Il popolo sovietico per il socialismo di Lenin,Stalin e Mao . – El pueblo soviético por el socialismo de Lenin,Stalin y Mao .- The Soviet people for socialism of Lenin, Stalin and Mao

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Tradotto dal russo da Tatiana Bogdanova- tramite Михаил Аниканов
In questo articolo in russo si parla dell’opposizione dei comunisti in URSS al trozkista Khrusciov e ad altri capi di Stato dell’URSS dopo la morte del compagno Stalin. il loro orientamento verso la Cina di Mao! E come le autorità di allora  li reprimessero con l’incarcerazione. Vi ho tradotto, compagni, solo un brano da questo articolo :

Negli anni ’60 e ’80 nell’URSS operavano decine di gruppi maoisti che lottavano contro la “trasformazione borghese” ad opera della   burocrazia revisionista Kruscioviana e Brezneviana  . Nella storia del movimento  dei dissidente sovietici, per ovvie ragioni, è stata messa in primo piano, quella parte più  filo-occidentale che si ispirava alla “democrazia borghese”. I nazionalisti del “partito russo” e gli svariati dissidenti di sinistra invece ,come ovvio  hanno ottenuto molta meno attenzione. Ma i più sfortunati furono i dissidenti interni sostenitori del presidente Mao: i “Soviet delle guardie rosse” rimasero fuori dai riflettori; vale  sia per le “voci occidentali” di quegli anni e sia per la moderna memoria storiografica , ma anche per tutte le attuali  posizioni politiche. Tuttavia, coloro i quali cercarono di replicare le lezioni della “Grande Rivoluzione Culturale” in Unione Sovietica non erano meno numerosi di quelli che predicavano in Unione Sovietica  per la “democrazia”  liberale di tipo occidentale.

Dopo la morte di Stalin, e soprattutto dopo il XXº Congresso, per molti cittadini sovietici, che sinceramente credevano nel bolscevismo, il leader del movimento comunista internazionale divenne naturalmente il presidente Mao Zedong. Il compagno Mao fu un partigiano che portò sotto la bandiera rossa  la più numerosa popolazione del pianeta: quindi, come un leader riconosciuto a livello internazionale vinceva nettamente contro i burocrati-funzionari di professione del partito sovietico, i quali avevano per di più una biografia confusa e dubbia, come fu nel caso di Khrusciov.
Il popolo sovietico per il socialismo di Lenin.
E Khrusciov avvertì sulla propria pelle questo disagio. Per fare un esempio: nel marzo del 1962, un operaio di 40-anni, Kulakov, un membro del Partito comunista che lavorava alla costruzione della centrale idroelettrica di Bratsk nella regione di Irkutsk, aveva spedito una lettera a Khrusciov. In questa lettera un semplice proletario senza tanti preamboli e mezzi termini scrisse al primo segretario del Comitato Centrale: “La maggior parte della gente sovietica pensa che tu sia un nemico del partito di Lenin e di Stalin. In pochi parole, sei un sopravvissuto trotzkista… V.I. Lenin sognava di far diventare la Cina un’amica del popolo sovietico, e questo sogno l’aveva realizzato il compagno Stalin: ma tu hai rotto questa amicizia. Mao è contrario a tutti quelli che diffamano  il partito di Lenin e Stalin. Lenin e Stalin hanno marciato con coraggio contro i nemici della rivoluzione e in aperta battaglia vincevano e non temevano la prigione; invece tu sei un vigliacco e un provocatore. Durante la vita del compagno Stalin, tu gli baciavi il culo, ed ora lo stai subissando col fango…
“Per questa lettera Kulakov fu condannato a un anno di carcere con l’accusa di “propaganda antisovietica”.

