Grover. Furr : Le falsità del XX congresso PCUS / La meschinità anti-stalinista

Le falsità del XX congresso PCUS /“La meschinità anti-stalinista  di Grover. Furr

ImageImage

Lo storico Grover Furr da tempo ci ha abituato a grandi opere che sono la vera trasparenza (GLASNOST) di un periodo abbondantemente massacrato dai pennivendoli della storiografia borghese.

In questa opera “La meschinità anti-stalinista / Grover Furr; trad, dall’inglese [Eng. V. L. Bobrov]. – Mosca: Algoritmo, 2007. – 464 pagg. – (Enigma dell’ 37)” egli articola smonta con l’obiettività garantita dalle fonti primarie il castello accusatorio alla figura di Stalin in particolare e del marxismo-leninismo in generale, ordito da Krusciov, nel corso del XX congresso, attraverso il celebre “rapporto segreto”.

In questa traduzione sono riportati solo alcuni, sebbene significativi stralci. L’intenzione nostra consiste nella futura traduzione dell’intero libro. Per il momento vi invito ad una lettura attenta, con occhi liberi da preconcetti partigiani.

Ndt: Prima di affidarvi la lettura di quanto segue, ci tengo a precisare che nessun Capo di Stato Sovietico prima di Gorbaciov (compreso il Compagno Stalin) ebbe l’autorità plenipotenziaria!

Per il Primo Presidente plenipotenziario dell’URSS (Gorbaciov), avevano messo la zampata sporca nella Costituzione dell’Unione Sovietica… Soltanto così lui aveva potuto agire indisturbato a vendere e svendere l’URSS all’Occidente!

La precisazione serve per coloro che potrebbe obiettare al fatto, e come mai il Compagno Stalin non avesse potuto controllare sin da subito la situazione creatasi per il lavoro svolto nelle repressioni dai trozkisti del tipo Ežov, Jagoda, Khrusciov etc…

Grover  Furr

F43 La meschinità anti-stalinista / Grover Ferr; trad dall’inglese [Eng. V. L. Bobrov]. – Mosca: Algoritmo, 2007. – 464 pagg. – (Enigma dell’ 37).

ISBN 978-5-9265-0478-8

Prefazione di Grover Ferr

Un anno fa veniva celebrato il 50-mo anniversario della “relazione segreta” di N. S. Khrusciov, esposta il 25 febbraio 1956 presso il XX Congresso del PCUS.

Il giornale londinese “Telegraph” caratterizzò la relazione come “il discorso più influente del XX secolo”. E nell’articolo pubblicato nello stesso giorno da “New York Times “, William Taubman, il vincitore del Premio Pulitzer nel 2004, assegnato per una biografia di Khrusciov, chiamò la sua esposizione “un eroismo degno ad essere segnato sul calendario degli eventi”.

Vogliamo qui dimostrare l’esatto contrario!

Di tutte le accuse della “relazione segreta”, atta direttamente a “smascherare” le azioni di Stalin o di Berija, nemmeno una risulta veritiera. Khrusciov, nel suo discorso, non disse di Stalin e Berija nulla che si rivelasse d’essere vero.

Dimostreremo come il discorso più influente del XX° secolo (se non di tutti i tempi!) sia un frutto dell’inganno!

Qualche tempo fa mi venne in mente di rileggere la “relazione segreta” di Khrusciov.

Durante la lettura, ho notato un sacco di assurdità in questa relazione.

Qualcosa di molto simile ne aveva osservate anche J. Arch Getty nella sua fondamentale opera “Le origini delle grandi purghe”: “Tra le altre incongruenze, nelle testimonianze di Khrusciov, vi è una evidente sostituzione di Ežov in Berija. Anche se il nome di Ežov sporadicamente viene menzionato, le accuse per la maggior parte dei reati e delle repressioni sono stati avanzate contro Berija; mentre fino al 1938 quest’ultimo occupava la carica del segretario del partito regionale.

