TUTTO IL POTERE AI SOVIET! 1917 seconda parte – Le posizioni e il ruolo di Stalin alla vigilia dell’insurrezione/TODO EL PODER A LOS Soviet ! 1917 Parte II – Las posiciones y el papel de Stalin en vísperas de la insurrección

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TUTTO IL POTERE AI SOVIET!

(17 settembre 1917)

Testo pubblicato come editoriale sul n. 13 del Raboci Put (La via operaia). Lenin formulò la parola d’ordine “Tutto il potere ai soviet!” nelle Tesi di aprile. Compito del partito era appoggiare il passaggio dalla prima tappa della rivoluzione “che diede il potere alla borghesia” alla seconda tappa, quella del potere al proletariato e agli strati poveri dei contadini.

La rivoluzione è in marcia. Presa a fucilate durante le giornate di luglio e seppellita alla Conferenza di Mosca, essa risolleva la testa travolgendo i vecchi ostacoli e creando un nuovo potere. La prima linea delle trincee della controrivoluzione è espugnata. Dopo Kornilov, Kaledin batte in ritirata. Nel fuoco della lotta si rianimano i soviet, che. sembravano morti. Hanno ripreso il timone e guidano le masse rivoluzionarie. Tutto il potere ai soviet! Questa è la parola d’ordine del nuovo movimento.
Il governo di Kerenski ingaggia la lotta contro questo nuovo movimento. Fin dai primi giorni della rivolta di Kornilov esso aveva minacciato lo scioglimento dei comitati rivoluzionari, trattando come un “abuso di autorità” la lotta contro la cricca di Kornilov. Da allora la lotta contro i comitati non ha smesso di intensificarsi, trasformandosi negli ultimi tempi in una guerra aperta. Il soviet di Sinferopoli arresta il noto Riabuscinski, coinvolto nel complotto di Kornilov. Il governo Kerenski per tutta risposta ordina che “vengano prese misure per la liberazione di Riabuscinski e per l’incriminazione di coloro che hanno proceduto a questo arresto illegale” (Riec).
A Tashkent tutto il potere passa al soviet e le vecchie autorità vengono destituite. Il governo Kerenski per tutta risposta “prende una serie di misure, tenute per ora segrete, che faranno rinsavire i dirigenti del soviet dei deputati degli operai e dei soldati di Tashkent, che hanno perso il senso della misura” (Russkie Viedomosti).
I soviet esigono un’inchiesta severa e completa sulle azioni di Kornilov e dei suoi adepti. Il governo Kerenski per tutta risposta “limita l’inchiesta a una cerchia insignificante di persone, lasciando inutilizzate alcune fonti molto importanti che darebbero la possibilità di qualificare il delitto di Kornilov come tradimento della patria e non solo come ribellione” (Novaia Gizn, rapporto di Sciubnikov).
I soviet esigono la rottura con la borghesia e in primo luogo con i cadetti. Il governo Kerenski per tutta risposta tratta con i Kisckin e con i Konovalov, invitandoli a entrare nel governo, proclamando “l’indipendenza” del governo dai soviet. Tutto il potere alla borghesia imperialista! Questa è la parola d’ordine del governo Kerenski. Nessun dubbio è possibile.
Siamo in presenza di due poteri: da una parte il potere di Kerenski e del suo governo, dall’altra il potere dei soviet e dei comitati.
Il momento che attraversiamo è caratterizzato dalla lotta che si svolge fra questi due poteri.
O il potere del governo Kerenski e allora si avrà l’egemonia dei grandi proprietari fondiari e dei capitalisti, la guerra e lo sfacelo.
O il potere dei soviet e allora si avrà l’egemonia degli operai e dei contadini, la pace e la fine dello sfacelo.
La vita stessa pone la questione in questi termini. A ogni crisi del potere la rivoluzione ha posto questa questione. Ogni volta i signori conciliatori hanno evitato di dare una risposta diretta e, agendo così, hanno consegnato il potere nelle mani dei nemici. I conciliatori, convocando la conferenza invece del congresso dei soviet, volevano ancora una volta tirarsi indietro e cedere il potere alla borghesia. Ma hanno sbagliato i conti. È venuto il tempo in cui non è più possibile tirarsi indietro.
La questione, posta direttamente dalla vita, esige una risposta chiara e precisa.
Pro o contro i soviet!
Che i signori conciliatori facciano la loro scelta.

