George Orwell e gli orwelliani:I Guerrieri del “mondo libero” contro l “asse del male” terza parte –GEORGE ORWELL Y LOS ORWELLIANOS: LOS GUERREROS DEL “MUNDO LIBRE” CONTRA EL “EJE DEL MAL” -Terzera parte

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George Orwell e gli orwelliani:I Guerrieri del “mondo libero” contro l “asse del male” Risposta a Pepe Gutierrez – di Albert Escusa

GEORGE ORWELL Y LOS ORWELLIANOS: LOS GUERREROS DEL “MUNDO LIBRE” CONTRA EL “EJE DEL MAL” Respuesta a Pepe Gutiérrez – Di Albert Escusa.

3   parte

3 – Orwell  Fu il Cervantes  del  XX SECOLO ?

Nel 1946 Churchill pronuncio  il suo famoso discorso con cui ebbe inizio ufficialmente  la guerra fredda , “Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico, è caduto sul  continente una cortina di ferro.” Fu allora che il mondo  i ntellettuale del occidente scoprì il nuovo Cervantes della  nostra epoca , il grande scrittore il”dissidente di sinistra” socialista, inteso nei  termini molto ampi, che sarebbe stato ingiustamente emarginato per essere “politicamente scorretto”, vale a dire, di non condividere  il parere del la maggior parte degli scrittori di sinistra o progressisti nel sostegno attivo all’anti-fascismo e al’URSS. Manca però specificare  un “dettaglio” di  questa teoria: perché le uniche opere orwelliane quelle che gli hanno dato la  fama di scrittore mondiale sono state tre opere anticomuniste ? (Omaggio alla Catalogna, La fattoria degli animali e 1984).

La prima opera,scritta da Orwell,  passò inosservata, si dice che abbia venduto circa 50 copie ad  anno e le  ultime  due sono stat scritte verso la fine della sua vita. Perché il resto della produzione letteraria di Orwell è passata quasi inosservata? Forse Orwell è diventato dalla sera alla mattina, come per magia un grande scrittore? Queste sono domande chiave a cui  dovrebbe rispondere Pepe Gutierrez per giustificare le sua opinione su Orwell, in quanto vi sono dubbi sulla qualità letteraria di Orwell, inversamente proporzionale alla sua smisurata fame, e cosi come confessa  un esperto critico letterario, un grande ammiratore di Orwell- si può pensare immediatamente ad una mezza dozzina di autori del XX secolo, riga per riga, pagina per pagina, sono stati sempre  dei migliori scrittori: Conrad, Joyce, Eliot, Lawrence, Auden, Waugh. Quindi, perché non ottennero questo trattamento? Perché Orwell?-[17.]-

1 La borghesia aveva trovato nelle file della cosiddetta “sinistra” i personaggi adeguati per la crociata  intellettual – anti-comunista, una crociata che giustificasse agli occhi  di  ampi settori della popolazione,potenzialmente pacifista la  politica, militarista e aggressiva degli Stati Uniti e del blocco occidentale, come il ricatto nucleare o guerre imperialiste in Corea e Vietnam. Ma mancava qualcosa di necessario per raggiungere il grande pubblico ignaro, lontano del elitarismo dei Congressi degli intellettuali,degli  artisti, dalle riviste specializzate e  dall’ ambiente accademico. Veniva  ‘richiesto un prodotto innovativo che avrebbe dovuto essere  venduto, facilmente, accessibile e digeribile per le grandi   masse della società occidentale, qualcosa che poteva essere identificato e sia  anche per tenerle  lontane dal “pericolo” della radicalizzazione e dal socialismo. Una nuova guerra era  iniziata, e Orwell con le sue opere apocalittiche, scritte in un linguaggio semplice, elementare e accessibile al pubblico, era il perfetto un “munizionamento”, molto efficace che sarebbe stato utilizzati nelle battaglie ideologiche, politiche  e culturali”contro l’altro lato della  “cortina di ferro “e contro la  sinistra riformista . I Servizi di intelligence occidentali, in particolare la CIA, investirono grandi quantità di denaro,organizzando grandi campagne pubblicitarie per diffondere le opere di Orwell, comprese le versioni cinematografiche delle sue due grandi opere anticomuniste ( aspetto che Pepe Gutierrez, ovviamente, preferisce non commentare). La Fama di conseguenza cadde dal cielo, come la manna, come un miracolo: dal 1945, in coincidenza con l’inizio della crociata anti-comunista Americana, lo scrittore che aveva venduto qualche centinaio di copie dei suoi romanzi al anno, si ritrovò a venderne decine di migliaia,con ristampe continue e traduzioni nella maggior parte delle lingue.

2 Un aspetto che ha contribuito alla ascesa di Orwell era il suo stile di vita bohémien,il suo l’individualismo estremo. L’immagine del Don Chisciotte libertario, “non è legato a nessuna ideologia” a “dogmi” o a partiti politici, è una figura attraente per  alcuni settori della sinistra politicizzata, una figura facilmente spendibile  molto più facilmente di qualsiasi altro scrittore realmente compromesso, con la causa collettiva del progresso sociale, il che significa rinunciare all’egoismo e individualista per la sua  personale inclinazione a favore della causa. La figura del singolo eroe, il cui unico criterio era di essere per il  bene o per il  male,  per il giusto o lo sbagliato, è la vostra intuizione al di sopra di tutte le considerazioni di carattere sociale, politico e storico, è una figura affascinante che ha sempre avuto un gran  pubblico .

Così il fenomeno intellettuale  creato  intorno alla figura dello  scrittore ha sviluppato un vasto mercato editoriale orwelliano con evidenti valori di  destra, ma focalizzato su un vasto pubblico suscettibile di appoggiare e che potesse  sostenere la sinistra, una vera e propria “industria Orwell” cosi come ci fanno intendere le fortunate parole di Scott Lucas, professore di Università di Birmingham e autore di una biografia critica dello scrittore, che ci mostra la vasta gamma di  figure di spicco che hanno ceduto e sono stati attratti  dalle  ben costruite lusinghe dell’ ” Orwell idealista “

“‘L’unico scrittore di genio fra i letterati della rivolta sociale tra le due guerre” (Arthur Koestler), “lo spirito di vetro per tutti noi” (George Woodcock). Per Noam Chomsky fu un modello di “responsabilità intellettuale”. Per Bernard Crick in  una Gran Bretagna  post-imperiale,  e post-welfare State,  un  “socialista inglese.” E poiché  dopo gli eventi del settembre 2001 , secondo Christopher Hitchens, in un “riferimento robusto” contro  il “fascismo islamico” e i  compliciti pacifisti     (come Noam Chomsky) “[18].

