Tashkent, settembre 1955: l’inizio della lotta di tutti i comunisti del mondo contro il revisionismo kruscioviano

Tratto da: http://piattaformacomunista.com/

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Tashkent, settembre 1955: l’inizio della lotta di tutti i comunisti del mondo contro il revisionismo kruscioviano

 Storia del Movimento comunista

 

Presentiamo, nella nostra traduzione, un articolo dei compagni del Movimento per la Riorganizzazione del KKE (1918-1955), su un’importante pagina di storia del movimento comunista internazionale, che per molto tempo è stata sottaciuta o presentata sotto una falsa luce dai revisionisti kruscioviani e dai loro epigoni.  Ricordiamo ai nostri lettori che a seguito delle vicende della guerra civile in Grecia (1945-1949),

erano stati mandati a stabilirsi a Taskent, in Unione Sovietica, circa diecimila combattenti dell’esercito democratico, i maggiori capi guerriglieri e molti dirigenti comunisti, fra cui il segretario del partito, Nikos Zachariadis.Il contributo offerto dai comunisti marxisti-leninisti greci, volto a ricostruire le vicende storiche e a ristabilire la verità, non è privo di conseguenze nella realtà attuale.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che alla metà degli anni ’50 del secolo scorso, un piccola e sconosciuta città fosse destinata a passare alla storia del movimento comunista mondiale come la patria della resistenza contro il revisionismo kruscioviano e l’inizio della lotta internazionale contro questa perfida tendenza contro-rivoluzionaria; questa piccola città è Tashkent, la capitale della Repubblica Socialista Sovietica dell’Uzbekistan, “persa” nella profondità dell’Asia, aliena al proletariato greco e mondiale.

 

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che un pugno di rivoluzionari, membri di un Partito Comunista di un piccolo paese, sarebbero stati i primi ad alzarsi contro il revisionismo di Krusciov. Il partito di questo piccolo paese è il KKE rivoluzionario e il pugno di rivoluzionari furono gli eroici e agguerriti partigiani dell’Esercito Democratico di Grecia (ED), membri dell’Organizzazione di Partito di Tashkent(KOT) che vivevano in una lontana città asiatica quali ospiti dell’Unione Sovietica di Stalin. La loro lotta contro il revisionismo krushcheviano rimane impressa nella storia del movimento comunista greco e mondiale come gli “eventi di Tashkent” (settembre 1955).

 

Precedentemente, poco dopo la prevalenza e il rafforzamento della fazione traditrice nel PCUS,

poiché il rinnegato agente dell’imperialismo Nikita Krusciov stava approcciando i segretari dei Partiti comunisti, scoprì che il segretario del KKE, Nikos Zachariadis, non era disposto ad abbandonare la linea rivoluzionaria stalinista. Krusciov gli chiese di rivedere il suo atteggiamento su tre questioni fondamentali del movimento comunista mondiale: 1) di considerare la Jugoslavia capitalista un paese “socialista”; 2) di rivoltarsi contro Stalin, scrivendo articoli per la Pravda sul “culto della personalità”, l’infame mito kruscioviano di origine idealista, e 3) di dare assenso alla liquidazione del Cominform.

 

La risposta data dal grande e fermo leader comunista su tutte queste richieste fu negativa.

Quando più tardi la cricca revisionista kruscioviana divenne consapevole che questo tipo di pressione non avrebbe sortito alcun effetto, procedette con la formazione di una frazione nell’Organizzazione di Partito di Tashkent, ma senza avere appoggio, se non da parte di pochi opportunisti. La direzione del Partito smascherò la frazione e rimosse i frazionisti.

Nikos Zachariadis durante un discorso ad un incontro di quadri di Partito al teatro Mu Ki Mi a Tashkent,affermò tra l’altro:  “Compagni, diversi oratori hanno lanciato un attacco a Demetriou e lo considerano pressappoco alla testa dei revisionisti. Demetriou, compagni, è solo la coda di un elefante assai goffamente camuffato. L’importante e storico dovere che tutti noi condividiamo è quello di tirare questa coda in modo da che tutto il mondo vedrà chi è questo elefante, cioè Krusciov ”. (K. Karanikola, Mia lefki selida tou KKE, p. 59).