IL POTERE DEI SOVIET

(13 ottobre 1917)

Testo pubblicato come editoriale sul n. 35 del Raboci Put (La via operaia).

Nei primi tempi della rivoluzione la parola d’ordine “Tutto il potere ai soviet!” era una novità. In aprile il “potere dei soviet” si oppone per la prima volta al potere del governo provvisorio. Nella capitale la maggioranza è ancora favorevole al governo provvisorio, ma senza Miliukov e Guckov.
In giugno questa parola d’ordine viene fatta propria dall’enorme maggioranza degli operai e dei soldati. Nella capitale il governo provvisorio è già isolato.
In luglio, attorno alla parola d’ordine “Tutto il potere ai soviet!”, scoppia la lotta fra la maggioranza rivoluzionaria della capitale e il governo Lvov Kerenski. Il Comitato esecutivo centrale conciliatore, poggiando sull’arretratezza della provincia, passa dalla parte del governo. La lotta si conclude a favore del governo. I partigiani del potere dei soviet vengono dichiarati fuori legge.
Subentra il periodo oscuro delle repressioni “socialiste” e delle carceri “repubblicane”, degli intrighi bonapartisti e dei complotti militari, delle fucilazioni al fronte e delle “conferenze” all’interno. Questo periodo dura sino alla fine di agosto. Alla fine di agosto la situazione cambia bruscamente. La rivolta di Kornilov provoca una tensione di tutte le forze rivoluzionarie. I soviet all’interno e i comitati al fronte, che sembravano morti nel periodo luglio-agosto, si rianimano di colpo. Rianimati, i soviet prendono il potere in mano in Siberia e nel Caucaso, in Finlandia e negli Urali, a Odessa e a Kharkov.
Senza di questo, senza la presa del potere, la rivoluzione sarebbe stata sconfitta. Così il “potere dei soviet”, proclamato in aprile da un “piccolo gruppo” di bolscevichi a Pietrogrado, alla fine di agosto riceve un riconoscimento quasi universale da parte delle classi rivoluzionarie della Russia.
Adesso è evidente per tutti che il “potere dei soviet” non soltanto è una parola d’ordine popolare, ma è l’unico vero strumento di lotta per conseguire la vittoria della rivoluzione, l’unica via d’uscita dalla situazione che si è creata.
È venuto il momento in cui la parola d’ordine “Tutto il potere ai soviet!” deve essere finalmente realizzata. Ma che cos’è il “potere dei soviet”, in che cosa esso si distingue da qualsiasi altro potere?
Si dice che trasmettere il potere ai soviet significa costituire un governo democratico “omogeneo”, organizzare un nuovo “gabinetto” formato da ministri “socialisti” e, in generale, attuare un “serio cambiamento” nella composizione dal governo provvisorio.
Ma questo è falso. Qui non si tratta affatto di sostituire alcune persone nel governo provvisorio con delle altre. Si tratta di far sì che nuove classi rivoluzionarie diventino padrone della situazione nel paese. Si tratta di far sì che il potere passi nelle mani del proletariato e dei contadini rivoluzionari. Ma per questo non è assolutamente sufficiente cambiare soltanto il governo. Per realizzare questo è indispensabile innanzitutto epurare radicalmente tutti i ministeri e tutte le istituzioni governative, cacciando dappertutto i kornilovisti, piazzando ovunque degli uomini devoti alla classe operaia e ai contadini.
Soltanto allora, e soltanto in questo caso, sarà possibile parlare di passaggio del potere ai soviet “al centro e alla periferia”.
Come spiegare l’impotenza universalmente nota dei ministri “socialisti” del governo provvisorio? Come spiegare il fatto che questi ministri sono stati dei miseri giocattoli in mano a uomini che stavano fuori del governo provvisorio (ricordate i “rapporti” di Cernov e di Skobelev, di Zarudny e di Pescekhonov alla “Conferenza democratica”?). Innanzitutto con il fatto che essi non dirigevano i loro ministeri, ma ne erano diretti. Con il fatto inoltre che ogni ministero costituisce una fortezza nella quale si trovano tuttora i burocrati dell’epoca zarista, che trasformano le buone intenzioni dei ministri in parole prive di significato e sono pronti a sabotare qualsiasi provvedimento rivoluzionario del governo.
Perché il potere passi ai soviet non soltanto a parole ma nei fatti, è necessario prendere queste fortezze, cacciare i servi del regime dello zar e dei cadetti, sostituirli con degli uomini eletti revocabili, che siano devoti alla causa della rivoluzione.
Il potere ai soviet significa l’epurazione radicale di tutte le istituzioni governative, senza eccezione, all’interno e al fronte, dal basso all’alto.
Il potere ai soviet significa l’elettività e la revocabilità delle “autorità” di ogni genere all’interno e al fronte.
Il potere ai soviet significa elettività e revocabilità dei “rappresentanti del potere” nella città e nella campagna, nell’esercito e nella flotta, nei ministeri e nelle istituzioni, nelle ferrovie e nelle poste e telegrafi.
Il potere ai soviet significa la dittatura del proletariato e dei contadini rivoluzionari. Questa dittatura si distingue radicalmente dalla dittatura della borghesia imperialista, da quella dittatura che non molto tempo fa hanno cercato di instaurare Kornilov e Miliukov, con il benevolo consenso di Kerenski e Trestcenko.
La dittatura del proletariato e dei contadini rivoluzionari significa la dittatura della maggioranza lavoratrice sulla minoranza sfruttatrice, sui grandi proprietari fondiari e sui capitalisti, sugli speculatori e sui banchieri, in nome della pace democratica, in nome del controllo operaio sulla produzione e sulla distribuzione, in nome della terra ai contadini, in nome del pane al popolo.
La dittatura del proletariato e dei contadini rivoluzionari significa una dittatura diretta dalle masse ed esercitata apertamente, senza complotti e senza intrighi fra le quinte.
Infatti questa dittatura non ha bisogno di nascondere che non avrà pietà per i capitalisti che ricorrono alle serrate e che aggravano la disoccupazione con le diverse misure di “sfoltimento”, né per i banchieri speculatori, che fanno aumentare i prezzi dei prodotti e provocano la fame.
La dittatura del proletariato e dei contadini significa una dittatura che non esercita la violenza sulle masse, una dittatura conforme alla volontà delle masse, una dittatura che smorzerà la volontà dei nemici di queste masse.
Questa è l’essenza di classe della parola d’ordine “Tutto il potere ai soviet!”.
Gli sviluppi della politica interna ed estera, la guerra eterna e la sete di pace, le sconfitte al fronte e la difesa della capitale, il marciume del governo provvisorio e il piano del “trasferimento” a Mosca, lo sfacelo dell’economia e la fame, la disoccupazione e l’esaurimento: tutti questi fatti spingono irresistibilmente le classi rivoluzionarie della Russia verso il potere. Ciò significa che il paese è già maturo per la dittatura del proletariato e dei contadini rivoluzionari.
È venuto il momento in cui la parola d’ordine rivoluzionaria “Tutto il potere ai soviet!” deve essere finalmente realizzata.

