Il compagno William Foster, grande combattente del movimento operaio americano-Comrade William Foster, the great fighter of the American labor movement

 

Il compagno William Foster, grande combattente del movimento operaio americano, per lunghi anni Segretario del Partito Comunista degli Stati Uniti, nelle cui file si batté sempre per la difesa dei principi fondamentali del marxismo- leninismo contro le tendenze revisioniste (es. Browder) e liquidatrici. Le sue ceneri furono interrate nel Cremlino

http://piattaformacomunista.com/

“Il mio primo contatto con il movimento socialista avvenne [nel 1900] durante un comizio all’aperto tenutosi all’angolo fra Broad Street e South Street a Filadelfia. Credo che fosse tenuto dal Partito laburista. Era  la prima volta che udivo un oratore socialista e ciò che egli diceva mi conquistò subito e totalmente. Ci volle poco da parte sua per convincermi che i capitalisti erano inutili e dannosi per la società. Afferrai rapidamente i punti in cui egli diceva che gli operai sono dei produttori, che sono potenzialmente tanto forti da prendere il potere e che, una volta presolo, sarebbero stati certamente capaci di realizzare un sistema economico cento volte migliore di quello capitalistico.

[…] Il giorno più importante delle mia vita è rimasto quello della lontana estate del 1900, quando per la prima volta feci la conoscenza del marxismo e presi il mio posto nelle file del movimento internazionale per il socialismo. […]

Ero appena entrato nel Partito socialista, nel 1900, che divenni membro della sua ala sinistra. Come altri

operai socialisti di allora, nel lavoro pratico di partito venni spesso in gravi contrasti con il gregge degli opportunisti, elementi del ceto medio e burocrati sindacali, che dirigevano il Partito. […]

 

L’essere riuscito a non cadere nella trappola tesa dall’ideologia socialdemocratica dei bonzi sindacali conservatori ha avuto un’enorme importanza su tutta l’attività della mia vita. Se avessi agito altrimenti, mi sarebbe stato facile, così come lo è stato per altri, assicurarmi una comoda poltrona in seno alla burocrazia

sindacale.

[…] Il mio nuovo passo avanti sul terreno ideologico, dopo essermi liberato dalle illusioni religiose, capitalistiche e socialdemocratiche, fu – ed avvenne gradualmente – verso il comunismo. Non fu una

questione semplice: mi ci vollero circa dodici anni.

 

Durante questo periodo, svolgevo il mio lavoro di sindacalista e pensavo che solo i sindacati avrebbero

potuto portare al socialismo. Entrai nel Partito comunista nei primi mesi del 1921, diciotto mesi dopo la sua fondazione. Il fattore più importante che mi decise a compiere questo grande passo fu la meravigliosa realtà

della Rivoluzione d’Ottobre e l’attenta lettura delle opere di Lenin.

Divenire comunista voleva logicamente dire per me porre una pietra sopra a tutta la mia precedente esperienza. Ero giunto al punto d’arrivo del mio sviluppo politico. Infatti, la mia adesione al Partito comunista

era il frutto di uno sforzo continuo per conoscere a fondo, con tutta la diligenza e lo spirito autocritico di cui potevo disporre, i principii rivoluzionari di Marx, Engels, Lenin e Stalin e per applicarli efficacemente alla

lotta di classe americana.

 

[…] Sin dalla mia prima gioventù ho sentito il grande orgoglio di essere operaio; ed è sempre stato per me motivo della più profonda soddisfazione il potermi identificare tanto strettamente con le lotte della classe operaia. Se potessi ricominciare da capo la mia vita, seguirei la stessa strada che ho percorso sinora, cercando naturalmente di evitare i molti errori politici che ho commesso.

Una cosa farei sicuramente, nonostante la mole di lavoro pratico da svolgere: organizzerei meglio il mio tempo, in modo da potermi dedicare, più di quanto abbia fatto, allo studio della scienza e della storia che tanto mi appassionano. Ecco ciò che i giovani del movimento operaio e comunista dovrebbero sforzarsi

di fare: combinare il lavoro teorico con quello pratico, trovare il tempo per leggere molto ed in modo organizzato, nonostante le necessità urgenti della lotta quotidiana.”

(Tratto da: William Foster, Il crepuscolo del capitalismo mondiale).

Immagine

“My first contact with the socialist movement came [ in 1900 ] during a rally held outside on the corner between Broad Street and South Street in Philadelphia. I think it was held by the Labour Party. It was the first time I heard a Socialist speaker and what he said to me immediately and completely conquered . It took a little on his part to convince me that the capitalists were unnecessary and harmful to society. I quickly grabbed the points in which he said that the workers are the producers, who are potentially strong enough to take power and that, once caught him, would certainly have been able to achieve an economic system a hundred times better than capitalism.

[…] The most important day of my life has been that of the distant summer of 1900 , when for the first time, I make the acquaintance of Marxism and took my place in the ranks of international movement for socialism.

 […] I had just joined the Socialist Party in 1900 , which became a member of its left wing . like other socialist workers that, in the practical work of the party , I was often in serious conflicts with the flock of opportunistic elements of the middle class and trade union bureaucrats , who ran the Party. […]

Being able to not fall into the trap set by the ideology of social democratic trade union conservative monks had an enormous importance on all the activities of my life. If I had acted otherwise , it would have been easy , as it has been for others, make sure a comfortable chair within the bureaucracy union . […] My new step forward on ideological grounds , after I was released from the illusions of religious , social democratic and capitalist , was – and it happened gradually – toward communism . It was not a simple question : it took me about twelve years.

During this time, I did my job as a trade unionist and I thought that only the unions would could lead to socialism. I went into the Communist Party in the early months of 1921 , eighteen months after its founding. The most important factor that I decided to take this big step was the marvelous reality of the October Revolution and the careful reading of the works of Lenin.

Becoming Communist wanted to say to me logically put a lid on all my previous experience . I had reached the point of arrival of my political development . In fact, my membership in the Communist Party was the result of a continuous effort to get to know , with all due diligence and the spirit of self-criticism which could have , the revolutionary principles of Marx, Engels , Lenin and Stalin and to apply them effectively to the fight class American .

[…] Since my early youth I felt great pride in being a worker , and always has been for me a source of the deepest satisfaction that I could identify so closely with the struggles of the working class . If I could start my life over again , I would follow the same road that I have traveled so far , of course, trying to avoid the many political mistakes that I made .

One thing I would certainly , even though the amount of practical work to be done : I would organize my time better , so that I can spend more than it did , to the study of science and history so much that I am passionate about . Here is what the youth of the communist and workers’ movement should striveto do: combine the theoretical with the practical work , find time to read a lot and in an organized manner , despite the urgent needs of the daily struggle . “

( Taken from: William Foster, The twilight of world capitalism ) .

Comrade William Foster, the great fighter of the American labor movement , for many years Secretary of the Communist Party of the United States , in whose ranks always fought for the defense of the fundamental principles of Marxism- Leninism against the revisionist tendencies (eg Browder ) and liquidation . His ashes were buried in the Kremlin

Annunci

Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
Questa voce è stata pubblicata in documentazione storica. Contrassegna il permalink.