Dall’intervento del compagno Ubaldo Buttafava a nome dell’Organizzazione per il Partito Comunistadel proletariato d’Italia (‘la nostra lotta’) tenutosi all’Università di Mosca / From the intervention of Comrade Ubaldo Buttafava on behalf of the Organization for the Party Comunistadel proletariat of Italy (‘Our struggle’) held at the University of Moscow/De la intervención del camarada Ubaldo Buttafava en nombre de la Organización para el Partido Comunista del proletariado de Italia (“Nuestra lucha”), celebrada en la Universidad de Moscú

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“Compagne e compagni.
Dunque, tutta l’opera di Josif Stalin è attuale, ma in questo momento storico di disfatta generale del moderno opportunismo revisionista titoista-kruscioviano, quali aspetti del pensiero staliniano forse non sono stati approfonditi compiutamente? Quali ci possono aiutare di più a comprendere le cause della momentanea sconfitta del Movimento Comunista?
Noi, marxisti-leninisti italiani, ne proponiamo alcuni, all’attenzione di questo Seminario, ben sapendo che nessuno più di voi, compagni sovietici, conosce la vostra Storia e l’opera di Stalin.
Com’è noto, la lotta contro il revisionismo permea tutta la vita del nostro Movimento fin dal tempo di Carlo Marx, ma è dopo la morte di Stalin, con l’avvento del krusciovismo che inizia nel Movimento Comunista, con la Conferenza di Mosca del 1960 e lo storico discorso del compagno Enver Hoxha, Segretario del Partito del Lavoro d’Albania, la lotta contro il revisionismo moderno al potere e che aveva preannunciato il suo apparire con la cricca yugoslava di Tito.
Da quella Conferenza sono trascorsi oltre 30 anni, e in tutto questo periodo il risorto Movimento Marxista-Leninista Internazionale ha difeso e sviluppato la pratica e la teoria rivoluzionarie, ed oggi conduce importanti battaglie di classe in tutto il mondo. Sono stati anni di lotte dure e complesse, per la vita o la morte; lotte che hanno impedito la vittoria completa del revisionismo, e durante le quali la teoria marxista-leninista si è sviluppata proprio nei confronti delle forme nuove che il revisionismo ha assunto nei Paesi prima socialisti.
La conclusione, che noi comunisti italiani, traiamo dall’esperienza storica è che Stalin aveva posto all’attenzione del Partito tutte le questioni legate al pericolo della restaurazione del capitalismo nell’URSS.
In particolare vanno indicati a nostro parere questi problemi: 1) che per un Paese che costruisce il Socialismo la contraddizione con l’imperialismo non è una semplice condizione esterna, secondaria, ma l’altro aspetto, interdipendente, della contraddizione tra proletariato e borghesia, da cui dipende la vittoria definitiva.
Una contraddizione che si riflette all’interno della società socialista, esprimendosi nella sua forma più alta, con la lotta politica, nelle fila stesse del Partito al potere.