Inoltre, in una grande parte dei comunicati viene detto che il terrore poliziesco cominciò a placarsi proprio nel periodo in cui, nel 1938, Beria venne a sostituire Ežov.

In che modo così spudoratamente a Khrusciov riuscì di sostituire, nella sua relazione, Ežov, in Berija? Che altro egli aveva potuto oscurare?

In ogni caso, Khrusciov e la dirigenza di allora, con l’esecuzione capitale di Berija, lo fecero divenire un comodo capro espiatorio. Naturalmente, l’utilizzo del nome di Berija, per ragioni puramente opportunistiche, getta l’ombra sulla onestà e sul rigore delle altre dichiarazioni di Khrusciov.

In sintesi, ho cominciato a riflettere sulla possibilità di rivelare i falsi della relazione kruscioviana, avvalendomi sui documenti degli archivi sovietici, una volta chiusi ermeticamente, ma, da poco tempo, disponibili agli storici. Di fatto, invece, sono riuscito a fare un’altra scoperta. Da tutte le affermazioni della “relazione segreta” che in modo diretto avrebbe dovuto confermare le “rivelazioni accusatorie”, su Stalin o Berija, non si è trovata nemmeno una prova. Più precisamente: tutte quelle che sono verificabili, risultano essere menzognere; tutte dalla prima all’ultima.

Per me, come scienziato, una siffatta scoperta si rivelò sgradevole e persino non auspicabile. La mia ricerca già per sé, certamente, avrebbe causato la sorpresa e scetticismo, se, si fosse scoperto, ad esempio, che soltanto un quarto delle “rivelazioni” di Khrusciov o giù di lì risultassero da essere considerate false ….

Alcuni esempi. Era stato proprio Berija e non Khrusciov a liberare molti prigionieri, anche se non “milioni”, come erroneamente scrive Taubman. Il “Disgelo”, l’anniversario del quale egli propone di celebrare, era iniziato negli ultimi anni di vita di Stalin. Khrusciov ha limitato il suo potenziale, restringendolo sino ai materiali dal carattere anti-stalinista.

Stalin voleva dare le dimissioni nel mese di ottobre 1952, ma il XIX Congresso del partito ha rifiutato di soddisfare la sua richiesta. Taubman sostiene che Khrusciov diceva che lui sia “estraneo” (non implicato) nelle repressioni; in realtà, però, Khrusciov non solo non aveva ascoltato le esortazioni (persuasioni) di Stalin, ma ha preso l’iniziativa in questa materia, chiedendo dei “tetti” (dei massimali) superiori (più alti) sulle pene capitali che ne avrebbe voluto la direzione stalinista. Taubman afferma: “Khrusciov in un modo o nell’altro ha conservato la sua umanità”. Sarebbe più esatto di dire il contrario: Krusciov, come nessun altro sembra a somigliare ad un sicario e ad un assassino.

Ma ecco, c’è questo che mi mise immediatamente in ansia e continua a preoccuparmi sinora: se io mi affermo che ciascuna delle “rivelazioni accusatorie” di Khrusciov sia falsa, ci crederanno ai miei argomenti? Che il discorso più influente del XX secolo (se non di tutti i tempi!) sia un frutto del raggiro, dell’inganno? In sé, già soltanto questa idea sembra semplicemente mostruosa.

I risultati della mia ricerca potrebbero quindi essere sviliti e la verità messa a tacere.

Il punto consiste peraltro nel fatto che l’autore di queste righe ha acquisito una certa notorietà per il suo rispettoso, anche se critico atteggiamento verso la personalità di Stalin nonché per la propria simpatia verso il movimento comunista internazionale, di cui il leader riconosciuto fu Stalin per decenni. Quando un ricercatore arriva alle conclusioni che sono troppo coerenti con i suoi preconcetti orientamenti politici la cosa più prudente da fare sarebbe di sospettare il tale autore di una mancanza di obiettività, se non di peggio. Ecco perché sarei molto più tranquillo se il mio lavoro scientifico portasse al risultato che soltanto il 25% delle “rivelazioni accusatorie” di Khrusciov, su Stalin e su Berija, fossero sicuramente false.