DISCORSO ALLA RIUNIONE DEL COMITATO CENTRALE

(16 ottobre 1917)

Questi brevi appunti sulla seduta plenaria del comitato centrale, trattano La risoluzione sull’insurrezione, elaborata da V.I. Lenin e approvata dal Comitato centrale del Partito nella seduta del ottobre 1917.

Il giorno dell’insurrezione deve essere opportunamente scelto. E solo in questo senso che deve essere intesa la risoluzione. Si dice che bisogna attendere che il governo sferri l’attacco, ma bisogna capire che cos’è un attacco. L’aumento del prezzo del pane, l’invio dei cosacchi nella regione del Donez, ecc., tutte queste cose sono già un attacco.
Fino a quando aspettare, se non ci sarà un attacco armato?
Ciò che propongono Kamenev e Zinoviev permette oggettivamente alla controrivoluzione di prepararsi e di organizzarsi. Noi ci ritireremmo senza fine e porteremmo la rivoluzione alla disfatta.
Perché non assicurarsi la possibilità di scegliere il giorno e le condizioni dell’insurrezione, in modo da non permettere alla controrivoluzione di organizzarsi? Il compagno Stalin passa ad analizzare i rapporti internazionali e dimostra che adesso bisogna essere più fiduciosi.
Due vie si presentano: o orientarsi verso la vittoria della rivoluzione e volgere lo sguardo all’Europa o non credere nella rivoluzione e voler essere solo all’opposizione. Il soviet di Pietrogrado ha già preso la via dell’insurrezione, rifiutandosi di sanzionare l’allontanamento delle truppe. La flotta è già insorta in quanto si è messa contro Kerenski. Noi dobbiamo prendere fermamente e irrevocabilmente il cammino dell’insurrezione.

