MAO TSE-TUNG -LA SVOLTA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE (12 ottobre 1942) EL PUNTO DECISIVO EN LA SEGUNDA GUERRA MUNDIAL

LA SVOLTA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE  (12 ottobre 1942)

 dalle Opere  Complete – MAO TSE-TUNG  VOLUME 8

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*Editoriale scritto dal compagno Mao Tse-tung per il Quotidiano della liberazione di Yenan.

La battaglia di Stalingrado è stata paragonata dalla stampa inglese e americana alla battaglia di Verdun e la “Verdun rossa” è ora famosa in tutto il mondo. Ma questo confronto non è affatto felice. La battaglia di Stalingrado si differenzia per il suo stesso carattere dalla Verdun della Prima guerra mondiale. Però vi è tra di esse qualcosa di comune: adesso come allora molti sono indotti in errore dalle offensive tedesche e suppongono che la Germania possa ancora vincere la guerra. La Prima guerra mondiale terminò nell’inverno 1918; nel 1916 l’esercito tedesco lanciò diverse offensive contro la fortezza francese di Verdun. Le operazioni si svolgevano sotto il comando del principe ereditario tedesco e le forze lanciate in questa battaglia erano le migliori dell’esercito tedesco. La battaglia fu decisiva. In seguito al fallimento dei furiosi assalti tedeschi, l’intero blocco tedesco-austro-turco-bulgaro si trovò in una situazione senza via d’uscita; le sue difficoltà aumentarono di giorno in giorno, la ribellione raggiunse le sue file, poi subentrò la disgregazione e infine il crollo completo. Ma a quel tempo il blocco anglo-americano-francese non comprese questa situazione; considerava l’esercito tedesco ancora molto potente e non si rendeva conto che la propria vittoria era vicina. Nella storia dell’umanità, tutte le forze reazionarie in via di estinzione conducono, invariabilmente, un’ultima, disperata lotta contro le forze rivoluzionarie. Sovente alcuni rivoluzionari sono indotti momentaneamente in errore da questo fenomeno di forza apparente che nasconde un’interna debolezza; non riescono a cogliere questo fatto essenziale, che il nemico si avvicina alla fine e loro si avvicinano alla vittoria.

L’apparire delle forze fasciste e le guerre di aggressione che esse conducono da alcuni anni sono appunto l’espressione di quest’ultima, disperata lotta delle forze reazionarie e nella guerra attuale l’attacco contro Stalingrado costituisce l’espressione dell’ultima, disperata lotta delle stesse forze fasciste. Di fronte a questa svolta storica, vi sono anche nel campo mondiale antifascista molte persone che si sono lasciate trarre in inganno dall’aspetto feroce del fascismo e che non sono riuscite a vedere la sua vera essenza. Una battaglia di un’asprezza che non ha precedenti nella storia dell’umanità ha infuriato per quarantotto giorni: dal 23 agosto, quando le truppe tedesche hanno superato l’ansa del Don e scatenato un attacco generale contro Stalingrado, fino al 9 ottobre, quando l’Ufficio informazioni sovietico ha annunciato che l’Esercito rosso aveva spezzato l’accerchiamento tedesco del quartiere industriale, situato nella parte nord-occidentale della città, dove una parte delle truppe tedesche aveva fatto irruzione il 15 settembre. Alla fine la battaglia è stata vinta dalle forze sovietiche. In questi quarantotto giorni, le notizie giunte quotidianamente da questa città sull’andamento della battaglia hanno tenuto in ansia decine e centinaia di milioni di uomini e sono state per loro motivo di tristezza o di gioia. Questa battaglia rappresenta non solo la svolta nella guerra sovietico-tedesca e perfino nella guerra mondiale contro il fascismo, ma rappresenta una svolta in tutta la storia dell’umanità. In questi quarantotto giorni, l’attenzione dei popoli di tutto il mondo era puntata su Stalingrado ancora di più di quanto non lo fosse stata su Mosca nell’ottobre dell’anno scorso.