Ma dato che, come si è scoperto che tutte le “rivelazioni accusatorie” di Khrusciov in realtà non sono veritiere, il fardello delle prove di dimostrare queste falsità ricade su di me personalmente in qualità dello scienziato.

Pertanto, vorrei tanto sperare, che il lettore accoglierà con l’indulgenza la forma in qualche maniera insolita di presentazione del materiale in questione.

L’intero libro è diviso in due parti distinte, ma in un certo modo collegate.

Nella prima parte (capitoli 1-9) vengono esaminati dei punti della relazione khruscioviana considerati la quintessenza delle sue “rivelazioni accusatorie”. Con un breve salto in avanti, si segnala, che l’autore ne riuscito ad evidenziare sessantuno di tali dichiarazioni.

Ognuna delle “rivelazioni accusatorie”, della relazione sarà preceduta da una citazione della “relazione segreta”, dopo di che sarà rivista attraverso il prisma delle prove storiche, la maggior parte delle quali sono presentate come le citazioni pervenute dalle fonti primarie e in rari casi da altre fonti. L’autore si è prefissato il compito di fornire i migliori di elementi di prova che esistono e sono principalmente tratti dagli archivi di Russia per provare la natura falsa del discorso con cui Khrusciov aveva parlato in una sessione a porte chiuse del XX Congresso.

La seconda parte del libro (capitoli 10-11) è dedicata alle problematiche del carattere metodologico ed anche alle conclusioni scaturite dal lavoro da me eseguito. Una particolare attenzione era stata prestata alla tipologia delle tecniche di Khrusciov cui le aveva usato attraverso di tutta la sua relazione falsa e alla revisione dei materiali sulla riabilitazione dei leader di partito i cui nomi sono stati nominati nel rapporto segreto.

Capitolo: “Le liste delle fucilazioni”

Khrusciov: “Esisteva una pratica viziosa, quando nel NKVD venivano compilate delle liste degli individui i cui casi erano da considerarsi alla valutazione presso il Collegio Militare, e per essi veniva predeterminata a priori la misura di punizione. Tali elenchi venivano inviati a Stalin personalmente da Ežov per l’autorizzazione delle sanzioni proposte. Nel 1937 – 1938, a Stalin furono inviate n. 383 di tali elenchi su tanti migliaia di funzionari del partito, sui cittadini sovietici, sui giovani del Komsomol, sui militari e sui lavoratori nelle sfere per la gestione dell’economia nazionale, e aveva ricevuto la sua sanzione” (2)

Gli originali di tali elenchi esistono; sono stati preparati per la stampa e pubblicati prima nei compact-disk e inseguito emesse nell’Internet come “Le liste delle fucilazioni di Stalin” (1) («Сталинские расстрельные списки»). Ahimè, il nome stesso è impreciso e tendenzioso, in quanto le liste, generalmente parlando, non erano state “di fucilazioni”.

Gli storici antistalinisti descrivono le liste come delle condanne fabbricate in anticipo. Tuttavia, proprio i loro studi-ricerche-commenti dimostrano tutta la inconsistenza di tali accuse. In realtà, nelle elenchi veniva citato il verdetto di massima pena, che poteva essere imposto dalla Corte giudicante in caso di condanna dell’accusato, vale a dire che lì veniva indicata la massima misura possibile di condanna per un preciso reato in quanto tale, e non il verdetto vero e proprio.

