V.I.Lenin- Lettera al collegio russo del CC del POSDR

Lettera al collegio russo del CC del POSDR

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   [Scritta nel dicembre del 1910 il collegio russo del CC del POSDR era un organo composto di bolscevichi, menscevichi, socialdemocratici polacchi e lettoni e bundisti ed era noto anche come collegio del CC operante in Russia (esistette dal 1908 fino al 1910). Cfr. Lenin, Opere complete, v. 17.]

   Nellla vita all’estero del Partito operaio socialdemocratico di Russia si sono verificati in questi ultimissimi tempi fatti i quali attestano chiaramente che la “crisi di unificazione” del partito si approssima alla fine. Ritengo perciò mio dovere comunicarvi, a puro titolo di informazione quale importanza abbiano gli ultimi avvenimenti, quale debba essere (in base a tutto l’andamento delle cose) l’epilogo imminente e quale posizione occupino i bolscevichi ortodossi.

   Nel n. 23 del Golos Martov, nell’articolo Dove siamo giunti? si fa beffe della sessione plenaria, del fatto che il collegio russo del CC in un anno non s’è riunito una sola volta e che non è stato fatto nulla per attuare le decisioni prese. Egli “dimentica” di aggiungere, naturalmente, che è stato precisamente il gruppo liquidatore dei signori Potresov a sabotare il CC russo: il noto fatto del rifiuto di Michail, Romanov e Jurij e la loro dichiarazione che la stessa esistenza del CC sarebbe dannosa. Il CC in Russia è stato sabotato. Martov ne esulta. Che ne esultino pure i vperiodisti, non c’è neanche bisogno di dirlo (questa esultanza si avverte già nel n. 1 della raccolta del Vperiod) esultando, Martov si è troppo affrettato a chiaccherare. Nell’entusiasmo egli grida: “La loro

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legalità [quella dei bolscevichi o del “blocco bolscevico-polacco”] uccide”. Con ciò vuol dire che, grazie al sabotaggio del CC da parte dei liquidatori, una legale via d’uscita di partito dalla situazione che si è creata non esiste. E per i liquidatori, naturalmente, non c’è niente di più piacevole di una situazione in cui il partito non ha una via d’uscita.

   Martov si è troppo affrettato. I bolscevichi hanno ancora nelle loro mani un mezzo arcilegale appositamente previsto dalla sessione plenaria e pubblicato (a nome della sessione plenaria) nel n. 11 dell’organo centrale. Questo mezzo è la richiesta di restituzione del denaro, dato il palese mancato adempimento da parte dei sostenitori del Golos e dei vperiodisti, della condizione di sciogliere le frazioni e di lottare contro il liquidatorismo e l’otzovismo. Poiché è stato proprio a queste condizioni, chiaramente precisate, che i bolscevichi hanno consegnato il loro denaro al CC.

   E così il 5 dicembre (nuovo calendario) i bolscevichi, che alla sessione plenaria avevano sottoscritto le condizioni, hanno richiasto che venisse loro restituito il denaro. Legittimamente questa richiesta porterà alla convocazione della sessione plenaria. E se, dice la risoluzione della sessione plenaria, “non si riuscirà” (letteralmente!) a convocare la sessione plenaria nei tre mesi successivi al giorno della richiesta, verrà convocata una commissione di cinque membri del CC: tre fra i nazionali, un bolscevico e un menscevico.

   A questo punto i sostenitori del Golos si sono immediatamente traditi. Uno dei loro, Igor, membro dell’Ufficio estero del CC, cominciando a vederci chiaro nella politica dei liquidatori russi, ha dichiarato di essere contrario alla sessione plenaria. Egli, dice, è per la commissione. Qui la violazione della legalità da parte dei sostenitori del Golos è evidente, poiché la sessione plenaria si può convocare anche prima che siano trascorsi i tre mesi. Dopo la richiesta non si può nemmeno sollevare la questione della commissione.

