Breve Nota su “ IL SECOLO BREVE”,l’ennesima operazione d’inganno- Etnocentrismo, russofobia e impulso anticomunista di Eric J. Hobsbawm seconda parte

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Dopo aver confutato l’idea di uno” Stalin autocratico,” (ndr per Hobsbawm e prima ancora di lui da altri ) era necessario mettere in discussione, ricercare e trarre conclusioni sull’immagine di uno “Stalin crudele”, adottando una corrente di pensiero  che è tutt’altro che “stalinista”, più razionale e piu’ prossima a Voltaire che a Stalin. L’immagine di “Darth Vader rosso”, venduto da storici come Hobsbawm, il cui impulso” “antistalinista lo porta alle estreme conseguenze, questa visone è stata oggetto di studio da parte del  marxista-leninista britannico William Bland. Nel suo documento “Il culto della personalità”, Bland mostra che secondo il leader albanese Enver Hodja “Stalin era molto modesto e gentile con le persone..,”secondo l’ambasciatore americano in Unione Sovietica, Joseph Davies,[10a] citato nell’opera di Bland, Stalin era un uomo semplice, dagli atteggiamenti piacevoli. In contrasto con questa immagine corrente  propinata dalla storiografia revisionista e di quella proposta da Hobswam, , basta vedere cosa dice la figlia di Stalin, Svetlana Alilulyeva,che ci  descrive il leader sovietico come un padre premuroso, e amorevole. Secondo Georgiy Zhukov, il maresciallo dell’Unione Sovietica, “Stalin aveva conquistato i cuori di tutti quelli con cui era venuto in contatto e parlato” 12. Come se tali dichiarazioni non bastassero, possiamo aggiungere che il “crudele Stalin”non ha mai ordinato l’arresto di Mihail Bulgakov,[ndr vedi 11 volume Op.comp.] uno scrittore che la pensava diversamente sullo Stato sovietico e che fu critico,e che apprezzò il talento di Maria Yudina, pianista considerata pazza in URSS, ma ammirata da Stalin, e tra i suoi hobby ebbe, non la caccia nè la pesca, ma solo il piantare alberi e piante da giardino, caratteristiche insolite in un “ragazzo vizioso”.Se si vuol affermare che “Stalin era crudele” è necessario dimostrarla pure delle affermazione, ad esempio, un documento che dimostri di Stalin gli  atti di crudeltà. Eppure non ci sono documenti, perciò le affermazioni che fa Hobsbawm sono puro sofismo.[13].

 Ciò che Hobsbawm ha detto cose contro Stalin che sono talmente tante da fare invidia a qualsiasi propagandista del Terzo Reich, Hobsbawm supera ogni limiti nell’ affermare che “un manipolo di pochi uomini avrebbero sviluppato il terrore universale.” Dobbiamo pure discutere sul fatto che non è abbastanza per gli inglesi che Eric abbia aggiunto questa descrizione, “crudele e autocratico”? Si può presumere che tale dichiarazione è stata inserita come a mò di scudo da parte dell’autore di The Age of Extremes  (il Secolo Breve) per evitare eventuali accuse di “stalinismo” dai suoi editori o protettori borghesi. Hobsbawm deve ringraziare la Banca Mondiale se il sia stato pubblicato grazie ai finanziamenti ricevuti da questa. Inoltre,è molto usuale che alcune persone confondono “l’odio con l’amore”, usando l’odio come un modo per mostrare “apprezzamento” per qualcos’altro, come Hitler in Germania, che, da austriaco, ha utilizzato l’odio verso gli slavi , neri ed ebrei, al fine di dimostrare un presunto “amore” per il paese, o come il marito che picchia la moglie per  dimostrargli  che “l’ama”. Di nuovo, questo disperato tentativo di indottrinarci Hobsbawm con la sua prosa sofistica, instilla odio viene prima degli studi del dottor Yuri Zhukov e il professor Grover Furr. Anche il discorso di Nikita Kruschov al  XX congresso del PCUS, che avrebbe potuto conferire una certa legittimità ed “autorevolezza” allo storico britannico è stato dimostrato falso dal professore G.Furr, nel suo “Kruschov Lied”, che mostra che il 60 di 61 accuse di Hruschov fatte nel suo discorso al congresso sono falsificazioni ben costruite

