MAO TSE-TUNG OPERE COMPLETE VOLUME 7 – IL NOSTRO PARTITO SI È CONSOLIDATO ED È DIVENTATO POTENTE ATTRAVERSO LA LOTTA SU DUE FRONTI

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IL NOSTRO PARTITO SI È CONSOLIDATO ED È DIVENTATO  POTENTE ATTRAVERSO LA LOTTA SU DUE FRONTI

Negli ultimi diciassette anni il nostro partito ha in generale imparato a far uso  dell’arma marxista-leninista della lotta ideologica per combattere su due fronti le concezioni errate all’interno del partito: l’opportunismo di destra e l’opportunismo  “di sinistra”.

Prima della quinta sessione plenaria del sesto Comitato centrale 7, il nostro  partito lottò contro l’opportunismo di destra di Chen Tu-hsiu 8 e l’opportunismo  “di sinistra” del compagno Li Li-san 9. La vittoria ottenuta in queste due lotte  permise al partito di fare grandi progressi. Dopo la quinta sessione plenaria, vi  furono altre due lotte interne di importanza storica, cioè la lotta che si svolse alla  riunione di Tsunyi10 e la lotta per espellere Chang Kuo-tao dal partito.

La riunione di Tsunyi corresse i gravi errori di principio, a carattere  opportunista “di sinistra”, commessi nella lotta contro la quinta campagna di “accerchiamento e annientamento” e cementò l’unità sia del partito che  dell’Esercito rosso; essa permise al Comitato centrale del Partito comunista cinese  e alle forze principali dell’Esercito rosso di portare vittoriosamente a termine la  Lunga Marcia, raggiungere posizioni avanzate nella resistenza al Giappone e  attuare una politica nuova, la politica del fronte unito nazionale antigiapponese.

Combattendo l’opportunismo di destra di Chang Kuo-tao, le riunioni di Pasi11 e di Yenan12 (la lotta contro la linea di Chang Kuo-tao ebbe inizio alla riunione di Pasi e si concluse alla riunione di Yenan) riuscirono a riunire tutte le forze dell’Esercito rosso e a rafforzare l’unità di tutto il partito per condurre l’eroica lotta contro il Giappone. Questi due tipi di errori opportunisti si verificarono nel corso della guerra civile rivoluzionaria e la loro caratteristica consiste nel fatto che si manifestarono in relazione con la guerra.

Quali sono le lezioni che abbiamo tratto da queste due lotte interne del partito? Le lezioni seguenti.

1. La tendenza “di sinistra” alla precipitazione, che non tiene conto delle condizioni soggettive e oggettive, è estremamente dannosa per la guerra rivoluzionaria come anche per qualsiasi movimento rivoluzionario; tale tendenza ha costituito uno dei gravi errori di principio apparsi nel corso della nostra lotta contro la quinta campagna di “accerchiamento e annientamento” ed era dovuta all’ignoranza delle caratteristiche della guerra rivoluzionaria in Cina.

