1953 – 2013 Con Stalin. Per il socialismo- 1953 – 2013 Con Stalin. Para el socialismo -1953 – 2013 With Stalin. For the socialism

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1953 – 2013 Con Stalin. Per il socialismo

Firenze 17 marzo 2013

Intervento della Associazione Stalin

Abbiamo accettato volentieri la proposta di indire questo convegno sul 60° dalla morte di Stalin nella speranza che si riesca a riprendere una discussione pubblica e collettiva sull’opera di un grande dirigente comunista e rivoluzionario.

Gli avvenimenti storici, dal xx congresso del ’56 al crollo dell’URSS, della DDR e di altri paesi socialisti dell’est europeo ci hanno messo sulla difensiva e i nemici del movimento comunista sono riusciti a sviluppare in profondità un’azione anticomunista demonizzando il nome e l’opera di Stalin.

Noi, ovviamente, non ci siamo accodati a queste tendenze, ma dobbiamo ammettere che non ci siamo neppure attrezzati in modo adeguato per combatterle.

Quando diciamo che non siamo riusciti finora a controbattere la campagna antistalinista ci riferiamo non tanto a lodevoli posizioni di esigue minoranze a proclamarsi eredi politici di Stalin, quanto alla capacità di trasmettere con un lavoro adeguato di informazione e di dibattito il nostro punto di vista sul periodo ’24-’53.

Non sono mancate ovviamente meritevoli iniziative editoriali tese a contrastare la vulgata antistalinista, ma il tutto è avvenuto in modo frammentario e spesso con un uso partitico dell’icona di Stalin che non ha certamente giovato al raggiungimento dell’obiettivo che ci dovremmo porre. Non perchè, a nostro parere, un partito non può o non deve mettere alla base della propria posizione anche il richiamo a Stalin e alla sua opera teorica e storica, bensì perchè 1’autoproclamazione non esaurisce il problema, che è quello di contrastare nell’azione quotidiana l’antistalinismo nella misura e nelle forme più adeguate.

Circa venti anni fa, un’iniziativa analoga a quella di oggi si svolse a Roma con la partecipazione di parecchie centinaia di compagni e di compagne. Ebbene non mi sembra che da allora si siano fatti passi in avanti. L’antistalinismo si è consolidato anche grazie a Rifondazione comunista e al suo massimo teorico, Bertinotti, che è andato in profondità nella denuncia di quelli che egli definisce “gli errori e gli orrori” del comunismo novecentesco. E proprio in Rifondazione coloro che, per provenienza, avrebbero dovuto difendere la storia del movimento comunista hanno taciuto per viltà e opportunismo.

Nel corso di questi anni, però, nonostante gli avvenimenti dell’ 89 ci siamo sempre più convinti che la questione Stalin è strettamente connessa alla ripresa del movimento comunista. Non si può parlare di ripresa del movimento comunista senza sciogliere questo nodo e porlo come discriminante tra chi si può ritenere comunista e chi invece vuole introdurre dentro questa posizione delle ambiguità e delle teorizzazioni che ne travisano la sostanza.

Perchè riteniamo, per un comunista, discriminante la posizione su Stalin?

A nostro parere per due ordini di problemi, uno di carattere storico e un secondo di carattere teorico.

Sul piano storico la grottesca demolizione della propaganda anticomunista, di destra come di sinistra, tende a negare che il movimento comunista nel periodo ’24-’53 abbia raggiunto i grandi successi che conosciamo. Se l’Unione Sovietica è rimasta, fino alla morte di Stalin, cioè per un trentennio, un solido baluardo del movimento comunista ciò è dovuto al ruolo che egli ha svolto dentro il paese e a livello internazionale. Solo degli agenti dell’imperialismo o dei cialtroni che si fanno passare per rivoluzionari possono pensare che l’URSS potesse sopravvivere, dopo la morte di Lenin, senza una guida sicura e capace. Il lavoro che Stalin ha svolto nel trentennio a cui ci riferiamo è quello che ha permesso la trasformazione del paese in termini rapidissimi, la sua capacità di resistere contro le minacce esterne fino alla vittoria contro la potenza militare nazista e di creare le basi di una società socialista nell’intero sistema economico compresa l’agricoltura dove l’arretratezza creava, dopo gli anni ’20, una serie di grossi problemi che andavano affrontati se ci si voleva collegare col progetto di un nuovo modello di società che si stava edificando. E quest’ ultima cosa era indispensabile data la prevalenza contadina del paese.