Ci sono casi in cui gli individui esistenti nelle liste non venivano condannati o il verdetto della condanna era assai meno grave della pena massima per un reato indicata nell’elenco che alla fin fine e salvava queste persone dalla fucilazione. Ad esempio, citato nella relazione di Khruscev e che ha vissuto fino al XX Congresso, A.V, Snegov era finito per due volte negli elenchi – prima volta nell’elenco del 7 dicembre 1937 per la regione di Leningrado (2) e per la seconda volta nell’elenco di 6 settembre 1940 (3)

In ambedue i casi, Snegov, era stato segnalato come l’appartenente alla “Categoria 1” di condanna, vale a dire, che nel suo caso si sarebbe potuta ad essere applicata anche la pena capitale – la fucilazione. Al secondo elenco in cui c’è il nome di Snegov è allegata una sintesi delle prove accusatorie, e si sente che di queste prove ne erano molte di più. Tuttavia a Snegov non fu condannato a morte, ma era stato condannato a una lunga detenzione in un campo di lavoro.

Così, Khrusciov sapeva che Stalin non pronunciava le “condanne”, ma prendeva in visione gli elenchi per possibili obiezioni. A Khrusciov questo era sicuramente noto, in quanto vi è rimasta conservata una lettera a lui indirizzata dal Ministro degli Affari Interni dell’URSS, S. N. Kruglov, del 3 febbraio 1954. In questa lettera del fatto sui “verdetti fabbricati a priori” non c’è una sola

parola, invece si afferma esplicitamente che: “Negli archivi del Ministro degli Affari Interni dell’URSS vi sono trovate n. 383 liste “delle persone, che debbono essere sottoposte al giudizio del Collegio militare della Corte Suprema dell’URSS”. Queste liste erano state redatte negli anni 1937 e il 1938 al NKVD, e nello stesso periodo presentate al Comitato Centrale del PCUS per l’esame (è evidenziato da me. – GF) (1)

(1) Vedi.: http://www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

Non c’è niente di strano che il procuratore arrivava in sede giudicante, avendo a portata di mano non solo le prove della colpevolezza dell’accusato, ma anche le raccomandazioni sulle misure della condanna, nel caso di riconoscimento della colpevolezza. Come viene notato, per l’esame venivano forniti le liste soltanto dei membri del partito, e mai di quelli che non ne appartenevano.

(2) Vedi: http://stalin.memo.ru/spiski/pg05245.htm

(3) Vedi: http://stalin.memo.ru/spiski/pgl3026.htm

Khrusciov aveva nascosto il fatto che non era stato Stalin, ma fu lui stesso in modo diretto coinvolto nel redigere gli elenchi con l’indicazione raccomandata della categoria di punizione. Khrusciov fa riferimento al NKVD, indicando che gli elenchi sono stati redatti proprio lì. Ma egli accuratamente cela che il NKVD operava fianco a fianco con la dirigenza locale del PCUS (b) e che il numero considerevole di persone di quelle liste, probabilmente la maggioranza di esse, abitava per la maggior parte pittosto che nelle altre località dell’URSS, esattamente là, dove in quel periodo spadroneggiava Khrusciov.

Fino a gennaio 1938, Khrusciov fu il primo segretario dei comitati di partito regionale e cittadino di Mosca, e più tardi – il primo Segretario del Comitato Centrale di Partito Comunista (bolscevico) di Ucraina. La sua lettera a Stalin (2) con richiesta di fucilazione di 6500 persone porta la data: 10 Luglio dell’anno 1937; e la stessa data è posta sulla “lista delle fucilazioni” di Mosca e della regione di Mosca (3).

Nella lettera a Stalin, Khrusciov conferma la propria partecipazione alla “troika” (al trio), cui ebbe il potere di selezionare individui soggetti alle repressioni. Dello stesso “trio” facevano parte: S. F. Redens il capo del NKVD nella regione di Mosca, e K. I. Maslov il sostituto procuratore della regione di Mosca. (Khrusciov ammette che “nei casi necessari” egli sarebbe stato potuto ad essere sostituito dal secondo segretario, A. A. Volkov).

