IL “PEGGIORE”, PADRE DELL’ANTICOMUNISMO ITALIANO.

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pubblicata da Salvatore Ambrosino

Lo stato è il prodotto e la manifestazione degli antagonismi inconciliabili tra le classi… Lo stato appare là, nel momento e in quanto,dove,quando e nella misura in cui gli antagonismi di classe non possono essere oggettivamente conciliati”.

V.I.Lenin, Stato e Rivoluzione, cap.1

La società classista e lo stato.-

.”Lo stato prodotto dell’antagonismo inconciliabile tra le classi”,  da tale assunto potremmo dedurre e dichiarare che bella espressione di opportunisti, imbroglioni e mistificatori del marxismo leninismo, coloro che in Italia  si nascondono dietro ai simboli e alle parole d’ordine del movimento comunista appropriandosene abusivamente e costruendoci sopra  le loro personali fortune da  Filistei piccolo borghesi incancreniti  dimostrando con le loro misere e abominevoli mistificazioni il l’interesse a mantenere vivo lo stato di cose presenti, sempre pronti a sedersi alla mensa della borghesia in attesa che essa elargisca privilegi, regalie, piccole prebende.

A ben vedere non è  Lenin il riferimento di costoro,   ma è bensì Togliatti (il peggiore), il loro vate!

Un traditore della classe operaia italiana e delle masse popolari tutte che aspiravano al socialismo,il “peggiore” infatti tra i suoi crimini,conta quello di aver disarmato la resistenza e quei quadri del partito comunista (clandestino) che si erano temprati attraverso la lotta di liberazione nazionale e che dichiaravano apertamente di volere il socialismo, furono tutti messi all’angolo,isolati dal  gruppo dirigente con a capo il “peggiore” che di quel partito purtroppo era segretario, per far spazio a “compagni”  più obbedienti funzionali ai suoi progetti.

Cos’è la “via italiana al socialismo” se non il più alto tradimento dei principi marxisti leninisti? un espediente opportunista, rinunciatario, anticipatrice di ogni futura revisione  ,trovata paravento dove nascondere  la trasmutazione del partito ,dal partito di classe  a quella del partito di tutto un popolo (in un certo senso anticipatore del kruscioviano lo “stato di tutto il popolo”).

Via italiana al socialismo paradigma della difesa dello stato, difesa assoluta del dominio della borghesia stracciona italica ,difesa dello stato presente .

Via italiana simile a quelle che tanti danni procurò al movimento comunista internazionale vie predicate da Gomulka ,passando per Imne Noghi per approdare al comunista nazionale ,agente imperialista Tito.

 Via italiana al socialismo, la visione sacrale dello stato (borghese), sorto dal tradimento della resistenza e non come si afferma erroneamente dal sangue e dal sacrificio della resistenza, la parte più avanzata di quel pezzo della  resistenza non avrebbe combattuto di certo per una squallida e terroristica repubblica borghese – parlamentare  che avrebbe di fatto, più tardi ( Scelba Tambroni, licenziamenti in  massa delle avanguardie operaie  ecc ecc ) schiacciato, represso e umiliato la maggioranza della popolazione cosciente e più propensa  a rompere e spezzare lo stato borghese.

Karl Marx ci insegna che: “Lo stato è l’organo di dominio di una classe su un’altra. Lo stato è un organizzazione particolare della forza,è l’organizzazione della violenza destinata a reprimere una certa classe. Qual’ è dunque la classe che il proletariato deve reprimere? Evidentemente una sola: La classe degli sfruttatori, vale a dire la borghesia.” I lavoratori hanno bisogno dello stato solo per reprimere la resistenza degli sfruttatori,e solo il proletariato è in grado di dirigere e di attuare questa repressione, perché  il proletariato è la sola classe rivoluzionaria fino in fondo,la sola classe capace di unire tutti i lavoratori e tutti gli sfruttati nella sua lotta contro la borghesia, per soppiantarla completamente.”

 

Il peggiore,fregandosene ampiamente di queste parole di Marx,da bravo rinnegato del marxismo qual’era,scelse coscientemente di adottare la visione dello stato come organo conciliatore tra le classi,optando quindi per la sottomissione pacifica della maggioranza alla minoranza,cioè la sottomissione del proletariato al capitalismo, si impegnò in tutta la sua vita a perfezionare sempre più la macchina dello stato criminale, reazionario,antipopolare e nemico del proletariato con alla testa la classe di parassiti che risponde al nome di borghesia, anziché spezzarla e demolirla.

La “democrazia” (borghese) e le sue “regole”,solo ed esclusivamente vantaggiose per il capitale e la sua classe di riferimento,parafrasando Friedrich Engels: “La democrazia non si identifica con la sottomissione della minoranza alla maggioranza. La democrazia è uno stato che riconosce la sottomissione della minoranza alla maggioranza, cioè l’organizzazione della violenza sistematicamente esercitata da una classe contro un altra, da una parte della popolazione contro l’altra”. La “democrazia” post fascismo si caratterizzò per il suo essere profondamente ipocrita e bugiarda, realizzando il sogno dei signorotti e dei professori liberali e di tutti gli opportunisti piccolo borghesi, una “democrazia” infima e formale,pomposa e vuota atta a soddisfare  i bisogni dei ricchi parassiti.