Non potendo negare l’evidenza, dalla rapida industrializzazione, alla collettivizzazione dell’agricoltura, ad un nuovo modello di organizzazione sociale in cui lavoratori e contadini venivano coinvolti direttamente da protagonisti, fino alla grande vittoria sul nazismo, gli anticomunisti e gli antistalinisti mettono l’accento sul prezzo pagato per raggiungere tali obiettivi e sul fatto che questo ha comportato uno scontro interno al partito comunista e nella società sovietica.

Non è un caso che le polemiche e le accuse allo stalinismo puntano sempre attorno all’alternativa Bucharin, che viene presentato come colui che avrebbe offerto agli eredi della rivoluzione d’ottobre e ai cittadini sovietici una strada per uno sviluppo equilibrato dell’URSS.

Affermare questo significa non aver presente che cos’era l’URSS dopo la rivoluzione d’ottobre e non capire le esigenze che scaturivano dal contesto interno e internazionale per mantenere aperta una prospettiva comunista. La rivoluzione non è finita il 7 novembre, ma è iniziata a partire da quella data e non si è conclusa neppure con la fine della guerra civile organizzata dalle forze reazionarie del vecchio regime con l’appoggio delle potenze imperialiste dal momento che, vinta la reazione armata, si trattava di dare un futuro comunista ai risultati raggiunti, senza soluzione di continuità.

Alla luce di queste considerazioni l’operato di Stalin si presenta come quello di un comunista che, raccogliendo l’eredità rivoluzionaria di Lenin, ha sviluppato, nelle nuove condizioni, i processi iniziati con l’ottobre. Questi nuovi passaggi non erano e non potevano essere passaggi pacifici perchè, come si è detto, si scontravano non solo con il ruolo attivo dell’imperialismo contro l’URSS, ma anche con le conseguenze delle accelerazioni dei processi interni su cui la prospettiva comunista doveva basarsi. L’industrializzazione del paese, la difesa militare, la liquidazione del retroterra di conservazione rappresentato dalle campagne e, per riferirci alla questione del partito, gli ondeggiamenti di un antileninista come Trotski e della destra Zinovievista e Buchariniana sono tutti problemi che il partito bolscevico sotto la direzione di Stalin ha dovuto affrontare e naturalmente questo non poteva avvenire, come tutte le vere rivoluzioni insegnano, senza soluzioni drammatiche. E ovviamente questo non garantisce dagli errori che in un processo rivoluzionario si possono determinare, ma quello che decide sul giudizio sono le questioni essenziali.

Solo una direzione ferrea e una capacità di individuare gli obiettivi strategici, dunque, potevano assicurare i risultati, questo è l’essenziale. Chi pensa, al contrario, che la rivoluzione sia un pranzo di gala, sta fuori della comprensione dei veri processi storici, prescinde da una concezione materialistica delle forze in campo e ripropone l’opportunismo. Non è un caso che gli sbandamenti e la sconfitta degli oppositori di Stalin siano, prima di tutto, incomprensione delle scelte che andavano operate in un contesto rivoluzionario. Questo spiega l’esito delle opposizioni alla linea di Stalin e innanzitutto la loro sconfitta politica. I famosi processi di Mosca degli anni ’30 sono successivi a questa sconfitte e ne marcano, poi, la sanzione drammatica quando gli sconfitti passano dal dibattito sulle scelte politiche alla cospirazione. Come all’epoca della rivoluzione francese con il ghigliottinamento di Danton, quando si trattava di difendere la Francia rivoluzionaria.

Da un punto di vista teorico è molto importante, per i comunisti, indagare sulle scelte del periodo ’24-’53. Non per stabilire meccanici nessi tra quella fase storica e il presente, ma per capire l’applicazione di principi rivoluzionari in un contesto di sviluppo di una prospettiva comunista.

Se il leninismo è la base teorica su cui si sono formati i partiti comunisti, distinguendosi dai socialdemocratici e individuando gli obiettivi strategici del movimento comunista russo e mondiale fino alla presa del potere, il ruolo di Stalin è stato quello di gestire con fermezza e lucidità i passaggi successivi che hanno consentito ai comunisti di essere protagonisti del novecento.

