Yuriy Rubtsov- I denti del drago stanno per essere piantati di nuovo in tutta Europa


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I denti del drago stanno per essere piantati di nuovo in tutta Europa

Yuriy Rubtsov | strategic-culture.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/09/2014

Molti media paragonano la situazione contemporanea in Europa, con i giorni precedenti la seconda guerra mondiale. Vorrei qui fare una correzione importante. Ora stiamo guardando l’Occidente favorire un altro regime nazista rappresentato dalla giunta di Kiev e ciò fa ricordare la seconda metà del 1930, quando si fece la stessa cosa, intrattenendo relazioni e cooperando con la Germania che si stava trasformando in uno stato fascista.

Naturalmente, l’Ucraina sappiamo oggi non può essere paragonata alla Germania di Hitler. Ma il primo colpo sparato è la metà della battaglia. Lo scatenarsi del Fuhrer iniziò come la predica xenofoba e di vendetta di uno sconosciuto caporale.

E’ un segreto di Pulcinella che Adolf Hitler sia stato connivente cogli Stati Uniti. L’influenza degli Stati Uniti è stata significativa e intensa, soprattutto la sua cooperazione con l’industria bellica tedesca. Nel 1933 gli Stati Uniti controllavano settori chiave dell’economia della Germania, così come le grandi banche quali la Deutsche Bank, la Dresdner Bank, la Donut Bank, ecc.

Le grandi imprese hanno iniziato a fidarsi di Hitler. Quando i fondi dall’estero cominciarono ad affluire diedero inizio a giorni di floridezza economica per il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (NSDAP). Grazie alle grandi donazioni provenienti dal gruppo di Fritz Thyssen, Acciaierie Riunite (Vereinigte Stahlwerke AG), da IG Farbenindustrie AG (Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG) e dall’industria mineraria del magnate Emil Kirdorf, il partito ricevette 6,4 milioni di voti e divenne il secondo più grande nel Reichstag (il parlamento tedesco). Hjalmar Schacht (22 gennaio 1877 – 3 giugno 1970), economista, banchiere, politico liberale e co-fondatore nel 1918 del Partito democratico tedesco, divenne la chiave di collegamento tra l’industria tedesca e i donatori stranieri.

Anche gli affaristi britannici cominciarono ad elargire donazioni al Fuhrer e al suo partito nazista. Il 4 gennaio 1932, Montague Norman, governatore della Banca d’Inghilterra dal 1920 al 1944, incontrò Hitler e il cancelliere tedesco Franz von Papen per concludere un accordo segreto al fine di elargire fondi al Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi. I due fratelli Dulles erano presenti alla riunione. Gli storici occidentali evitano di menzionare il fatto. John Foster Dulles e Allen Dulles erano avvocati politicamente collegati a Wall Street, servi del potere delle grandi compagnie, che hanno portato gli Stati Uniti in una guerra imprevista che ha decisamente plasmato il mondo di oggi. Nel corso del 1950, quando la Guerra fredda era al suo apice, questi due fratelli immensamente potenti hanno portato gli Stati Uniti in una serie di avventure all’estero i cui effetti stanno ancora scuotendo il mondo. John Foster Dulles era segretario di Stato, mentre suo fratello, Allen Dulles, fu direttore della Central Intelligence Agency. Il 5 marzo 1933, si tennero in Germania le elezioni federali. A seguito di ingentissime donazioni provenienti dall’estero, il Partito nazista guidato da Adolf Hitler, che era stato nominato cancelliere il 30 gennaio, registrò un forte aumento dei voti rivelandosi di gran lunga il più grande partito. Tuttavia non riuscirono ad ottenere la maggioranza assoluta e si rivelarono necessari i voti del loro partner di coalizione, il Partito popolare nazionale tedesco (DNVP), per ottenere la maggioranza nel Reichstag.

Il nuovo governo tedesco fu trattato in modo molto favorevole nei circoli vicini agli USA e al Regno Unito. Le democrazie occidentali tacquero quando Berlino si rifiutò di pagare le riparazioni di guerra. Hjalmar Schacht, presidente della Reichsbank e ministro dell’economia, andò negli Stati Uniti nel maggio 1933 per incontrare il presidente Franklin Delano Roosevelt e i principali banchieri di Wall Street. Alla Germania venne concesso un credito pari ad un miliardo di dollari. E nel mese di giugno, durante una sua visita a Londra, Schacht chiese prestiti addizionali per due miliardi di dollari, nonché una riduzione ed una eventuale cessazione del pagamento su vecchi prestiti. Così, i nazisti ottennero qualcosa che il precedente governo non poteva ottenere.

Nell’estate del 1934, la Gran Bretagna firmò lo “Anglo-German Transfer Agreement” e negli anni successivi la Gran Bretagna diventò il primo partner commerciale della Germania.

