E’ illusorio pensare che la Siria si sottometta Intervista con Ammar Bagdash, segretario generale del Partito comunista siriano (PCS) -Es iluso el que piense que puede doblegar a Siria Entrevista a Ammar Bagdach, secretario general del Partido Comunista de Siria (PCS)

E’ illusorio pensare che la Siria si sottometta

Intervista con Ammar Bagdash, segretario generale del Partito comunista siriano (PCS) 
Aida Calviac Mora Granma

Si illude chi pensa di poter piegare la Siria” – Generale Charles de Gaulle

Nel pieno della campagna di disinformazione sulla crisi in Siria, per lo più basata su testimonianze anonime che forniscono dati “indeterminabili”, Ammar Bagdash, Segretario Generale del Partito Comunista della nazione araba, ha accettato di condividere con Granma una realtà lontana dalle versioni distorte dei media.

Quali sono state le principali attività svolte dal PCS dall’inizio della crisi?

“In primo luogo, la lotta per la conservazione dell’indipendenza nazionale, della sovranità e della linea antimperialista patriottica della Siria, e gli interessi e le rivendicazioni delle masse svantaggiate. C’è un altro compito molto importante, soprattutto nel contesto che si impone, la difesa della produzione nazionale; sempre applicando il grande slogan consegnatoci dal leader storico del partito, Khaled Bagdash: la difesa della patria e la difesa del pane per il popolo.
Il nostro partito sta svolgendo un ruolo molto importante mobilitando il popolo, per denunciare la natura della cospirazione che è stata tramata contro di noi. La mobilitazione di massa, in primo luogo, che dall’anno scorso si svolge di fronte alle ambasciate delle grandi potenze, è stata organizzata e partecipata in modo capillare dal nostro partito.
Davanti all’ambasciata di Francia, il popolo ha chiarito che non dimentica i crimini del colonialismo francese nel nostro paese, e abbiamo innalzato uno striscione con le parole del Generale Charles de Gaulle: “E’ un’illusione pensare di poter piegare la Siria.””

Qual è stato l’impatto sul paese delle misure adottate dal governo dopo la crisi?

“Abbiamo fatto molti passi per garantire l’espansione delle libertà democratiche, le più importanti sono state le leggi che hanno abrogato la legge marziale ed autorizzato i partiti, e anche l’adozione di una legge sulla stampa molto avanzata. Il PCS ha lottato per molto tempo affinché venisse ridata la cittadinanza siriana a quei curdi che ne furono privati durante il censimento straordinario che il governo reazionario indisse nel 1962.

Vi è circa un milione di curdi in Siria e la maggior parte ha la  nazionalità, ma è stata restituita a 136.000 curdi che non l’avevano. Allo stesso modo, è stata proclamata una nuova costituzione, e alcuni analisti ritengono che l’aspetto più importante sia la modifica dell’articolo 8, che dichiarava che il capo dello Stato doveva appartenere al Partito Baath. La maggior parte delle misure democratiche adottate, e delle riforme fatte, sono state incluse nel programma d’azione del PCS, che ne esigeva fortemente l’adozione.”

Il Consiglio dei diritti umani ha adottato una risoluzione contenente una mozione di censura a Damasco per la tragedia di Houla, e che estende di sei mesi il mandato della Commissione d’inchiesta sulla Siria. Qual è la sua opinione al riguardo, e cosa ne pensa del ruolo della Russia, della Cina e delle Nazioni Unite in questo conflitto?

“Sulla strage di Houla, le informazioni che ha il PCS della regione è che non è stato perpetrato da forze governative, ma dagli insorti, causando tre giorni di discussione presso il Consiglio di sicurezza, essendo quest’evento un fattore di pressione sull’organizzazione.

Il ruolo della Russia e della Cina è stato positivo per la crisi siriana, che difendono i loro interessi strategici, tenendo conto della forte pressione esercitata su di essi dagli Stati Uniti, e quindi gli interessi di entrambi i paesi convergono con la difesa del popolo siriano, della sua terra e della sovranità nazionale. Per quanto riguarda il ruolo delle Nazioni Unite, dalle posizioni assunte dal segretario generale, è chiaro che risponde docilmente alle istruzioni degli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’attività dei suoi delegati Kofi Annan e Lakhdar Brahimi ora, noi, come partito siamo stati contro questa iniziativa, perché la sua essenza è privare il governo siriano degli strumenti a sua disposizione per poter difendere la propria sovranità.”