Come nelle favole dei buoni e del cattivo ci si aspettava il lieto fine. Perchè non c’è stato? In apparenza la responsabilità è del bieco dittatore che ha impedito la realizzazione del socialismo buono. Ma più che la polemica astratta contro le centrali anticomuniste e trotskiste ad esse collegate che propagano queste teorie, ci aiuta a capire l’analisi materialista della realtà. Essa ci dice che nel periodo che prendiamo in considerazione, cioè il ’24-53 , l’URSS si è trovata sempre in una situazione di emergenza, anche dopo la sconfitta della Germania, e questa è una normalità quando una rivoluzione avanza e cambia i rapporti di forza. Questo non hanno capito i comunisti ‘buoni’ .

Emergenza non è una parolina che significa eccezionalità. Semmai è l’equivalente di quella parolina di cui parlava Lenin nel Rinnegato Kautski a proposito della definizione marxiana di dittatura del proletariato, quando questi tentava di contrabbandarla per una questione marginale.

Si pensi solamente, che dopo la prova tremenda della guerra e la necessità della ricostruzione, l’URSS si doveva misurare con l’atomica americana, la guerra fredda contro la cosiddetta cortina di ferro, la divisione della Germania, i contraccolpi della rivoluzione cinese nel contesto internazionale, i processi di trasformazione socialista nelle democrazie popolari dove la borghesia era storicamente consolidata, si pensi alla guerra di Corea.

E la capacità di Stalin è stata quella di coniugare la difesa delle posizioni conquistate con una visione strategica dell’alternativa al capitalismo e all’imperialismo. Quello che la visione trotskista voleva impedire mettendosi a servizio dell’imperialismo era proprio questo. Eliminare la concretezza del processo di cambiamento.

Su tutte queste vicende, sulla loro interpretazione, l’Associazione Stalin ritiene che bisogna svolgere un lavoro di analisi approfondita da trasformare in battaglia politica e teorica.

Nel concludere, infine, desidero fare alcuni accenni alla situazione dopo la morte di Stalin e alla controrivoluzione che ne è seguita.

Da che cosa ha origine la controrivoluzione? Ripetere che Kruscev ha tradito è una tautologia per dei marxisti. La questione è perchè Kruscev è riuscito nel suo intento, su quali forze ha fatto leva, qual’è la responsabilità del movimento comunista internazionale?

Anche di questo, in futuro, dobbiamo discutere seriamente, al di fuori della retorica antirevisionista e dell’appello alla necessità di rilanciare astrattamente la lotta per il socialismo di cui, invece, dobbiamo concretamente individuare i percorsi, se non vogliamo che risulti una parola vuota.

Paradossalmente è ancora Stalin a darci la chiave interpretativa degli avvenimenti successivi al marzo 1953. Difatti, egli ci ha insegnato, nel trentennio in cui ha diretto il movimento comunista, che per un’intera epoca storica lo sviluppo di un processo rivoluzionario non può che avere una stabilizzazione relativa, per cui pretendere che si possa avere un socialismo realizzato mentre è in corso una lotta mortale tra due sistemi è fuori della realtà e della storia. Quindi la teoria di Stalin secondo cui, man mano che il socialismo avanza lo scontro di classe si acuisce, con il rovesciamento controrivoluzionario del XX congresso del PCUS si è pienamente confermata.

Difatti, alla morte di Stalin c’erano due possibilità: o si andava avanti con la competizione inevitabile col capitalismo e l’imperialismo oppure si arrivava ad un compromesso che poneva fine all’antagonismo innescando processi controrivoluzionari. La demonizzazione del tiranno, nel caso francese di Robespierre, ha portato dal Termidoro all’impero. In URSS è avvenuta la stessa cosa. Quindi a ben vedere c’è un filo rosso che guida gli avvenimenti del periodo che stiamo prendendo in considerazione e che indica il lavoro di analisi storica e di deduzione teorica che noi ci auguriamo possa partire da questo convegno con la collaborazione di tutti. Credo che un atto di responsabilità collettiva stavolta sia assolutamente necessario, se vogliamo degnamente commemorare il 60° della morte di Stalin.