.Il discorso, diciamo per inciso, è ignorato da Eric Hobsbawm, pur essendo uno dei discorsi più importanti del XX secolo,quindi riteniamo la sua opera è priva di qualsiasi serietà e precisa di  indagine . Il Professor Grover Furr, responsabile delle indagini sulla falsità del discorso di Kruschov, dimostra quanto non sia vera l’idea di Stalin come “onnipotente sovietico”, dimostrando che questo non ha esercitato il controllo della NKVD, facendo riferimento alla difesa della rivoluzione bolscevica negli anni 30 che ,invece aveva commesso gravi abusi di potere sotto la direzione di Genrih Yagoda e Nikolay Yezhov, entrambi cacciati, perseguiti, processati, condannati

e giustiziati, quest’ultimo è sostituito da Lavrentij Beria.

Giocando alla caccia al ladro del marxismo al servizio delle forze reazionarie, Hobsbawm descrive la crescita del sistema sovietico come il risultato del “forza lavoro forzato di 4 e 13 milioni di prigionieri (il Gulag)”, citando Van der Linden. Questa cifra assurda è stata contestata da una vasta gamma di autori e confutata da documenti declassificati, al momento della Glasnost e firmato dal Procuratore Generale della R. Unione Sovietica Rudenko, Ministro degli Interni S. Kruglov e il ministro della Giustizia K. Gorshenin, che mostrano che il numero di circa 2 milioni di prigionieri in URSS fosse più basso in termini assoluti che in media al numero dei detenuti negli Stati Uniti (che dal 2006 è stato di 7 milioni). Questa tabella stessa rilasciata dal governo di M. Gorbaciov è stato pubblicata, da parte  dello svedese Mario Sousa[14], da Alexander Dugin, Zemskov e Ludo Martens. Lui è la riprova  che scrittori come Hobsbawm e altri delLa sua cricca mentono deliberatamente quando si tratta di “Unione Sovietica”, ma filisteicamente ,è qualcosa che non osano fare quando si tratta di  parlare dei propri paesi, responsabili della morte di milioni di persone in tutto il mondo . Si stima che la Gran Bretagna, il paese di Hobsbawm, abbia deliberatamente provocato una grande carestia in India che  uccise circa 30 milioni di persone. È interessante notare come la  sua  sovrano, la regina Elisabetta II e i suoi primi ministri non ricevono nemmeno la metà degli epiteti ed insulti che lo “storico”come Hobsbawm ed altri  gettano  selvaggiamente e irresponsabilmente su  Stalin.

L’adozione di una posizione reazionaria.

L’accusa di Hobsbawm che la causa della carestia in Ucraina nel 1932-33 fosse dovuta  alla “collettivizzazione dell’agricoltura,” anzichè misure adottate per promuovere la giustizia sociale nel settore e abolire la figura del kulak, lo storico britannico ignora completamente il ruolo nel sabotaggio,dell’agricoltura, del tifo e della siccità, fattori discussi in dettaglio e rilevati dallo storico belga Ludo Martens[15]. Con molto poco obiettività.

. Hobsbawm descrive Stalin come un “piccolo uomo” di “1,58”, anche se le cartelle cliniche indicato come 1,71, e le osservazioni di Graham Wallace, MD Harry Truman[16] ,lo hanno descritto come avente la stessa altezza di Hitler, che è di circa 1,73, e le schede tecniche del governo zarista lo descrivono come avente statura di 1,74.

 A pagina 386 della edizione portoghese del suo libro, Hobsbawm, con il suo anti-sovietismo e con la sua russofobia, ha descritto l’URSS come responsabile del “saccheggio” dei paesi poi liberati dall’Armata Rossa. In questo atto di “perfidia” e cattiveria , omette al lettore che questi paesi sono stati liberati dagli ex alleati della Germania nazista, che, insieme a questo,avevano attuato il massacro di oltre 20 milioni di sovietici in paesi come la Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria, con un nell’insieme questi contingenti, inviati per l’Operazione Barbarossa , superavano i 300.000 uomini. Parlando dell’Ungheria, tra l’altro, Hobsbawm,arriva a difendere  la rivolta del 1956, organizzata dai sostenitori del fascista Horty un alleato di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale.

