G. Stalin -Stalin Discorso alla I Conferenza generale degli Stakhanovisti .-J. V. Stalin SPEECH AT THE FIRST ALL-UNION CONFERENCE OF STAKHANOVITES November 17, 1935

G. Stalin -(Stalin Discorso alla I Conferenza generale degli Stakhanovisti ) Novembre 17 , 1935

Da Stalin, Problemi del leninismo .

 

 .

L’importanza del movimento stakhanovista

Le radici del Movimento Stakhanov ista

Uomini nuovi  – nuove norme tecniche 

I compiti immediati 

Due parole 



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1. L’importanza del  movimento stakhanovista

 Compagni!  Si è parlato tanti, qui in questa conferenza,e così bene,degli stakhanovisti, che a me rimane insomma ben poco da dire . Ma  dal momento che mi avete chiamato alla tribuna, da quando sono stato invitato a parlare, devo pur  dire qualche parola.

Non  si può considerato Il movimento stakhanovista alla stregua di un comune  movimento di operaie  e di operaie. Il movimento stakhanovista è un movimento di di operaie  e di operaie  che entrerà  nella storia della nostra edificazione socialista come una delle sue pagine più gloriose.

In che cosa consiste l’importanza del movimento stakhanovista?

 Prima di tutto nel fatto che essa segna un nuovo slancio dell’ emulazione socialista, una tappa  nuova, più alta dell’ emulazione socialista. Perché nuova, e perché più alta? —-Perché esso il movimento stakhanovista, come espressione dell’ emulazione socialista, si distingue vantaggiosamente dalla vecchia tappa dell’emulazione socialista.. In passato, circa tre anni fa, durante la prima tappa dell’emulazione socialista, questa non era di necessità legata con tecnica nuova. A quel tempo, non avevamo  anocra una  tecnica moderna.La presente tappa dell’emulazione socialista, il movimento stakhanovista, è legata  invece di necessità con la nuova  tecnica. Il movimento stakhanovista  non sarebbe concepibile senza una tecnica nuova, e più alta. Abbiamo davanti a noi degli uomini come compagni Stakhanov, Bussighin, Smetanin, Krivonos, Pronin, i Vinogradova, e molti altri uomini nuovi, operai e operaie  che si sono pienamente impadroniti della tecnica del loro lavoro, l’ hanno dominata e  le hanno fatto fare un balzo in avanti. Uomini come questi non ne avevamo o quasi non ne avevamo tre anni fa. Sono uomini, d’un tipo particolare

 Inoltre, il movimento stakhanovista è un movimento di operai  e operai che  si prefigge il fine di sorpassare  le attuali norme tecniche, di sorpassare le capacità di rendimento previste nei piani, di sorpassare i piani e i preventivi di produzione esistentiDi sorpassarle, queste norme – perché esse sono già invecchiate per i giorni nostri,  , per i nostri uomini nuoviQuesto movimento  sconvolge  le vecchie opinioni sulla tecnica, è sconvolge le vecchie norme tecniche, le vecchie capacità di rendimento previste dai progetti,sconvolge  i vecchi piani di produzione, ed esige  l’introduzione  di norme tecniche, di capacità di rendimento, di piani di produzione nuovi, più elevati. Esso è chiamato a compiere una rivoluzione nella nostra industria .E appunto perciò il movimento stakanovista è, nella sua essenza, profondamente rivoluzionario.

 E ‘già stato detto qui che il movimento stakhanovista, come espressione di norme tecniche nuove, più elevate, rappresenta un modello di quell’alta produttività del lavoro, che soltanto  il socialismo può dare e che non può dare il capitalismo .

Questo è assolutamente vero. Perché  il capitalismo  sconfisse il feudalesimo? Perché creò norme più alte di produttività  del lavoro, perché  dette alla società la possibilità  di ottenere prodotti  in quantità  incomparabilmente maggiore che non sotto il regime feudale. Perché rese la società più ricca

Perché può e deve il socialismo vincere e inevitabilmente vincerà il sistema economico capitalista? Perché può dare forme più alte  di lavoro, una maggiore produttività del lavoro, che non il sistema   economico capitalista.  Perché’può dare alla società una quantità  maggiore di  prodotti e può rendere la società più ricca di quanto essa non sia nel sistema economico capitalista.

Taluni  pensano che si possa consolidare il socialismo mediante un certo qual livellamento materiale degli uomini sulla base di una vita misera .Non è giusto.. Questa è una concezione piccolo-borghese del socialismo. In realtà, il socialismo non  può  vincere che sulla base di una elevata  produttività, più elevata che non  sotto il capitalismo, sulla base di un’abbondanza di prodotti e d’ogni genere di oggetti di consumo,sulla base di una vita agiata e civile per tutti i membri della società.

Ma affinché  il socialismo possa raggiungere questo suo fine e fare della nostra società sovietica la società più agiata, è necessario che nel nostro paese  la produttività del lavoro sorpassi la produttività del lavoro  dei paesi capitalisti più progreditiSe no, non si può neppure pensare a un’abbondanza di prodotti e di oggetti di consumo d’ogni genere. L’importanza del movimento stakhanovista sta nel fatto che esso è un movimento il quale sconvolge le vecchie norme tecniche, come insufficienti, sorpassa, in casi molto numerosi, la produttività dei paesi capitalisti progrediti, e in questo modo rende praticamente possibile l’ulteriore consolidamento del socialismo nel nostro paese, rende possibile la trasformazione del nostro paese nel più agiato dei paesi.

 Ma l’importanza del movimento stakhanovista non si limita a questo. La sua importanza risiede  nel fatto che esso prepara   le condizioni per il passaggio dal socialismo al comunismo.

 Il principio del socialismo consiste nel fatto che nella società socialista ognuno lavora secondo le proprie capacità e riceve degli oggetti di consumo, non secondo i suoi bisogni, ma secondo il lavoro fornito alla società. Ciò significa che il livello culturale e tecnico della classe operaia  continua anon essere alto, che l’antagonismo tra  il lavoro intellettuale e il lavoro fisico continua a sussistere , che la produttività del lavoro non è ancora abbastanza elevata per assicurare un abbondanza di oggetti di consumo e che , per conseguenza, la società è costretta a  distribuire  gli oggetti di consumo non  a seconda dei bisogni dei menbri della  società, ma a seconda del lavoro la loro fornito alla società.

 Il comunismo rappresenta uno stadio  superore di sviluppo. Il principio del comunismo  consiste nel fatto che nella società comunista ognuno lavora secondo le sue capacità e riceve oggetti di consumo, non secondo il lavoro che fornisce, ma secondo i suoi bisogni di persona civile ed  evoluta. Ciò significa che il livello culturale e tecnico della classe operaia è diventato abbastanza alto per minare la base dell’antagonismo tra lavoro intelletuale  e lavoro fisico, che l’antagonismo tra il  lavoro intellettuale e il lavoro fisico è già scomparso, che la produttività del lavoro è stata elevata  un livello tale da  poter assicurare l’abbondanza assoluta di oggetti di consumo e  che di conseguenza, la  società ha la possibilità di  distribuire questi oggetti a seconda dei bisogni dei suoi membri .

Alcuni pensano che la soppressione dell’ antagonismo  fra lavoro intellettuale e il lavoro fisico può essere raggiunto mediante un certo livellamento culturale e tecnico dei lavoratori intellettuali e manuali, che si otterrebbe  abbassando il livello culturale e tecnico degli  ingegneri e  dei tecnici, di lavoratori intellettuali,  fino al livello degli operai  di qualifica media. Questo è assolutamente errato. Soltanto i chiacchieroni piccolo-borghesi possono  avere un’ idea simile del comunismo. In realtà l’eliminazione dell’antagonismo fra lavoro intellettuale e il lavoro fisico può ottenersi soltanto elevando il livello culturale e tecnico della classe operaia al  livello degli ingegneri e dei tecnici. Sarebbe ridicolo pensare che questo elevamento sia  irrealizzabile. Esso è pienamente realizzabile nelle condizioni offerte dal  sistema sovietico, nel quale le forze produttive del paese si sono  liberate dai ceppi del capitalismo, nel quale il lavoro si è liberato dal giogo dello sfruttamento nel quale è al potere la classe operaia, e la giovane generazione della classe operaia ha tutte le possibilità di assicurarsi un istruzione  tecnica adeguata. 

