L’anti-stalinismo, fondamento dell’anticomunismo

L’ antistalinismo, fondamento
dell’ anticomunismo

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Cosa sarebbe l’ anticomunismo senza l’ attacco a Stalin ? Semplicemente non esisterebbe.
E perchè periodicamente “Corriere delle Sera”, “Il Sole – 24 Ore”, “la Repubblica”, “Avvenimenti”, etc., etc. vomitano i loro escrementi contro Stalin ?
Forse perchè difendono il comunismo, quello “buono” ? O la verità ?
Ma alla borghesia e al suo personale politico, a cui non gliene può fregare di meno persino dei proprii figli e di miliardi di esseri umani ridotti allo stremo, può, in nome della giustizia, veramente interessare la vicenda di un singolo, di un uomo per giunta morto 50 anni fa ?
Loro che vivono in tempo reale le rapine e le truffe finanziarie; che accendono guerre e conflitti interetnici ovunque, per il petrolio, i diamanti e tutto ciò che ha valore; che architettano complotti e attentati terroristici per il potere, loro dunque avrebbero a cuore la verità storica ?
Senza l’ esperienza storica della dittatura del proletariato in URSS, l’ obiettivo del comunismo apparirebbe come un’ idea astratta, come tante, come quella del Paradiso.La cosa veramente ipocrita è l’ eterna, monotona cagnara per le persone giustiziate per le attività ostili al socialismo.
3500, secondo il Ministro degli Interni di Gorbaciov (che non era certo stalinista), nei 40 anni di direzione di Stalin.
L’ automobile in Italia ogni anno ne ammazza il doppio per il trasporto su gomma imposto da lor signori. I nostri “critici” francescani (specie la “sinistra” del Vaticano e la sifilide trotzkijsta) fingono di non capire che in previsione dell’ aggressione nazista, l’ URSS non poteva tollerare nel suo “fronte interno” individui (Bucharin e C.) che per loro stessa libera ammissione erano disposti a cedere a compromessi con Hitler perchè “convinti della sua preponderante superiorità militare…..”.
Il Can Can della propaganda viene orchestrato dalle classi dominanti che hanno sulla coscienza (ma questa ce l’ hanno ?) centinaia di milioni di persone uccise nel corso dei secoli, e fino a questa mattina. Questi “signori” oligarchi sono maestri della propaganda, del minculpop; sono i crociati della non violenza, della pace, della democrazia, della libertà e del progresso. Ma questi estetisti della Storia e del presente, parlano di categorie che (forse) vivono nello spazio siderale.
Dove si è mai dato per il popolo un attimo di non violenza, economica, culturale, personale ? Un momento di libertà dallo sfruttamento, dalla miseria, dall’ ignoranza ? Forse ai tempi di Mosè ? Di Giulio Cesare, del Papa Borgia, di Ford, di Krupp, di Agnelli ? Forse oggi, al tempo della globalizzazione, dove ogni 7 secondi muore un bambino di fame o di malattia, dove 1 miliardo e 200 milioni di persone non hanno ne 1 dollaro al giorno, ne acqua potabile, ne casa ?
Voi, signori oligarchi, non avete titolo per giudicare la prima esperienza storica di potere operaio; voi non siete credibili, voi siete i soli carnefici della Storia.
L’ antistalinismo poi dei socialisti a parole e servi del Capitale nei fatti, dei socialdemocratici alla D’ Alema e C. ha una funzione ancor più ignobile.
Si sono assunti “l’ onere” di far credere che il capitalismo (con qualche ritocco, se sono loro al potere) è il solo mondo possibile, il regno della libertà e della democrazia. Hanno cominciato negando il Diritto dei lavoratori di prendere il potere e schiacciare gli sfruttatori, alcuni hanno persino negato l’ esistenza stessa della classe operaia, ora dicono che il Comunismo è stato “la tragedia del XX° secolo” – dice Veltroni il mollusco, perchè ?
Perchè gli hanno dato il compito, ben pagato, di negare ogni identità ai lavoratori, ogni prospettiva di radicale cambiamento di questo mondo infame, condannando così le masse alla rassegnazione, all’ eterna oppressione.
I socialdemocratici si sono uniti da molto tempo alle schiere dei parassiti, degli zombi, dei criminali che pensano che il mondo è solo per i crudeli, per i ladri, per i facitori di morte. Loro sono i “furbi”, i realisti, gli “onorevoli”, quelli che vivono alla giornata e credono che andrà sempre così. Noi comunisti saremmo gli illusi, gli ultimi nostalgici della politica.