Senza dubbio, la cosa più curiosa in “The Age of Extremes” è il latente ed  impulsivo antistalinismo di Eric Hobsbawm, che lo porta a spogliarsi del tutto del metodo dialettico e ad abbracciare quello manicheo. Pochi i nomi che nelle sue opere, piene di giudizi soggettivi,sono stati demonizzati come è stata la figura Stalin. Nemmeno Hitler, il cui progetto politico era stato la causa e  responsabile della perdita della vita a circa 60 milioni persone  [17]  che aveva  inserito nella sua programma politico-ideologico, il  un razzismo in forma cosi aperta , nemmeno a lui ,tocca essere  descritto nel libro di Hobsbawm come un “crudele, perverso tiranno”sorte che invece riserva a Stalin, nemmeno Harry Truman, il cui governo ha introdotto i batteri della sifilide ed ha usato più di centinaia di miglia di persone come cavie umane è descritto come “perverso”, ne  Mussolini,ne Margaret Thatcher e altre figure storiche del ventesimo secolo, , noti per il  carattere reazionario delle loro impostazioni ideologiche, vengono etichettati con questi aggettivi  e non hanno ricevuto mai così tanta attenzione ,e sono stati sempre descritti come leader responsabili, della distruzione di più del 70% delle forze naziste.’(?)

Che cos’è che Eric Hobsbawn vuole? e quali sono gli obiettivi del suo onanismo politico? Crede davvero che i suoi lettori sono tutti pazzi o stupidi ed incapaci di effettuare una ricerca su un personaggio di così grande importanza nel XX secolo, considerato uno dei tre più grandi nomi della storia della Russia, basta  andare a vedere tale risultato statistico (ndr tramite i motore di ricerca ) l’’ inchiesta si chiama  “Il Nome della Russia” realizzata nel 2008, anche dopo anni di scelleratezza anti-stalinista e quindi anti-comunista? Impressionante come il suggerimento sul socialismo reale nei libri del Sig. Hobsbawm non porti nemmeno un solo autore ad esaminare l’URSS obiettivamente e senza pregiudizi. E un  falsario e impostore” grande storico marxista “? Quel “marxista”, come Hobsbawm, e il suo onanismo politico, sono esaltati e godono di un’ottima reputazione nei mass media. Il che è già abbastanza,seppur sciocco,anche per digerire solo il prodotto della sua diarrea mentale. Uno che capisce veramente il potere dei valori dell’Illuminismo, l’importanza della ricerca, della ricerca e completa ricerca della conoscenza, non rientra nella categoria degli “storici marxisti raccomandati dai media”.Essi denunciano i delinquenti e falsificatori che s’annidano nel movimento marxista,cercando di  raccontare la verità, andando sulle montagne, facendo eco attraverso i muri, fanno piovere come le nuvole queste verità che cadranno come una spada tagliente, che frantuma la malvagità e l’inganno! .

TRADUZIONE DI “ULRICH”R.S

Note

1- HOBSBAWM, Eric J. A Era dos extremos: Breve século XX 1914-1991. 2ª edição. Tradução de Marcos Santarrita. Companhia das Letras

2- ibid., pg. 371

3- Artigo do jornal A Hora do Povo. Em: http://www.horadopovo.com.br/2009/janeiro/2733-14-01-09/P8/pag8a.htm

4- Ver “Esquerdismo, doença infantil do comunismo”, por V. I. Lenin/ “Sulla Frase Rivoluzionaria “vol 27 op.comp.pag,9-21 /”la Scabbia” Lenin . vol 27 op.comp.pag.24-27/Strano e Mostruoso. Lenin vol 27 op.comp.pag.54-61

5- E. Lyons: Stalin: Czar of All the Russias; Philadelphia; 1940; p. 196, 200, citado em “The cult of the Individual”, por William Bland. Em: http://www.mltranslations.org/Britain/StalinBB.htm

6- No original: “I got very well acquainted with Joe Stalin, and I like old Joe! He is a decent fellow. But Joe is a prisoner of the Politburo.” President HARRY S. TRUMAN, informal remarks, Eugen, Oregon, June 11, 1948. Public Papers of the Presidents of the United States: Harry S. Truman, 1948, p. 329.