E di tali manifestazioni, spesso anche pubbliche, ve ne erano molte. Il 18 marzo dello stesso 1962, durante le elezioni del Soviet Supremo dell’URSS, a Kiev, il 45enne presidente del kolchoz Boris Loskutov, membro del partito comunista, distribuiva volantini con il testo: “Viva il governo di Lenin senza il parolaio e traditore Khrusciov. La politica di quel pazzo ci ha portato alla perdita della Cina, dell’Albania e di milioni di nostri ex amici. Il paese è arrivato a un punto morto.

 Serriamo le filA.  Salviamo  la Patria!”Il presidente del kolchoz fu arrestato e condannato a quattro anni di carcere.Nella notte del 18 luglio del 1963 nella città di Mena nella regione di Chernigov, in Ucraina, lo scenografo del teatro cittadino Ivan Panasetskij espose degli striscioni con lo slogan: “La anarchia dei khruscioviani uccidevano  la verità di  Stalin, per impadronirsi del potere”; “Abbasso l’anarchia di Khrusciov! Viva il Partito Comunista della Cina! “; “Evviva Mao Zedong, il leader dei lavoratori di tutto il mondo!”

La notte tra il 03-04 agosto del 1963 in Georgia a Batumi, dove il giovane Stalin iniziò l’azione rivoluzionaria, tre cittadini dell’Ex Impero zarista  – il 28enne G. Svanidze, sua moglie di 24 anni L. Kizilova e un loro amico e compagno, il 23enne V. Miminoshvili, tutti e tre i membri del Komsomol – incollarono per tutta la città volantini in cui si esigeva la caduta di Khrusciov e la difesa della memoria di Stalin. Nel testo del volantino i giovani membri del Komsomol scrivevano: “Il nostro capo è Mao Zedong!” e “L’Unione Sovietica ha bisogno di Mao Zedong!”.Il 1 giugno del 1964 nella città di Donetsk, il 37enne minatore Vasily Poluban incollò sui muri di tutta la città volantini con i motti: “Restare  in contatto con la Cina popolare democratica che si batte per la pace e la democrazia nel mondo! Viva Lenin! Viva Stalin!, Abbasso Khrusciov!”; “Lenin e Stalin vivranno nei secoli. Abbasso la dittatura di Krusciov, che inquina il cervello della  classe operaia!”; “Il partito di Lenin e di Stalin ci porta alla vittoria  uniti verso il comunismo! Abbasso N.S. Khrusciov! Evviva agli amici della Cina!”

Questi sono soltanto alcuni esempi di dissenso rosso in quegli anni, in cui al leader formale dell’Unione Sovietica, Khrusciov, veniva contrapposto il leader non ufficiale del “movimento comunista internazionale” Mao Zedong. Questi sentimenti pubblici, tra l’altro, contribuirono alla destituzione di Nikita Khrusciov. Tuttavia c’è da notare che anche dopo l’estromissione di Khrusciov le manifestazioni dei cittadini sovietici a sostegno delle idee di Mao non si fermarono. Soprattutto perché nella Cina rossa di allora c’era stata la “rivoluzione culturale”, e molti sovietici  non sarebbero stati contrari  ad applicare ai propri burocrati tutta la prassi degli hunveybini (le guardie rosse di Mao)…

Da gennaio a marzo del 1967, a Mosca, il 21enne studente  d’ingegneria aereonautica, A. Makovskij distribuiva volantini in cui, come scritto dagli investigatori dell’Ufficio del Procuratore dell’URSS, “predicava alcune idee di Mao Tse-Tung”. Una parte dei volantini fu sparsa sulla Piazza Rossa, vicino al Cremlino. È interessante notare che questo caso nei pressi del Cremlino era accaduto un anno prima della strombazzata “dimostrazione dei sette” nell’agosto del 1968, che fu elogiata da tutti i media occidentali.