Cosi è stata  creata l’immagine di un mito il cui valore letterario risulta piuttosto scarso e irregolare, ma il suo valore simbolico è ancora oggi un possibilità  incalcolabile per il  conseguimento di oscuri  fini   ideologici e politici.

4. Istruzioni per la fabbricazione di un mito

Due grandi dogmi fecero di Orwell il Sommo Sacerdote della Verità e Maestro della scienza politica. Il primo si riferisce alla sua militanza socialista o di sinistra ben inteso nel senso più ampio. Per generazioni, la sinistra orwelliano e i discorsi  ufficiali su lo  scrittore, più volte ci ricordano, attraverso la riedizione  infinita delle opere di Orwell ed elogiative biografie che Orwell si è guadagnato la  reputazione di scrittore per la sua ferma  integrità personale , la sua onestà e dei suoi principi politici socialisti.

In Orwell, i suoi apologeti ci dicono, a differenza di molti intellettuali di sinistra, non gli tremo il polso nel proclamare “La Verità” e per denunciare i valori in contrasto con il ” vero socialismo”: l’Unione Sovietica, Stalin, i partiti comunisti e gli scrittori e intellettuali potenzialmente simpatizzanti per l’URSS o con la causa del’ anti-fascismo. Vedremo più avanti come la realtà è molto diversa  su questo  aspetto del mito.

L’altro dogma  è quello dello scrittore ingiustamente perseguitato dal “comunismo stalinista,” un idealista vittima della “paranoia” di Stalin in Spagna. L’episodio spagnolo di Orwell è forse il più cruciale per comprendere la natura del mito cosi come  la percezione dominante tra l’opinione pubblica sulla guerra civile spagnola. Nessun orwelliano ha affrontato questo episodio storico privo di pregiudizi ideologici.

Orwell partecipò alla guerra civile arruolandosi come  volontario nella milizia POUM è fu coinvolto nei cosiddetti  “Fatti di Maggio a Barcellona Eventi che videro  di fronte da un lato, le forze che difendevano il Fronte Popolare (Generalitat de Catalunya, ERC *, ** PSUC , principalmente *** UGT) e l’altra con i settori estremisti POUM e anarchici come gli Amici di Durruti.

Questi Eventi che sono passati alla storia come una lotta tra i “controrivoluzionari” e “rivoluzionari”. La partecipazione di Orwell a quei  fatti, riguardano piuttosto l’ aneddotica, , nel contesto della guerra civile (negli eventi di maggio furono uccisi circa 500 persone, mentre il più basso dei caduti in  ogni battaglia della guerra furono dell’’ordine di decine di migliaia), si convertirono per il grande pubblico come l’evento fondamentale e la chiave della guerra.  A partire da questo, successivamente, la ricostruzione storica ha dato modo alla leggenda immaginaria, e più recentemente la cinematografia  con il film la Terra e Libertà, come possiamo vedere in questa schematizzazione semplicistica, che ancora oggi viene ripetuta modo sconsiderato, e come verità assoluta:

“Il suo libro Omaggio alla Catalogna, pubblicato nel 1938, fa parte della memoria della guerra in Spagna ed è una denuncia forte e coraggiosa dello stalinismo dei regimi totalitari, un sentimento che si cristallizza in opere successive come La fattoria degli animali e 1984 . (…) Egli dimostra in questo articolo il loro senso di fraternità con le vittime della repressione comunista e la distorsione degli eventi  offerti dalla stampa di sinistra. Rileva inoltre il carattere controrivoluzionario del comunismo spagnolo e la contraddizione in cui cade unendosi ai   capitalisti nella lotta, per combattere il fascismo e  reprimere i rivoluzionari “. [19]

Tra tutti i giornalisti stranieri, solo una piccola minoranza, tra i quali era che Orwell mostrò di avere questa visione tanto negativo   (eccetto i corrispondenti   pro-Franco ) sulla Repubblica, l’atteggiamento del comunisti e l’URSS. Orwell non stava raccontando i fatti in forma obbiettiva, spiegando la “verità”, come amava vantarsi,; Omaggio alla Catalogna è stato scritto con un profondo  sentimentalismo , caricato di tinte forti  verso i nemici politici del partito, dove si era rifugiato, il POUM .

Molti orwelliani,  hanno riconosciuto la grande carica passionale presente in “Omaggio alla Catalogna”, ma nessuno di loro ha riconosciuto che questa visione  personalizzata e soggettiva, può essere  argomento contro l’obbiettività dei fatti. L’opera, scritta in forma autobiografica, si divide in due parti distinte: la prima, uno sguardo romantico di una idealizzazione della  Barcellona proletaria di,seguito le sue vicissitudini nelle trincee di Huesca. Sono episodi che descrive l’inefficienza parte dei combattenti, ma dove domina la percezione idealista dei miliziani. La  seconda parte racconta i combattimenti di strada  a Barcellona  e l’incidente con la polizia dopo aver subito una perquisizione domiciliare,  la visita alle  prigioni e la fuga, come raccontato  da Orwell stesso, fuggendo dalla polizia repubblicana.

Considerazione sui   passaggi necessari perfabbricare ilmito:

Fase 1: Qualificare il trozkismo di Orwell e del  il POUM  come una “manipolazione stalinista”, volto a criminalizzare il “vero rivoluzionario”. Pepe Gutiérrez allude all’ esistenza di un dossier della polizia sovietica, dove si nomina  senza citarlo in nessun momento secondo il suo solito costume  a Orwell e sua moglie   come “fanatici trotzkisti” [20].

