V.I Lenin; I liquidatori contro il partito

I liquidatori contro il partitoImage

   [Dall’articolo con lo stesso titolo, pubblicato nel Sotsialdemokrat, 1912, n. 26. Cfr. Lenin, Opere complete, v. 18.]

   Messi con le spalle al muro, i gruppi e i circoli dei liquidatori non si limitano a una campagna di calunnie contro il partito. Essi tentano di convocare una loro conferenza e, naturalmente, prendono tutti i provvedimenti per dare al comitato d’organizzazione

   [Organismo costituito nel gennaio 1912 dai liquidatori.]  che la vuole convocare l’apparenza di un “organismo di partito”, “non frazionista”, “unificatore”. Sono così comodi questi termini… quando bisogna far abboccare all’amo dei liquidatori tutti coloro che per qualsiasi ragione sono insoddisfatti della conferenza del partito! A Trotskij è stato dato l’incarico di decantare tutte le benemerenze del comitato d’organizzazione e dell’imminente conferenza dei liquidatori: a chi dunque affidare quest’incarico se non all’”unificatore di professione”? Ed egli ha decantato… con tutti i caratteri che la tipografia di Vienna ha a sua disposizione: così, “i vperiodisti, i seguaci del Golos, i bolscevichi e i menscevichi partitisti, i cosiddetti liquidatori e coloro che non appartengono a nessuna frazione – in Russia e all’estero – appoggiano decisamente l’attività”… del comitato d’organizzazione (Pravda, n. 24).

   Il poveretto ha ancora una volta… mentito e ancora una  volta ha fatto male i conti. Il blocco, sotto sotto l’egemonia dei liquidatori, dopo essersi preparato con tanto chiasso contro la conferenza del 1912, sta sfasciandosi, e sta sfasciandosi perché i liquidatori hanno mostrato troppo palesemente le loro orecchie d’asino. I polacchi si sono rifiutati di partecipare al comitato d’organizzazione; Plechanov, dopo uno scambio di  lettere con un rappresentante di quest’ultimo, ha chiarito alcuni particolari curiosi: 1) si suppone che la conferenza debba essere “costitutiva”, cioè non una conferenza del POSDR, ma di un qualche nuovo partito; 2) alla base della sua convocazione sta un principio “anarchico”; 3) “la conferenza viene convocata dai liquidatori”. Dopo che il compagno Plechanov aveva chiarito queste circostanze non ci ha potuto stupire il fatto che i cosiddetti bolscevichi (?!) conciliatori abbiano preso il coraggio a due mani e abbiano deciso di denunciare Trotskij per avere egli… detto una menzogna quando li ha elencati fra i sostenitori del comitato d’organizzazione. “Questo comitato d’organizzazione, nella sua composizione attuale, con la sua chiara tendenza a imporre a tutto il partito l’atteggiamento che esso ha assunto verso i liquidatori, con quei principii di anarchia organizzativa ch’esso ha posto a base della sua integrazione, non garantisce affatto la convocazione di una conferenza che sia effettivamente di tutto il partito”; così oggi i nostri “partitisti”, fattisi coraggio, giudicano il comitato d’organizzazione.

Non ci è noto dove sono oggi i nostri “sinistri” fra i “sinistri”, i vperiodisti, che si erano affrettati a suo tempo a dichiarare la loro simpatia per il comitato d’organizzazione, ma la cosa non ha importanza: importante è il carattere liquidatorista della conferenza che il comitato d’organizzazione vuole convocare è stato stabilito da Plechanov con una chiarezza irrefutabile, e che gli intelletti di statisti dei “conciliatori” hanno dovuto inchinarsi davanti a questo fatto. Chi è dunque rimasto? I liquidatori dichiarati e Trotskij…

La base dell’alleanza è chiara: i liquidatori si servono “come prima” della completa libertà di applicare la loro linea nel Zivoe Delo  [Zivoe delo (La causa vitale), settimanale legale menscevico, pubblicato a Piertroburgo nel 1912.] e nella Naša zarja, e Trotskij, dall’estero, li  copre con una fraseologia rivoluzionaria che a lui non costa nulla e non impegna a nulla i liquidatori.    Da questa

storia sgorga una piccola lezione per coloro che all’estero sospirano dietro l’unità e che recentemente hanno redatto il foglio Za partiju.    [Za partiju (Per il partito), foglio dei gruppi menscevichi pubblicato saltuariamente a Parigi tra il 1912 e il 1914.]

 Per edificare il partito non basta saper gridare “unità”, bisogna anche avere un programma politico, un programma di azioni politiche. Il blocco fra i liquidatori, Trotskij, i vperiodisti, i polacchi, i bolscevichi (?) partitisti, i menscevichi di Parigi, ecc., ecc., ecc. era anticipatamente condannato a uno scandaloso fallimento, poiché eracostruito sull’assenza di principii, sull’ipocrisia e sulla vuota fraseologia. E non sarebbe male che coloro che sospirano decidano finalmente per sé il difficilissimo ed estremamente complesso problema: con chi vogliamo l’unità? Se con i liquidatori, perché non dirlo senza tante smancerie; se sono contro l’unificazione con i liquidatori, dietro a quale unità essi sospirano?

   La conferenza di gennaio e le istanze da essa elette sono l’unica cosa che oggi unisca effettivamente tutti i militanti del POSDR in Russia. Al di fuori di essa vi sono soltanto le promesse dei bundisti e di Trotskij di convocare la conferenza liquidatrice del comitato di organizzazione e i fumi del liquidatorismo che hanno dato alla testa ai “conciliatori”.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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