Il 13 febbraio del 1967 a 6.000 chilometri da Mosca, a Komsomolsk-sul-Amur, un 20enne membro del Komsomol, l’ingegnere,  e del club cittadino della marina, V. Ermohin di 21anni,uno  studente di medicina, membro del Komsomol, il comunista,  M. Chirkov , di professione palombaro, P. Korogodskij  di 30 anni, incollavano sui muri della città dei proclami in cui era scritto:

 “Mao Zedong sei il sole rosso dei nostri cuori! I Comunisti proletari, lottano contro la banda dei  revisionisti,  i continuatori di Khrusciov!”Quasi negli stessi giorni, il 16 Febbraio del 1967, dal capo opposto dell’Unione Sovietica a Donetsk, in Ucraina, il 35enne minatore P. Melnikov mise in bacheca assieme ai manifesti un volantino scritto da lui, elogiando Mao Zedong ed esortando al rovesciamento del potere di Brežnev.Questi sono solo alcuni esempi di tali manifestazioni, conservate nei dossier dei pubblici ministeri che indagarono i vari casi e del il KGB. Ma, a parte le manifestazioni personali, in Unione Sovietica durante quegli anni operarono le cellule e le organizzazioni “clandestine comuniste” che si basavano sulle idee della rivoluzione di Mao.

Traducido del ruso por Tatiana Bogdanova

El pueblo soviético por el socialismo de Lenin,Stalin y Mao

Este artículo en ruso  se habla de la oposición de los comunistas en la URSS, y al trozkista Khrushchev  y  los  otros jefes de Estado de la URSS después de la muerte del camarada Stalin.  Su orientación hacia la China de Mao! Y a medida que las autoridades de la época, que los reprimidos con prisión.

He traducido compañeros, sólo un extracto de este artículo:

En los años 60 y 80 en la URSS funcionan decenas de grupos maoístas que luchaban en contra de la “transformación burguesa” por la burocracia revisionista de Jruschov y Brezhnev. En la historia del movimiento disidente soviético, por razones obvias, se puso en primer plano, el más pro-occidental que fue inspirado por la “democracia burguesa”. Los nacionalistas del “partido de Rusia” y varios disidentes de izquierda en lugar, es obvio que se pusieron mucho menos atención. Pero lo más lamentable fueron los disidentes partidarios internos del Presidente Mao: los “guardias rojos soviéticos” se quedaron fuera de la atención, se aplica tanto a las “voces occidentales” de esos años y por tanto la memoria historiográfica moderna, sino también para todos los actuales posiciones políticas. Sin embargo, los que trataron de replicar las lecciones de la “Gran Revolución Cultural” en la Unión Soviética no eran menos numerosos que los que predicó en la Unión Soviética por la “democracia” liberal al estilo occidental.

Tras la muerte de Stalin, y sobre todo después del XX Congreso º, para muchos ciudadanos soviéticos, que sinceramente creían en el bolchevismo, el líder del movimiento comunista internacional, naturalmente, se convirtió en el presidente Mao Zedong. El camarada Mao era un partidario que trajo bajo la bandera roja de la mayor población del mundo, por lo tanto, como un líder internacionalmente reconocido claramente ganado contra los burócratas y funcionarios de profesión del  Partido de la Unión Soviética, que tenía además un biografía confuso y dudoso, como lo fue en el caso de Khrushchev.

El pueblo soviético por el socialismo de Lenin,Stalin y Mao

Y Khrushchev advirtió en su piel las molestias. Para dar un ejemplo: en marzo de 1962, un trabajador de 40 años de edad, Kulakov, un miembro del Partido Comunista, quien trabajó en la construcción de la central hidroeléctrica de Bratsk en la región de Irkutsk, había enviado una carta a Kruschev. En esta carta, un simple proletaria sin preámbulos y sin rodeos escribió al Primer Secretario del Comité Central: “La mayoría de la gente soviética creo que eres un enemigo del partido de Lenin y Stalin. En pocas palabras, usted es un trotskista sobreviviente … V.I. Lenin soñaba con lo que China es un amigo del pueblo soviético, y este sueño se había hecho el camarada Stalin, pero se rompió la amistad. Mao es contrario a todos los que difaman el partido de Lenin y Stalin. Lenin y Stalin marcharon valientemente contra los enemigos de la revolución y en la guerra abierta que ganan y que no temen a la cárcel, en vez eres un cobarde y un provocador. Durante la vida del camarada Stalin, que estaba besando el culo, y ahora estás subissando de barro …
” Por esta carta Kulakov fue condenado a un año de prisión por cargos de” propaganda antisoviética “.