Pepe Gutierrez si scandalizza perchè si qualifica Orwell come  trotzkista e perché presumibilmente spiato dai  sovietici  e che questi desiderassero eliminarlo. Gutierrez vorrebbe  dimostrare che l’etichettatura di ‘trotskista’ era uno stratagemma dei comunisti per giustificare azioni violente contro rivali politici come il POUM.

 Tuttavia, nonostante che  osservatori estranei  hanno acclarato  il POUM come forza trotskista. E lo stesso Orwell condivise questo punto di vista, quando commentò che il suo libro Omaggio alla Catalogna ‘contiene un lungo capitolo pieno di citazioni di giornali e altri, che stanno difendendo i trotzkisti, accusati di tramare un complotto con Franco » [21]. Seguendo la logica dello scrittore, qualsiasi osservatore ha diritto di considerare trotskista Orwell. Nel contesto di una guerra in cui ragioni di sopravvivenza impongono una lotta mortale , scompaiono gli spazi per le sottigliezze, le sfumature, e la  semplificazione  della realtà in base al binomio amico o nemico. Si tratta di un metodo utilizzato per tutti: qualificare Orwell come trotskista potrebbe essere un errore di  sfumature , anche se non così grave, come, ad esempio, la classica affermazione classica, che il leader socialista Negrin era un agente di Stalin, un errore che suscita nessun gesto di scandalo da parte di  Pepe Gutierrez.

Fase 2: Prendere fuori  dal contesto il fatto  che Orwell potesse essere indagato o spiato. Quello che  una attività normale per i servizi d’intelligenza per  tutti i paesi  per gli orwelliani ,se lo realizza l’Urss è l’evidente, conseguente  mostruosità intrinseca di Stalin. Tutti gli Stati hanno  i loro servizi d’ intelligenza e lo spionaggio che svolgono opera d’informazione sulle più importante figure del mondo della politica, finanza, cultura, ecc. Orwell fu messo sotto osservazione dai servizi segreti britannici: dal 1929, da un ramo speciale della polizia britannica, Scotland Yard, la raccolta di informazioni sulle loro attività dal suo  soggiorno a Parigi. Nel 1942 un rapporto della polizia, ovviamente terribile distorto ,lo  definì come scrittore con “opinioni comuniste  molto  avanzate ” e dissero  che sia stato visto alle riunioni di gruppi comunisti, fatto che si premunì di smentire il sevizio  segreto MI5, valutando positivamente gli ultimi scritti di Orwell sulla politica e la sua  partecipazione ad  un simposio dal titolo eloquente”Il tradimento della Sinistra” . Finalmente fu scartato come  potenzialmente pericolo grazie alle sue opinioni negative sull’ ‘Unione Soviética [22]  Il dossier  della polizia non fu chiuso che nel  giorno in cui Orwell fu sepolto nel 1950.

Così i sovietici presumibilmente indagarono Orwell durante la guerra per Pepe Gutierrez è  un motivo di orrore e disprezzo, mentre non dice una parola sulle indagini che i  servizi segreti britannici, in tempo di pace e molti anni prima che i sovietici , realizzarono su Orwell. Perché Pepe Gutierrez cade  in questa strana contraddizione? Semplicemente perché Pepe Gutierrez  vuole mantenere viva la fiamma del mito, lo scrittore debole “eroico e decente”che si scontra con onnipotente Stalin, la personificazione del male.

Inoltre, negli anni trenta, e più  specificatamente a partire dalla guerra spagnola, furono quelli in cui si manifestarono  i più virulenti  attacchi di Trotsky a Stalin, e all’ l’URSS, quello che lui chiamava “casta burocratica”. Inoltre, il POUM fu responsabile di  proclamare ad alta voce la sua  opposizione al governo del Fronte Popolare ,alla Repubblica “borghese” al  PCE e al PSUC, qualificati come “controrivoluzionari”. Va da sé che se si entra in partito che la  che molti osservatori come Orwell stesso giudicava essere “trotskista”, poteva essere considerato come potenziale nemico sia della Repubblica e dello Stato sovietico e in una situazione di guerra,  si può essere indagato in egual modo,come in altri paesi  si indagava sulle  attività dei comunisti in Spagna. E ‘perfettamente normale nella logica della guerra, dove i servizi di informazione acquisiscono informazioni vitali. Per Pepe Gutierrez  questo sembra mostruoso, ma solo se si tratta di qualcosa fatto dai sovietici.

Fase 3: Ignorare l’esistenza di importanti spie nel  POUM. Georges Kopp, comandante della colonna degli stranieri del  POUM dove s’arruolò  anche Orwell e  intimo amico dello scrittore, era un agente dell’intelligence britannica [23] (MI5), il cui Stato era attivamente interessato alla vittoria di Franco. Il superiore in comando di  Kopp  nel MI5 era Anthony Blunt, agente  doppio sovietico , quindi la logica più elementare ci  suggerisce che i servizi segreti sovietici erano a conoscenza dell’esistenza di una rete di spionaggio britannica in Spagna, compresa quella  nella colonna formata da elementi esteri  del POUM. E ‘un segno di paranoia a pensare che i membri di questa colonna, come Orwell non potessero essere spie (reali o potenziali) interessati a indebolire la lotta repubblicana, dato che il POUM  aveva proclamato la sua avversione per l’Unione Sovietica,  per il Fronte Repubblica popolare “borghese”? Questa domanda non troverà mai una risposta da parte Pepe Gutierrez, il quale  sicuramente risponderà con la classica ‘etichetta della “manipolazione stalinista”.

Spionaggio fascista nel POUM e l’estremismo anarchico: il silenzio Pepe Gutierrez Un altro dato che Pepe Gutierrez e gli orwelliani si sono premuniti di tacere,  è il fatto dell’ infiltrazione fascista nel POUM ,nei gruppi estremisti anarchici, utilizzando la loro opposizione viscerale alla Repubblica e al Partito comunista. Si è  riscontrato  in numerose opere [24] della rivendicazione  che Franco e l’ambasciatore tedesco Faupel sulla paternità reciproca degli Eventi di maggio a Barcellona. Se  bene questo potrebbe essere un tentativo  reciproco di riconoscimento reciprocamente dell’ importanza tra i due alleati, in questo c’è  una certa logica con le   recenti rivelazioni circa l’influenza dello spionaggio delle organizzazioni fasciste sulle organizzazioni dell’ estrema sinistra repubblicana.