Non c’è ragione di dubitare che soltanto  un tale aumento del livello culturale e tecnico della classe operaia può scalzare le  basi  dell’antagonismo tra il lavoro intellettuale e il lavoro fisico, che esso soltanto può assicurare  quel alta produttività del lavoro e quell’abbondanza di oggetti di consumo che sono necessari per iniziare  la transizione  dal socialismo al comunismo .

Da  questo punto di vista il movimento stakhanovista è degno di rilievo, in quanto porta in sé i primi germi ,ancora deboli è vero, ma  purtuttuavia  i germi di tale slancio culturale e tecnico della classe operaia del nostro paese.

Guardate  infatti i compagni  stakhanovisti . Chi sono? Sono  soprattutto operai e operaie  di età media,  uomini colti e tecnicamente ferrati, che danno l’esempio della precisone e dell’accuratezza nel lavoro, sonno apprezzare il fattore tempo e hanno imparato a calcolare il tempo non soltanto a minuti, ma a secondi.

La maggior parte di loro è passata per i corsi cosidetti di preparazione tecnica minima e continuaa completare  la propria  formazione tecnica. Essi sono  immuni dal  conservatorismo e dal tradizionalismo di alcuni ingegneri, tecnici e dirigenti  dell’industria, vanno arditamente avanti capovolgendo le norme tecniche invecchiate e creando nuove, più elevate, apportando delle correzioni alle capacità di rendimento previste e ai piani economici stabiliti dai dirigenti della nostra industria, completano e correggono spesso gli ingegneri ei tecnici, non di rado insegnano loro qualche cosa e li spingono avanti, perché sono gente che possiede a fondo la tecnica del proprio lavoro e sa ricavare dalla tecnica tutto ciò che da essa si può ricavare.

Oggi  gli stakhanovisti sono ancora pochi, ma chi può dubitare che domani  saranno dieci volte più numerosi?   Non è forse chiaro che gli stakhanovisti sono innovatori, che il movimento stakhanovista rappresenta il futuro della nostra industria, che esso reca in sé i germi  del futuro slancio  culturale e tecnico della classe operaia, e ci  apre la sola strada per la quale possiamo  raggiungere  i più alti indici di produttività del lavoro, quegl’indici che sono indispensabili per passare dal socialismo al comunismo  e per l’eliminazione del antagonismo tra  lavoro intellettuale e lavoro fisico?

Tale, compagni, è l’importanza del movimento stakhanovista per la nostra opera di edificazione socialista.

Pensano a  questa grande importanza del movimento stakhanovista  Stakhanov e Bussighin quando hanno iniziato a demolire e sconvolgere  le vecchie norme tecniche? Certo, no.  Essi avevano le loro preoccupazioni, miravano a chiudere le falle nella produzione del loro stabilimento e a sorpassare il piano economico. Ma nel cercare di raggiungere questo obiettivo hanno dovuto rompere le vecchie norme tecniche e di sviluppare una elevata produttività del lavoro, superiore a quella dei paesi capitalisti più importanti. Sarebbe ridicolo, però, pensare che questa circostanza possa intaccare  alcun modo sminuire il grande significato storico del movimento delle stakhanovisti.

 Lo stesso si può dire di quei lavoratori che per primi  nel 1905 organizzarono nel nostro paese  i Soviet dei deputati operai. Essi è ovvio, non pensavano  che i Soviet dei deputati operai pensato, naturalmente, sarebbe diventati il fondamento del sistema socialista

Creando i Soviet dei deputati operai, essi si difendevano dello zarismo, dalla borghesia. Ma questa circostanza non è per nulla in contraddizione  col fatto indiscutibile che il movimento per i Soviet dei deputati operai iniziato nel 1905 dagli operai di Leningrado e Mosca ha portato alla fine alla disfatta del capitalismo e della vittoria del socialismo in un sesto del globo.

 

2. Le radici del  movimento stakanovista

 

Assistiamo attualmente ai primi passi del movimento stakhanovista, alla sue origini

 

Bisognerebbe  mettere in risalto alcuni tratti caratteristici di questo  movimento .

 

Prima di tutto risalta agli ‘occhi  il fatto che questo movimento è cominciato  spontaneamente , quasi  da sé , dal basso,  senza alcuna pressione  di nessun genere da parte degli amministratori delle nostre imprese.

 Anzi  questo movimento è nato e ha incominciato a svilupparsi in certa misura, malgrado la volontà delle amministrazione dei nostri stabilimenti  e persino in lotta contro  esse. 

 

Il compagno Molotov  vi già detto quali fastidi il  compagno Mussinsky, segantino di  Archangelsk,  quando di nascosto  dagli organismi  economici ,di nascosto dagli ispettori, elabora  nuove  norme tecniche, più alevate.

La sorte dello stesso Stskhanov non è stata migliore, giacché egli si è dovuto difendere nella sua marcia in avanti,non solo da alcuni funzionari dell’amministrazione,ma anche da alcuni operai che lo deridevano e lo prendevano di mira   per le sue  “innovazioni”.

 Per quanto riguarda Bussighin, è noto che per le sue “innovazioni per poco  non gli è costato il licenziamento, e che solo l’intervento del capo reparto, il compagno Sokolinsky, gli ha permesso di restare nell’officina.

 

 Come vedete, vi è stata una reazione  da parte delle amministrazioni delle nostre imprese,questa reazione non ha favorito, ma ostacolato il movimento stakanovista.  Cosicché , il movimento stakhanovista  nato e si è sviluppato come un movimento proveniente dal basso. E appunto perché è sorto spontaneamente, appunto perché viene dal basso, esso è il movimento più vitale e incoercibile  del nostro tempo.

 

Bisogna segnalare inoltre la presenza di un altro tratto  caratteristico del movimento stakhanovista. Questo tratto  caratteristico è il propagarsi del movimento stakhanovista che si sviluppa  su tutta la nostra Unione non gradualmente, ma con una rapidità senza precedenti, come un uragano. 

Come è cominciatala cosa?  Stakhanov ha elevato di cinque o sei volte  la norma tecnica di produzione di carbone di cinque o sei volte, se non di più, la norma tecnica per l’estrazione del carbone.

Bussighin e Smetanin hanno fatto lo stesso, uno nella sfera della costruzione di macchine e l’altro nel settore calzaturiero. I giornali hanno riportato questi fatti. E di colpo, la fiamma del movimento stakhanovista è divampata in tutto  il  paese. E perché ? Da dove veniva  una tale rapidità di propagazione  del  movimento stakanovista?

 

Stakhanov e Bussighin sarebbero forse dei  grandi organizzatori, provvisti  di ampi contatti con le regioni e con le diverse  zone dell’Unione Sovietica, e  avrebbero organizzato essi se stessi questa cosa? No.

E certo che no!  Stakhanov e Bussighin hanno forse la pretesa, l’ambizioni di diventare grandi figure  del  nostro paese, e loro stessi  le scintille del movimento stakhanovista in tutto il paese? 

Neanche questo è vero. Avete visto qui  Stakhanov e Bussighin. Hanno preso la parola  in questa conferenza. Sono uomini  semplici e persone modeste, senza la minima pretesa di conquistare il lauro di personalità  conosciute in tutta l’Uione  Sovietica. 

Mi sembra persino al quato sorpresi dalle  dimensioni del movimento che si è sviluppato  nel nostro paese in  modo per loro tutto inatteso.

E se, nonostante questo, il fiammifero gettato da  Stakhanov e da Bussighin è bastato a far divampare la fiamma, vuol dire che il movimento stakhanovista è cosa del tutto maturo. Solo un movimento del tutto  maturo e che non attende che una piccola spinta per manifestarsi liberamente, soltanto  un movimento simile poteva propagarsi  tanta rapidità e crescere a valanga.