Il ruolo del Partito comunista cinese nella guerra nazionale

2. L’opportunismo di Chang Kuo-tao, invece, era opportunismo di destra nella guerra rivoluzionaria: la combinazione di una linea imperniata sulla ritirata con la mentalità da signore della guerra e l’attività contro il partito. La vittoria riportata su questo tipo di opportunismo permise a un gran numero di quadri e di membri del partito nelle file dell’armata del 4o fronte dell’Esercito rosso, uomini di grandi qualità e con un lungo passato di lotte eroiche, di liberarsi dai ceppi di questo opportunismo e di ritornare alla giusta linea del Comitato centrale. 3. Il grande lavoro organizzativo compiuto durante i dieci anni della Guerra rivoluzionaria agraria dette risultati notevoli nella costruzione dell’esercito, nell’amministrazione civile, nel lavoro di massa e nell’edificazione del partito. Senza il coordinamento di questo lavoro organizzativo con gli eroici combattimenti sul fronte, non avremmo potuto sostenere una lotta accanita contro Chiang Kai-shek. Ma nell’ultima parte di quel periodo furono commessi gravi errori di principio nella politica del partito riguardante i quadri e l’organizzazione e questi errori si manifestarono nella tendenza al settarismo, nell’abuso di sanzioni disciplinari e nell’esasperazione della lotta ideologica. Tutto questo fu dovuto al fatto che non si riuscì a liquidare i residui della linea di Li Li-san e anche agli errori politici di principio commessi in quel tempo. Alla riunione di Tsunyi furono corretti anche questi errori e ciò permise al partito di ritornare a una giusta politica di quadri e a giusti principi organizzativi. Quanto alla linea organizzativa di Chang Kuo-tao, essa era una completa violazione di tutti i principi del Partito comunista cinese; essa minava la disciplina di partito e andava dall’attività frazionistica all’opposizione al partito, al Comitato centrale e all’Internazionale comunista. Il Comitato centrale fece tutto il possibile per superare gli errori della linea criminale di Chang Kuo-tao e porre fine alla sua attività antipartito e cercò anche di salvare lo stesso Chang Kuo-tao. Ma poiché Chang Kuo-tao non solo si rifiutò ostinatamente di correggere i suoi errori e ricorse al doppio gioco, ma in seguito tradì il partito e si gettò nelle braccia del Kuomintang, al partito non restò che espellerlo decisamente. Questa misura punitiva ottenne non solo l’appoggio di tutto il partito, ma anche di tutti coloro che si mostravano fedeli alla causa della liberazione nazionale.

Anche l’Internazionale comunista approvò questa misura punitiva e sottolineò il fatto che Chang Kuo-tao era un disertore e un rinnegato. Le lezioni e i successi di cui abbiamo parlato sono per noi la premessa  indispensabile per unire tutto il partito, per consolidare la sua unità ideologica, politica e organizzativa, per condurre vittoriosamente la Guerra di resistenza contro il Giappone. Il nostro partito si è consolidato ed è diventato potente attraverso la lotta su due fronti.

LA LOTTA ATTUALE SU DUE FRONTI

D’ora in poi nella resistenza al Giappone sarà di capitale importanza lottare sul piano politico contro il pessimismo di destra, ma al tempo stesso occorrerà stare in guardia contro la precipitazione “di sinistra”. Per quel che riguarda i problemi del fronte unito e dell’organizzazione del partito e delle masse, dobbiamo continuare a combattere la tendenza “di sinistra” al chiuso settarismo, allo scopo di raggiungere la cooperazione con tutti i partiti e tutti i gruppi politici antigiapponesi, di espandere il Partito comunista cinese e di allargare il movimento di massa. Ma al tempo stesso non dobbiamo trascurare la lotta contro la tendenza, propria dell’opportunismo di destra, alla cooperazione incondizionata e all’espansione incondizionata; altrimenti cooperazione ed espansione verranno a essere ostacolate e si trasformeranno in cooperazione capitolazionista ed espansione senza principi.

La lotta ideologica su due fronti deve adattarsi alle circostanze concrete di ogni caso; non bisogna mai affrontare un problema in modo soggettivista né indulgere alla vecchia e cattiva abitudine di “mettere le etichette” alla gente.

Nella lotta contro le deviazioni, dobbiamo fare molta attenzione a combattere il doppiogioco. Come è dimostrato dalla carriera di Chang Kuo-tao, il maggior pericolo che tale comportamento presenta è la sua possibilità di trasformarsi in attività frazionista. Acconsentire in pubblico e disapprovare in privato, dire di sì e pensare di no, dire cose gentili in faccia e giocare brutti tiri alle spalle: queste sono tutte forme di doppiogioco. Solo intensificando la vigilanza dei quadri e dei membri del partito contro un tale comportamento potremo rafforzare la disciplina di partito.