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TODO EL PODER A LOS Soviet ! 1917 Parte II – Las posiciones y el papel de Stalin en vísperas de la insurrección

TODO EL PODER  A LOS SOVIET

(17 de septiembre de 1917)

Texto publicado como editorial en el n. 13 de Rabochi Put (El Camino de trabajo). Lenin formuló el lema “Todo el poder a los soviets!” En las Tesis de Abril. La tarea del Partido es apoyar la transición de la primera etapa de la revolución “, que dio poder a la burguesía” a la segunda etapa, la de poder para el proletariado y los campesinos más pobres.

La revolución está en marcha. Realizar un disparo durante las jornadas de julio, y enterrado en la Conferencia de Moscú, eleva la cabeza barriendo las viejas barreras y la creación de un nuevo poder. La primera línea de trincheras de la lucha contra es conquistada. Después de Kornilov, Kaledin bate en retirada. En el fragor de la lucha contra los soviéticos vienen a la vida, eso. parecía muerto. Se tomó de nuevo el timón y guiar a las masas revolucionarias. Todo el poder a los soviets! Esta es la consigna del nuevo movimiento.
El gobierno de Kerensky se involucra en la lucha contra este nuevo movimiento. Desde los primeros días de la sublevación de Kornílov, que había amenazado con la disolución de los comités revolucionarios, que trata como un “abuso de autoridad” la lucha contra la camarilla de Kornilov. Desde entonces, la lucha contra el comité ha seguido intensificando, recientemente convertida en una guerra abierta. El Simpheropol Soviética deja de Riabuscinski conocido, implicado en el complot de Kornílov. El gobierno de Kerensky en respuesta ordenó que “se adopten medidas para liberar a Riabuscinski y el enjuiciamiento de quienes llevaron a cabo esta detención ilegal” (Rech).
En Tashkent, toda la energía va a los soviéticos y las autoridades de edad son indigentes. El gobierno de Kerensky en la respuesta “tiene una serie de medidas, mantenido en secreto por ahora, se llega a los sentidos que los dirigentes de los soviets de obreros y soldados de los diputados de Tashkent, que han perdido su sentido de la proporción” (Russkie Vedomosti).
Los soviéticos exigir una investigación rigurosa y completa de las acciones de Kornilov y sus seguidores. El gobierno de Kerensky, en respuesta, “limitar la investigación a un círculo de personas insignificantes, dejando algunas fuentes no utilizadas muy importantes que le darían la posibilidad de calificar el delito de traición a Kornílov y no sólo como una rebelión” (Novaya Zhizn, el informe de Sciubnikov).
Los soviéticos exigen la ruptura con la burguesía y sobre todo con los cadetes. La única respuesta del gobierno de Kerensky es con Kisckin y con Konovalov, invitándoles a unirse al gobierno, declarando la “independencia” del gobierno por los soviéticos. Todo el poder a la burguesía imperialista! Esta es la consigna del gobierno de Kerensky. No hay duda de que es posible.
Tenemos dos poderes: uno es el poder de Kerensky y su gobierno, y el otro el poder de los soviets y comités.
En el momento en que cruzamos se caracteriza por la lucha que tiene lugar entre estos dos poderes.
O el poder del gobierno de Kerensky, y entonces usted tendrá la hegemonía de los grandes terratenientes y los capitalistas, la guerra y la desintegración de la.
O el poder de los soviéticos y luego tendrá la hegemonía de los obreros y campesinos, la paz y el fin del colapso.
La vida misma es la cuestión en estos términos. En cada crisis de poder, la revolución ha planteado esta cuestión. Cuando los conciliadores señores han evitado dar una respuesta directa y, al hacerlo, se le entregó el poder en manos de los enemigos. Los conciliadores, la convocación de una conferencia en lugar del Congreso de los Soviets, quería tirar una vez más atrás y entregar el poder a la burguesía. Pero tienen las cuentas equivocadas. Ahora es el momento en que ya no puede contenerse.
La pregunta que se formuló de la vida, requiere de una clara y precisa.
A favor o en contra de los soviéticos!
Que los señores conciliadores hacer su elección.
EL PODER DE EL SOVIET

(13 de octubre de 1917)

Texto publicado como editorial en el n. 35 de Rabochi Put (El Camino de trabajo).