Prima della sua vittoria sul fronte occidentale, Hitler sembrava cauto. Nei suoi attacchi contro la Polonia, la Norvegia, l’Olanda, il Belgio, la Francia e i Balcani, egli concentrava tutte le sue forze su un solo obiettivo, non osando distogliere da quello la sua attenzione. Ma dopo la sua vittoria in occidente, si lasciò ubriacare dal successo e tentò di sconfiggere l’Unione Sovietica in tre mesi. Egli scatenò un’offensiva contro questo immenso e potente paese socialista su tutto il fronte, da Murmansk, a nord, fino alla Crimea, a sud e così facendo disperse le sue forze. Il fallimento dell’offensiva intrapresa contro Mosca nell’ottobre dell’anno scorso segnò la fine della prima fase della guerra sovietico-tedesca; falliva così il primo piano strategico di Hitler.

L’Esercito rosso arrestò l’offensiva tedesca dell’anno scorso e durante l’inverno passò alla controffensiva su tutto il fronte; ciò costituì la seconda fase della guerra sovietico-tedesca. Hitler dovette ritirarsi e mettersi sulla difensiva. Nel frattempo destituì il suo comandante in capo von Brauchitsch, assunse personalmente il comando, decise di abbandonare il piano di offensiva generale e, raccolte in Europa tutte le forze di cui poteva ancora disporre, preparò la sua ultima offensiva che, sebbene limitata al fronte meridionale, considerava decisiva per colpire i settori vitali dell’Unione Sovietica. Poiché questa offensiva aveva un carattere decisivo e da essa dipendeva la sorte stessa del fascismo, Hitler concentrò forze enormi e spostò persino una parte degli aerei e dei carri armati che operavano nell’Africa del nord. Con l’attacco tedesco contro Kerc e Sebastopoli nel maggio di quest’anno, la guerra è entrata nella sua terza fase. Messo insieme un esercito di più di 1.500.000 uomini, che aveva l’appoggio della maggior parte dell’aviazione e dei carri armati, Hitler ha lanciato un’offensiva di una violenza che non ha precedenti contro Stalingrado e il Caucaso. Egli ha tentato di impadronirsi rapidamente di Stalingrado e del Caucaso perseguendo due fini: tagliare il Volga e prendere Baku, per poi avanzare verso nord contro Mosca e sfondare a sud fino al Golfo Persico.

Nello stesso tempo i fascisti giapponesi dovevano concentrare le loro forze in Manciuria per prepararsi a un’offensiva in Siberia, dopo la caduta di Stalingrado. Hitler credeva di riuscire a indebolire la potenza dell’Unione Sovietica a tal punto da poter poi spostare dal fronte sovietico il grosso dell’esercito tedesco per prepararsi, sul fronte occidentale, all’eventualità di un’offensiva anglo-americana, impadronirsi delle risorse del Vicino Oriente e congiungersi con le truppe giapponesi; nello stesso tempo, ciò avrebbe permesso al grosso delle forze giapponesi di ritirarsi dal nord e, non avendo da preoccuparsi per le loro retrovie, di dirigersi verso l’occidente e il sud, contro la Cina, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. In queI modo Hitler contava di assicurare la vittoria al campo fascista.

Ma come sono andate le cose in questa fase? Hitler si è trovato di fronte la tattica sovietica che gli è stata fatale. L’Unione Sovietica ha adottato la politica di attirare in un primo tempo il nemico all’interno del territorio e di opporgli in seguito una tenace resistenza. In cinque mesi di combattimento l’esercito tedesco non è riuscito né a penetrare nei campi di petrolio del Caucaso né a prendere Stalingrado e Hitler è stato costretto ad arrestare le sue truppe ai piedi di alte montagne e di fronte alle mura di una città inespugnabile senza poter né avanzare né indietreggiare e subendo perdite enormi; si è trovato così in una situazione senza via d’uscita.

