V.I.Lenin : Dal campo del partito “operaio” di Stolypin (dedicato ai nostri pacificatori e conciliatori )

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 [Pubblicato nel Sotsialdemokrat,  il 1° settembre (14) 1911, n. 23. Cfr. Lenin, Opere complete, v. 17.]

   La corrispondenza del compagno K.  [In questa corrispondenza (pubblicata nel n. 23, 1911 del Sotsialdemokrat) si comunicava che un menscevico di Pietroburgo aveva proposto di sostituire il partito con dei “gruppi d’iniziativa” per un’attività educativa legale.]  merita di essere considerata con la massima attenzione da tutti coloro che hanno caroil nostro partito. E’ difficile figurarsi un migliore smascheramento della politica dei sostenitori del Golos (e della loro diplomazia), una migliore confutazione delle concezioni e delle speranze dei nostri “pacificatori e conciliatori”.   E’ un’eccezione il caso descritto dal compagno K.? No, è il caso tipico dei militanti del partito operaio di Stolypin, perché sappiamo benissimo che parecchi Letterati della Naša zarja, del Delo zizni,

   [Delo zizni (La causa della vita), rivista legale dei menscevichi liquidatori, pubblicata a Pietroburgo nel 1911.]

 ecc. e non da un solo anno, diffondono sistematicamente proprio queste idee liquidatrici. Non sempre i liquidatori capitano tra operai fedeli al partito, rarissimamente il partito riceve, sui loro vergognosi interventi, le informazioni precise di cui dobbiamo essere grati al compagno K., ma la predicazione del gruppo dei legalitari indipendenti viene sempre e dappertutto svolta proprio in tale spirito. Impossibile dubitare di questo fatto, una volta che si abbiano sotto gli occhi riviste del tipo della Naša zarja e del Delo zizni.

Solo dei difensori particolarmente pusillanimi e particolarmente abietti hanno interesse ad occultarlo.   Confrontate con esso i metodi impiegati da gente del tipo di Trotskij, la quale grida che vuole la “conciliazione” e si dichiara nemica del liquidatorismo. Gridare con una certa forza di non essere “né bolscevichi, né menscevichi, ma socialdemocratici rivoluzionari”, giurare e apergiurare di essere nemici del liquidatorismo, di difendere a spada tratta il POSDR illegale, inveire a più non posso contro coloro che smascherano i liquidatori signori Potresov e soci, dire che gli antiliquidatori “gonfiano” la questione, non dire una parola contro i ben noti liquidatori signori Potresov, Martov, Levitskij, Dan, Larin, ecc.: questi metodi sono conosciuti fin troppo bene.

   Il reale significato di simili metodi è evidente. La vuota frase serve a coprire i veri liquidatori e a imbastire ogni sorta di tentativi per intralciare il lavoro degli antiliquidatori. Una politica del tutto simile veniva seguita da quelli del Rabocee Delo  [Rabocee Delo (La causa operaia), rivista dei cosiddetti economisti, pubblicata a Ginevra dal 1899 al 1902.] noti nella storia del POSDR per la loro mancanza di principii: essi giuravano e spergiuravano di non essere economisti, di essere in tutto e per tutto per la lotta politica, ma di fatto coprivano la Rabocaja mysl  [Rabocaja mysl (Il pensiero operaio), giornale degli “economisti”, pubblicato prima in Russia e poi all’estero dal 1897 al 1902.] e gli economisti, orientando tutta la loro lotta contro coloro che li smascheravano e confutavano.

  E’ chiaro quindi che Trotskij e i “trotskisti e i conciliatori” a lui simili sono più dannosi di qualsiasi liquidatore, poiché i liquidatori convinti espongono apertamente le loro concezioni, e gli operai possono agevolmente comprendere la loro erroneità, mentre i signori Trotskij ingannano gli operai, dissimulano il male, fanno sì che sia impossibile scoprirlo e guarirne. Chiunque appoggi il gruppetto di Trotskij appoggia la politica della menzogna e dell’inganno degli operai, la politica della dissimulazione del liquidatorismo. Completa libertà d’azione per il signor Potresov e soci in Russia, occultamento delle loro azioni con la vuota frase “rivoluzionaria” all’estero: ecco la sostanza della politica del “trotskismo”.

  E’ chiaro quindi che qualsiasi “conciliazione” con i sostenitori del Golos che eludesse la questione del centro liquidatore in Russia, cioè dei militanti della Naša zarja e del Delo zizni, altro non sarebbe che una continuazione dello stesso inganno degli operai, dello stesso occultamento del male. I sostenitori del Golos hanno pienamente dimostrato sin dal tempo della sessione plenaria del gennaio 1910 che possono “firmare” qualsiasi risoluzione senza che questo “limiti” minimamente la “libertà” della loro azione liquidatrice. All’estero si firmano risoluzioni le quali affermano che qualsiasi degradazione dell’importanza del partito illegale è una manifestazione dell’influenza borghese sul proletariato, mentre in Russia si aiutano i signori Potresov, Larin, Levitskij, che non solo non prendono parte al lavoro illegale, ma se ne fanno beffe e demoliscono il partito illegale.

  Oggi Trotskij, assieme coi bundisti del tipo del signor Liber (liquidatore estremista, che ha difeso il signor Potresov in pubbliche conferenze e che adesso, per nascondere questo fatto, fomenta intrighi e litigi), assieme coi lettoni del tipo di Schwarz, ecc., va precisamente architettando un simile “accordo” coi sostenitori del Golos. Nessuno dunque s’inganni a questo riguardo: illoro accordo sarà un accordo per coprire i liquidatori.

  P.S. Queste righe sono state già composte quando è apparsa sulla stampa la notizia di un “accordo” tra i sostenitori del Golos, Trotskij, il bundista e il liquidatore lettone. Le nostre parole sono state pienamente confermate: si tratta di un accordo per coprire i liquidatori in Russia, di un accordo tra i tirapiedi del signor Potresov e soci.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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