7- FURR, Grover. Stalin foi um ditador? Tradução de Gláuber Ataíde Em: http://www.omarxistaleninista.org/2011/04/stalin-foi-um-ditador.html

8- Em http://pt.scribd.com/doc/62898033/stalinealutapelareformademocratica-parte-II

9- E. Hoxha: With Stalin: Memoirs; Tirana; 1979; p. 14-15, citado em “The cult of the Individual”, por William Bland. Em: http://www.mltranslations.org/Britain/StalinBB.htm

10- Citados em “The cult of the Individual”, por William Bland. Em: http://www.mltranslations.org/Britain/StalinBB.htm

·         10-a- MISSION TO MOSCOW BT JOSEPH E. DAVIES http://archive.org/stream/missiontomoscow035156mbp/missiontomoscow035156mbp_djvu.txt

11-  http://www.mltranslations.org/Britain/StalinBB.htm

12- G. K. Zhukov: The Memoirs of Marshal Zhukov; London; 1971; p. 283. Citado em “The cult of the Individual”, por William Bland. Em: http://www.mltranslations.org/Britain/StalinBB.htm

13- Há vários indícios de falsidade de um documento supostamente assinado por Stalin que ultimamente tem ganho grande popularidade, que revelaria sua “crueldade em Katyn”: http://pt.scribd.com/doc/62732715/Katyn-49-sinais-de-falsificacao-do-pacote-secreto-n-1

14- Ver http://www.mariosousa.se/MentirassobreahistoriadaUniaoSovietica.html

15- Em Stalin, um novo olhar.

16- Citado em: http://humanheight.net/famous_people/sources/height_of_stalin_source.html

17- http://en.wikipedia.org/wiki/World_War_II_casualties

Stalin foi considerado pelo povo russo como um dos 3 maiores nomes de sua história, embora seja originalmente georgiano. Neste pôster soviético ele congratula trabalhadores soviéticos com duas grandes ordens conferidas a civis e militares, a Ordem de Lenin e a medalha de Herói do Trabalho Socialista

Por Cristiano Alves

 Refutada a idéia do “Stalin autocrata”, é necessário questionar, investigar e fazer conclusões sobre a idéia do “Stalin cruel”, adotando uma corrente que nada tem de “stalinista”, mas de racionalista, mais próxima de Voltaire do que de Stalin. A imagem deste “Darth Vader vermelho”, vendida por historiadores como Hobsbawm, cujo impulso antistalinista o leva a extremos, foi objeto de estudo do marxista-leninista britânico William Bland. Em seu documento “O culto do indivíduo”11, Bland demonstra que segundo o líder albanês Enver Hodja “Stalin era modesto e bastante gentil com as pessoas, os quadros e seus colegas”, e segundo o embaixador dos Estados Unidos na União Soviética, Joseph Davies, citado no trabalho de Bland, Stalin era um homem simples, de gestos agradáveis. Contrastando ainda com essa imagem, a filha do próprio Stalin, Svetlana Alilulyeva, descreve o líder soviético como um pai atencioso, amável. Segundo Georgiy Júkov, Marechal da União Soviética, “Stalin conquistava o coração de todos com quem conversava”12. Como se não bastassem essas declarações, o “cruel Stalin” jamais ordenara a prisão de Mihail Bulgákov, um escritor que pensava diferente do Estado Soviético e lhe era crítico, apreciava o talento de Maria Yudina, pianista considerada louca na URSS mas admirada por Stalin, e tinha por um de seus hobbies não a caça ou a pescaria, mas tão somente plantar árvores ou plantas de jardim, características incomuns num “sujeito cruel”. Para alegar que “Stalin era cruel” é necessário comprovar tal alegação, por exemplo, com algum documento de Stalin que demonstrasse atos de crueldade, documentos que inexistem, tornando a alegação de Hobsbawm pura sofistaria.13