Quindi, secondo il Partito Comunista, quali saranno le conseguenze della crisi in Siria?

Prima di tutto bisogna opporsi con decisione ai sabotaggi, alla sovversione degli insorti. Coloro che non compiono azioni terroristiche, devono essere affrontati con gli stessi mezzi, ma con altri punti di vista e approcci. La sovversione, gli omicidi e le operazioni terroristiche devono essere affrontati con l’applicazione della legge. La garanzia fondamentale della fermezza della Siria risiede nel soddisfare le esigenze del popolo; e questo significa che ci sono molte leggi economiche e sociali da rivedere. Il tentativo di raggiungere un compromesso tra forze patriottiche patriottiche e forze anti-patriottiche significa ritrattare il patriottismo, un’involuzione. Noi non lo sosteniamo.”

Ciò che abbellisce un Paese, è il suo Popolo

Anche se è la sua prima visita nel paese, non si sente un estraneo, perché “tutti i rivoluzionari e i comunisti del mondo hanno sempre seguito da vicino tutte le notizie su Cuba, e da quando ero un bambino che ho ricevuto una formazione molto influenzata dalla Rivoluzione cubana. Naturalmente, conoscere e vedere personalmente è qualcosa di totalmente diverso, ho avuto incontri molto fruttuosi con altri leader del paese, in particolare con gli aderenti del Comitato Centrale; ho avuto l’opportunità di visitare Cienfuegos, Santa Clara e anche di celebrare il 52mo anniversario della rivoluzione. Abbiamo conosciuto siti nel paese associati con la nostra cultura, come la Casa Araba a L’Avana Vecchia. Ci sono molti bei paesi, ma ciò che abbellisce un paese è il suo popolo, e a Cuba si fondono queste due caratteristiche: un paese e un popolo bellissimi”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

http://www.statopotenza.eu/4647/e-illusorio-pensare-che-la-siria-si-sottometta

http://www.granma.cubaweb.cu/2012/10/04/interna/artic01.html

Es iluso el que piense que puede doblegar a Siria

Entrevista a Ammar Bagdach, secretario general del Partido Comunista de Siria (PCS)

AIDA CALVIAC MORA

En medio de la campaña de desinformación sobre la crisis en Siria —la mayoría de las veces basada en testigos sin nombre que ofrecen cifras “indeterminadas”—, Ammar Bagdach, secretario general del Partido Comunista de esa nación árabe, accedió a compartir con Granma una realidad que dista mucho de las parcializadas versiones mediáticas.

—¿Cuáles han sido las principales tareas llevadas a cabo por el PCS desde que se desencadenó la crisis?

“En primer lugar, la lucha por la preservación de la independencia nacional, la soberanía y la línea patriótica antimperialista de Siria, y por los intereses y las reivindicaciones de las masas populares más desfavorecidas.

“Hay otra tarea muy importante, sobre todo en el contexto que se nos impone, la defensa de la producción nacional. Siempre aplicamos la gran consigna que enarbolaba el líder histórico del Partido, Khaled Bagdach: la defensa de la patria y la defensa del pan del pueblo.

“Nuestro Partido está desempeñando un papel movilizativo muy importante con el pueblo para denunciar la naturaleza de la conspiración que se ha fraguado contra nosotros. Las primeras movilizaciones masivas, que desde el año pasado se estuvieron haciendo frente a las embajadas de las grandes potencias, estuvieron organizadas y con una participación medular de nuestro Partido. Ante la sede diplomática de Francia, el pueblo dejó claro que no olvida los crímenes cometidos por el colonialismo francés en nuestro país. Levantamos una pancarta con la frase del general Charles de Gaulle: “Es iluso el que piense que puede doblegar a Siria”.

—¿Qué impacto han tenido en el país las medidas que ha tomado el Gobierno después de la crisis?