   Il calcolo del liquidatore Igor, che rende un vero servigio ai traditori del partito, i signori Potresov e soci, è semplicis-

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simo: la sessione plenaria è sovrana e quindi la sua convocazione apre la possibilità di una via d’uscita da tutta la crisi del partito. La commissione invece non è sovrana, non ha alcun diritto, tranne quello di esaminare il reclamo (reclamo che verrà o meno soddisfatto dai tre tedeschi). Quindi, dopo aver sabotato il CC russo, i liquidatori (e i loro servi all’estero: i sostenitori del Golos) sabotano ora qualsiasi CC. Vedremo ancora se questo sabotaggio riuscirà loro. I polacchi in seno all’Ufficio estero del CC votano per la sessione plenaria. Ora tutto dipende dai lettoni e dai bundisti, che non hanno ancora risposto. Il nostro rappresentante nell’Ufficio

   [Il rappresentante dei bolscevichi era A.N. Semaško.]

ha presentato e distribuito una decisa protesta contro Igor (di cui, insieme alla dichiarazione di quest’ultimo, viene qui acclusa copia).

   La questione è ora chiara. La lotta per la sessione plenaria è lotta per la legalità, lotta per il partito. La lotta dei sostenitori del Golos contro la sessione plenaria è lotta contro una via d’uscita di partito dalla crisi, contro la legalità.

   Plechanov e i suoi amici,

   [Ossia i cosiddetti menscevichi partitisti che in quel periodo collaborarono con i bolscevichi contro i liquidatori.]

che abbiamo informato di ogni passo, sono pienamente d’accordo con noi circa la necessità della sessione plenaria. Sono anch’essi per la sessione plenaria, il progetto di un nostro intervento comune in questo senso viene ora discusso, e nel prossimo futuro, o scenderemo in campo con una dichiarazione assieme coi plechanoviani, o apparirà un articolo sulla questione nell’organo centrale.

   Inoltre il 26 novembre (nuovo calendario) Trotskij ha fatto passare, nel cosiddetto club di partito viennese (circolo di trotzkisti, di emigrati: marionette nelle mani di Trotskij), una risoluzione che ha poi pubblicato anche in un foglio a parte. Ve lo accludo.

   Qui è stata dichiarata apertamente la guerra alla Rabocaja gazeta,

   [Rabocaja gazeta (giornale operaio), giornale popolare bolscevico pubblicato a Parigi tra il 1910 e il 1912.]

organo di stampa dei bolscevichi e dei plecha-

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noviani. Gli argomenti non sono nuovi. La dichiarazione, secondo cui oggi non esiste una “base di principio” per la lotta contro i sostenitori del Golos e i vperiodisti, è il nec plus ultra del comico e dell’ipocrisia. E’ a tutti noto che costoro non pensavano nemmeno di sciogliere le loro frazioni, che di fatto i seguaci del Golos appoggiano in tutto e per tutto i liquidatori, Potresov e soci, che i vperiodisti avevano organizzato (con mezzi di cui si conosce la provenienza) una scuola di frazione all’estero, nella quale si insegnava il machismo, si insegnava che l’otzovismo è una “sfumatura legittima” (letteralmente dalla loro piattaforma), ecc., ecc.

   L’invito di Trotskij a un lavoro “concorde” del partito con i sostenitori del Golos e i vperiodisti è un’ipocrisia ripugnante e una frase vuota. E’ a tutti noto che per un anno intero dopo la sessione plenaria costoro (col segreto appoggio di Trotskij) hanno lavorato “concordi” contro il partito. In realtà, per una nno intero hanno svolto insieme un lavoro di partito concorde solo i bolscevichi e i plechanoviani, e nell’organo centrale, e nella Rabocaja gazeta, e a Copenhagen, e nei giornali legali russi.

   Ma, se non sono nuove le sortite di Trotskij contro il blocco dei bolscevichi e dei plechanoviani, è nuova la conclusione della sua risoluzione: il club viennese (vale a dire Trotskij) ha organizzato “un fondo di tutto il partito per la preparazione e la convocazione di una conferenza del POSDR”.

