IOSIF STALIN: Sulla guerra fredda, Intervista concessa alla “Pravda” il 13 marzo 1946

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Tratto da: http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=3941454

Domanda. – Come giudicate il discorso pronunciato recentemente dal sig. Churchill negli Stati Uniti d’America?
Risposta- – Lo giudico un atto pericoloso, diretto a seminare i germi della discordia tra gli Stati alleati e a rendere difficile la loro collaborazione.
Domanda. – Si può ritenere che il discorso del sig. Churchill arrechi pregiudizio alla causa della pace e della sicurezza mondiale?
Risposta. – Certamente. Di fatto il sig. Churchill si trova ora nella posizione dei provocatori di guerra. E il sig. Churchill non è solo in questo; egli ha degli amici non soltanto in Inghilterra, ma anche negli Stati Uniti d’America.
È da notare che il sig. Churchill e i suoi amici, sotto questo aspetto, ricordano in maniera sorprendente Hitler e i suoi amici. Hitler cominciò a preparare la guerra nel momento in cui proclamò la teoria razzista, dichiarando che solo gli uomini di lingua tedesca costituivano una nazione autentica. Il sig. Churchill inizia anche lui la preparazione alla guerra con la teoria razzista, affermando che solo le nazioni di lingua inglese sono nazioni autentiche, chiamate a decidere le sorti di tutto il mondo. La teoria razzista tedesca portava Hitler e i suoi amici a concludere che i tedeschi, in quanto unica nazione autentica, dovevano dominare le altre nazioni. La teoria razzista inglese porta il sig. Churchill e i suoi amici a concludere che le nazioni di lingua inglese, in quanto uniche nazioni autentiche, devono dominare le altre nazioni del mondo.
Di fatto il sig. Churchill e i suoi amici in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America presentano alle nazioni che non parlano la lingua inglese una specie di ultimatum; riconoscete volontariamente il nostro dominio, e tutto andrà bene; in caso contrario, la guerra sarà inevitabile.
Ma le nazioni in cinque anni di guerra feroce hanno versato il sangue per la libertà e l’indipendenza dei loro paesi e non per sostituire al dominio degli Hitler il dominio dei Churchill. È perciò molto probabile che le nazioni che non parlano inglese e che costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione della terra non acconsentiranno a sottostare a una nuova schiavitù.
La tragedia del sig. Churchill consiste nel fatto che egli, da tory incallito, non comprende questa semplice, evidente verità.
Non c’è dubbio che la posizione del sig. Churchill è una posizione che porta alla guerra, è un appello alla guerra contro l’URSS. È chiaro anche che una tale posizione del sig. Churchill è incompatibile con il trattato di alleanza esistente tra l’Inghilterra e l’URSS. È vero che il sig. Churchill, per confondere i lettori, dichiara di sfuggita che si potrebbe prolungare a 50 anni il termine del trattato anglo-sovietico di mutua assistenza e collaborazione. Ma come si concilia una tale dichiarazione del sig. Churchill con la sua posizione che porta alla guerra contro l’URSS, con il fatto che egli predica la guerra contro l’URSS? È chiaro che queste cose non sono affatto conciliabili. E se il sig. Churchill, che incita alla guerra contro l’URSS, ritiene al tempo stesso possibile prolungare a 50 anni il termine del trattato anglo-sovietico, questo significa che egli considera questo trattato come un pezzo di carta a lui necessario soltanto per coprire e mascherare la sua posizione antisovietica. Per questo non si possono prendere sul serio le false dichiarazioni degli amici del sig. Churchill in Inghilterra relative al prolungamento fino a 50 anni e oltre del termine del trattato anglo-sovietico. Il prolungamento del termine del trattato non ha senso, se una delle parti viola il trattato e lo trasforma in un pezzo di carta privo di contenuto.
Domanda. – Come giudicate quella parte del discorso del sig. Churchill, in cui egli attacca il regime democratico dei paesi europei nostri vicini e critica i rapporti di buon vicinato stabiliti tra questi Stati e l’Unione Sovietica?
Risposta. – Questa parte del discorso del sig. Churchill rappresenta una mescolanza di elementi di calunnia con elementi di grossolanità e di mancanza di tatto. Il sig. Churchill afferma che “Varsavia. Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest, Sofia, tutte queste famose città, e la popolazione di queste regioni, si trovano nella sfera sovietica e sono tutte soggette, in una forma o nell’altra, non solo alla influenza sovietica, ma anche in notevole misura al controllo crescente di Mosca”. Il sig. Churchill qualifica tutto ciò come illimitate “tendenze espansionistiche” dell’Unione Sovietica.