 

Quando anche la formazione di una consistente fazione fallì, il gruppo revisionista kruscioviano,

giovandosi di alcuni opportunisti greci, organizzò il 9 settembre 1955 ” la provocazione aperta contro la delegazione del CC del KKE: l’assalto violento e criminale agli uffici in cui la delegazione si basava e il ferimento di tre dei suoi membri ” (V Plenum, dicembre 1955). Il 9 settembre, circa 200 opportunisti, sotto la guida diretta dei revisionisti sovietici, capeggiati da Ipsilantis, Demetriou,

Barbalias e altri, effettuò un assalto agli uffici dell’Organizzazione di Partito di Tashkent, senza però riuscire a catturarne i membri. Questo atto sollevò un gran clamore tra le migliaia di membri del partito accorsi immediatamente per difendere gli uffici del KOT. Quello che seguì furono violenti scontri con i frazionisti, la polizia e l’esercito. Centinaia di comunisti greci furono arrestati e gettati in prigione.

Alla fine di dicembre del `55 (26-28/12/1955) fu convocato lo storico V Plenum del CC del KKE. Fu storico, perché: 1) condannò l’anti-comunista intervento revisionista kruscioviano nel KKE e 2) fu l’ultimo organismo convocato del nostro eroico partito prima della sua liquidazione finale.

 

L’anno successivo, a metà del febbraio 1956, durante il XX° Congresso del PCUS, cominciarono a Tashkent i processi contro i comunisti greci. In questa parodia della giustizia, agguerriti veterani dell’ED, come Giorgos Kalianesis (generale), Demetres Vyssios (luogotenente) e altri, furono processati per atti di teppismo e vagabondaggio. Dopo le loro condanne furono esiliati in Siberia, di fatto in campi di concentramento ” che erano intenzionalmente adiacenti ai campi di concentramento dei criminali di guerra tedeschi condannati a 25 anni di reclusione, il periodo massimo secondo la legge penale sovietica. I tedeschi non lavoravano a causa del loro status di prigionieri di guerra, e, oltre ad avere i pasti di un soldato sovietico, ricevevano pacchi di medicine e generi alimentari dalla Croce Rossa della Germania occidentale ogni dieci giorni. I rifugiati condannati furono nutriti con patate marce e grano schiacciato e ammuffito. Questa “dieta” è stata seguita in condizioni di lavoro pesante e faticoso ” (D. Vyssios, Lettera aperta a M.N. Panomariov, ex capo del Dipartimento Relazioni Internazionali del CC del PCUS, gennaio 1991).

 

L’opposizione dei comunisti greci al revisionismo kruscioviano si espresse in massa. La schiacciante maggioranza (95%) dei membri dell’Organizzazione di Partito di Tashkent si levò contro l’intervento kruscioviano nel KKE e difese la linea rivoluzionaria del partito e il CC guidato da Nikos Zachariadis, mostrando una straordinaria determinazione e un coraggio impareggiabile.

 

L’opposizione dei comunisti prigionieri nelle carceri e nei campi di concentramento fu simile.

