta capa de obreros avanzados, tienden a disminuir el nivel mental de las capas más bajas (en lugar de elevar constantemente la conciencia de los trabajadores) significa, necesariamente, ejercen una profunda perjudicial y preparar el terreno penetración en los trabajadores de todo tipo de ideas no socialistas y revolucionarias. Para concluir el análisis de las concepciones de la Comisión de Kiev sobre la lucha política, [agregar lo siguiente]. En un lugar muy extraño y, al mismo tiempo, característica muy de la Profesión de foi y “el Comité, aunque no cuenta en la actualidad puede llamar a las amplias masas de trabajadores a la acción política, cree que sería bueno para organizar manifestaciones con fines parciales solamente; agitación, (no para ejercer una acción en el gobierno), pasando por razones accesibles a la comprensión de las grandes masas. Los socialistas pidiendo a los trabajadores a no ejercer una acción en el Gobierno! Es el colmo … Sólo que no puedo entender cómo puede haber manifestaciones que no operan en la acción del gobierno. Es posible que desee recomendar a los trabajadores para demostrar las cuatro paredes de sus casas después de haber cerrado la puerta? o, tal vez, para probar, mostrando sus puños en el bolsillo …? Esto, de hecho, no ejercer el derecho de “Acción de Gobierno” dañina y mortal! Ni siquiera podemos entender lo que significa “prueba parcial”. ¿Quiere decir: la acción industrial, limitado a las cuestiones laborales (de nuevo, pero aquí no tiene sentido el socialismo?), O, quizás, la agitación parcial por razones políticas, y no contra todo el sistema político, contra la autocracia en general? Pero si es así, no es de las más puras ideas del Credo y la degradación de un oportunismo extremo, extremo, el oscurecimiento de la conciencia política y las tareas políticas de la clase obrera? Si es así, ¿por qué no repetir las “palabras aladas” de un “joven” del capital social: “Es prematuro para desacreditar a la autocracia de los obreros” … La extrema estrechez de los puntos de vista reflejados en la Profesión de foi no sólo? acerca de la “política”. “La acción de la agitación de masas – leer – puede expresarse en el momento presente sólo en el primer lugar, en forma de apoyo, la lucha económica del proletariado, por lo que el comité se aprovechó de todos los casos de conflicto entre trabajadores y empleadores, o mayores de cualquier abusos cometidos por los empleadores, para hacer frente a los trabajadores con un llamamiento a los propios trabajadores a fin de aclarar su situación, pidiendo a la protesta, tomando el papel principal en las huelgas, por lo que sus reclamaciones, indicando la mejor manera de lograr mediante el desarrollo de esta conciencia la clase obrera, “el justo, no más se dice acerca de la lucha económica. Y esto sería una profesión de foi! Lea atentamente estos pasos, son una vez más el lenguaje del Credo de los conceptos del Credo (que ilustra una vez más el grave error de redacción de R. Dielo obstinadamente tratando de ocultar los pensamientos de los “jóvenes economistas”, en la que lo haría ver sólo una desviación de los individuos).

Para la lucha económica socialista, sirve como base para organizar a los trabajadores en un partido revolucionario, para unificar y desarrollar su lucha de clase contra el sistema capitalista. sin embargo, si concibe la lucha económica como un fin en sí mismo, en él no hay nada socialista y la experiencia de todos los países europeos nos muestra muchos ejemplos de los sindicatos no sólo los socialistas, sino también anti-socialistas.

Depende de la burguesía de “contribuir a la lucha económica del proletariado”, la tarea socialista es para asegurarse de que la lucha económica es propicio para el éxito del movimiento socialista y el partido obrero revolucionario. La tarea de los socialistas para ayudar a unir indisolublemente a la lucha económica y política, obteniendo con ello una lucha de clases unificada de las masas trabajadoras. Las expresiones vagas de la Profesión de foi Kiev comisión para abrir ampliamente la puerta a las ideas bernsteiniano autoriza la actitud inadmisible estrecha hacia la lucha económica.

La acción debe ser el de las masas en la mayor agitación de agitación, tanto económica como política, en cada caso y sobre cualquier ocurrencia de cualquier tipo de opresión, la agitación, se debe utilizar para atraer a un número creciente de trabajadores en las filas de Partido Revolucionario Social Demócrata, para estimular todas las manifestaciones posibles de la lucha política, la lucha para organizar, haciéndola pasar de su forma natural de la lucha de una unidad de los partidos políticos. La agitación por lo tanto debe servir como un medio para una amplia difusión de la protesta política y las formas más organizadas de lucha política. En la actualidad, la agitación se mueve dentro de los límites demasiado estrechos, la categoría de temas que toca demasiado estrecho, y tenemos el deber de no legitimar estas limitaciones, sino para tratar de deshacerse de ellos, para tratar de profundizar y ampliar nuestro negocio agitación.