La “Banca Schroeder” diventò l’agente principale per gli affari fra Germania e Gran Bretagna e, nel 1936, la sua filiale di New York si fuse nella Holding Rockefeller, per creare la banca d’investimento “Schroeder, Rockfeller e Co.”, che il New York Times descrisse come “il perno economico-propagandistico dell’asse Berlino-Roma”.

Un “memorandum segreto” fu preparato nel 1936 da Adolf Hitler, comunicato solo a pochi alti dirigenti nazisti ed i suoi contenuti – le informazioni sul piano quadriennale – furono formalmente esplicitati e annunciati integralmente al Partito nel settembre del 1936, durante un raduno a Norimberga. Il memorandum segreto stabiliva che entro quattro anni la Germania avrebbe dovuto dotarsi di forze armate pronte al combattimento e che la sua economia, conseguentemente, doveva mobilitarsi per soddisfare le esigenze della guerra. Come ammise personalmente, Hitler vedeva il credito estero come la base necessaria del suo piano economico quadriennale e ciò non sollevò il minimo allarme.

Nel mese di agosto del 1934 il gigante petrolifero americano Standard Oil acquistò 730.000 ettari di terreno in Germania, per costruirvi grandi raffinerie di petrolio finalizzate a rifornire di carburante i nazisti.

Nello stesso tempo gli Stati Uniti rifornirono la Germania delle più moderne attrezzature per le fabbriche di aerei che avrebbero presto prodotto aerei di fattura tedesca.

La Germania fu in grado di utilizzare un gran numero di brevetti provenienti da società americane, tra le quali la Pratt & Whitney, la Douglas e la Bendix Corporation. Il bombardiere “Junkers-87”, ad esempio, fu costruito utilizzando esclusivamente delle tecnologie americane.

Quando la guerra scoppiò, i monopoli americani si attaccarono alla vecchia e buona regola del “niente di personale, sono solo affari”. Nel 1941, quando la Seconda guerra mondiale era in pieno svolgimento, gli investimenti americani nell’economia tedesca totalizzarono 475 milioni di dollari: solamente la Standard Oil aveva investito 120 milioni di dollari, la General Motors 35 milioni, la ITT 30 milioni e infine la Ford 17,5 milioni.

Cosa spinse il mondo degli affari occidentale a far crescere la forza della Germania nazista? L’obiettivo era quello di far dirigere Hitler ad Est perché invadesse la Russia. La conquista del “lebensraum”, lo “spazio vitale” costituiva, per Hitler e per il resto dei nazionalsocialisti, il più importante obiettivo di politica estera.

Al suo primo incontro con i principali generali e ammiragli del Reich il 3 febbraio 1933, Hitler parlò della “conquista dello spazio vitale” ad est e della spietata “germanizzazione” come dei due “obiettivi finali” della sua politica estera.

Per Hitler, la terra che avrebbe fornito sufficiente “spazio vitale” alla Germania era costituita dall’Unione Sovietica, che agli occhi di Hitler era un paese dotato di ricchi e vasti terreni agricoli, abitato da “slavi sub-umani” governati da una banda di “rivoluzionari ebrei”, assetati di sangue ma grossolanamente incompetenti. Queste persone, ai suoi occhi, non erano “germanizzabili”, solo il terreno lo era.

Gli anglosassoni, coi cuori pieni d’odio verso la Russia, furono felici quando Hitler rese noti i suoi fini e viceversa, i loro cuori si riempirono di gioia allorché conobbero quello che aveva scritto nel Mein Kampf:

“Noi Nazionalsocialisti sottolineeremo in modo marcato la direzione della nostra politica estera. Vogliamo cominciare da dove abbiamo finito, sei secoli fa. Noi cesseremo la perpetua marcia tedesca verso il sud e l’ovest dell’Europa, volgeremo il nostro sguardo verso i paesi che si trovano ad est. Metteremo fine alla politica coloniale e commerciale del periodo ante-guerra, e procederemo in direzione della politica territoriale del futuro. Sia chiaro, comunque, che quando parliamo di “nuove terre” in Europa, parliamo soprattutto della Russia e dei paesi al confine orientale”.

La politica di “appeasement” dei paesi occidentali, fu attuata anche a fronte del contesto generale costituito dalla piena cooperazione economica e finanziaria fra anglo-americani e Germania nazista.

Nel mese di ottobre del 1930 la Germania si ritirò sia dalla “Conferenza per la riduzione e la limitazione degli armamenti – 1932-1934” (chiamata anche “Conferenza sul disarmo mondiale” o “Conferenza di Ginevra sul disarmo”), che dalla Società delle nazioni. Nel marzo del 1936 Hitler ordinò alle sue truppe di rientrare apertamente nella Renania, che era stata smilitarizzata ai sensi del “Trattato di Versailles”. Nel Marzo del 1938 fu annessa l’Austria. In nessun caso l’Occidente reagì, ma stette a guardare col massimo del sangue freddo.