La proposta che noi dell’Associazione Stalin avanziamo in questo incontro è che si passi dalle parole ai fatti organizzando gli strumenti per un lavoro militante di analisi, ricerca, dibattito, che sia efficace nella lotta all’anticomunismo e all’antistalinismo e che non coinvolga soltanto i compagni che hanno resistito alla marea controrivoluzionaria in questi decenni, ma coinvolga le nuove generazioni che manifestano la loro opposizione al sistema capitalistico.

Luciano Bronzi

Segretario dell’Associazione Stalin

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1953 – 2013 Con Stalin. Para el socialismo

Florencia 17 de marzo 2013
Intervención de la Asociación – Stalin

Con mucho gusto aceptó la propuesta de celebrar esta conferencia en el 60 º desde la muerte de Stalin, con la esperanza de que podemos volver a un debate público y el trabajo colectivo de un gran líder, comunista y revolucionario.

Los acontecimientos históricos, el XX Congreso del 56 al colapso de la URSS, la RDA y otros países socialistas de Europa del Este nos han puesto a la defensiva y los enemigos del movimiento comunista han logrado desarrollar a fondo la acción contra el demonizar el nombre y la obra de Stalin.

Nosotros, por supuesto, no hemos anexado a estas tendencias, pero hay que admitir que no tenía ni instalaciones adecuadas para combatirlas.

Cuando decimos que no hemos logrado hasta ahora para contrarrestar la campaña anti-estalinista no nos referimos tanto a las posiciones encomiables de pequeñas minorías que se proclaman herederos políticos de Stalin, como la capacidad de entregar un trabajo adecuado de la información y debatir nuestros puntos de vista sobre el período ’24-’53.

Ha sido merecedor obviamente iniciativas editoriales dirigidas a contrarrestar los estereotipos anti-estalinistas, pero todo sucedió en un icono de la fiesta poco a poco y con frecuencia usan Stalin que sin duda ha contribuido a lograr el objetivo que deberíamos hacer. No porque, en nuestra opinión, una parte no puede o no debe poner en la base de su posición y la referencia a Stalin y su trabajo teórico e histórico, sino porque 1’autoproclamazione no agota el problema, que es pelear en ‘ acción cotidiana de la anti-estalinismo en la medida y de la manera más apropiada.

Hace unos veinte años, una iniciativa similar a la de hoy se llevó a cabo en Roma, con la participación de cientos de compañeros y compañeras. Bueno, yo no creo que desde entonces hemos hecho progresos. El anti-estalinismo fue consolidado gracias a Rifondazione y su máximo teórico, Bertinotti, quien se internó en la denuncia de lo que él llama “errores y horrores” del siglo XX el comunismo. Y los de la República Popular China, en su origen, debería haber defendido la historia del movimiento comunista se han mantenido en silencio por cobardía y el oportunismo.

Durante estos años, sin embargo, a pesar de los acontecimientos del 89 estamos cada vez más convencidos de que la cuestión de Stalin está estrechamente relacionado con la recuperación del movimiento comunista. No se puede hablar de recuperación del movimiento comunista sin desatar este nudo y un lugar para discriminar entre aquellos que pueden ser considerados comunistas y los que quieren introducir en esta posición, las ambigüedades y las teorías que tergiversan la sustancia.

Porque creemos, un comunista, discriminando la posición de Stalin?

En nuestra opinión, por dos problemas, uno histórico y una segunda de carácter teórico.

En la demolición histórica de lo grotesco propaganda anticomunista de la derecha y la izquierda tiende a negar que el movimiento comunista en el período ’24-’53 ha logrado grandes éxitos que conocemos. Si la Unión Soviética permaneció hasta la muerte de Stalin, que durante treinta años, un sólido baluarte del movimiento comunista que se debe al papel que desempeñó en el país como a nivel internacional. Sólo los agentes del imperialismo o charlatanes que se hacen pasar por revolucionarios pueden pensar que la URSS podría sobrevivir tras la muerte de Lenin, sin una caja fuerte y capaz. El trabajo que Stalin jugó en los treinta años que nos referimos es la que ha llevado a la transformación del país en términos de rapidez, su capacidad para resistir las amenazas externas a la victoria contra el poder militar nazi y crear las bases de una sociedad en todo el sistema económico socialista como la agricultura, donde el atraso creado después de los años 20, una serie de problemas importantes que se abordaron si queremos conectar con el diseño de un nuevo modelo de sociedad que se estaba construyendo. Y esta cosa pasada era esencial dada la prevalencia de país campesino.