Solamente la dittatura del proletariato è vera democrazia, sarà l’organizzazione dell’avanguardia cosciente e organizzata dei lavoratori e degli oppressi a realizzare la democrazia per i poveri,per il popolo,non più per i ricchi, pronta a reprimere con la propria forza gli oppressori,gli sfruttatori e a spezzare la loro resistenza,democrazia per la maggioranza del popolo e repressione con la forza di classe (esclusione dalla democrazia),per gli sfruttatori e gli oppressori del popolo. La società democratico- capitalistica sorta dal tradimento della resistenza e che continua a vivere ancora oggi,ci ha offerto e ci offre tutt’ora,una “democrazia” tronca,miserabile,falsificata,inutile per la stragrande maggioranza del popolo italiano lavoratore,cinica,imbrogliona,una “democrazia” per soli ricchi,per la sola minoranza assassina e parassita degli sfruttatori,dei padroni. La dittatura del proletariato,che rappresenta il periodo di transizione verso il comunismo,può essere la sola capace di istituire la democrazia per la maggioranza della popolazione, esercitando comunque la repressione giusta e necessaria nei confronti della minoranza degli sfruttatori,soltanto il comunismo è in grado di donare una democrazia vera,piena,realmente completa,talmente completa sino a diventare superflua,estinguendosi quindi da sé, poiché non se né sentirà più il bisogno. Nel regime democratico- capitalistico,lo stato altro non è che una macchina speciale per la repressione sistematica per mano di una minoranza di ricchi parassiti reazionari criminali contro la maggioranza del popolo lavoratore ed oppresso. Bisogna invertire i rapporti di forza,spezzare appunto questa macchina statale,ad esercitare la giusta repressione deve essere la maggioranza degli sfruttati contro la minoranza degli sfruttatori,per la liberazione dalla schiavitù capitalista. In regime capitalista,la “democrazia”è ristretta,compressa, monca, mutilata,ad uso e consumo della borghesia che ha tutto l’interesse a possedere schiavi salariati e che condanna le masse popolari ad una vita fatta di miseria.

La costituzione,frutto dell’ampio compromesso tra le varie forze borghesi e comunque mai attuata nei fatti,una costituzione nata anch’essa dal tradimento della resistenza,scritta per mano padronale e che non ha portato alcun beneficio alla classe lavoratrice e alla maggioranza del popolo italiano,dal 1948 ad oggi,il risultato è sotto gli occhi di tutti,tra l’altro gli stessi padroni non hanno mai esitato nemmeno per un istante a mettersela letteralmente sotto i piedi. La costituzione è stata il contentino dato ai “comunisti” (comunisti?) o meglio ai revisionisti con alla testa Togliatti da parte della borghesia,un’ po’ come dare il ninnolo all’infante piangente. Una costituzione borghese,che non minaccia minimamente la classe dominante e i rapporti di produzione, quello che viene magnificato come un vanto, tanto da destra, quanto da sinistra, altro non è che un inganno grande quanto un secolo,che purtroppo ancora oggi permea l’interna sinistra borghese e cosiddetta “radicale”, diretti discendenti del  fu Pci revisionista, riformista, collaborazionista, conciliatore  e perfettamente integrato nel quadro delle compatibilità con il capitale, un “vanto” che ha prodotto condizioni di vita e di lavoro sempre più misere per i lavoratori, la costituzione borghese è la cornice d’oro dello stato,  Sinistra riformista,-radicale come depositaria della sacralità dogmatica di tale statuto,  il suo continuo lodarla ciecamente,il rivendicarla in maniera ossessiva, (la grande conquista ) non fa altro che continuare a condannare la stragrande maggioranza del popolo ad un presente e un futuro di fame e abbrutimento. Sinistra riformista-radicale  versione moderna del revisionista evoluzionistica, del 51%  ,la sinistra”il cui modello di programma massimo è “siamo arrivati al primo passo verso  socialismo”, “Sinistra “che nel suo complesso, durante gli ultimi decenni ha assunto sempre più il volto e atteggiamenti da  sacerdote  sciamanico adorante di icona totemica ,facendone un  mito di questa presunta  sacralità in detta carta  costituzionale conciliatoria ,questi furbetti  tendono a comparare questa carta frutto del compromesso con la fazione liberal democratica borghese  con la Costituzione sovietica del 36 come a dire “vedete che bello  la nostra carta è sovietica” come a consolare e a mettere a tacere la spinta rivoluzionaria della classe, ripetendo come un tantra mistico ”state buoni, state calmi,abbiamo raggiunto un grande obbiettivo c’avviamo al socialismo con passi graduali”,”non disturbate il manovratore” ,”il socialismo si costruisce gradualmente e senza la via rivoluzionaria” bene quale la differenza con le  posizioni mensceviche della prima ora’ dei Martov- Kautsky- Ebert  e consorti,quale la differenza tra il Peggiore e questi? Non è forse questa linea politica  propugnata dal conciliatore “il peggiore “che disarmato la classe ,non è questa linea diversa da chi provoco danni incalcolabili e favori la più nera reazione in Germania nel 1919? .