Non ci vuole molta fatica a dimostrare che qui il sig. Churchill calunnia in modo grossolano e imperdonabile sia Mosca che i suddetti Stati vicini dell’URSS.
In primo luogo, è completamente assurdo parlare di un controllo esclusivo dell’URSS a Vienna e a Berlino, dove esistono dei Consigli di controllo alleati formati dai rappresentanti dei quattro Stati e dove l’URSS ha solo un quarto dei voti. Capita che taluni non possono fare a meno di calunniare, ma non bisogna oltrepassare la misura.
In secondo luogo, non bisogna dimenticare la circostanza seguente. I tedeschi hanno invaso l’URSS attraverso la Finlandia, la Polonia, la Romania, la Bulgaria, l’Ungheria. I tedeschi poterono effettuare l’invasione attraverso questi paesi, perché in questi paesi esistevano allora governi ostili all’Unione Sovietica. In seguito all’invasione tedesca l’Unione Sovietica ha perduto irrimediabilmente nelle battaglie contro i tedeschi, e anche per l’effetto dell’occupazione tedesca e della deportazione di cittadini sovietici nelle galere tedesche, circa sette milioni di uomini. In altre parole, l’Unione Sovietica ha subìto perdite in uomini di alcune volte superiori a quelle dell’Inghilterra e degli Stati Uniti d’America presi insieme. È possibile che in qualche luogo si sia propensi a relegare nel dimenticatoio queste colossali perdite del popolo sovietico, che hanno assicurato la liberazione dell’Europa dal giogo hitleriano. Ma l’Unione Sovietica non può dimenticarle. Si domanda che cosa ci sia di strano nel fatto che l’Unione Sovietica, volendo premunirsi per l’avvenire, cerca di ottenere che in questi paesi esistano governi che si comportino lealmente verso l’Unione Sovietica? Come è possibile, se non si è pazzi, qualificare queste aspirazioni pacifiche dell’Unione Sovietica come tendenze espansionistiche del nostro Stato?
Il sig. Churchill afferma più oltre che “il governo polacco, che si trova sotto il dominio dei russi, è istigato a commettere enormi e ingiusti attentati alla Germania”.
Qui ogni parola è una grossolana e oltraggiosa menzogna. La moderna Polonia democratica è governata da uomini insigni. Essi hanno dimostrato con i fatti di saper difendere gli interessi e la dignità della loro patria così come non seppero fare i loro predecessori. Con quale fondatezza il sig. Churchill afferma che i governanti della Polonia di oggi possono tollerare nel proprio paese il “dominio” dei rappresentanti di un qualsiasi Stato straniero? Se a questo punto il sig. Churchill calunnia i “russi” non è forse perché egli ha intenzione di seminare i germi della discordia nei rapporti tra la Polonia e l’Unione Sovietica?
Al sig. Churchill dispiace che la Polonia abbia compiuto una svolta nella sua politica in favore dell’amicizia e dell’alleanza con l’URSS. Ci fu un tempo in cui nei rapporti tra Polonia e Unione Sovietica predominavano gli elementi di conflitto e di contrasto. Questa circostanza dava la possibilità a uomini di Stato come Churchill di sfruttare questi contrasti, di mettere le mani sulla Polonia con il pretesto di difenderla dai russi, di spaventare la Russia agitando lo spettro di una guerra tra essa e la Polonia e di conservare per loro la posizione di arbitri. Ma questo tempo è passato, poiché l’inimicizia tra Polonia e Russia ha ceduto il posto all’amicizia fra di loro, e la Polonia, l’attuale Polonia democratica, non vuole più essere un giocattolo nelle mani degli stranieri. Mi sembra che proprio questa circostanza irriti il sig. Churchill e lo spinga a sfoghi grossolani e privi di tatto contro la Polonia. Pensate un po’: non gli permettono di dilettarsi a spese altrui…
Per quanto riguarda gli attacchi del sig. Churchill all’Unione Sovietica, in relazione all’estensione dei confini occidentali della Polonia grazie al ricupero dei territori polacchi conquistati in passato dai tedeschi, qui, mi sembra, egli cambia apertamente le carte in tavola. Come è noto, la decisione relativa ai confini occidentali della Polonia fu presa alla Conferenza di Berlino delle tre Potenze, sulla base delle richieste della Polonia. L’Unione Sovietica ha dichiarato più volte di considerare giuste e legittime le richieste della Polonia. È molto probabile che al sig. Churchill questa decisione dispiaccia. Ma perché il sig. Churchill, che non risparmia i colpi alle posizioni russe in questa questione, nasconde ai suoi lettori il fatto che la decisione alla conferenza di Berlino fu presa all’unanimità, che a favore di questa decisione votarono non soltanto i russi, ma anche gli inglesi e gli americani? Perché il sig. Churchill ha bisogno di indurre in errore la gente?