En los primeros días de la revolución el lema “Todo el poder a los soviets!” Era una novedad. En abril, el “poder soviético” se opone por primera vez el poder del gobierno provisional. En la capital, la mayoría todavía están en favor del gobierno provisional, pero sin Miliukov y Guchkov.
En junio de este lema es absorbido por la inmensa mayoría de los obreros y soldados. En la capital el gobierno interino ya está aislado.
En julio, alrededor de la consigna “Todo el poder a los soviets!”, La pelea entre la mayoría de la capital revolucionaria de Lvov y el gobierno de Kerensky. El conciliador del Comité Ejecutivo Central, descansando sull’arretratezza la provincia, aprobada por el gobierno. La pelea terminó a favor del gobierno. Los partidarios del poder soviético se fuera de la ley.
Él se hace cargo del oscuro período de represión “socialista” y las prisiones “republicano”, las intrigas y las conspiraciones militares bonapartistas, los tiroteos en la parte delantera y “conferencias” en el interior. Este período dura hasta el final de agosto. A finales de agosto, la situación cambió bruscamente. El Kornílov causa una tensión de todas las fuerzas revolucionarias. Los soviéticos y los comités dentro de la parte delantera, que parecía muerto en el período de julio a agosto, de repente cobran vida. Restablecido, los soviéticos tomaron el poder en manos de Siberia y el Cáucaso, en Finlandia y en los Urales, en Odessa y Kharkov.
Sin esto, sin tomar el poder, la revolución fue derrotada. Así que el “poder soviético”, proclamó en abril de un “pequeño grupo” de los bolcheviques en Petrogrado, al final del mes de agosto recibe el reconocimiento casi universal de las clases revolucionarias en Rusia.
Ahora es obvio para todos que el “poder soviético” no es sólo un eslogan popular, pero es el único instrumento real de lucha para lograr la victoria de la revolución, la única manera de salir de la situación que tiene creado.
Ahora es el momento en que el lema “Todo el poder a los soviets!” Finalmente debe tenerse en cuenta. Pero, ¿qué es el “poder soviético”, en lo que se diferencia de cualquier otro poder?
Se dice que la potencia de transmisión a los soviéticos es el establecimiento de un gobierno democrático “homogéneo”, organizar un nuevo “gabinete” que consiste de los ministros “socialistas” y, en general, poner en práctica un “cambio importante” en la composición del Gobierno provisional.
Pero esto es falso. Aquí no se trata de la sustitución de algunas personas en el gobierno provisional de la otra. Esto es para asegurar que las nuevas clases revolucionarias para convertirse en dueño de la situación en el país. Estos pasos aseguran que el poder en manos del proletariado y el campesinado revolucionario. Pero eso no es suficiente con cambiar el gobierno. Para lograr esto es necesario en primer lugar radicalmente purgar todos los ministerios y todas las instituciones gubernamentales, la caza de todas partes de Kornilov, la colocación de todas partes de los hombres dedicados a la clase obrera y los campesinos.
Sólo entonces, y sólo en este caso, se puede hablar de la transferencia de poder a los soviets “, en el centro y la periferia.”
¿Cómo explicar la impotencia de los ministros universalmente conocidos “socialistas” del gobierno provisional? ¿Cómo podemos explicar el hecho de que estos ministros eran juguetes en manos de los pobres que estaban fuera del gobierno provisional (recordar la “relación” Skobelev y Chernov, y Pescekhonov Zarudny de la “Conferencia Democrática”?). En primer lugar, el hecho de que ellos dirigieron sus ministerios, pero se dirigían. Con el hecho de que cada ministerio es una fortaleza en la que los burócratas son todavía la era zarista, que transformar las buenas intenciones de los ministros de palabras sin sentido y estamos dispuestos a sabotear cualquier acción del gobierno revolucionario.
Pasos para los soviéticos, porque el poder no sólo en palabras sino en hechos, usted debe tomar estas fortalezas, la caza de los funcionarios del régimen del zar y los kadetes, sustituyéndolos por los hombres elegidos revocables, que se dedican a la causa de la revolución.
Poder a los soviets significa la purga radical de todas las instituciones gubernamentales, sin excepción, y en el frente, de abajo hacia arriba.
Poder a los soviets significa la electividad y revocabilidad de “autoridad” de cualquier tipo y en la parte delantera.
Poder a los soviets significa electividad y revocabilidad “en el poder” en la ciudad y el campo, el ejército y la marina, en los ministerios y las instituciones, los ferrocarriles y de correos y telégrafos.
Poder a los soviets significa la dictadura del proletariado y el campesinado revolucionario. Esta dictadura es radicalmente distinta de la dictadura de la burguesía imperialista por la dictadura que no hace mucho se trató de establecer Miliukov y Kornilov, con el amable permiso de Kerensky y Trestcenko.
La dictadura del proletariado y el campesinado revolucionario significa la dictadura de la mayoría trabaja en la minoría de explotadores, los terratenientes y los capitalistas, los especuladores y banqueros, en nombre de la paz democrática, en nombre del control obrero sobre la producción y distribución, nombre de la tierra a los campesinos, en nombre del pan a la gente.
La dictadura del proletariado y el campesinado revolucionario directa significa una dictadura de las masas y, francamente, no las parcelas y las intrigas sin las alas.
De hecho, esta dictadura no tiene por qué ocultar que no tendrá piedad para los capitalistas que recurren a los cierres patronales y agravar el desempleo con las diversas medidas de “adelgazamiento” o para los especuladores banqueros que están impulsando al alza los precios de los productos y provocando el hambre .
La dictadura del proletariado y el campesinado significa una dictadura que no cometen actos de violencia en las masas, una dictadura conforme a la voluntad de las masas, una dictadura que se humedezca la voluntad de los enemigos de estas masas.
Esta clase es la esencia de la consigna “Todo el poder a los soviets”.
La evolución de la política interior y exterior, la guerra y la sed eterna de la paz, las derrotas en el frente y la defensa de la capital, la podredumbre del gobierno provisional y el plan de “transferencia” en Moscú, el colapso de la economía y el hambre , el desempleo y el agotamiento: todos estos hechos irresistible empuje de las clases revolucionarias en Rusia el poder. Esto significa que el país ya está madura para la dictadura del proletariado y el campesinado revolucionario.
Ahora es el momento en que la consigna revolucionaria “Todo el poder a los soviets!” Finalmente debe tenerse en cuenta.
Discurso pronunciado en una REUNIÓN DEL COMITÉ CENTRAL