Nell’ ottica di quanto esposto risulta ai nostri occhi che dalle teorizzazioni conciliatorie ed evoluzioniste  del peggiore prima  e dei suoi epigoni berlingueriani- liquidatori poi  che solo tramite il parlamentarismo si potesse spezzare la macchina coercitiva dello stato liberal- capitalista ,cosa del più becero e travisto marxismo leninismo; cosa sono alla fin fine queste posizioni se non la sintesi aggiornata del vecchio opportunismo ?

Il parlamento, cioè lo strumento cui avrebbe fatto arrivare pacificamente, senza nemmeno torcere un capello ai padroni,il socialismo in Italia! (Non già la lotta di classe). Il parlamento è un istituzione borghese,ma non per questo non può essere usato tatticamente dal proletariato e/o i suoi rappresentanti per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

Tuttavia bisognerebbe fare un uso intelligente del parlamento borghese e sopratutto a determinate condizioni, andrebbe usato per gli interessi del proletariato armato e della maggioranza del popolo,dovrebbe preparare ancor più il terreno per l’insurrezione vittoriosa delle masse popolari, dovrebbe assestare uno dopo l’altro colpi mortali alla borghesia,ed ancora,propagandare tra il proletariato armato ed i larghi strati delle masse popolari, l’idea necessaria di una pressione perenne sul governo borghese e la sua istituzione,fino alla capitolazione totale.

Usare il parlamento borghese come arena della lotta di classe,per la propaganda della rivoluzione armata,per gli scopi dell’instaurazione del socialismo.

Già Lenin,nel suo famoso scritto ” Le due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica”del 1905 aveva asserito ciò,con l’avanzamento di un programma minimo che comprendeva:La libertà politica per il proletariato,l’assemblea costituente,il suffragio universale, la giornata lavorativa di otto ore attraverso la lotta aperta con l’azione dall’alto (rappresentanti bolscevichi nella duma) e l’azione dal basso (proletariato armato),in tal modo da mettersi sia sull’offensiva,sia sulla difensiva.

Va ricordato che siamo a cavallo tra il 1904 e il 1906,cioè in piena reazione aperta e sanguinaria nei confronti del popolo Russo, che non godeva di alcun diritto,per tanto,tenendo conto del dato oggettivo della situazione oggettiva,queste hanno rappresentato delle vere e proprie conquiste democratiche che avrebbero nella pratica fatto accrescere la coscienza rivoluzionaria dei lavoratori e del popolo russo,erano tuttavia le prime in assoluto significative vittorie per il popolo,era l’avanzare verso la rivoluzione socialista.

Quello che in Italia arrivò per mano della borghesia e che aveva il sapore di “conquista”,fu realizzato all’incirca 40 anni prima in Russia colla prima rivoluzione democratica in cui la parola d’ordine era:”Dittatura democratica del proletariato e dei contadini”,e le condizioni non erano di certo paragonabili a quelle italiane,in Russia la voce del popolo veniva spenta a suon di proiettili,la repressione incalzava spedita,l’intelligenza di Lenin fu quella di agire con coscienza e di armare il proletariato,di usare senza veli la forza contro il nemico,mentre in Italia il tutto avvenne comodamente,pilotato dall’alto,dalla borghesia.

Il Pci  di Togliatti (e non solo),attraverso il parlamento ha soddisfatto l’ardente desiderio di sedersi alla mensa della borghesia,per ricavarne prebende,regalie,posizioni di assoluto privilegio per i funzionari di partito  e degli intellettuali scribacchini,pronti a travisare e rivisitare ad uso e consumo per il capo ,funzionari ligi e servizievoli ,veri cantori delle svolte democratiche e incensatori del partito di massa travisatori del centralismo democratico, il  tutto mascherato dietro alla difesa degli interessi dei lavoratori, in perfetto stile della socialdemocrazia revisionista e riformista.

Il porre la  centralità del parlamento come momento non tattico ma strategico,  rappresentò  la morte definitiva della speranza rivoluzionaria, il peggiore continuò colla sua linea controrivoluzionaria, traditrice,imbrogliona,infame, fu il leader di un inebetimento di massa,fatto di concezioni opportunistiche,conciliatrici, legalitaristiche, il cretinismo parlamentare l’ebbe vinta sulla lotta di classe,facendo arretrare sempre più la coscienza della classe operaia e di tutti coloro che auspicavano il socialismo.

Ancora oggi,c’è chi ingenuamente (nel migliore dei casi),ipotizza governi di “unità popolare”,di “salvezza nazionale,predicando l’  interclassismo (tipico della degenerazione e del travisamento del marxismo), generici appelli vuoti di “alternativa al capitalismo” (senza indicare però quale sia praticamente questa alternativa, con che cosa sostituire il capitalismo),addirittura tali governi dovrebbero essere guidati da coloro che i falso comunisti chiamano “borghesia sana”,ossia, i de Magistris, i Pisapia,i Vendola,i Di Pietro,i Grillo,i Landini, gli “intellettuali”oscillanti,dubbiosi  piccolo borghesi totalmente slegati dalle masse popolari e che non  ne conoscono i problemi e i bisogni di quest’ultime, insomma per certi “comunisti” che si nascondono dietro ai simboli e alle parole d’ordine del movimento operaio e comunista internazionale.

