Antonio Gramsci ; The “arditi del popolo”/Gli arditi del popolo/ “Los valientes del pueblo

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Gli Arditi del Popolo

Antonio Gramsci


Da “L’ordine nuovo”, 15 luglio 1921

Trascritto da Clara S


Le dichiarazioni fatte ai giornali dall’on. Mingrino a proposito della sua adesione agli Arditi del popolo servono magnificamente per mettere in rilievo il comunicato del Partito comunista sullo stesso argomento . Le dichiarazioni del Mingrino corrispondono alla vieta e logora psicologia del Partito socialista, che altre volte abbiamo battezzato neomalthusiana. Secondo questa concezione, il movimento per gli Arditi del popolo fatalmente riporterebbe a una ripetizione dei fatti del settembre 1920, quando il proletariato metallurgico fu condotto nel campo dell’illegalità, fu messo in condizioni di non poter resistere senza armarsi, senza manomettere i privilegi più sacri del capitalismo e poi, d’un tratto, tutto finì, perché l’occupazione delle fabbriche si proponeva solo dei fini… sindacali.

I.’on. Mingrino aderisce agli Arditi del popolo. Dà all’istituzione il suo nome, la sua qualità di deputato socialista, il prestigio della sua figura, diventata simpatica al proletariato rivoluzionario per l’atteggiamento tenuto durante l’aggressione fascista contro il compagno Misiano. Ma qual è la missione degli Arditi del popolo, secondo Con. Mingrino? Essa dovrebbe limitarsi a determinare un equilibrio alla violenza fascista, dovrebbe essere di pura resistenza, dovrebbe, insomma, avere dei fini puramente… sindacali.

L’on. Mingrino crede dunque, ancora, che il fascismo sia una manifestazione superficiale di psicosi postbellica? Non si è ancora persuaso che il fascismo è organicamente legato all’attuale crisi del regime capitalista e che sparirà solo con la soppressione del regime? Non si è ancora convinto che bisogna dare alle ideologie patriottiche, nazionaliste, ricostruttrici di Mussolini e C. un valore puramente marginale e bisogna invece vedere il fascismo nella sua realtà obbiettiva, fuori di ogni schema prestabilito, fuori di ogni piano politico astratto, come uno spontaneo pullulare di energie reazionarie che si aggregano, si disgregano, si riassociano, seguendo i capi ufficiali solo quando le loro parole d’ordine corrispondono all’intima natura del movimento, che è quella che è, nonostante i discorsi di Mussolini, i comunicati di Pasella, gli alalà di tutti gli idealisti di questo mondo?

Iniziare un movimento di riscossa popolare, aderire a un movimento di riscossa popolare ponendo preventivamente un limite alla sua espansione, è il più grave errore di tattica che si possa commettere in questo momento. Non bisogna creare illusioni nelle masse popolari, che soffrono crudelmente e che dalle loro stesse condizioni di sofferenza sono portate a illudersi, a credere di alleviare il loro dolore imi landò il fianco. Non bisogna far credere che basti un piccolo sforzo per salvarsi dai pericoli che oggi incombono su tutto il popolo lavoratore. Bisogna far comprendere, bisogna insistere per far comprendere che oggi il proletariato non si trova contro solo un’associazione piivata, ma si trova contro tutto l’apparecchio statale, con la sua polizia, i suoi tribunali, coi suoi giornali che manipolano l’opinione pubblica secondo il buon piacere del governo e dei capitalisti. Bisogna far comprendere ciò che non fu fatto comprendere nel settembre 1920: quando il popolo lavoratore esce dalla legalità e non trova la virtù di sacrifizio e la capacità politica necessarie per condurre fino in fondo un’azione, viene punito con la fucilazione in massa, con la fame, con il freddo, con l’inedia che uccide lentamente giorno per giorno.

Sono i comunisti contrari al movimento degli Arditi del Popolo? Tutt’altro: essi aspirano all’armamento del proletariato, alla creazione di una forza armata proletaria che sia in grado di sconfiggere la borghesia e di presidiare l’organizzazione e lo sviluppo delle nuove forze produttive generate dal capitalismo.