No ser capaz de negar la industrialización sencillos y rápidos, la colectivización de la agricultura, un nuevo modelo de organización social en la que los trabajadores y los agricultores estaban directamente involucrados como protagonistas, hasta la gran victoria sobre el nazismo, anti-comunistas y anti-estalinistas poner el ‘ énfasis en el precio pagado para lograr estos objetivos y que esto llevó a un enfrentamiento dentro del Partido Comunista y de la sociedad soviética.

No es casualidad que la controversia y las acusaciones del estalinismo siempre apuntan en torno a Bujarin alternativa, que se presenta como el que ofrecería a los herederos de la Revolución de Octubre y los ciudadanos soviéticos a manera de un desarrollo equilibrado de la URSS.

Decir esto significa que no está presente lo que fue la Unión Soviética después de la Revolución de Octubre y entender las necesidades que surgieron a partir del contexto nacional e internacional, para mantener abierta la perspectiva comunista. La revolución no ha terminado 7 de noviembre, pero a partir de esa fecha y no terminó aún con el final de la guerra civil organizada por las fuerzas reaccionarias del antiguo régimen, con el apoyo de las potencias imperialistas, ya que, ganó la reacción armado, se trataba de dar un futuro comunista a los resultados obtenidos, sin solución de continuidad.

A la luz de estas consideraciones, las acciones de Stalin se parece a un comunista, recogiendo la herencia revolucionaria de Lenin, desarrollado bajo las nuevas condiciones, los procesos iniciados con octubre. Estas nuevas medidas no eran y no podían ser medidas pacíficas, ya que, como se ha dicho, se enfrentaron no sólo con el papel activo del imperialismo contra la URSS, sino también a las consecuencias de las aceleraciones de los procesos internos de los cuales la perspectiva comunista había basa. La industrialización del país, la defensa militar, la liquidación del fondo representado por las campañas de conservación, y para referirse a la cuestión de la fiesta, los bamboleos de un leninista como Trotsky y Zinoviev y Bujarin derecha son todos los problemas que el Partido Bolchevique bajo la dirección de Stalin cara y, por supuesto, esto no podría suceder, como todas las revoluciones verdaderas enseñar sin soluciones dramáticas. Y por supuesto, esto no garantiza que los errores en un proceso revolucionario se puede determinar, pero el que decide sobre el juicio son las preguntas clave.

Sólo una dirección de hierro y la capacidad de identificar los objetivos estratégicos, por lo tanto, podría asegurar los resultados, esto es esencial. ¿Quién piensa, por el contrario, que la revolución es una cena de gala, está fuera de la comprensión de los procesos históricos reales, hace caso omiso de una concepción materialista de las fuerzas sobre el terreno y propone oportunismo. No es ninguna coincidencia que los desvíos y derrota a los de los oponentes de Stalin son, en primer lugar, la falta de comprensión de las decisiones tomadas en un contexto revolucionario. Esto explica el resultado de la oposición a la línea de Stalin y la primera derrota política. Los famosos juicios de Moscú de los años 30 están siguiendo esta derrota y se marca, entonces, un espectacular pase bien cuando el derrotado en el debate sobre las opciones de política en la conspiración. Como en la época de la Revolución Francesa con la ghigliottinamento de Danton, cuando se trataba de defender a la Francia revolucionaria.

Desde un punto de vista teórico es muy importante para los comunistas, investigar las opciones del período ’24-’53. No establecer enlaces mecánicos entre el período histórico y el presente, sino para entender la aplicación de los principios revolucionarios en el contexto del desarrollo de una perspectiva comunista.

Si el leninismo es la base teórica de la que se formaron los partidos comunistas, que se distingue por los socialdemócratas y la identificación de los objetivos estratégicos del movimiento comunista rusa y mundial para la toma del poder, el papel de Stalin era gestionar la firmeza y claridad pasos que han permitido a los comunistas de ser los líderes del siglo XX.

Como en los cuentos de hadas de lo bueno y lo malo final feliz esperado. ¿Por qué no pasó? Parece ser que es la responsabilidad del siniestro dictador que ha impedido la realización del socialismo bueno. Pero más que la polémica abstracto contra el central anti-comunista y trotskista vinculados a ellos proponiendo estas teorías nos ayudan a comprender el análisis materialista de la realidad. Nos dice que en el período que consideramos, es decir, ’24-53, la Unión Soviética, siempre ha estado en una situación de emergencia, incluso después de la derrota de Alemania, y esto es normal cuando una revolución avanza y los cambios equilibrio de poder. Esto no entendía los comunistas “bueno”.