LO STUDIO

la teoria di Marx, Engels, Lenin e Stalin, la storia della nostra nazione come anche la situazione e le tendenze del movimento attuale; è attraverso di loro che verrà compiuta l’educazione di quei membri del partito il cui livello culturale è relativamente basso. In particolare, i quadri devono concentrare la loro attenzione su questo studio, per non parlare dei membri del Comitato centrale e dei quadri a livello superiore, i quali devono dedicarvi un’attenzione ancora maggiore. Un partito politico che dirige un grande movimento rivoluzionario non può portarlo alla vittoria senza una teoria rivoluzionaria, senza una conoscenza della storia, senza una profonda comprensione del movimento reale.

La teoria di Marx, Engels, Lenin e Stalin è una teoria applicabile universalmente. Non dobbiamo considerarla come un dogma, ma come una guida per l’azione. Non bisogna limitarsi a imparare i termini e le espressioni del marxismo-leninismo, bisogna invece studiarlo come scienza della rivoluzione. Non si tratta soltanto di capire le leggi generali che Marx, Engels, Lenin e Stalin hanno tratto dal loro ampio studio della vita reale e dell’esperienza rivoluzionaria, ma anche di studiare la posizione e il metodo da essi assunti nell’esaminare e risolvere i problemi.

La preparazione marxista-leninista del nostro partito è oggi migliore che nel passato, ma è ancora ben lontana dall’essere vasta e profonda. Il nostro compito

Il ruolo del Partito comunista cinese nella guerra nazionale è quello di dirigere una grande nazione di centinaia di milioni di uomini in una grande lotta che non ha precedenti. Perciò la diffusione e l’approfondimento dello studio del marxismo-leninismo è un grosso problema, che deve essere risolto prontamente e che può essere risolto soltanto a prezzo di seri sforzi.

Spero che dopo questa sessione plenaria del Comitato centrale si assista in tutto il partito a un’emulazione nello studio; vedremo allora chi veramente imparerà qualcosa, chi imparerà di più e meglio. Se fra i nostri compagni che hanno maggiori responsabilità di carattere direttivo ce ne saranno cento o duecento che avranno acquisito una conoscenza del marxismo-leninismo sistematica e non frammentaria, reale e non astratta, la capacità combattiva del nostro partito sarà di gran lunga superiore e verrà affrettata la vittoria sull’imperialismo giapponese.

Un altro compito è quello di studiare la nostra eredità storica e di darne, usando il metodo marxista, una sintesi critica. La nostra nazione ha una storia più volte millenaria, che ha le sue proprie caratteristiche, una storia ricca di tesori inestimabili. Ma in questo campo non siamo che degli scolaretti. La Cina d’oggi è il risultato dello sviluppo della Cina del passato; noi che studiamo la storia dal punto di vista marxista non possiamo mutilare il nostro passato storico. Noi dobbiamo fare il bilancio di tutto il passato, da Confucio a Sun Yat-sen, e raccogliere questa preziosa eredità. Questo ci aiuterà enormemente a guidare il grande movimento attuale. I comunisti sono marxisti internazionalisti, ma il marxismo deve essere integrato con le caratteristiche specifiche del nostro paese e deve acquistare una determinata forma nazionale prima di venire applicato nella pratica. La grande forza del marxismo-leninismo risiede precisamente nel fatto che esso viene integrato con la pratica rivoluzionaria concreta di ogni paese. Per

il Partito comunista cinese si tratta di imparare ad applicare la teoria del marxismo-leninismo alle circostanze specifiche della Cina. Se i comunisti cinesi, che sono parte della grande nazione cinese, carne della sua carne e sangue del suo sangue, parlassero di marxismo prescindendo dalle caratteristiche specifiche della Cina, sarebbe solo marxismo in astratto, nel vuoto.

Perciò il modo in cui applicare concretamente il marxismo in Cina, così che ogni sua manifestazione abbia decisamente un carattere cinese, ossia il modo in cui applicare il marxismo alla luce delle caratteristiche specifiche della Cina, diventa un problema che tutto il partito deve comprendere e risolvere immediatamente.