Siamo già in ottobre e arriva l’inverno; presto finirà la terza fase della guerra e avrà inizio la quarta. Non uno dei piani strategici di attacco di Hitler contro l’Unione Sovietica ha avuto successo. In questo periodo Hitler, tenendo conto dello scacco subito l’estate scorsa per aver diviso le sue truppe, ha concentrato le forze sul fronte meridionale, ma ha tentato ancora di raggiungere con un sol colpo i due obiettivi di tagliare il Volga a oriente e di conquistare il Caucaso a sud e quindi ha continuato ancora a dividere le sue forze. Egli non si è reso conto che le sue forze reali non corrispondevano alle sue ambizioni; di conseguenza adesso si trova sull’orlo del precipizio: “quando il bilanciere non ha alle estremità un gancio per fermarli, i due carichi sono destinati a cadere”. Al contrario, l’Unione Sovietica più combatte e più diventa forte. Con la sua saggia direzione strategica, Stalin si è assicurato pienamente l’iniziativa e ovunque spinge Hitler verso la rovina. La quarta fase della guerra, che avrà inizio quest’inverno, segnerà l’approssimarsi della fine di Hitler.

Se si paragona la situazione di Hitler nella prima e nella terza fase della guerra, possiamo vedere come egli sia alla vigilia della sconfitta definitiva. Attualmente, sia a Stalingrado sia nel Caucaso l’Esercito rosso ha già di fatto fermato l’offensiva tedesca; Hitler è al limite delle sue energie e l’offensiva contro Stalingrado e il Caucaso è fallita. Le poche forze che è riuscito a raccogliere in tutto il periodo invernale, dal dicembre dell’anno scorso al maggio di quest’anno, sono già esaurite.

 Proprio nel momento in cui, tra meno di un mese, giungerà l’inverno sul fronte sovietico-tedesco, Hitler dovrà passare in tutta fretta alla difensiva. Tutta la zona a occidente e a sud del Don sarà per lui la più vulnerabile, perché qui l’Esercito rosso passerà alla controffensiva.

Quest’inverno, assillato dalla paura della fine, Hitler tenterà ancora  una volta di riorganizzare le sue truppe. Forse gli sarà ancora possibile, raccogliendo  i resti delle sue forze, mettere assieme alcune nuove divisioni; inoltre chiamerà in  aiuto i suoi tre compari fascisti, l’Italia, la Romania e l’Ungheria e chiederà loro di  fornirgli carne da cannone per tentare di uscire dalla situazione critica sui fronti  orientale e occidentale. Ma egli dovrà far fronte a perdite enormi durante la  campagna invernale sul fronte orientale e deve aspettarsi l’apertura di un secondo  fronte a occidente; quanto all’Italia, alla Romania e all’Ungheria, esse, demoralizzate  davanti alla prospettiva dell’inevitabile crollo di Hitler, si allontaneranno da lui ogni  giorno di più. In breve, dopo il 9 ottobre, a Hitler è rimasta aperta soltanto una via, quella che conduce alla tomba.

Vi è qualcosa di comune tra la difesa di Stalingrado da parte dell’Esercito rosso  durante questi quarantotto giorni e la difesa di Mosca dell’anno scorso: la difesa  di Stalingrado ha sventato il piano di Hitler di quest’anno, così come la difesa di  Mosca fece fallire il suo piano dell’anno scorso. La differenza consiste nel fatto che

l’Esercito rosso, malgrado la controffensiva invernale che ha intrapreso subito  dopo la difesa di Mosca, ha dovuto far fronte quest’anno a un’offensiva estiva delle  truppe tedesche, in primo luogo perché alla Germania e ai suoi soci europei  restavano ancora forze disponibili e in secondo luogo perché la Gran Bretagna  e gli Stati Uniti ritardavano l’apertura del secondo fronte. Ma dopo la battaglia per  la difesa di Stalingrado, la situazione sarà completamente diversa.

Da una parte l’Unione Sovietica lancerà una seconda controffensiva invernale di ampiezza  eccezionale, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti non potranno rinviare oltre  l’apertura del secondo fronte (sebbene sia impossibile stabilirne la data esatta) e  i popoli d’Europa, a loro volta, saranno pronti a rispondere con l’insurrezione.