Il POL-POL (Ovra), la polizia politica di Mussolini, si era infiltrato nel  POUM già prima della guerra. Il suo agente più importante era Arturo Luchetti, compi  vari  atti di sabotaggio contro l’esercito Repubblicano [25]. Inoltre, d’altra parte determinati mezzi d’informazione anarchici erono stati infiltrati. Alcune delle sue pubblicazioni anticomuniste furono promosse dallo spionaggio Fascista per l’utilizzo nella sua lotta anticomunista, soprattutto dopo gli eventi di Maggio. Per esempio, un agente importante di Mussolini, Bernardo Cremonini,  era leader della Federazione anarchica di Parigi “, ha scritto un pamphlet violentemente anticomunista  sugli eventi a Barcellona che si diffondono in tutta l’organizzazione. (…) Alla luce di quello che è successe a Barcellona, il Duce aveva addirittura proposto la pubblicazione di un giornale anarchico che ” che attacchi  violentemente il fascismo , ma il cui vero scopo è quello di attaccare il comunismo nel modo più risoluto e volgare”. Mussolini voleva che fosse chiamato Lotta di Classe, come quotidiano Berneri,o come  Il Riscatto Libertario “[26].

Come il lettore può immaginare, tutto questo non appare nemmeno in un rigo nelle  opere di Orwell o di Pepe Gutierrez. E Mussolini  aveva ben  percepito  che i discorsi di estrema sinistra  erano un vera e propria miniera d’oro per attaccare e diffamare i comunisti, i  massimi  difensori della Repubblica. Con ciò si può dire che il dittatore italiano è stato un vero precursore di Orwell. il  Leader anarchico Berneri, un’altra vittima di rilievo di cui gli orwelliani si sono appropriati per  diffamare  i comunisti o l’Unione Sovietica,  fu assassinato,come  di recente si è scoperto,  da  agenti di Mussolini. Berneri era un  anarchico rifugiato, che scopri nel consolato italiano a Barcellona, documenti compromettenti che dimostravano  le intenzioni di Mussolini di  colonizzare la Spagna, per farla divenire  un protettorato dell’ Italia [27].

Questa  documentazione rafforza la tesi comunista che la guerra di Spagna era in gran parte una guerra patriottica contro l’invasione del fascismo internazionale, tesi che è stata  oggetto di attacchi violenti da parte Trotsky ,del  POUM e  dei settori estremisti anarchici. Infine, in questa storia di spie va notato che i membri del POUM a Barcellona nel 1938  si offrirono come  come la Quinta Colonna per assassinare il presidente del governo repubblicano, Juan Negrin, e il ministro degli Esteri Julio Alvarez del Vayo, in cambio di un una certa quantità di  dollari e una presa per gli Stati Uniti [28.] Ancora una volta, l’estremismo di sinistra si fonde con l’estremismo di destra, mentre davanti a questi fatti documentati, Pepe Gutierrez semplicemente si limita a rispondere con la condanna  eterna per gli  “stalinisti “

Fase 4: riscrivendo la storia degli amici di Orwell, che scopreno  episodi scabrosi  Leggiamo  la descrizione che fa Pepe Gutierrez del  “comandate” Kopp, capo  di Orwell in Spagna: “Come molti altri avventurieri e soldati di ventura (Malraux rappresenta l’esempio più noto), Kopp impreziosì la  realtà attraverso la creazione di un mito complesso sul  suo passato. Un giornalista olandese, Bert Govaerts, ha recentemente scoperto che “invece di essere un ingegnere belga alla sua  prima esperienza militare, Kopp era in realtà un cittadino russo e  che mai avesse  prestato servizio militare (a discapito di quello che lui dichiarava di essere, un ufficiale della riserva dell’esercito belga) . Inoltre, non era laureto in ingegneria o marito e padre, come Orwell credeva. Inoltre, come pure risultava falsa, sembra la dichiarazione che Kopp fosse stato costretto a fuggire dal  Belgio per la fabbricazione illegale di munizioni per la Repubblica spagnola. “Dopo aver esaminato il curriculu vitae  di  Kopp, Govaerts ha concluso: “Nel complesso, le capacità di osservazione di Orwell  soffri di grotteasco e duro colpo con questo uomo curioso.” Ma mentre combatteva in Spagna con Kopp, Orwell non aveva modo di scoprire la verità sul passato di questo . In ogni caso,il mito che Kopp si  che si era  costruito  non  altera  assolutamente il suo eroismo impressionante (in azione e in carcere) sia durante la guerra civile spagnola,come   nella Resistenza francese durante la Seconda Guerra Mondiale “ [ 29]

Se noi  seguissimo i ragionamenti di  Pepe Gutierrez, l’intimo amico di Orwell, Kopp, per usare un eufemismo, poteva considerarsi un ragazzo malizioso che amava l’avventura, un uomo capace di “eroismo impressionante” che ha  commesso un peccato da poco cioè quello di essere un po’ ‘bugiardo, come  tanti altri avventurieri, Malraux, Gide, o turisti rivoluzionari che andarono in Spagna in cerca di avventure eccitanti e che poi fecero  fortuna durante la crociata anticomunista.