Bisogna abolire lo stile stereotipato straniero13, occorre spendere meno tempo in chiacchiere vuote e astratte e mettere al bando il dogmatismo per fare posto a uno stile e a uno spirito cinese, pieni di freschezza e di vivacità, a cose che la gente semplice del nostro paese ami ascoltare e vedere. Separare il contenuto dell’internazionalismo dalla forma nazionale è la prassi di coloro che non capiscono nulla d’internazionalismo. Quanto a noi, invece, dobbiamo legarli strettamente. A questo proposito sono stati commessi nelle nostre file gravi errori che devono essere corretti col massimo impegno.

Quali sono le caratteristiche del movimento attuale? Quali sono le sue leggi? Come dirigerlo? Queste sono tutte questioni di carattere pratico. Fino a oggi noi non abbiamo ancora capito nel suo complesso l’imperialismo giapponese e neanche la Cina. Il movimento è in via di sviluppo; cose nuove stanno per emergere e la nascita del nuovo è un processo senza fine. Studiare questo movimento sotto tutti i suoi aspetti e nel suo sviluppo è un grande compito che richiede la nostra attenzione continua. Colui che rifiuta di studiare questi problemi seriamente e accuratamente non è un marxista.

Il nemico dello studio è la presunzione; chi vuole veramente imparare qualcosa deve prima di tutto sbarazzarsi della presunzione. “Insaziabile nell’imparare” per quel che ci riguarda personalmente e “instancabile nell’insegnare” per quel che riguarda gli altri: questo è l’atteggiamento che dobbiamo adottare.

UNITÀ E VITTORIA

L’unità all’interno del Partito comunista cinese è la condizione fondamentale per unire tutta la nazione al fine di conquistare la vittoria nella resistenza al Giappone e di costruire una nuova Cina. Il Partito comunista cinese, che si è temprato nel corso di diciassette anni, ha imparato i vari mezzi da usare per raggiungere l’unità interna ed è oggi molto più agguerrito che nel passato. Noi possiamo dunque formare in seno al popolo cinese quel forte nucleo che ci permetterà di riportare la vittoria nella resistenza al Giappone e di costruire una nuova Cina. Compagni, se restiamo uniti, abbiamo la certezza di poter raggiungere questa meta.

NOTE

1. Vedasi in questo volume, pag. 49.

2. Vedasi in questo volume, pag. 55.

3. * Il 18 settembre 1931, l’“Armata Kwantung” dell’esercito giapponese di stanza nel nord-est della Cina, attaccò Shenyang. Le forze armate cinesi (Armata del nord-est) di stanza a Shenyang e in altre zone nord-orientali eseguirono l’ordine di Chiang Kai-shek di “assoluta non-resistenza” e si ritirarono a sud della Grande Muraglia, per cui le forze armate giapponesi occuparono rapidamente le province del Liaoning, del Kirin e dello Heilungkiang. Questo atto aggressivo dell’imperialismo giapponese è conosciuto dal popolo cinese come Incidente del 18 settembre.

4. * I Tre principi popolari avanzati da Sun Yat-sen costituivano i principi e il programma della rivoluzione democratica borghese in Cina; essi erano: nazionalismo, democrazia e benessere del popolo. Nel 1924, nel Manifesto del primo Congresso nazionale del Kuomintang, Sun Yat-sen diede ai Tre principi popolari una nuova interpretazione, attribuendo al nazionalismo il significato di lotta contro l’imperialismo ed esprimendo il pieno appoggio al movimento degli operai e dei contadini. In tal modo i vecchi Tre principi popolari si trasformarono nei nuovi Tre principi popolari con le tre politiche

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fondamentali: alleanza con la Russia, alleanza con il Partito comunista cinese, appoggio ai contadini e agli operai. Questi nuovi Tre principi popolari con le tre politiche fondamentali divennero la base politica della cooperazione del Partito comunista cinese con il Kuomintang nel periodo della prima Guerra civile rivoluzionaria.