I comunisti sono anche del parere che per impegnare una lotta non bisogna neppure aspettare che la vittoria sia garantita per atto notarile. Spesse volte nella storia i popoli si sono trovati al bivio: o languire giorno per giorno di inedia, di esaurimento, seminando la propria strada di pochi morti al giorno, che diventano però una folla nelle settimane, nei mesi, negli anni; oppure arrischiare l’alea di morire combattendo in un supremo sforzo di energia, ma anche di vincere, di arrestare d’un colpo il processo dissolutivo, per iniziare l’opera di riorganizzazione e di sviluppo che almeno assicurerà alle generazioni venture un po’ più di tranquillità e di benessere. E si sono salvali quei popoli che hanno avuto fede in se stessi e nei propri destini e hanno affrontato la lotta, audacemente.

Ma se così pensano i comunisti, per i dati obbiettivi della situazione, per i rapporti di forza con l’avversario, per le possibilità di dominare il marasma e il caos creati dalla guerra imperialista, per tutti gli elementi che non possono essere inventariati e sui quali non sempre si può fare un esatto calcolo di probabilità, essi però vogliono almeno che i fini politici siano chiari e concreti, essi non vogliono che si ripeta oggi ciò che è avvenuto nel settembre 1920, non vogliono almeno per ciò che può essere previsto, che può essere valutato, che può essere predisposto dall’attività politica organizzata in partito. Gli operai hanno modo di esprimere il loro parere; gli operai socialisti, che sono rivoluzionari, che hanno dall’esperienza di questi ultimi mesi tratto qualche insegnamento, hanno modo di far pressione sul Partito Socialista, di costringerlo a uscire dall’equivoco e dall’ambiguità, di fargli assumere una posizione netta e precisa in questo problema che è il problema della stessa incolumità fisica dell’operaio e contadino. L’on. Mingrino è deputato socialista; se è uomo sincero, come noi crediamo, prenda egli l’iniziativa di fare uscire dal torpore e dall’indecisione le masse che seguono ancora il suo partito, ma non ponga dei limiti alla loro espansione se non vuole avere la responsabilità di aver procurato per il popolo italiano una nuova disfatta e un nuovo fascismo moltiplicato per tutte le vendette che la reazione implacabilmente esercita sui titubanti e sugli indecisi, dopo aver massacrato le avanguardie d’assalto.

http://marxism.halkcephesi.net/Antonio%20Gramsci/1921/07/arditi_del_popolo.htm

The “arditi del popolo” Unsigned, L’Ordine Nuovo, 15 July 1921.

 Text from Antonio Gramsci “Selections from political writings (1921-1926)”, translated and edited by Quintin Hoare (Lawrence and Wishart, London 1978). Transcribed to the www with the kind permission of Quintin Hoare.

 Hon. Mingrino’s declarations to the press about his joining the Arditi del Popolo serve magnificently to highlight the Communist Party’s statement on the same subject. Mingrino’s declarations correspond to the obsolete, worn-out psychology of the Socialist Party, which on other occasions we have baptized as neo-Malthusianism. If this conception were accepted, the Arditi del Popolo movement would inevitably lead to a repetition of the events of September 1920, when the metal-working proletariat was led on to the terrain of illegality, placed in a situation where it could not resist without arming itself and violating the most sacred privileges of capitalism, and then, suddenly, everything came to an end because the occupation of the factories only set itself … trade-union objectives.

Hon. Mingrino is joining the Arditi del Popolo. He is giving that institution his name, his rank as a socialist deputy, his personal prestige as someone liked by the revolutionary proletariat for his conduct during the fascist attack on comrade Misiano. But what is the mission of the Arditi del Popolo, according to Hon. Mingrino? It should be limited to achieving a counter-weight to fascist violence; it should be one of pure resistance; in short, it should have purely … trade-union objectives.

Does Hon. Mingrino then believe that fascism is a superficial manifestation of post-war psychosis? Has he not yet been persuaded that fascism is organically linked to the present crisis of the capitalist order and will only disappear with the suppression of that order? Has he not yet been convinced that the patriotic, nationalistic, reconstructionist ideology of Mussolini and Co. is of purely marginal significance? That instead fascism must be seen in its objective reality, outside all predetermined schemas or abstract political models, as a spontaneous pullulation of reactionary energies which coalesce, dissolve and come together again, following the official leaders only when their directives correspond to the inner nature of the movement? For this is what it is, notwithstanding Mussolini’s speeches, Pasella’s official statements and the hurrahs of all this world’s idealists.