Nel dicembre del 1937, Hitler approvò il “Fall Grun”, un piano militare per l’occupazione della Cecoslovacchia. Questo piano in un primo momento fu ritirato, in conseguenza della sottoscrizione del “Patto di Monaco” fra Inghilterra, Francia, Italia e Germania nazista, il 30 settembre del 1938. Ma Hitler non recedette mai dalle sue intenzioni nonostante mettesse la sua firma insieme a quella di Arthur Neville Chamberlain, Edouard Daladier e Benito Mussolini.

Il 21 ottobre del 1938 Hitler ordinò di avviare i preparativi per l’annessione militare di alcune parti della Cecoslovacchia e della Regione di Klaipeda (noto anche come “Territorio di Memel”), che dal 1923 faceva parte della Lituania.

Nel Marzo del 1939 la Germania pose un ultimatum alla Polonia, chiedendole la rinegoziazione dell’accordo per Danzica. Il “Corridoio polacco” (noto anche come “Corridoio di Danzica” o “Corridoio per il mare”) era un territorio situato nella Pomerelia (o Pomerania orientale, già parte della Prussia occidentale), che forniva alla Polonia della seconda Repubblica (1920-1939) un accesso sul Mar Baltico, ma che divideva la Prussia Orientale dal resto della Germania. La città libera di Danzica (ora città polacca) era separata sia dalla Polonia che dalla Germania.

Ma il “Territorio di Memel” e Danzica non erano l’obiettivo finale della Germania nazista. Adolf Hitler era consapevole del fatto che nessuno, in Occidente, aveva intenzione sbarrargli la strada. Così, nell’aprile del 1939, ordinò segretamente che la Polonia doveva essere attaccata il successivo 1 settembre.

Con l’occupazione della Cecoslovacchia, il fine della politica di Hitler diventò il classico “segreto di pulcinella” anche per i politici e i diplomatici meno lungimiranti. L’Unione Sovietica accarezzava la speranza di poter costruire un sistema di sicurezza collettivo in Europa. Riuscì a dar inizio, in effetti, a dei colloqui con Londra e Parigi, per la creazione di un’efficace alleanza in grado di contrastare l’aggressore. Ma quei colloqui rivelarono che i partner occidentali erano piuttosto riluttanti a ostacolare la politica espansionistica di Hitler verso oriente.

Sir Alexander Cadogan (sottosegretario permanente presso il Ministero degli Esteri britannico) riferì in seguito che Chamberlain avrebbe preferito dimettersi da premier, piuttosto che stringere un accordo con i sovietici.

Quando la Germania attaccò la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale, i leader occidentali puntarono il dito sia contro l’Unione Sovietica che contro la Germania, che il 23 agosto del 1939 avevano firmato un “patto di non aggressione”.

Supportati dal coro della propaganda, dissero che la colpa per aver scatenato la guerra non era da attribuire alla politica di “appeasement” portata avanti dai paesi occidentali, ma piuttosto al “patto di non aggressione” fra l’URSS e la Germania.

Nonostante fossero chiaramente sulla strada che portava alla Seconda guerra mondiale, né Londra, né Washington, né Parigi vollero lasciar spazio alla verità, in relazione a quegli eventi storici. E senza vergogna del loro ruolo, firmarono il verdetto finale del processo di Norimberga che ha giudicato la Germania colpevole di crimini molto gravi e di aver violato il “diritto internazionale” e le “leggi di guerra”

Le élite politiche e finanziarie degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia erano direttamente coinvolte nello sviluppo del regime nazista. Hanno incitato Hitler a muoversi verso est.

L’Occidente non ha mai riconosciuto la proprie responsabilità per aver dato sostegno al regime di Hitler ed in questo momento sta facendo del suo meglio per impedire il ritorno della Russia come attore internazionale sulla scena mondiale.

Oggi l’Occidente foraggia nuovamente il cancro del nazismo e della xenofobia che cresce davanti ai suoi occhi. Per nascondere la verità fa circolare la storia, inventata da Washington ed imposta all’Europa, dell’aggressione russa contro l’Ucraina. La Russia viene prima provocata e poi demonizzata, per coinvolgerla direttamente nel conflitto interno ucraino.

Voglio ripetere che la giunta golpista di Kiev non fa parte “dello stesso campionario” del regime nazista in Germania. Ma la storia prova che l’ulcera del nazismo, combinata con le spinte russofobiche, sta rapidamente crescendo e presto o tardi potrebbe andare al di fuori del controllo di chi, in un primo momento, l’ha incoraggiata.

Lo slogan “l’Ucraina innanzitutto” suona come un remake del motto nazista “Deutschland über Alles” e ispira regolarmente i crimini commessi dalle forze ucraine in Novorossiya.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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