Il prezzo economico della vittoria sovietica nella Grande Guerra Patriottica

22-06-1941-9-05-1945

Il prezzo economico della vittoria sovietica nella Grande Guerra Patriottica

http://www.resistenze.org/sito/te/cu/st/custfe09-016325.htm

Valentin Katasonov | strategic-culture.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

L’Occidente sconfessa imperterrito l’importante contributo dell’URSS nella sconfitta della Germania nazista e dei paesi satelliti. Ma non esiste prova documentale che possa corroborare qualsiasi speculazione a riguardo: basti pensare al prezzo economico sostenuto dal popolo dell’Unione Sovietica per la vittoria.

Il danno finanziario causato dalla guerra all’Unione Sovietica ha raggiunto livelli astronomici. Il 2 novembre 1942, il Presidium del Soviet Supremo dell’URSS emanava un decreto che istituiva la Commissione statale straordinaria per identificare e valutare i crimini perpetrati dagli invasori nazisti e dai loro complici, e il danno inflitto ai cittadini, alle fattorie collettive, alle organizzazioni sociali, alle imprese statali e alle istituzioni dell’Unione Sovietica durante la Grande Guerra Patriottica. Dopo la guerra, la Commissione pubblicò le seguenti statistiche: gli invasori nazisti e i loro complici avevano raso al suolo 1.710 città e oltre 70.000 villaggi, privando circa 25 milioni di persone di un riparo. Avevano distrutto circa 32.000 fabbriche, 84.000 scuole e altre istituzioni educative, demolito e saccheggiato 98.000 fattorie collettive. Inoltre avevano distrutto 4.100 stazioni, 36.000 infrastrutture per la comunicazione, 6.000 ospedali, 33.000 ambulatori e centri di cura, 82.000 scuole primarie e secondarie, 1.520 scuole specializzate superiori, 334 istituti di istruzione superiore, 43.000 biblioteche, 427 musei e 167 teatri. Nel settore agricolo si erano appropriati o avevano ammazzato 7 milioni di cavalli, 17 milioni di capi di bestiame, decine di milioni di suini, ovini, caprini e pollame. Le infrastrutture di trasporto del paese furono danneggiate per 65.000 chilometri di linee ferroviarie e 13.000 ponti ferroviari furono gravemente danneggiati, rubate oltre 15.800 locomotive a vapore e a benzina, 428.000 vagoni ferroviari e 1.400 navi.

Le imprese tedesche come Friedrich Krupp AG, Reichswerke Hermann Göring, Siemens-Schuckert, e IG Farbenindustrie saccheggiarono i territori occupati dell’Unione Sovietica.

I danni materiali inflitti all’Unione Sovietica dagli invasori nazisti sono stati pari a circa il 30% della ricchezza nazionale del Paese. Questo dato è salito al 67% nelle zone sotto occupazione. La relazione straordinaria della Commissione di Stato è stata presentata al processo di Norimberga nel 1946. Nella tabella seguente è evidenziata una sintesi delle perdite materiali dirette.

Entità dei danni materiali diretti subiti dall’Unione Sovietica a causa della guerra del 1941-1945.

Tipo di perdita Stime quantitative delle perdite causate da distruzione, danneggiamenti e furti
Patrimonio manifatturiero
Tranciatrici per metalli (pezzi) 175,000
Presse (pezzi) 34,000
Frese carbone (pezzi) 2,700
Martelli pneumatici (pezzi) 15,000
Impianti elettrici (kW di potenza) 5 milioni
Altiforni (unità) 62
Forni Martin (unità) 213
Macchine tessili (pezzi) 45,000
Fusi per filatoi (pezzi) 3 milioni
Risorse agricole
Cavalli (capi) 7 milioni
Vacche (capi) 17 milioni
Maiali (capi) 20 milioni
Capre e pecore (capi) 27 milioni
Trattori (unità singole) 137,000
Combinati (unità) 49,000
Seminatrici (unità) 46,000
Trebbiatrici (unità) 35,000
Stalle (unità) 285,000
Terreni coltivabili (ettari) 505,000
Vigne (ettari) 153,000
Trasporti e comunicazioni
Linee ferroviarie (in chilometri) 65,000
Locomotive (unità) 15,800
Vagoni ferroviari (unità) 428,000
Ponti ferroviari (unità) 13,000
Chiatte fluviali (unità) 8,3000
Telegrafi e linee telefoniche (in chilometri) 2,078
Alloggi
Alloggi urbani (singoli edifici) 1,209
Abitazioni rurali (singoli edifici) 3.5 million

Fonte: Nikolai Voznesensky. Voennaya Ekonomika SSSR v Period Otechestvennoi Voiny. – Moscow: Gospolitizdat, 1948.

