CHE COS’È IL REALISMO SOCIALISTA (ZDANOV)

Domenico Savio

 

 

“Il compagno Stalin ha chiamato i nostri scrittori gli «ingegneri delle anime». Che cosa significa ciò? Che obbligo vi impone questo titolo? Ciò vuol dire, da subito, conoscere la vita del popolo per poterla rappresentare verosimilmente nelle opere d’arte, rappresentarla niente affatto in modo scolastico, morto, non semplicemente come la «realtà oggettiva», ma rappresentare la realtà nel suo sviluppo rivoluzionario. E qui la verità e il carattere storico concreto della rappresentazione artistica devono unirsi al compito di trasformazione ideologica e di educazione dei lavoratori nello spirito del socialismo.

Questo metodo della letteratura e della critica è quello che noi chiamiamo il metodo del realismo socialista. La nostra letteratura sovietica non teme l’accusa di essere tendenziosa. Sì, la letteratura sovietica è tendenziosa perchè, nell’epoca della lotta di classe, non può esistere alcuna letteratura che non sia di classe, tendenziosa, o che sia apolitica. Penso che ogni letterato sovietico possa dire a qualunque ottuso borghese, a qualunque filisteo, a qualunque scrittore borghese che parli della tendenziosità della nostra letteratura: «Sì, la nostra letteratura sovietica è tendenziosa, e noi siamo orgogliosi della sua tendenziosità, perchè essa consiste nel liberare i lavoratori e tutta l’umanità dal giogo dello schiavismo capitalistico».

Essere ingegnere delle anime vuol dire avere i due piedi sul suolo della vita reale. Questo significa, a sua volta, rompere con il romanticismo alla vecchia maniera, con il romanticismo che rappresentava una vita inesistente e degli eroi inesistenti, che faceva evadere il lettore dalle contraddizioni e dall’oppressione della vita reale in un mondo chimerico, in un mondo di utopia. Alla nostra letteratura, che ha i piedi posti su solide fondamenta materialiste, il romanticismo non può essere estraneo, ma è un romanticismo di tipo nuovo, il romanticismo rivoluzionario. Diciamo che il realismo socialista è il metodo fondamentale della letteratura e della critica letteraria sovietica, ma ciò presuppone che il romanticismo rivoluzionario deve entrare nella creazione letteraria come una delle sue parti costitutive, perchè tutta la vita del nostro Partito, tutta la vita della classe operaia e le sue lotte uniscono il lavoro pratico più severo, più ragionato, a un eroismo e a delle prospettive grandiose.

Il nostro Partito è sempre stato forte perchè univa e unisce lo spirito pratico più rigoroso con le prospettive più vaste, con il cammino continuo verso l’avvenire, con la lotta per la costruzione della società comunista. La letteratura sovietica deve saper rappresentare i nostri eroi, deve saper guardare verso il nostro domani. E ciò non è prova di utopia, perchè il nostro domani si prepara già oggi con un lavoro cosciente e pianificato.” (Andrej Zdanov, Discorso al Primo Congresso degli Scrittori Sovietici, 17 agosto 1934)

[fonte dove poter leggere il discorso integrale: http://zdanov.blogfree.net/?t=4149237]

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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