Dall’altra, poiché la Germania e i suoi soci europei non hanno più la forza di  intraprendere un’offensiva su vasta scala, a Hitler non rimarrà altro che passare completamente alla difesa strategica. Non appena Hitler sarà costretto a passare alla difesa strategica, la sorte del fascismo sarà segnata. Uno Stato fascista come quello di Hitler poggia fin dalla nascita la sua vita politica e militare sull’offensiva e con la fine dell’offensiva ha termine anche la sua vita. La battaglia di Stalingrado fermerà l’offensiva fascista; questa battaglia ha un carattere decisivo.

Questo suo carattere decisivo determinerà tutto il corso della guerra mondiale. Hitler ha di fronte tre potenti nemici: primo l’Unione Sovietica, secondo l’Inghilterra e gli Stati Uniti, terzo i popoli dei territori occupati dalla Germania. Sul fronte orientale, simile a una fortezza inespugnabile, sta l’Esercito rosso, che continuerà le sue controffensive per tutto il secondo inverno e oltre; questa è la forza che deciderà l’esito di tutta la guerra e il destino dell’umanità. Sul fronte occidentale, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, anche se continuano ad adottare una politica di attesa e di temporeggiamento, apriranno presto o tardi il secondo fronte non appena giungerà il momento di “attaccare la tigre già morta”. Esiste inoltre un fronte interno contro Hitler: la grande insurrezione popolare che matura in Germania, in Francia e nelle altre parti d’Europa. Appena si scatenerà la controffensiva generale dell’Unione Sovietica e tuoneranno i cannoni del secondo fronte, i popoli d’Europa risponderanno con l’apertura di un terzo fronte.

L’offensiva convergente contro Hitler su questi tre fronti sarà il grande fatto storico che seguirà alla battaglia di Stalingrado. La vita politica di Napoleone terminò a Waterloo, ma fu la disfatta di Mosca che decise la sua sorte. Oggi Hitler segue la via di Napoleone e la battaglia di Stalingrado ha segnato la sua fine. Questa situazione si ripercuoterà direttamente sull’Estremo Oriente. L’anno prossimo non promette niente di buono neanche al fascismo giapponese. Con il tempo i suoi guai aumenteranno sempre più, fino a che non precipiterà nella tomba. Chiunque tragga conclusioni pessimiste dalla situazione internazionale dovrà modificare il suo punto di vista.

EL PUNTO DECISIVO EN LA SEGUNDA GUERRA MUNDIAL (12 de octubre de 1942)