Y estos eventos, a menudo públicas, había muchos. El 18 de marzo, el mismo de 1962, durante las elecciones del Soviet Supremo de la URSS, en Kiev, el antiguo presidente del koljós Boris Loskutov, un miembro del Partido Comunista de 45 años, fue la distribución de folletos con el texto: “¡Viva el gobierno de Lenin sin el charlatán y un traidor Khrushchev. La política del loco ha llevado a la pérdida de China, Albania y millones de nuestros antiguos amigos. El país ha llegado a un punto muerto.

  Cerramos la línea.Guardar la Patria! ” El presidente del koljós fue arrestado y condenado a cuatro años de prisión.

En la noche del 18 de julio de 1963, en la ciudad de Mena en la región de Chernigov, Ucrania, la ciudad del teatro el diseñador de producción Ivan Panasetskij expuesto pancartas con el lema: “La anarquía del khruscioviani mató la verdad de Stalin, para tomar el poder”; “abajo la anarquía de Khrushchev! ¡Viva el Partido Comunista de China! “” ¡Viva Mao Zedong, el líder de los trabajadores de todo el mundo!

En la noche del 3 al 4 de agosto 1963 en Batumi, en Georgia, donde el joven Stalin comenzó la acción revolucionaria, tres ciudadanos del antiguo imperio zarista –
G. Svanidze, de 28 años, su esposa de 24 años L. Kizilova y su amigo y compañero, V. Miminoshvili de 23 años, los tres miembros del Komsomol –pegado  afiches en  la ciudad en la que se exigía la caída de Jruschov y la defensa de la memoria de Stalin.

En el texto del prospecto de los jóvenes miembros del Komsomol escribió: “Nuestro líder es Mao Zedong!” y “La Unión Soviética necesidades de Mao Zedong.” El 1 de junio de 1964 en la ciudad de Donetsk,
el minero
Vasily Poluban de 37 años, pegado en las paredes de toda la ciudad
folletos con consignas: “Manténgase en contacto con Democrática de China Las personas que luchan por la paz y la democracia en el mundo! ¡Viva Lenin! ¡Viva Stalin!, Khrushchev Abajo “” Lenin y Stalin vivirán para siempre. Abajo la dictadura de Jruschov, que contamina el cerebro de la clase obrera “,” El partido de Lenin y Stalin nos lleva a la victoria juntos hacia el comunismo! Abajo N.S. Khrushchev! Saludos a los amigos de China! ”

Estos son sólo algunos ejemplos de la disidencia roja en esos años, en el que el líder formal de la Unión Soviética, Jruschov, se oponía el líder no oficial del “movimiento comunista internacional” Mao Zedong. Estos sentimientos públicos, entre otros, contribuyeron a la eliminación de Nikita Khrushchev. No obstante, debe tenerse en cuenta que, incluso después de la expulsión de Jrushchov,
manifestaciones de ciudadanos soviéticos para apoyar las ideas de Mao no se detuvieron. Sobre todo porque en la China entonces no fue la “revolución cultural”, y muchos soviéticos no se opondría a sus burócratas para aplicar todas las prácticas de hunveybini (la Guardia Roja de Mao) …

De enero a marzo de 1967, en Moscú, , estudiante de ingeniería aeronáutica  de 21año de edad , A. Makovskij distribuyó folletos en los que, según lo escrito por los investigadores de la Oficina del Fiscal de la URSS “, predicó algunas ideas de Mao Tse-Tung.” Una parte de los folletos se extendió en la Plaza Roja, cerca del Kremlin. Es de destacar que este caso cerca del Kremlin había ocurrido un año antes de la “demostración de los siete” pregonado en agosto de 1968, que fue elogiado por los medios de comunicación occidentales.