Secondo questi travisatori a ultrarivoluzionari ma nei fatti opportunisti,e affaristi dalla frase rivoluzionaria vuota e vacua simil – trotzkista che confondono la tattica con la strategia,  sono arrivati  a teorizzare e a propinare deliri antimarxisti del tipo “nel nostro paese ha bisogno di una “nuova borghesia”, illusioni opportuniste.

Che tipo di “nuova borghesia sarebbe? da dove dovrebbe venir fuori questa nuova formazione sociale ?, la nuova borghesia secondo costoro è progressiva e dovrebbe essere il supposto alleato della classe lavoratrice ,deliri di opportunisti ultra-rivoluzionari ,tale nuova formazione sociale alla fine è solo un modo per nascondere quella vecchia  alla fine  tutto ciò serve a legittimare una nuova forma  che poi tanto nuova non è,visto che è la stessa faccia della medaglia del regime capitalista, anch’essa è affamatrice e repressiva quanto la borghesia di destra e non fa altro che salvaguardare e aumentare gli interessi di una ristretta minoranza di parassiti a scapito della classe lavoratrice e dei larghi strati delle masse popolari.

Un imbroglio sistematico bello e buono,un gettare fumo negli occhi alle anime belle armate di buone intenzioni,lo stupido intento reazionario di riformare l’irriformabile, per i comunisti il capitalismo non si riforma,si abbatte! Altro che “comunisti”!

Questi signori non sono altro che dei neomenscevichi perfettamente integrati nel quadro capitalista,costoro hanno tutto l’interesse a mantenere vivo lo stato di cose presenti,a parole vogliono “l’alternativa al capitalismo”,ma nella pratica fanno di tutto per mantenerlo in vita,basta vedere la ventennale e fallimentare esperienza di rifondazione comunista,organizzazione trotzkjista, borghese e filo imperialista,da sempre accodata al centro sinistra reazionario,guerrafondaio e nemico dei lavoratori e della maggioranza del popolo.

Il peggiore ha fatto scuola, senza ombra di dubbio,per la classe lavoratrice,i larghi strati delle masse popolari, i fautori del socialismo,costoro non sono la soluzione,ma parte attiva del problema. Vediamo cosa asseriva in merito il Compagno Stalin, il grande teorico cha ha sviluppato in senso creativo i principi Marxisti Leninisti , degno erede dell’altrettanto grande Lenin, ambedue guide forti e sicure dei principi  coerenti sviluppatori del socialismo scientifico.

“Mentre l’ala sinistra lotta per ottenere una dittatura dal basso, un potere esercitato dalla maggioranza sulla minoranza, l’ala destra consiglia di ritornare indietro, allo stadio ormai superato del parlamentarismo borghese. L’esperienza del parlamentarismo in Francia ed in America ha chiaramente mostrato che un governo esteriormente democratico, nato dal suffragio universale, è in realtà un governo di coalizione con il capitale finanziario, assai lontano dalla vera democrazia, estraneo alla democrazia. In Francia, in questo paese a democrazia borghese, i deputati vengono eletti da tutto il popolo, ma chi nomina i ministri è la Banca di Lione. In America vi è il suffragio universale, ma al potere vi sono creature del miliardario Rockfeller. Non è questo un fatto? Sì, il parlamentarismo borghese è stato da noi sepolto, e invano i Martov tentano di trascinarci nel periodo martoviano della rivoluzione. Per noi, rappresentanti degli operai, è necessario che il popolo non solo abbia la possibilità di votare, ma possa anche dirigere. Non governano coloro che votano ed eleggono, ma coloro che dirigono.

[Stalin, Discorsi al 3° Congresso dei Soviet dei deputati operai, soldati e contadini di tutta la Russia., 10-18 gennaio 1918 – Opere complete, vol. 4, p. 49]

 

Tra i crimini e le malefatte del peggiore,vi è anche l’amnistia ai fascisti,quando egli era nel 1945-1946 ministro di grazia e giustizia del regno d’Italia,i gerarchi,coloro che ricoprivano posizioni di privilegio negli apparati fascisti, non furono affatto processati,ne puniti in alcun modo,di fatto, costoro,si sono ampiamente e liberamente riorganizzati attraverso i partiti dell'”arco costituzionale”, i posti che occupavano nello stato fascista, se li sono ripresi alla grande nelle “istituzioni democratiche” della repubblica parlamentare-borghese,capitalista nata dal tradimento della resistenza e fondata sulla repressione di massa, sulla fame e sulla miseria della maggioranza del popolo italiano,i fascisti, da questo paese, non se ne sono mai andati.