To launch, or join, a movement of popular resistance, while setting in advance a limit to its expansion, is the most serious error of tactics that can be committed at this moment. It is essential not to sow illusions among the popular masses, who are suffering cruelly and are led by their sufferings to delude themselves, to believe that they can alleviate their pain simply by shifting their position. It is essential not to make them believe that a little effort will be enough to save them from the dangers which loom over the entire working people today. It is essential to make them understand, it is essential to compel them to understand, that today the proletariat is confronted not just by a private association, but by the whole State apparatus, with its police, its courts, its newspapers which manipulate public opinion as the government and the capitalists please. It is essential to make them understand what they were not made to understand in September 1920: when the working people leaves the terrain of legality but does not find the necessary spirit of sacrifice and political capacity to carry its actions through to the end, it is punished by mass shootings, by hunger, by cold, by inactivity which kills slowly, day by day.

Are the communists opposed to the Arditi del Popolo. movement? On the contrary: they want the arming of the proletariat, the creation of an armed proletarian force which is capable of defeating the bourgeoisie and taking charge of the organization and development of the new productive forces generated by capitalism.

The communists are also of the opinion that when one wishes to launch a struggle, one should not wait for victory to be guaranteed by a notary’s certificate. On many occasions in history, peoples have found themselves at a crossroads: either to languish day by day in starvation and exhaustion, strewing their paths with a few deaths each day – which, however, in the course of weeks, months and years become a host; or else to take a chance. This could mean to die fighting in an allout effort; but it could also mean to win, to halt the process of dissolution at a single blow and initiate the enterprise of reorganization and development which will at least ensure a little more tranquillity and well-being for future generations. Those peoples who had faith in themselves and their own destinies, and who faced up to the struggle with audacity, were the ones who saved themselves.

But if the communists are of this opinion – as regards the objective elements of the situation; as regards the relation of forces with the enemy; as regards the ways in which the decadence and chaos created by the imperialist war can be overcome; as regards all those elements which cannot be inventoried, and concerning which it is not always possible to make an accurate calculation of probabilities – they nevertheless at least want the political objectives to be clear and concrete. They do not want what happened in September 1920 to be repeated today, at least so far as what can be foreseen is concerned what can be assessed, and predetermined by political activity organized in a party.

The workers have the means to express their opinions. The socialist workers, who are revolutionaries and have drawn certain lessons from the experience of these last months, have the means to exert pressure on the Socialist Party, forcing it to abandon equivocation and ambiguity, and obliging it to take up a clear and precise position on this problem in which the actual physical safety of the worker and the peasant is at stake. Hon. Mingrino is a socialist deputy. If he is a sincere man, as we believe, let him take the initiative in bringing the masses which still follow his party out of their torpor and indecision. But let him not put limits on their expansion, if he does not wish to bear the responsibility of having brought the Italian people a new defeat and a new fascism, compounded by all the vengeance which reaction implacably wreaks upon the waverers and hesitaters, after it has massacred the assault troops in the vanguard.

 Antonio Gramsci , “Los valientes del pueblo”

Las declaraciones hechas a la prensa por el Sr. Mingrino sobre su adhesión a la Arditi del Popolo (los valientes del pueblo)) bien sirven para destacar el lanzamiento del Partido Comunista sobre el mismo tema. Las declaraciones de las prohibiciones de partidos Mingrino y psicología desgastado del Partido Socialista, que en otras ocasiones hemos bautizado como neo-maltusiana. De acuerdo con este punto de vista, el movimiento de los Arditi del Popolo, inevitablemente, traerá de vuelta a una repetición de los acontecimientos de septiembre de 1920, cuando el proletariado se llevó en el campo metalúrgico de anarquía, fue puesto en una posición de no ser capaz de resistir sin armarse, sin alterar el privilegio sagrada del capitalismo y entonces, de repente, todo había terminado, porque la ocupación de las fábricas estaba destinado exclusivamente a … sindicatos.

I. ‘on. Mingrino adhiere a los Arditi del Popolo (los valientes  del pueblo). Da su nombre a la institución, su calidad de diputado socialista, el prestigio de su figura, se convirtió en simpatizante del proletariado revolucionario a la actitud tuvo lugar durante la agresión fascista contra Misiano camarada. Pero ¿cuál es la misión de la Arditi del Popolo, de acuerdo con Con. Mingrino? Sólo se debe determinar un balance de la violencia fascista, debe ser de la resistencia pura, debe, en definitiva, tener meramente … sindicatos.

