LA GUARDIA ROSSA

Caricato il 29 ott 2009

LA GUARDIA ROSSA
di Raffaele Mario Offidani (1919)

Quel che si avanza è uno strano soldato
Viene da oriente e non monta destrier
La man callosa ed il viso abbronzato
È il più glorioso fra tutti i guerrier
Non ha pennacchi e galloni dorati
Ma sul berretto scolpiti e nel cuor
Mostra un martello e una falce incrociati
Gli emblemi del lavor
Viva il lavor

È la Guardia Rossa
Che marcia alla riscossa
E scuote dalla fossa
La schiava umanità

Giacque vilmente la plebe in catene
Sotto il tallone del ricco padron
Dopo millenni di strazi e di pene
Lasino alfine si cangia in leon
Sbrana furente il succhion coronato
Spoglia il nababbo dell’or che rubò
Danna per fame al lavoro forzato
Chi mai non lavorò
Non lavorò

È la Guardia Rossa
Che marcia alla riscossa
E scuote dalla fossa
La schiava umanità

Accorre sotto la rossa bandiera
Tutta la folla dei lavorator
Rimbomba il passo dell’immensa schiera
Sopra la tomba di un modo che muor
Tentano invano risorgere i morti
Tanto a che vale lottar col destin
Marciano al Sole più ardenti e più forti
Le armate di Lenin
Viva Lenin

È la Guardia Rossa
Che marcia alla riscossa
E scuote dalla fossa
La schiava umanità

Quando alla notte la plebe riposa
Nella campagna e nell’ampia città
Più non la turba la tema paurosa
Del suo vampiro che la svenerà
Che sempre veglia devota e tremenda
La Guardia Rossa alla sua libertà
La tirannia cancrenosa ed orrenda
Più non ritornerà
Ritornerà

Ché la Guardia Rossa
Già l’inchiodò alla fossa
Nell’epica riscossa
Dell’umanità

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Informazioni su paginerosse-drapporosso

...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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