 

 Come si può spiegare il fatto che il movimento stakanovista è sorto come cosa completamente matura? Per  quali  cause ha esso ha avuto per una  diffusione cosi rapida ? Quali sono le radici del movimento stakhanovista?

 Queste cause sono per lo meno quattro

1) Alla  base del movimento stakhanovista  vi è  stato in primo luogo il radicale miglioramento del benessere materiale dei lavoratori. La vita è migliorata, compagni. La vita è diventata più gioiosa. E quando la vita è gioiosa, il lavoro ferve. Di qui le alte norme di produzione. Di qui gli eroi e le eroine del lavoro. Qui innanzi tutto, si trova la radice  del movimento stakhanovista. Se nel nostro paese vi fosse  crisi, se vi fosse disoccupazione, – il flagello della classe operaia – se la vita  fosse cattiva, stentata, triste,  non avremmo nessun movimento stakanovista (applausi).

La nostra rivoluzione proletaria è l’unica rivoluzione al  mondo che sia riuscita  dimostrare al popolo  non soltanto dei  risultati politici, ma anche risultati materiali.

 Di tutte le rivoluzioni operaie, ne conosciamo soltanto una che, bene o male, abbia raggiunto il potere. Essa è la Comune di Parigi. Ma la sua esistenza non fu lunga.  Essa,  tentò è vero, di spezzare  le catene del capitalismo, ma non riuscì  a spezzarle, e a maggior ragione non riuscì a mostrare al popolo i benefici materiali della rivoluzione

. La nostra rivoluzione è l’unica che non soltanto  ha distrutto le catene del capitalismo e ha dato  al popolo la  libertà, ma è anche  riuscita a dare al popolo  le condizioni materiali per  una vita agiata

. In questo sta la forza, l’invincibilità della nostra rivoluzione. 

Certo è una buona cosa, cacciare i capitalisti, cacciare i grandi proprietari fondiari, cacciare i sicari zaristi, per prendere il potere e ottenere  la libertà. Questo è molto buono. Ma, purtroppo, la libertà da sola non è sufficiente .Se il pane non basta, se la carne e i grassi non bastano, se non bastano i manufatti,  se le  abitazioni sono cattive, con la sola la libertà non si fa molta strada . E ‘molto difficile, compagni, vivere di sola libertà. ( grida di approvazione. Applausi. In aula )

Perché si possa vivere bene e con gioia, è necessario che i benefici della libertà politica siano completati dal benessere  materiale.  La particolare caratteristica della nostra rivoluzione sta nel fatto che essa non ha soltanto dato al popolo la libertà, ma anche benefici materiali e la possibilità di una vita prospera e civile . Ecco perché la vita è diventata gioiosa nel nostro paese,  ed ecco su quale terreno si è sviluppato il movimento stakhanovista .

2) La seconda fonte del  movimento stakhanovista è che nel nostro paese non esiste  sfruttamento. La gente non lavora  da noi  per gli sfruttatori, né per l’arricchimento  dei parassiti, ma per sé per  la propria classe, per la  propria  società, per la società  sovietica, in cui al  potere ci sono i migliori membri della classe operaia. 

E per questo  che il lavoro  ha per noi un importanza sociale, è oggetto di onore e di gloria. Sotto il capitalismo il  lavoro ha un carattere privato, personale. Se hai prodotto di  più, allora ricevi di  più, e vivi per conto tuo. Nessuno ti conosce né vuole conoscerti .Lavori per i capitalisti, li arricchisci?  Beh e come potrebbe essere diversamente?Ti sei  arruolato appunto perché tu arricchisca gli sfruttatori.. Se non sei d’accordo, vai tra le  fila dei disoccupati e vegeta come puoi: ne troveremo di altri più trattabili.  – noi troveremo altri che sono più trattabili.

E per questo che il lavoro umano non è apprezzato sotto al  capitalismo  E’ chiaro che simili  condizioni, non ci può essere posto  per un movimento stakhanovista. Ma le cose vanno ben  diversamente  nel  sistema sovietico. Qui l’uomo del lavoro è  al posto d’onore. Qui egli non lavora per gli sfruttatori, ma per se stesso, per la sua classe, per la società. Qui l’uomo del lavoro non può sentirsi abbandonato e solo. Al contrario, qui  l’uomo del lavora si sente un libero cittadino del suo paese, come se fosse un uomo pubblico. E se  lavora bene e dà alla società ciò che può dare  è un eroe del lavoro, ed è coperto di gloria. E’ chiaro che soltanto a queste condizioni poteva nascere il movimento stakhanovista.

 3) Come la terza fonte del movimento stakanovista bisogna considerare il fatto che possediamo una tecnica nuova. Il movimento stakhanovista è legato organicamente alla tecnica nuova. Senza di essa, senza  le fabbriche nuove moderne, senza macchinari moderni, il movimento stakhanovista non sarebbe sorto. Senza tecnica nuova si  possono aumentare le , le norme tecniche di una o due volte e non di più.  Se gli stakhanovisti hanno aumentato le norme tecniche di cinque o sei volte, ciò significa che essi si appoggiano in tutto e per tutto alla tecnica nuova .

Ne consegue che l’industrializzazione del nostro paese, la ricostruzione delle nostre fabbriche e officine, l’introduzione della tecnica nuova  e di moderni macchinari, è stata una delle cause che hanno dato origine al movimento stakhanovista.

  4) Ma la moderna tecnica da sola non vi porterà molto lontano. Si può avere la tecnica di prim’ordine, si possono avere delle officine e delle fabbriche di primo ordine , ma se non ci sono gli uomini  capaci di dominare questa tecnica,la tecnica rimane mera tecnica.

Perché  tecnica moderna possa  produrre dei risultati bisogna avere anche gli uomini,i quadri operai e  di operaie,capaci di mettersi alla testa della tecnica e spingerla avanti . La nascita e lo sviluppo del movimento stakhanovista significano che  sono già’ nati tra di noi  questi  quadri di operai e operaie.

Circa due anni fa, il partito ha dichiarato che, costruende nuove officine, dando ai nostri stabilimenti attrezzature nuove, non eravamo che alla metà dell’opera.

 Il partito ha dichiarato allora, che all’entusiasmo per la costruzione di nuove officine  andava ad  essere integrato con l’ entusiasmo per il  padroneggiare queste fabbriche, che soltanto in questo modo si poteva.

È ovvio che la padronanza può  portare le cose a buon fine .E’ evidente che in questi due anni assimilazione di queste nuove  tecniche  e la nascita di nuovi quadri  si sono venuto a compiere. Oggi è i chiaro che abbiamo questi quadri. E ‘ovvio che senza questi  quadri,  senza questi uomini nuovi – operai e operaie  che hanno assimilate le nuove tecniche,- non avremmo nessun movimento stakanovista. In questo modo gli uomini nuovi, gli operai e le operaie che hanno assimilato la nuova tecnica di lavoro costituiscono la forza che ha formato  e  fatto avanzare  il  movimento stakhanovista.

Tali sono le condizioni che hanno dato luogo  e  reso possibile lo sviluppo  del movimento stakhanovista.

 

3Uomini nuovi  – nuove norme tecniche 

 Ho detto che il movimento stakhanovista non  si è sviluppato in modo  graduale, ma come un’esplosione, come se si fosse rotta una sorta di diga. E ‘evidente che si tratta di superare certe barriere. Qualcuno stava ostacolando, qualcuno teneva il freno , poi, dopo aver raccolto la forza, il movimento stakhanovista ha attraversato queste barriere e invaso il paese.

 

 Di che  cosa  si tratta? Chi, precisamente  ostacolava ?  