“Se han tomado muchas medidas para garantizar la ampliación de las libertades democráticas, la más importante es que se derogaron las leyes marciales, además se proclamó la ley de los partidos, y se adoptó una ley de prensa muy avanzada. El PCS ha luchado durante mucho tiempo porque se le restablezca la nacionalidad siria a aquellos kurdos que fueron privados de la misma producto del censo excepcional que hizo el gobierno reaccionario en el año 1962. Hay cerca de un millón de kurdos en Siria y la mayoría tiene su nacionalidad, pero se les restableció a 136 mil kurdos que no la tenían. Igualmente, se proclamó una nueva Constitución y algunos analistas consideran que lo más importante es la modificación del Artículo 8 que establecía que el líder del Estado debía pertenecer al partido BAAS.

“La mayoría de las medidas democráticas que se han adoptado y las reformas que se han hecho estaban incluidas en el programa de acción del PCS, que estaba exigiendo con mucha fuerza su adopción”.

—El Consejo de Derechos Humanos aprobó una resolución que contiene una moción de censura a Damasco por la tragedia de Houla y extiende seis meses el mandato de la Comisión Investigadora en Siria. ¿Cuál es su valoración al respecto, y qué opina del papel de Rusia, China y la ONU en este conflicto?

“Sobre la masacre de Houla, las informaciones que tiene el PCS en esa región son que no fue perpetrada por fuerzas gubernamentales, sino por los insurgentes, y lo hicieron tres días antes de la discusión del tema en el Consejo de Seguridad para que esto fuera un factor de presión sobre la organización.

“El papel de Rusia y China ha sido positivo respecto a la crisis siria, ellos están defendiendo sus intereses geoestratégicos, teniendo en cuenta las grandes presiones que ejerce Estados Unidos sobre ellos, y por eso los intereses de estos dos países convergen con los del pueblo sirio en defensa de su patria y su soberanía nacional.

“Con respecto al papel de la ONU, por las posiciones que ha adoptado el Secretario General, está claro que responde disciplinadamente a las instrucciones de Estados Unidos. En cuanto a la actividad de sus delegados Kofi Annan y ahora Lajdar Brahimi, nosotros como partido político hemos estado en contra de esa iniciativa porque su esencia ha sido despojar al Gobierno sirio de los instrumentos con que cuenta para que pueda asumir la defensa de su soberanía.

—A modo de pronóstico: ¿Cuál considera el Partido Comunista que debe ser el desenlace de la crisis en Siria?

“En primer lugar hay que mantener una postura firme, severa, ante las acciones subversivas y los sabotajes de los insurgentes. A los que no hacen acciones terroristas hay que enfrentarlos con los mismos medios a que ellos recurren, con otros puntos de vista y planteamientos. La subversión, los asesinatos y las operaciones terroristas hay que enfrentarlos con la aplicación de la ley.

“La garantía fundamental de la firmeza de Siria radica en la satisfacción de las necesidades del pueblo, esto significa que hay muchas leyes económicas, sociales, que deben ser revisadas. El intento de llegar a una solución de compromiso entre fuerzas patrióticas y no patrióticas significa retractarse de los intereses patrióticos, una involución. No apoyamos eso”.

LO QUE EMBELLECE A UN PAÍS ES SU PUEBLO

Aunque es su primera visita al país, no se siente un extraño, pues “todos los revolucionarios y comunistas del mundo han seguido siempre muy de cerca todas las noticias sobre Cuba y yo desde que era muy pequeño recibí una formación muy influenciada por la Revolución Cubana.

“Naturalmente, conocer y ver personalmente todo es algo diferente, me han resultado muy provechosos los encuentros con los compañeros dirigentes del país, especialmente los sostenidos en el Comité Central. Además, he tenido la oportunidad de visitar Cienfuegos, Santa Clara y también de festejar con los CDR su aniversario 52. Hemos podido conocer lugares vinculados a nuestra cultura en el país, como la Casa Árabe de La Habana Vieja. Hay muchos países hermosos, pero lo que embellece a un país es su pueblo, y en Cuba confluyen esas dos características: un país y un pueblo muy bellos”.

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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