Giovanni Apostolou – La fabbrica del falso./The factory of lies/ La fábrica de mentiras

La fabbrica del falso non conosce soste: ecco un’ennesimo articolo pattumiera dell’anticomunismo.
Per quanto riguarda il primo punto (” I resti di 83 persone sono stati riesumati da alcune fosse comuni risalenti al periodo staliniano nei pressi di Varsavia, in Polonia; la maggior parte delle vittime presenta un foro da proiettile alla nuca; i resti saranno esaminati dagli specialisti dell’Istituto di Medicina Legale e si impiegheranno i test del dna per cercare di stabilire l‘identità delle vittime; la maggior parte delle vittime presenta un foro da proiettile alla nuca; i resti saranno esaminati dagli specialisti dell’Istituto di Medicina Legale e si impiegheranno i test del dna per cercare di stabilire l’identità delle vittime (…) ” ) le 83 persone nominate si trovavano sepolte all’interno delle fosse comuni del cimitero militare di Powazki, a Varsavia.
Non c’è nessuna prova che gli 83 colpiti alla nuca ( tra cui Witold Pilecki) siano stati uccisi dalla NKVD, come ha riconosciuto il responsabile delll’Istituto per la Memoria Nazionale della Polonia, dopo che i resti dei cadaveri sono stati trasportati il 9 Giugno presso un centro di medicina legale per l’identificazione in base al DNA (si è accertato che i condannati erano stata giustiziati con una o più pallottole di calibro 7,62, sparate a bruciapelo alla nuca con una pistola di tipo Nagan).
Per quanto riguarda il secondo punto ( “(…) i corpi potrebbero appartenere a partigiani polacchi anti sovietici e anti nazisti, uccisi nel dopoguerra durante il periodo delle purghe staliniane (…) ” ) l’altro ieri Nikita Petrov (il responsabile dell’ “Associazione Memorial” di Mosca) ha individuato tramite le cartelle dei decessi i nomi e cognomi degli uccisi: si trattatava di soldati polacchi dell’OUN (Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini di cui il loro 3° battaglione operava nel Nord di Varsavia).
Dai loro fascicoli rinvenuti (da Petrov e da Roginski) è stato accertato che gli 83 miliziani del 3° battaglione dell’OUN nel Nord di Varsavia hanno eliminato 200.000 ebrei di cui una parte prevalentemente anziana.
Il 30 Giugno 1941 nel centro di Varsavia massacrarono, in tre giorni, 7.000 ebrei.
La definizione di “partigiani anti-nazisti” è falsa in quanto falsi anche i loro resoconti.
Essi avrebbero giustiziato il capo di Stato Maggiore della SA, Victor Lutze.
Peccato che quest’ultimo sia morto in un incidente stradale presso Berlino.
Essi avrebbero ingaggiato un combattimento contro 10.000 soldati nazisti presso il Nord di Varsavia.
La storica Irina Paperno ha provato che nell’Estate del 1943 gli 83 miliziani (insieme a 5.000 nazionalisti ucraini di Stepan Bandera) avevano partecipato, al fianco di 10.000 soldati nazisti, ad una grande operazione di accerchiamento e annientamento del 5° battaglione dell’armata rossa.
Le circostanze precise della causa della loro morte non è risalibile all’era delle “purghe staliniane”: gli scavi e le inchieste medico-legali condotte condotti sono mostrano che la loro morte cronologicamente è situata fra il 27 Dicembre 1941 e il 1° Ottobre 1944.
Allo stato attuale delle inchieste ancora è incerto il loro luogo di morte (si è anche avanzata l’ipotesi che 50 degli 83 miliziani anti-semiti siano stati colpiti alla nuca a seguito di un linciaggio in massa di partigiani sovietici (di cui molti loro parenti furono truicidati dai miliziani in questione) avvenuto, si suppone, nella zona settentrionale della Kolyma).
Per quanto riguarda l’ultimo punto (“(…) le ultime riesumazioni fanno seguito a quelle di altre 117 vittime ritrovate lo scorso anno (…) ” ) premesso che non sono 117 ma 50 (e si trattava di soldati fascisti questa volta non polacchi ma ucraini con a capo il vice-responsabile dell’OUN dell’Ucraina Settentrionale che guido il contingente nazionalista (7°) nel sud della Polonia) l’anno scorso dagli scavi primari non si è potuto stabilire con precisione la proporzione di condannati giustiziati sul posto, sul ciglio delle fosse, e quella dei condannati giustiziati altrove, ma si è potuto stabilire (dai nomi e cognomi dei soldati) che i soggetti in questione aveva scatenato molte rappresaglie anti-ebraiche nel Mar Baltico fino ai Carpazi.
Per quanto riguarda l’ultimo punto ( “(…) gli esperti ritengono che circa 50 mila persone furono uccise in Polonia durante il periodo del terrore ) dal dossier pervenuto dal LENINGRADASKIJ MARTIROLOG, 1937-1938, le persona realmente giustiziate in Polonia (negli anni della ezovscina) si attestano a 10 mila: non si è potuto stabilire con precisione la proporzione di condannati giustiziati sul posto, sul ciglio delle fosse, e quella dei condannati giustiziati altrove (in genere nelle diverse prigioni del Baltico).
E’ per certo (siccome si ha disposizione i dossier di ciascun giustiziato) che la maggior parte di queste persone erano innocenti, dal momento che i responsabile dell’NKVD hanno fatto delle confessioni in merito.
Dopo che Ezhov ha dato le dimissioni nel Novembre 1938 sono cominciate le indagini, e presto si è scoperto il fatto che Ezhov e i suoi uomini avevano fatto uccidere un gran numero di persone polacche, allo scopo di fomentare una rivolta contro il governo sovietico.
Sotto Beria, nel 1939-1941, moltissime persone polacche (allo stato attuale della documentazione se contano 50.000) sono stati liberate dai campi (GULAG) situati a Danzica, molte accuse sono state riviste, e sono saltate fuori molte prove di uomini dell’NKVD che si sono resi responsabili di questi efferati crimini.
Ma il problema è che non ci sono documenti primari di scavi del cimitero militare di Powazki (come ha sottolineato Nicolas Werth).
Si può provare umana pietà nei confronti dei morti, ma da qui ad onorare e classificare come “vittime dello stalinismo” chi tradiva, spiava, torturava ed uccideva ce ne corre:

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/polonia-riesumati-83-corpi-da-fosse-comuni-periodo-stalin/news-dettaglio/4356353

 The factory of lies never stops here un’ennesimo article dustbin of anticommunism.

With regard to the first point (“The remains of 83 people were exhumed from mass graves some dating back to the Stalinist period near Warsaw, Poland, most of the victims has a bullet hole in the neck, the remains will be examined by the specialists of the Institute of Legal Medicine and employ the DNA tests to try to establish the identity of the victims, most of the victims has a bullet hole in the neck, the remains will be examined by the specialists of the Institute of Legal Medicine and we employ the DNA tests to try to establish the identity of the victims (…) “) of the 83 persons named were buried in mass graves in the military cemetery Powazki in Warsaw.

There is no evidence that 83 hit in the neck (including Witold Pilecki) were killed by the NKVD, as recognized by the responsible delll’Istituto of National Remembrance in Poland, after the remains of the bodies were transported to the 9 June at a forensic center for identification based on DNA (it was found that the prisoners had been executed by one or more 7.62 caliber bullets, fired at point blank range in the neck with a pistol type Nagan).

With regard to the second point (“(…) the bodies could belong to anti-Soviet and anti-Polish partisans Nazis killed in the war during the period of Stalin’s purges (…)”) the day before yesterday Nikita Petrov (the person responsible ‘” Memorial Association “in Moscow) identified through the folders names and surnames of the deaths of the slain: it trattatava of Polish soldiers dell’OUN (Organization of Ukrainian Nationalists in their 3rd battalion was operating in the north of Warsaw).

Give them the files found (from Petrov and Roginski) it was found that 83 militants of the 3rd Battalion dell’OUN in the north of Warsaw have eliminated 200,000 Jews, part of which predominantly elderly.

The 30 June 1941 in the center of Warsaw massacred, in three days, 7,000 Jews.

The definition of “anti-Nazi partisans” is false as false even their reports.

They would have executed the Chief of Staff of the SA, Victor Lutze.

Too bad that the latter died in a car accident in Berlin.

They would have hired a fight against 10,000 Nazi soldiers at the North of Warsaw.