(16 de octubre de 1917)

Estas breves notas sobre la sesión plenaria del Comité Central, que se ocupan de la resolución sobre la insurrección, elaborado a partir de VI Lenin y aprobada por el Comité Central del Partido, en su reunión de octubre de 1917.

El día de la insurrección debe ser convenientemente elegido. Y sólo en este sentido que la resolución debe ser entendido. Dicen que debes esperar hasta que el gobierno de sferri el ataque, pero usted debe entender lo que un ataque. El aumento en el precio del pan, el envío de los cosacos en la región de los Donets, etc., Todas estas cosas ya son un ataque.
Mientras espera si va a haber un ataque armado?
Esta oferta permite a Kámenev y Zinóviev objetivamente contrarias a la preparación y organización. Nos ritireremmo porteremmo sin fin y la revolución a la derrota.
¿Por qué no asegurarse de que puede elegir el día y las condiciones de la insurrección, a fin de no permitir que el contador de organizarse? El camarada Stalin pasa a analizar las relaciones internacionales y espectáculos que ahora debemos tener más confianza.
Dos maneras de presentarse: o bien avanzar hacia el triunfo de la revolución y de mirar a Europa o no creer en la revolución y quieren estar solos en la oposición. El Soviet de Petrogrado ya ha tomado el camino de la insurrección, se niega a sancionar a la retirada de las tropas. La flota ya ha surgido en lo que se ha vuelto contra Kerenski. Debemos adoptar una posición firme y la ruta irrevocable de la insurrección.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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