 Erano di ostacolo  le vecchie norme tecniche, e le persone che stavano  dietro queste norme. Alcuni anni fra i nostri ingegneri, e dirigenti dell’industria  avevano stabilito certe norme  tecniche, adeguate all’arretratezza tecnica dei nostri operai e operaieDa allora sono passati alcuni anni.  Durante questo periodo le persone sono cresciute e hanno acquisito conoscenze tecniche. Ma le norme tecniche sono rimaste invariate . Naturalmente, queste norme si sono dimostrate obsolete per i nostri uomini nuovi. Oggi tutti se la prendono con le norme tecniche in vigoreMa  esse dopo tutto, non  sono piovute dal cielo. E  non si tratta nemmeno del fatto  che queste norme tecniche siano state stabilite a suo tempo, come norme ridotte. Si tratta anzitutto del fatto che oggi, queste norme già invecchiate, si tenta di conservarle come se fossero corrispondenti al nostro tempo.

Ci  si aggrappa  alla arretratezza tecnica dei nostri operai e operaie, ci si orienta verso questa arretratezza, si parte  da questa arretratezza, e infine, si  giunge al punto che s’incomincia a giocare all’ arretratezza. E allora ,cosa  fare se questa arretratezza sta entrando nel dominio del passato? C’inchineremo forse davanti alla nostra arretratezza  facendone   un icona ,un feticcio?

Che fare se i nostri operai e operaie sono già riusciti a svilupparsi e a munirsi della tecnica?? Che cosa si deve fare se le vecchie norme tecniche non corrispondono più alla realtà, ed i nostri operai e operaie  sono già riusciti,  a sorpassarle , di   cinque o dieci volte? Abbiamo forse mai prestato giuramento di fedeltà alla nostra arretratezza? Pare di no,   compagni ( risate generali. ).

 Siamo forse partiti dal presupposto che i nostri operai e operaie  resteranno malgrado tutto arretrati ?  Parrebbe che non siamo partiti da questo presupposti ( risate generali. )  E allora? Non ci basterà l’ardire –di spezzare lo spirito   di conservazione  di alcuni dei nostri ingegneri e tecnici, per distruggere le vecchie tradizioni e le vecchie norme e di dare libero corso alle forze nuove della classe operaia?

 Si parla di scienza. Si dice che i dati scientifici , i dati contenuti nei manuali tecnici  delle  istruzioni, sono in  contraddizione con le richieste dei stakhanovisti quanto alle  norme tecniche nuove e più elevateMa di che scienza si tratta, in questo caso? I dati della scientifici sono sempre stati  messi alla prova della pratica, dall’ ‘esperienza.

Una scienza che abbia rotto i legami  con la pratica, con l’esperienza – che razza di scienza è mai? Se la scienza fosse  quella  che  ci dipingono alcuni dei nostri compagni conservatori,  essa sarebbe  da molto tempo andata perduta per l’umanità. La scienza è chiamata scienza perché non riconosce i  feticci,  proprio perché non teme di alzare la sua mano contro l’obsoleto e antiquato, sulle cose vecchie e presta un orecchio attento alla voce dell’esperienza e della pratica. Se così non fosse cosi, non avremmo alcun scienza e non vi sarebbe, poniamo,  l’astronomia,  e continueremmo ad accontentarci del vetusto sistema tolemaico, non vi sarebbe la  biologia e continuassimo  ancora  a consolarci  con la leggenda della creazione dell’uomo, non vi sarebbe la chimica,  continueremmo ad accontentarci  dei vaticini degli alchimisti.

    Ecco perché penso che i nostri ingegneri, tecnici e dirigenti dell’industria , che sono già riusciti a restare abbastanza  indietro al movimento stakhanovista, farebbero bene  dal cessare  di   aggrapparsi alle vecchie norme tecniche e  riorganizzassero   veramente il loro lavoro, in  modo scientifico, secondo  un  modo nuovo, stakhanovista.

  Molto bene, ci si dirà, ma che fare delle norme tecniche in generale?  Occorrono esse all’’industria ha bisogno di loro, o si può  fare a meno di ogni o  qualsiasi norma?

 Alcuni dicono che non abbiamo bisogno di nessuna  norma tecnica. Questo non è giusto, compagni. Anzi  questo è sciocco.. Senza norme tecniche no  è possibile un economia pianificata. Le norme tecniche  ci occorrono,inoltre, al fine di portare le masse arretrate al livello di quelle avanzate. Le norme tecniche sono una grande forza regolatrice, che organizza nella produzione le  grandi masse degli operai intorno agli elementi avanzati della classe operaia . Di conseguenza  ci occorrono delle  norme ;  ma  non  le normi essienti, bensi delle norme più elevate.

Altri dicono le  norme tecniche sono necessarie , ma che fin da oggi bisogna portarle all’ altezza dei risultati ottenuti dagli  Stakhanov, Bussighin, dalle Vinogradovas, e da altri. Neanche questo  è  giusto .  Norme  simili sarebbero irreali per il presee , perchégli operai e le operaie  tecnicamente meno addestrati degli Stakanov  e Bussighin non potrebbero applicare queste norme . Ci occorrono delle norme tecniche che stiano pressa a poco a metà strada tra quelle oggi esistenti e quelle raggiunte   dagli Stakhanov e dai  Bussighin. Prendiamo, per esempio, Maria Demchenko, il ben nota a tutti per aver ottenuto più di 500 quintali di barbabietole per ettaro. Si può fare di questo risultato la norma di produttività per tutta la coltivazione delle barbabietole? No, non si può  barbabietole per ettaro. Questo risultato può essere fatta la resa standard per l’intera produzione di barbabietola da zucchero, per esempio, in Ucraina? No, non può. E’ ancora  presto per parlare di una cosa simile. Maria Demchenko ha ottenuto oltre 500 quintali di un ettaro, mentre il raccolto medio di barbabietole quest’anno in Ucraina, per esempio, è di 130 o 132 quintali per ettaro.

 La differenza, come vedete, non è una piccola. Possiamo definire lo standard di rendimento di barbabietole di  400 o 300 quintali?  Tutti esperti della questione dicono che per adesso, non si può farlo. Evidentemente,  converrà fissare per il 1936 una norma di rendimento in Ucraina di 200-250 quintilai  per ettaro. E questa norma non è bassa perché, se verrà applicata ci darà una quantità  di zucchero doppia  di quella che abbiamo ottenuto nel 1935.

 Lo stesso si deve dire per l’industria . Stakhanov superato la norma tecnica in vigore, sembra, di  dieci volte o anche di più. Prendere questo risultato come norma tecnica per tutti coloro che lavorano con martello pneumatico non sarebbe ragionevole . E’ evidente che bisogna dare una  norma che stia pres’ a poco a metà strada tra la norma tecnica esistente e la norma  raggiunta dal compagno Stakhanov.

 In ogni caso, una cosa è chiara : le attuali norme tecniche non corrispondono più alla realtà;  esse ritardano e si sono convertite in un freno  per la nostra industria, e per non frenare la nostra industria è necessario sostituirle con norme tecniche nuove e più elevate . Uomini nuovi, tempi nuovi – nuove norme tecniche.

 

4. COMPITI IMMEDIATI

Quali sono i nostri compiti immediati dal punto di vista degli interessi del movimento stakhanovista?

 

Per non disperdere l’attenzione, cerchiamo di limitarci a due compiti immediati.

 

Primo.   Abbiamo Il compito di aiutare gli  stakhanovisti  a sviluppare ulteriormente il movimento stakhanovista e diffonderlo in estensione e in profondità in tutte le regioni e in tutte le zone dell’Unione Sovietica, questo da un parte. E d’altra parte, quello di frenare tutti quegli elementi tra i dirigenti economici, ingegneri e tecnici che ostinatamente si aggrappano al vecchio, non vogliono andare avanti, e inceppano sistematicamente lo sviluppo del movimento stakhanovista.

Per diffondere risolutamente il movimento stakhanovista su  tutto il territorio del nostro paese i soli stakanovisti non bastano di certo. E’necessario che le nostre organizzazioni di partito prendano per  mano la cosa  e aiutino gli stakhanovisti a spingere a fondo  il movimento. Da punto di vista l’organizzazione regionale del Bacino del Donetz ha incontestabilmente  dato prova di una grande iniziativa.