The historic Irina Paperno has proven that in the summer of 1943, the 83 militiamen (along with 5,000 Ukrainian nationalist Stepan Bandera) had participated, alongside 10,000 Nazi soldiers, to a great operation of encirclement and suppression of the 5th battalion of the army red.

The precise circumstances of the cause of their death is not risalibile era of “Stalinist purges”: excavations and forensic inquiries are conducted conducted show that their death is chronologically situated between 27 December 1941 and 1 October 1944 .

At present investigations are still uncertain of their place of death (he was also suggested that 50 of the 83 militants anti-Semites have been hit in the neck as a result of a lynching by mass of Soviet partisans (of which many of their relatives were truicidati by militiamen in question) occurred, it is supposed, in the northern part of the Kolyma).

Regarding the last point (“(…) the latest exhumations follow on from those of other 117 victims found last year (…)”) on condition that they are not 117 but 50 (and it was fascist soldiers this time Polish but Ukrainians headed by the deputy head of Ukraine Northern dell’OUN I drive the quota nationalist (7th) in southern Poland) last year leading the excavations it was not possible to determine precisely the proportion of convicts executed on the place on the edge of the pits, and that of executed inmates elsewhere, but it could be established (by first and last names of the soldiers) that the persons in question had sparked many anti-Jewish reprisals in the Baltic to the Carpathians.

Regarding the last point (“(…) experts believe that about 50,000 people were killed in Poland during the period of terror) from the submission received from LENINGRADASKIJ MARTIROLOG, 1937-1938, the person actually executed in Poland (in years the ezovscina) amounted to 10 thousand: it was not possible to determine precisely the proportion of convicts executed on the spot, on the edge of the pits, and that of executed inmates elsewhere (usually in different prisons of the Sea).

E ‘for certain (since it has available the dossier of each executed) that the majority of these people were innocent, since the responsible NKVD have made confessions about.

After Ezhov resigned in November 1938, investigations began, and soon it was discovered that Ezhov and his men had killed a large number of Polish people, in order to foment an uprising against the Soviet government.

Under Beria in 1939-1941, many Polish people (the current state of the documentation if you count 50,000) were released from the camps (GULAG) located in Gdansk, many accusations have been revised, and popped up a lot of evidence of NKVD men who were responsible for these heinous crimes.

But the problem is that there are primary documents of excavations of the military cemetery Powazki (as pointed out by Nicolas Werth).

You can try human compassion for the dead, but from here to honor and classified as “victims of Stalinism” who betrayed him, spied on, tortured and killed there runs:

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/polonia-riesumati-83-corpi-da-fosse-comuni-periodo-stalin/news-dettaglio/4356353

La fábrica de mentiras no se detiene, aquí un’ennesimo artículo basurero de anticomunismo.

Con respecto al primer punto (“Los restos de 83 personas fueron exhumados de fosas comunes algunos que datan de la época estalinista, cerca de Varsovia, Polonia, la mayoría de las víctimas tiene un agujero de bala en el cuello, los restos serán examinados por el especialistas del Instituto de Medicina Legal y emplean las pruebas de ADN para tratar de establecer la identidad de las víctimas, la mayoría de las víctimas tiene un agujero de bala en el cuello, los restos serán examinados por los especialistas del Instituto de Medicina Legal y contamos con las pruebas de ADN para tratar de establecer la identidad de las víctimas (…) “) de las 83 personas mencionadas fueron enterrados en fosas comunes en el cementerio militar Powazki de Varsovia.

No hay evidencia de que el 83 por golpe en el cuello (incluyendo Witold Pilecki) fueron asesinados por el NKVD, como reconoció el delll’Istituto responsables de la Memoria Nacional de Polonia, después de que los restos de los cuerpos fueron transportados al 9 de junio en un centro forense para la identificación basado en el ADN (se comprobó que los presos habían sido ejecutados por una o más balas de calibre 7.62, disparados a quemarropa en la nuca con un tipo de pistola Nagan).

Con respecto al segundo punto (“(…) los cuerpos podrían pertenecer a los partisanos anti-soviéticas y anti-polaca nazis muertos en la guerra durante el periodo de las purgas de Stalin (…)”) el día antes de ayer Nikita Petrov (la persona responsable ” Memorial Association “en Moscú) identificados por los nombres de las carpetas y los apellidos de la muerte de los muertos: se trattatava de soldados polacos dell’OUN (Organización de Nacionalistas Ucranianos en su 3er batallón estaba operando en el norte de Varsovia).