Volkov rimase in carica di secondo segretario del MK VKP (b) soltanto sino all’inizio del mese di agosto dell’anno 1937, e così smise ad essere subordinato a Khrusciov, il fatto che probabilmente gli salvò la vita (4). (1) Vedi: http://www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

Vedere il Capitolo 5.

http://www.memo.ru/history/vkvs/spiski/pg02049.htm.

(4) Volkov, 11 agosto 1937, è stato eletto primo segretario del Partito comunista (bolscevico) di Bielorussia, e da ottobre 1938 a febbraio 1940 occupò la carica del primo segretario del comitato regionale del VKP (b). A giudicare da tutto, morì di morte naturale nel 1941 o 1942. Un dettagliato racconto su Volkov vi era pubblicato nel giornale «Советская Белоруссия» (La Bielorussia Sovietica) del 21 aprile 2001, vedi anche: http://sb.by/article.php?articleID=4039.

Maslov è rimasto in carica del procuratore per la regione di Mosca sino a novembre 1937: nel 1938 fu arrestato e nel marzo 1939 fu giustiziato con l’accusa di sovversione controrivoluzionaria (1). La stessa sorte toccò K. I. Mamontov (2), cui dapprima ha preso il posto di Maslov, e poi fu fucilato con lui nello stesso giorno. Non sfuggì la pena capitale neppure Redens: nel novembre 1938 fu arrestato come partecipante ad un «gruppo sovversivo e di spionaggio polacco», fu processato e per il verdetto della corte giustiziato il 21 gennaio 1940. Sulle pagine del suo libro, Jansen e Petrov menzionano Redens come uno degli “uomini di Ežhov” (3). Durante il cosiddetto “disgelo” Redens, su insistenza di Khrusciov, fu riabilitato, ma con tale flagranti violazioni delle normative legislative che nel 1988 la riabilitazione di Redens era stata abolita (revocata) (4).

(3) Jansen, Petrov, pagg. 56, 165

(4) Riabilitazione: Come è stato. T.Z. Metà degli anni 80 – 1991. – Mosca: MFD, 2004, pag. 660.

In altre parole, ad eccezione di Volkov, tutti i più stretti collaboratori di Khrusciov cui presero parte nelle repressioni a Mosca e nella regione di Mosca, ebbero le pene (punizioni) degne delle loro azioni. Ma in quale modo riuscì a sfuggire la punizione Khrusciov? Mistero….

Capitolo: Le disposizioni del Comitato Centrale del PCUS (B) al Plenum del gennaio (1938)

Khrusciov: “Ben noto risanamento nelle organizzazioni del partito apportarono le disposizioni del Comitato Centrale del PCUS (B) al Plenum del gennaio (1938). Tuttavia le repressioni continuavano anche nel 1938 “(5).

(5) Il culto della personalità … / / Izvestia Comitato Centrale PCUS. 1989, №3, p. 144.

Qui Khrusciov soltanto fa allusione (ma più chiaramente articola il suo pensiero più tardi), che il volano delle repressioni veniva azionato proprio da Stalin. Ma, come abbiamo già visto, le attestazioni (gli elementi di prova) documentate, al contrario, ci stanno ostinatamente dicendo che le repressioni venivano gonfiate da Ežov e da un gruppo dei primi segretari cui Khrusciov prese parte come uno dei principali “repressore”. Stalin e la parte della Direzione Centrale del PCUS (b) che non fu coinvolta alla cospirazione, cercava di ridurre e mettere sotto il controllo tutto lo svolgere delle repressioni. Alla fine, sono riusciti a ottenere pene severe per coloro contro cui sono stati ottenuti prove del coinvolgimento nella fabbricazione dei casi atti ad eliminazione delle persone innocenti.

Getty e Naumov fecero un’esauriente analisi della documentazione (dei materiali) del Plenum del PCUS (b) del Gennaio (1938) (1). Dalla loro approfondita ricerca, risulta, che Stalin e i leader’s del Comitato Centrale del Partito Comunista (Bolscevico) furono estremamente preoccupati per il problema delle repressioni incontrollate. Proprio per questo motivo e in sede di questo plenum, Postyshev era stato rimosso dal suo incarico. Un esame approfondito di questa materia si trova nel libro di R. Thurston (2) in cui si conferma il fatto che Stalin stesse cercando di tenere a freno i Primi segretari, l’NKVD e le stesse repressioni in quanto tali.