5. *Nel suo rapporto presentato nel gennaio del 1934 al settimo Congresso del Partito comunista (bolscevico) dell’URSS, Stalin diceva: “Dopo che si è fissata la linea politica giusta, è il lavoro di organizzazione che decide di tutto e tra l’altro anche del destino della linea politica stessa, vale a dire della sua realizzazione o del suo fallimento”. In quell’occasione Stalin trattò il problema della “giusta scelta degli uomini”. Nel maggio del 1935, nel discorso pronunciato al Cremlino in occasione della consegna dei diplomi agli allievi dell’Accademia dell’Armata rossa, enunciò e illustrò la parola d’ordine: “I quadri decidono di tutto”. Vedasi anche il rapporto presentato al diciottesimo Congresso del Partito comunista (bolscevico) dell’URSS, nel marzo del 1939. In questo rapporto Stalin diceva: “Dopo che è stata elaborata una giusta linea politica, controllata dalla pratica, i quadri del partito diventano la forza decisiva per la direzione del partito e dello Stato”.

6. *Traditore della rivoluzione cinese. In gioventù, speculando sulla rivoluzione, si infiltrò nel Partito comunista cinese. Nel partito commise innumerevoli errori che furono causa di gravi crimini. Il più noto fu quello del 1935 allorché, mosso da spirito disfattista e liquidazionista, si pronunciò contro la marcia a nord dell’Esercito rosso e a favore di una ritirata nelle zone abitate da minoranze nazionali fra il Szechwan e il Sikang; svolse inoltre aperta opera di tradimento contro il partito e il Comitato centrale, formò uno pseudo-comitato centrale e minò l’unità del partito e dell’Esercito rosso, cose che provocarono gravi danni all’armata del quarto fronte. Tuttavia, grazie al paziente lavoro educativo svolto dal compagno Mao Tse-tung e dal Comitato centrale del partito, l’armata del quarto fronte dell’Esercito rosso e i suoi numerosi quadri tornarono presto sotto la giusta direzione del Comitato centrale ed ebbero una grande funzione nelle lotte successive. Chang Kuo-tao, invece, si dimostrò incorreggibile. Nella primavera del 1938 fuggì dalla regione di confine Shensi-Kansu-Ningsia ed entrò nel servizio segreto del Kuomintang.

7. *Si tratta del periodo che va dalla riunione straordinaria tenuta nell’agosto 1927 dall’Ufficio politico del quinto Comitato centrale del Partito comunista cinese alla quinta sessione plenaria del sesto Comitato centrale del partito, tenuta nel gennaio 1934.

8. *Chen Tu-hsiu, professore all’Università di Pechino, divenne noto quale redattore della rivista Gioventù nuova. Fu uno dei fondatori del Partito comunista cinese. Grazie alla celebrità avuta all’epoca del Movimento del 4 maggio e data l’immaturità del partito nel suo periodo iniziale, divenne segretario generale del partito. Nell’ultimo periodo della ivoluzione del 1924-1927 il deviazionismo di destra rappresentato nel partito da Chen Tuhsiu sfociò in una linea capitolazionista. A quell’epoca “i capitolazionisti nell’organo dirigente del nostro partito rinunciarono deliberatamente alla direzione sulle masse contadine, sulla piccola borghesia urbana e sulla media borghesia e, in particolare, alla direzione sulle forze armate, causando così la sconfitta della rivoluzione” (Mao Tse-tung, La situazione attuale e i nostri compiti). Dopo il fallimento della rivoluzione nel 1927, Chen Tu-hsiu e un gruppetto di altri capitolazionisti caddero preda del pessimismo, perdettero ogni fiducia nelle prospettive della rivoluzione e divennero dei liquidatori. Assunsero la posizione reazionaria dei trotskisti e con essi crearono un piccolo gruppo  antipartito. Fu questa la causa dell’espulsione di Chen Tu-hsiu dal partito nel novembre del 1929. Egli morì nel 1942. Per quel che riguarda l’opportunismo di destra di Chen Tu-hsiu, vedasi le note introduttive ad Analisi delle classi nella società cinese e Rapporto d’inchiesta sul movimento contadino nello Hunan, Opere Scelte di Mao  Tse-tung, vol. 1 (nelle Opere di Mao Tse-tung, vol. 2) e l’articolo Presentazione della rivista “Il Comunista”, Opere Scelte di Mao Tse-tung, vol. 2.

