Molotov non ha mai rimpianto di aver firmato il patto

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Molotov non ha mai rimpianto di aver firmato il patto
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Intervista al politologo russo Viaceslav Nikonov, nipote di Molotov
 
Risa Novosti 24 agosto 2009, 15:20
 
Uno dei documenti più contestati della storia russa (il Trattato di non aggressione tra l’URSS e la Germania, meglio conosciuto come Patto Ribbentrop-Molotov) è stato firmato 70 anni fa, il 23 agosto 1939. Un protocollo segreto addizionale al patto delimitava le sfere d’influenza sovietica e tedesca in Europa orientale in caso di cambiamenti territoriali. Malgrado la firma del trattato, il 22 giugno 1941, le truppe tedesche aggredirono l’Unione Sovietica.
 
Il patto era davvero indispensabile, o si sarebbe potuto trovare un’alternativa? Ha permesso di ritardare lo scoppio della guerra? Su quali linee si basava il governo sovietico e come il patto è stato valutato dal ministro degli Affari Esteri dell’Unione Sovietica Vlaceslav Molotov?
 
– Il Patto era un sotterfugio destinato a guadagnare tempo per prepararsi alla guerra o una manifestazione del desiderio del Reich e dell’unione Sovietica di delimitare le loro sfere d’influenza?
 
Entrambe le cose. A fine agosto una questione semplice si poneva ai dirigenti sovietici. La Germania avrebbe scatenato la guerra contro la Polonia, cosa che fu annunciata pressoché ufficialmente. La questione principale era sapere dove si sarebbero fermate le truppe tedesche: a Varsavia, o avrebbero avanzato verso Minsk e Mosca? In quelle condizioni, la delimitazione delle sfere d’influenza significava la definizione della linea dove le truppe tedesche si sarebbero fermate. Detto altrimenti, era una questione di vita o di morte. Di cosa si trattava: del desiderio di guadagnare tempo o di delimitare gli interessi? Tutto era interdipendente.
 
– C’era un’alternativa al Patto? La sua firma ha avvicinato od allontanato la guerra contro la Germania hitleriana?
 
Teoricamente c’era un’alternativa al patto. Questa alternativa fu proposta dai dirigenti sovietici dall’aprile 1939: si trattava di creare un sistema di sicurezza europeo sulla base di accordi tra l’Unione Sovietica, la Gran Bretagna e la Francia che prevedevano garanzie di sicurezza per la Polonia e la Romania. In principio la costruzione di un tale sistema di sicurezza avrebbe potuto diminuire i rischi dello scatenamento di una guerra da parte della Germania contro la Polonia.
 
Malauguratamente questa alternativa non venne sfruttata. Ci furono tentativi infruttuosi di realizzarla. Innanzitutto perché la Francia e la Gran Bretagna non erano pronte a contrarre degli impegni seri. D’altra parte la Polonia e la Romania non volevano garanzie di sicurezza da parte dell’unione Sovietica. In breve, esisteva un’alternativa ma non si materializzò. Tanto più che la guerra contro la Polonia sembrava imminente, bisognava concludere accordi concreti. Purtroppo, le delegazioni militari che lavorarono in agosto a Mosca, tanto quella francese che quella inglese, non erano autorizzate a firmare accordi. […] Di quali altre alternative poteva essere questione nel contesto dello scacco dei colloqui con Francia ed Inghilterra?
 
A dire il vero, non c’erano altre alternative.
 
Per quanto concerne il momento dell’attacco tedesco contro la Polonia, il Patto era neutro. Quel momento fu segnato ben prima della firma del Patto, quindi Hitler avrebbe attaccato la Polonia in ogni caso. […]
 
– L’attacco tedesco fu veramente una sorpresa per i dirigenti sovietici?
 
Ogni giorno ci si aspettava un attacco. Quello che successe il 22 giugno 1941 non costituì una grande sorpresa.
 
– Detto altrimenti, nonostante la firma del Patto ci si aspettava la guerra?
 
Certo. I dirigenti avevano la certezza assoluta che la guerra sarebbe scoppiata. Nel 1939 era possibile rimandarla. Mio nonno mi disse che si pensava di poterla rinviare di un anno, in seguito si riuscì ad allontanarla ancora di più. Anche il 22 giugno si sperava che potesse essere rinviata.
 
– Quale fu la valutazione che Molotov diede del Patto?
 
Lo valutò positivamente. Secondo lui ci permise di prepararci alla guerra e, alla fine, di vincerla. Non ha mai rimpianto di averlo firmato.
 
– Il Patto è il principale argomento di coloro che cercano di falsificare i risultati della Seconda guerra mondiale. Cosa può fare la Russia per opporsi al fatto che nazismo e comunismo siano messi sullo stesso piano?
 
I tentativi fatti per paragonare il nazismo e il comunismo derivano dall’ideologia ed è poco probabile che si possa fare qualcosa in questo senso. Le risposte a questa questione sono state fornite dal processo di Norimberga dove sono stati definiti i gradi di colpevolezza. Cosa si può consigliare ai filo-nazisti? Niente. Se qualcuno vuole strumentalizzare degli avvenimenti storici per dei fini politici è impossibile di impedirgli di farlo, lo farà.
 
– Quali possono essere le conclusioni per la revisione della storia?
 
Spero che questo non avrà conseguenze per la Russia. C’è da augurarsi che questo non coinvolga il mondo intero nella riabilitazione del nazismo, processo molto attivo in alcuni paesi che godono di un sostegno importante, a livello delle strutture europee. In tutti i casi, quando è stato smantellato il Soldato di Bronzo [il monumento al Soldato liberatore] a Tallin, tutta l’Unione europea era a fianco dell’Estonia e non della Russia. In qualsiasi controversia tra la Russia ed un suo vicino, l’unione europea sosterrà il vicino, qualsiasi cosa egli faccia. Anche se arrivasse a riabilitare il nazismo verrà comunque sostenuto.
 
(intervista di Maria Frolova)
 
traduzione di Spartaco Puttini
 
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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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