Antonio Gramsci: Bilanci rossi

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Bilanci rossi
Antonio Gramsci
L’Avanti, 4 aprile 1919
I bilanci rossi della Russia soviettista sono passivi, crudelmente passivi. Il “Momento” ne piange come un vitellino, il “Momento” ne soffre con tutta l’anima sua francescana. Pensate, pensate: 13.700 persone fucilate al primo gennaio 1919 come controrivoluzionarie, senza contare quelle condannate “per intuizione”; pensate, pensate, lo ha dichiarato lo stesso
commissario Lissoflski. E diciassette miliardi di deficit, pensate, pensate, piangete, piangete, o cuoricini di burro alberganti nei seni di zucchero filato delle tenere Perpetue o dei sentimenti curati! Vade retro, o comunismo, qua l’aspersorio contro il Soviet; crudeli e nefandissimi mostri apocalittici, giammai fascinerete le tenerissime Perpetue, giammai udrete Te Deum in vostra gloria!
Quando mai apparve sulla incruenta terra una macchina di strage, un flagello distruttore di vite e di miliardi, così orripilante come la Rivoluzione soviettista? Cos’è stata la strage degli Albigesi? Un gioco da giardino d’infanzia: e, per carità, non pensate mica che Innocenzo papa sia stato un precursore dell’ “intuizionismo”, quando predicava di uccidere, di uccidere, poiché tanto il Signor Iddio Misericordioso avrebbe, egli, nel suo onnisapere, sceverato la bianca agnella dalla pecora tignosa; dimostrerete di essere solo un volgare anticlericale, senza rudimento alcuno di teologia e di catechismo.
Cos’è stata la guerra dei contadini in Germania? Un giocattolo di Norimberga, sebbene si affermi abbia distrutto dodici milioni di vite umane. Cosa sono state le distruzioni di fiamminghi , di Incas, e di marrani commessi dai cattolicissimi re spagnoli? Servizi alla santa religione sono stati, corvées devotissime di vassalli del Signor Nostro Onnipotente Gesù
Cristo.
Cosa sono i dieci milioni di morti e dieci milioni di invalidi e mutilati, eredità della guerra che Sua Santità Benedetto ha definito “inutile strage”, ma che il “Momento” crede utilissima, poiché Sua Santità è Pontefice della Chiesa Cattolica, mentre il “Momento” è solo organo del Partito popolare italiano?
Cosa sono i venti milioni di morti per grippe o febbre spagnola, o peste polmonare, ossia peste di guerra, determinata e propagata e coltivata dalle condizioni create e lasciate dalla guerra? Cosa sono le migliaia e migliaia di creature umane che muoiono quotidianamente di fame, di scorbuto, di assideramento in Romania, in Boemia, in Armenia, in India, per
accennare solo a paesi amici dell’Intesa?
Cosa sono gli ottanta miliardi di deficit del bilancio Italiano, i centoventi miliardi del bilancio francese, i duemila miliardi di danni determinati dalla guerra?
Cosa sono stati i cinquecentomila russi sterminati dal governo zarista nella repressione dei Soviet del 1905? Cosa farebbero i ventimilioni di russi che verrebbero sterminati se trionfasse la controrivoluzione dei generali Krasnov, Denikin e Kolciak, gli amici dell’Intesa che fanno impiccare ed esporre per tre giorni un operaio su dieci dei paesi che riescono a riconquistare, gli amici dell’Intesa che spediscono a Pietrogrado vagoni piombati di soldati soviettisti
tagliati a pezzettini?
Cosa sono, cosa sono?… Bazzecole, piccolezze, azioni magnanime, in confronto di 13.700 fucilati e 17 miliardi di deficit. La rivoluzione sociale è il flagello, è il mostro apocalittico.
Cos’è, cosa vale infatti una vita proletaria in confronto di una vita borghese? Studiate economia, che diamine; un borghese vale almeno diecimila proletari; i 13.700 fucilati dai Soviet valgono dunque 137 milioni di proletari e non sono 137 milioni di proletari che il capitalismo internazionale ha svenato per i suoi affari, per concimare le sue messi.
Piangete, piangete, dunque, tenerissime Perpetue e sensibilissimi curati del Piemonte, e non lasciatevi fascinare dal comunismo, dal Soviet, dalla rivoluzione sociale.

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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