La riabilitazione della figura di Trotzkji,un vile traditore controrivoluzionario anticomunista,un cospiratore antisovietico alleato con la gestapo di Hitler,una quinta colonna dell’imperialismo,un assassino senza pietà e senza scrupolo alcuno,un odiatore incallito dei principi del marxismo leninismo che sono alla base della teoria del socialismo scientifico, un anticomunista di professione, servo cosciente ed attivo del capitalismo internazionale,fu il peggiore in Italia a far stampare e diffondere gli scritti di Trotzkji, unendosi da bravo politicante opportunista qual’era,all’abbaiare isterico di Krusciov ed il suo Rapporto  Segreto (ma tanto segreto  non era visto che fu divulgato dalla Cia in anteprima) presentato al XX congresso del PCUS in cui in maniera infame si attaccava spietatamente il Compagno Stalin per attaccare in ultima istanza il socialismo realizzato, Krusciov gettò le basi per la distruzione del grande stato socialista sorto dalla rivoluzione d’ottobre,il primo stato nel mondo operaio-contadino,quello di Krusciov era l’inizio della fine,come drammaticamente si è potuto constatare  nel corso degli anni successivi con Breznev, Gorbaciov, Eltsin, sino alla distruzione totale e definitiva dell’URSS dall’interno.

Il peggiore,come Krusciov,accoltellò alle spalle l’ormai defunto Compagno Stalin,il partigiano della pace,il piccolo grande padre del popolo sovietico,il liberatore del mondo e l’annientatore del mostro nazifascista, Krusciov, fu colui che riprese il termine Trotzkista  e cominciò a far circolare il termine “stalinista” (mai Stalin permise tale definizione anche quando un giornalista gli chiese cosa ne pensasse,lui era a tutti gli effetti un leninista,un discepolo di Lenin),per addossargli qualsiasi tipo di crimine, senza però mai argomentare e talvolta costruendo “prove” false,era diventato oramai il termine di tutti gli anticomunisti,di destra,quanto di sinistra,per “identificare” i marxisti leninisti nei partiti comunisti dei rispettivi paesi con l’obbiettivo di emarginarli dalla vita politica del partito. Ed ancora,l’infame e vergognosa associazione di Antonio Gramsci (primo ed unico grande dirigente del movimento operaio e comunista in Italia),alla “via italiana al socialismo”, quasi a farne il padre nobile,riducendo nei fatti Gramsci ad un qualsiasi revisionista, svuotando in pratica tutto il pensiero Gramsciano. Gramsci è stato un grande leader rivoluzionario saldamente legato ai principi marxisti leninisti, segretario del PCd’I, nel 1926 al congresso clandestino di Lione, in Francia,schiacciò nettamente, con un consenso plebiscitario le posizioni “ultrarivoluzionarie “ed “infantiliste” di Bordiga (quest’ultimo negli anni del fascismo,fece un accordo con Mussolini per ritirarsi a vita privata,in cambio di nessuna persecuzione da parte del regime fascista , mentre invece Antonio Gramsci fu incarcerato e torturato,e nonostante la resistenza disperata durata 10 anni,morì all’età di 46 anni).

Un eroico martire antifascista,un’eccellente teorico marxista leninista,incarnò il leninismo anche per quanto concerne la visione del partito,tuttavia il solo ed unico partito comunista che sia stato presente in Italia,è proprio il  PC.d’I di Antonio Gramsci,allora partito leninista e bolscevico. Tocca ai comunisti sbugiardare questa operazione truffaldina e ridare ad Antonio Gramsci il posto che gli spetta nella storia,ossia quello di rivoluzionario marxista leninista,respingendo ogni sorta di provocazione e strumentalizzazione nei suoi confronti di chiara matrice revisionista,riformista ed opportunista.

Palmiro Togliatti detto “il migliore” (con cui si faceva “affettuosamente “chiamare),soprannome non datogli certo dalla classe operaia o dai larghi strati delle masse popolari,e che sta ad indicare tutta la prosopopea e l’arroganza di questo triste, lurido opportunista menscevico. Parafrasando Stalin:”La modestia è l’ornamento del bolscevico”,ma probabilmente a Togliatti sarà “sfuggito” anche questo tra le altre cose.

Chi è Togliatti? Togliatti è un traditore in piena regola dei principi del marxismo leninismo,un kautsko – trotzko- kruscioviano dell’ultima ora, un revisionista borghese riformista,un deformatore del marxismo e del leninismo stile Kautsky, senza ombra di dubbio un Krusciov in salsa nostrana, Togliatti è il peggiore, padre dell’anticomunismo italiano.

Questi attuali  soggetti falso comunisti  (sarebbe davvero troppo definirli partiti), pascolanti animelle belle  hanno ancora il coraggio di cianciare  di “salvare la nostra democrazia”,”difendere la costituzione”,”appellarsi alle istituzioni democratiche”,continuando perennemente l’imbroglio nei confronti della classe lavoratrice e dei larghi strati delle masse popolari.

Oggi più che mai occorre che i comunisti agiscano in maniera cosciente ed organizzata all’interno dei luoghi di vita e di lavoro delle masse popolari,ma per realizzare ciò,serve la costruzione del partito comunista con concezione marxista leninista,un partito fatto di quadri,capaci di guidare la classe lavoratrice ed i larghi strati delle masse popolari in chiave rivoluzionaria,per distruggere la macchina coercitiva statale ed il suo apparato repressivo, per l’edificazione del nuovo potere; il socialismo.