Non mancano infine, e non sono pochi, quelli che -dicono- vogliono buttare l’ acqua (Stalin) ma non il bambino (il comunismo); coloro che ingenuamente si prestano alla propaganda anticomunista, infognandosi in un vicolo cieco. Essi non sanno o non hanno capito che la sconfitta della prima esperienza socialista è il risultato proprio dell’ abbandono della via indicata da Stalin. La controrivoluzione e la restaurazione del capitalismo furono il frutto della negazione del principio staliniano della lotta di classe nel socialismo. Il rifiuto bukhariniano-kruscioviano della tesi di Stalin che allo sviluppo delle forze produttive deve assolutamente corrispondere una rivoluzione continua dei rapporti di produzione, sociali, perchè -in caso contrario- esisteva il pericolo, le condizioni, della presa del potere da parte della borghesia che agiva (e agisce) sotto le spoglie del riformismo (Si veda l’ opera ultima di Stalin: “Problemi economici del Socialismo in URSS”).
Non ci dilungheremo su ciò che è stata l’ Unione Sovietica per la Storia dell’ umanità proletaria. Solo degli individui dal pensiero debole possono negare la grandiosa realtà della società staliniana, nelle conquiste del lavoro, della cultura per tutti, dello Stato sociale, dello sviluppo della scienza (aerospaziale, psichiatrica, etc.), nell’ arte, nel cinema e così via. Solo l’ ignoranza può spiegare una simile “rimozione”. Alcuni nomi: Pavlov, Gagarin, Eisestein, Vygotskij; un solo esempio per tutti: l’ aver salvato l’ umanità dal (“nostro”) nazifascismo.
Tutto il mondo del lavoro beneficiò di grandi conquiste, per riflesso di quanto si faceva in URSS; il Movimento Comunista era potente e sviluppato in tutto il pianeta, era temuto e rispettato. E’ questa “l’ acqua” che volete buttare ?
L’ Art. 13 della Costituzione sovietica diceva: “Chi non lavora non mangia”, è violenza questa ? Si è violenza ! La Legislazione bolscevica condannava a morte l’ antisemitismo e l’ odio razziale. E’ violenza questa ? Si ! Scriveva Canfora sul “Corriere della Sera” : Nel dogma staliniano la classe operaia era inviolabile, e non era permessa alcuna violenza contro di essa. E’ “discriminazione” questa ? Si e allora ?
Tutti quei nanerottoli, quelle vergini incontaminate che senza timore del ridicolo “buttano l’ acqua”, sognando rivoluzioni in laboratori asettici, in mondi ideali, finiscono poi nelle sacrestie, affogano nel loro laghetto personale, confusi nei loro meschini tormenti.
Quando Krusciov, il trotzkijsta pentito poi divenuto “stalinista”, attaccò Stalin calunniandolo con le stesse parole usate dalla propaganda nazista (vedi J. Goebbels), lo fece per camuffare (nel 1956) il suo Programma esplicitamente controrivoluzionario (Rapporto al XX° Congresso), che come si è visto ha portato alla restaurazione del capitalismo, al socialimperialismo e alla dissoluzione dell’ URSS.
Noi comunisti non permetteremo mai che si infanghi impunemente la nostra eroica Storia; che si giudichi dell’ operato della Giustizia proletaria da parte degli sfruttatori. Il sangue da noi versato è una goccia nell’ oceano di sangue creato dai crimini commessi da Ramsete II° fino a Bush. Solo i nemici, i traditori e gli ignoranti presuntuosi possono gioire se una spedizione di alpinisti fallisce in prossimità della vetta. Marx scriveva: Se siamo stati sconfitti non ci resta che una cosa da fare: continuare.
In conclusione, lo scopo generale della propaganda contro Stalin è quello di impedire che la classe operaia abbia una sua ideologia, una sua Storia. Tutti sappiamo quale importanza abbia avuto per le masse una forte convinzione; pensiamo al cristianesimo, a Maometto, agli ideali della rivoluzione borghese in Francia, agli antifascisti che si batterono e morirono al grido di “Viva Stalin”, ai bolscevichi, ai vietnamiti, ai palestinesi, etc.
Una classe operaia senza ideali, senza radici, senza certezze, senza grandi personalità in cui ispirarsi, è votata alla perenne schiavitù economica e ideologica. E’ questo che volete ?

Ubaldo Buttafava

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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