E ‘chiaro che Pepe Gutierrez tenta disperatamente di salvare l’immagine di Georges Kopp, un altro mito del POUM. Georges Kopp che all’apparenza  potrebbe essere un “eroe di guerra”, anche se è un fatto difficilmente   verificabile . Ma ciò è ben documentato che, come accennato in precedenza, durante la guerra in Spagna fu  una spia per l’Impero britannico. Oltre a ciò, partecipò  con l’esercito britannico alla  difesa della Francia durante l’invasione tedesca del 1940  catturato,  passo a lavorare, su questo ci sono prove abbastanza  evidenti, per il governo collaborazionista di Vichy attraverso la Deuxième Bureau [30]  e allo stesso tempo per MI5. Quindi di conseguenza si rivelò una persona priva scrupoli, e per le cui attività molto probabilmente,  risultò collaborante con il terrore nazista in Francia, Kopp viene descritto alla fine da Pepe Gutierrez semplicemente come un “eroe di guerra” che ha combattuto nella Resistenza francese. Così  scrivono la storia  gli orwelliani . Secondo la  logica adottata da Pepe Gutierrez, il nazista Jacques Doriot o  il maresciallo Pétain sono anche  loro eroi della Resistenza francese.

Note

17 Garton Ash, T.: Orwell in 1998. The New York Review of Books

http://home.planet.nl/~boe00905/OrwellNYreview221098.html18 Scott Lucas: What would George do?

18 http://www.newstatesman.com/200306020041

* Esquerra Republicana de Catalunya, partido de la pequeña y mediana burguesía nacionalista. ** Partido Socialista Unificado de Cataluña, sección catalana de la III Internacional.  *** Unión General de Trabajadores, sindicato dirigido por socialistas y comunistas.

19 García Santa Cecilia, C.: Corresponsal en España. http://cvc.cervantes.es/ACTCULT/corresponsales/sta_cecilia.htm

20 Gutiérrez, P.: Orwell, un “trotskista fanático”. http://www.kaosenlared.net/noticia.php?id_noticia=47045

21 Orwell, G.: ¿Por qué escribo? En: El león y el unicornio y otros ensayos. Ed. Turner, Madrid 2006, p.223.

22 http://www.netcharles.com/orwell/articles/MI5-convinced-orwell-not-communist.htm

23 http://www.informationliberation.com/?id=11595

24 Por ejemplo, Vilar, P.: Estat, nació, socialisme. Estudis sobre el cas espanyol. Edicions Curial, Barcelona 1982, p.198.

25 Morten H. y Ros, M.: La trama oculta de la guerra civil. Editorial Crítica, Barcelona 2006, p.140.

26 Idem, p.141.

27 Idem, p.137.

28 Idem, p.142.

29 Gutiérrez, P.: Orwell, un “trotskista fanático”. http://www.kaosenlared.net/noticia.php?id_noticia=47045

30 http://www.informationliberation.com/?id=11595

3. ¿Fue Orwell el Cervantes del siglo XX?

En 1946 Churchill pronunció su famoso discurso con el que iniciaba oficialmente la Guerra Fría: «Desde Stettin, en el Báltico, a Trieste, en el Adriático, ha caído sobre el continente un telón de hierro.» Fue entonces como si el mundo intelectual de occidente hubiera descubierto al Cervantes de nuestra época, al gran escritor de la “izquierda disidente”, socialista –entendido en términos muy amplios- que habría estado marginado injustamente por ser “políticamente incorrecto”, es decir, por no haber compartido la opinión de la mayoría de escritores de izquierdas o progresistas en su apoyo activo al antifascismo y a la URSS. Sólo faltaría explicar un “detalle” a esta teoría: ¿Por qué las únicas obras orwellianas que dieron fama mundial al escritor han sido sus tres obras anticomunistas? (Homenaje a Cataluña, Rebelión en la granja y 1984).

La primera pasó sin pena ni gloria en vida de Orwell –se dice que vendió unas cincuenta copias por año-, y las dos últimas fueron escritas hacia el final de su vida. ¿Por qué el resto de la producción literaria de Orwell pasó casi desapercibida? ¿Se convirtió Orwell de la noche a la mañana en un escritor genial como por arte de magia? Son preguntas clave que Pepe Gutiérrez debería responder para justificar sus opiniones sobre Orwell, ya que hay dudas sobre la calidad literaria de Orwell, inversamente proporcional a su desmesurada fama, tal y como lo expresó un experto crítico literario, que se confiesa gran admirador de Orwell: «Uno puede pensar de inmediato en media docena de autores del siglo XX que, línea a línea, página a página, fueron siempre mejores escritores: Conrad, Joyce, Elliot, Lawrence, Auden, Waugh. Entonces, ¿por qué no reciben este tratamiento? ¿Por qué Orwell?»17.

1 La burguesía había encontrado en las propias filas de la llamada izquierda los personajes adecuados para la cruzada intelectual anticomunista, una cruzada que justificara entre amplios sectores de la población potencialmente pacifistas, la política militarista y agresiva de los Estados Unidos y el bloque occidental, como el chantaje nuclear o las guerras imperialistas en Corea y Vietnam.

Pero hacía falta algo más para llegar al gran público, ajeno al elitismo de los Congresos de intelectuales y artistas, a las revistas especializadas y al mundo universitario.

 Hacía falta un producto rompedor, que se pudiera vender fácilmente, asequible y asimilable para las masas de las sociedades occidentales, algo con lo que se pudieran identificar y que les alejara además del “peligro” de la radicalización y del socialismo. Una nueva guerra comenzaba, y las obras apocalípticas de Orwell, escritas en un lenguaje sencillo, elemental y asequible para el gran público, iban a ser una munición muy efectiva que se emplearía en las batallas ideológicas, políticas y culturales contra el otro lado del «telón de acero» y contra la izquierda transformadora. Los servicios de inteligencia occidentales, especialmente la CIA, destinaron grandes  cantidades de dinero y grandes campañas publicitarias para difundir las obras de Orwell, incluyendo las versiones cinematográficas de sus dos principales obras anticomunistas (aspecto que Pepe Gutiérrez evidentemente prefiere no comentar). La fama llegó caída del cielo como por milagro: desde 1945, coincidiendo con el inicio de la cruzada anticomunista norteamericana, el escritor que había vendido unos pocos cientos de sus novelas al año, pasaría a vender decenas de miles con continuas reediciones y traducciones a la mayoría de idiomas.