* Editorial escrito por el camarada Mao Tse-tung para el Diario de la Liberación de Yenán.
La batalla de Stalingrado fue comparado por la prensa británica y estadounidense en la batalla de Verdún y el “Verdún rojo” ahora es famoso en todo el mundo. Pero esta comparación no es del todo feliz. La batalla de Stalingrado es diferente a su propio carácter de Verdún en la Primera Guerra Mundial. Pero hay algo común entre ellos: entonces, como ahora muchos están confundidos por la ofensiva alemana y se supone que Alemania aún puede ganar la guerra. La Primera Guerra Mundial terminó en el invierno de 1918 y en 1916 el ejército alemán lanzó varias ofensivas contra la fortaleza francesa de Verdún. Las operaciones se llevó a cabo bajo el mando del príncipe heredero de Alemania y las fuerzas lanzadas en esta batalla fueron los mejores del ejército alemán. La batalla fue decisiva. Tras el fracaso de feroces ataques alemanes, todo el bloque-austro-alemana-turca de Bulgaria se encontró en una situación sin salida, sus dificultades aumentaban de día en día, la rebelión llegó a sus filas, a continuación, se hizo cargo del desintegración y el colapso al fin. Pero en el momento de la anglo-estadounidense-francesa entiende esta situación, consideró que el ejército alemán sigue siendo muy potente y no se dio cuenta de que su victoria estaba cerca. A lo largo de la historia humana, todas las fuerzas reaccionarias de plomo en Peligro de Extinción, invariablemente, una última y desesperada contra las fuerzas revolucionarias. A menudo, los revolucionarios temporalmente inducidos en error por el fenómeno de la fuerza aparente que oculta una debilidad interna, no alcanzan a comprender este hecho esencial, que el enemigo está llegando a su fin y se acercan a la victoria.
La aparición de las fuerzas fascistas y las guerras de agresión que llevan varios años son precisamente la expresión de la lucha de este último y desesperado de las fuerzas reaccionarias en la guerra actual y el ataque contra Stalingrado es una expresión de la última y desesperada, lucha fascista de las fuerzas mismas. Frente a este punto de inflexión histórico, también hay muchas personas en el mundo anti-fascista que se quedan para engañar a feroces del fascismo y que no han podido ver su verdadera esencia. Una batalla de amargura que no tiene precedentes en la historia humana se ha prolongado durante cuarenta y ocho días a partir de 23 de agosto, cuando las tropas alemanas han pasado la curva del Don y provocó un ataque general contra Stalingrado, hasta el 9 de octubre, cuando La Oficina de Información ha anunciado que el Ejército Rojo soviético se había roto el cerco alemán de la zona industrial, ubicada en el noroeste de la ciudad, donde parte de las tropas alemanas habían invadido 15 de septiembre. Al final de la batalla fue ganada por las fuerzas soviéticas. En estos cuarenta días, las noticias llegan a diario de esta ciudad en el desarrollo de la batalla celebrada en las puntuaciones de ansiedad y cientos de millones de hombres y han sido para ellos es motivo de tristeza o de alegría. Esta batalla no es sólo un punto de inflexión en la guerra soviético-alemán, e incluso en una guerra mundial contra el fascismo, sino que representa un punto de inflexión en la historia de la humanidad. En estos cuarenta días, la atención de personas en todo el mundo se señaló en Stalingrado, incluso más de lo que había estado en Moscú en octubre del año pasado.
Antes de su victoria en el frente occidental, Hitler pareció prudente. En su ataque contra Polonia, Noruega, Holanda, Bélgica, Francia y los Balcanes, concentró todas sus fuerzas en un solo objetivo, sin atreverse a desviar su atención de eso. Pero después de su victoria en el Oeste, a la izquierda ebrios de éxito y trató de derrotar a la Unión Soviética en tres meses. Se desató una ofensiva contra este país socialista, enorme y poderoso en todos los frentes, desde Murmansk, en el norte de la península de Crimea en el sur y, al hacerlo, dispersó sus fuerzas. El fracaso de la ofensiva emprendida contra Moscú en octubre del año pasado marcó el final de la primera fase de la guerra soviético-alemán, que no cumplió el primer plan estratégico de Hitler.