   E questo è nuovo. E’ un passo verso la scissione. E’ un’aperta violazione della legalità del partito e l’inizio di un’avventura di Trotskij, che si romperà il collo. E’ evidente che si tratta di una scissione. Il passo di Trotskij, il “fondo” di Trotskij appoggiano esclusivamente i sostenitori del Golos e i vperiodisti. Di una partecipazione dei bolscevichi e dei plechanoviani non è neanche il caso di parlare. I liquidatori (del Golos) appoggiarono Trotskij già a Zurigo; ciò è comprensibile. E’ del tutto possibile e verosimile che Trotskij riecsa a impossessarsi dei “noti” “fondi” dei vperiodisti. Di conseguenza, voi lo capite, il carattere avventuristico della sua impresa non farà che accentuarsi

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   E’ chiaro che quest’impresa viola la legalità del partito, poiché del CC non si dice nemmeno una parola, e solo il Comitato centrale può convocare una conferenza. Ma non basta; Trotskij, che nell’agosto scacciava di sua testa il rappresentante del CC russo presso la Pravda, abbandonava così egli stesso ogni legalità, trasformando la Pravda da organo appoggiato da un rappresentante del CC in un organo puramente frazionistico.

   Conclusione: la questione si è delineata, la situazione si è chiarita. I vperiodisti hanno raccolto i “noti” “fondi” per la lotta contro il partito, per la difesa della “sfumatura legittima” (otzovismo). Nell’ultimo numero della Pravda (e nella sua relazione a Zurigo) Trotskij civetta a tutto spiano con i vperiodisti. I liquidatori in Russia hanno sabotato il CC russo. I liquidatori all’estero vogliono sabotare la sessione plenaria all’estero, cioè ogni CC. Giovandosi di questa “violazione della legalità”, Trotskij si appresta alla scissione organizzativa, creando il “suo” fondo per la “sua” conferenza.

   Le parti sono state distribuite. I sostenitori del Golos difendono Potresov e soci come “sfumatura legittima”. I vperiodisti difendono l’otzovismo come “sfumatura legittima”. Trotskij vuole difendere “in maniera popolare” gli uni e gli altri e convocare la sua conferenza (forse col denaro dei vperiodisti). Alleanza a tre (Potresov + Trotskij + Maksimov) contro l’alleanza a due (bolscevichi + plechanoviani). Lo schieramento è ultimato. La lotta è cominciata.

  Voi capite perché definisco il passo di Trotskij un’avventura. Esso è un’avventura in tutti i sensi.

   E’ un’avventura nel senso ideologico. Trotskij raggruppa tutti i nemici del marxismo, riunendo Potresov e Maksimov, che odiano il blocco “plechanoviano-leninista” (come essi amano esprimersi). Trotskij riunisce tutti coloroai quali è caro e fa piacere lo sfacelo ideologico; tutti coloro che non hanno niente a che vedere con la difesa del marxismo; tutti i filistei che non comprendono per che cosa si lotta e che non desiderano imparare, pensare, cercare di scoprire le radici ideologi-

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che del dissenso. In questi nostri tempi di scompiglio di sfacelo e di esitazioni, Trotskij può agevolmente essere l’”eroe di un’ora”, raccogliere attorno a sé tutto il bastardume. Ma il fallimentodi questo tentativo sarà tanto più grandioso quanto più apertamente sarà stato fatto.

   E’ un’avventura nel senso politico e di partito. Vi sono oggi tutti i segni che l’unificazione reale del partito socialdemocratico è possibile solo sul terreno di un sincero ed irrevocabile rifiuto del liquidatorismo e dell’otzovismo. E’ chiaro che Potresov (e i sostenitori del Golos) e i vperiodisti non hanno ripudiato né l’uno né l’altro. Trotskij li riunisce, ingannando fraudolentemente sé stesso, ingannando il partito, ingannando il proletariato. Di fatto Trotskij non conseguirà nient’altro che il rafforzamento dei gruppi antipartito di Potresov e Maksimov. Il fallimento di quest’avventura è inevitabile.

 Infine, è un’avventura organizzativa. Una conferenza col “fondo” di Trotskij e senza il CC è la scissione. L’iniziativa resti a Trotskij. La responsabilità ricada su di lui.

   Tre parole d’ordine esauriscono la sostanza dell’attuale situazione del partito:

  1) Rafforzamento e ogni sorta di appoggio all’unione e alla raccolta dei plechanoviani e dei bolscevichi per la difesa del marxismo, per la resistenza allo sfacelo ideologico, per la lotta contro il liquidatorismo e l’otzovismo.

  2) Lotta per la sessione plenaria: per una via d’uscita legale alla crisi del partito.

   3) Lotta contro l’avventura scissionistica e senza principii di Trotskij, che riunisce Potresov e Maksimov contro la socialdemocrazia.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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