 Bene lavorarno  anche le organizzazioni regionali di Mosca e Leningrado. Ma le altre regioni? A quanto pare esse stanno ancora “mettendosi in movimento”.

 Per esempio, non si sente di  nulla, o quasi dagli Urali, anche se, come sapete, gli Urali sono grande centro industriale. Lo stesso si deve dire della Siberia occidentale  e del bacino del  Kuzbas, dove,  secondo  tutte le apparenze, non sono ancora riusciti a ” mettersi in movimento.” Tuttavia si può essere certi che le nostre organizzazioni di partito si metteranno all’opera e aiuteranno gli stakanovisti  a superare le difficoltà.

 

Per quanto riguarda l’altro aspetto della questione – il mettere a freno i  conservatori che si trovano fra i dirigenti dell’industria, gl’ ingegneri e i tecnici, – la cosa qui è un  pò ‘più complicata.

  Prima di tutto  bisognerà cercare di convincere, di convincere  pazientemente e amichevolmente questi elementi conservatori dell’industria,  di convincerli  della natura progressiva del movimento stakhanovista e della necessità  per loro di riorganizzare il loro lavoro secondo un metodo stakhanovista. 

E se l’opera di  persuasione non  sarà sufficiente, bisognerà prendere delle  misure più energiche. Prendiamo, per esempio, il Commissariato del popolo delle  Vie di comunicazione. Nell’apparato centrale di questo Commissariato  esisteva fino a poco un gruppo di professori, ingegneri, e altri esperti della questione – tra i quali anche dei  comunisti – i quali  assicuravano  a tutti che una velocità   commerciale di 13-14 chilometri all’ora era un  limite oltre al quale era proibito ,era impossibile andare,senza metetrsi in contraddizione  con “la scienza dell’esercizio delle ferrovie». 

 

Si trattava di  un gruppo abbastanza autorevole, che propugnava  le sue opinioni a  voce  e sulla stampa, che dava istruzione  istruzioni agli organi competenti del Commissariato del Popolo alle Vie di Comunicazione (alle Ferrovie)  e in generale era “maestro del pensiero” fra gli addetti all’esercizio ferroviario. 

Noi, che non sono esperti in questo campo, in base alle proposrte di numerosi pratici del lavoro ferroviario abbiamo a nostra volta assicurato a questi autorevoli professori che 13-14 chilometri non possono  essere un  limite, e che, con una certa organizzazione del lavoro, si può superare questo limite.

Come risposta, questo gruppo, invece di ascoltare la voce di esperienza e della  pratica e rivedere il proprio  atteggiamento, ingaggiò la lotta contro gli elementi progressivi che ci sono nelle ferrovie e intensificò  ancora di più la propaganda delle proprie  opinioni conservatrici. 

 Si capisce che abbiamo dovuto malmenare un poco queste rispettabili persone e invitarle  con tutta cortesia ad andarsene dall’apparato centrale del  Commissariato del Popolo alle Vie di Comunicazione. (Applausi.in aula  ). E che cosa è avvenuto?  Oggi abbiamo una velocità commerciale di 18-19 chilometri all’ora. (Applausi ). Penso compagni, che nei casi estremi  bisognerà ricorrere a questo metodo dovremo ricorrere a questo metodo  anche negli altri rami della nostra economia nazionale, – se, naturalmente, i conservatori ostinati non la smetteranno di ostacolare  il movimento stakanovista e di mettergli i bastoni fra le ruote.

 

Secondo.   Abbiamo il compito di aiutare e riorganizzare il lavoro e il mettersi alla testa del movimento stakanovista quei dirigenti dell’industria, quesi tecnici e ingegneri che non vogliono ostacolare il movimento stakhanovista, che considerano questo movimento con simpatia , ma non sono ancora riusciti a riorganizzare il loro lavoro, non hanno saputo mettersi alla testa del movimento stakanovista.  Devo dire, compagni, che di questi dirigenti dell’industria ,ingegnieri  e tecnici ne abbiamo non pochi. E se  li aiuteremo, questi compagni diverranno indubbiamente ancora più numerosi.

Penso che se adempiremo a questi  compiti, il movimento stakhanovista  prenderà uno sviluppo immenso, abbraccerà tutte le  regione e le zone  del nostro paese  e ci darà nuove meravigliose realizzazioni.

 

5. Due parole

 

Poche parole a proposito di questa conferenza, a proposito della sua importanza. Lenin ci ha insegnato che possono essere veri dirigenti bolscevichi soltanto quei dirigenti  che sanno non soltanto insegnare agli operai e contadini, ma anche imparare da loro.  A qualche bolscevico queste parole di Lenin non sono piaciute.Ma la storia  dimostra  che  anche in questo Lenin aveva ragione al cento per cento . Infatti, milioni lavoratori, operai e contadini, lavorano, vivono lottano. Chi può dubitare  del fatto che  questi uomini non vivono invano, che, vivendo e lottando accumulano una vasta esperienza pratica? 

E possibile avere dei dubbi  sul fatto che i dirigenti che disdegnano quest’esperienza non possono essere considerati come veri dirigenti? Perciò noi,dirigenti del Partito e del governo non dobbiamo solo insegnare agli operai, ma imparare da essi . Che voi,presenti a questa conferenza,abbiate imparato qualche cosa,qui, alla conferenza del nostro governo-questo non lo negherò.

. Ma non si può  neppure negare che noi, dirigenti del governo, abbiamo imparato molto da voi, dagli stakhanovisti presenti  a questa conferenza. 

Ebbene,  grazie compagni, per  gl’insegnamenti che ci avete dato , infinite! ( Applausi. fragorosi )

 

Infine, due parole  a proposito della maniera in cui bisognerebbe celebrare la presente conferenza. Qui, alla presidenza  ci siamo consultati, e abbiamo deciso di mettere in rilievo in qualche modo questa  conferenza i dirigenti del potere  con i dirigenti del movimento stakhanovista .  Si è giunti alla decisone che bisognerà conferire la più alta onorificenza a cento centoventi di voi.    Voci  in aula ( Giusto!Accompagnati da fragorosi  applausi. )

    Stalin : Se  voi  approvate, compagni, porteremo la cosa a buon fine .

I partecipanti alla conferenza degli stakhanovisti salutano  il compagno Stalin  con un’ovazione  trionfale e fragorosa . Tutta la sala  risuona d’applausi; un potente “urrà “ fa tremare la volta,Da tutte le parti acclamazioni innumerevoli salutano il capo del partito,  il  compagno Stalin .L’ovazione termina con il canto dell’<<Internazionale>>  . I 3000 membri  cantiamo l’inno del proletario , l’ “Internationale”).

 

J. V. StalinSPEECH AT THE FIRST ALL-UNION CONFERENCE OF STAKHANOVITES November 171935

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1. THE SIGNIFICANCE OF THE  STAKHANOV MOVEMENT

    Comrades, so much has been said at this conference about the Stakhanovites, and it has been said so well, that there is really very little left for me to say. But since I have been called on to speak, I will have to say a few words.

    The Stakhanov movement cannot be regarded as an ordinary movement of working men and women. The Stakhanov movement is a movement of working men and women which will go down in the history of our socialist construction as one of its most glorious pages.

    Wherein lies the significance of the Stakhanov movement?

    Primarily, in the fact that it is the expression of a new wave of socialist emulation, a new and higher stage of socialist emulation. Why new, and why higher? Because the Stakhanov movement, as an expression of socialist emulation,

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contrasts favourably with the old stage of socialist emulation. In the past, some three years ago, in the period of the first stage of socialist emulation, socialist emulation was not necessarily associated with modern technique. At that time, in fact, we had hardly any modern technique. The present stage of socialist emulation, the Stakhanov movement, on the other hand, is necessarily associated with modern technique. The Stakhanov movement would be inconceivable without a new and higher technique. We have before us people like Comrades Stakhanov, Busygin, Smetanin, Krivonos, Pronin, the Vinogradovas, and many others, new people, working men and women, who have completely mastered the technique of their jobs, have harnessed it and driven ahead. There were no such people, or hardly any such people, some three years ago. These are new people, people of a special type.