El Ejército Rojo detuvo la ofensiva alemana el año pasado y durante el invierno pasado la contraofensiva en todos los frentes, y esto constituye la segunda fase de la guerra entre Alemania y Rusia. Hitler tuvo que retirarse y ponerse a la defensiva. Mientras tanto, despidió a su comandante en jefe de von Brauchitsch, asumió el mando personal, decidió abandonar el plan y la ofensiva general, las fuerzas se reunieron en Europa todo lo cual podría ser, preparó su última ofensiva, aunque limitada a los frentes del Sur , se considera crucial para lograr los sectores vitales de la Unión Soviética. Como se trataba de una ofensiva decisiva y que dependía de la suerte de fascismo, Hitler concentró enormes fuerzas e incluso se trasladó algunos de los aviones y tanques que operaban en el norte de África. Con el ataque alemán contra Kerch y Sebastopol en mayo de este año, la guerra entró en su tercera fase. Prepare un ejército de más de 1.500.000 hombres, que tenían el apoyo de la mayoría de la aviación y los tanques, Hitler lanzó una ofensiva de violencia que no tiene precedente en contra de Stalingrado y el Cáucaso. Él ha tratado de dominar rápidamente de Stalingrado y el Cáucaso persigue dos objetivos: cortar el Volga y tomar Bakú, a continuación, desplazarse hacia el norte en contra de Moscú y la empujó hacia el sur hasta el Golfo Pérsico.
Al mismo tiempo, los fascistas japoneses iban a concentrar sus fuerzas en preparación para una ofensiva en Manchuria, Siberia, después de la caída de Stalingrado. Hitler pensaba que era capaz de debilitar el poder de la Unión Soviética, por lo que puede pasar de la Unión Soviética para preparar a la mayor parte del ejército alemán en el frente occidental, la posibilidad de ofensiva anglo-estadounidense, aprovechando los recursos de Cercano Oriente y unirse a las tropas japonesas, a la vez, esto permitiría que la mayor parte de las fuerzas japonesas a retirarse del norte y, no teniendo nada que preocuparse por su parte trasera, a la cabeza al oeste y al sur, en contra de China, Gran Bretaña y los Estados Unidos. En los que Hitler tuvo que asegurar la victoria en el campo fascista.
Pero, ¿cómo van las cosas en este momento? Hitler se encontró frente a la táctica soviética que resultó fatal. La Unión Soviética ha adoptado una política de atracción en un primer momento dentro del territorio del enemigo y oponerse a él después de una tenaz resistencia. En cinco meses de lucha contra el ejército alemán no ha podido penetrar en los campos de petróleo del Cáucaso, o de tomar Stalingrado, y Hitler se vio obligado a detener sus tropas al pie de altas montañas y frente a las murallas inexpugnables de una ciudad sin no puede ni avanzar ni retroceder, y sufren enormes pérdidas, por lo que se encontró en una situación sin salida.
Ya estamos en octubre y el próximo invierno y pronto se terminará la tercera fase de la guerra y se iniciará la cuarta. Ni uno solo de los planes estratégicos de ataque de Hitler contra la Unión Soviética ha sido un éxito. Durante este período de Hitler, teniendo en cuenta su fracaso en el verano pasado que dividió a sus tropas, las fuerzas concentradas en el frente sur, pero aún así trató de ponerse al día con un solo golpe el doble objetivo de cortar el Volga en el este y la conquista del Cáucaso en el sur y luego continuaba a dividir sus fuerzas. No se ha dado cuenta de que sus fuerzas no se correspondía con sus ambiciones reales, y por lo tanto ahora se encuentra al borde del precipicio: “. Cuando la barra tiene un gancho en cada extremo de detenerlos, los dos cargas están destinados a caer” En contraste, la Unión Soviética luchó más y más se hace más fuerte. Con su sabia dirección estratégica, Stalin estaba totalmente asegurado, en cualquier iniciativa de Hitler empuja hacia la destrucción. La cuarta fase de la guerra, que comenzará este invierno, se celebrará el próximo fin de Hitler.