Darles los archivos encontrados (de Petrov y Roginski) se encontró que 83 militantes de la tercera dell’OUN batallón en el norte de Varsovia han eliminado 200.000 Judios, parte de los cuales mayoritariamente anciana.

El 30 de junio 1941 en el centro de Varsovia masacrados, en tres días, 7.000 judíos.

La definición de “partisanos anti-nazis” es falso como falso, incluso sus informes.

Habrían ejecutado el Jefe de Estado Mayor de las SA, Victor LUTZE.

Lástima que este último murió en un accidente de coche en Berlín.

Ellos han contratado a una lucha contra 10.000 soldados nazis en el norte de Varsovia.

El histórico Irina Paperno ha demostrado que en el verano de 1943, los 83 milicianos (junto con 5000 nacionalista ucraniano Stepan Bandera) habían participado, junto con 10.000 soldados nazis, a una gran operación de cerco y aniquilamiento del quinto batallón del ejército rojo.

Las circunstancias exactas de la causa de su muerte no es época risalibile de “purgas estalinistas”: excavaciones y las investigaciones forenses se realizan espectáculo realizado que su muerte es cronológicamente situada entre el 27 de diciembre de 1941 y 01 de octubre 1944 .

En la actualidad, las investigaciones aún están inseguros de su lugar de la muerte (que también se sugirió que 50 de los 83 militantes antisemitas se han visto afectados en el cuello como resultado de un linchamiento en masa de guerrilleros soviéticos (de los cuales muchos de sus familiares Se produjo truicidati por milicianos en cuestión), que se supone que, en la parte norte de la Kolyma).

Con respecto al último punto (“(…) las últimas exhumaciones son consecuencia de las de otras 117 víctimas encontraron el año pasado (…)”), a condición de que no son 117 sino 50 (y fue en esta ocasión los soldados fascistas polaco pero los ucranianos encabezada por el jefe adjunto de Ucrania del Norte dell’OUN conduzco el nacionalista cuota (séptimo) en el sur de Polonia) el año pasado que conduce las excavaciones, no fue posible determinar con precisión la proporción de presos ejecutados en el lugar en el borde de los fosos, y el de los presos ejecutados en otros lugares, pero se puede establecer (por nombres y apellidos de los soldados) de que las personas en cuestión habían generado muchas represalias contra los judíos en el Báltico hasta los Cárpatos.

En cuanto a este último punto (“(…) Los expertos creen que alrededor de 50.000 personas murieron en Polonia durante el período del terror) del documento presentado por LENINGRADASKIJ MARTIROLOG, 1937/38, la persona que realmente ejecutado en Polonia (en años el ezovscina) ascendió a 10 mil, no fue posible determinar con precisión la proporción de presos ejecutados en el acto, en el borde de los fosos, y el de los presos ejecutados en otros lugares (por lo general en diferentes cárceles del Mar).

E ‘con seguridad (ya que tiene a su disposición el expediente de cada uno ejecutado) que la mayoría de estas personas eran inocentes, ya que la NKVD responsables han hecho confesiones sobre.

Después Ezhov renunció en noviembre de 1938, las investigaciones comenzaron, y pronto se descubrió que Ezhov y sus hombres habían matado a un gran número de polacos, con el fin de fomentar un levantamiento contra el gobierno soviético.

Bajo Beria en 1939-1941, muchos polacos (el estado actual de la documentación si se cuentan 50.000) fueron liberados de los campos (GULAG), ubicado en Gdansk, muchas acusaciones se han revisado y se sacó un montón de pruebas de los hombres del NKVD que fueron responsables de estos crímenes atroces.

Pero el problema es que no son documentos primarios de excavaciones del cementerio militar Powazki (como ha señalado Nicolas Werth).

Usted puede tratar de compasión humana por los muertos, pero a partir de aquí, a la honra ya clasificados como “víctimas del estalinismo”, el que le entregaba, espiado, torturado y asesinado, no se ejecuta:

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/polonia-riesumati-83-corpi-da-fosse-comuni-periodo-stalin/news-dettaglio/4356353

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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