Karl Marx: Un’assemblea dei lavoratori londinesi

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K .Marx : Un’assemblea dei lavoratori londinesi[ Archivio Marx-Engels ]

Londra, 28 gennaio 1862
Si sa che al Parlamento non è rappresentata la classe lavoratrice, che è una componente tanto preponderante di una società che, a memoria d’uomo, non ha più avuto contadini. Tale classe però non è priva di importanza politica. In questo paese non è mai stata fatta alcuna innovazione importante, non è mai stata presa alcuna misura decisiva, senza pressioni dall’esterno, che sia stata l’opposizione a richiedere tali pressioni contro il governo, o al contrario il governo a richiedere pressioni contro l’opposizione. Per pressione dall’esterno  gli inglesi intendono le grandi dimostrazioni popolari extra-parlamentari, che  naturalmente non possono essere inscenate senza la viva collaborazione della  classe lavoratrice. Pitt ha saputo servirsi delle masse contro i whigs nella  guerra contro la Francia giacobina. Il Catholic Emancipation Act, il Reform  Bill, l’abolizione delle leggi protezionistiche sul grano, la legge delle dieci  ore lavorative, la guerra contro la Russia, il rigetto del progetto di legge di Palmerston contro la cospirazione furono tutti frutto di burrascose dimostrazioni extra-parlamentari, nelle quali la classe lavoratrice, a volte  incitata artatamente, a volte di sua spontanea iniziativa, ora come dramatis persona ora come coro, rappresentava la parte principale o, secondo le circostanze, quella più rumorosa.

Ancor più singolare è l’atteggiamento della classe lavoratrice riguardo alla guerra civile americana. E’ incredibile e ogni giorno più grande la miseria dei lavoratori delle regioni
industriali del Nord, a causa della chiusura degli stabilimenti e della  riduzione delle ore di lavoro, motivate dal blocco navale degli stati  schiavisti.

Le altre parti componenti la classe lavoratrice non incontrano le  stesse difficoltà, ma sono gravemente danneggiate dalle ripercussioni della  crisi dell’industria cotoniera sugli altri settori della produzione, dalla riduzione delle esportazioni dei loro prodotti nel Nordamerica per effetto della  tariffa Morrill e dall’annullamento di tali esportazioni negli stati del Sud per  effetto del blocco navale.

Attualmente l’intervento inglese in America è  divenuto, pertanto, una questione di sopravvivenza per i lavoratori. Inoltre i  loro “superiori naturali” non disdegnano alcun mezzo atto ad istigarli contro  gli Stati Uniti. L’unico giornale dei lavoratori ancora esistente che vanti una  grande tiratura, il reynold’s Weekly Newspaper, è stato comprato appositamente  perché per sei mesi possa ripetere ogni settimana con violente diatribe il  ceterum censeo dell’intervento inglese.

Di conseguenza la classe lavoratrice è perfettamente consapevole del fatto che  il governo sta aspettando solo che gli venga richiesto dal basso – la pressione  dall’esterno – di intervenire per mettere fine al blocco americano e alla  miseria inglese. In tali circostanze è ammirevole la tenacia con la quale i  lavoratori se ne stanno zitti, o parlano soltanto per far sentire la loro voce contro l’intervento e in favore degli Stati Uniti.

Questa è un’ulteriore,  luminosa dimostrazione dell’indistruttibile superiorità delle masse popolari  inglesi, di quella superiorità che è il segreto della grandezza dell’Inghilterra  e che, per parlare nel linguaggio iperbolico di Mazzini, ha fatto sembrare tanti  semidei i soldati inglesi durante la guerra di Crimea e l’insurrezione  dell’India.  Per caratterizzare la “politica” dei lavoratori, eccovi il resoconto di una  grande assemblea di lavoratori che ha avuto luogo ieri a Marylebone, la zona più  popolosa di Londra.
Il presidente Steadman ha aperto la seduta facendo notare che si trattava di  prendere una decisione riguardo all’accoglienza che il popolo inglese avrebbe  riservato a Mason e Slidell. ” Si deve considerare se questi signori siano  venuti qui per liberare gli schiavi dalle loro catene o per forgiare un altro  anello da aggiungere a queste catene “.
Yates:  “In questa occasione i lavoratori non debbono più tacere. I due signori che  stanno venendo qui attraverso l’oceano Atlantico sono i rappresentanti degli  stati schiavisti e tirannici. Essi si ribellano apertamente alla Costituzione  legale del loro paese e vengono qui per indurre il nostro governo a  riconoscere l’indipendenza degli stati schiavisti. Ora è dovere dei lavoratori  dire la loro opinione, se non si vuole che il governo inglese creda che noi  siamo indifferenti alla sua politca estera.

