Discorso di Stalin al ricevimento nel Kremlino dei lavoratori della scuola superiore 17 maggio 1938

Immagine

Discorso di Stalin al ricevimento nel Kremlino dei lavoratori della scuola superiore 17 maggio 1938
Compagni!
Permettetemi di levare un brindisi alla scienza, al suo fiorire, alla salute degli uomini di scienza.
Al fiorire della scienza, di una scienza che non si separa dal popolo, che non si tiene lontana dal popolo, ma che è pronta a servire il popolo, che è pronta a trasmettere al popolo tutte le sue conquiste; di una scienza che è al servizio del popolo non per costrizione, ma di suo pieno grado, volontariamente. (Applausi).
Al fiorire della scienza, di una scienza che non permette ai suoi vecchi e riconosciuti dirigenti di rinchiudersi presuntuosamente nel guscio dei pontefici della scienza facendone un monopolio; di una scienza che comprende il senso, il significato, l’onnipotenza dell’unione dei vecchi lavoratori della scienza con i giovani lavoratori della scienza, di una scienza che volontariamente e di buon grado apre tutte le sue porte alle giovani forze del nostro paese, che dà loro la possibilità di conquistare le cime della scienza, che riconosce che l’avvenire appartiene alla gioventù che lavora nel suo campo. (Applausi).
Al fiorire della scienza, di una scienza i cui uomini, pur comprendendo la forza e l’importanza delle tradizioni stabilite nella scienza, e pur utilizzandole intelligentemente nell’interesse della scienza, non vogliono tuttavia essere schiavi di queste tradizioni; di una scienza che ha il coraggio e lo spirito di decisione per rompere con le vecchie tradizioni, con le vecchie norme, con i vecchi principi quando essi sono superati, quando essi si trasformano in un freno al moto progressivo; di una scienza che sa creare delle nuove tradizioni, delle nuove norme, dei nuovi principi. (Applausi).
La scienza ha avuto nel suo sviluppo un gran numero di uomini coraggiosi che seppero, nonostante ogni sorta di ostacoli, malgrado tutto, spezzare il vecchio e creare il nuovo. Uomini di scienza tali, quali Galileo, Darwin e molti altri, sono universalmente noti. Io vorrei soffermarmi su uno di questi corifei della scienza che è ad un tempo l’uomo più grande dell’epoca moderna. Voglio dire Lenin, il nostro maestro, il nostro educatore. (Applausi). Ricordate l’anno 1917. Sulla base dell’analisi scientifica dello sviluppo sociale in Russia, sulla base dell’analisi scientifica della situazione internazionale, Lenin arrivò allora alla conclusione che la sola via d’uscita dalla situazione era la vittoria del socialismo in Russia. Questa fu una conclusione più che inaspettata per un gran numero di uomini di scienza di quel tempo, Plekhanov, una delle personalità eminenti della scienza, parlava allora con disprezzo di Lenin affermando che Lenin era “in preda al delirio”. Altri uomini di scienza non meno noti affermavano che “Lenin aveva perduto la ragione”, che bisognava rinchiuderlo in qualche parte, ben lontano. Contro Lenin gridavano allora tutti ed ogni sorta d’uomini di scienza, come contro un uomo che rovina la scienza. Ma Lenin non ebbe paura di andare contro corrente, contro la forza d’inerzia. E Lenin vinse. (Applausi).
Eccovi il modello dell’uomo di scienza che conduce arditamente la lotta contro la scienza invecchiata e che apre la via alla scienza nuova.
Accade anche che ad aprire le nuove vie della scienza e della tecnica non siano degli uomini universalmente noti alla scienza, ma degli uomini completamente sconosciuti nel mondo scientifico; degli uomini semplici, dei pratici, degli innovatori del loro campo. Qui siedono al medesimo tavolo i compagni Stakhanov e Papanin1, degli uomini sconosciuti nel mondo scientifico, che non hanno gradi accademici, dei pratici nel loro campo. Ma chi non sa che Stakhanov e gli stakhanovisti, nel loro lavoro pratico nel campo industriale, hanno rovesciato, come invecchiate, tutte le norme esistenti, stabilite da note personalità della scienza e della tecnica, ed hanno introdotto norme nuove, corrispondenti alle esigenze della vera scienza e della vera tecnica? Chi non sa che Papanin e i membri del suo gruppo, nel loro lavoro pratico sulla banchisa alla deriva, hanno rovesciato, intanto e senza uno sforzo particolare, l’antica concezione dell’Artide, come invecchiata, e ne hanno stabilita una nuova, corrispondente alle esigenze della vera scienza? Chi può negare che Stakhanov e Papanin sono dei novatori della scienza, degli uomini della nostra scienza d’avanguardia?
Ecco quali “miracoli” si producono ancora nella scienza.
Io ho parlato della scienza. Ma vi è scienza d’ogni sorta. La scienza di cui io ho parlato si chiama scienza d’avanguardia. Alla prosperità della nostra scienza d’avanguardia!
Alla salute degli uomini della scienza d’avanguardia!
Alla salute di Lenin e del leninismo!
Alla salute di Stakhanov e degli stakhanovisti!
Alla salute di Papanin e degli uomini del suo gruppo! (Applausi).
——
Note:
(1) Stakhanov A. (nato nel 1905), minatore del Donez; iniziatore di un vastissimo movimento tendente ad elevare la produttività del lavoro nell’industria e nell’agricoltura dell’Urss. Questo movimento venne chiamato movimento stakhanovista.
Papanin I.D. (nato nel 1894), esploratore dell’Artide, capo della stazione “Polo Nord”, impiantata su una banchisa alla deriva, che funzionò dal 21 maggio 1937 al 19 febbraio 1938.

Annunci

Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
Questa voce è stata pubblicata in Stalin. Contrassegna il permalink.