    Further, the Stakhanov movement is a movement of working men and women which sets itself the aim of surpassing the present technical standards, surpassing the existing designed capacities, surpassing the existing production plans and estimates. Surpassing them — because these standards have already become antiquated for our day, for our new people. This movement is breaking down the old views on technique, it is shattering the old technical standards, the old designed capacities, and the old production plans, and demands the creation of new and higher technical standards, designed capacities, and production plans. It is destined to produce a revolution in our industry. That is why the Stakhanov movement is at bottom a profoundly revolutionary movement.

    It has already been said here that the Stakhanov movement, as an expression of new and higher technical standards, is a model of that high productivity of labour which only socialism

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can give, and which capitalism cannot give. That is absolutely true. Why was it that capitalism smashed and defeated feudalism? Because it created higher standards of productivity of labour, it enabled society to procure an incomparably greater quantity of products than could be procured under the feudal system; because it made society richer. Why is it that socialism can, should, and certainly will defeat the capitalist system of economy? Because it can furnish higher models of labour, a higher productivity of labour, than the capitalist system of economy; because it can provide society with more products and can make society richer than the capitalist system of economy.

    Some people think that socialism can be consolidated by a certain equalization of people’s material conditions, based on a poor man’s standard of living. That is not true. That is a petty-bourgeois conception of socialism. In point of fact, socialism can succeed only on the basis of a high productivity of labour, higher than under capitalism, on the basis of an abundance of products and of articles of consumption of all kinds, on the basis of a prosperous and cultured life for all members of society. But if socialism is to achieve this aim and make our Soviet society the most prosperous of all societies, our country must have a productivity of labour which surpasses that of the foremost capitalist countries. Without this we cannot even think of securing an abundance of products and of articles of consumption of all kinds. The significance of the Stakhanov movement lies in the fact that it is a movement which is smashing the old technical standards, because they are inadequate, which in a number of cases is surpassing the productivity of labour of the foremost capitalist countries, and is thus creating the practical possibility of further consolidating socialism in our country, the possibility

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of converting our country into the most prosperous of all countries.

    But the significance of the Stakhanov movement does not end there. Its significance lies also in the fact that it is preparing the conditions for the transition from socialism to communism.

    The principle of socialism is that in a socialist society each works according to his ability and receives articles of consumption, not according to his needs, but according to the work he performs for society. This means that the cultural and technical level of the working class is as yet not a high one, that the antithesis between mental and physical labour still exists, that the productivity of labour is still not high enough to ensure an abundance of articles of consumption, and, as a result, society is obliged to distribute articles of consumption not in accordance with the needs of its members, but in accordance with the work they perform for society.

    Communism represents a higher stage of development. The principle of communism is that in a communist society each works according to his abilities and receives articles of consumption, not according to the work he performs, but according to his needs as a culturally developed individual. This means that the cultural and technical level of the working class has become high enough to undermine the basis of the antithesis between mental labour and physical labour, that the antithesis between mental labour and physical labour has already disappeared, and that productivity of labour has reached such a high level that it can provide an absolute abundance of articles of consumption, and as a result society is able to distribute these articles in accordance with the needs of its members.

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    Some people think that the elimination of the antithesis between mental labour and physical labour can be achieved by means of a certain cultural and technical equalization of mental and manual workers by lowering the cultural and technical level of engineers and technicians, of mental workers, to the level of average skilled workers. That is absolutely incorrect. Only petty-bourgeois windbags can conceive communism in this way. In reality the elimination of the antithesis between mental labour and physical labour can be brought about only by raising the cultural and technical level of the working class to the level of engineers and technical workers. It would be absurd to think that this is unfeasible. It is entirely feasible under the Soviet system, where the productive forces of the country have been freed from the fetters of capitalism, where labour has been freed from the yoke of exploitation, where the working class is in power, and where the younger generation of the working class has every opportunity of obtaining an adequate technical education. There is no reason to doubt that only such a rise in the cultural and technical level of the working class can undermine the basis of the antithesis between mental labour and physical labour, that only this can ensure the high level of productivity of labour and the abundance of articles of consumption which are necessary in order to begin the transition from socialism to communism.

    In this connection, the Stakhanov movement is significant for the fact that it contains the first beginnings — still feeble, it is true, but nevertheless the beginnings — of precisely such a rise in the cultural and technical level of the working class of our country.

    And, indeed, look at our comrades, the Stakhanovites, more closely. What type of people are they? They are mostly young

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or middle-aged working men and women, people with culture and technical knowledge, who show examples of precision and accuracy in work, who are able to appreciate the time factor in work and who have learnt to count not only the minutes, but also the seconds. The majority of them have taken the technical minimum courses and are continuing their technical education. They are free of the conservatism and stagnation of certain engineers, technicians and economic executives, they are marching boldly forward, smashing the antiquated technical standards and creating new and higher standards; they are introducing amendments into the designed capacities and economic plans drawn up by the leaders of our industry; they often supplement and correct what the engineers and technicians have to say, they often teach them and impel them forward, for they are people who have completely mastered the technique of their job and who are able to squeeze out of technique the maximum that can be squeezed out of it. Today the Stakhanovites are still few in number, but who can doubt that tomorrow there will be lo times more of them? Is it not clear that the Stakhanovites are innovators in our industry, that the Stakhanov movement represents the future of our industry, that it contains the seed of the future rise in the cultural and technical level of the working class, that it opens to us the path by which alone can be achieved those high indices of productivity of labour which are essential for the transition from socialism to communism and for the elimination of the antithesis between mental labour and physical labour?

    Such, comrades, is the significance of the Stakhanov movement for our socialist construction.

    Did Stakhanov and Busygin think of this great significance of the Stakhanov movement when they began to smash the old technical standards? Of course not. They had their own

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worries — they were trying to get their enterprises out of difficulties and to overfulfil the economic plan. But in seeking to achieve this aim they had to smash the old technical standards and to develop a high productivity of labour, surpassing that of the foremost capitalist countries. It would be ridiculous, however, to think that this circumstance can in any way detract from the great historical significance of the movement of the Stakhanovites.

    The same may be said of those workers who first organized the Soviets of Workers’ Deputies in our country in 1905. They never thought, of course, that the Soviets of Workers’ Deputies would become the foundation of the socialist system. They were only defending themselves against tsarism, against the bourgeoisie, when they created the Soviets of Workers’ Deputies. But this circumstance in no way contradicts the unquestionable fact that the movement for the Soviets of Workers’ Deputies begun in 1905 by the workers of Leningrad and Moscow led in the end to the rout of capitalism and the victory of socialism on one-sixth of the globe.

 

2. THE ROOTS OF THESTAKHANOV MOVEMENT

    We now stand at the cradle of the Stakhanov movement, at its source.

    Certain characteristic features of the Stakhanov movement should be noted.

    What first of all strikes the eye is the fact that this movement began somehow of itself, almost spontaneously, from below, without any pressure whatsoever from the administrators of our enterprises. More than that — this movement in

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a way arose and began to develop in spite of the administrators of our enterprises, even in opposition to them. Comrade Molotov has already told you what troubles Comrade Mussinsky, the Archangelsk sawmill worker, had to go through when he worked out new and higher technical standards, in secret from the administration, in secret from the inspectors. The lot of Stakhanov himself was no better; for in his progress he had to defend himself not only against certain officials of the administration, but also against certain workers, who jeered and hounded him because of his “newfangled ideas.” As to Busygin, we know that he almost paid for his “newfangled ideas” by losing his job at the factory, and it was only the intervention of the shop superintendent, Comrade Sokolinsky, that helped him to remain at the factory.

    So you see, if there was any kind of action at all on the part of the administrators of our enterprises, it was not to help the Stakhanov movement but to hinder it. Consequently, the Stakhanov movement arose and developed as a movement coming from below. And just because it arose of itself, just because it comes from below, it is the most vital and irresistible movement of the present day.