Al Plenum di Gennaio (1938), Malenkov e, ovviamente, facendo eco a Stalin, fece una relazione sulle espulsioni non autorizzate in massa dal partito comunista dei compagni nella regione di Kuibyshev. Perseguendo i nostri scopi, come i fattori più significativi dovremo considerare soltanto che la colpa di questi atti, come già accennato, era stato scaricato su Postyshev. La risoluzione del Comitato Centrale PCUS (B) del 9 Gennaio 1938 accusò egli di “errori”, per cui ricevette la nota di biasimo ed era stato sollevato dai suoi incarichi del primo segretario del Comitato Regionale di Kuibyshev.

I. A. Benediktov, che ebbe incarichi chiave negli anni 1938-1958, nella gestione dell’agricoltura dell’URSS (commissario del popolo per l’agricoltura, e dopo il ministro dell’agricoltura) che spesso partecipò alle riunioni del Comitato Centrale e del Politburo, sottolinea, dicendo che al Plenum di Gennaio, Stalin cominciò a correggere le illegalità commesse nel corso delle repressioni.

Nel gennaio dell’1938, a capo del Commissariato del Popolo degli Affari Interni della Repubblica Socialista di Ucraina (RSS Ucraina) ebbe incarica A. I. Uspenskij, ma entro la fine dello stesso anno a Mosca era divenuto  noto come criminale. Avvertito da Ežov, il 14 Novembre dell’1938, Uspenskij sfuggì all’arresto che incombeva sulla sua testa, finse il suicidio e passò in clandestinità.

(1) J. Arch Getty end Oleg V. Naumov. The Road to Terror: Stalin e Self-Destruction

of the Bolsceviks, 1932-1939. (Yale University Press, 1999), pag.498-512.

(2) R. Thurston. Life and Terror in Stalin’s Russia (Vita e terrore nella Russia di Stalin), 1934-1941. (Yale University Press; 1998), pag.109, 112; vedi sua la parte 4.

(2) A proposito del culto della personalità … / / Izvestia Comitato Centrale PCUS. 1989, № 3, p. 143.

Fu dichiarato in quanto ricercato per tutta la Russia ed arrestato soltanto il 14 aprile del’1939. Secondo alcune informazioni, Ežov aveva origliato una conversazione telefonica fra Stalin e Khrusciov, dopo di che e avvertì Uspenskij.

Indipendentemente dal fatto in che cosa consistette il reato personale di Uspenskij, la responsabilità per la fabbricazione delle accuse contro le persone innocenti, lui le deve condividere con Khrusciov, in quanto ambedue erano i membri della stessa “trojka” (1). Nei materiali (nei documenti) degli interrogatori di molti arrestati vi è detto che, seguendo le istruzioni di Ežov, Uspenskij falsificava i dossier su vasta scala (2).

(1) N. Krusciov. Tempo. Persone. Power. Book. 1. Parte 1. – Mosca: Moscovskie novosti (Notizie di Mosca), 1999, pag.172-173.

(2) Jansen e Petrov. pag. 84, 148.

Capitolo: “La banda di Berija”

Khrusciov: “Quando Stalin diceva che qualcuno dev’essere arrestato si doveva prendere per fede che questo sia un “nemico del popolo”. Mentre la banda di Berija, che spadroneggiava nel KGB (Comitato per la Sicurezza Statale ovvero in russo Комитет Государственной Безопастности), usciva dalla pelle per dimostrare la colpevolezza delle persone arrestate e la correttezza dei materiali (accusatori) da esso fabbricati” (3).