2) la lotta di classe continua nel Socialismo anche se le classi sfruttatrici non esistono più sul terreno economico.
Stalin ha indicato che la lotta ideologica non è solo una lotta culturale, una lotta contro la psicologia borghese, ma una lotta di classe, politica, una lotta concreta, acuta, conformemente al principio marxista che il pensiero è una forma della materia. Per questo il Movimento Marxista-Leninista Internazionale afferma che il revisionismo al potere è la borghesia al potere.
3) Stalin ci ha indicato come la rivoluzione proletaria socializzando i mezzi di produzione, crei le forme del Socialismo, ma come queste forme possano avere anche un contenuto non socialista.
E questo conformemente con la tesi marxista che la proprietà è una categoria de facto e non de jure, che la proprietà si realizza nel dominio reale, nel consumo; per cui ci si deve chiedere chi trae profitto da questa proprietà. Stalin spiegò al Partito il fatto che la creazione dei Sovkos e dei Kolkos poteva risultare una costruzione sulla sabbia se non si poneva al centro della lotta per il Comunismo, la lotta di classe interna e internazionale fra loro interdipendenti.
Stalin, fino all’ultimo giorno della sua vita, mise in guardia il Partito dal pericolo della controrivoluzione, come quando in polemica con l’economista Iaroscenko scrisse nel 1952: “….lo sviluppo dei rapporti di produzione ritarda e ritarderà rispetto allo sviluppo delle forze produttive. Con una giusta politica degli organismi dirigenti queste contraddizioni non possono trasformarsi in contrasto ……Ma non sarebbe così se facessimo una politica sbagliata, …. In tal caso il conflitto sarebbe inevitabile, e i nostri rapporti di produzione potrebbero trasformarsi in un freno molto serio dell’ulteriore sviluppo delle forze produttive”.
Noi comunisti italiani pensiamo pertanto che lo stalinismo è la punta più avanzata del marxismo-leninismo, la base sulla quale analizzare, comprendere e superare il moderno revisionismo. Che il leninismo, lo stalinismo, cioè il bolscevismo, sono stati una corrente (certo alla Direzione del Partito), ma non la sola tendenza nel PCUS.
A questo proposito ci sembra che si possa affermare che già negli ultimi tempi della vita di Stalin, le tendenze di destra presenti nel Partito in modo palese riuscissero ad influenzare gli uomini attorno a Stalin.
Non si può spiegare altrimenti come le tesi sopra esposte di Stalin non abbiano avuto il risalto dovuto – e siano anzi state sfumate- nella pubblicistica del Partito.
Un solo esempio: in campo internazionale il Rapporto e i discorsi di chiusura -di Stalin- al plenum del Comitato Centrale del P.C. (b) dell’URSS, del 3-5 Marzo 1937, sono sconosciuti; si tratta di scritti, come voi compagne e compagni sovietici ben sapete, fondamentali, che andavano a buon diritto inseriti nella raccolta “Questioni del leninismo”. “