    Mention should further be made of another characteristic feature of the Stakhanov movement. This characteristic feature is that the Stakhanov movement spread over the whole of our Soviet Union not gradually, but at an unparalleled speed, like a hurricane. How did it begin? Stakhanov raised the technical standard of output of coal five or six times, if not more. Busygin and Smetanin did the same — one in the sphere of machine building and the other in the shoe industry. The newspapers reported these facts. And suddenly, the flames of the Stakhanov movement enveloped the whole country. What was the reason? How is it that the Stakhanov movement has

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spread so rapidly? Is it perhaps because Stakhanov and Busygin are great organizers, with wide contacts in the regions and districts of the U.S.S.R., and they organized this movement themselves? No, of course not! Is it perhaps because Stakhanov and Busygin have ambitions of becoming great figures in our country, and they themselves carried the sparks of the Stakhanov movement all over the country? That is also not true. You have seen Stakhanov and Busygin here. They spoke at this conference. They are simple, modest people, without the slightest ambition to acquire the laurels of national figures. It even seems to me that they are somewhat embarrassed by the scope the movement has acquired, beyond all their expectations. And if, in spite of this, the match thrown by Stakhanov and Busygin was sufficient to start a conflagration, that means that the Stakhanov movement is absolutely ripe. Only a movement that is absolutely ripe, and is awaiting just a jolt in order to burst free — only such a movement can spread with such rapidity and grow like a rolling snowball.

    How is it to be explained that the Stakhanov movement proved to be absolutely ripe? What are the causes for its rapid spread? What are the roots of the Stakhanov movement?

    There are at least four such causes.

    1) The basis for the Stakhanov movement was first and foremost the radical improvement in the material welfare of the workers. Life has improved, comrades. Life has become more joyous. And when life is joyous, work goes well. Hence the high rates of output. Hence the heroes and heroines of labour. That, primarily, is the root of the Stakhanov movement. If there had been a crisis in our country, if there had been unemployment — that scourge of the working class — if people in our country lived badly, drably, joylessly, we should have had

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nothing like the Stakhanov movement. (Applause.) Our proletarian revolution is the only revolution in the world which had the opportunity of showing the people not only political results but also material results. Of all workers’ revolutions, we know only one which managed to achieve power. That was the Paris Commune. But it did not last long. True, it endeavoured to smash the fetters of capitalism; but it did not have time enough to smash them, and still less to show the people the beneficial material results of revolution. Our revolution is the only one which not only smashed the fetters of capitalism and brought the people freedom, but also succeeded in creating the material conditions of a prosperous life for the people. Therein lies the strength and invincibility of our revolution. It is a good thing, of course, to drive out the capitalists, to drive out the landlords, to drive out the tsarist henchmen, to seize power and achieve freedom. That is very good. But, unfortunately, freedom alone is not enough, by far. If there is a shortage of bread, a shortage of butter and fats, a shortage of textiles, and if housing conditions are bad, freedom will not carry you very far. It is very difficult, comrades, to live on freedom alone. (Shouts of approval. Applause.) In order to live well and joyously, the benefits of political freedom must be supplemented by material benefits. It is a distinctive feature of our revolution that it brought the people not only freedom, but also material benefits and the possibility of a prosperous and cultured life. That is why life has become joyous in our country, and that is the soil from which the Stakhanov movement sprang.

    2) The second source of the Stakhanov movement is the fact that there is no exploitation in our country. People in our country do not work for exploiters, for the enrichment of

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parasites, but for themselves, for their own class, for their own, Soviet society, where power is wielded by the best members of the working class. That is why labour in our country has social significance, and is a matter of honour and glory. Under capitalism labour bears a private and personal character. You have produced more — well, then receive more, and live as best you can. Nobody knows you, or wants to know you. You work for the capitalists, you enrich them? Well, what do you expect? That is what they hired you for, to enrich the exploiters. If you do not agree with that, join the ranks of the unemployed and get along as best you can — we shall find others who are more tractable. That is why people’s labour is not valued very highly under capitalism. Under such conditions, of course, there can be no room for a Stakhanov movement. But things are different under the Soviet system. Here the working man is held in esteem. Here he works not for the exploiters, but for himself, for his class, for society. Here the working man cannot feel neglected and alone. On the contrary, the man who works feels himself a free citizen of his country, a public figure, in a way. And if he works well and gives society his best, he is a hero of labour, and is covered with glory. Obviously, the Stakhanov movement could have arisen only under such conditions.

    3) We must regard as the third source of the Stakhanov movement the fact that we have a modern technique. The Stakhanov movement is organically bound up with the modern technique. Without the modern technique, without the modern mills and factories, without the modern machinery, the Stakhanov movement could not have arisen. Without modern technique, technical standards might have been doubled or trebled, but not more. And if the Stakhanovites have raised

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technical standards five and six times, that means that they rely entirely on the modern technique. It thus follows that the industrialization of our country, the reconstruction of our mills and factories, the introduction of modern technique and modern machinery, was one of the causes that gave rise to the Stakhanov movement.

    4) But modern technique alone will not carry you very far. You may have first-class technique, first-class mills and factories, but if you have not the people capable of harnessing that technique, you will find that your technique is just bare technique. For modern technique to produce results, people are required, cadres of working men and women capable of taking charge of the technique and advancing it. The birth and growth of the Stakhanov movement means that such cadres have already appeared among the working men and women of our country. Some two years ago the Party declared that in building new mills and factories and supplying our enterprises with modern machinery, we had performed only half of the job. The Party then declared that enthusiasm for the construction of new factories must be supplemented by enthusiasm for mastering these factories, that only in this way could the job be completed. It is obvious that the mastering of this new technique and the growth of new cadres have been proceeding during these two years. It is now clear that we already have such cadres. It is obvious that without such cadres, without these new people, we would never have had a Stakhanov movement. Hence the new people, working men and women, who have mastered the new technique constitute the force that has shaped and advanced the Stakhanov movement.

    Such are the conditions that gave rise to and advanced the Stakhanov movement.

 

3. NEW PEOPLE — NEW TECHNICAL
STANDARDS

    I have said that the Stakhanov movement developed not gradually, but like an explosion, as if it had broken through some sort of dam. It is obvious that it had to overcome certain barriers. Somebody was hindering it, somebody was holding it back; and then, having gathered strength, the Stakhanov movement broke through these barriers and swept over the country.

    What was wrong? Who exactly was hindering it?

    It was the old technical standards, and the people behind these standards, that were hindering it. Several years ago our engineers, technicians, and economic executives drew up certain technical standards, adapted to the technical backwardness of our working men and women. Several years have elapsed since then. During this period people have grown and acquired technical knowledge. But the technical standards have remained unchanged. Of course, these standards have now proved out of date for our new people. Everybody now abuses the existing technical standards. But, after all, they did not fall from the skies. And the point is not that these technical standards were set too low at the time when they were drawn up. The point is primarily that now, when these standards have already become antiquated, attempts are made to defend them as modern standards. People cling to the technical backwardness of our working men and women, guiding themselves by this backwardness, basing themselves on this backwardness, and matters finally reach a pitch when people begin to play at backwardness. But what is to be done if this backwardness is becoming a thing of the past? Are we really going to worship our backwardness and turn it into an icon, a fetish? What is

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to be done if the working men and women have already managed to grow and to gain technical knowledge? What is to be done if the old technical standards no longer correspond to reality, and our working men and women have already managed in practice to exceed them five or tenfold? Have we ever taken an oath of loyalty to our backwardness? It seems to me we have not, have we, comrades? (General laughter.) Did we ever assume that our working men and women would remain backward for ever? We never did, did we? (General laughter.) Then what is the trouble? Will we really lack the courage to smash the conservatism of certain of our engineers and technicians, to smash the old traditions and standards and allow free scope to the new forces of the working class?

