F.Engels : I movimenti del 1847

Engels, F., I movimenti del 1847

I movimenti del 1847

Il 1847 è stato senza dubbio l’anno più movimentato che si sia avuto da lungo tempo. In Prussia una costituzione e una Dieta riunita, in Italia un risveglio inaspettatamente rapido della vita politica e un armamento generale contro l’Austria, in Svizzera una guerra civile, in Inghilterra un nuovo parlamento a tinta decisamente radicale, in Francia scandali e banchetti per la riforma, in America conquista del Messico da parte degli Stati Uniti, insomma una serie di mutamenti e di movimenti quale non si era verificata in nessuno degli ultimi anni.
L’ultima svolta storica fu quella del 1830. La rivoluzione di Luglio in Francia, il Reform bill(1) in Inghilterra assicurarono la vittoria definitiva della borghesia e anzi, in Inghilterra, già la vittoria della borghesia industriale, dei fabbricanti, sulla borghesia non industriale, sui redditieri. Seguirono il Belgio e in parte la Svizzera; anche qui vinse la borghesia. La Polonia insorse, l’Italia fremeva sotto il giogo di Metternich, la Germania era in pieno fermento. Tutti i paesi si preparavano a grandi lotte.
Ma a partire dal 1830 tutto marciò all’indietro. La Polonia cadde, i romagnoli insorti furono sgominati, in Germania il movimento fu represso. La borghesia francese batté i repubblicani nel proprio paese e tradì i liberali di altri paesi, che essa stessa aveva incitato all’insurrezione. In Inghilterra il ministero liberale non poté attuare nulla. Infine, nel 1840 la reazione era in pieno rigoglio. La Polonia, l’Italia, la Germania, erano politicamente morte, in Prussia saliva al trono il “Berliner politisches Wochenblatt”, a Hannover la
sapientissima costituzione di Dahlmann era abrogata, le risoluzioni della conferenza di Vienna del 1834 vigevano in pieno. In Svizzera i conservatori e i gesuiti progredivano nel migliore dei modi. In Belgio erano al potere i cattolici. In Francia vittoria di Guizot, in Inghilterra ultimi sussulti del governo Whig sotto la pressione del potere crescente di Peel e vani tentativi di riorganizzazione dei cartisti dopo la grande sconfitta del 1839.

Dappertutto vittoria del partito reazionario dappertutto completamente disciolti o frantumati tutti i partiti progressisti. L’arresto del movimento storico, questo sembrava il risultato finale delle grandi lotte del 1830.
Ma il 1840 segnò anche il punto culminante della reazione, come il 1830 aveva segnato il punto culminante del movimento rivoluzionario della borghesia. Dal 1840 in poi, i movimenti diretti contro l’ordine costituito ripresero vita. Spesso sconfitti, alla lunga guadagnarono sempre nuovo terreno.

In Inghilterra, mentre i cartisti si riorganizzavano e diventavano più forti che mai, Peel doveva tradire ripetutamente il suo partito, dargli il colpo mortale con l’abrogazione delle leggi sul grano e infine dimettersi. In Svizzera i radicali facevano progressi, in Germania e specialmente in Prussia le rivendicazioni dei liberali si facevano ogni anno più energiche. In Belgio, ancora i liberali vinsero alle elezioni del 1847. Solo la Francia, alle elezioni del 1846, dava una maggioranza mai vista ai suoi ministri reazionari; solo l’Italia rimaneva morta, finché Pio IX salì al trono e fece alcuni tentativi di riforme, ancora assai dubbi alla fine del 1846.
Così spuntava l’anno trascorso, e con esso una serie di vittorie per i partiti progressisti di quasi tutti i paesi. Anche là dove sono stati battuti, la loro sconfitta li ha aiutati a progredire più di quanto avrebbe fatto la vittoria immediata.
L’anno 1847 non ha deciso nulla, ma dappertutto ha posto decisamente e chiaramente i partiti gli uni di fronte agli altri; non ha risolto definitivamente nessuna questione, ma ha posto tutte le questioni in maniera tale che ora esse devono essere risolte.
Dei movimenti e dei mutamenti del 1847 i più importanti sono stati quelli di Prussia, d’Italia e di Svizzera…
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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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