De emergencia no es una palabra que significa excepcional. Si hay algo que es el equivalente de la palabra poco mencionado por Lenin en Kautski Renegade acerca de la definición marxista de la dictadura del proletariado, cuando trataron de contrabbandarla una cuestión marginal.

Piensa sólo que después de la terrible experiencia de la guerra y la necesidad de reconstrucción, la URSS tenía que medir el átomo-Americana, la Guerra Fría contra el telón de acero llamada, la división de Alemania, las repercusiones de la revolución china en contexto internacional, el proceso de transformación socialista en las democracias, donde se estableció la burguesía históricamente, piensa en la guerra de Corea.

Y la capacidad de Stalin era combinar la defensa de las posiciones conquistadas con una visión estratégica de la alternativa al capitalismo y al imperialismo. ¿Qué visión trotskista quería evitar poner al servicio del imperialismo era sólo eso. Retire el efectivo es el proceso de cambio.

En todos estos eventos, su interpretación, la Asociación cree que Stalin debe realizar un trabajo en profundidad de análisis que se transforma en lucha política y teórica.

En conclusión, pues, voy a hacer algunas referencias a la situación después de la muerte de Stalin y la contra-revolución que siguió.

¿Cuál es el origen del mostrador? Repite que Jruschov ha traicionado es una tautología para los marxistas. La pregunta es ¿por qué Jruschov tuvo éxito en hacer, lo que obliga apalancado, ¿cuál es la responsabilidad del movimiento comunista internacional?

A pesar de que, en el futuro, tenemos que discutir en serio, fuera de la retórica anti-revisionista de la apelación y la necesidad de revitalizar el resumen de la lucha por el socialismo que, sin embargo, es necesario identificar realmente los caminos, si no queremos es una palabra vacía .

Paradójicamente, es todavía Stalin para darnos la clave para la interpretación de los acontecimientos posteriores a marzo de 1953. De hecho, él nos enseñó, en los treinta años en que dirigió el movimiento comunista, que durante toda una época histórica el desarrollo de un proceso revolucionario sólo puede tener una relativa estabilización, por lo que esperan que usted podría haber hecho sin el socialismo es Durante una pelea a muerte entre dos sistemas está fuera de la realidad y de la historia. Así que la teoría de que Stalin, el socialismo avanza la lucha de clases se intensifica, con el derrocamiento contrarrevolucionario del XX Congreso del PCUS ha sido plenamente confirmada.

De hecho, la muerte de Stalin, había dos posibilidades: o seguimos adelante con la inevitable competencia con el capitalismo y el imperialismo, o usted llegó a un acuerdo que puso fin al antagonismo desencadenar procesos mostrador. La demonización del tirano, en el caso francés de Robespierre, dirigido por el Thermidor imperio. En la URSS se la pasó lo mismo. Es tan bueno ver que hay un hilo conductor que guía los acontecimientos de la época que estamos considerando y que indica el trabajo de análisis histórico y de la deducción teórica que esperamos de esta conferencia con la colaboración de todos. Creo que un acto de responsabilidad colectiva en esta ocasión es absolutamente necesario si queremos dignamente conmemorar el 60 aniversario de la muerte de Stalin.

La propuesta de que avanzamos en esta reunión de la Asociación de Stalin es que pasar de las palabras a las herramientas de planificación de la acción para un análisis del trabajo militante, la investigación, el debate, sería eficaz en la lucha anticomunista y all’antistalinismo y que no implica sólo los compañeros que han resistido el contador de marea en las últimas décadas, pero la participación de las generaciones más jóvenes muestran su oposición al sistema capitalista.

Luciano Bronzi , Secretario de la Asociación de Stalin

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1953 – 2013 With Stalin. For  the socialism

Florence March 17, 2013
Intervention of the Stalin Association

We gladly accepted the proposal to hold this conference on the 60th since the death of Stalin in the hope that we can return to a public discussion and collective work of a great leader, communist and revolutionary.

Historical events, the Twentieth Congress of ’56 to the collapse of the USSR, the GDR and other socialist countries of Eastern Europe have put us on the defensive and the enemies of the communist movement have succeeded in developing in-depth action anti demonizing the name and the work of Stalin.