    People talk about science. They say that the data of science, the data contained in technical handbooks and instructions, contradict the demands of the Stakhanovites for new and higher technical standards. But what kind of science are they talking about? The data of science have always been tested by practice, by experience. Science which has severed contact with practice, with experience — what sort of science is that? If science were the thing it is represented to be by certain of our conservative comrades, it would have perished for humanity long ago. Science is called science just because it does not recognize fetishes, just because it does not fear to raise its hand against the obsolete and antiquated, and because it lends an attentive ear to the voice of experience, of practice. If it were otherwise, we would have no science at all; we would have no astronomy, say, and would still have to get along with the outworn system of Ptolemy; we would have no biology, and would still be comforting ourselves with the legend of the creation of man; we would have no chemistry, and would still have to get along with the auguries of the alchemists.

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    That is why I think that our engineers, technicians, and economic executives, who have already managed to fall a fairly long distance behind the Stakhanov movement, would do well if they ceased to cling to the old technical standards and readjusted their work in a real scientific manner to the new way, the Stakhanov way.

    Very well, we shall be told, but what about technical standards in general? Does industry need them, or can we get along without any standards at all?

    Some say that we no longer need any technical standards. That is not true, comrades. More, it is stupid. Without technical standards, planned economy is impossible. Technical standards are, moreover, necessary in order to help the masses who have fallen behind to catch up with the more advanced. Technical standards are a great regulating force which organizes the masses of the workers in the factories around the advanced elements of the working class. We therefore need technical standards; not those, however, that now exist, but higher ones.

    Others say that we need technical standards, but that they must immediately be raised to the level of the achievements of people like Stakhanov, Busygin, the Vinogradovas, and the others. That is also not true. Such standards would be unreal at the present time, since working men and women with less technical knowledge than Stakhanov and Busygin could not fulfil these standards. We need technical standards somewhere between the present technical standards and those achieved by people like Stakhanov and Busygin. Take, for example, Maria Demchenko, the well-known “five-hundreder” in sugar beet. She achieved a harvest of over 500 centners of sugar-beet per hectare. Can this achievement be made the standard yield for the whole of sugar-beet production, say, in the Ukraine?

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No, it cannot. It is too early to speak of that. Maria Demchenko secured over 500 centners from one hectare, whereas the average sugar-beet harvest this year in the Ukraine, for instance, is 130 or 132 centners per hectare. The difference, as you see, is not a small one. Can we set the standard of sugar-beet yield at 400 or 300 centners? Every expert in this field says that this cannot be done yet. Evidently, the standard yield per hectare for the Ukraine in 1936 must be set at 200-250 centners. And this is not a low standard; for if it were fulfilled it might give us twice as much sugar as we got in 1935. The same must be said of industry. Stakhanov exceeded the existing standard of output ten times or even more, I believe. To declare this achievement the new technical standard for all pneumatic drill operators would be unwise. Obviously, a standard must be set somewhere between the existing technical standard and that achieved by Comrade Stakhanov.

    One thing, at any rate, is clear: the present technical standards no longer correspond to reality; they have fallen behind and become a brake on our industry; and in order that there shall be no brake on our industry, they must be replaced by new, higher technical standards. New people, new times — new technical standards.

 

4. IMMEDIATE TASKS

    What are our immediate tasks from the standpoint of the interests of the Stakhanov movement?

    In order not to be diffuse, let us reduce the matter to two immediate tasks.

    First. The task is to help the Stakhanovites further to develop the Stakhanov movement and to spread it in all direc-

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tions throughout all the regions and districts of the U.S.S.R. That, on the one hand. And on the other hand, the task is to curb all those elements among the economic executives, engineers, and technicians who obstinately cling to the old, do not want to advance, and systematically hinder the development of the Stakhanov movement. The Stakhanovites alone, of course, cannot spread the Stakhanov movement in its full scope over the whole face of our country. Our Party organizations must take a hand in this matter and help the Stakhanovites to consummate the movement. In this respect the Donets regional organization has undoubtedly displayed great initiative. Good work is being done in this direction by the Moscow and Leningrad regional organizations. But what about the other regions? They, apparently, are still “getting started.” For instance, we somehow hear nothing, or very little, from the Urals, although, as you know, the Urals is a vast industrial centre. The same must be said of Western Siberia and the Kuzbas, where, to all appearances, they have not yet managed to “get started.” However, we need have no doubt that our Party organizations will take a hand in this matter and help the Stakhanovites to overcome their difficulties. As to the other aspect of the matter — the curbing of the obstinate conservatives among the economic executives, engineers and technicians — things will be a little more complicated. We shall have in the first place to persuade these conservative elements in industry, persuade them in a patient and comradely manner, of the progressive nature of the Stakhanov movement and of the necessity of readjusting themselves to the Stakhanov way. And if persuasion does not help, more vigorous measures will have to be adopted. Take, for instance, the People’s Commissariat of Railways. In the central apparatus of that commissariat there was until recently a group of professors, engineers, and other

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experts — among them Communists — who assured everybody that a commercial speed of 13-14 kilometres per hour was a limit that could not be exceeded without contradicting “the science of railway operation.” This was a fairly authoritative group, who preached their views by word of mouth and in print, issued instructions to the various departments of the People’s Commissariat of Railways, and in general were the “dictators of opinion” in the traffic departments. We, who are not experts in this sphere, basing ourselves on the suggestions of a number of practical workers on the railways, on our part assured these authoritative professors that 13-14 kilometres could not be the limit, and that if matters were organized in a certain way this limit could be extended. In reply, this group, instead of heeding the voice of experience and practice and revising their attitude to the matter, launched into a fight against the progressive elements on the railways and still further intensified the propaganda of their conservative views. Of course, we had to give these esteemed individuals a light tap on the jaw and very politely remove them from the central apparatus of the People’s Commissariat of Railways. (Applause.) And what is the result? We now have a commercial speed of 18-19 kilometres per hour. (Applause.) It seems to me, comrades, that at the worst we shall have to resort to this method in other branches of our national economy as well — that is, of course, if the stubborn conservatives do not cease interfering and putting spokes in the wheels of the Stakhanov movement.

    Second. In the case of those economic executives, engineers and technicians who do not want to hinder the Stakhanov movement, who sympathize with this movement, but have not yet been able to readjust themselves and assume the lead of the Stakhanov movement, the task is to help them readjust

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themselves and take the lead of the Stakhanov movement. I must say, comrades, that we have quite a few such economic executives, engineers and technicians. And if we help these comrades, there will undoubtedly be still more of them.

    I think that if we fulfil these tasks, the Stakhanov movement will develop to its full scope, will embrace every region and district of our country, and will show us miracles of new achievements.

 

5. A FEW MORE WORDS

    A few words regarding the present conference, regarding its significance. Lenin taught us that only such leaders can be real Bolshevik leaders as know not only how to teach the workers and peasants but also how to learn from them. Certain Bolsheviks were not pleased with these words of Lenin’s. But history has shown that Lenin was one hundred per cent right in this field also. And, indeed, millions of working people, workers and peasants, labour, live and struggle. Who can doubt that these people do not live in vain, that, living and struggling, these people accumulate vast practical experience? Can it be doubted that leaders who scorn this experience cannot be regarded as real leaders? Hence, we leaders of the Party and the Government must not only teach the workers, but also learn from them. I shall not undertake to deny that you, the members of the present conference, have learnt something here at this conference from the leaders of our Government. But neither can it be denied that we, the leaders of the Government, have learnt a great deal from you, the Stakhanovites, the members of this conference. Well, comrades, thanks for the lesson, many thanks! (Loud applause.)

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    Finally, two words about how it would be fitting to mark this conference. We here in the presidium have conferred and have decided that this conference between the leaders of the government and the leaders of the Stakhanov movement must . be marked in some way. Well, we have come to the decision that 100-120 of you will have to be recommended for the highest distinction.

    Voices : Quite right. (Loud applause.)

    Stalin : If you approve, comrades, that is what we shall do.

    (The conference gives Comrade Stalin a stormy enthusiastic ovation. Thunderous cheers and applause. Greetings are shouted to Comrade Stalin,the leader of the Partyfrom all parts of the hall. The 3,000 members of the conference join in singing the proletarian hymnthe “Internationale.”)

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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