Si se compara la situación a Hitler en la primera fase y la tercera parte de la guerra, podemos ver la forma en que se encuentra en vísperas de la derrota final. En la actualidad, tanto en Stalingrado y el Cáucaso, el Ejército Rojo ha hecho, ya se detuvo la ofensiva alemana, Hitler es el límite de sus energías y la ofensiva contra Stalingrado y el Cáucaso ha fallado. Los pocos que logró reunir fuerzas durante todo el invierno, desde el año pasado mes de diciembre a mayo de este año, ya se han agotado.
Justo cuando, en menos de un mes, viene el invierno en el frente soviético-alemán, Hitler tendrá que ir a toda prisa a la defensa. Toda la zona al oeste y al sur del Don será su más vulnerables, porque aquí el Ejército Rojo se vaya a la barra.
Este invierno, plagado por el miedo de la final, Hitler, una vez más tratar de reorganizar sus tropas. Tal vez todavía es posible, la recogida de los restos de sus fuerzas, juntar algunas divisiones nuevas, también llamados para ayudar a sus tres compañeros de la Italia fascista, Rumania y Hungría, y pida que le provean carne de cañón de a tientas de la crítica situación en los frentes oriental y occidental. Sin embargo, se enfrentará a enormes pérdidas durante la campaña de invierno en el frente oriental, y hay que esperar para abrir un segundo frente en el oeste, como Italia, Rumania y Hungría, que, desmoralizados ante la perspectiva de la inevitable colapso Hitler, se apartarán de él todos los días. En resumen, después de 09 de octubre, Hitler se dejó abierta una sola manera, que conduce a la tumba.
Hay algo común entre la defensa de Stalingrado por el Ejército Rojo durante estos cuarenta días y la defensa de Moscú el año pasado: la defensa de Stalingrado ha frustrado el plan de Hitler de este año, así como la defensa de los Moscú envió su plan al fracaso el año pasado. La diferencia consiste en el hecho de que
el Ejército Rojo, a pesar de la contraofensiva de invierno, que comenzó inmediatamente después de la defensa de Moscú, se ha enfrentado este año en la ofensiva de verano de las tropas alemanas, sobre todo porque Alemania y sus socios europeos no estaban aún disponibles las fuerzas y en segundo lugar, porque Gran Bretaña y Estados Unidos retrasó la apertura del segundo frente. Pero después de la batalla por la defensa de Stalingrado, la situación será diferente.
Por un lado, la Unión Soviética pondrá en marcha un segundo invierno contraofensiva de gran magnitud, Gran Bretaña y los Estados Unidos no se puede aplazar la apertura de un segundo frente, así (aunque es imposible determinar la fecha exacta) y los pueblos de Europa, en tiempo, estará listo para responder a la insurgencia.
El otro, ya que Alemania y sus socios europeos ya no tienen la fuerza para llevar a cabo a gran escala ofensiva, Hitler no se limitó a permanecer completamente cambiar a la defensa estratégica. Tan pronto como Hitler se ve obligado a trasladarse a la defensa estratégica, el destino del fascismo será marcado. Un Estado fascista como el de Hitler se encuentra desde su nacimiento, su vida política y militar en la zona ofensiva y la ofensiva también ha completado su vida. La batalla de Stalingrado se detiene la ofensiva fascista, y esto tiene una batalla decisiva.
Esto determinará el carácter decisivo en el transcurso de la Segunda Guerra Mundial. Hitler se ha enfrentado a tres poderosos enemigos: en primer lugar de la Unión Soviética, de acuerdo con Gran Bretaña y Estados Unidos, un tercio de los habitantes de los territorios ocupados por Alemania. En el frente oriental, como una fortaleza inexpugnable, es el Ejército Rojo, que continuará con sus contraofensivas en todo el segundo invierno y más allá, esta es la fuerza que decidirá el resultado de la guerra y el destino de la humanidad. En el frente occidental, Gran Bretaña y los Estados Unidos, a pesar de que sigan aplicando una política de esperar y esperar y, tarde o temprano va a abrir un segundo frente cuando llegue el momento de “atacar al tigre ya muerto.” Hay también un frente interno contra Hitler: el gran levantamiento popular, que vence en Alemania, Francia y otras partes de Europa. Tan pronto como se desató una contraofensiva general tuoneranno Unión Soviética y los cañones del segundo frente, los pueblos de Europa responderá con la apertura de un tercer frente.
La ofensiva contra Hitler que convergen en estos tres frentes será el gran hecho de la historia que siguió a la batalla de Stalingrado. La vida política de Napoleón en Waterloo terminó, pero fue la derrota de Moscú, que decidió su destino. Hitler ahora sigue la ruta de Napoleón y la batalla de Stalingrado marcó su fin. Esta situación tiene un impacto directo en el Lejano Oriente. El año que viene no augura nada bueno ni el fascismo japonés. Por el momento sus problemas aumentarán más y más, hasta que se caiga en la tumba. Cualquier persona que sacar conclusiones pesimistas de la situación internacional va a cambiar su punto de vista.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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