È una bugia. R. Thurston scrive dettagliatamente del fatto, come Khrusciov aveva travisato il senso di quello che era effettivamente accaduto quando Berija divenne il capo del NKVD (4). Il suo arrivo (nel NKVD), secondo le parole dello storico, generò “l’impressionante liberalismo”; cessarono le torture, ai prigionieri furono restituiti i loro legittimi diritti legislativi. I complici di Ežov persero i loro incarichi, molti di essi furono accusati ed ebbero dei processi da cui giudicati come dei colpevoli d’aver effettuato delle repressione illegali.

In conformità con la relazione della commissione a capo di Pospelov, gli arresti scesero bruscamente: negli anni 1939-1940, il loro numero era sceso al più del 90% rispetto agli anni 1937-1938. Il numero delle esecuzioni nel 1939-1940 era sceso al disotto dell’1% al confronto degli anni 1937 – 1938. (5) Il Berija prese su di sé la gestione del Commissariato popolare per gli affari degli Interni nel novembre 1938, e, quindi, il suindicato lasso di tempo combacia perfettamente col periodo in cui tutte le redini del governo “degli organi NKVD” sono state concentrate nelle sue mani. Krusciov aveva usato la relazione della Commissione di Pospelov per il suo “rapporto segreto”, e quindi non poteva di non sapere questi fatti, ma decise di non farne alcun riferimento un modo da non dare all’auditorio benché minimo motivo di dubitare nella interpretazione proposta da lui degli eventi storici.

Proprio mentre Berija era stato a capo del NKVD vi ebbero luogo dei processi a carico di quelli che furono accusati di illeciti repressioni, di esecuzioni in massa, di torture e di falsificazioni delle cause penali. Krusciov lo sapeva, ma anche questo fu tenuto nascosto.

(1) Krusciov. Tempo. Persone. Power. Book. 1. Parte 1. – Mosca: Notizie di Mosca (Московские новости), 1999, pagg.172-173.

(2) Jansen e Petrov. §. 84, 148.

(3) A proposito del culto della personalità … / / Atti del Comitato Centrale PCUS. 1989, № 3, §. 144.

(4) Robert Thurston. Vita e terrore … §. 118-119.

(5) Riabilitazione: Come è stato. Volume 1. pag. 317. Vedi anche: http://www.idr.ru/2/7. shtml.

Traduzione: T. B.

Foto: Copertina del libro: Enigma del 37 – STALIN infangato

Autori: Jurij Muchin, Glover Ferr, Aleksej Golenkov

Annotazione al libro della foto.

Come adesso è assolutamente palese, la “critica” a Stalin era una sorta di preparazione d’artiglieria preliminare per il successivo attacco sulle posizioni, or su uni or su altri, del socialismo. Stalin rappresentava una specie di enorme granitica roccia a protezione dello Stato, senza demolirla non sarebbe possibile di distruggere questo Stato.

La menzogna su Stalin veniva offerta psicologicamente prudente e calcolata, e perciò efficace. Non a caso il miglior propagandista nazista hitleriano, Joseph Goebbels, disse: “Per far credere a un uomo di strada una menzogna, questa dev’essere mostruosamente inverosimile, portata sino all’assurdità”.

Eccoci a giungere al nocciolo: come veniva considerato Stalin prima e dopo il XX Congresso del PCUS del 1956. Si può a ragione affermare: prima del XX Congresso il ruolo di Stalin veniva visto e spiegato soltanto positivamente. E, stranamente, fino ad allora il nostro Stato (Paese) cresceva, maturava, diveniva sempre più forte e potente… e dopo – al contrario. Sarà un caso?..

P. S. Vi sono tantissimi pubblicazioni in Russia sull’argomento: Stalin infangato e altre calunnie sull’URSS Stalinista con dei documenti alla, i quali  non saranno mai  pubblicati nell’Occidente, dove la Storia si impara su: “Il libro nero del comunismo”.

Trad.Tatiana Bogdanova

Annunci

Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
Questa voce è stata pubblicata in documentazione storica. Contrassegna il permalink.