2 Un aspecto que contribuyó a la meteórica carrera de Orwell fue su vida bohemia y su individualismo extremo. La imagen del don Quijote libertario, “no atado a ideologías”, a “dogmas” o a partidos políticos, es una figura atractiva entre determinados sectores politizados de la izquierda, y se puede exportar mucho más fácilmente que cualquier escritor realmente comprometido, no con él mismo, sino con una causa colectiva de progreso social, que implica renunciar a los egoísmos individualistas y a los prejuicios personales a favor de la causa. La figura del héroe individual, cuya única vara de medir para el bien o el mal, para lo correcto o incorrecto, es su propia intuición por encima de todas las consideraciones sociales, políticas e históricas, es una figura atractiva que siempre ha tenido gran público.

Por ello el fenómeno intelectual alrededor del escritor ha creado un vasto mercado editorial orwelliano con evidentes valores de derechas pero enfocados a un amplio público susceptibles de apoyar a las izquierdas, una verdadera «industria de Orwell» según las afortunadas palabras de Scott Lucas, profesor de la Universidad de Birmingham y autor de una biografía crítica sobre el escritor, quien nos muestra el abanico de destacados personajes que sucumbieron al atractivo del “Orwell idealista”:

«“El único escritor de genio entre los literatos de revuelta social entre las dos guerras” (Arthur Koestler); “el espíritu de cristal para todos nosotros” (George Woodcock). Para Noam Chomsky fue el modelo del “intelectual responsable”. Para Bernard Crick fue, en la Gran Bretaña post-imperial y post-Estado de bienestar, el “socialista inglés”. Y desde los acontecimientos de septiembre de 2001 se ha convertido, según Christopher Hitchens, en un incondicional contra el “fascismo islámico” y sus cómplices pacifistas (como Noam Chomsky)»18.

Así se creó la imagen de un mito cuyo valor literario fue más bien pobre y desigual, pero cuyo valor simbólico tiene hoy todavía unas posibilidades incalculables para conseguir oscuros fines ideológicos y políticos.

4. Instrucciones para fabricar un mito

Dos grandes dogmas hicieron de Orwell el Gran Sacerdote de la Verdad y Maestro de la ciencia política. El primero hace referencia a su militancia socialista o izquierdista, evidentemente entendida en sentido muy amplio. Durante generaciones, los orwellianos de izquierdas y el discurso oficial sobre el escritor, nos recuerdan insistentemente, a través de una infinidad de reedición de las obras de Orwell y de biografías elogiosas, que Orwell se ganó su fama de escritor a pulso por su integridad personal, su honestidad y sus principios políticos socialistas.

A Orwell, nos dicen sus apologistas, a diferencia de la mayoría de intelectuales de izquierdas, no le tembló el pulso para proclamar “La Verdad” y para denunciar los valores contrarios al “socialismo verdadero”: la Unión Soviética, Stalin, los partidos comunistas y los escritores e intelectuales potencialmente simpatizantes con la URSS o con la causa del antifascismo. Veremos más adelante cómo la realidad es muy diferente a este aspecto del mito.

El otro gran dogma es el de escritor injustamente perseguido por el «comunismo estalinista», un idealista víctima de las «paranoias» de Stalin en España. El episodio español de Orwell es, quizás, el más crucial para entender la naturaleza del mito así como la percepción dominante entre el público sobre la guerra civil española. Ningún orwelliano ha afrontado este episodio histórico desprovisto de prejuicios ideológicos.

Orwell participó en la guerra civil enrolado voluntario en las milicias del POUM, estuvo involucrado en los llamados Sucesos de Mayo de Barcelona que enfrentaron, por una parte, a las fuerzas que defendían el Frente Popular (Generalitat de Cataluña, ERC*, PSUC**, UGT*** principalmente) y por otra con el POUM y sectores extremistas del anarquismo como los Amigos de Durruti.

 Los sucesos pasaron a la historia como una lucha entre los “contrarrevolucionarios” y los “revolucionarios”. La participación de Orwell hizo que aquellos hechos, bastante anecdóticos en el contexto de la guerra civil (en los Sucesos de Mayo murieron unas 500 personas, mientras que las bajas en cualquier batalla de la guerra fueron del orden de decenas de miles), se convirtieran para el gran público en el suceso fundamental y clave de toda la guerra. A partir de entonces, la reconstrucción histórica dejó paso a la leyenda novelada -y más recientemente a la cinematográfica con Tierra y Libertad-, como podemos ver en esta esquematización simplista, que hoy en día todavía se repite irreflexivamente como verdad absoluta:

«Su libro Homenaje a Cataluña, publicado en 1938, forma parte de la memoria de la guerra de España y es una rotunda y valiente denuncia del estalinismo y de los regímenes totalitarios, un sentimiento que cristalizará en obras posteriores como Rebelión en la granja y 1984. (…) El autor muestra en este artículo su sentimiento de fraternidad  con las víctimas de la represión comunista y critica la deformación de los acontecimientos que ofrecen los periódicos de izquierdas. Señala también el carácter contrarrevolucionario del comunismo español y la  contradicción en la que éste cae al unirse a los capitalistas para combatir el fascismo mientras reprime a los  revolucionarios» 19

Entre todos los periodistas extranjeros, sólo una minoría muy reducida -entre la que se encontraba Orwell-mostró esa visión tan extremadamente negativa (si descontamos los corresponsales favorables a Franco) sobre la República, la actitud de los comunistas y la URSS. Orwell no estaba narrando los hechos de forma objetiva, explicando la “Verdad” como a él le gustaba presumir; Homenaje a Cataluña está realizado desde el sentimentalismo más profundo, cargando las tintas sobre los enemigos políticos del partido donde él se había refugiado, el POUM.

Muchos orwellianos han reconocido la gran carga pasional que hay en Homenaje, pero  ninguno de ellos ha reconocido que  esta  visión personalizada y subjetiva pueda ser un argumento contra la objetividad de los hechos. La obra, escrita en forma autobiográfica, tiene dos partes bien diferenciadas: la primera,  un deslumbramiento romántico de una idealizada Barcelona de aspecto proletario, seguido por sus vicisitudes en  las trincheras de Huesca. Son episodios donde se describe la gran ineficacia de los combatientes pero donde  domina la percepción idealista de los milicianos y de los fines que persiguen. La segunda, narra los combates callejeros de Barcelona y el incidente con la policía al sufrir un registro domiciliario, así como su visita a las  cárceles y su huida, según el propio Orwell, escapando de la policía repubblicana.