Bisogna costruire appunto,e non già ricostruire il partito comunista,chi blatera di “ricostruzione”,sta riconoscendo il defunto Pci come partito comunista,si avvia di fatto a ripercorrere una via fallimentare,filistea,opportunistica,conciliatrice,oscillante,servile, un triste film già visto e rivisto e dall’esito scontato,un partito “comunista” perfettamente integrato nel quadro capitalistico,che funge da stampella al capitale attraverso la strumentalizzazione vergognosa della classe operaia e dei lavoratori in generale,che mette al centro di tutto il parlamento e le istituzioni della repubblica capitalista-borghese,che riduce la lotta di classe a vuoto slogan,che non denunci apertamente i crimini dell’imperialismo, non è il partito comunista di cui ha bisogno la classe lavoratrice ed i larghi strati delle masse popolari,ma anzi,esso è un danno per gli stessi e per l’intero movimento comunista internazionale.

Quale partito costruire quindi? Bisogna costruire il partito di quadri,forte delle analisi e della teoria propria del marxismo leninismo militante e rivoluzionario,  a cui possono aderire tutti quei  soggetti facenti parte delle organizzazioni di massa (sindacati,organizzazioni sociali,ecc.),ma che abbiano comunque una coscienza di classe avanzata e coerente,che siano inoltre in linea coi principi del marxismo leninismo.

Solo questi elementi possono essere considerati come gli elementi su cui costruire questo partito,elementi di prima linea nell’ attuale fase di scontro attuale capitale-lavoro (sempre armati dei principi ml),che siano in grado di esercitare egemonia e che inoltre siano in grado di guidare le masse popolari in senso rivoluzionario di rottura dell’attuale sistema socio- politico- economico. Il partito deve essere l’avanguardia della classe lavoratrice, la forza motrice e dirigente del movimento dei lavoratore,la forza unificatrice e orientatrice della lotta di classe,con l’obbiettivo storico fondamentale  di rovesciare il capitalismo e rompere per sempre la sua  macchina statale oppressiva e criminale. sostituendola con la dittatura democratica dei lavoratori.

Il partito di massa,ossia il partito di tutti,il partito interclassista,dove si lascia entrare chiunque,in tal modo da dare spazio a soggetti oscillanti, riformisti,opportunisti,finanche dichiaratamente anticomunisti,intellettuali piccolo borghesi , alla creazione di doppie linee (nel migliore dei casi) all’interno,alla deviazione al frazionismo alla mistificazione e strumentalizzazione dei principi marxisti leninisti,è da condannare senza appello.

Abbiamo visto tutti a che cosa ha portato il partito di massa,basta ricordare cosa è stato il Pci revisionista da Togliatti finendo a Berlinguer e Occhetto.

Per i comunisti,può essere membro del partito chi accetta in primis il programma del partito e chi sostiene materialmente il partito e lavori con impegno e dedizione verso la causa in una delle sue organizzazioni. Il partito come reparto organizzato,i cui membri non hanno la libertà di decidere autonomamente e/o di attribuirsi meriti e qualità individuali, scadendo nel più becero individualismo piccolo borghese e di fatto nuocendo gravemente alla vita del partito,ma devono sottomettersi alla disciplina di partito.

 

Nel suo celebre libro,”Un passo avanti e due indietro”,uscito nel maggio del 1904, Lenin, indica i principi organizzativi e fondamentali che diventeranno successivamente i principi organizzativi del partito bolscevico:

1) Il partito marxista è parte integrante della classe operaia,un suo reparto. Ma la classe operaia ha numerosi reparti; ne deriva che non tutti i reparti della classe operaia possono essere chiamati partito della classe operaia. Il partito si distingue dagli altri reparti della classe operaia,prima di tutto perchè non è un ordinario reparto,ma il reparto d’avanguardia,il reparto cosciente,il reparto marxista della classe operaia,armato del conoscenza della vita sociale,armato della conoscenza delle leggi della lotta di classe e capace perciò di guidare la classe operaia,di dirigerne la lotta. Non si devono quindi confondere il partito e la classe operaia,come non si deve confondere la parte con il tutto; non si deve pretendere che ogni scioperante possa autoproclamarsi membro del partito,poiché  chi confonde il partito con la classe abbassa il livello della coscienza del partito al livello di “ogni scioperante”,distrugge il partito come avanguardia cosciente della classe operaia. Il compito del partito consiste non nell’abbassare il suo livello fino al livello di “ogni scioperante”,ma nell’elevare le masse operaie ,nell’elevare “ogni scioperante” al livello del partito.

 

2) Il partito non è soltanto il reparto cosciente,di avanguardia della classe operaia,ma è in pari tempo il reparto organizzato della classe operaia,con una propria disciplina obbligatoria per i suoi membri. Perciò i membri del partito devono obbligatoriamente essere membri di una delle sue organizzazioni. Se il partito non fosse un reparto organizzato della classe,né un sistema di organizzazione,ma una semplice somma di individui che si dichiarano essi stessi membri del partito senza aderire a nessuna delle sue organizzazioni,e che perciò non sono organizzati e non sono quindi tenuti a sottomettersi alle decisioni del partito,il partito non avrebbe mai un’unica volontà,non potrebbe mai realizzare l’unità d’azione dei suoi aderenti; di conseguenza,gli sarebbe impossibile dirigere la lotta della classe operaia. Il partito può dirigere praticamente la lotta della classe operaia e rivolgerla verso un unico scopo,solo se tutti i suoi membri sono organizzati in un solo reparto comune,saldato dall’unità di volontà,dall’unità d’azione,dall’unità di disciplina.