We, of course, we have not appended to these trends, but we must admit that we did not even have adequate facilities to combat them.

When we say that we have failed so far to counter the anti-Stalinist campaign we refer not so much to commendable positions of small minorities to proclaim themselves the political heirs of Stalin, as the ability to deliver an adequate job of information and debate our views on the period ’24-’53.

There have been obviously deserving publishing initiatives aimed at countering the anti-Stalinist clichés, but it all happened in a piecemeal and often use party icon that Stalin has certainly helped to achieve the objective we should be asking. Not because, in our opinion, a party can not or should not put at the basis of its position and the reference to Stalin and his work theoretical and historical, but because 1’autoproclamazione does not exhaust the problem, which is to fight in ‘ daily action the anti-Stalinism to the extent and in the manner most appropriate.

About twenty years ago, an initiative similar to that of today took place in Rome with the participation of hundreds of comrades and companions. Well I do not think since then we have made progress. The anti-Stalinism was consolidated thanks to Rifondazione and its theoretical maximum, Bertinotti, who went deep into the denunciation of what he calls “errors and horrors” of twentieth-century communism. And those in the PRC, in origin, should have defended the history of the communist movement have remained silent out of cowardice and opportunism.

During these years, however, despite the events of ’89 we are increasingly convinced that the question of Stalin is closely related to the recovery of the communist movement. You can not talk about recovery of the communist movement without untie this knot and place to discriminate between those who can be considered communist and those who want to introduce in this position the ambiguities and theories that misrepresent the substance.

Because we believe, a Communist, discriminating the position of Stalin?

In our opinion, for two problems, one historical and one second of a theoretical nature.

On the historical demolition of the grotesque anti-communist propaganda of the right and left, tends to deny that the communist movement in the period ’24-’53 has achieved great successes that we know. If the Soviet Union remained until the death of Stalin, that for thirty years, a solid bulwark of the communist movement that is due to the role he played within the country and internationally. Only agents of imperialism or charlatans who pretend to be revolutionaries may think that the USSR could survive after the death of Lenin, without a safe and capable. The work that Stalin played in the thirty years that we refer to is what has led to the transformation of the country in terms of rapid, its ability to withstand external threats to victory against Nazi military power and to create the foundations of a society throughout the socialist economic system including agriculture where the backwardness created after the ’20s, a number of major problems that were addressed if we wanted to connect with the design of a new model of society that was being built. And this’ last thing was essential given the prevalence of peasant country.

Not being able to deny the obvious, rapid industrialization, collectivization of agriculture, a new model of social organization in which workers and farmers were directly involved as protagonists, until the great victory over Nazism, anti-Communists and anti-Stalinists put the ‘ emphasis on the price paid to achieve these objectives and that this led to a clash inside the Communist Party and Soviet society.

It is no coincidence that the controversy and accusations of Stalinism always point around Bukharin alternative, which is presented as the one who would offer to the heirs of the October Revolution and Soviet citizens a way to a balanced development of the USSR.

To say this means not being present what was the Soviet Union after the October Revolution and understand the needs that arose from the domestic and international context to keep open a communist perspective. The revolution is not over 7 November, but started from that date and did not end even with the end of the civil war organized by the reactionary forces of the old regime with the support of the imperialist powers since, won the reaction armed, it came to give a future communist to the results achieved, without solution of continuity.

In the light of these considerations, the actions of Stalin looks like a communist, collecting the revolutionary heritage of Lenin, developed under the new conditions, processes started with October. These new steps were not and could not be peaceful steps because, as has been said, clashed not only with the active role of imperialism against the USSR, but also with the consequences of the accelerations of the internal processes of which the communist perspective had based. The industrialization of the country, military defense, the liquidation of the background represented by conservation campaigns, and to refer to the question of the party, the wobbles of a Leninist as Trotsky and Zinoviev and right Bukharinist are all problems that the Bolshevik Party under the direction of Stalin faced and of course this could not happen, like all true revolutions teach without dramatic solutions. And of course this does not guarantee that errors in a revolutionary process can be determined, but the one who decides on the judgment are the key questions.