Veamos los pasos necesarios para fabricar el mito:

Paso nº 1: Calificar el trotskismo de Orwell o del POUM como una «manipulación estalinista» encaminada a criminalizar a los “verdaderos revolucionarios”. Pepe Gutiérrez alude a la existencia de un dossier de la policía soviética donde se nombra –sin citarlo en ningún momento, siguiendo su costumbre- a Orwell y a su esposa como «trotskistas fanáticos»20.

 Pepe Gutiérrez se escandaliza porque califiquen a Orwell de trotskista y porque sea presuntamente espiado por los soviéticos que, según afirma, deseaban su eliminación. Se trataría de demostrar que el etiquetaje de «trotskista» era una maniobra de los comunistas para justificar las acciones violentas contra rivales políticos como el POUM.

No obstante, la mayoría de observadores extranjeros también calificaron al POUM como una fuerza trotskista. Y el propio Orwell compartía esta opinión cuando comentaba que su libro Homenaje a Cataluña «contiene un largo capítulo lleno de citas tomadas de los periódicos y demás, en las que se defiende a los trotskistas que estaban entonces acusados de haber tramado un complot con Franco»21. Siguiendo la propia lógica del escritor, cualquier observador tenía derecho a considerar trotskista a Orwell. En el contexto de una guerra, donde las razones de supervivencia imponen una lucha a muerte, desaparecen los espacios para las sutilezas y los matices, y se simplifica la realidad en base al binomio amigo-enemigo. Es un método empleado por todos: calificar a Orwell como trotskista quizás sea un error de matiz, aunque no tan grave como, por ejemplo, la clásica afirmación orwelliana de que el dirigente socialista Negrín era un agente de Stalin, error que no arranca ningún gesto de escándalo a Pepe Gutiérrez.

Paso nº 2: Sacar de contexto el posible hecho de que Orwell fuera investigado o espiado. Lo que es una actividad normal entre los servicios de inteligencia de todos los países, para los orwellianos, si lo realiza la URSS es una evidencia concluyente de la monstruosidad intrínseca de Stalin. Todos los Estados tienen servicios de inteligencia y espionaje que realizan informes de los personajes más destacados del mundo de la política, las finanzas, la cultura, etc. Orwell fue investigado por los servicios de inteligencia británicos: desde 1929, una rama especial de la policía británica, Scotland Yard, recogía información de sus actividades, desde su estancia en París. En 1942 un pésimo informe policial –evidentemente equivocado- lo definía como un escritor con «opiniones comunistas avanzadas» y decía que había sido visto en reuniones comunistas, hecho que se encargó de desmentir el servicio de inteligencia MI5, valorando muy positivamente los últimos escritos de Orwell sobre política y su participación en un simposio titulado gráficamente La traición de la izquierda. Finalmente, fue descartado como potencialmente peligroso gracias a sus opiniones negativas sobre la Unión Soviética22. El archivo policial no se cerró hasta el día en que Orwell fue enterrado, en 1950.

 Así pues, que  los soviéticos supuestamente  investiguen a Orwell durante la guerra  para Pepe Gutiérrez es motivo de horror y de escarnio, mientras que no dice una palabra acerca de la investigación del espionaje británico que, en tiempos de paz y muchos años antes que los soviéticos, realizaron sobre Orwell. ¿Por qué  cae Pepe Gutiérrez en esta extraña contradicción? Sencillamente, porque así Pepe Gutiérrez puede mantener viva la llama del mito, el débil escritor «heroico y decente» enfrentado al todo poderoso Stalin, personificación del mal.

Por otra parte, los años treinta, y más específicamente a partir de la guerra española, fueron los que con mayor virulencia Trotski atacó a Stalin, a la URSS y a lo que él llamó «casta burocrática». Además de eso, el POUM se encargó infinidad de veces de proclamar a grandes voces su oposición al gobierno del Frente Popular, a la República «burguesa» y al PCE y PSUC, calificados como «contrarrevolucionarios». Cae por su propio peso que, si uno ingresa en un partido que la mayoría de observadores como el propio Orwell considera “trotskista”, pueda ser considerado como potencialmente enemigo tanto de la República como del Estado soviético y, en una situación de guerra, pueda ser investigado al igual que otros países investigaban las actividades comunistas en España. Es algo perfectamente normal dentro de la lógica de la guerra, donde los servicios de información y espionaje adquieren una importancia vital. Para Pepe Gutiérrez parece algo monstruoso, aunque sólo si se trata de algo realizado por los soviéticos.

Paso nº 3: Omitir la existencia de destacados espías en el POUM. Georges Kopp, comandante de la columna extranjera del POUM donde se alistó Orwell e íntimo amigo del escritor, era un agente del espionaje británico 23 (MI5), cuyo Estado estaba activamente interesado en la victoria de Franco. El jefe directo de Kopp en el MI5 era Anthony Blunt, agente doble soviético, por lo que la más elemental lógica sugiere que los servicios de espionaje soviéticos estaban informados de la existencia de una red de espionaje británica en España, incluyendo la que había en la columna extranjera del POUM. ¿Es un signo de paranoia pensar que los integrantes de esta columna –como Orwell- no podrían ser ellos mismos espías (reales o potenciales) interesados en debilitar la lucha republicana, teniendo en cuenta que el POUM se proclamó adversario de la URSS, del Frente Popular y de la República «burguesa»? Esta pregunta jamás encontrará respuesta por parte de Pepe Gutiérrez, que seguramente volverá a responder con la clásica etiqueta de «manipulaciones estalinistas».