En la Profesión de foi, estamos examinando, esta limitación no sólo conduce a un análisis teórico de los malentendidos más arriba, sino también una limitación de los trabajos prácticos. Esta limitación se refleja en lo que respecta a “poner la tarea urgente e inmediata, para investigar la situación de los trabajadores en las fábricas y talleres por parte de las encuestas locales y otros medios.” Por supuesto no tenemos ninguna objeción a los cuestionarios en general, que son un complemento indispensable de la agitación, sino para atender las consultas improductiva significa desperdiciar las fuerzas revolucionarias, es en sí escasa.

Hay mucho que sacar de en nuestras propias investigaciones forenses. La tarea más urgente de ser, para aumentar la agitación y propaganda (especialmente político), sobre todo porque el buen hábito para enviar la correspondencia directamente a los periódicos socialistas, el hábito se está extendiendo entre los trabajadores, ofrece un montón de material.

Una limitación aún mayor se encuentra en el hecho de que, en lo que respecta a los cajones, los cajones sólo estado deseable es “huelga del sindicato” y no se gasta ni siquiera una palabra sobre si estos altavoces se unen como eslabones de una “sola cadena, el Partido Social Demócrata, que sirven objetivos políticos.

Conspiración para limitar el pecho sólo una actividad económica: esta aspiración es natural que los autores del Credo, pero es difícil de entender la profesión de foi un comité de la Federación Rusa Partido Obrero Socialdemócrata.

Acerca de las asociaciones judiciales, la tesis de la Profesión de foi no menos estrecha y reflejan, exactamente de la misma manera, la tendencia a hacer concesiones a la bernsteinismo infame, la cooperación, por un comité del Partido Social Demócrata, la creación de medio de los altavoces, una vez más, desperdició sus fuerzas y borrar la distinción entre el trabajo cultural y el trabajo revolucionario, un partido revolucionario puede y debe utilizar las asociaciones legales para fortalecer y consolidar su trabajo, como herramientas para la agitación, como medios eficaces para enmascarar ciertos contactos, etc. etc., pero nada más. Despilfarro de las fuerzas socialistas a cooperar en la creación de asociaciones es el exterior lo irracional, dar un nuevo significado a estas asociaciones es erróneo pensar que las asociaciones legales pueden ser “la participación plena e independiente de la presión de los Maestros” es simplemente ridículo.

El carácter de las concepciones estrechas de la Comisión de Kiev y sus características específicas se expresa, por último, incluso en sus planes de organización. Estamos totalmente de acuerdo, es cierto, con el Comité de Kiev cuando dice que este no es el momento de proclamar la reconstitución del partido, y elegir un nuevo Comité Central, pero completamente errónea opinión de que el movimiento “puede tener carácter económico inmediato, “la opinión de que el proletariado ruso no sería aún” preparado para la agitación política “. Mal y también se espera que refuerce los grupos locales, aumentan en número, la consolidación de los lazos con la clase obrera “: tal refuerzo a menudo conduce a un colapso repentino.

No, de inmediato se puso a la obra de unificación y ponerlo en marcha con la unificación en el campo de la impresión, con la creación de un periódico común de Rusia en todo, debemos esforzarnos por preparar a la reconstitución del partido, sirviendo como el periódico a través de Rusia, los partidos y la recolección de los materiales de todos los círculos de la ciudad, reserva de espacio para la discusión de temas controvertidos, que se extiende de los límites de nuestra propaganda y agitación, prestando especial atención a cuestiones de organización, los métodos técnicos y tácticos de la satisfacción de todos nuestros trabajos las necesidades de los obreros más avanzados y elevar constantemente los estratos más bajos del proletariado (que deben ser atraídos por los trabajadores de las correspondencias, etc.), hasta que participar en una cada vez más consciente del movimiento socialista y la lucha política.

Sólo de esta manera, creemos, se puede hacer para crear las condiciones para la unificación y la reconstrucción del partido, y sólo la polémica directa y abierta contra el estrecho “economicismo” y las ideas bernsteiniano, las ideas que mantienen más los pies, puede asegurar el sano desarrollo del movimiento obrero ruso y de la socialdemocracia. Rusa

Escrito a finales de 1899.

Publicado por primera vez en 1928, en Leninski Sbornik, VII

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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