El 13 de febrero 1967 a 6.000 kilómetros de Moscú, en Komsomolsk-on-Amur, un miembro de 20 años de edad, del Komsomol, el ingeniero, y del club ciudadano de la marina, V. Ermohin de 21 años, estudiante de medicina, un miembro del Komsomol, el comunista  M. Chirkov, un buzo profesional, P. Korogodskij de 30 años, pegado en las paredes de la ciudad de proclamas en que fue escrito:  “Mao Zedong es el sol rojo en nuestros corazones!  La lucha proletaria comunistas contra la banda de los revisionistas, los seguidores de Khrushchev! ” Casi en el mismo día, 16 de febrero de 1967, desde el extremo opuesto de la Unión Soviética en Donetsk, Ucrania, el año de edad, minero P. 35 Melnikov puso carteles en el tablón de anuncios, junto con un folleto escrito por él, alabando a Mao Zedong y pidiendo el derrocamiento del poder de Brezhnev. Estos son sólo algunos ejemplos de este tipo de eventos, que se conservan en los archivos de los fiscales que investigan los diferentes casos y la KGB. Pero, al margen de las manifestaciones personales, en la Unión Soviética durante los años operado de las células y las organizaciones “comunistas clandestinos” que se basan en las ideas de la revolución de Mao.

The Soviet people for socialism of Lenin, Stalin and Mao

Translated from Russian by Tatiana Bogdanova

This article in Russian, speaking of the opposition of the Communists in the USSR to trozkista Khrushchev and other heads of state of the USSR after the death of Comrade Stalin. Its orientation towards Mao’s China! And as the authorities then punished with imprisonment.
I have translated, comrades, only an excerpt of this article:
In the 60s and 80s in the USSR are dozens of Maoist groups fighting against the “bourgeois transformation” by bureaucracy revisionist Khrushchev and Brezhnev. In the history of the Soviet dissident movement, for obvious reasons, was brought to the forefront, the most pro-Western that was inspired by the “bourgeois democracy”. Nationalists of the “party of Russia” and several dissidents left instead, you obviously got much less attention. But the most lamentable were internal party dissent of Chairman Mao: the “Soviet Red Guards” were left out of the spotlight, applies to the “Western voices” of those years and therefore modern historiographical memory, but also for all current political positions. However, those who tried to replicate the lessons of the “Great Cultural Revolution” in the Soviet Union were less numerous than those who preached in the Soviet Union for “democracy” Western-style liberal. After the death of Stalin, and especially after the Twentieth Congress º, for many Soviet citizens who sincerely believed in Bolshevism, the leader of the international communist movement, naturally, became Chairman Mao Zedong. Comrade Mao was a supporter brought under the red flag of the world’s largest population, therefore, as an internationally recognized leader clearly won against the bureaucrats and officials professional of the Party of the Soviet Union, which was also an biography confused and doubtful, as it was in the case of Khrushchev.

The Soviet people for socialism of Lenin, Stalin and Mao

And Khrushchev warned in his skin discomfort. To give an example: in March 1962, an employee of 40 years old, Kulakov, a member of the Communist Party, who worked on the construction of the Bratsk hydroelectric plant in the Irkutsk region, had sent a letter to Khrushchev. In this letter, a simple proletarian without preamble and bluntly wrote to the First Secretary of the Central Committee: “Most of the Soviet people think you’re an enemy of the party of Lenin and Stalin. Simply put, you are a survivor Trotskyist .. . VI Lenin dreamed of what China is a friend of the Soviet people, and this dream came Comrade Stalin, but broke his friendship. Mao is contrary to all who defame the party of Lenin and Stalin. Lenin and Stalin marched bravely against the enemies of the revolution and outright war winning and not fear jail, instead you are a coward and a provocateur. During the life of Comrade Stalin, who was kissing the ass, and now you’re subissando mud …”By this letter Kulakov was sentenced to one year in prison on charges of” anti-Soviet propaganda.