 

3) Tra tutte le organizzazioni della classe operaia,il partito non è semplicemente un reparto organizzato,ma è la “forma suprema d’organizzazione”,destinata a dirigere tutte le altre organizzazioni della classe operaia. Il partito,come forma suprema d’organizzazione ,composta dai migliori elementi della classe,armata d’una teoria d’avanguardia,della conoscenza delle leggi della lotta di classe e dell’esperienza del movimento rivoluzionario,ha tutte le possibilità di dirigere __ e ha il dovere di dirigere __ tutte le altre organizzazioni della classe operaia. La tendenza dei menscevichi a sminuire,ad abbassare la funzione dirigente del partito,porta a indebolire tutte le altre organizzazioni proletarie dirette dal partito e,di conseguenza,a indebolire e disarmare il proletariato, poiché “il proletariato,nella sua lotta per il potere,ha soltanto un’arma: l’organizzazione”.

 

4) Il partito è l’incarnazione del legame dell’avanguardia della classe operaia con le masse innumerevoli della classe operaia. Anche essendo il miglior reparto d’avanguardia e quello più perfettamente organizzato,il partito non potrebbe tuttavia né  vivere né svilupparsi senza essere legato alle masse dei senza partito,senza moltiplicare questi legami,senza consolidarli. Un partito rinchiuso in se stesso,isolato dalle masse,e che perdesse o semplicemente indebolisse i legami con la sua classe,perderebbe la fiducia e l’appoggio delle masse e dovrebbe,quindi,inevitabilmente perire. Per vivere una vita piena e svilupparsi,il partito deve moltiplicare i suoi legami con le masse,conquistarsi la fiducia delle innumerevoli masse della propria classe.

5) Il partito,per poter funzionare bene e dirigere le masse in modo sistematico,deve essere organizzato conformemente ai principi del centralismo,avere uno statuto unico,un’unica disciplina di partito,un unico organismo dirigente rappresentato dal suo congresso e,negli intervalli tra i congressi,dal comitato centrale; occorre che la minoranza si sottomette alla maggioranza,le varie organizzazioni al centro,le organizzazioni inferiori a quelle superiori. Senza queste condizioni il partito della classe operaia non può essere un vero partito,non può adempiere il suo compito di dirigere la classe.

6) Il partito,nella sua attività pratica,se vuole conservare l’unità delle sue file,deve applicare una disciplina proletaria unica,egualmente obbligatoria per tutti i membri del partito,tanto per i capi quanto per i semplici membri. Perciò nel partito non deve esservi alcuna divisione in “membri dell’èlite” per i quali la disciplina non sia obbligatoria,e i “non membri dell’èlite” che debbano sottomettersi alla disciplina. Senza questa condizione non è possibile salvaguardare l’integrità del partito e l’unità delle sue file.

Occorre costruire il partito della classe,e la stessa deve agire sotto la direzione di tale partito,deve stringersi il più possibile al partito,senza commettere l’errore di inciampare nel codismo, pensare che in regime capitalista,tutta la classe possa elevare la sua coscienza,è da cretini politici,per questo va fatta la dovuta distinzione tra il reparto d’avanguardia e le masse che ruotano attorno ad esso,il reparto d’avanguardia deve porsi come obbiettivo quello di elevare i larghi strati delle masse sino al suo livello, affinché tutti possano adempiere con eccellenza ai propri compiti.

 

Il partito che si deve edificare nel nostro paese,non deve essere una somma aritmetica di tessere,ma al contrario,deve essere il reparto d’avanguardia della classe lavoratrice,che sia il più possibile organizzato,che accetti in seno ad esso solamente quegli elementi che ammettono e riconoscono l’organizzazione e la disciplina proletaria. Le avanguardie,specie coloro che vivono direttamente sulla propria pelle il conflitto capitale-lavoro,non temono né  la disciplina, né   l’organizzazione, poiché  vedono il partito comunista come uno degli strumenti più importanti e incisivi per la loro liberazione,chi teme l’organizzazione e la disciplina proletaria sono i piccolo borghesi incancreniti di individualismo, molto spesso impropriamente chiamati “intellettuali”, pappagalli della borghesia, ripetitori isterici di vuoti slogan fini a se stessi,spacconi dell’inutile frasario all’apparenza rivoluzionario,ma in pratica reazionario,opportunisti sudici sempre sul mercato aspettando l’offerta migliore,venditori di fumo e narratori di favole. Il partito non avrà bisogno di questi elementi

instabili,opportunisti,conciliatori,filistei,anzi,costoro rappresenterebbero un vero e proprio cancro per il partito,cosi come per il movimento comunista,costoro vanno banditi sia dalle file del partito che del movimento comunista,devono essere additati perciò che sono,ossia agenti provocatori ai servigi del capitalismo… 

La classe lavoratrice,schiacciata dalla schiavitù capitalistica,gettata sempre nell’abisso della miseria,della fame, dello sfruttamento,dell’abbrutimento, ha oggi come ieri soltanto un alternativa per gettare le basi di un futuro assalto al cielo; l‘organizzazione. 

Citando Mao Tse Tung:”L’avvenire è radioso,ma il presente è tortuoso”.