[ Dall’intervento del compagno Ubaldo Buttafava a nome dell’Organizzazione per il Partito Comunistadel proletariato d’Italia (‘la nostra lotta’) tenutosi all’Università di Mosca ]

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Intervention of Comrade Ubaldo Buttafava on behalf of the Organization for the Party Comunistadel proletariat of Italy (‘Our struggle’) held at the University of Moscow

“Comrades.
So, all the work of Joseph Stalin is present, but in this historical moment of defeat General opportunism of modern revisionist Tito-Kruschev, what aspects of Stalinist thought perhaps were not fully detailed? What more can help us to understand the causes of the temporary defeat of the Communist Movement?
We, the Italian Marxist-Leninists, we propose some attention of this Seminar, knowing full well that no more than you, Soviet comrades, know your history and work of Stalin.
As you know, the fight against revisionism permeates the whole life of our movement since the time of Karl Marx, but after the death of Stalin, with the advent of Khrushchevism that begins in the Communist Movement, with the Moscow Conference of 1960, the historic speech of Comrade Enver Hoxha, Secretary of the Party of Labor of Albania, the struggle against modern revisionism in power and who had announced his appearance with the Yugoslav Tito clique.
From that conference have passed more than 30 years, and throughout this time the resurrected International Marxist-Leninist Movement defended and developed the revolutionary theory and practice, and today leads major class battles all over the world. They have been years of fights hard and complex, for life or death struggles that have prevented the complete victory of revisionism, and during which the Marxist-Leninist theory has developed its own against new forms that revisionism has taken in first socialist countries.
The conclusion that we Italian communists, we can draw from history is that Stalin had brought to the attention of the Party all matters related to the danger of capitalist restoration in the USSR.
In particular should be indicated in our opinion these problems: 1) that for a country that builds socialism contradiction with imperialism is not a simple external condition, secondary, but the other aspect, interdependent, the contradiction between the proletariat and the bourgeoisie, on which the final victory.
A contradiction which is reflected in the socialist society, expressing in its highest form, with the political struggle, in the same row of the Party in power.
2) the class struggle in socialism continues even if the exploiting classes no longer exist in the economic field.
Stalin has indicated that the ideological struggle is not only a cultural struggle, a struggle against bourgeois psychology, but a class struggle, politics, a concrete struggle, acute, in accordance with the Marxist principle that thought is a form of matter. For this reason the International Marxist-Leninist Movement says that revisionism in power is the bourgeoisie to power.
3) Stalin showed us how the proletarian revolution socializing the means of production, creates forms of socialism, but how these forms can also have a non-socialist content.
And this is in accordance with the Marxist thesis that the property is a category de facto and not de jure, that the property is realized in the real domain, consumption, for which one has to ask who profits from this property. Stalin explained to the party that the creation of Sovkos and Kolkos could be a building on the sand if you do not put in the center of the struggle for communism, class struggle domestic and international interdependent.
Stalin, until the last day of his life, warned the Party from the danger of counter-revolution, as when in dispute with the Iaroscenko economist wrote in 1952: “…. the development of relations of production delays and delay compared to the development of productive forces. With the right policy governing bodies of these contradictions can not turn in contrast …… But it would not be so if we make a wrong policy, …. In this case, the conflict would be inevitable, and our relationship production could become a very serious brake the further development of the productive forces. “
We think, therefore, that the Italian Communists Stalinism is the most advanced of Marxism-Leninism, the basis on which to analyze, understand and overcome the modern revisionism. That Leninism, Stalinism, that the Bolsheviks were a current (of course the leadership of the Party), but not the only trend in the CPSU.
In this regard, it seems to us that we can already say that in recent times of Stalin’s life, right-wing tendencies in the Party openly were able to influence the men around Stalin.
You can not explain how else the arguments mentioned above Stalin did not have the raised – and are indeed been shaded-in publications of the Party.
Just one example: in the international field the report and closing speeches of Stalin-of-the plenum of the Central Committee of the PC (B) the USSR, 3-5 March 1937, are unknown, it is written, as you well know Soviet comrades, fundamental, which were rightly included in the collection “Questions of Leninism.”

[From the intervention of Comrade Ubaldo Buttafava on behalf of the Organization for the Party Comunista Tthe  proletariat of Italy (‘Our struggle’) held at the University of Moscow]

Intervención del camarada Ubaldo Buttafava en nombre de la Organización para el Partido Comunistadel proletariado de Italia (“Nuestra lucha”), celebrada en la Universidad de Moscú