Il sig. Churchill asserisce più oltre che “i partiti comunisti, che erano insignificanti in tutti questi Stati dell’Europa orientale, hanno acquistato una forza eccezionale, che supera di molto la loro importanza numerica, e tendono ovunque a instaurare un controllo totalitario; i governi polizieschi prevalgono in quasi tutti questi paesi e al momento attuale non c’è, ad eccezione della Cecoslovacchia, nessuna vera democrazia”.
Come è noto, lo Stato inglese è oggi amministrato da un solo partito, il partito laburista, mentre i partiti di opposizione sono privi del diritto di partecipare al governo dell’Inghilterra. Questo per il sig. Churchill è vera democrazia. In Polonia, in Romania, in Jugoslavia, in Bulgaria, in Ungheria governa un blocco di vari partiti, da quattro a sei partiti, e l’opposizione, se è più o meno leale, ha assicurato il diritto di partecipazione al governo. Questo per il sig. Churchill è totalitarismo, tirannia, regime di polizia. Perché? Per qual motivo? Non vi attendete una risposta dal sig. Churchill. Il sig. Churchill non comprende in quale ridicola situazione egli si caccia con i suoi rumorosi discorsi sul totalitarismo, la tirannia e il regime di polizia.
Il sig. Churchill vorrebbe che la Polonia fosse governata da Sosnkowski e Anders, la Jugoslavia da Mikhailovic e Pavelic, la Romania dal principe Stirbey e da Radescu, l’Ungheria e l’Austria da un qualche re della casa di Asburgo e così via. Il sig. Churchill vuole convincerci che questi signori della greppia fascista possono assicurare “una vera democrazia”. Questa è la “democrazia” del sig. Churchill.
Il sig. Churchill sfiora la verità, quando parla dell’aumentata influenza dei partiti comunisti nell’Europa orientale. Bisogna però osservare che egli non è del tutto preciso. L’influenza dei partiti comunisti è cresciuta non soltanto nell’Europa, in cui prima dominava il fascismo (Italia, Germania, Ungheria, Bulgaria, Romania, Finlandia), o vi fu l’occupazione tedesca, italiana o ungherese (Francia, Belgio, Olanda, Norvegia, Danimarca, Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Grecia, Unione Sovietica, ecc).
L’aumentata influenza dei comunisti non può essere considerata un fatto casuale. È un fenomeno completamente razionale. L’influenza dei comunisti è aumentata, perché nei duri anni del dominio fascista in Europa i comunisti si sono rivelati combattenti risoluti, audaci e pieni di abnegazione contro il regime fascista e per la libertà dei popoli. Il sig. Churchill ricorda talvolta nei suoi discorsi “gli uomini semplici che vivono in case modeste”, dando loro, da gran signore, delle manate sulle spalle e fingendosi loro amico. Ma questi uomini non sono così semplici come può sembrare a prima vista. Essi, questi “uomini semplici”, hanno le loro opinioni, la loro politica, sanno difendersi. Essi, questi milioni di “uomini semplici”, hanno battuto in Inghilterra Churchill e il suo partito, dando il loro voto ai laburisti. Essi, questi milioni di “uomini semplici”, hanno isolato in Europa i reazionari, fautori della collaborazione con il fascismo, e hanno dato la loro preferenza ai partiti democratici di sinistra. Essi, questi milioni di “uomini semplici”, avendo provato i comunisti nel fuoco della lotta e della resistenza al fascismo, hanno deciso che i comunisti meritavano pienamente la fiducia del popolo. In questo modo è aumentata l’influenza dei comunisti in Europa. Tale è la legge dello sviluppo storico.
Certo, al sig. Churchill non piace un tale sviluppo degli avvenimenti, ed egli lancia l’allarme, facendo appello alla forza. Ma a Churchill non piacque nemmeno l’apparizione del regime sovietico in Russia dopo la prima guerra mondiale. Anche allora egli lanciò l’allarme e organizzò la campagna militare dei “14 Stati” contro la Russia, con il proposito di far girare all’indieetro la ruota della storia. Ma la storia si rivelò più forte dell’intervento di Churchill, e le contorsioni donchisciottesche del sig. Churchill lo portarono allora a subire una completa sconfitta. Io non so se il sig. Churchill e i suoi amici riusciranno, dopo la seconda guerra mondiale, a organizzare una nuova campagna militare contro “L’Europa orientale”. Ma se vi riusciranno, il che è poco verosimile, perché milioni di “uomini semplici” montano la guardia alla causa della pace, ebbene si può dire con sicurezza che essi saranno battuti così come furono battuti in passato, ventisei anni or sono.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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