9. *La linea opportunista “di sinistra” di Li Li-san, comunemente detta “linea Li Li-san”, regnò nel partito per circa quattro mesi, a partire dal giugno del 1930, nel periodo in cui Li Li-san era il massimo dirigente del Comitato centrale del Partito comunista cinese. La linea Li Li-san aveva le seguenti caratteristiche: violava la linea politica adottata dal sesto Congresso nazionale del partito; rifiutava di riconoscere la necessità di preparare le masse in vista della rivoluzione e di ammettere l’ineguaglianza nello sviluppo della rivoluzione; riteneva che la concezione del compagno Mao Tse-tung (secondo cui è necessario dedicare per un lungo tempo la massima attenzione soprattutto alla creazione di basi rivoluzionarie nelle campagne, servirsi delle campagne per accerchiare le città e, poggiando sulle basi d’appoggio, accelerare l’ascesa della rivoluzione in tutto il paese) era una concezione “profondamente errata”, “una espressione del provincialismo e del conservatorismo dei contadini” e insisteva per la preparazione di un’insurrezione immediata in tutto il paese. Sulla base di questa linea errata, il compagno Li Li-san formulò un piano avventurista per l’immediata organizzazione di insurrezioni armate in tutte le maggiori città della Cina. Inoltre, negando l’ineguaglianza di sviluppo della rivoluzione mondiale, riteneva che lo scoppio generale della rivoluzione cinese avrebbe provocato lo scoppio generale della rivoluzione mondiale e che la rivoluzione cinese avrebbe potuto vincere solo a condizione che si fosse verificato lo scoppio generale della rivoluzione in tutto il mondo; non ammetteva neppure il carattere di lunga durata della rivoluzione democratica borghese in Cina, affermando che la vittoria della rivoluzione in una o più province avrebbe segnato l’inizio del passaggio alla rivoluzione socialista e su questa base elaborò diverse direttive avventuriste “di sinistra” che non rispondevano alle esigenze del momento. Il compagno Mao Tse-tung lottò contro questa linea errata; numerosi quadri e membri del partito chiesero che fosse corretta. Nel settembre del 1930, alla terza sessione plenaria del sesto Comitato centrale, il compagno Li Li-san riconobbe gli errori che gli venivano indicati e lasciò la direzione del Comitato centrale. Poiché con il tempo riuscì a liberarsi delle sue idee errate, il settimo Congresso nazionale del Partito comunista cinese lo rielesse membro del Comitato centrale.

10. *Il sesto Comitato centrale del Partito comunista cinese, durante e dopo la terza sessione plenaria tenuta nel settembre del 1930, prese una serie di misure efficaci per mettere fine alla linea Li Li-san. Ma dopo la sessione alcuni compagni che non possedevano un’esperienza pratica di lotta rivoluzionaria, con Chen Shao-yu (Wang Ming) e Chin Panghsien (Po Ku) alla testa, si opposero alle misure prese dal Comitato centrale. Nell’opuscolo Due Linee o Lotta per l’ulteriore bolscevizzazione del Partito comunista cinese, essi facevano notare che in quel periodo il pericolo principale esistente nel partito era rappresentato non dall’opportunismo “di sinistra” ma dall’“opportunismo di destra” e per giustificare le proprie attività “criticavano” la linea Li Li-san come linea di “destra”. Essi proponevano un nuovo programma politico che, sotto nuove forme, continuava, riprendeva o sviluppava la linea Li Li-san e altre concezioni e direttive politiche “di sinistra”, e lo opponevano alla giusta linea del compagno Mao Tse-tung. Proprio per