Per la dittatura della classe lavoratrice!  

Per il Socialismo!

Salvatore Ambrosino

   

Note a margine 

Cretinismo parlamentare

 [1]-“Cretinismo parlamentare, infermità che riempie gli sfortunati che ne sono vittime della convinzione solenne che tutto il mondo, la sua storia e il suo avvenire, sono retti e determinati dalla maggioranza dei voti di quel particolare consèsso rappresentativo che ha l’onore di annoverarli tra i suoi membri, e che qualsiasi cosa accada fuori delle pareti di questo edificio, – guerre, rivoluzioni, costruzioni di ferrovie, colonizzazione di intieri nuovi continenti, scoperta dell’oro di California, canali dell’America centrale, eserciti russi, e tutto quanto ancora può in qualsiasi modo pretendere di esercitare un’influenza sui destini dell’umanità,- non conta nulla in confronto con gli eventi incommensurabili legati all’importante questione, qualunque essa sia, che in quel momento occupa l’attenzione dell’onorevole loro assemblea.”

Marx-Engels, Rivoluzione e controrivoluzione in Germania., 27 luglio 1852 ? o sett 1851 ? – Opere scelte, (Edizioni Mosca), vol. 2, p. 112

[2] -“Soltanto dei mascalzoni o dei semplicioni possono credere che il proletariato debba prima conquistare la maggioranza alle elezioni effettuate SOTTO IL GIOGO DELLA BORGHESIA, sotto IL GIOGO DELLA SCHIAVITU’ SALARIATA, e poi conquistare il potere. E’il colmo della stupidità o dell’ipocrisia; ciò vuol dire sostituire alla lotta di classe e alla rivoluzione le elezioni fatte sotto il vecchio regime, sotto il vecchio potere.Il proletariato conduce la sua lotta di classe senza aspettare le elezioni per incominciare uno sciopero, benché per il completo successo dello sciopero occorra la simpatia della maggioranza dei lavoratori (e di conseguenza anche della maggioranza della popolazione). Il proletariato conduce la sua lotta di classe abbattendo la borghesia, senza aspettare nessuna votazione preliminare (organizzata dalla borghesia e che si svolga sotto la sua oppressione), e nel farlo sa benissimo che per il successo della sua rivoluzione, per l’abbattimento della borghesia E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIA la simpatia della maggioranza dei lavoratori (e di conseguenza della maggioranza della popolazione).I cretini parlamentari e i moderni Louis Blanc “esigono” assolutamente delle elezioni, e assolutamente organizzate dalla borghesia, per determinare la simpatia della maggioranza dei lavoratori. Ma questo è; un punto di vista di pedanti, di cadaveri o di abili ingannatori. La realtà viva, la storia delle vere rivoluzioni mostrano che assai spesso “la simpatia della maggioranza dei lavoratori” non può essere dimostrata da nessuna votazione (per non parlare delle elezioni organizzate dagli sfruttatori, con l’”eguaglianza” tra sfruttatore e sfruttato!). Assai spesso “la simpatia della maggioranza dei lavoratori”è dimostrata NON da votazioni, ma dallo sviluppo di un partito, o dall’aumento del numero dei sui membri nei soviet, o dal successo di uno sciopero che, per un qualche motivo, abbia acquistato grandissima importanza, o dal successo della guerra civile, ecc. ecc. (…)La rivoluzione proletaria è impossibile senza la simpatia e l’appoggio dell’immensa maggioranza dei lavoratori per la loro avanguardia, il proletariato. Ma questa simpatia, questo appoggio non si ottengono di colpo, non sono le elezioni a deciderli, ma SI CONQUISTANO con una lunga, difficile, dura lotta di classe. La lotta di classe del proletariato PER la simpatia, PER l’appoggio della maggioranza dei lavoratori non si esaurisce con la conquista del potere politico da parte del proletariato. DOPO la conquista del potere questa lotta CONTINUA, ma in ALTRE forme”.

 

Lenin, Saluto ai comunisti italiani, francesi e tedeschi, 10 ottobre 1919 – Opere complete, vol. 30, pp. 46-47

 

[3] La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni, sono un gioco da marionette, di pupazzi.” Lenin, Sullo Stato., 11 luglio 1919 – Opere complete, vol. 29, p. 447

[4] ” Per noi vi è un solo movimento operaio, unico ed indivisibile , la lotta di classe  del proletariato, a cui dobbiamo subordinare completamente tutte le singole forme parziali, compresa quella parlamentare .La lotta del proletariato fuori della Duma è per  noi  determinante.

[5] Lenin , Rapporto della Commissione di redazione della risoluzione sulla Duma  18(31) maggio .1907  -V Congresso del Posdr –vol 12 opere complete ,pagina  446

[6] “Diversi governi capitalistici, nonostante l’esistenza di parlamenti «democratici», sono controllati dalle grandi banche. I parlamenti dichiarano che sono loro a controllare i governi. In realtà, invece, avviene che la composizione dei governi è fissata in precedenza dai maggiori consorzi finanziari, i quali controllano anche l’operato dei governi. Chi non sa che in nessuna potenza capitalistica può essere formato un gabinetto contro la volontà dei maggiori magnati della finanza?” G. Stalin, 1929

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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