Espionaje fascista en el POUM y en el extremismo anarquista: silencio de Pepe Gutiérrez Otro dato, que Pepe Gutiérrez y los orwellianos se encargan de silenciar, es el hecho de la infiltración fascista en el POUM y en grupos extremistas anarquistas, aprovechando su oposición visceral a la República y al partido comunista. Se ha hablado en numerosas obras (24) de la reivindicación que Franco y el embajador alemán Faupel se otorgaron la paternidad de los Sucesos de Mayo de Barcelona. Si bien ello puede ser un intento de darse importancia mutuamente entre los dos aliados, tiene cierta lógica con  revelaciones recientes sobre la influencia del espionaje fascista en organizaciones de extrema izquierda republicanas.

La POL -POL,(Ovra), la policía política de Mussolini, había infiltrado al POUM ya antes de la guerra. Su agente más destacado era Arturo Luchetti, que llevó a cabo actos de sabotaje contra el ejército repubblicano 25. Por otra parte, determinados medios anarquistas también estaban infiltrados. Algunas de sus publicaciones anticomunistas fueron promovidas por el espionaje fascista en su lucha anticomunista, sobretodo después de los Sucesos de Mayo. Por ejemplo, un agente destacado de Mussolini, Bernardo Cremonini, líder de la federación anarcocomunista de París, «escribió un panfleto violentamente anticomunista acerca de los sucesos de Barcelona que se propagaron por toda la organización. (…) A la luz de lo sucedido en Barcelona, el Duce había llegado incluso a proponer la  publicación de un periódico anarquista que “ataque violentamente al fascismo, pero cuyo verdadero objetivo sea  atacar al comunismo de la forma más resuelta y vulgar”. Mussolini quería que se llamara Lotta di Classe, como el periódico de Berneri, o Il Riscatto Libertario»26.

Como el lector puede imaginar, de todo ello no aparece ni una línea en las obras de Orwell ni en Pepe Gutiérrez. Y es que ya Mussolini había percibido que los discursos de extrema izquierda era una verdadera mina de oro para atacar y difamar a los comunistas como máximos defensores de la República. En eso se puede decir que el dictador italiano fue un verdadero precursor de Orwell. El líder anarquista Berneri, otra víctima destacada  que los orwellianos aprovechan para cargar sobre los comunistas o sobre la URSS, fue asesinado según las evidencias más recientes, por agentes de Mussolini. Berneri era un anarquista refugiado, que descubrió en el consulado italiano en Barcelona documentos comprometedores donde quedaban demostradas las intenciones de Mussolini de colonizar a España, convirtiéndola en un protectorado de Italia [27].

Los documentos  reforzaban la tesis comunista de que la guerra española era en gran medida una guerra patriótica contra la invasión del fascismo internacional, tesis que era objeto de violentos ataques por Trotski, el POUM y los sectores anarquistas más extremistas.  Finalmente, en esta historia de espías hay que destacar que militantes del POUM de Barcelona se ofrecieron en 1938 a la Quinta Columna para asesinar al presidente del Gobierno republicano, Juan Negrín, y al ministro de Asuntos Exteriores, Julio Álvarez del Vayo, a cambio de una cantidad de dólares y una vía de salida para Estados Unidos  [28.]  Nuevamente, el extremismo de izquierdas confluye con el extremismo de derechas mientras que, ante estos hechos documentados, Pepe Gutiérrez se limita a responder con la condenación eterna para los «estalinistas».

Paso nº 4 : Reescribir la historia de los amigos de Orwell, tapando sucesos escabrosos. Leamos la descripción que hace Pepe Gutiérrez sobre el comandante Kopp, jefe  de Orwell en España:  «Al igual que muchos otros aventureros y soldados de fortuna (Malraux representa el ejemplo más notorio), Kopp  embelleció la realidad creando un mito complejo sobre su pasado. Un periodista holandés, Bert Govaerts,  descubrió recientemente que “en lugar de tratarse de un ingeniero belga con experiencia militar previa, Kopp era en realidad de nacionalidad rusa y jamás sirvió en el ejército (es decir, fue oficial de reserva en el ejército belga). Además, ni era licenciado en ingeniería ni un marido y padre entregado, como creía Orwell. Asimismo, también  parece falsa la afirmación de Kopp según la cual lo obligaron a huir de Bélgica por fabricar municiones ilegales  para la República española”. Tras examinar la carrera vital de Kopp, Govaerts concluía: “En conjunto, la célebre  capacidad de observación de Orwell sufrió un golpe grotesco con este hombre curiosísimo.” Pero mientras  luchaba en España junto a Kopp, Orwell no tenía manera de descubrir la verdad sobre el pasado de éste. En  cualquier caso, el mito que Kopp creó no altera en absoluto su impresionante heroísmo (en acción y en prisión) tanto durante la guerra civil española como en la resistencia francesa durante la Segunda Guerra Mundial».29

Si nos guiamos por Pepe Gutiérrez, el íntimo amigo de Orwell, Kopp, era, por decirlo suavemente, un chico travieso al que le gustaban las aventuras, un hombre capaz de un «impresionante heroísmo» que cometía el pecado completamente disculpable de ser un poquito mentiroso, como otros aventureros –Malraux, Gide-o turistas revolucionarios que vinieron a España en busca de excitantes aventuras y que después hicieron fortuna durante la. cruzada anticomunista.

Es evidente que Pepe Gutiérrez trata desesperadamente de salvar la imagen de Georges Kopp, otro mito del POUM. Georges Kopp quizás fuera un «héroe de guerra», aunque es un hecho difícilmente comprobable. Pero lo que sí está bien documentado es que, como se ha dicho antes, durante la guerra de España fue un espía al servicio del Imperio británico. Además de eso, participó con el ejército británico en la defensa de Francia durante la invasión alemana de 1940 y fue capturado, pasando a trabajar, según evidencias de bastante peso, para el gobierno colaboracionista de Vichy a través del Deuxième Bureau [30] al mismo tiempo que para el MI5. De esta manera, una persona sin ningún tipo de escrúpulos, que con sus actividades muy probablemente colaboró con el terror nazi en Francia, es descrito por Pepe Gutiérrez simple y llanamente como un «héroe de guerra» que luchó en la Resistencia francesa. Así escriben la historia los orwellianos. Con la lógica de Pepe Gutiérrez, el nazi Jacques Doriot o el mariscal Pétain también fueron héroes de la Resistencia francesa.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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