E’ stata proprio questa schiacciante opposizione da parte dei comunisti greci (che andò dall’85% al 95% a Tashkent e nelle repubbliche popolari) che impedì la trasformazione del KKE in un partito borghese di tipo social-democratico. Quando, pochi mesi dopo, il rinnegato Krusciov istituì l’infame “Comitato Internazionale”, Nikos Zachariadis, affrontando il suo “presidente” Georgiu Dez, disse quanto segue riguardo alla sua interferenza negli affari interni del KKE: ” chi ti ha concesso il diritto di esaminare i problemi dell’eroico KKE, a te che dormivi nell’agosto del 1944 sotto il fascismo e ti sei svegliato il giorno dopo in una Repubblica Popolare, portata dai carri armati rossi da Stalingrado, quando schiacciarono la Divisione Rumena fascista e te l’hanno offerta come dono? Che esperienza hai per giudicare la lotta dei comunisti greci che, a loro credito, attraverso la loro lotta, non hanno permesso nemmeno a un singolo cittadino greco di combattere nel fronte orientale contro l’Unione Sovietica? ” (K.Karanikola, p. 70-71 ).

 

Il KKE rivoluzionario è stato l’unico partito comunista di un paese capitalista che non è mai stato trasformato in un partito contro-rivoluzionario, borghese, social democratico. Questo fatto costrinse i revisionisti kruscioviani a creare un partito completamente nuovo che sostituì quello vecchio e liquidato. Convocarono un organo illegale di partito, il cosiddetto “VI Plenum”, che decretò la rimozione arbitraria della direzione legalmente eletta del Partito, l’arresto di Nikos Zachariadis ed espulsioni massicce di membri dissidenti. A livello ideologico-politico, il VI Plenum adottò la linea controrivoluzionaria social-democratica del XX Congresso (transizione “pacifica” al socialismo, ecc.). Il nuovo partito prese il falso nome di “K” KE (usurpando spudoratamente il nome del KKE rivoluzionario) ed è stato, fin dall’inizio, un partito borghese social-democratico senza alcuna relazione di sorta con il KKE rivoluzionario poiché quest’ultimo era guidato dal marxismo rivoluzionario, vale a dire il leninismo- stalinismo, mentre il primo era guidato dalla linea contro-rivoluzionaria del revisionismo kruscioviano, una variante dell’ideologia borghese.

La schiacciante e militante opposizione dei comunisti greci rifugiati politici, capeggiati da Zachariadis contro la cricca kruscioviana nel settembre del 1955 a Tashkent, è stata cronologicamente la prima nella storia della lotta del movimento comunista internazionale contro il revisionismo kruscioviano, ed anche il culmine del KKE rivoluzionario (1918- 1955). Se si tiene conto dell’inaudito disastro che inevitabilmente seguì l’applicazione del revisionismo kruscioviano nei partiti comunisti (la distruzione del socialismo e la restaurazione del capitalismo nell’Unione Sovietica, lo scioglimento dell’Unione Sovietica capitalista, la liquidazione dei partiti comunisti), si può dire che non essa fu non solo il culmine della lunga lotta del KKE zachariadista-stalinista, ma al tempo stesso un momento grande e unico nella lotta del movimento comunista internazionale (Komintern-Kominform) contro il nuovo corso contro-rivoluzionario e traditore del revisionismo kruscioviano, che emerse con la sua linea a metà degli anni ’50; fu precisamente questo momento che ha segnato l’inizio della più aspra lotta ideologico-politica contro il revisionismo kruscioviano a livello internazionale, una lotta che va avanti da oltre mezzo secolo, che è ancora in corso e che continuerà in futuro fino alla sua vittoria finale.

Da quanto sopra, diventa evidente che gli “eventi di Tashkent” del 1955 assumono una tripla importanza storica. In primo luogo, hanno costituito il primo intervento aperto e brutale dei revisionisti kruscioviani negli affari interni del KKE, volto alla sua liquidazione.

 

In secondo luogo, hanno segnato l’inizio della resistenza e della lotta dei comunisti greci contro il revisionismo kruscioviano prima del suo emergere come una completa corrente ideologica-politica nel XX Congresso del PCUS (febbraio 1956). In terzo luogo, quegli eventi hanno alzato la bandiera di lotta dei comunisti di tutti i paesi contro tale tendenza contro-rivoluzionaria. L’ascesa e la battaglia dei comunisti greci a Tashkent, nel settembre del 1955, inaugura il periodo della lotta contro il revisionismo kruscioviano a livello internazionale.