Stalin, segundo Eric Hobsbawm

Não bastasse o impulso anti-Stalin de Hobsbawm, de dar inveja a qualquer propagandista do III Reich, Hobsbawm chega a mais um extremo ao alegar que “poucos homens manipularam o terror em escala mais universal”. É questionável o porquê de Eric ter adicionado esta descrição, será que chamar de “cruel e autocrata” já não era suficiente para o britânico? É de se supor que esta afirmação tenha sido inserida como forma de “blindar” o autor de A Era dos Extremos contra possíveis alegações de “stalinista” por parte de seus editores ou mecenas burgueses. Um elogio de Hobsbawm ao Banco Mundial no referido livro pode ser indicativo de uma de suas fontes de financiamento. É comum que certos indivíduos confundam “amor a uma coisa” com “ódio por outra”, usando-se do ódio como forma de demonstrar “apreço” por uma outra coisa, como Hitler na Alemanha, que sendo austríaco, usava o ódio contra eslavos, negros e judeus como forma de demonstrar um suposto “amor” pelo país, ou como o marido que bate na esposa como forma de mostrar que “a ama”. Mais uma vez, essa tentativa desesperada de Hobsbawm de doutrinarnos com sua sofistaria através de uma linguagem de ódio vai por água abaixo ante os estudos do Dr. Yuri Júkov e do professor Grover Furr. Mesmo o discurso de Nikita Hruschov no XX Congresso do PCUS, que talvez conferissem alguma legitimidade ao historiador britânico foi provado como falso pelo professor americano em sua obra “Hruschov lied”, que demonstra que 60 das 61 acusações de Hruschov em seu discurso no referido congresso são falsas, discurso que, diga-se de passagem, é ignorado por Eric Hobsbawm, mesmo sendo um dos discursos mais importantes do século XX, sua obra carece de qualquer investigação séria desse discurso e de sua veracidade. O professor Grover Furr, responsável por investigar e desmascarar o discurso fraudulento de Hruschov, demonstra como falsa a idéia de Stalin como “todo poderoso soviético”, demonstrando que esse não exercia controle sobre o NKVD, órgão para a defesa da Revolução Bolchevique que nos anos 30 cometera sérios abusos de poder sob a direção de Genrih Yagoda e Nikolay Yejov, ambos exonerados, processados, julgados, condenados e executados, sendo este último substituído por Lavrenti Beria.

Fazendo o papel de pícaro do marxismo a serviço de forças reacionárias, Hobsbawm descreve o crescimento do sistema soviético como o resultado de uma “força de trabalho de 4 e 13 milhões de pessoas prisioneiras(os gulags)”, citando Van der Linden. Essa cifra absurda já foi contestada por uma vasta gama de autores e refutada pelos documentos desclassificados na época da Glasnost e assinados pelo Procurador-Geral da União Soviética R. Rudenko, o Ministro do Interior S. Kruglov e o Ministro da Justiça K. Gorshenin, que demonstram o número de cerca de 2 milhões de presos na URSS, um número inferior em termos absolutos e proporcionais ao número de presos nos EUA(que por volta de 2006 era de 7 milhões). Essa mesma tabela divulgada pelo governo anticomunista de M. Gorbatchov fora divulgada pelo sueco Mário Sousa14, por Alexander Dugin, Zemskov e Ludo Martens. Ela é a prova de que autores como Hobsbawm e outros de sua camarilha mentem deliberadamente quando o assunto é “União Soviética”, algo que não se atrevem a fazer quando falam de seus próprios países, responsáveis pela morte de milhões de pessoas ao redor do mundo. Estima-se que a Grã-Bretanha, país de Hobsbawm, tenha provocado deliberadamente uma grande fome na Índia que matou cerca de 30 milhões de pessoas. Curiosamente, sua soberana, a Rainha Elizabeth II e seus primeiros-ministros, não recebem nem metade dos epítetos que o historiador lança furiosamente e irresponsavelmente sobre Stalin.