El Excmo. Mingrino cree, por lo tanto, una vez más, que el fascismo es una manifestación superficial de la psicosis post-guerra? Todavía no se ha convencido de que el fascismo está orgánicamente vinculado a la actual crisis del sistema capitalista, y que va a desaparecer sólo con la eliminación del régimen? Todavía no se ha convencido de que hay que dar a las ideologías patrióticas, nacionalistas, ricostruttrici de Mussolini y C. un fascismo meramente marginal y en su lugar debe ver en su realidad objetiva fuera de cualquier esquema preestablecido, fuera de cualquier contexto político, como un enjambre espontánea de las energías reaccionarias que se unen, desintegración, que volver a asociar, a raíz de los líderes oficiales sólo cuando sus consignas corresponden a la naturaleza íntima del movimiento, que es lo que es, a pesar de los discursos de Mussolini, pulse el Pasella, el Alala de todos los idealistas de este mundo?

Iniciar un movimiento para rescatar a las personas, unirse a un movimiento para rescatar a las personas mediante la colocación de un límite para avanzar en su expansión, es el error más grave de las tácticas que se puede cometer en este momento. No debemos crear ilusiones entre las masas, que sufren cruelmente y que por sus propias condiciones de sufrimiento son llevados a fingir creer para aliviar su imi el lado landau dolor. No debemos pretender que sólo un poco de esfuerzo para salvarse de los peligros que hoy se ciernen sobre todas las personas que trabajan. Tienes que entender, hay que insistir en el entendimiento de que hoy el proletariado no es sólo contra una asociación piivata, pero es contra todo el aparato del Estado, con su policía, sus tribunales, con sus periódicos que manipulan opinión pública de acuerdo con la buena voluntad del gobierno y los capitalistas. Usted tiene que entender lo que usted no entiende se hizo en septiembre de 1920, cuando la gente que trabaja fuera de la ley y no encuentra la virtud del sacrificio y la capacidad política necesaria para llevar a cabo una acción hasta el final, es castigado por la ejecución en masa con el hambre, el frío, el hambre que mata lentamente día a día.

Los comunistas se oponen al movimiento del Arditi del Popolo? (los valientes del pueblo ?) Todo lo contrario: aspiran armamento del proletariado, la creación de una fuerza armada proletaria que es capaz de derrotar a la burguesía y supervisar la organización y el desarrollo de nuevas fuerzas productivas creadas por el capitalismo.

Los comunistas también son de la opinión de que para participar de una pelea que no debemos esperar a que la victoria está garantizada por acción. Muchas veces en la historia la gente ha encontrado en la encrucijada: o languidecer cada día de hambre, el cansancio, la difusión de su propia manera algunas muertes por día, pero que podría ser una multitud en las semanas, meses, años, o poner en riesgo la ‘alea morir luchando en un esfuerzo supremo de la energía, sino también para ganar, para detener de golpe el proceso dissolutivo, para comenzar el trabajo de reorganización y desarrollo que asegure a las generaciones venideras, al menos, un poco más tranquilo y de bienestar. Y a salvar a esas personas que han tenido fe en sí mismos y en su propio destino y han abordado la lucha con valentía.

Pero si usted piensa que los comunistas, por datos objetivos sobre la situación, por la relación de fuerzas con el oponente, para tener la oportunidad de dominar el caos y el caos creado por la guerra imperialista, por todos los elementos que no pueden ser inventariados y el que no siempre se puede hacer un cálculo exacto de las probabilidades, pero quieren al menos que los propósitos políticos son claros y concretos, que no quieren que se repita lo que ocurrió hoy, en septiembre de 1920, no quieren, al menos, lo que se puede esperar, que se puede evaluar, que se puede preparar a partir política organizada en el partido. Los trabajadores tienen la oportunidad de expresar su opinión, los trabajadores socialistas, que son revolucionarios, que tienen experiencia de los últimos meses han aprendido algo, no hay manera de ejercer presión sobre el Partido Socialista, para obligarle a salir de la incomprensión y de la ” ambigüedad, para llegar a tomar una forma clara y precisa a este problema es el problema de la misma integridad física de los trabajadores y campesinos. El Excmo. Mingrino es diputado socialista, si es hombre sincero, como creemos, toma la iniciativa para salir del letargo y la indecisión a las masas que aún siguen a su partido, pero no pone límites a su expansión, si usted no quiere tener responsabilidad por haber adquirido para el pueblo italiano una nueva derrota y un nuevo fascismo multiplicado por toda la venganza que la reacción ejerce implacablemente vacilante e indeciso, después de haber masacrado el asalto de vanguardia.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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