Ma qual’è la ragione della decisa opposizione dei comunisti greci rifugiati politici (95% a Tashkent e 85-90% nelle altre Repubbliche popolari) contro il revisionismo kruscioviano, uomini che erano stati educati in uno spirito di profonda fiducia e devozione per l’Unione Sovietica Socialista?

 

Prima di tutto, il ruolo decisivo e di direzione svolto,in questa lotta estremamente difficile, dal coraggioso rivoluzionario Nikos Zachariadis, senza cedimenti o compromessi, per non far abbandonare al KKE la sua linea rivoluzionaria. Oltre alla sua opposizione al gruppo kruscioviano, agli inizi del 1956 egli così rispose ad alcuni revisionisti greci, membri del CC del KKE, quando gli chiesero di dimettersi: ” Io non vi concederò questo favore ora, non vi permetterò di convertire il KKE in un partito borghese ” (D. Votsika, “Portreta koryfeon stelexon tou KKE”, Atene 1999, p.21)

Oltre a ciò, è il fatto che i membri del KKE erano agguerriti partigiani che avevano dato tutto per la

lotta armata rivoluzionaria contro le forze monarchico-fasciste, le forze reazionarie e l’imperialismo, avendo quasi un decennio (1940-1950) di lotta armata a loro credito. Questa lunga esperienza rivoluzionaria li ha aiutati a mostrare la necessaria maturità politico-ideologica, fermezza, coerenza e determinazione in quel momento critico.

Il compagno Nikos Zachariadis aveva previsto il disastro che sarebbe venuto nel caso in cui il revisionismo kruscioviano avesse vinto, ed è questa la previsione che lo qualifica come un grande leader rivoluzionario comunista: “attenzione compagni, questi sono provocatori internazionali, causeranno un grande danno al movimento comunista del mondo e i loro collaboratori greci causeranno gravi danni al nostro paese ” (Tashkent, settembre 1955).

Egli non solo aveva previsto il disastro, ma è stato il primo nel movimento comunista mondiale che si alzò in piedi e lottò contro la linea contro-rivoluzionaria del revisionismo kruscioviano, una lotta che ha pagato con 17 anni di esilio e, infine, con la propria vita: fu ucciso dalla perfida cricca social-democratica di Brezhnev-Florakis nel mese di agosto del 1973 a Sorgut, Siberia, il luogo del suo esilio. Così, senza dubbio, Nikos Zachariadis, attraverso la sua lotta rivoluzionaria, assurge all’eminenza come un gigante rivoluzionario, bolscevico e grande dirigente comunista, ” una delle figure più importanti del movimento comunista del mondo ” (Niyazof, Tashkent 1955) che rimase, fino alla fine della sua vita, un devoto discepolo di Stalin il quale, durante i lavori del XIX Congresso del PCUS (1952), aveva detto di lui: ” Lo vedete? E’ un grande dirigente. Egli inizierà la rivoluzione non solo in Grecia ma anche in Europa ” (P. Demetriou,”Ek vatheon “, Atene, 1997, p. 202-203).

 

Il gruppo revisionista di Krusciov-Brezhnev ovviamente lo vedeva come un avversario ideologico-politico serio, capace, potente e assai pericoloso, che pertanto dovevano a tutti i costi rimuovere con la forza dalla direzione del KKE, distruggere politicamente e fisicamente; era considerato così pericoloso che uno dei ferventi sostenitori di Krusciov, il poeta francese Louis Aragon, ha ritenuto opportuno menzionarlo nei suoi due volumi di “Storia dell’Unione Sovietica”:

” L’accusa di culto della personalità comparve nella rimozione di Nikos Zachariadis dalla sua carica di Segretario Generale del KKE ” (L. Aragon,” Storia dell’Unione Sovietica “, v. 2, p. 268, Atene 1963)

 Nikos Zachariadis  nikos zachariadis1

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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