Adotando uma posição reacionária, Hobsbawm atribui como causa da fome na Ucrânia em 1932-33 a “coletivização da agricultura”, medida adotada para promover a justiça social no campo e evitar a figura do kulak, o historiador britânico ignora completamente o papel destes na sabotagem da agricultura, do tifo e da seca, fatores abordados e detalhadamente pesquisados pelo historiador belga Ludo Martens15. Com muito pouca objetividde, E. Hobsbawm descreve Stalin como um “homem pequenino”, de “1,58″, embora registros médicos o indicassem como tendo 1,71, e observações de Wallace Graham, médico de Harry Truman16, o indicasse como tendo a mesma altura de Hitler, isto é, por volta de 1,73, e fichas de informação do governo tzarista o descrevessem como tendo 1,74. Na página 386 da edição em português de seu livro, Hobsbawm, com seu anti-sovietismo e russofobia, descreve a URSS como sendo responsável pelo “saque” dos países então libertados pelo Exército Vermelho. Num ato de vilania, ele omite ao leitor que estes países libertados eram ex-aliados da Alemanha nazista que, juntos com esta, participaram do massacre de mais de 20 milhões de soviéticos, países como a Tchecoeslováquia, Hungria, Romênia e Bulgária, que cujo contingente enviado para a Operação Barbarrossa ultrapassava os 300 mil homens. Falando sobre a Hungria, a propósito, Hobsbawm se atreve a defender o levante de 1956, organizado pelos partidários do fascista Horty, aliado de Hitler durante a Segunda Guerra.

Sem dúvidas, um dos pontos mais curiosos em “A Era dos Extremos” é o impulso antistalinista latente de Eric Hobsbawm, levando-o a despir-se de todo método dialético para abraçaro método maniqueísta. Poucos nomes em sua obra impregnada de subjetivismo são tão demonizados como a figura de Stalin. Nem mesmo Hitler, cujo projeto político exterminou cerca de 60 milhões de pessoas17 e incluía na sua agenda um racismo aberto, é descrito como “cruel, perverso, tirano” no livro de Hobsbawm; nem mesmo Harry Truman, cujo governo introduziu a bactéria da sífilis em mais de centenas de indivíduos para usá-los como cobaias humanas, é descrito como “perverso”; nomes como Mussolini, Margaret Tatcher e outros personagens reacionários do século XX não recebem um espaço especial para demonização como o líder responsável pela destruição de mais de 70% das forças nazistas.

O que Eric Hobsbawn pretende e quais os seus objetivos com o seu onanismo político? Será que ele acredita mesmo que todos os seus leitores são todos tolos ou acéfalos incapazes de pesquisar a respeito de um pesonagem de tão grande importância no século XX, considerado um dos três maiores nomes da história da Rússia na pesquisa “The Name of Russia”, efetuada em 2008, mesmo após anos de vilania anti-stalinista e, portanto, anticomunista? Impressiona como a sugestão de livros a respeito do socialismo real do Sr. Hobsbawn não traga sequer um só autor que examine a URSS com objetividade e sem preconceitos. É este falsificador e farsante o “grande historiador marxista”? Que “marxistas” como Hobsbawn, com seu onanismo político, sejam exaltados e gozem de excelente reputação na mídia de massa, isso é perfeitamente compreensivo, porém cabe apenas aos tolos digerir o produto de sua diarréia mental. Aquele que de fato compreende a força dos valores iluministas, a importância da pesquisa, da investigação e da conclusão buscam o conhecimento, não se acomodam com “historiadores marxistas recomendados pela mídia”, eles denunciam pícaros do movimento marxista e fazem a verdade ir até o topo das montanhas, ressoar pelas paredes, eles fazem com que as nuvens façam chover essas verdades que cairão como uma espada afiada que destroça a vilania e a mentira!

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...."L’ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all’inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente...." Lenin -Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa-Pubblicato sul Sozial-Demokrat, n. 44, 23 agosto 1915.
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