“Camaradas.
Por lo tanto, toda la obra de Joseph Stalin está presente, pero en este momento histórico de la derrota oportunismo General de revisionista moderna Tito-Kruschev, ¿qué aspectos del pensamiento estalinista quizá no fueron totalmente detallado? ¿Qué más nos puede ayudar a entender las causas de la derrota temporal del movimiento comunista?
Nosotros, los marxistas-leninistas italianos, proponemos un poco de atención de este Seminario, a sabiendas de que nadie más que tú, camaradas soviéticos, conocer su historia y la obra de Stalin.
Como ustedes saben, la lucha contra el revisionismo impregna toda la vida de nuestro movimiento desde los tiempos de Karl Marx, pero después de la muerte de Stalin, con la llegada de jruschovismo que comienza en el movimiento comunista, con la Conferencia de Moscú de 1960, el histórico discurso del camarada Enver Hoxha, el secretario del Partido del Trabajo de Albania, la lucha contra el revisionismo moderno en el poder y que había anunciado su aparición con la camarilla de Tito de Yugoslavia.
De esa conferencia han pasado más de 30 años, y en todo este tiempo, el movimiento marxista-leninista internacional resucitado defendido y desarrollado la teoría y la práctica revolucionaria, y en la actualidad conduce principales batallas de clases en todo el mundo. Han sido años de luchas duras y complejas, de vida o muerte luchas que han impedido la victoria completa del revisionismo, y durante la cual la teoría marxista-leninista ha desarrollado su propia contra las nuevas formas que el revisionismo ha tomado en primeros países socialistas.
La conclusión de que los comunistas italianos, podemos extraer de la historia es que Stalin había señalado a la atención del Grupo de todos los asuntos relacionados con el peligro de la restauración capitalista en la URSS.
En particular, deben indicarse en nuestra opinión, estos problemas: 1) que para un país que construye el socialismo contradicción con el imperialismo no es una simple condición externa, secundaria, pero el otro aspecto, interdependiente, la contradicción entre el proletariado y la burguesía, en la que la victoria final.
Una contradicción que se refleja en la sociedad socialista, que expresa en su forma más elevada, con la lucha política, en la misma fila del partido en el poder.
2) la lucha de clases en el socialismo continúa incluso si las clases explotadoras ya no existen en el campo económico.
Stalin ha señalado que la lucha ideológica no es sólo una lucha cultural, una lucha contra la psicología burguesa, sino una lucha de clases, la política, una lucha concreta, aguda, de conformidad con el principio marxista de que el pensamiento es una forma de materia. Por esta razón, el movimiento marxista-leninista internacional dice que el revisionismo en el poder es la burguesía al poder.
3) Stalin nos mostró cómo la revolución proletaria socializar los medios de producción, crea formas de socialismo, pero, ¿cómo estas formas también puede tener un contenido no socialista.
Y esto es de acuerdo con la tesis marxista de que la propiedad es una categoría de facto y no de jure, que la propiedad se realiza en el dominio real, el consumo, por lo que hay que preguntarse quién se beneficia de esta propiedad. Stalin explicó a la parte que la creación de Sovkos y Kolkos podría ser un edificio en la arena si no se pone en el centro de la lucha por el comunismo, la lucha de clases nacional e internacional interdependiente.
Stalin, hasta el último día de su vida, advirtió el Partido del peligro de la contrarrevolución, como cuando en una disputa con el economista Iaroscenko escribió en 1952: “…. el desarrollo de las relaciones de los retrasos en la producción y el retraso en comparación con el desarrollo de las fuerzas productivas. Con la política adecuada los órganos de gobierno de estas contradicciones no se puede convertir en contraste …… Pero no sería así que si hacemos una política equivocada, …. En este caso, el conflicto sería inevitable, y nuestra relación la producción podría llegar a ser un freno muy grave el desarrollo de las fuerzas productivas “.
Creemos, por tanto, que los comunistas italianos estalinismo es el más avanzado del marxismo-leninismo, la base sobre la cual analizar, comprender y superar la revisionismo moderno. Eso leninismo, estalinismo, que los bolcheviques eran una corriente (por supuesto, la dirección del partido), pero no la única tendencia en el PCUS.
En este sentido, nos parece que ya podemos decir que en los últimos momentos de la vida de Stalin, las tendencias de derecha en el Partido abiertamente fueron capaces de influir en los hombres en torno a Stalin.
No se puede explicar de qué otra los argumentos antes mencionados Stalin no tenía el relieve – y es de hecho sido sombreada publicaciones-en del Partido.
Sólo un ejemplo: en el campo internacional del informe y clausura discursos de Stalin-de-el Pleno del Comité Central del PC (B) de la URSS, 3-5 de marzo de 1937 se desconoce, está escrito, como usted bien sabe camaradas soviéticos, fundamentales, las cuales fueron debidamente incluidas en la colección “Cuestiones del leninismo”.

[De la intervención del camarada Ubaldo Buttafava en nombre de la Organización para el Partido Comunista del proletariado de Italia (“Nuestra lucha”), celebrada en la Universidad de Moscú]

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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