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criticare gli errori in campo militare della nuova linea opportunista “di sinistra”, il compagno Mao Tse-tung scrisse Problemi strategici della guerra rivoluzionaria in Cina. La linea deviazionista “di sinistra” dominò il partito nel periodo compreso fra la quarta sessione plenaria del sesto Comitato centrale, che ebbe luogo nel gennaio del 1931, e la riunione dell’ufficio politico del Comitato centrale che si tenne a Tsunyi, provincia del Kweichow, nel gennaio del 1935. Questa riunione pose fine al predominio della linea errata ed elesse la nuova direzione del Comitato centrale con il compagno Mao Tse-tung alla testa. L’errata linea “di sinistra” dominò nel partito per un periodo particolarmente lungo (quattro anni) e procurò al partito e alla rivoluzione gravissime perdite. Le tristi conseguenze dell’applicazione di tale linea si manifestarono nella perdita di circa il 90 per cento dei membri del partito, degli effettivi dell’Esercito rosso e del territorio delle basi d’appoggio dell’esercito; decine di milioni di abitanti delle basi rivoluzionarie furono vittime della feroce repressione scatenata dal Kuomintang. Tutto ciò frenò lo sviluppo della rivoluzione. La grande maggioranza dei compagni che avevano seguito la linea opportunista “di sinistra”, grazie alla lunga esperienza fatta, capirono i propri errori, li corressero e resero in seguito molti servigi al partito e al popolo. Sotto la direzione del compagno Mao Tse-tung, essi si unirono a tutti gli altri compagni del partito sulla base di convinzioni politiche comuni. Il testo integrale della Risoluzione della conferenza di Tsunyi è pubblicata nelle Opere di Mao Tse-tung, vol.4.

11. *La riunione di Pasi fu tenuta dall’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese nell’agosto 1935 a Pasi. Pasi è una località situata a nord-ovest del capoluogo del distretto di Sungpan, tra il Szechwan nord-occidentale e il Kansu sud-orientale. In quel periodo Chang Kuo-tao, che era alla testa di una parte delle forze dell’Esercito rosso, ruppe con il Comitato centrale, rifiutò di obbedire ai suoi ordini e cercò di disgregarlo. Nel corso di questa riunione il Comitato centrale decise di lasciare  quella zona pericolosa per raggiungere lo Shensi settentrionale con le forze dell’Esercito rosso che obbedivano ai suoi ordini. Quanto a Chang Kuo-tao, egli guidò le unità dell’Esercito rosso, che era riuscito a ingannare, verso sud, nella zona di Tienchuan, di Lushan, del Piccolo e Grande Chinchuan e di Ahpa, dove creò uno pseudo-comitato centrale, tradendo così apertamente il partito.

12. *La riunione di Yenan era la riunione allargata dell’Ufficio politico del Comitato centrale  del Partito comunista cinese, tenuta nell’aprile 1937 a Yenan. Prima della riunione, un gran numero di quadri e di soldati delle unità dell’Esercito rosso al comando di Chang Kuo-tao, avendo capito di essere stati ingannati, si erano diretti a nord verso la regione di confine Shensi-Kansu. Strada facendo, una parte di essi, obbedendo a ordini sbagliati, piegò verso occidente, in direzione della zona di Kanchow, Liangchow e  Suchow; più della metà fu sterminata dal nemico, mentre il resto raggiunse il Sinkiang e più tardi tornò nella regione di confine Shensi-Kansu. L’altra parte aveva da tempo raggiunto questa regione e si era unita all’Esercito rosso centrale. Lo stesso Chang Kuotao giunse nello Shensi settentrionale e prese parte alla riunione di Yenan. La riunione condannò in modo sistematico e conclusivo il suo opportunismo e il suo atto di tradimento nei confronti del partito. Egli finse di accettare le decisioni del partito, ma in realtà si preparava a tradirlo definitivamente.

13. *Vedansi gli esempi sullo stile stereotipato straniero in Contro lo stile stereotipato nel partito, nelle Opere Scelte di Mao Tse-tung, vol. 3.

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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