79-9928_23_L_PetrodvorecRuins of Petrodvorets near Leningrad - a crown jewelry of Soviet museums - after retreat of Nazi troops

Questi numeri non riflettono tutti i danni subiti. Essi mostrano solo le perdite derivanti dalla distruzione diretta di beni di proprietà di cittadini sovietici, fattorie collettive, organizzazioni sociali, imprese statali e istituzioni. Non comprendono le perdite quali i costi finanziari per il governo nazionale a causa della sospensione parziale o totale del lavoro nelle imprese di stato, nelle fattorie collettive, di privati cittadini, né il costo dei prodotti e delle forniture confiscati dalle forze di occupazione tedesche, le spese militari sostenute dall’URSS, né le perdite finanziarie che seguirono alla stasi nello sviluppo economico generale del paese a causa delle operazioni nemiche tra il 1941 e il 1945. La tabella che segue rende conto dei danni economici aggiuntivi subiti.

Il costo sulla produzione manifatturiera e agricola sovietica a causa dell’occupazione e della distruzione delle industrie nei territori occupati (fino alla fine della guerra).

Tipo di prodotto Ammontare della perdita*
1. Carbone 307 milioni di tonnellate
2. Elettricità 72 miliardi kWh
3. Acciaio 38 milioni di tonnellate
4. Allumio 136,000 di tonnellate
5. Trance per metalli 90,000 unità
6. Zucchero 63 milioni di quintali
7. Grano 11 billion di pudi
8. Patate 1.922 milioni di quintali
9. Carne 68 milioni di quintali
10. Latte 567 milioni di quintali

* Le perdite sono stimate in termini di carenza di produzione. Il livello annuale di produzione nel 1940 è stato utilizzato come base per i calcoli.
Fonte: Nikolai Voznesensky. Voennaya Ekonomika SSSR v Period Otechestvennoi Voiny. – Moscow: Gospolitizdat, 1948.

Già prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, era chiaro che era l’Unione Sovietica a portare il peso maggiore del suo onere economico. Dopo la guerra, sono stati fatti vari calcoli e stime, servite come conferma di questo fatto ovvio. L’economista tedesco-occidentale Bernhard Endrucks ha condotto una valutazione comparativa della spesa pubblica per scopi militari durante la guerra dai maggiori belligeranti in campo. L’economista francese A. Claude ha prodotto stime comparative delle perdite economiche dirette (distruzione e furto della proprietà) subite dai maggiori belligeranti in campo. Abbiamo riassunto queste stime nella seguente tabella.

Spese militari dello Stato e danni economici diretti subiti dai maggiori belligeranti in campo durante la Seconda Guerra Mondiale (in miliardi di dollari).

Spese militari dello Stato* Danni economici diretti ** Totale perdita economica ****
(1) (2) (3) = (1) + (2)
USSR 357 128 485
Germania 272 48 320
Gran Bretagna 120*** 6.8 126.8
Francia 15 21.5 36.5
USA 275 275
Italia 94 94
Giappone 56 56
Polonia 20 20
Totale 1,189 224.3 1,413.3

* Ai prezzi correnti
** Ai prezzi del 1938
*** Insieme al Canada
**** Il potere d’acquisto del dollaro nel 1938 è stato superiore a quello durante gli anni della guerra 1939-1945. Pertanto, questo totale sarà un po’ sopravvalutato rispetto al 1938, ma un po’ sottovalutato al prezzo odierno. Detto questo, riteniamo che questa somma fornisca un’immagine fedele delle perdite aggregate che questi paesi hanno sperimentato. Fonte: Istoriya Mirovoi Ekonomiki/ Edited by Georgy Polyak and Anna Markova – Moscow: YUNITI, 2002, pgs. 307-315.

Esattamente il 30% della somma di tutte le spese militari dello Stato dei sette maggiori belligeranti durante la Seconda Guerra Mondiale può essere attribuito all’URSS. La spesa statale combinata degli alleati (URSS, USA, Gran Bretagna e Francia) su obiettivi militari è stata pari a 767.000 milioni dollari. L’URSS ha finanziato il 46,5% di tutte le spese militari sostenute dalle quattro potenze alleate.

Su un totale di danni economici diretti subiti dai cinque belligeranti, il 56% può essere attribuito all’URSS. Va notato che i danni economici diretti inflitti sull’URSS sono stati di 2,7 volte superiori rispetto ai danni similari subiti dalla Germania. Questa non dovrebbe essere una sorpresa: il Terzo Reich ha imposto una politica di terra bruciata in Oriente.

L’URSS ha portato il peso del 53% di tutte le spese militari e dei danni economici diretti subiti dai quattro paesi vincitori (URSS, USA, Gran Bretagna e Francia). Stalin era nel giusto quando suggeriva alla Conferenza di Yalta che la metà di tutte le riparazioni di guerra tedesche avrebbero dovuto esser pagate all’Unione Sovietica.

L’URSS ha subito perdite economiche complessive maggiori del 50% rispetto alla Germania. L’Unione Sovietica ha pagato il prezzo più alto di tutti i belligeranti in campo durante la Seconda Guerra Mondiale.

(1) I dati citati in questo articolo sono stati presi dal libro di Nikolai Voznesensky, Voennaya Ekonomika SSSR v Period Otechestvennoi Voiny. Moscow: Gospolitizdat, 1948. L’autore, Nikolai Alekseevich Voznesensky (1903-1950) è stato il presidente del Comitato del Gosplan dell’URSS tra il 1938 e il 1949.

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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