Only one direction iron and an ability to identify strategic objectives, therefore, could ensure the results, this is essential. Who thinks, on the contrary, that the revolution is a gala dinner, is outside the understanding of the true historical processes, ignores a materialist conception of the forces in the field and proposes opportunism. It is no coincidence that the slippages and the defeat of the opponents of Stalin are, first of all, lack of understanding of the choices that were made in a revolutionary context. This explains the result of opposition to Stalin’s line and the first political defeat. The famous Moscow trials of the ’30s are following this defeat and mark it, then, a fine dramatic when the defeated pass from the debate on policy choices in the conspiracy. As at the time of the French Revolution with the ghigliottinamento of Danton, when it came to defending the revolutionary France.

From a theoretical point of view is very important for the Communists, investigate the choices of the period ’24-’53. Not to establish mechanical links between the historical period and the present, but to understand the application of revolutionary principles in the context of the development of a communist perspective.

If Leninism is the theoretical basis of which they formed the Communist parties, distinguished by the Social Democrats and identifying the strategic objectives of the Russian and world communist movement to the seizure of power, the role of Stalin was to manage the firmness and clarity steps that have allowed the communists to be leaders of the twentieth century.

As in the fairy tales of the good and the bad expected happy ending. Why did not happen? Apparently it is the responsibility of the sinister dictator that has prevented the realization of socialism good. But more than the abstract polemic against the central anti-Communist and Trotskyist linked to them propounding these theories help us understand the materialist analysis of reality. It tells us that in the period that we consider, ie ’24-53, the Soviet Union, has always been in an emergency situation, even after the defeat of Germany, and this is normal when a revolution advances and changes balance of power. This did not understand the Communists ‘good’.

Emergency is not a word that means exceptional. If anything is the equivalent of that little word mentioned by Lenin in Renegade Kautski about the Marxist definition of the proletarian dictatorship, when they tried to contrabbandarla for a marginal issue.

Think only that after the ordeal of war and the need for reconstruction, the USSR had to measure the atom-American, the Cold War against the so-called Iron Curtain, the division of Germany, the repercussions of the Chinese revolution in international context, the process of socialist transformation in democracies where the bourgeoisie was historically established, think of the Korean War.

And the ability to Stalin was to combine the defense of the positions conquered with a strategic vision of the alternative to capitalism and imperialism. What vision Trotskyist wanted to prevent putting at the service of imperialism was just that. Remove the concreteness of the process of change.

On all these events, their interpretation, the Association believes that Stalin must perform work in-depth analysis to be transformed into political struggle and theoretical.

In conclusion, then, I will make some references to the situation after the death of Stalin and the counter-revolution that followed.

What is the origin from the counter? Repeat that Khrushchev has betrayed is a tautology for the Marxists. The question is why Khrushchev succeeded in doing, what forces leveraged, what is the responsibility of the international communist movement?

Even that, in the future, we have to discuss seriously, outside of the anti-revisionist rhetoric of the appeal and the need to revitalize the abstract the struggle for socialism which, however, we need to actually identify the paths, if we do not want is a word empty .

Paradoxically, it is still Stalin to give us the key to the interpretation of events subsequent to March 1953. In fact, he taught us, in the thirty years in which he led the communist movement, which for a whole historical epoch the development of a revolutionary process can only have a relative stabilization, so expect that you might have made while socialism is During a fight to the death between two systems is out of reality and history. So the theory that Stalin, as socialism is advancing the class struggle intensifies, with the counterrevolutionary overthrow of the Twentieth Congress of the CPSU has been fully confirmed.

In fact, Stalin’s death there were two possibilities: either we went ahead with the inevitable competition with capitalism and imperialism, or you arrived at a compromise which put an end to antagonism triggering processes counter. The demonization of the tyrant, in the French case of Robespierre, led by Thermidor empire. In the USSR is the same thing happened. So good to see there is a thread that guides the events of the period we are considering and which indicates work of historical analysis and theoretical deduction that we look forward to from this conference with the collaboration of all. I believe that an act of collective responsibility this time is absolutely necessary if we worthily commemorate the 60th anniversary of the death of Stalin.

The proposal that we move forward in this meeting of the Association Stalin is that you move from words to action planning tools for a job militant analysis, research, debate, would be effective in the fight  anti communism and anti-Stalinism  all that does not involve only the comrades who have resisted the tide counter in recent decades, but involving the younger generations show their opposition to the capitalist system.

Bronzi -Secretary of  Stalin Association

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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