Noi dobbiamo far vedere che il  denaro speso da questo popolo per l’emancipazione degli schiavi non può essere  sperperato inutilmente. Se il nostro governo avesse agito onestamente, avrebbe sostenuto di tutto cuore gli stati del Nord nella soppressione di questa spaventosa ribellione “.
Dopo una difesa particolareggiata degli stati del Nord e dopo aver osservato che ” la violenta tirata di Lovejoy contro l’Inghilterra è stata provocata dalle calunnie della stampa inglese “, l’oratore ha proposto la mozione seguente: ” Questa assemblea decide che gli agenti dei ribelli, Mason e Slidell, ora in viaggio dall’America verso l’Inghilterra, sono assolutamente indegni dell’appoggio morale dei lavoratori di questo paese, dal momento che sono schiavisti e rappresentanti dichiarati della fazione tirannica che è contemporaneamente ribelle alla repubblica americana e nemica giurata dei diritti sociali e politici della classe lavoratrice di tutti i paesi del mondo “.

Whyune ha appoggiato la mozione. Ha anche detto che ad ogni modo era chiaro che si doveva evitare qualsiasi insulto personale a Mason e a Slidell durante la loro permanenza a Londra.  Nichols, residente ” nell’estremo Nord degli Stati Uniti “, come ha dichiarato
egli stesso, ma in realtà mandato alla riunione da Yancey e Mann come advocatus
diaboli, ha protestato contro la mozione: ” Sono qui perché qui c’è libertà di parola. Da noi il governo non permette a nessuno di aprir bocca da tre mesi. La libertà è stata schiacciata non solo nel Sud, ma anche nel Nord. La guerra ha molti nemici nel Nord, ma essi non  osano parlare. Non meno di duecento giornali sono stati soppressi o distrutti  dalla plebaglia. Gli stati del Sud hanno il diritto di separarsi dal Nord nella stessa misura in cui gli Stati Uniti avevano il diritto di separarsi  dall’Inghilterra “.
Malgrado l’eloquenza di Nichols la prima mozione è stata approvata  all’unanimità. Poi egli ha ripreso la parola: ” Se rimproverate a Mason e a Slidell di essere schiavisti, si potrebbe dire altrettanto di Washington, di  Jefferson ecc…”.
Beales ha confutato Nichols con un discorso molto preciso, quindi ha proposto una seconda mozione: ” In considerazione dei malcelati sforzi del Times e di altri giornali  menzogneri di presentare l’opinione pubblica inglese in modo non rispondente a verità riguardo alle vicende americane; di coinvolgerla in una guerra contro  milioni di nostri consanguinei con un pretesto qualsiasi, e di trar profitto dai pericoli momentanei della repubblica americana per diffamare le istituzioni democratiche, questa assemblea considera supremo dovere dei lavoratori – dal momento che essi non sono rappresentanti al Senato della nazione – dichiarare la loro solidarietà con gli Stati Uniti nella loro lotta titanica per salvare l’Unione; denunziare la scandalosa disonestà del Times e  dei giornali aristocratici ad esso affini, tutti fautori dello schiavismo; prender posizione col massimo vigore in favore della più rigorosa politica di non-intervento negli affari degli Stati Uniti ed in favore della composizione di tutte le possibili controversie ad opera di commissioni e di corti d’arbitrato nominate da entrambe le parti in causa; denunziare la politica di guerra del giornale dei truffatori di borsa, e manifestare la più calorosa solidarietà per gli abolizionisti ed auspicare una soluzione definitiva della questione della schiavitù “. Questa mozione è stata approvata all’unanimità, al pari della mozione conclusiva di ” inviare al governo americano, tramite Adams, una copia delle decisioni enunziate, come espressione dei sentimenti e delle opinioni della classe lavoratrice inglese “.
Die Presse, 2 febbraio 1862

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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