And these events, often public, there were many. On March 18, the same as 1962, during the election of the Supreme Soviet of the USSR, in Kiev, the former chairman of the kolkhoz Boris Loskutov, a member of the Communist Party of 45, was distributing leaflets with the text: “Long live Lenin government without the charlatan and a traitor Khrushchev. loco policy has led to the loss of China, Albania and millions of our old friends. the country has come to a standstill. We closed the line. Save the Fatherland! “Kolkhoz president was arrested and sentenced to four years in prison.
On the night of July 18, 1963, in the city of Mena in the Chernigov region, Ukraine, the city’s theater production designer Ivan Panasetskij exposed banners with the slogan: “The Anarchy of truth khruscioviani Stalin killed, to take power, “” anarchy Khrushchev below! live the Communist Party of China “” Long live Mao Zedong, the leader of the workers of the world! “

On the night of 3 to August 4, 1963 in Batumi, Georgia, where the young Stalin began revolutionary action, three citizens of the former tsarist empire –  G. Svanidze, 28, his wife of 24 years L. Kizilova and his friend and colleague, V. Miminoshvili 23, the three members of the Komsomol-stuck   posters in the city in which they demanded the fall of Khrushchev and the defense of the memory of Stalin.  In the package insert of the young Komsomol members wrote: “Our leader is Mao Zedong!” and “The Soviet Union needs of Mao Zedong.” On June 1, 1964 in the city of Donetsk,
Vasily miner Poluban 37 years, stuck on the walls of the city  leaflets with slogans: “Stay in touch with China Democratic People who fight for peace and democracy in the world! Lenin Long live, long live Stalin!, Khrushchev Down” “Lenin and Stalin will live forever. Below dictatorship Khrushchev, which pollutes the brain of the working class “,” The party of Lenin and Stalin leads us to victory together toward communism! NS Khrushchev Down! Greetings to friends in China! ”

These are just some examples of red dissent in those years, in which the formal leader of the Soviet Union, Khrushchev opposed the unofficial leader of the “international communist movement” Mao Zedong. These public sentiments, among others, contributed to the removal of Nikita Khrushchev. However, it should be noted that even after the ouster of Khrushchev,
manifestations of Soviet citizens to support the ideas of Mao did not stop. Especially because in China then there was the “cultural revolution”, and many Soviets would not oppose its bureaucrats to implement all practices hunveybini (Mao’s Red Guard) …

From January to March 1967, in Moscow, aeronautical engineering student 21 years of age A. Makovskij distributed leaflets, as written by researchers from the Office of the Prosecutor of the USSR “, preached some ideas of Mao Tse-Tung.” Some of the leaflets spread on Red Square near the Kremlin. It is noteworthy that this case near the Kremlin had been a year before the “demonstration of the seven” proclaimed in August 1968, which was praised by the Western media.

On February 13, 1967-6000 kilometers from Moscow, in Komsomolsk-on-Amur, a member 20 years of age, the Komsomol, the engineer, and citizen of the marine club,V. Ermohin 21, medical student, a member of the Komsomol, the Communist M. Chirkov, a professional diver, P. Korogodskij 30 years, stuck on the walls of the city of proclamations in which was written:  “Mao Zedong is the red sun in our hearts! The communist proletarian struggle against the band of revisionists Khrushchev followers! “

Almost on the same day, February 16, 1967, from the opposite end of the Soviet Union in Donetsk, Ukraine, the year-old miner P. 35 Melnikov put posters on the bulletin board, along with a booklet written by him, praising Mao Zedong and calling for the overthrow of the power of Brezhnev. These are just a few examples of this type of events, which are preserved in the archives of prosecutors investigating different cases and the KGB. But regardless of personal manifestations, in the Soviet Union during the years operated from cells and organizations”clandestine communist” based on the ideas of Mao’s revolution.

http://levoradikal.ru/archives/9037

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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